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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 27 / 05 / 2020
    SOLENNITA' DEL SACRO CUORE DI GESU'
    Venerdì 19 giugno 2020... Continua
  • 27 / 05 / 2020
    SOLENIDADE DO SAGRADO CORAÇÃO DE JESUS
    Sexta-feira 19 de junho de 2020... Continua
  • 27 / 05 / 2020
    SOLEMNIDAD DEL SAGRADO CORAZÓN DE JESÚS
    Viernes 19 de junio de 2020... Continua
vivere con radicalità
 
"Nell'Ecce venio di Cristo e nell'Ecce ancilla di Maria è compendiata tutta la nostra vocazione e il nostro fine, il nostro dovere e le nostre promesse"  (P. Dehon) Miei fratelli e mie sorelle, oggi ci troviamo ad essere protagoniste/i di un tempo di prova per tutta l’umanità ed allo stesso tempo di Grazia, poiché in questa realtà il Signore parla e sentiamo il suo abbraccio di amore che, assieme all’abbraccio di Maria, ci sostiene. In questa Quaresima stiamo ripercorrendo con Gesù il deserto che ci permette di sperimentare il silenzio, la preghiera, la contemplazione, centrati nella Comunione e nell’Oblazione, come ci è accaduto poche volte nel corso delle nostre vite. Con fiducia camminiamo verso la Pasqua, perché “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Ap. 21,5). Come Famiglia CM il Signore ci invita a vivere con radicalità il nostro carisma magnificamente espresso nello Statuto e nel Rdv n. 10: “La vita d'amore così vissuta farà di noi un complemento reale dell'immolazione di Cristo e ci renderà cooperatrici di redenzione all'interno del mondo. Per questa finalità valorizzeremo tutta la nostra vita con le sue gioie e speranze, con il suo peso di lavoro, di fatica e di prova, in comunione con le sofferenze e la morte di Cristo (cfr. Col.1,24)” (Statuto) “Come San Giovanni, vediamo nel Cuore Trafitto di Cristo il segno di un amore che, nel dono di sé, ricrea l'uomo e la donna a immagi­ne di Dio. Siamo chiamate ad inserirci in questo movimento dell'amore redentore mediante: *l'unione con Cristo e la solidarietà con tutta l'umanità e il creato, offrendoci al Padre come oblazione viva, santa e a lui gradita (Rom. 12,1) in tutte le espressioni della nostra vita: il lavoro, le relazioni con le persone, le circostanze liete o tristi ...; * la "preghiera di oblazione" recitata ogni mattina e la nostra pic­cola preghiera di offerta ripetuta durante la giornata (Regolamento di vita) Come stiamo vivendo oggi la nostra missione? Ciascuno/a sta cercando di farlo con creatività, usando le reti sociali che ci permettono di stare vicini nell’ascolto, condividendo parole di incoraggiamento e preghiera. In alcuni casi avendo cura dei familiari e vicini vulnerabili con necessità speciali. Altri con il loro lavoro condividendo i propri doni. Ringraziamo Dio che ci permette di avere cura delle nostre missionarie e delle nostre famiglie che in questo tempo sono provati da questa pandemia. Continuiamo pregando affinché presto abbia fine questa grande prova ed impariamo come umanità ad avere maggiore cura gli uni degli altri ed a ritrovare l’essenziale. Ci aspettano tempi di ricostruzione non solo economica ma anche sociale e politica nelle quali dovremo essere protagoniste. Cristo ha vinto la morte, in Lui abbiamo la Vita Nuova, Lui è la nostra Speranza. Ricevete da parte del Consiglio Centrale e da parte mia un fraterno abbraccio ed il nostro AUGURIO DI UNA SANTA PASQUA DI RESURREZIONE In comunione Graciela
tutto alla luce di dio
 
La meditazione che presentiamo è  continuazione dei pensieri spirituali, relativi alle Assemblee CM, pubblicati in “Vinculum” 3/2019 Prendiamo come programma di comportamento la figura di Mosè: sempre nel disbrigo della nostra missione come consacrate CM, ma in particolare nel lavoro dell’Assemblea … Il Cardinal Martini commentando un altro passo del cammino del popolo di Israele verso la terra promessa, osserva che “la responsabilità di Mosè è grande, al punto che non riesce a rispondere a tutto quanto gli viene richiesto. Il popolo che gli è stato affidato è difficile, esigente, facilmente pronto a mormorare. Come esce il grande Mosè da questa situazione di schiacciante responsabilità? Attraverso la riscoperta della funzione fondamentale della sua missione: l’intercessione. Egli si pone davanti a Dio con la preghiera. Una preghiera ardita che, a volte, arriva a porre al Signore domande quasi accusatrici. Ad es. “Perché hai trattato così male il tuo servo?” (Num 11,11). A volte sembra volergli suggerire ciò che, a suo parere, è meglio: “O mi ascolti e perdoni al tuo popolo. Altrimenti cancellami dal tuo libro” (Es 32,32). Attraverso la preghiera Mosè si fa accompagnare nel suo cammino da Dio. E Dio si fa collaboratore della sua fatica e della sua missione travagliata. La figura di Mosè, intercessore e mediatore tra Dio e Israele rappresenta per noi un programma di comportamento, soprattutto per il lavoro dell’Assemblea. Domandiamoci: Con quale spirito siamo venuti a questo appuntamento di studio e di lavoro. Per farne un trampolino di lancio delle nostre vedute umane o per riflettere e risolvere tutto nella luce di Dio? Quale spazio vogliamo lasciare a Dio perché in ogni circostanza, egli sia efficace nella sua collaborazione? Ricordiamo la prassi del 1° Concilio di Gerusalemme: ”Abbiamo deciso lo Spirito santo e noi” (Atti 15, 28). Proponiamoci allora di vivere con intensità di presenza e di attenzione i momenti di preghiera. Sono momenti di lode di Dio, della consultazione della sua volontà, del suo sacrificio di ogni idea troppo nostra … perché tutto sia portato avanti e risolto con Dio, nel dono inestimabile della pace. Maria, nostra Maestra di vita La benedizione di Dio è scesa sulla Compagnia Missionaria, fin dal suo primo vagito, attraverso Maria. Si legge infatti nella cronaca degli inizi della nostra Famiglia che il 24 dicembre 1957, durante il ritiro che ha preparato l’apparire del primo Gruppo CM sulla ribalta della Chiesa, la nostra Famiglia è stata consacrata a Maria eletta responsabile Centrale e perpetua … Una domanda necessaria per verificare l’autenticità della nostra fede e del particolare dovere di riconoscenza che come membri CM, dobbiamo a Maria: ”Fino a che punto Maria ci vede associati/e alla sua missione specifica: l’accoglienza di Gesù e la sua manifestazione al mondo nelle espressioni del nostra vivere quotidiano?”. Maria è colei che medita sugli avvenimenti che hanno impresso una svolta alla sua vita. Nella meditazione di Maria c’è il segno e il segreto della sua grandezza, della sua capacità di collaborare al progetto salvifico di Dio. Il silenzio e la meditazione sono la strada maestra per giungere alla pace. Il rumore e la frenesia sono spesso occasione e causa di conflitti. Solo in un clima di silenzio e di riflessione si possono dire le cose che si hanno nel cuore e ascoltare l’altro fino a capire le sue ragioni, accogliere la sua verità, segnalare le differenze che ci distinguono da lui, senza per questo spezzare l’amicizia … Ma il silenzio e la meditazione sono soprattutto la condizione per ascoltare la parola di Dio e farla scendere nella nostra vita. Se poi crediamo che Dio, in Cristo, ci ha reso suoi figli adottivi, allora dobbiamo ascoltare la sua parola con l’attenzione con cui ascolteremmo un messaggio prezioso, esclusivo per noi, decisivo per la nostra vita e la nostra santità. La bontà della Vergine santissima ci ottenga da Dio la fedeltà di camminare quotidianamente sulle sue orme. (Assemblea 2001) “O Padre, che esaudisci sempre la voce dei tuoi figli, ricevi il nostro umile ringraziamento, e fa’ che in una vita serena e libera dalle insidie del male, lavoriamo con rinnovata fiducia all’edificazione del tuo regno. Per Cristo nostro Signore”. Con questa liturgia eucaristica che stiamo per concludere si conclude anche la celebrazione del 50° anno di vita della Compagnia Missionaria. Ha inizio un nuovo periodo che vorremmo emulo del primo in fervore di vita e di donazione alla spiritualità e alla attività apostolica che la provvidenza di Dio ha assegnato alla Compagnia Missionaria. Mi pare che per questa finalità la Sacra Scrittura ci offra un quadro di vita e di azione sul cui esempio sia da modellare quanto è oggi negli aneliti di tutti i membri dell’Istituto. Il quadro Scritturale lo troviamo nel “Primo Libro di Samuele” che inizia con la presentazione di una donna, la futura madre del profeta Samuele, profondamente travagliata dalla sua condizione di donna sterile. Al tempio di Silo prega con forte insistenza e lacrime che Dio la tolga da questa situazione, che in quel tempo era considerata una situazione di vergogna. “Se mi darai un figlio maschio, io l’offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita” (1 Sam 1,11). Il sacerdote Eli, appreso che era il dolore e l’amarezza della situazione a suggerire a quella donna quanto esponeva al Signore, “Va in pace -- le disse - e il Dio di Israele ascolti la domanda che gli hai fatto” (1 Sam 1,17). E avvenne proprio cosi. Al finir dell’anno Anna partorì un figlio che chiamò Samuele. L’esempio che abbiamo colto dalla Sacra Scrittura segna la via del nostro ricambio riconoscente per il periodo di servizio e di bene che il Signore apre davanti alla nostra generosità. Non temiamo la nostra debolezza e la facilità, a cui purtroppo siamo soggetti, di dimenticare le nostre promesse. Abbiamo detto nel Salmo di ringraziamento, recitato prima della S. Messa, che: “Il Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero (Salmo 145,18). E cosi sia, sempre, in piena verità e in sovrabbondanza di aiuto … E con la celebrazione dell’Assemblea Generale iniziamo un secondo, nuovo periodo di vita della Compagnia Missionaria, che, come ho detto, desidererei vissuto da me e da tutta la CM nella piena coerenza e nella piena fedeltà. L’obbiettivo base che ci proponiamo, a cominciare dall’Assemblea Generale, è tutto nel responsorio che la santa Chiesa ci ha fatto recitare molto frequentemente nel tempo di Avvento: “Gerusalemme, città di Dio, su di te sorgerà il Signore. In te apparirà la sua Gloria”. Gerusalemme è figura di ciascuno di noi, e noi dobbiamo essere rivelazione della santità e della grandezza di Dio. Il mondo laico è questo che si aspetta. E potrebbe non aver bisogno d’altro, da noi, per vivere con lealtà e fervore la sua fede cristiana. Diceva il Mauriac (scrittore francese e buon cattolico): “Per me la predicazione più efficace del sacerdote è sempre stata la sua vita: io lo guardo e ciò mi basta”. E' questa la viva preoccupazione della liturgia della Chiesa che, ad esempio, nella Colletta del 4 gennaio mette sulle labbra del sacerdote l'invocazione. "Dio onnipotente, il Salvatore che tu hai mandato, luce nuova all'orizzonte del mondo, sorga ancora e risplenda su tutta la nostra vita …". Se sapessimo mettere tanta fedeltà e tanto amore nella missione che il Signore ha messo nelle nostre mani! Ad esempio: noi siamo stati eletti per l’Assemblea Generale dove si trattano e discutono tante cose che domandano un nuovo respiro di donazione, di accettazione, di vitalità per una CM splendida ... So darne l'esempio con la mia impostazione di vita, o ne svilisco il valore, l'urgenza nel racconto di piccole cose, in rilievi senza significato o forse anche in qualche mormorazione? ... Vorrei che la mia parola di questa mattina fosse un po' come il riepilogo di quanto abbiamo meditato in questi giorni. Mi introduco con un pensiero di S. Agostino. "E' venuto - egli dice - il Signore, maestro di carità, e ci ha insegnato che tutta la Sacra Scrittura (la Legge e i Profeti) si fonda sui due precetti dell'amore … Essi non si devono mai cancellare dal nostro cuore. Sempre, cioè in ogni circostanza dobbiamo aver presente che bisogna amare Dio e il prossimo. Dio con tutto il cuore e il prossimo come noi stessi …" "Infatti - specifica S. Paolo - vi siete spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo … a immagine del Creatore. Nel suo giudizio e nella sua valutazione non c' è più greco o giudeo, circonciso o incirconciso, barbaro o Sciita, schiavo o libero, ma Cristo è tutto in tutti. Rivestitevi dunque, come eletti di Dio, di sentimenti che siano copia sentimenti, cioè di misericordia e di bontà" (Col. 3,10-12). Quando prenderemo tutto questo come programma di vita? Oggi stesso! Il Signore ci ha fatto il dono della grazia di partecipare all'Assemblea. Dobbiamo tornare ai nostri Gruppi portando la nostra fisionomia tutta luminosa di serenità e di amore. (Assemblea 2007) Dagli scritti di p. Albino °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Assemblea 2013. Dalla Relazione finale della Presidente Anna maria Berta: “Per la prima volta è assente p. Albino Elegante perché ormai impedito dalla malattia. Ecco l’ultimo suo messaggio in risposta ai miei auguri di buon natale: “Carissima Anna Maria… ti scrivo anche per un motivo strettamente personale che riguarda la tua appartenenza alla CM. Nella prossima estate la Compagnia Missionaria celebrerà l’Assemblea. E’ una circostanza di un forte impegno per la nostra famiglia. Ci impegneremo a prepararci spiritualmente con la recita della bella preghiera al “Cuore Trafitto” dove si supplica incessantemente il Cuore di Gesù per la Compagnia Missionaria. Auguri a te e a tutti. Con affetto P. Albino (Bologna 7 dicembre 2012)
l'eccomi di maria nel quotidiano
 
«Ecco la serva del Signore» (Lc 1, 38) È una risposta personale. Maria accoglie nella sua persona l’intervento di Dio nella storia umana. Non si tratta, dunque, solo di una storia tra Dio e lei. Sempre, quando Dio entra nella vita di una persona lo fa per il bene dell’umanità. Perciò la risposta della persona interpellata da Dio è risposta personale, ma non individuale. È una risposta per l’umanità, a nome dell’umanità. Un ”no” ferirebbe e impoverirebbe tutta l’umanità. Un “sì”, come quello di Maria, è a beneficio di tutta l’umanità. Il “sì” di Gesù ha redento l’umanità, che essendo prima solidale nel peccato, è poi diventata solidale nella salvezza. Gesù, solidale con tutta l’umanità peccatrice, ha offerto la sua obbedienza per tutti e lui, primogenito, ci ha resi tutti suoi fratelli nella grazia. Da questa fede scaturisce la spiritualità della riparazione trasmessaci da p. Dehon, che essenzialmente significa dire “Eccomi” al posto di chi non risponde o rifiuta. Maria si definisce serva. Il suo modo, però, di ascoltare e rispondere al messaggero di Dio non è da schiava, da persona sottomessa e costretta a subire, ma è piuttosto un modo che esprime una obbedienza fiduciosa e amorosa, un’attesa che si compia il progetto in cui Dio la coinvolge. È figlia. Figlia si Sion, perché così si percepisce il popolo che il Signore ha scelto come primogenito, secondo la parola dei profeti e dei salmi. E la figlia di Sion è anche la sposa che Dio ama. La sposa che gioisce per lo sposo, come lo sposo gioisce per lei. «Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà in te la sua delizia e la tua terra avrà uno sposo. Come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te» (Is 62, 4-5). «Rallégrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia» (Sof 3, 14.17) L’eccomi di Maria è risposta di sposa, di figlia/serva. A servizio del progetto di Dio, Maria è a servizio dell’umanità che Dio vuole salvare anche con la sua collaborazione, rendendola madre del Salvatore. Il suo eccomi è obbedienza a Dio per l’umanità e a nome dell’umanità, che lei rappresenta. Maria ci testimonia la solidarietà umana. In lei Dio prende la carne dell’umanità, diventa carnalmente solidale con l’umanità e così diventa possibile la salvezza per tutti coloro che hanno la stessa carne e lo stesso sangue. «Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe» (Eb 2,14) L’eccomi di Maria non è solo una parola, ma si esprime in diversi atteggiamenti, che devono diventare nostri per dare concretezza al nostro eccomi, personale ed ecclesiale. Silenzio. Solo il silenzio permette l’ascolto, la contemplazione, la sapienza. Ascolto di Dio e dell’umanità. Nell’ascoltare e accogliere il progetto del Padre, Maria ascolta anche la storia di Elisabetta e se ne rende partecipe; va in fretta a condividere la gioia di un progetto d’amore che le unisce in modo sublime e che le rende capaci di una vera lode al Signore. Nel cantico che sgorga dal cuore e dalle labbra di Maria in casa di Elisabetta, ella esprime tutta la sua capacità di ascolto della storia di Israele e dell’umanità; un ascolto così profondo e illuminato dalla Parola che le permette di riconoscere quella storia come il luogo dell’agire di Dio, un agire sorprendente e assolutamente diverso da quello umano e per questo illuminato dalla sua misericordia. Contemplazione, cioè l’attitudine a osservare la storia, il vivere quotidiano, alla luce della memoria di ciò che Dio ha operato e opera nella sua vita e nella vita del popolo; l’attitudine a conservare nel cuore ciò che vede e ascolta, anche quando non può immediatamente comprendere, nella certezza della fede che Dio è all’opera. Nei Vangeli stupisce il silenzio contemplativo e orante di Maria dalla culla alla croce e dopo la risurrezione fino alla Pentecoste. Il silenzio, l’ascolto, la contemplazione conducono Maria al servizio. Un servizio vissuto nella libertà dell’amore. Un servizio che, infine, conduce alla pienezza della gioia. Tutto questo Maria lo vive in un semplice e povero quotidiano, segnato da fatiche e tribolazioni, attese e speranze, gioie e angosce, persino persecuzione e morte. Da Nazaret a Betlemme, da Betlemme in Egitto, dall’Egitto a Nazaret a Gerusalemme a Cana, fino al Golgota e infine in casa del discepolo amato: Maria è sempre la donna dell’eccomi, la serva del Signore e dell’umanità. Per questo è la Madre del Salvatore che ha vinto la morte, la Donna che vince il maligno, la Sposa del gran Re, la Regina. Perché per i discepoli del Signore regnare è servire. Esattamente come lo è stato per il Maestro e Signore. Il cammino dell’eccomi di Maria è lo stesso su cui devono incamminarsi i discepoli del Signore. Noi Chiesa. Noi Compagnia Missionaria. Noi umanità bisognosa di salvezza e chiamata a collaborare all’opera della redenzione. L’ascolto della Parola ci mette alla scuola dello Spirito e ci permette di avere i pensieri e i sentimenti di Cristo. «1Anch'io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l'eccellenza della parola o della sapienza. 2 Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. 3 Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. 4 La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, 5 perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. 16Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo» (1Cor 2,1-5.16). « 5 Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: 6 egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, 7 ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, 8 umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. 9 Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, 10 perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, 11 e ogni lingua proclami: "Gesù Cristo è Signore!", a gloria di Dio Padre» (Fil 2,5-11). Come per Maria, dall’ascolto obbediente scaturisce il servizio concreto, fattivo, responsabile, intraprendente. Non è Dio che ordina a Maria di andare da Elisabetta, ma quando ci si pone a servizio di Dio, inevitabilmente, necessariamente ci si pone a servizio dell’umanità, delle persone concrete. Chiediamoci, però, cosa intendiamo per servizio. Guardiamo ancora Maria. Possiamo giustamente pensare che abbia svolto servizi domestici in casa di Elisabetta, che l’abbia aiutata a preparare l’occorrente per il nascituro, che le sia stata vicina nel parto. Ma il Vangelo di Luca, che mette in evidenza la “fretta” di Maria nel partire per la Giudea, non parla di tutto questo, non si preoccupa di dire quale aiuto ella abbia dato alla sua parente. Pone in piena luce, invece, un servizio straordinario, quello che solo lei poteva fare: condividere il dono dello Spirito di cui era colma e annunciare le grandi opere del Signore. Il servizio per eccellenza che non disdegna tutti gli altri servizi, anzi li illumina di senso. Così a Cana, la sapienza della Madre di Gesù, che le viene dalla Parola e dallo Spirito, non solo le apre gli occhi su una necessità materiale (la mancanza di vino nella festa di nozze) ma la guida a intuire in suo Figlio la presenza del vero sposo che dona la gioia del vero vino nuovo. Si fa così strumento che apre la via alla prima rivelazione e manifestazione di Gesù e fa sbocciare la fede dei discepoli. In circostanze squisitamente umane come la nascita di un figlio e una festa di nozze, Maria vive in tutta semplicità, ma con grande senso di responsabilità e di concretezza, il suo servizio sapiente. Umile, ma non banale. Da lei impariamo che non c’è luogo o circostanza del nostro vivere quotidiano dove non sia possibile essere a servizio non solo delle necessità umane, ma del progetto di salvezza di Dio. L’obbedienza al servizio esprime la consapevolezza della solidarietà umana, perché l’ascolto della Parola ci rende abili ad ascoltare i bisogni umani, quelli veri, più profondi, non quelli indotti dalle mode, dalla mondanità, dal consumismo, dalle dipendenze, dalle ideologie. L'ascolto della Parola ci educa a vedere e ascoltare con gli occhi e con il cuore di Dio. Allora la solidarietà umana non sarà solo un impegno morale, ma semplicemente la percezione di una realtà nella quale siamo immersi e che ci realizza come persone e come figli del Padre. L’ascolto e il servizio, in tutte le circostanze della vita, ci immergono nella gioia, anche faticosa, di riconoscerci sempre più persone, cioè relazione, salvandoci dalla solitudine amara e vuota di pensarci o volerci singoli individui. L’ascolto e il servizio ci fanno crescere nella gratitudine di saperci uniti nella stessa carne, in quanto umanità, e nello stesso Spirito, in quanto Chiesa. ECCOMI è la parola e l’atteggiamento che esprimono una relazione di amore. È risposta di amore. L’ECCOMI di Maria è l’eco perfetta dell’ECCOMI di Dio all’umanità e di Gesù al Padre e a noi. L’ECCOMI di Dio al mondo passa attraverso il mio e nostro ECCOMI, perché Dio è una carne sola con me, con noi. Lucia Capriotti
corso di formazione permanente del gruppo di porto
 
Ciao carissime missionarie, amici e amiche della Compagnia Missionaria. Il gruppo di Porto (come al solito) si è riunito dal 22 al 25 febbraio, approfittando del periodo di Carnevale, per favorire le missionarie che lavorano. Il tema scelto per la riflessione è stato: "ATTI DELLA IX ASSEMBLEIA G.O." Tre Missionarie hanno scelto di partecipare alla “Settimana Di Studio Della Vita Consacrata”, che si è tenuta a Fatima nella stessa data. Dopo aver accolto e ascoltato Martina, arrivata dall'Italia il giorno prima, Lúcia ha presentato il lavoro su gli Atti che, ci erano già stati consegnati un mese prima, per prenderne visione e facilitare così la riflessione di questi giorni. Lúcia ha indicato anche un metodo di lavoro e ha consigliato di iniziare a leggere da pagina 6 a 23 partendo dai titoli per focalizzare l’attenzione su ciò che veniva indicato. Abbiamo formato due gruppi di lavoro e abbiamo preso in esame le seguenti domande : 1 ° Cosa troviamo più significativo? 2 ° Cosa c'è di più impegnativo per noi? 3 ° In quali aspetti troviamo le maggiori difficoltà? PLENARIA - Formazione del Consiglio centrale: 1° Il primo aspetto importante è stato il decentramento del Consiglio Centrale, che fino a quest’ultima Assemblea, la Presidente e la Vice-Presidente risiedevano a Bologna / Italia nella casa madre. Ora invece le cose sono cambiate, Presidente e membri del Consiglio centrale risiedano in diversi paesi e continenti. Questo è di grande importanza per l'internazionalità e la multiculturalità dell’Istituto. Un altro aspetto significativo è stata la nomina di una segretaria per supportare il Consiglio centrale e occuparsi anche degli Archivi, per i quali, deve rimanere in Italia. 2 ° Questo cambiamento richiede molto più sforzo e creatività, è un salto di qualità, come è stato detto in Assemblea è "... un vento di rinnovamento ... di apertura allo Spirito, di maggiore consapevolezza da parte di ogni singolo CM. 3 ° In relazione al CC, il percorso sta procedendo, non ci sono echi di difficoltà, anche se da parte dell'una o dell'altra missionaria, si avverte un certo disagio. - La formazione delle aspiranti nel contesto africano: Su questo aspetto, il Gruppo Porto è molto favorevole nell'accogliere le giovani per la formazione, è anche una risorsa per l'animazione vocazionale. È necessario continuare a indagare su come facilitare il visto di soggiorno, sia in Portogallo che nel paese di origine, i visti SCHENGEN, ma di lunga durata. Amministrazione ed equipe economica Per quanto riguarda la questione, il Gruppo non ha commentato molto, riferendosi solo alla difficoltà di sostituire l'Amministratrice anche se si ricorresse ad un commercialista credibile. Questa è un'altra questione che ricade sulle spalle del CC. Assemblea dei familiares Il Gruppo è già a conoscenza di questo evento, per questo sta seguendo la preghiera, l'uno o l'altro ha già letto i testi di preparazione, Teresa Castro sta pensando di partecipare all'Assemblea e dopo, dare un aiuto per sostenere Monguelfo. Il corso di formazione, oltre ai temi da noi scelti ogni anno, ha momenti molto forti di preghiera, comunione, condivisione e sostegno negli acquisti e nei pasti, ecc. Un abbraccio, Laura Gonçalves
tempo di fraternità
 
Del 17 al 23 de febrero  en Córdoba  Argentina  hemos vivido acontecimientos llenos de gracia.  Se realizó  el retiro anual donde participamos misioneras de Chile y Argentina,  familiares  y amigas de la CM. El Juan Domingo  Griffone, scj nuevo Provincial  predicó  y acompañó  el p. Guillermo  Exner. Al finalizar el mismo hemos vivido varias celebraciones  que renovaron nuestro Si al Señor en la CM. Realizaron sus promesas dos nuevas familiares Elva y Alicia que viven en Carlos Paz - Córdoba. También  renovó sus votos Ely misionera de Chile e ingresó  al Periodo  de Orientación Yilda Pasotti que vive en San Martín - Chaco. Damos gracias por todas estas bendiciones y acompañamos con la oración  a estas hermanas.   Se realizó  la Asamblea latinoamericana en la que participamos las misioneras de los grupos de Chile y Argentina un encuentro fraterno y fecundo. Graciela Magaldi   Come   ogni anno, noi missionarie cilene ci troviamo con il gruppo dell’Argentina per fare insieme gli esercizi spirituali. Quest’anno ci è stato proposto di andare qualche giorno prima per trascorre insieme a Villa Carlos Paz – Cordova, giornate di fraternità. Ho accettato l’invito e sono partita sperando di trovare anche Letizia, Andrea e Irma che avevano programmato queste giornate. La casa che ci ha accolto ci ha sorpreso. E’ una struttura chiamata: ”Casa dell’amicizia”, un’opera dei padri dehoniani. E’ stata voluta anni fa; attrezzata con mezzi moderni e resa accogliente per ospitare persone della terza età e adulti in generale. “Oggi la speranza di vita in America Latina è stata calcolata così: l’81% delle persone che nascono in Latinoamerica vivranno fino ai 60 anni, mentre il 42% andrà oltre gli 80 anni. Si prevede che nel 2025, saranno 15 milioni le persone con 80 o più anni” (SENAMA). Questa residenza è composta di quaranta stanze ben attrezzate per persone anziane autosufficienti che non hanno case proprie e qui trovano un luogo ospitale e tranquillo per vivere con dignità la loro vita. Collaborano al loro mantenimento con un contributo modesto. Ciò che maggiormente colpisce oltre la struttura, i saloni, la cappella, i laboratori (che funzionano molto bene) è lo stile dehoniano, che si respira tra gli ospiti. Emerge un clima di fraternità, di collaborazione, di accoglienza. Abbiamo avuto la possibilità di condividere con loro alcune giornate, godere della loro gioia, dei loro spazi, della loro casa che veramente rispecchia il nome che porta: “Casa dell’amicizia”. Noi, con Elba, Adriana, Susana e Alicia, familiares che vivono qui, abbiamo avuto la possibilità di venire qualche giorno prima ed è stato veramente molto bello perché abbiamo approfittato di questo tempo per condividere anche un po’ della nostra vita nella semplicità. “La comunione all’interno dei nostri gruppi si concretizza … nell’accoglienza e la stima reciproca”(RdV n. 74) “Siamo chiamate a percorrere l’itinerario di comunione … per ricreare o rafforzare un tessuto di comunione tra tutti i membri CM …”(RdV n. 8). Ringrazio Dio e la famiglia della CM per il tempo e la disponibilità che ci hanno dato. Elisabeth Tiayna Mollo
vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono (1tess 5,21)
 
(PAPA FRANCESCO, Gaudete et esultate n. 168 ) Questa frase di San Paolo ai Tessalonicesi e ripresa da Papa Francesco nell'enciclica "Gaudete et esultate" mi ha fatto venire voglia di comunicare con voi, cosa che non faccio da molto tempo. Mi piace scrivere e lo faccio con piacere, ma quest’ultimo periodo è stato difficile e la vita non è stata facile. Esamina tutto. Posso fare un esame della mia vita che è azzurra come il colore del cielo della mia isola e come i colori bianchi e grigi che coprono il cielo dell'isola. La mia vita è stata bellissima per la famiglia: nonni e genitori che ci hanno educato molto bene, in campo spirituale, formativo e culturale. Dall'eucaristia quotidiana alla quale i miei genitori hanno sempre partecipato, alla confessione frequente, alla preghiera quotidiana della sera che abbiamo fatto insieme, tutto ciò ha formato gli 11 figli che avevano, anche se uno è morto da bambino. Uno è un sacerdote, una suora - Missionaria francescana di Maria che è deceduta - e io, consacrata nell'Istituto Secolare della Compagnia Missionaria del Cuore di Gesù, altri sposati e il rimanente single, ma dedicati a opere di natura religiosa e sociale. Da parte mia, essendo insegnante, ho fatto lezione per 36 anni. La mia vocazione si è risvegliata quando sentivo le suore parlare delle missioni in Africa. Anche se ha ristagnato, per molti anni. In quel tempo, insieme alla mia attività professionale, facevo incontri di catechesi e partecipavo a movimenti religiosi: corsi di cristianità, azione cattolica e visitavo i carcerati nella prigione di Funchal. Durante un ritiro a Fatima, chi orientava le meditazioni, mi ha chiesto cosa stessi facendo e la mia risposta: "sto dando lezioni" , ha capito che non ero ben realizzata e mi ha dato suggerimenti indicandomi nomi di Missionarie della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore venute a Funchal e, da allora in poi, ho capito che la mia vocazione era di consacrata nella CM. Faccio parte del gruppo di Funchal da 36 anni e ho collaborato alla formazione di alcuni missionarie e ho fatto parte del Consiglio centrale. Come persona consacrata inizio la mia giornata con la recita delle Lodi, partecipo all'Eucaristia (spesso celebrata in casa da mio fratello), alla recita quotidiana del Rosario e, quando possibile, alle riunioni e ai ritiri organizzati dal Gruppo. Ultimamente sono mancata alcune volte a causa della situazione familiare che vi descrivo. Mio fratello sacerdote ha 90 anni con problemi di salute, a volte è ricoverato in clinica e alle volte è in casa ma richiede molte cure. Vivo anche con una sorella di 87 anni con qualche debolezza psicologica e altro. Ho un fratello in pensione e medico, sposato nel Continente e che ha problemi finanziari e ultimamente fisici con la rottura del coccige. Inoltre, ha un figlio disoccupato e drogato. Ho nipoti che vivono a Madeira e ci danno supporto psicologico. Il mio impegno quotidiano è quello di assistere i due fratelli con cui vivo e svolgere le attività quotidiane: fare la spesa, gestire e guidare le persone che ci aiutano. Il gruppo CM è costituito maggiormente da anziane, ma alcuni più giovani e più capaci si dedicano alle attività del gruppo e diocesane. Il gruppo dei familiares ha vitalità e partecipa alle attività del CM oltre alle attività professionali e diocesane. Concludo con la lode al Signore e agli amici che mi accompagnano e curo ciò che è buono.
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