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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
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Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
intervento conclusivo di p. enzo brena scj
 
Dopo le conclusioni della nuova Presidente, Graciela, viene data la parola al superiore Provinciale dei Padri Dehoniani del nord Italia, Padre Enzo Brena, che rivolge innanzitutto un augurio a Graciela, quale nuova Presidente, e un ringraziamento a Martina per il lavoro svolto come precedente Presidente della CM.  Da questo messaggio finale intuisco che ci sono stati argomenti molto interessanti  che hanno arricchito questi vostri giorni di riflessione voglio semplicemente ribadire alcune cose che avete già detto voi, che avete approfondito voi. Di sicuro come primo punto mi sembra che l’internazionalità sia importante, ed è il futuro. Dire questo non vuol dire che siamo internazionali, perché avere membri che appartengono a diverse nazioni non vuol dire che abbiamo già un atteggiamento di accoglienza reciproca di internazionalità. Vuol dire che bisogna costruirlo e questo è un traguardo da raggiungere sempre. Non perché al centro della nostra attenzione ci debba essere l’internazionalità. L’internazionalità fa parte della conversione evangelica dove ognuno viene riconosciuto per quello che è, un figlio, una figlia di Dio. Non ci sono figli di Dio di seconda o terza categoria. Siamo tutti figli. Imparare a vivere insieme in questo modo non è semplice. Richiede appunto una continua conversione. In questo senso mi sembra importante la sottolineatura che avete fatto di avere un cuore misericordioso, cioè un cuore pieno di misericordia. Anche questo è l’obiettivo del nostro cammino di vita, della nostra conversione, perché la misericordia è di Dio. È Lui il misericordioso. Noi cerchiamo di arrivare a condividere con Lui e a sintonizzare il nostro cuore sul Suo cuore. È come quando si mette in sintonia una radio e per sentire bene una stazione bisogna regolarla in modo giusto. E la nostra vita è un continuo tentativo di regolare il nostro cuore su quello di Dio. E, spero di non deludere nessuno, non siamo mai arrivati al punto di pienezza di questa sintonia, la dobbiamo cercare continuamente. Voi sapete meglio di me che basta una piccola cosa per uscire di sintonia. Un piccolo sgarbo, una disattenzione, un’incomprensione e già cominciamo a vedere che le nostre reazioni scadono, si trasformano. E bene è lì che bisogna ricordarsi del cuore misericordioso di Dio a cui noi apparteniamo. E proprio perché apparteniamo al cuore di Dio abbiamo tutto il diritto e il dovere di fare tutto ciò che ci è possibile, oggi, ora, per diventare, per essere misericordiosi. Tra mezza giornata bisognerà fare qualcos’altro per essere misericordiosi, domani, tra un mese, tra un anno altrettanto. Avere dentro di noi questa mentalità che mette al centro il concetto di processo e non di stato, di condizione è importante perché altrimenti noi facciamo sempre delle confusioni. Riusciamo a far bene una volta e pensiamo di essere arrivati, mentre invece non è così. Questa è l’umiltà. L’umiltà è sapere che per quanto abbiamo fatto cose belle c’è ancora da camminare, da imparare. In questo modo si vive bene anche il traguardo che si è raggiunto ogni giorno. La condizione per lasciare che Dio ci metta in piena comunione con Lui e l’ascolto della parola avviene sempre in un equilibrio, in un bilanciamento tra quello che ci dice la parola e l’avventura della nostra storia personale e sociale ed ecclesiale. Riuscire a fare un inserimento o una aggiornamento, tirare giù oggi la parola di Dio che è valida per sempre, questo è compito nostro e in questo abbiamo molto da aiutarci. Mi sembra che questo sia davvero uno degli aiuti che non dovrebbe mai mancare nelle nostre comunità, nei nostri incontri, cioè avere le sensibilità di saper leggere le vicende della storia alla luce della parola di Dio, e nelle vicende della storia saper cogliere come la parola di Dio ci invita ad entrarci in modo evangelico perché anche là le sorprese della storia quotidiana sono provocate dalla provvidenza di Dio e quindi sono parte della Sua parola e della Sua volontà. In questo senso papa Francesco ci stimola continuamente a saper stare nella storia perché se noi ci limitiamo ad andare a leggere, rileggere, rispolverare il vangelo ma non lo inseriamo nella storia diventiamo gente che vive dalla mansarda in su, non sta con i fondamenti della terra, della storia e quando diventiamo teorici del vangelo siamo distanti dalla vita e dalla realtà dei nostri fratelli. Ecco perche è importante riuscire a mantenere sempre in un bilanciamento equilibrato la storia e la parola di Dio, il nostro ascolto della parola di Dio e la capacità di stare nella storia alla luce di questa parola. Ed aggiungo anche questa sottolineatura, presente nel messaggio di Graciela, dell’attenzione ai nuovi linguaggi, soprattutto nel mondo giovanile. Questo mi fa fare una riflessione: È verissimo che c’è bisogno di imparare nuovi linguaggi perché altrimenti non ci si capisce. E anche vero che i linguaggi, gli idiomi cambiano. Il Vangelo rimane sempre quello. Allora in che modo essere attenti ai nuovi linguaggi, diventare capaci di comprendere il mondo giovanile che usa i nuovi linguaggi stando radicati nel vangelo e in quello che abbiamo detto prima, e cioè, se non abbiamo la capacità di sentire che la libertà evangelica ci permette di stare in dialogo con tutti, senza tagliar fuori nessuno, senza escludere nessuno, se abbiamo questa consapevolezza e cerchiamo di metterla in pratica allora davvero la nostra vita, il nostro rapporto anche coi giovani diventa arricchente. Non solo per loro ma anche per noi perché non bisogna mai scordare che c’è un criterio di reciprocità che è sempre in funzione se noi pensiamo di insegnare soltanto siamo fuori posto, son loro che non ci capiscono, perché nessuno è dottore o professore, tutti siamo umani, viandanti, tutti in cammino. Certo chi ha più esperienza, più conoscenza ha qualcosa in più da condividere ma questo non ci fa’ delle persone che non hanno più nulla da imparare. Ecco perché è importante l’apprendimento dei nuovi idiomi e linguaggi soprattutto nel mondo giovanile senza dimenticare che l’unico modo per rimanere sempre giovani nonostante l’età che passa è vivere una vita evangelica cioè imparare la libertà di Gesù Cristo che non si nascondeva dietro i traguardi già raggiunti, e ma lei non sa chi sono io, e tutte queste storie. stava semplicemente attento alle persone, si lasciava toccare dalla vita delle persone. Avete poi toccato l’aspetto della formazione permanente. È qui che arriva il punto più importante e che ci permette di fare sintesi perché nella formazione permanente non sono i corsi che facciamo è la vita quotidiana vissuta alla luce del vangelo. Questa è la formazione permanente, questa è la conversione permanente a cui siamo chiamati e che funziona davvero se ci sentiamo sempre in cammino. Se sentiamo che la sorella che è vicina accanto a noi non è lì per caso o purtroppo, ma è lì perché insieme ci aiutiamo a diventare capaci di amare, liberi di amare. Se non crediamo(?) nelle cose di questo mondo io credo davvero che di formazione permanente ne possiamo fare a quintali ma non serve a niente non portano in nessuna parte perché la formazione permanente non è cose da sapere, nozioni da mettere in testa ma è vita, è vita da vivere. E allora facciamo subito mente locale: la formazione permanente per me che cos’è? Sono le sorelle che vivono con me, è la situazione in cui mi trovo. Questa è la formazione permanente. Se stiamo lì un anno a vivere male con chi abbiamo accanto e aspettiamo che arrivi la formazione permanente siamo fuori pista, siamo fuori strada perché la formazione permanente non fa’ dei miracoli, anzi normalmente proprio diventa dannosa perché la viviamo come una giustificazione: ma io l’ho fatta la formazione permanente. Non è cambiato niente. Però ho fatto la formazione permanente. I rischi sono questi per noi, e dobbiamo essere molto realistici sui rischi di una umanità che appunto corre il rischio di rimane lì, ancora in germe non pienamente sbocciata e, quindi, incapace di portare frutti abbondanti. Non perché il Signore non ci ha dotato, non ci ha equipaggiato di doni, di capacità e di talenti ma perché noi viviamo al di sotto delle nostre possibilità, ancora inseriti in un quadro di riferimento che non è quello suggerito dal vangelo e dalla vita di Gesù. Ma ci facciamo altri viaggi: l’efficienza, produrre dei risultati. Sarebbe già un risultato che noi ci volessimo così bene e non sono uno che fa’ un discorso minimalista, perché questo è un discorso enorme, che noi riusciamo a vivere il vangelo gli uni accanto agli altri. Perché se non facciamo questo che cosa ci può far credere o pensare che andando agli altri poi porteremo dei frutti. Lo capiscono subito, lo sgamano subito quelli che ci ascoltano se siamo veri o se non siamo veri, se siamo coerenti oppure no. E allora mi sembra, appunto, che questa formazione permanente sia soprattutto da vivere nella vita quotidiana, nelle relazioni, nel sentirci responsabili gli uni degli altri, le une delle altre, nel non leggere le differenze individuali come un problema, o un ostacolo alla nostra crescita ma come la via preferenziale per arrivare alla nostra crescita, ad essere, cioè veramente figli. Non perché il Signore si diverte a metterci in difficoltà ma perché, oggi, quella è la persona che ho accanto. E se non so vivere accanto a questa, accettando, magari, i suoi limiti che sono insuperabili, non riuscirò a vivere neanche con qualcun altro, da un’altra parte. Responsabili gli uni degli altri e consapevoli, questo mi sembra un aspetto molto importante, di essere mediazione nell’opera di Dio, nella grazia di Dio. Il Signore non giunge a noi attraverso delle situazioni mistiche, normalmente. Può succedere anche questo, ma normalmente non arriva a noi con delle sedute spiritiche, con delle esperienze mistiche. Arriva a noi attraverso la faccia simpatica o antipatica di chi ci sta accanto. Allora anche noi siamo una mediazione di un altro come l’altro lo è per me. Accettare questo è una bella sfida perché noi vediamo una buccia e tante volte la buccia non ci piace. Però se noi riusciamo ad andare oltre la superficie e a capire che anche la persona più problematica è comunque amata da Dio e ha la possibilità di fare un passaggio di crescita che noi non conosciamo già, neanche lei, forse, ma che è possibile se noi ci mettiamo in un determinato atteggiamento che è appunto di accoglienza, di ascolto, di condivisione, di pazienza, di perdono ecc. Questi sono i frutti dello Spirito. E allora se andiamo a vedere quali sono i frutti dello Spirito riusciamo a comprendere in che modo è possibile essere mediazione nell’ottica di Dio, per cui a tutte voi tanti auguri per questo cammino che è il cammino di tutti.
conclusioni della presidente
 
Concludendo questo spazio di comunione e corresponsabilità, ringraziamo il Signore che ci ha donato lo  Spirito Santo che ha guidato le nostre riflessioni e decisioni. Questa assemblea ha costituito un momento significativo nella storia della CM per la internazionalità nella composizione dei membri del nuovo CC e per quello che rappresenta per il cammino del prossimo sessennio. Questo è il frutto della donazione generosa delle missionarie europee che hanno preparato questa strada che oggi si apre: nella quale assumono la corresponsabilità, le missionarie presenti in ogni area geografica dove la CM è cresciuta e si è sviluppata. Il tema scelto: “Vivere comunione e missione con cuore accogliente e misericordioso” ci ha illuminate ed accompagnato in questi giorni. Il contributo delle riflessioni del Vescovo della Diocesi di Bologna D. Matteo Zuppi, di Lidia Maggi, Alessandra Bonanomi, P. Marcello Mattè scj e P. Maurizio Rossi scj. ci hanno arricchito facendoci cogliere l’importanza dell’ascolto della Parola di Dio incarnata nella storia. Come sfide per il prossimo sessennio abbiamo delineato quanto segue: · Riscoprire la dimensione profetica nella lettura della storia in cui viviamo secondo il pensiero di P. Dehon, P. Albino ed il magistero di papa Francesco. Il Vangelo illumini la storia e la storia attualizzi il Vangelo. · Aiutarci nella lettura dei segni dei tempi con attenzione al mondo giovanile ed alla sfida vocazionale. Apprendere nuovi “linguaggi” per rapportarsi con le nuove generazioni. · Internazionalizzazione e mondialità, scambio tra le diverse culture e conoscenza maggiore di ogni Paese. · Missione CM e periferie: impariamo ad accoglierle. · Missionarie e Familiares: concretizzare insieme la formazione permanente e la missione. · Riqualificare la vita di gruppo, curando le relazioni interpersonali e vivendo lo spirito accogliente di Betania. Rinnovare il cuore e la mente per essere più “famiglia”. Stimolare all’uso dei nuovi mezzi di comunicazione sociale per una migliore scambio tra i gruppi. · Approfondire lo Statuto ed il RdV accompagnato dalla lettura della Parola di Dio. · Formazione permanente: preparare temi comuni fra tutti i gruppi della CM che permetta un rinnovamento del cuore nella comunione e nella missione. Tutto ciò che ci siamo scambiate in questi giorni sarà rilanciato nella Lettera Programmatica. Concludiamo questa assemblea con la fiducia che nel Cuore di Gesù incontriamo la forza, l’amore, la passione ed il coraggio necessari per realizzare ciò che lo Spirito ci ha suscitato. Maria, Madre guida e custode della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore, prega per noi.
presidente e consiglio centrale
 
Graciela Liliana Magaldi,  PresidenteTel. Ufficio (0054) 3624425302, casa (0054) 3624427518, e-mail: gramag@arnet.com.ar , skype: gracielamagaldi Serafina Neves Ribeiro, Vicepresidentecell. 3319311429, (00351)960093232, e-mail: serafinaribeiro@hotmail.com , skype: serafina.ribeiro Amelia Gabriel Sitoecell. (00258)824904530 -   842732057, e-mail: gabri.sitoe@yahoo.com.br , skype: gabrielasitoe3 Marcellina Mudji cell (0062)0818606344 - 0812125394766 , e-mail: mudji_cm@yahoo.com , marcellinamm@gmail.com Maria da Glória Gonçalves Netotel (00351)255165397 - cell (00351)919329749 , e-mail: mariadaglorianeto@gmail.com
relazioni dei gruppi
 
Il secondo momento dell'Assemblea è l'ascolto delle relazioni dei gruppi della Compagnia Missionaria.  Nhamo per il gruppo della Guinea Bissau  Helena per il gruppo Centro-Nord del Mozambico  Julieta per il gruppo di Maputo (Mozambico)  Rosa per il gruppo dell'Argentina  Teresa per il gruppo del Cile  Mudji  per  il gruppo dell'Indonesia  Paola per il gruppo di Bologna (Italia)  Cecilia per il gruppo di Monguelfo (Italia)  Rita per il gruppo Lombardia-Liguria (Italia)  Marinella per il gruppo del Sud-Italia  Paixão per il gruppo di Madeira (Portogallo)   Lúcia per il gruppo di Porto (Portogallo)
serata di fraternità
 
Lunedì sera, terminati i lavori, ci siamo concesse una serata di fraternità e di allegria. Le delegate dei gruppi hanno offerto un "ritratto" dei vari gruppi e anche alcuni segni/ricordi. In mezzo, un gelato ha tentato di vincere il caldo e la stanchezza. Una serata che, nonostante il gelato, ha scaldato i cuori. Ci sentiamo bene, quando stiamo insieme; così diverse, ma così famiglia! VEDI "SERATA DI FRATERNITA'" nella Photogallery 
fate quello che gesù vi dirà
 
Celebrazione penitenziale alla luce delle Nozze di Cana (Gv 2, 1-12) Nel luogo della celebrazione, viene esposta la statua della Vergine delle origini con la scritta “Fate quello che Egli vi dirà”. Vicino c’è un recipiente grande con l’acqua e un mestolo per prendere l’acqua e lavare le mani, e un asciugamano. Voce: Ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la Madre di Gesù. Fu invitato anche Gesù con i discepoli. Canto: Vieni dal Libano, mia sposa, vieni dal Libano vieni. Avrai per corona le vette dei monti le alte cime dell’Ermon. Tu m’hai ferito, ferito il cuore, o sorella, mia sposa. Vieni dal Libano, mia sposa, vieni dal Libano, vieni! Cercai l’amore dell’anima mia, lo cercai senza trovarlo. Trovai l’amore dell’anima mia, l’ho abbracciato, non lo lascerò mai! Alzati in fretta mia diletta vieni, colomba, vieni. L’estate ormai è già passata, il canto della tortora si ode. I fiori son tornati sulla terra, il grande sole è venuto. Alzati in fretta, mia diletta, vieni colomba, vieni. Come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul braccio che l’amore è forte come la morte e l’acque non lo spegneranno. Dare per esso tutti i beni della casa sarebbe disprezzarlo. Come sigillo sul tuo cuore come sigillo sul braccio. La comunità riunita è invitata alle nozze per essere la sposa amata e purificata dallo Sposo. Lettura Dal Vangelo secondo Giovanni 1Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù.2 Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3 Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno vino". 4 E Gesù le rispose: "Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora". 5 Sua madre disse ai servitori: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela". 6 Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. 7 E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le anfore"; e le riempirono fino all'orlo. 8 Disse loro di nuovo: "Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto". Ed essi gliene portarono. 9 Come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto - il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l'acqua - chiamò lo sposo 10 e gli disse: "Tutti mettono in tavola il vino buono all'inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora".  11Questo, a Cana di Galilea, fu l'inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. Voce : “Non hanno vino” …. “Riempite di acqua le anfore” Meditazione guidata che diventa esame di coscienza. Il vino è la gioia della comunione con Dio e l’umanità. Il peccato ferisce e toglie la comunione e la gioia. Alcuni minuti di silenzio Chi vuole può esprimere ad alta voce una richiesta di perdono a cui gli altri rispondono: Pietà di noi, Amore misericordioso Voce: C’erano là sei giare di pietra per la purificazione...     Due alla volta, i presenti si avvicinano al recipiente dell’acqua e si lavano le mani a vicenda mentre si esegue il            Canto: Purificami, o Signore,sarò più bianco della neve. Pietà di me, o Dio, nel tuo amore: nel tuo affetto cancella il mio peccato e lavami da ogni mia colpa, purificami da ogni mio errore.          Il mio peccato io lo riconosco, il mio errore mi è sempre dinanzi: contro te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto. Ecco, ti piace verità nell'intimo e nel profondo mi insegni sapienza. Se mi purifichi con issopo, sono limpido, se mi lavi sono più bianco della neve. Fammi udire gioia e allegria: esulteranno le ossa che hai fiaccato. Dai miei errori nascondi il tuo volto e cancella tutte le mie colpe ! Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito fermo. Non cacciarmi lontano dal tuo volto, non mi togliere il tuo spirito di santità. Ritorni in me la tua gioia di salvezza, sorreggi in me uno spirito risoluto: Insegnerò ai peccatori le tue vie e gli erranti ritorneranno a te. Al termine, viene portata una brocca vuota. Ciascuno dei presenti si avvicina al recipiente, attinge un po’ di acqua e la versa nella brocca, mentre si esegue il Canto: Eccomi, eccomi! Signore, io vengo. Eccomi, eccomi! Si compia in me la tua volontà. Nel mio Signore ho sperato e su di me s'è chinato, ha dato ascolto al mio grido, m'ha liberato dalla morte. I miei piedi ha reso saldi, sicuri ha reso i miei passi. Ha messo sulla mia bocca un nuovo canto di lode. Il sacrificio non gradisci, ma m'hai aperto l'orecchio, non hai voluto olocausti, allora ho detto: “Io vengo!”. Sul tuo libro di me è scritto: “Si compia il tuo volere”. Questo, mio Dio, desidero, la tua legge è nel mio cuore. La tua giustizia ho proclamato, non tengo chiuse le labbra. Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia Viene portata via la brocca con l’acqua e sostituita con una brocca di vino dolce e alcuni dolci Voce: Assaggiarono il vino buono e i suoi discepoli credettero in lui La presidente offre a ciascuno dei presenti un po’ di vino e poi tutti, dopo aver bevuto il vino, pregano: Credo in Dio Padre onnipotente creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen. Segue l’abbraccio di pace tra tutti i presenti, che poi si prendono per mano, in cerchio e con le braccia alzate pregano Padre nostro….. Canto: L'anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. * D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria…. Si conclude con la condivisione dei dolci
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
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