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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
realizzata
 
Realizzata Intervista a Maria Justina Carneiro Raccontaci un po’ di te, della tua famiglia, della tua parrocchia…, la storia della tua vocazione…come hai conosciuto la Compagnia Missionaria… A dodici anni ero già impegnata nella catechesi e partecipavo a vari iniziative parrocchiali…avevo e ho una famiglia che amo e mi sento amata. Sentivo però che questo non mi bastava, non mi sentivo realizzata. Un giorno, il mio parroco (p. Mario Barbosa), mi fece un invito per partecipare a un incontro di giovani che si realizzava a Porto. Era l’agosto del 1983. Un incontro che iniziava il venerdì sera e terminava la domenica. Una vera avventura per me, perché era la prima volta che mi allontanavo da casa. Avevo 22 anni. A questo incontro andai insieme a Gloria( in seguito anche lei sarebbe  poi diventata  missionaria). Quando arrivammo a Porto, accompagnate da Serafina, io mi sentivo emozionata e vivevo dentro  me  una grande aspettativa per sapere cosa sarebbe successo, dato che venivamo da un ambiente rurale ed era la prima volta che partecipavamo  a questo tipo di attività. A sera, mentre contemplavamo dalla nostra casa di rua Miguel Bombarda, il paesaggio e poco lontano la torre dos “Clerigos” dissi a Gloria: “questa sarà la prima ed ultima volta che mi vedranno ancora qui!”: A poche ore di assenza da casa mia già mi sentivo triste e con “saudade”= nostalgia della mia famiglia!!!Durante la notte dormii poco anche perché fui invasa dalle tante zanzare che c’erano. Cercavo di prenderle quando mi accorsi che invece avevo svegliato Gloria ,  mia compagna   di camera. Il giorno seguente partecipammo all’incontro guidato da Padre Antonio Augusto SCJ. Due cose mi colpirono molto: la veglia di preghiera il sabato sera, prolungata fino a tarda ora della notte e la gioia e serenità delle missionarie che vivevano lì nella casa. Soprattutto Teresa Castro. Questo è stato quanto il Signore aveva preparato per me per farmi pensare.  Sì, Teresa è stata la missionaria che più mi aveva impressionato positivamente. Alla domenica l’incontro si concluse con una “chiave d’oro”: la celebrazione dell’Eucarestia!!! Io, che  poche ore prima avevo detto che non sarei più tornata in questo gruppo… mi successe che durante l’Eucarestia, che quel giorno proclamava la parabola dei talenti , mi sentii subito identificata con colui che era andato a sotterrare il talento… Venne il momento di andare a pranzo ed io con tutte queste emozioni sono scoppiata in lacrime. Tutti i presenti mi guardavano sorpresi, perché erano abituati a vedermi sempre allegra e serena, mentre in questo momento avevano  davanti a loro  una persona che piangeva a dirotto, come fosse la Maddalena! Nel vedere che alcuni dei presenti mi volevano consolare, p. Antonio Augusto fece cenno di lasciarmi sola nel mio “dolore”. E fu così, perché egli aveva già capito quale era il motivo e aveva  già programmato in cuor suo  di dialogare con me… Una cosa avevo capito: Dio mi chiamava a vivere qualcosa di più di quanto già facevo. Dopo due anni di ricerca, ho sentito che Dio mi chiamava a vivere la consacrazione secolare nella Compagnia Missionaria. Così l’8 dicembre del 1985 sono entrata in questo Istituto.. Adesso rendo grazie a Dio per avermi chiamata a vivere questo stile di vita, perché qui mi sento realizzata e mi sento al mio posto. Il tuo gruppo di appartenenza: faccelo conoscere un po’ di più… Il mio gruppo mi è  molto caro. Le missionarie che lo compongono pur nella diversità,sono un tesoro! Con loro io cammino nella fede, nella comunione, nella preghiera, nella gioia, nella semplicità, nell’amicizia, nella docilità allo Spirito nel servizio, nell’offerta  e nella donazione. Sento che per tutto questo ci vogliamo bene e ci rispettiamo una con l’altra. Riassumendo: il mio gruppo mi piace. Siamo donne normali e questo non vuol dire che siano tutte rose; abbiamo momenti di armonia e  momenti di difficoltà, comuni della vita quotidiana di tutti. Come ricordi il tuo inserimento…il tuo inizio? E’ stato un periodo di alti e bassi. Sapevo che in fondo era quello che  volevo, ma mia madre aveva programmato un’altra cosa per me: il matrimonio. Ma è stata la certezza  di sentire  che Dio mi chiamava a seguirlo più da vicino , e questo  mi ha dato sempre la forza per lottare con tutte le mie forze per superare le varie difficoltà che incontravo. Durante il giorno lavoravo e a sera ho cominciato anche a studiare. Inoltre ero impegnata in parrocchia, nella formazione, studio e lavoro e anche dovevo accudire alla casa. Nonostante tutto questo, è stato però un periodo molto bello anche se esigente. Ho sentito la presenza di Dio soprattutto nei momenti di prova. Ho sentito che Dio non ci abbandona e mi ha dato sempre la forza attraverso la preghiera, la meditazione della parola, le persone che mi ha messo vicino nel mio cammino. Lui era lì. Momenti che riassumo in quella frase di quella poesia: “Orme sulla sabbia” dove dice: “E proprio in questi momenti, di difficoltà, che io sono con te e ti porto sulle mie spalle…” Ricordo il giorno che feci la mia prima consacrazione. Mi chiesero come mi sentivo ed io  risposi:”sono la sposa più felice del mondo!”. Con l’aiuto di Dio ancora oggi sento che posso ripetere: “sono la sposa più felice del mondo. Perché tutto posso in Colui che mi conforta. Il sogno di Papa Francesco: una Chiesa “in uscita”. Come gruppo CM come vivete la missionarietà  nel contesto portoghese e ad “Gentes”? Come gruppo viviamo la missionarietà in famiglia assistendo i malati e anziani, e appoggiamo anche le missionarie più fragili, sia per problemi di salute sia per altre situazioni delicate. Siamo presenti nella parrocchia, nell’animazione vocazionale. Diamo la nostra collaborazione anche alla missione “ad Gentes”: Bina è in Guinea Bissau ( Africa) , Serafina presta il suo servizio nel Consiglio Centrale della Compagnia Missionaria in Italia ed Elvira anche lei è in Italia. Vedo il nostro gruppo aperto e sensibile a questa realtà missionaria. Oltre a queste presenze , devo dire che altre missionarie portoghesi hanno fatto la loro esperienza in terra di missione come il Mozambico, Brasile, Guinea Bissau… La tua esperienza con i giovani…qual è il tuo attuale impegno in questa realtà ?Cosa si aspettano i giovani da noi consacrate? Nella mia esperienza ho sempre camminato di pari passo con i giovani della parrocchia, soprattutto nell’animazione vocazionale. In questo momento per  problema di salute ho chiesto al mio parroco di potermi staccare per un periodo  da questo impegno, almeno fin tanto che mi ristabilisca bene. Intanto offro questa mia sofferenza fisica per questa intenzione. Per l’esperienza che ho credo che i giovani oggi aspettino da noi consacrate accoglienza, ascolto,  disponibilità,rispetto comprensione, gioia, serenità…e per finire essere portatrici della misericordia di Dio che è Amore. Nella Compagnia Missionaria si parla molto di comunione e missione, aspetti della nostra spiritualità. Come declineresti concretamente questi valori importanti per noi membri della Compagnia Missionaria?   “La nostra missione, come la spiritualità, nasce e si alimenta  al Cuore di Cristo. Il costato trafitto è come un epilogo che riassume ed insieme suggella tutto l’ineffabile mistero dell’amore divino, che si è donato nel Cristo e che nella sua efficacia, perdura perenne nella Chiesa”.(Statuto n. 11). Per prima cosa dobbiamo dare il primato all’Amato. Solo così possiamo vivere la vita di amore a Dio e con i fratelli. Essere portatrici dell’amore di Cristo con noi stesse e con quanti ci stanno vicini. Siamo chiamate ad essere portatrici dell’amore misericordioso, portatrici di pace, di gioia, di serenità, onestà, di responsabilità, di rispetto mutuo, di accoglienza…perché la testimonianza trascina e le parole invece si perdono nel nulla, le porta via il vento. Qual è l’augurio per tutti noi in questo anno appena terminato, della misericordia? Abbiamo vissuto  un anno dedicato alla misericordia:  mi auguro che sia stato certamente per tutti  noi un tempo misericordioso, prima di tutto con noi stessi, ma anche per il nostro prossimo: famiglia, gruppo, per  tutti quelli che vivono accanto a noi. Ma mi auguro che questo atteggiamento di misericordia, non sia stato vissuto solamente per quest’anno, ma che sia un inizio,  come un “aperitivo”, per continuare a crescere nella misericordia, per essere sempre più simili al nostro Maestro. Rendo grazie a Dio per la mia famiglia naturale e spirituale e per essere chiamata a seguire Cristo da vicino nella Compagnia Missionaria. Termino con questo messaggio a me tanto caro: Solamente Dio è…ma tu puoi… Solo Dio può dare  la fede, ma tu puoi dare la tua testimonianza. Solo Dio può dare speranza, ma tu puoi comunicare speranza ai tuoi fratelli. Solo Dio può dare amore, ma tu puoi insegnare agli altri ad amare. Solo Dio può fare forza, ma tu puoi donare coraggio a uno scoraggiato. Solo Dio è il cammino, ma tu puoi indicare questo cammino agli altri. Solo Dio è luce, ma tu puoi fare brillare questa luce agli occhi degli altri. Solo Dio è Vita, ma tu puoi comunicare agli altri il desiderio di vivere. Solo Dio può fare ciò che sembra impossibile, ma tu puoi fare il possibile. Solo Dio basta a se stesso, ma Lui preferisce aver bisogno di te… a cura di Santina Pirovano
pane… spezzato
 
Una  breve riflessione di una mattinata un po’ diversa dal solito. E’ quanto abbiamo vissuto della festa dell”Eccomi” svoltasi a Bologna ,nella nostra casa di Via Guidotti 53, il 25 marzo festa dell’Annunciazione. E’ un appuntamento ormai consolidato, vissuto come famiglia, al quale NOI CM rispondiamo in diversi modi e altrettanti stili, a secondo della realtà dei continenti e delle città, dove siamo presenti. La nostra casa di Bologna è considerata Centro CM. Alcuni giorni prima ci arrivavano echi sulle date e iniziative che altri gruppi CM avevano stabilito per questo avvenimento: dal Portogallo, Mozambico, Indonesia, Cile, Argentina… Queste notizie ci sembravano piccole luci , fari luminosi che pian piano si accendevano per illuminare le strade del mondo, ma avevano anche il potere di farci sentire in comunione di cuori e di ideale, cancellare le distanze tra noi, accogliere risposte concrete al “Noi CM”. Così succede ogni anno quando i gruppi, missionarie, familiares e amici ricordano e celebrano insieme il Si di Gesù e di Maria:” Ecce Venio – Ecce Ancilla”. E’ una adesione quasi unanime fatta di riflessione, preghiera e ricordi condivisi tra noi e che abbiamo voluto chiamare semplicemente: “Festa dell’”Eccomi”. E’ diventata uno spazio di accoglienza per vivere e condividere insieme la spiritualità, il carisma, il senso missionario , l’amicizia. Anche questa volta ci siamo ritrovati: missionarie, alcuni amici, e una buona rappresentanza di Padri dehoniani. Quest’anno noi missionarie di Bologna abbiamo creduto opportuno riflettere sul tema che la nostra chiesa ha stabilito per l’Anno del Congresso Eucaristico Diocesano ( dal 13 novembre 2016 all’8 ottobre 2017): “Voi stessi date loro da mangiare”. Ci ha aiutato nella riflessione p. Marco Bernardoni SCJ. P. Marco nella sua introduzione ha riassunto bene la motivazione: Un’idea felice che onora il respiro ecclesiale della Compagnia Missionaria del Sacro cuore, il suo desiderio ovunque si trovi, di mettersi al passo e al servizio della Chiesa locale. Il tema è stato presentato con entusiasmo e convinzione. Oltre a farci riflettere ci ha suggerito alcune indicazioni per continuare con fedeltà in questo cammino e ci ha soprattutto provocato a “ trovare la spiritualità adeguata a questo passaggio di epoca Si tratta,dunque,di intuire le direzioni verso quali lo Spirito spinge la Chiesa”. Le risonanze e interventi dei presenti hanno arricchito la riflessione. Ci sembra di aver trovato risposte adatte anche per rispondere all’obiettivo che si vuole raggiungere in questo anno del Congresso Eucaristico presentato dal nostro Vescovo Matteo:”…Gesù ci insegna a rispondere alla fame di tanti. Per farlo non dobbiamo cercare capacità particolari o possibilità straordinarie, che non avremo mai, ma solo offrire il poco che abbiamo e condividerlo, affidarlo al suo amore perché tutti siano saziati, noi e il prossimo”. Una mattinata trascorsa nell’ascolto della Parola, nella condivisione, nella semplicità, nell’amicizia. Il depliant che avevamo preparato come invito alla festa diceva: “Desideriamo condividere con ciascuno/a di voi una mattinata di amicizia, riflessione e gioiosa convivialità”. Nel nostro piccolo possiamo dire che ci siamo riuscite, perché il poco che avevamo lo abbiamo condiviso. Al termine dell’incontro abbiamo voluto concretizzare attraverso un simbolo la continuità di questa condivisione, anche fuori dal nostro ambiente: a ogni partecipante è stato consegnato un piccolo pane, non come semplice ricordo, ma come “segno concreto” da spezzare e condividere una parte, con chi ci è vicino. Pane per un cammino insieme! Santina Pirovano
un cuore di carne
 
Jan van Eyck, Agnello mistico, sec XV “E mi mostrò poi un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città e, da una parte e dall’altra del fiume, si trova un albero di vita che dà frutti dodici volte l’anno, portando frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni” (Ap. 22, 1-2) . Carissime/i, ci ritroviamo di nuovo per vivere insieme, pur se ognuno/a nel suo luogo di missione, la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù fonte di acqua viva, di vita e di grazia per ciascuna/o di noi. E’ un nuovo invito che ci viene rivolto perché accogliamo e scegliamo percorsi e cammini di vita nell’“oggi di Dio” che ci è dato di vivere. “Ma se camminiamo nella luce, come Egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato” (1Gv 1,7) Davvero dobbiamo ringraziare il Signore che ci dona vita e vita in abbondanza qualora ci lasciamo guidare dal Suo Spirito e viviamo i nostri giorni dentro il mistero del suo amore e della sua tenerezza, che cambiano il nostro cuore di pietra in un cuore di carne. Ed un cuore di carne è un cuore che vive la comunione. Suggerisco, a questo proposito, prendendo dagli scritti di P. Albino, quanto segue: “Le condizioni per “fare comunione”: 1) Umiltà sul piano umano e sul piano cristiano: è la condizione assoluta, voluta da Dio, per suscitare ovunque, negli uomini e in Dio stesso la compiacenza, la benevolenza, l’aiuto, il dono di ogni interesse per “fare comunione”. E, nella “comunione”, per arrivare ad ogni bene. 2) Fare atti di “comunione”, farne molti, proprio molti, per quanto ordinari ed insignificanti. Farli con il cuore, nella piena sincerità, con la più grande magnanimità. 3) Se ci capitasse di mancare alla “comunione” con chi ci sta d’attorno e, più largamente con i fratelli, … facciamo entrare con decisa umiltà l’accusa delle nostre mancanze contro la “comunione”: una parola amara, un giudizio azzardato, un pettegolezzo, un aiuto o anche solo un sorriso mancato. Poi, purificati dalla nostra colpa, potremo “ritornare a presentare la nostra offerta” ( Mt. 5, 24 ). E un altro aspetto per accogliere cammini di vita nuova è il servizio come ci suggerisce Papa Francesco: “Siate gioiosi, mai tristi. Gioiosi. Con la gioia del servizio di Cristo, anche in mezzo alle sofferenze, alle incomprensioni, ai propri peccati”. … La Chiesa sia in piedi e in cammino, in ascolto delle inquietudini della gente e sempre nella gioia. “Ma per evangelizzare, 'alzati e va'. Non dice: 'Rimani seduta, tranquilla, a casa tua': no! La Chiesa sempre per essere fedele al Signore deve essere in piedi e in cammino: 'Alzati e va'. Una Chiesa che non si alza, che non è in cammino, si ammala … finisce chiusa con tanti traumi psicologici e spirituali, “chiusa nel piccolo mondo delle chiacchiere, delle cose… chiusa, senza orizzonti”. “Alzati e va’, in piedi e in cammino. Così deve agire la Chiesa nell’evangelizzazione”… . Ai neo sacerdoti ma, anche a noi tutti ed in particolare a noi, missionarie e familiares dice: “Tra i compiti del sacerdote uno “forse noioso, anche doloroso” è “quello di andare a trovare gli ammalati”: “Fatelo, voi. Sì, sta bene che vadano i fedeli laici, i diaconi, ma non lasciate di toccare la carne di Cristo sofferente negli ammalati: questo santifica voi, vi avvicina al Cristo” (cfr News.Va). Siamo chiamate ad aprire la porta del nostro cuore e della nostra interiorità per unificare la nostra persona: “Lasciarsi istruire, riconoscere i movimenti dello Spirito in noi, … aderirvi, fa parte della vita del cuore profondo. E’ nel cuore che si comprendono le cose del regno, che si impara come integrare la vita dello Spirito nella propria umanità. … aprire la propria terra interiore nella sua totalità alla presenza del Cristo, alla vita dello Spirito (Ap. 3,20), è molto unificante, una circolazione viva, un soffio che parte dal cuore e si espande nella psiche e nel corpo.” (Simone Pacot, Torna alla vita, pp. 253-254, ed. Queriniana) Il mio augurio è che viviamo sempre più convinte il dono di Dio che abbiamo nelle nostre mani e che il Signore ci ha elargito abbondantemente dal Suo Cuore Trafitto perché possiamo continuare a stimolarci ed a sostenerci a vicenda con una vita generosa e piena di opere buone. In comunione. Martina
maria, aiutaci a conservare questo “tesoro”
 
Maria, aiutaci a conservare questo “tesoro” Il gruppo CM di Porto si è riunito dal 25 al 28 febbraio 2017 per un Corso di Formazione Permanente nella sede di Rua Miguel Bombarda- Porto. Il 26 siamo andate alla chiesa di Nossa Senhora da Vitòria, dove abbiamo partecipato all’Eucaristia, celebrata da p. Jardim Moreira, per rendere grazie dei 50 anni di presenza della Compagnia Missionaria in Portogallo. Molte di noi hanno lavorato in quella parrocchia a livello ecclesiale, pastorale, sociale e professionale. Lì abbiamo avuto una presenza molto significativa per diversi anni. L’invito rivolto alla comunità parrocchiale per questa celebrazione era stato esteso anche alle persone che un tempo avevano frequentato la catechesi e che tante volte avevano fatto della nostra casa una Betania: uno spazio di amicizia, di preghiera, di condivisione…incontri di giovani, momenti di festa… Al termine della celebrazione eucaristica, p. Jardim ha offerto un pranzo squisito a tutte le persone che volevano partecipare, comprese le missionarie. C’era un bel gruppo! È stato motivo di vera gioia il vedere la soddisfazione di p. Jardim e il ritrovarci con persone che non vedevamo da molti anni! Che gioia incontrare le giovani famiglie con i loro figli! Ricordare che erano stati i nostri bambini del catechismo ed ora vederli arrivare con i loro figli…Come scorre veloce il tempo! Con il cuore pieno di gioia, siamo ritornate a casa a continuare il nostro lavoro. Il corso di formazione sul tema: “La storia della Compagnia missionaria in Portogallo: Guardare lontano”, è stato orientato da Lùcia Correia. È partita dagli ultimi anni del ’60, ma più concretamente dalla rivoluzione di maggio del 1968 (la rivoluzione culturale), sottolineando come questa rivoluzione toccò molto anche il nostro Istituto che, allora aveva appena 10 anni di vita. Abbiamo capito meglio questo pezzo di storia che sentivamo raccontare, ma non con questa chiarezza. Abbiamo ricordato l’arrivo della CM a Porto con le prime missionarie: Maria Ilda, Teresa Castro e Lisetta Licheri e dopo arrivò anche Maria Teresa Carvalho. Nell’autunno del 1968 partirono per il Mozambico le prime tre missionarie che erano arrivate l’anno prima dall’Italia. La decisione di aprire una casa in Portogallo, la prima presenza della CM fuori dall’Italia, aveva come motivo quello di costituire una specie di rampa di lancio perché l’Istituto si aprisse a nuovi orizzonti. Inoltre c’era la necessità di una preparazione immediata per la missione e per apprendere la lingua portoghese, dato che in quegli anni il Mozambico dipendeva ancora dal Portogallo. Come un vero padre, p. Albino (nostro Fondatore) aveva accompagnato, con la sua presenza, la nascita della CM nella città di Porto e la descrive così: «Nei giorni 13- 24 ottobre 1967 sono stato in Portogallo. Così ho avuto modo di assistere personalmente alla nascita e alle prime espressioni di vita del nuovo centro comunitario della CM a Porto, in via Miguel Bombarda, 211. La generosità del Sig. Francisco Wancheneider e l’efficienza instancabile del caro p. Giulio Gritti ci hanno messo a nostra disposizione una vecchia casa signorile ancora in buone condizioni, in una via centrale della simpatica città. Tuttavia, quando sono arrivato la casa era completamente vuota. Ricordo l’impressione desolante che mi suscitò la sera della mia visita: appena tre sedie, un tavolo vecchio, due o tre letti, con materassi duri come il legno… Sotto l’effige di San Giuseppe, che da tempo lo consideriamo come il provvido amministratore della CM, ho collocato un biglietto con una raccomandazione: “Abbiamo bisogno di una casa. Ci piacerebbe rimanere qui, poveri ma tranquilli”. Dato che la casa era intestata, poteva essere persa da un giorno all’altro. Ma credo che San Giuseppe ci penserà a non metterci sulla strada». San Giuseppe ha fatto veramente la sua parte se pensiamo che ancora oggi ci troviamo in questa bella casa! La CM in Portogallo è andata crescendo con il sorgere di nuove vocazioni portoghesi, con la presenza di missionarie italiane che hanno trascorso qui periodi di tempo e dopo alcune sono rientrate in Italia e altre sono andate in missione in Mozambico. Così si è espansa la CM nel nostro paese. Attualmente la CM è presente a Porto, Lisbona e Funchal (Madeira). Infine Lùcia Correia ci ha offerto anche un commento sul Vaticano II. Luisa Chierici, missionaria italiana, ci ha presentato e commentato un PowerPoint sulla sua esperienza riguardo alle Missioni Parrocchiali in Italia. Ha testimoniato la ricchezza del suo lavoro nell’ambito della missione CM e il suo vissuto nel gruppo di Porto dal novembre 1972 al giugno 1974. Abbiamo ringraziato la sua presenza, il suo contributo formativo che ci ha offerto e soprattutto l’amore alla missione che ci ha testimoniato e che ci ha interpellato. Abbiamo terminato questi giorni di formazione con l’Eucaristia, celebrata dal provinciale dei dehoniani, p. Agostinho e con il pranzo di fraternità. Sono stati giorni di una ricchezza straordinaria! Ringraziamo il Signore per il dono della Compagnia Missionaria e per la nostra storia. Maria, madre, guida e custode della CM ci aiuti a conservare questo “Tesoro” e a trasmetterlo agli altri… Maria Justina Carneiro
maria, aiutaci a conservare questo “tesoro”
 
Maria, aiutaci a conservare questo “tesoro” Il gruppo CM di Porto si è riunito dal 25 al 28 febbraio 2017 per un Corso di Formazione Permanente nella sede di Rua Miguel Bombarda- Porto. Il 26 siamo andate alla chiesa di Nossa Senhora da Vitòria, dove abbiamo partecipato all’Eucaristia, celebrata da p. Jardim Moreira, per rendere grazie dei 50 anni di presenza della Compagnia Missionaria in Portogallo. Molte di noi hanno lavorato in quella parrocchia a livello ecclesiale, pastorale, sociale e professionale. Lì abbiamo avuto una presenza molto significativa per diversi anni. L’invito rivolto alla comunità parrocchiale per questa celebrazione era stato esteso anche alle persone che un tempo avevano frequentato la catechesi e che tante volte avevano fatto della nostra casa una Betania: uno spazio di amicizia, di preghiera, di condivisione…incontri di giovani, momenti di festa… Al termine della celebrazione eucaristica, p. Jardim ha offerto un pranzo squisito a tutte le persone che volevano partecipare, comprese le missionarie. C’era un bel gruppo! È stato motivo di vera gioia il vedere la soddisfazione di p. Jardim e il ritrovarci con persone che non vedevamo da molti anni! Che gioia incontrare le giovani famiglie con i loro figli! Ricordare che erano stati i nostri bambini del catechismo ed ora vederli arrivare con i loro figli…Come scorre veloce il tempo! Con il cuore pieno di gioia, siamo ritornate a casa a continuare il nostro lavoro. Il corso di formazione sul tema: “La storia della Compagnia missionaria in Portogallo: Guardare lontano”, è stato orientato da Lùcia Correia. È partita dagli ultimi anni del ’60, ma più concretamente dalla rivoluzione di maggio del 1968 (la rivoluzione culturale), sottolineando come questa rivoluzione toccò molto anche il nostro Istituto che, allora aveva appena 10 anni di vita. Abbiamo capito meglio questo pezzo di storia che sentivamo raccontare, ma non con questa chiarezza. Abbiamo ricordato l’arrivo della CM a Porto con le prime missionarie: Maria Ilda, Teresa Castro e Lisetta Licheri e dopo arrivò anche Maria Teresa Carvalho. Nell’autunno del 1968 partirono per il Mozambico le prime tre missionarie che erano arrivate l’anno prima dall’Italia. La decisione di aprire una casa in Portogallo, la prima presenza della CM fuori dall’Italia, aveva come motivo quello di costituire una specie di rampa di lancio perché l’Istituto si aprisse a nuovi orizzonti. Inoltre c’era la necessità di una preparazione immediata per la missione e per apprendere la lingua portoghese, dato che in quegli anni il Mozambico dipendeva ancora dal Portogallo. Come un vero padre, p. Albino (nostro Fondatore) aveva accompagnato, con la sua presenza, la nascita della CM nella città di Porto e la descrive così: «Nei giorni 13- 24 ottobre 1967 sono stato in Portogallo. Così ho avuto modo di assistere personalmente alla nascita e alle prime espressioni di vita del nuovo centro comunitario della CM a Porto, in via Miguel Bombarda, 211. La generosità del Sig. Francisco Wancheneider e l’efficienza instancabile del caro p. Giulio Gritti ci hanno messo a nostra disposizione una vecchia casa signorile ancora in buone condizioni, in una via centrale della simpatica città. Tuttavia, quando sono arrivato la casa era completamente vuota. Ricordo l’impressione desolante che mi suscitò la sera della mia visita: appena tre sedie, un tavolo vecchio, due o tre letti, con materassi duri come il legno… Sotto l’effige di San Giuseppe, che da tempo lo consideriamo come il provvido amministratore della CM, ho collocato un biglietto con una raccomandazione: “Abbiamo bisogno di una casa. Ci piacerebbe rimanere qui, poveri ma tranquilli”. Dato che la casa era intestata, poteva essere persa da un giorno all’altro. Ma credo che San Giuseppe ci penserà a non metterci sulla strada». San Giuseppe ha fatto veramente la sua parte se pensiamo che ancora oggi ci troviamo in questa bella casa! La CM in Portogallo è andata crescendo con il sorgere di nuove vocazioni portoghesi, con la presenza di missionarie italiane che hanno trascorso qui periodi di tempo e dopo alcune sono rientrate in Italia e altre sono andate in missione in Mozambico. Così si è espansa la CM nel nostro paese. Attualmente la CM è presente a Porto, Lisbona e Funchal (Madeira). Infine Lùcia Correia ci ha offerto anche un commento sul Vaticano II. Luisa Chierici, missionaria italiana, ci ha presentato e commentato un PowerPoint sulla sua esperienza riguardo alle Missioni Parrocchiali in Italia. Ha testimoniato la ricchezza del suo lavoro nell’ambito della missione CM e il suo vissuto nel gruppo di Porto dal novembre 1972 al giugno 1974. Abbiamo ringraziato la sua presenza, il suo contributo formativo che ci ha offerto e soprattutto l’amore alla missione che ci ha testimoniato e che ci ha interpellato. Abbiamo terminato questi giorni di formazione con l’Eucaristia, celebrata dal provinciale dei dehoniani, p. Agostinho e con il pranzo di fraternità. Sono stati giorni di una ricchezza straordinaria! Ringraziamo il Signore per il dono della Compagnia Missionaria e per la nostra storia. Maria, madre, guida e custode della CM ci aiuti a conservare questo “Tesoro” e a trasmetterlo agli altri… Maria Justina Carneiro
effondere l’amore
 
Sabato 11 Marzo come gruppo CM Lombardia Liguria ( familiares e missionarie), abbiamo vissuto  con un gruppo di amici la festa dell'Eccomi. E' stato bello preparare insieme questo evento ed è stato bello presentarci così come siamo: laiche/i che vivono diverse realtà condividendo la spiritualità che li rende famiglia all'interno della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore. Abbiamo voluto presentare con dei power point e due video le nostre realtà: i familiares, le missionarie, come entrambi viviamo l'Eccomi e la missione là dove il Signore ci chiama. Non abbiamo offerto una conferenza bella e arricchente tenuta da qualche padre come solitamente avviene; abbiamo voluto inviare il messaggio che chiunque è chiamato a fare della sua vita un Eccomi. Nell'immaginario collettivo le missionarie o i missionari, sono eroi che lasciato tutto.: casa, lavoro , affetti..., si trasferiscono in Paesi poveri per aiutare e portare Cristo a poveretti bisognosi di tutto, salvo poi, scoprire che Cristo lo si incontra lì e che quello che si porta è proprio poco rispetto a quello che si riceve. Si pensa di non essere in grado di appartenere a questa schiera di eroi e si fa quel che si può raccogliendo soldi per qualche progetto, visitando l'amica missionaria e raccontare poi in che stato di indigenza l'ha portata a vivere la sua scelta ( o il suo sì), tutto in perfetta buona fede ; non vorrei essere fraintesa. Quello, però, che mi è sembrato un messaggio bellissimo e forte , è stata la conclusione di un'intervista di Anna Maria Berta che abbiamo presentato come video, in cui dice: “ [...]la donna africana va aiutata ma va soprattutto amata”. Questa è la chiave giusta per vivere la missione: AMARE. Vuol dire diffondere ed effondere l'amore come un olio profumato. Andare incontro all'altro con le nostre fragilità e le nostre paure e accogliere le sue fragilità e le sue paure. Maria con il sui SI ha vinto le sue e ha contribuito a cambiare il mondo. Il messaggio è ,quindi , che ognuno di noi: missionarie, familiares, cristiani, uomini e donne di buona volontà, è chiamato a dire il suo SI' dove la vita lo pone, sia l'Africa, L'America Latina ,L'Asia, una città della Liguria o un piccolo paese del Piemonte. Ovunque “ dobbiamo imparare a penetrare le cose e trovarci Dio” ( Master Ekard) ed a accoglierlo, aggiungo io; l'Africa ci viene incontro e noi ne abbiamo paura, vediamo un nemico e ci chiudiamo a riccio e non ci accorgiamo che questo atteggiamento ci porta alla morte. Noi realizziamo la nostra umanità quando sappiamo entrare in relazione, quando si esce da se stessi per vivere in comunione con Dio, con gli altri, con l'ambiente( cfr LS 240). Chiedo scusa, mi sono fatta prendere la mano dalle mie riflessioni e forse sono uscita dal “seminato” però credo sia stato bello presentare i nostri Pawr point con l'intento di cui sopra. Subito non c'è stata una grande risonanza ma nel momento conviviale che è seguito, parlando a tu per tu con alcune persone si è proprio giunti a questo: il Signore chiama tutti e alla nostra risposta generosa segue la scoperta che il regno di Dio è anche nell 'infinitamente piccolo delle cose che ci circondano e che non vi sono eroi irraggiungibili e mediocri scontenti. Termino con: C'è una buona notizia e una cattiva. La prima è che anche in un mondo dominato da titanici centri di potere finanziario, costruire il bene comune e accrescere la possibilità di decidere veramente delle nostre vite è ancora possibile. La seconda è che non possiamo farlo mettendo semplicemente una croce su una scheda e poi tornare a guardare le TV. ( Noam Chomsky) Maria Dolores Biggio.
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