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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 13 / 11 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    28 gennaio - 2 febbraio 2019, a Bologna... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    28 de enero - 2 de febrero 2019, en Bolonia... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    28 de janeiro - 2 de fevereiro de 2019, em Bolonha... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La Presidente in Guinea Bissau
    Martina visiterà il gruppo della Guinea dal 6 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019. La accompagniamo con... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    A Presidente em Guiné Bissau
    A Martina visitará o grupo da Guiné, de 6 de dezembro 2018 a 9 de janeiro 2019. Acompanhamo-la com... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La presidenta en Guinea Bissau
    Martina visitará el grupo de Guinea desde el 6 de diciembre 2018 al 9 de enero 2019. La acompañamo... Continua
testimoni ai margini della città
 
Vorrei  condividere con voi alcune idee sul titolo che ho dato a questo piccolo articolo. Sono semplici pensieri che possono “toccare” il nostro cuore e stimolarci a iniziare qualcosa di nuovo nella nostra vita. Sappiamo che quest'anno per tutta la famiglia dei cattolici sparsi in tutto il mondo è l’anno dedicato alla vita consacrata, cioè alle persone che rispondono alla chiamata di Dio, si consacrano a Lui e dedicano la loro vita e disponibilità alla costruzione del Regno, inseriti in varie attività o lavoro come testimoni di speranza. Per questo scopo sono sorte un po’ dappertutto diverse iniziative che aiutano a sensibilizzarsi su questo stato di vita. Anche nel nostro paese si sta cercando di fare animazione in questo senso: far conoscere cioè questa realtà cercando contatto con varie parrocchie vicine e anche lontane. Dato che questi spostamenti richiedono anche un costo economico,si cerca di agevolare queste iniziative con prezzi accessibili a tutti. Sono piccoli segni e passi in avanti che si ripercuotono e bussano positivamente sul cuore della città. Tutto è fatto per ricordare, a noi soprattutto ma anche agli altri, che la presenza della vita consacrata nel nostro mondo di oggi e nella Chiesa cattolica è una realtà ancora valida, anche se a volte ci chiede di vivere “ai margini della città”. Il magistero e gli insegnamenti della Chiesa in diverse circostanze ci parlano delle preoccupazioni globali e sociali che esistono nel mondo attuale: dalla politica alle calamità naturali, la violenza alla dignità umana e tanto altro. Siamo stimolati a entrare in queste realtà servendoci e usando anche quei mezzi tecnologici che il mondo di oggi ci offre: facebook, siti vari, elettronica, WEB…Come la Parola di Cristo risuona i tutto il mondo e continua a scrivere la storia di un chiesa universale, così noi collegati ad altri gruppi di consacrati dobbiamo scegliere di collaborare al Regno di Dio su questa terra. Questa è la nostra missione! Papa Francesco nel recente messaggio per la cinquantaduesima Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni ci invita a non considerare la vocazione come qualcosa che riguarda solo chi sceglie il sacerdozio o la vita religiosa, perché ogni vocazione è un esodo , e ci chiede di “uscire” da noi stessi e di sentire come compito e destino la missione che comprende anche l’annuncio e la messa in pratica della dottrina sociale. Ecco alcuni stralci: “…Questo esodo liberante verso Cristo e verso i fratelli rappresenta anche la via per la piena comprensione dell'uomo e per la crescita umana e sociale della storia. Ascoltare e accogliere la chiamata del Signore non è una questione privata e intimista che possa confondersi con l'emozione del momento; è un impegno concreto, reale e totale che abbraccia la nostra esistenza e la pone al servizio per la costruzione del Regno di Dio sulla terra. Pertanto, la vocazione cristiana,in quanto esodo, è radicata nella contemplazione del Cuore del Padre; ma non è mai una fuga dalla vita del mondo, anzi, spinge al tempo stesso all’impegno solidale, per la costruzione di una società di verità, di giustizia e di pace. Questa dinamica esodale, verso Dio e verso l'uomo riempie la vita di gioia e di significato. Vorrei dirlo, soprattutto ai più giovani che ,anche per la loro età e la visione del futuro che si spalanca davanti ai loro occhi, sanno essere disponibili e generosi. A volte le incognite e le preoccupazioni per il futuro e l’incertezza che intaccano la quotidianità rischiano di paralizzare questi loro slanci,di frenare i loro sogni, fino al punto di pensare che non valga la pena impegnarsi e che il Dio della fede cristiana limiti la loro libertà Invece,cari giovani, non ci sia in voi la paura di uscire da voi stessi e di rimettervi in cammino! Vivere l’esodo renderà la vita di ogni giovane, come di ogni cristiano, ogni giorno più ricca e gioiosa. E qualcuno si lascerà sorprendere dalla chiamata di Dio. La vita di una grande città è molto diversa da 20 anni fa. L’era della globalizzazione, ha continuato a svilupparsi e a premere sullo stile di vita delle persone, a renderci alle volte più distanti le une dalle altre anche perché tutto deve funzionare e vivere rapidamente e in fretta. Tutto questo è causa anche di un certo individualismo, solitudine, dove si cercano soluzioni basate sulla convenienza, soddisfazione, consumismo. Ho notato che anche nella scuola i bambini piccoli sono ora riluttanti a parlare molto a stabilire strette relazioni. Alcuni di essi tendono a sedersi in disparte preoccupati solo col gadget. Personalmente, come membro di un Istituto secolare sto cercando di stare al passo, di stare aggiornata su quanto succede nel mondo e anche seguire le notizie attraverso face book o un sito web. Ricerco questi aggiornamenti anche per il mondo della vita consacrata entrando nel sito della Compagnia Missionaria, e dei siti che appartengono ad altri Istituti a livello mondiale. E’bello questo sentire - insieme con altri che vivono la tua stessa scelta e abitano lontani in altri paesi. Questo è un modo per conoscere meglio la vita secolare, per vedere come può essere la nostra testimonianza ai margini delle nostre città. La nostra presenza come Compagnia Missionaria a Palembang è semplice. Oltre all’inserimento di ciascuna nel suo lavoro e nella parrocchia con alcune attività, come gruppo ci siamo impegnate a mantenere fermi i nostri incontri una volta al mese per riflettere e pregare insieme. .Cerchiamo di stare in contatto con Mudji e Susi che sono lontane, di accogliere, le esigenze di amici che hanno bisogno di essere aiutati e sostenuti materialmente e spiritualmente. E portiamo le loro difficoltà nelle nostre preghiere. Qualsiasi nostra iniziativa è importante per far conoscere qui in Indonesia la realtà degli Istituti Secolari ancora al loro inizio di cammino. E’ un seme piantato ma ancora necessario di cure per essere sviluppato e capito bene. Tra gli impegni di lavoro e vita frenetica, io personalmente continuo a cercare di prendermi tempo per me stessa, per riflettere e fare silenzio. Questo mi aiuta a continuare serenamente il mio cammino a discernere le priorità nella mia giornata , a cercare di costruire sempre l'unità, nonostante i molti ostacoli che posso incontrare. E capisco che tutto questo se accolto e vissuto può essere strategia di crescita e maturità per la mia vita di consacrazione. In questo periodo abbiamo vissuto del momenti molto importanti per la nostra vita sia di gruppo che di famiglia CM. Il 25 marzo 2015 a casa di Ludo, con circa 60 persone e il Vicario Generale Padre Felik Astono SCJ abbiamo celebrato l’Eucaristia e vissuto la Festa dell’Eccomi ricordando la prima approvazione del nostro Statuto. La morte di una cugina di Lucy è stato un altro momento forte per sentirci tutte unite nella preghiera. Il 22 aprile con p. Elis SCJ e altre persone abbiamo celebrato la messa nella casa CM per ricordare l’anniversario della morte di p. Albino. Siamo state presenti in varie parrocchie per la giornata vocazionale di qualche domenica fa. Ringrazio il Signore per tutto questo e vorrei concludere con la stessa preghiera che Papa Francesco ha fatto a conclusione del suo discorso per la Giornata delle Vocazioni: “ La vergine Maria, modello di ogni vocazione, non ha temuto di pronunciare il proprio “fiat” alla chiamata del Signore. Maria “ha cantato la gioia di uscire da sé stessa e affidare a Dio i suoi progetti di vita. A lei ci rivolgiamo per essere pienamente disponibili al disegno che Dio ha su ciascuna di noi; perché cresca in noi il desiderio di uscire e di andare, con sollecitudine, verso gli altri”.
a braccia aperte
 
De braços abertos…. ( a braccia aperte) è il ritornello musicale pubblicitario della TAP che mi accompagna sull’aereo nel viaggio Bologna/ Porto il 17 marzo. Allo stesso tempo, con questo sottofondo, penso a come definire questo viaggio che verte più sul gratuito che sul necessario, più sul condividere che sul fare, ed è con questo atteggiamento che mi preparo a vivere questa settimana che mi aspetta in Portogallo. All’arrivo a Porto, Lucia Correia e Teresa Castro (già scattando foto) sono pronte a ricevermi all’aeroporto. Mi ritrovo cosi con una sensazione piacevole di ritorno a casa in rua Miguel Bombarda. Al mattino dopo aprendo la finestra dal lato della veranda che da sul giardino, mi appare davanti agli occhi la spettacolare fioritura dell’albero di magnolia. Anche questo de “braços abertos”. La settimana è costellata da tanti momenti di incontri fraterni di convivio e di fraternità. Al centro della settimana il 21 marzo l’incontro con gli amici per celebrare la festa dell’ “eccomi”. L’invito fatto agli amici prevedeva la mia testimonianza e mi presentava come una missionaria con un “curriculum molto diversificato. Il condividere la mia esperienza mi ha fatto ripercorrere un po’il mio ormai lungo cammino nella CM, ed è stato anche un momento di verifica su come vivo concretamente quello che dico a livello teorico. Nella mia vita c’è stato un “eccomi” detto una prima volta come risposta ad una chiamata, che mi ha portato a scegliere la CM senza sapere bene dove mi avrebbe portato. Poi via via è divenuto un “eccomi” ripetuto cercando di accogliere “la sua volontà in qualunque forma si manifesti”(Statuto n.7) nel piccolo della vita quotidiana e in progetti e decisioni più importanti. Questa Sua volontà che passa attraverso l’accettazione di un progetto CM. verificato, non solo a livello personale, ma comunitario e anche attraverso gli appelli più urgenti della realtà in cui ci troviamo. Tener presente questo a volte significa non dare per scontato quello che facciamo, ma la ricerca a volte faticosa di come porci e di come rispondere in maniera coerente alla realtà che ci interpella. Ci sono stati “eccomi” gioiosi accettati con le ali ai piedi. E altri dolorosi, come strappi violenti,che mettevano in dubbio se quello era veramente il cammino giusto. I giorni passano condivido il quotidiano semplice e fraterno con Lucia e Teresa e altri momenti arricchenti come l’incontro con le varie sorelle che vivono in famiglia, Justina, Carmen, Rosa, Gloria, Amelia Lidia, per telefono sento Margarida, Odette e Conceiçao. Con ciascuna ci sono ricordi, avvenimenti, esperienze vissute insieme, ed è bello aggiornarsi , ricevere e dare notizie dei nostri gruppi. C’e spazio anche per una cena con Padre Giulio Carrara di vecchia data, e i giovani postulanti della comunità dehoniana di Boavista, e un pranzo della domenica con Milu sorella di Lucia e la sua bella famiglia. Con Teresa Castro ci ritagliamo anche un pomeriggio turistico; la nostra meta sempre attraente è la “Foz”, dove il fiume Douro entra nell’Atlantico, ma quando arriviamo il vento è fortissimo, mi aspetto quasi di volare, e quindi ci rifugiamo in una struttura che a detta di Teresa dovrebbe essere un ristorante, e invece ci ritroviamo nell’oceanario, lo visitiamo, davvero interessante il mondo acquatico e marino che vediamo. Ci rilassiamo e divertiamo, correndo poi, un po’ in ritardo per la cena che ci aspetta con padre Arnaldo, anche lui di vecchia data. Arriva il 25 marzo Solennità dell’Annunciazione del Signore, con Lucia e Teresa partecipiamo all’eucarestia e ci sentiamo in comunione con tutta la CM. Nel pomeriggio accompagnata ancora da Lucia e Teresa riparto da Porto con destino a Lisbona. Oltre alle valigie porto con me alcune magnolie e fiori del nostro giardino, anche loro devono passare diversi controlli, penso chissà se resisteranno fino a Bologna! Arrivo a Lisbona e qui mi fermo da Teresa Gonçalves, lei non è ancora andata a messa, e ci tiene ad andarci insieme. Cosi, sono alla seconda eucarestia, di questa festa, andiamo nella Chiesa di Loreto per sentirci in comunione anche con i padri Dehoniani. Seguendo il passo veloce di Teresa sia all’andata che al ritorno, a piedi, nonostante il vento freddo mi godo un po’ di Lisbona illuminata dalla luna. Naturalmente con Teresa si fanno le ore piccole, ma il mattino dopo è pronta a riaccompagnarmi all’aeroporto. E’ il giorno dopo, la notizia della tragedia dell’aereo precipitato sulle Alpi. Controlli più accurati e un po’ di ansia si avvertono. Al controllo bagagli però vedo dei sorrisi quando passano i miei fiori, e sono di nuovo in aereo. La vita non si ferma ed è veramente nelle mani di Dio. Il cielo è nuvoloso ma squarci di azzurro lasciano intravedere la città illuminata dai primi raggi di sole.. Valeu! e’ stata un esperienza veramente de “braços abertos”. Eccomi di nuovo in Via Guidotti, anche i fiori arrivano, come segno di comunione e di primavera e anche qui in casa in questa settimana c’è stata aria di novità: Lucia Maistro è la nuova responsabile del gruppo e in più c’è Paola che farà parte del nostro gruppo. Torno anche in tempo per partecipare alla festa “dell’Eccomi” di Bologna impostata sul ricordo di Padre Albino, a un anno dalla sua morte. A fine incontro vengono distribuite delle frasi dette da lui. Quella che tocca a me dice: “La nostra casa dovrebbe essere come una Betania un luogo dove Gesù possa abitare volentieri e trovare una calorosa accoglienza, carità e spirito di servizio”. Penso che a Padre Albino stia ancora molto a cuore che nella nostra casa, nei nostri gruppi, nella CM, nel nostro quotidiano ci impegniamo a costruire questa dimensione della nostra spiritualità. E senz’altro ci sostiene e intercede per noi.
festa dell'eccomi e dell'ecce ancilla a funchal
 
Mi viene il desiderio di mettere il sottotitolo “L’unione fa la forza”, perché, per l’organizzazione di questo Incontro, siamo partiti dal Power Point preparato da Lúcia e Glória, del gruppo di Porto. Il nostro gruppo si è riunito alcune volte per studiarlo e vedere come presentarlo. Avevamo già acquistato un proiettore che servirà anche per future presentazioni della CM in alcune parrocchie. Nella sua preparazione abbiamo messo in risalto il compito di Ana Heliodora, Familiares, perita in Informatica, che ci ha trasmesso conoscenze sulla sua utilizzazione. Tutto il gruppo si è impegnato nella sua preparazione, ma specialmente Teresa Freitas nella scelta dei canti e Celestina nella elaborazione dello schema che, dopo, è stato presentato. Nel 25 marzo, alle 17,00 sono arrivate le Missionarie, Familiares e una giovane, invitata dalla Paixão. Dopo la merenda, abbiamo fatto la presentazione del Power Point. Come contenuto e importanza della festa, mettiamo in risalto COMUNUNIONE e MISSIONE, partendo dal logotipo CM che reassume la sua spiritualità. In questo Incontro, la Comunione è stata molto evidente nella collegialità/condivisione/corresponsabilità e senso di famiglia. L’altro aspetto: Missione, si è realizzata perché l’Incontro è stato formativo per tutti (Missionarie, Familiares, e anche la giovane). L’animazione si è espressa nella giovane (è catechista, studentessa di musica, ecc.) che ha partecipato con la lettura del testo evangelico (Lc 1, 26-38) e anche con le riflessioni personali. Il Power Point, nella sua totalità, ci ha ricordato il disegno di Amore di Dio con l’invito a Maria ad essere Madre del Suo Figlio. Lei ha donato il Suo SI. L’espressione “ECCE VENIO”, assieme al “ECCE ANCILLA” di Maria, ha impressionato profondamente P. Dehon, a chi questa data fu molto importante per la coincidenza con la data del suo Battesimo. La CM - erede di P. Dehon per mezzo di P. Albino – è nata nella notte di Natale del 1957 e fu riconosciuta “ad experimentum” nel 25 marzo dell’anno seguente. Come alimento forte abbiamo l’Eucaristia e l’Adorazione, facendosi con Cristo “Pane spezzato per tutti” e trasformando la vita in “Lode” perenne al Signore. In seguito, abbiamo fatto la condivisione delle riflessioni personali su gli aspetti piú rilevanti per ciascuno(a) presente. Sono stati momenti di arricchimento per una piú forte conoscenza reciproca. Abbiamo concluso con il canto del Magnificat proiettato e cantato da tutti. È stato un modo originale e importante per aiutare a vivere il nostro SI donato a Dio, avendo come modelo Maria, Madre, Guida e Custode della Compagnia Missionaria.
cercansi cuori uguali al suo
 
In questa Domenica, 22 marzo 2015, nella nostra Capela Coração de Jesus e Maria Imaculada, Rua Capitão Renato Baptista, 31 – Lisboa – alle 16,00 – ci siamo riuniti per ricordare e ringraziare il Signore per il giorno 25 marzo 1958, data in cui la COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE, ha ricevuto la prima Approvazione: è la festa dell’Annunciazione, dell’ECCOMI (“ecco la Serva del Signore”) come noi, membri della Compagnia Missionaria, la chiamiamo, perché Maria è modello del SI incondizionato al piano di Dio! Abbiamo fatto un momento di MEMORIA, partendo dal pensiero di P. Dehon – “Cercasi cuori uguali al Suo!”, ricordando la sua vita e l’ispirazione per fondare la Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore. Abbiamo ricordato, anche, la vita di P. Albino Elegante e la sua ispirazione per fondare la Compagnia Missionaria. Dopo questa memoria e riflessione sulla nostra spiritualità, abbiamo fatto la preghiera dei Misteri Gaudiosi del Rosario, anche per la PACE nel Mondo. E abbiamo concluso condividendo una semplice merenda! Eravamo in quindici, tra Missionaria, Familiares e Amici CM. Un abbraccio in comunione a tutti, augurando la Benedizione del Signore! Missionaria e Familiares CM a Lisbona
briciole di bene
 
A distanza di poco più di un anno dalla morte del nostro fondatore p. Albino Elegante, questa volta vogliamo proporre alcune frasi tolte dagli scritti che ci ha lasciato. Sono …briciole di bene… germogli... che se accolti, coltivati e concretizzati valorizzano la nostra vita quotidiana. Sono parole buone che partono dalla nostra radice e se vogliamo possono  trasformare la nostra vita. A NOI LA SCELTA! Assemblea generale 2001 “Perdete tutto piuttosto che perdere la carità” “Dal Cuore di Gesù aperto sulla croce nasce l’uomo dal cuore nuovo, animato dallo Spirito e unito ai suoi fratelli nella comunità di carità che è la Chiesa” “Una vocazione così bella come la nostra richiede grande fervore e una grande generosità…” “Con Gesù dobbiamo amare, agire, soffrire… Egli è la guida, il centro, il fuoco, il riposo della nostra vita” “Diventa  intercessore  davanti a Dio per i problemi del mondo, della Chiesa, della tua famiglia”. “E’ una vera provvidenza avere un amico che ti stia a fianco, che ascolti le tue confidenze e ti sostenga nelle difficoltà, che ti stimoli ad avanzare…” “E’ la  spiritualità d’amore e di oblazione  che ci rende incarnazione viva di Cristo e ci porta a fare “comunione” con tutti  nell’autenticità della nostra fede”. “ Nella imitazione di Cristo un ruolo principale è svolto dallo Spirito Santo. E’ Lui, lo Spirito Santo, che ci dà  “il gusto del bene”. E il bene supremo è Gesù, è il suo amore, è la vivacità della nostra adesione alla sua verità, è la gioia che seminiamo sui nostri passi”. “Il nostro primo impegno deve essere la docilità. Lo Spirito Santo può costruire dei capolavori di grazia anche con la creta più povera”. “Teniamo lo sguardo fisso su Maria per ammirare e per suscitare nel nostro cuore la nostalgia    della sua grandezza”. “E’ necessario che ci manteniamo in frequente contatto con Cristo, tanto da impararne il pensiero e le modalità di vita. E da esprimerle poi con decisione, con la persuasione che Cristo ci vuole “parola” dei suoi sentimenti e delle sue opere per la salvezza del mondo”. “Al di là della consuetudine, della convenienza, delle prescrizioni, dell’opportunità......bisogna che ci sia in noi una vera sete di Cristo e la coscienza chiara che i sacramenti la possono sollevare. La sete di Cristo ci sarà, se Cristo abitualmente non sarà ai margini, ma al centro dell’interesse e della ricerca della nostra vita”. “Qualunque sia il nostro posto nel mondo, teniamo presente che siamo artefici del piano di Dio”. “La nostra casa dovrebbe essere come una Betania un luogo dove Gesù possa abitare volentieri e trovare una calorosa accoglienza, carità e spirito di servizio”. “La nostra casa dovrebbe essere luogo di accoglienza reciproca, di fraternità, di ascolto della Parola e di preghiera. Dovrebbe  essere un luogo dove si impara lo stile del servizio e della condivisione, nell’umile e gioiosa testimonianza di fede nel Risorto”.
il sorriso di p. albino
 
15 marzo: festa dell’ECCOMI e commemorazione di P. Elegante a S. Antonio Abate. Un giovane, figlio dei familiares  Gennaro e Lucia, offre il suo ricordo Da bambino, di volta in volta, mi ritrovavo a trascorrere delle domeniche a seguito dei miei genitori, i quali si incontravano con delle persone per meditare sulla vita di un certo Gesù. Non capivo cosa realmente facessero, ma vedevo in loro e nei loro amici tanta felicità e gioia, la stessa che provavo io nel giocare con gli altri bambini che in quelle circostanze incontravo. Gli incontri si tenevano regolarmente con cadenza, se non erro mensile, ma durante l’anno si verificava un evento particolare i cui preparativi iniziavano anzitempo: l’arrivo di Padre Albino. Sapevo che si trattasse del fondatore del gruppo e percepivo che la sua presenza fosse importante e sentita da tutti, poiché era proprio grazie al suo lavoro che questi amici potessero incontrarsi e pregare … ed io giocare! Fondatore è un termine che trasmette un’immagine di forza, coraggio ed impeto. Non nascondo che sentivo anche un po’ di turbamento alla notizia che all’incontro successivo padre Albino sarebbe stato presente. Arrivato il giorno tanto atteso, vedevi venirti incontro un uomo dalla corporatura minuta, occhi dolcissimi protetti da occhiali tondi, capelli bianchi e grandi orecchie. Insomma, del mito tanto temuto nessuna traccia. Ma qualcosa di particolare c’era ed era talmente palese che non è possibile non ricordare: il sorriso. Quest’uomo dall’accento “strano”, nonostante la tanta timidezza che avessi nell’incontrarlo, finanche a nascondermi dietro le gambe di mamma, mi donava un sorriso coinvolgente tale da far scomparire qualsiasi broncio. E allora, forse qualche potere ce l’ha… sa farti felice! Crescendo riesci a valutare le cose in un’ottica diversa e ad ampliare il raggio d’azione delle tue analisi sulla base delle esperienze vissute ed in virtù dell’educazione ricevuta. Oggi, posso affermare che la forza di padre Albino era proprio nel suo sorriso. Viene da chiedersi come sia possibile munirsi di quel sorriso. Cerchi, invano, una risposta nel mondo materiale, d'altronde, in tale contesto, è impossibile trovarla! La tua ricerca termina solamente in Cristo, nell’amore di Cristo. È l’incontro con Lui a donarti il vero amore, lasciandoti l’onere di trasmetterlo al prossimo. Il coraggio di Padre Albino è stato quello di rendersi disponibile a Cristo. Egli ha messo la sua vita al servizio della chiamata e ha dato esecuzione al progetto che Dio ha disegnato per lui. L’impeto mostrato nella sua evangelizzazione in terre così lontane è il frutto della vicinanza con Dio, fidandosi di Dio egli ha superato limiti impervi. Le difficoltà, infatti, nella sua opera non sono affatto mancate ma, sostenuto dal Cuore di Gesù, è riuscito ad attuare le sue idee. Grazie P. Albino, grazie per la Compagnia Missionaria, per le Missionarie e i Familiares. Grazie per aver contribuito indirettamente alla mia formazione umana e spirituale. Salvatore Mercurio
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
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