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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 13 / 11 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    28 gennaio - 2 febbraio 2019, a Bologna... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    28 de enero - 2 de febrero 2019, en Bolonia... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    28 de janeiro - 2 de fevereiro de 2019, em Bolonha... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La Presidente in Guinea Bissau
    Martina visiterà il gruppo della Guinea dal 6 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019. La accompagniamo con... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    A Presidente em Guiné Bissau
    A Martina visitará o grupo da Guiné, de 6 de dezembro 2018 a 9 de janeiro 2019. Acompanhamo-la com... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La presidenta en Guinea Bissau
    Martina visitará el grupo de Guinea desde el 6 de diciembre 2018 al 9 de enero 2019. La acompañamo... Continua
pane… spezzato
 
Una  breve riflessione di una mattinata un po’ diversa dal solito. E’ quanto abbiamo vissuto della festa dell”Eccomi” svoltasi a Bologna ,nella nostra casa di Via Guidotti 53, il 25 marzo festa dell’Annunciazione. E’ un appuntamento ormai consolidato, vissuto come famiglia, al quale NOI CM rispondiamo in diversi modi e altrettanti stili, a secondo della realtà dei continenti e delle città, dove siamo presenti. La nostra casa di Bologna è considerata Centro CM. Alcuni giorni prima ci arrivavano echi sulle date e iniziative che altri gruppi CM avevano stabilito per questo avvenimento: dal Portogallo, Mozambico, Indonesia, Cile, Argentina… Queste notizie ci sembravano piccole luci , fari luminosi che pian piano si accendevano per illuminare le strade del mondo, ma avevano anche il potere di farci sentire in comunione di cuori e di ideale, cancellare le distanze tra noi, accogliere risposte concrete al “Noi CM”. Così succede ogni anno quando i gruppi, missionarie, familiares e amici ricordano e celebrano insieme il Si di Gesù e di Maria:” Ecce Venio – Ecce Ancilla”. E’ una adesione quasi unanime fatta di riflessione, preghiera e ricordi condivisi tra noi e che abbiamo voluto chiamare semplicemente: “Festa dell’”Eccomi”. E’ diventata uno spazio di accoglienza per vivere e condividere insieme la spiritualità, il carisma, il senso missionario , l’amicizia. Anche questa volta ci siamo ritrovati: missionarie, alcuni amici, e una buona rappresentanza di Padri dehoniani. Quest’anno noi missionarie di Bologna abbiamo creduto opportuno riflettere sul tema che la nostra chiesa ha stabilito per l’Anno del Congresso Eucaristico Diocesano ( dal 13 novembre 2016 all’8 ottobre 2017): “Voi stessi date loro da mangiare”. Ci ha aiutato nella riflessione p. Marco Bernardoni SCJ. P. Marco nella sua introduzione ha riassunto bene la motivazione: Un’idea felice che onora il respiro ecclesiale della Compagnia Missionaria del Sacro cuore, il suo desiderio ovunque si trovi, di mettersi al passo e al servizio della Chiesa locale. Il tema è stato presentato con entusiasmo e convinzione. Oltre a farci riflettere ci ha suggerito alcune indicazioni per continuare con fedeltà in questo cammino e ci ha soprattutto provocato a “ trovare la spiritualità adeguata a questo passaggio di epoca Si tratta,dunque,di intuire le direzioni verso quali lo Spirito spinge la Chiesa”. Le risonanze e interventi dei presenti hanno arricchito la riflessione. Ci sembra di aver trovato risposte adatte anche per rispondere all’obiettivo che si vuole raggiungere in questo anno del Congresso Eucaristico presentato dal nostro Vescovo Matteo:”…Gesù ci insegna a rispondere alla fame di tanti. Per farlo non dobbiamo cercare capacità particolari o possibilità straordinarie, che non avremo mai, ma solo offrire il poco che abbiamo e condividerlo, affidarlo al suo amore perché tutti siano saziati, noi e il prossimo”. Una mattinata trascorsa nell’ascolto della Parola, nella condivisione, nella semplicità, nell’amicizia. Il depliant che avevamo preparato come invito alla festa diceva: “Desideriamo condividere con ciascuno/a di voi una mattinata di amicizia, riflessione e gioiosa convivialità”. Nel nostro piccolo possiamo dire che ci siamo riuscite, perché il poco che avevamo lo abbiamo condiviso. Al termine dell’incontro abbiamo voluto concretizzare attraverso un simbolo la continuità di questa condivisione, anche fuori dal nostro ambiente: a ogni partecipante è stato consegnato un piccolo pane, non come semplice ricordo, ma come “segno concreto” da spezzare e condividere una parte, con chi ci è vicino. Pane per un cammino insieme! Santina Pirovano
un cuore di carne
 
Jan van Eyck, Agnello mistico, sec XV “E mi mostrò poi un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città e, da una parte e dall’altra del fiume, si trova un albero di vita che dà frutti dodici volte l’anno, portando frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni” (Ap. 22, 1-2) . Carissime/i, ci ritroviamo di nuovo per vivere insieme, pur se ognuno/a nel suo luogo di missione, la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù fonte di acqua viva, di vita e di grazia per ciascuna/o di noi. E’ un nuovo invito che ci viene rivolto perché accogliamo e scegliamo percorsi e cammini di vita nell’“oggi di Dio” che ci è dato di vivere. “Ma se camminiamo nella luce, come Egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato” (1Gv 1,7) Davvero dobbiamo ringraziare il Signore che ci dona vita e vita in abbondanza qualora ci lasciamo guidare dal Suo Spirito e viviamo i nostri giorni dentro il mistero del suo amore e della sua tenerezza, che cambiano il nostro cuore di pietra in un cuore di carne. Ed un cuore di carne è un cuore che vive la comunione. Suggerisco, a questo proposito, prendendo dagli scritti di P. Albino, quanto segue: “Le condizioni per “fare comunione”: 1) Umiltà sul piano umano e sul piano cristiano: è la condizione assoluta, voluta da Dio, per suscitare ovunque, negli uomini e in Dio stesso la compiacenza, la benevolenza, l’aiuto, il dono di ogni interesse per “fare comunione”. E, nella “comunione”, per arrivare ad ogni bene. 2) Fare atti di “comunione”, farne molti, proprio molti, per quanto ordinari ed insignificanti. Farli con il cuore, nella piena sincerità, con la più grande magnanimità. 3) Se ci capitasse di mancare alla “comunione” con chi ci sta d’attorno e, più largamente con i fratelli, … facciamo entrare con decisa umiltà l’accusa delle nostre mancanze contro la “comunione”: una parola amara, un giudizio azzardato, un pettegolezzo, un aiuto o anche solo un sorriso mancato. Poi, purificati dalla nostra colpa, potremo “ritornare a presentare la nostra offerta” ( Mt. 5, 24 ). E un altro aspetto per accogliere cammini di vita nuova è il servizio come ci suggerisce Papa Francesco: “Siate gioiosi, mai tristi. Gioiosi. Con la gioia del servizio di Cristo, anche in mezzo alle sofferenze, alle incomprensioni, ai propri peccati”. … La Chiesa sia in piedi e in cammino, in ascolto delle inquietudini della gente e sempre nella gioia. “Ma per evangelizzare, 'alzati e va'. Non dice: 'Rimani seduta, tranquilla, a casa tua': no! La Chiesa sempre per essere fedele al Signore deve essere in piedi e in cammino: 'Alzati e va'. Una Chiesa che non si alza, che non è in cammino, si ammala … finisce chiusa con tanti traumi psicologici e spirituali, “chiusa nel piccolo mondo delle chiacchiere, delle cose… chiusa, senza orizzonti”. “Alzati e va’, in piedi e in cammino. Così deve agire la Chiesa nell’evangelizzazione”… . Ai neo sacerdoti ma, anche a noi tutti ed in particolare a noi, missionarie e familiares dice: “Tra i compiti del sacerdote uno “forse noioso, anche doloroso” è “quello di andare a trovare gli ammalati”: “Fatelo, voi. Sì, sta bene che vadano i fedeli laici, i diaconi, ma non lasciate di toccare la carne di Cristo sofferente negli ammalati: questo santifica voi, vi avvicina al Cristo” (cfr News.Va). Siamo chiamate ad aprire la porta del nostro cuore e della nostra interiorità per unificare la nostra persona: “Lasciarsi istruire, riconoscere i movimenti dello Spirito in noi, … aderirvi, fa parte della vita del cuore profondo. E’ nel cuore che si comprendono le cose del regno, che si impara come integrare la vita dello Spirito nella propria umanità. … aprire la propria terra interiore nella sua totalità alla presenza del Cristo, alla vita dello Spirito (Ap. 3,20), è molto unificante, una circolazione viva, un soffio che parte dal cuore e si espande nella psiche e nel corpo.” (Simone Pacot, Torna alla vita, pp. 253-254, ed. Queriniana) Il mio augurio è che viviamo sempre più convinte il dono di Dio che abbiamo nelle nostre mani e che il Signore ci ha elargito abbondantemente dal Suo Cuore Trafitto perché possiamo continuare a stimolarci ed a sostenerci a vicenda con una vita generosa e piena di opere buone. In comunione. Martina
maria, aiutaci a conservare questo “tesoro”
 
Maria, aiutaci a conservare questo “tesoro” Il gruppo CM di Porto si è riunito dal 25 al 28 febbraio 2017 per un Corso di Formazione Permanente nella sede di Rua Miguel Bombarda- Porto. Il 26 siamo andate alla chiesa di Nossa Senhora da Vitòria, dove abbiamo partecipato all’Eucaristia, celebrata da p. Jardim Moreira, per rendere grazie dei 50 anni di presenza della Compagnia Missionaria in Portogallo. Molte di noi hanno lavorato in quella parrocchia a livello ecclesiale, pastorale, sociale e professionale. Lì abbiamo avuto una presenza molto significativa per diversi anni. L’invito rivolto alla comunità parrocchiale per questa celebrazione era stato esteso anche alle persone che un tempo avevano frequentato la catechesi e che tante volte avevano fatto della nostra casa una Betania: uno spazio di amicizia, di preghiera, di condivisione…incontri di giovani, momenti di festa… Al termine della celebrazione eucaristica, p. Jardim ha offerto un pranzo squisito a tutte le persone che volevano partecipare, comprese le missionarie. C’era un bel gruppo! È stato motivo di vera gioia il vedere la soddisfazione di p. Jardim e il ritrovarci con persone che non vedevamo da molti anni! Che gioia incontrare le giovani famiglie con i loro figli! Ricordare che erano stati i nostri bambini del catechismo ed ora vederli arrivare con i loro figli…Come scorre veloce il tempo! Con il cuore pieno di gioia, siamo ritornate a casa a continuare il nostro lavoro. Il corso di formazione sul tema: “La storia della Compagnia missionaria in Portogallo: Guardare lontano”, è stato orientato da Lùcia Correia. È partita dagli ultimi anni del ’60, ma più concretamente dalla rivoluzione di maggio del 1968 (la rivoluzione culturale), sottolineando come questa rivoluzione toccò molto anche il nostro Istituto che, allora aveva appena 10 anni di vita. Abbiamo capito meglio questo pezzo di storia che sentivamo raccontare, ma non con questa chiarezza. Abbiamo ricordato l’arrivo della CM a Porto con le prime missionarie: Maria Ilda, Teresa Castro e Lisetta Licheri e dopo arrivò anche Maria Teresa Carvalho. Nell’autunno del 1968 partirono per il Mozambico le prime tre missionarie che erano arrivate l’anno prima dall’Italia. La decisione di aprire una casa in Portogallo, la prima presenza della CM fuori dall’Italia, aveva come motivo quello di costituire una specie di rampa di lancio perché l’Istituto si aprisse a nuovi orizzonti. Inoltre c’era la necessità di una preparazione immediata per la missione e per apprendere la lingua portoghese, dato che in quegli anni il Mozambico dipendeva ancora dal Portogallo. Come un vero padre, p. Albino (nostro Fondatore) aveva accompagnato, con la sua presenza, la nascita della CM nella città di Porto e la descrive così: «Nei giorni 13- 24 ottobre 1967 sono stato in Portogallo. Così ho avuto modo di assistere personalmente alla nascita e alle prime espressioni di vita del nuovo centro comunitario della CM a Porto, in via Miguel Bombarda, 211. La generosità del Sig. Francisco Wancheneider e l’efficienza instancabile del caro p. Giulio Gritti ci hanno messo a nostra disposizione una vecchia casa signorile ancora in buone condizioni, in una via centrale della simpatica città. Tuttavia, quando sono arrivato la casa era completamente vuota. Ricordo l’impressione desolante che mi suscitò la sera della mia visita: appena tre sedie, un tavolo vecchio, due o tre letti, con materassi duri come il legno… Sotto l’effige di San Giuseppe, che da tempo lo consideriamo come il provvido amministratore della CM, ho collocato un biglietto con una raccomandazione: “Abbiamo bisogno di una casa. Ci piacerebbe rimanere qui, poveri ma tranquilli”. Dato che la casa era intestata, poteva essere persa da un giorno all’altro. Ma credo che San Giuseppe ci penserà a non metterci sulla strada». San Giuseppe ha fatto veramente la sua parte se pensiamo che ancora oggi ci troviamo in questa bella casa! La CM in Portogallo è andata crescendo con il sorgere di nuove vocazioni portoghesi, con la presenza di missionarie italiane che hanno trascorso qui periodi di tempo e dopo alcune sono rientrate in Italia e altre sono andate in missione in Mozambico. Così si è espansa la CM nel nostro paese. Attualmente la CM è presente a Porto, Lisbona e Funchal (Madeira). Infine Lùcia Correia ci ha offerto anche un commento sul Vaticano II. Luisa Chierici, missionaria italiana, ci ha presentato e commentato un PowerPoint sulla sua esperienza riguardo alle Missioni Parrocchiali in Italia. Ha testimoniato la ricchezza del suo lavoro nell’ambito della missione CM e il suo vissuto nel gruppo di Porto dal novembre 1972 al giugno 1974. Abbiamo ringraziato la sua presenza, il suo contributo formativo che ci ha offerto e soprattutto l’amore alla missione che ci ha testimoniato e che ci ha interpellato. Abbiamo terminato questi giorni di formazione con l’Eucaristia, celebrata dal provinciale dei dehoniani, p. Agostinho e con il pranzo di fraternità. Sono stati giorni di una ricchezza straordinaria! Ringraziamo il Signore per il dono della Compagnia Missionaria e per la nostra storia. Maria, madre, guida e custode della CM ci aiuti a conservare questo “Tesoro” e a trasmetterlo agli altri… Maria Justina Carneiro
maria, aiutaci a conservare questo “tesoro”
 
Maria, aiutaci a conservare questo “tesoro” Il gruppo CM di Porto si è riunito dal 25 al 28 febbraio 2017 per un Corso di Formazione Permanente nella sede di Rua Miguel Bombarda- Porto. Il 26 siamo andate alla chiesa di Nossa Senhora da Vitòria, dove abbiamo partecipato all’Eucaristia, celebrata da p. Jardim Moreira, per rendere grazie dei 50 anni di presenza della Compagnia Missionaria in Portogallo. Molte di noi hanno lavorato in quella parrocchia a livello ecclesiale, pastorale, sociale e professionale. Lì abbiamo avuto una presenza molto significativa per diversi anni. L’invito rivolto alla comunità parrocchiale per questa celebrazione era stato esteso anche alle persone che un tempo avevano frequentato la catechesi e che tante volte avevano fatto della nostra casa una Betania: uno spazio di amicizia, di preghiera, di condivisione…incontri di giovani, momenti di festa… Al termine della celebrazione eucaristica, p. Jardim ha offerto un pranzo squisito a tutte le persone che volevano partecipare, comprese le missionarie. C’era un bel gruppo! È stato motivo di vera gioia il vedere la soddisfazione di p. Jardim e il ritrovarci con persone che non vedevamo da molti anni! Che gioia incontrare le giovani famiglie con i loro figli! Ricordare che erano stati i nostri bambini del catechismo ed ora vederli arrivare con i loro figli…Come scorre veloce il tempo! Con il cuore pieno di gioia, siamo ritornate a casa a continuare il nostro lavoro. Il corso di formazione sul tema: “La storia della Compagnia missionaria in Portogallo: Guardare lontano”, è stato orientato da Lùcia Correia. È partita dagli ultimi anni del ’60, ma più concretamente dalla rivoluzione di maggio del 1968 (la rivoluzione culturale), sottolineando come questa rivoluzione toccò molto anche il nostro Istituto che, allora aveva appena 10 anni di vita. Abbiamo capito meglio questo pezzo di storia che sentivamo raccontare, ma non con questa chiarezza. Abbiamo ricordato l’arrivo della CM a Porto con le prime missionarie: Maria Ilda, Teresa Castro e Lisetta Licheri e dopo arrivò anche Maria Teresa Carvalho. Nell’autunno del 1968 partirono per il Mozambico le prime tre missionarie che erano arrivate l’anno prima dall’Italia. La decisione di aprire una casa in Portogallo, la prima presenza della CM fuori dall’Italia, aveva come motivo quello di costituire una specie di rampa di lancio perché l’Istituto si aprisse a nuovi orizzonti. Inoltre c’era la necessità di una preparazione immediata per la missione e per apprendere la lingua portoghese, dato che in quegli anni il Mozambico dipendeva ancora dal Portogallo. Come un vero padre, p. Albino (nostro Fondatore) aveva accompagnato, con la sua presenza, la nascita della CM nella città di Porto e la descrive così: «Nei giorni 13- 24 ottobre 1967 sono stato in Portogallo. Così ho avuto modo di assistere personalmente alla nascita e alle prime espressioni di vita del nuovo centro comunitario della CM a Porto, in via Miguel Bombarda, 211. La generosità del Sig. Francisco Wancheneider e l’efficienza instancabile del caro p. Giulio Gritti ci hanno messo a nostra disposizione una vecchia casa signorile ancora in buone condizioni, in una via centrale della simpatica città. Tuttavia, quando sono arrivato la casa era completamente vuota. Ricordo l’impressione desolante che mi suscitò la sera della mia visita: appena tre sedie, un tavolo vecchio, due o tre letti, con materassi duri come il legno… Sotto l’effige di San Giuseppe, che da tempo lo consideriamo come il provvido amministratore della CM, ho collocato un biglietto con una raccomandazione: “Abbiamo bisogno di una casa. Ci piacerebbe rimanere qui, poveri ma tranquilli”. Dato che la casa era intestata, poteva essere persa da un giorno all’altro. Ma credo che San Giuseppe ci penserà a non metterci sulla strada». San Giuseppe ha fatto veramente la sua parte se pensiamo che ancora oggi ci troviamo in questa bella casa! La CM in Portogallo è andata crescendo con il sorgere di nuove vocazioni portoghesi, con la presenza di missionarie italiane che hanno trascorso qui periodi di tempo e dopo alcune sono rientrate in Italia e altre sono andate in missione in Mozambico. Così si è espansa la CM nel nostro paese. Attualmente la CM è presente a Porto, Lisbona e Funchal (Madeira). Infine Lùcia Correia ci ha offerto anche un commento sul Vaticano II. Luisa Chierici, missionaria italiana, ci ha presentato e commentato un PowerPoint sulla sua esperienza riguardo alle Missioni Parrocchiali in Italia. Ha testimoniato la ricchezza del suo lavoro nell’ambito della missione CM e il suo vissuto nel gruppo di Porto dal novembre 1972 al giugno 1974. Abbiamo ringraziato la sua presenza, il suo contributo formativo che ci ha offerto e soprattutto l’amore alla missione che ci ha testimoniato e che ci ha interpellato. Abbiamo terminato questi giorni di formazione con l’Eucaristia, celebrata dal provinciale dei dehoniani, p. Agostinho e con il pranzo di fraternità. Sono stati giorni di una ricchezza straordinaria! Ringraziamo il Signore per il dono della Compagnia Missionaria e per la nostra storia. Maria, madre, guida e custode della CM ci aiuti a conservare questo “Tesoro” e a trasmetterlo agli altri… Maria Justina Carneiro
effondere l’amore
 
Sabato 11 Marzo come gruppo CM Lombardia Liguria ( familiares e missionarie), abbiamo vissuto  con un gruppo di amici la festa dell'Eccomi. E' stato bello preparare insieme questo evento ed è stato bello presentarci così come siamo: laiche/i che vivono diverse realtà condividendo la spiritualità che li rende famiglia all'interno della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore. Abbiamo voluto presentare con dei power point e due video le nostre realtà: i familiares, le missionarie, come entrambi viviamo l'Eccomi e la missione là dove il Signore ci chiama. Non abbiamo offerto una conferenza bella e arricchente tenuta da qualche padre come solitamente avviene; abbiamo voluto inviare il messaggio che chiunque è chiamato a fare della sua vita un Eccomi. Nell'immaginario collettivo le missionarie o i missionari, sono eroi che lasciato tutto.: casa, lavoro , affetti..., si trasferiscono in Paesi poveri per aiutare e portare Cristo a poveretti bisognosi di tutto, salvo poi, scoprire che Cristo lo si incontra lì e che quello che si porta è proprio poco rispetto a quello che si riceve. Si pensa di non essere in grado di appartenere a questa schiera di eroi e si fa quel che si può raccogliendo soldi per qualche progetto, visitando l'amica missionaria e raccontare poi in che stato di indigenza l'ha portata a vivere la sua scelta ( o il suo sì), tutto in perfetta buona fede ; non vorrei essere fraintesa. Quello, però, che mi è sembrato un messaggio bellissimo e forte , è stata la conclusione di un'intervista di Anna Maria Berta che abbiamo presentato come video, in cui dice: “ [...]la donna africana va aiutata ma va soprattutto amata”. Questa è la chiave giusta per vivere la missione: AMARE. Vuol dire diffondere ed effondere l'amore come un olio profumato. Andare incontro all'altro con le nostre fragilità e le nostre paure e accogliere le sue fragilità e le sue paure. Maria con il sui SI ha vinto le sue e ha contribuito a cambiare il mondo. Il messaggio è ,quindi , che ognuno di noi: missionarie, familiares, cristiani, uomini e donne di buona volontà, è chiamato a dire il suo SI' dove la vita lo pone, sia l'Africa, L'America Latina ,L'Asia, una città della Liguria o un piccolo paese del Piemonte. Ovunque “ dobbiamo imparare a penetrare le cose e trovarci Dio” ( Master Ekard) ed a accoglierlo, aggiungo io; l'Africa ci viene incontro e noi ne abbiamo paura, vediamo un nemico e ci chiudiamo a riccio e non ci accorgiamo che questo atteggiamento ci porta alla morte. Noi realizziamo la nostra umanità quando sappiamo entrare in relazione, quando si esce da se stessi per vivere in comunione con Dio, con gli altri, con l'ambiente( cfr LS 240). Chiedo scusa, mi sono fatta prendere la mano dalle mie riflessioni e forse sono uscita dal “seminato” però credo sia stato bello presentare i nostri Pawr point con l'intento di cui sopra. Subito non c'è stata una grande risonanza ma nel momento conviviale che è seguito, parlando a tu per tu con alcune persone si è proprio giunti a questo: il Signore chiama tutti e alla nostra risposta generosa segue la scoperta che il regno di Dio è anche nell 'infinitamente piccolo delle cose che ci circondano e che non vi sono eroi irraggiungibili e mediocri scontenti. Termino con: C'è una buona notizia e una cattiva. La prima è che anche in un mondo dominato da titanici centri di potere finanziario, costruire il bene comune e accrescere la possibilità di decidere veramente delle nostre vite è ancora possibile. La seconda è che non possiamo farlo mettendo semplicemente una croce su una scheda e poi tornare a guardare le TV. ( Noam Chomsky) Maria Dolores Biggio.
una quaresima diversa tra storia… affari…e altro
 
Alleluia, ormai siamo nel periodo pasquale, ma mi prendo un tempo per riguardare i giorni di questa quaresima 2017, il cui percorso  ha avuto tappe un po’ diverse dal solito. Il 7 marzo sono in partenza per Porto con un mandato ufficiale del CC per accompagnare la vendita della nostra casa di Porto e cercare di trovarne un’altra. Dovrei partire con Iberia via Madrid, ma ha dei disguidi e mi dirottano con la Lufthansa a Francoforte, dove passo delle lunghe ore. Mi dico: “è quaresima ed è bene che la mia pazienza venga messa alla prova”, comunque mai stata a Francoforte e giro in lungo e largo l’aeroporto, che ha dei momenti di confusione e altri veramente tranquilli e finalmente riparto e a mezzanotte sono a destinazione. La storia Era ottobre del 1967 quando arrivarono a Porto, Teresa Carvalho, Teresa Castro, Ilda e Lisetta Licheri a cui si aggiunse subito Teresa Gonçalves. Provvisoriamente con l’aiuto di padre Giulio Gritti trovarono ospitalità in questa casa che era in vendita. In archivio c’è questa lettera di padre Albino indirizzata al proprietario, signor Francisco Wandsneider : “riceva il mio più vivo ringraziamento per l’ospitalità’ che ci da nella sua casa di rua Miguel Bombarda 211. Speriamo che questa opera di carità in favore della nostra umile Famiglia ottenga le maggiori grazie del cielo per lei e la sua famiglia……”e sempre scritto da padre Albino il bigliettino rivolto a san Giuseppe: “Abbiamo bisogno di una casa – A noi piacerebbe rimanere qui poveri ma tranquilli“. San Giuseppe fece la sua parte e rimanemmo là riuscendo ad acquistarla. Da allora dire Rua Miguel Bombarda 211 è stato come dire CM in Portogallo Quante volte abbiamo nominato questa casa, quante di noi portoghesi e no ci abbiamo vissuto per poco o per molto tempo. La storia e la vita che si sono svolte in questa casa è ormai lunga... Ma gli anni passano e anche per le casa si fanno sentire, gli interventi per rimodernarla e renderla più funzionale sarebbero molto costosi, e visto che attualmente ci sono molte offerte per comprarla si decide per la vendita. Penso debba far parte della storia anche questo episodio. Fra le varie agenzie immobiliari che si sono interessate all’acquisto, si e presentato con nostro stupore un signor Francisco Wandsneider (esattamente il nipote dell’antico proprietario che non sapeva che la casa era stata di suo nonno) E quando abbiamo dovuto scegliere a quale agenzia immobiliare affidarci, anche questo motivo ha avuto il suo peso. Così in questo marzo del 2017 proprio il giorno 20 in cui quest’anno si festeggia liturgicamente san Giuseppe accettiamo e firmiamo il compromesso di vendita. Sulla facciata è messo un cartello: IN VENDITA e comincia così la processione dei probabili compratori, da accompagnare in tipo visite guidate, e come mettersi in vetrina e’ già abituarsi all’idea che non sarà più “nostra”. Questa vendita provoca senz’altro una dimensione di tristezza e di perdita, e a chi tocca fare questo lo fa non senza emozione. Cosi è la vita, e fatta di cambiamenti, di perdite, di lutti, sono queste le mie riflessioni , mentre spazzo le innumerevoli camelie che cadono a terra, nel nostro bel giardino, dopo essere state ammirate in tutto la loro bellezza. Cammini e ricerche La nuova casa di Porto Insieme a Laura, visto che siamo in quaresima cominciano le tappe delle nostre “via crucis”, per provvedere i documenti necessari alla vendita passiamo da uffici vari, notaio, avvocato, curia, per tutti i gusti e allo stesso tempo cominciamo la ricerca di un’altra casa Anche per comprare nel mercato immobiliare offerte non mancano ma non è facile scegliere una casa che risponda alle nostre necessita ed esigenze. Sempre con Laura su e giù per strade e quartieri ne facciamo di strada, anche perche ci teniamo a verificare sul terreno dove le case sono situate quali mezzi pubblici ci arrivano, dove sono i negozi, la chiesa. Una è bella, ma localizzata molto fuori mano, un’altra è piccola, un’altra in un bel quartiere proprio davanti alla chiesa, ma brutta. In qualcuna già sogniamo di esserci, ma poi valutando bene tutti gli aspetti diciamo di no. Nella fase di valutazione ci accompagnano anche Lucia e Teresa Castro e non manca anche la collabazione di João, nipote di Lucia è che ingegnere. Teresa sempre vivace e dinamica con i suoi 80 anni, dice che non è giusto innamorasi di una casa per poi dire di no. Ma l’innamoramento non è ancora promessa di fedeltà e quindi si va avanti in cerca di un”nuovo amore”. Fra tanti percorsi non manca anche una tappa più spirituale a Fatima insieme a Teresa. E’ giovedì santo quando ci sediamo questa volta noi come compratori davanti a un venditore per definire l’acquisto di una casa che questa volta sembra quella giusta. Quello che vale Arriva il venerdì santo, sono sull’aereo per ritornare in via Guidotti. Mi accompagnano le immagini di case e case a non finire, ma anche di camelie, azalee, rose, colori di una primavera che avanza e abbellisce ancor di più la città, dello scorrere maestoso del fiume Douro, del volo dei gabbiani e del loro garrire per poi tuffarsi nelle acque del fiume con la vista dell’oceano, di un cielo azzurro l’esperienza limpidissimo e di altri giorni freddi e gelidi con il vento sferzante. Ma più di tutto porto nel cuore di condivisione fatta con le sorelle del gruppo di Porto, come sempre mi hanno accolto “com muito carinho”, tra l’altro ho partecipato con loro al ritiro mensile e alla festa dell’Eccomi con gli amici. Condivisione fatta anche a volte di discussioni e differenze, punti di vista diversi, ma che arricchiscono la comunione e rafforzano le relazioni, ed è questo che conta di più, ed è questo che sperimento l’ultimo giorno della mia permanenza quando in una via affollata, per caso, incrocio Zeferino,mozambicano , amico della CM a Maputo e ora a Porto per fare il dottorato. L’allegria di tutti e due è grande, lo porto subito a conoscere la nostra casa e subito si sente accolto anche dalle altre e dice di sentirsi a casa… allora il fare della nostra casa una Betania non è legato tanto alla casa di muro che pur affettivamente ci dice tanto, ma allo stile con cui l’abitiamo e allo spirito con cui le diamo vita. San Giuseppe continui ad accompagnare il processo di compra e vendita della casa non ancora conclusi e aiuti il gruppo di Porto a guardare oltre la sofferenza e la fatica di lasciare questa casa, proprio in quest’anno in cui si celebrano i 50 anni di presenza in Portogallo, per vedere la casa nuova anche come possibilità di rinnovamento e di nuovi cammini. Edvige Terenghi
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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