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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 15 / 02 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    14-16 maggio 2018, a Bologna... Continua
  • 15 / 02 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    14-16 de mayo de 2018, en Bolonia... Continua
  • 15 / 02 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    14-16 de maio de 2018, em Bolonha... Continua
giugno
 
l'acqua viva
 
La seguente riflessione   ci riporta alla fonte iniziale della vita cristiana, ci fa accostare all’acqua viva e vera che disseta…e fa crescere. Ci aiuta a rivedere, a leggere in modo sapienziale la nostra piccola storia personale inserita nella storia della Chiesa. Un semplice e profondo messaggio che ci aiuta a vivere con fedeltà e creatività la nostra vocazione e ci farà bene. Carissimi, Bologna, 23 novembre 1991 qualunque parola mia, forse, guasterebbe la semplicità, colma di solennità e di grandezza con cui il “chicco d’acqua” introduce le nostre riflessioni. Diamogli allora spazio immediato e…ritroviamoci tra qualche momento per ammirare insieme e lodare il Signore, perché “ cose grandi egli ha fatto per noi” (Sal.126,2). Il “Chicco d’acqua” Le riflessioni sui sacramenti condussero lentamente i Padri a discorrere della Chiesa che li amministra. I sacramenti sono l’effusione concreta dello Spirito. Il medesimo Spirito che, secondo S. Giovanni, è raffigurato nell’acqua viva (cfr. Gv 7,38) e che è la linfa della Chiesa. Anche negli scritti di S. Ireneo s’incontra questa idea. Possiamo rivederla in un documento ufficiale del Concilio Ecumenico di Vienna (1312):” Il suo fianco fu aperto dalla lancia, perché dai fiotti di acqua e di sangue che ne uscirono fosse formata l’unica, immacolata, santa, vergine Madre Chiesa, sposa di Cristo. Allo stesso modo che dal fianco del primo uomo, immerso nel sonno, fu formata Eva, per diventare sua sposa”. A questa idea si ispirano alcuni disegni di quel tempo che raffigurano la Chiesa come una regina che sta in piedi, accanto alla croce. Ha nelle mani un calice dove raccogliere il sangue e l’acqua che scendono dal Cuore ferito di Cristo. Il nostro primo atteggiamento vuol essere atteggiamento di lode alla provvidenza di Dio. Al cammino dei secoli, colmo di opere grandi e belle, ma anche di debolezze, di ingiustizie, di peccati…ha assicurato la presenza costante del suo amore con il dono della Chiesa. La Chiesa è il tabernacolo di Dio che custodisce i tesori della sua grazia e della sua misericordia. Con essi guarisce le malattie degli uomini, arricchisce la loro povertà e santifica le loro situazioni di vita perché tutto sia segnato dal sigillo vivificatore di Dio. La Chiesa è l’ovile dove le pecore disperse vengono raccolte per godere della tenerezza di Cristo e ritrovare, in lui, l’unità che le fa riflesso sulla terra dello stile di vita del cielo. La Chiesa è la custode della parola che illumina i passi degli uomini con la luce di Dio. Così il loro cammino li conduce con sicurezza alla gioia di sentirsi realizzati nella verità e nella libertà. La Chiesa è la società dei credenti in Cristo. Ad essi , indistintamente, la fiducia di Dio ha affidato il compito di allargare a tutte le genti la grazia della salvezza. Per questo Gesù ha pregato:” Padre che tutti siano “uno”, come noi siamo uno. Così il mondo crederà che tu mi hai mandato” (Gv.17,21). Il carisma che lo Spirito Santo ha affidato alla CM – il carisma della vita di amore, personificato al punto di farci “comunione” con Dio e con i fratelli – ci inserisce pienamente nella missione della Chiesa. Ogni atto che noi compiamo per costruire la “comunione”nel piccolo ambiente della nostra vita quotidiana è “servizio” alla grazia della nostra Famiglia. Ma è anche apporto che concretizza la missione propria della Chiesa, voluta esplicitamente dal suo Signore per essere “segno” e “strumento” in Dio, della “comunione” di tutti gli uomini. Così ogni espressione di fedeltà allo specifico della nostra vocazione, fa anche più bella e più grande la Chiesa di Dio. Contribuisce operosamente al suo sforzo di riunire “insieme” gli uomini dispersi dal peccato, perché l’acqua e il sangue del Cuore di Cristo siano per tutti dono di purificazione e di salvezza. Il “chicco d’acqua” ci offre ogni giorno uno stimolo eccezionale a ritrovare l’entusiasmo e la generosità nel vivere il dono divino della nostra appartenenza alla CM e alla Chiesa. Lo desidero veramente per me e per tutti voi. Maria ci aiuti a renderci degni di collaborare efficacemente all’azione di grazia della Chiesa del suo Gesù. Con affetto P. Albino Elegante
ancora più famiglia
 
60° CM  – Genova  Per continuare con gioia Domenica 11 marzo, a Genova siamo riusciti a festeggiare il 60° della C.M. presso la Casa del Missionario, dove ci ritroviamo abitualmente per le riunioni mensili. E’ stata un’occasione per fare “memoriale” degli inizi della C.M., non un semplice ricordo, come ci ha fatto presente il Celebrante all'inizio della S. Messa.Hanno condiviso con noi la giornata Franca di Genova, Lucia e Orielda da Brugherio, Martina e Serafina da Bologna e Rosy (in formazione)dal Veneto. Dopo la recita di Lodi e l'Adorazione, fatta pregando e riflettendo su alcune frasi scritte da p. Albino sulla necessità del ringraziamento per i doni ricevuti, abbiamo fatto un giro di presentazione della nostra storia personale come Familiares e Missionarie, per far conoscere le diverse realtà della C.M. anche ad un'amica in ricerca. Dopo il pranzo, condiviso con i Padri, in compagnia di amici che si sono aggiunti per la nostra festa, Dolores ha guidato una bellissima sequenza di momenti di preghiera intervallati da video musicali e riflessioni: il tutto con riferimento al nostro essere “luce e sale” nel mondo. Questo momento di riflessione è terminato con una piccola ma intensa celebrazione, durante la quale sette persone tra i partecipanti hanno acceso e posto in un braciere sette candele, a rappresentare i sette Paesi dove è presente la C.M. Questo è avvenuto nel silenzio totale: ma si sentiva nell'aria che era un silenzio fatto di partecipazione, di emozione, di preghiera, di amicizia... A sua volta Martina ci ha ricordato le origini, il cammino e la spiritualità della C.M.E’ seguita la S. Messa celebrata da Mons. Paolo Rigon, Sacerdote diocesano, che ci ha seguiti e formati per molti anni. E’ stata una grande gioia averlo di nuovo tra noi: le sue parole, durante l'omelia, ci hanno dato la “carica” per continuare con gioia il cammino; ci ha spronati ad essere “luce e sale” per gli altri “conoscendo e guardando a Gesù” nella vita di ogni giorno, con fede, attraverso la Sua Parola e con l'esperienza della vita.Durante la celebrazione, i Familiares hanno rinnovato la promessa, e anche le Missionarie presenti hanno rinnovato la loro consacrazione. Questo ci ha fatto sentire ancora più “Famiglia”!Dopo un piccolo rinfresco, ci siamo lasciati con tanti baci, abbracci, ringraziamenti e arrivederci… Un particolare ringraziamento ai Padri Dehoniani e in particolare a P. Ambrogio che si è molto impegnato per accoglierci. Piera Rissotto Una profezia, un sogno, una promessa di crescita Avevo accolto con gioia l’invito di andare a Genova per partecipare alle celebrazioni del 60° anniversario della C.M. Un incontro organizzato dai familiares.             Siamo partiti il 10/03/2018 da Bologna, in due: Martina ed io. Pioggia, neve, nebbia e un cielo grigio mi invitavano a scoprire comunque la bellezza di un paesaggio, nonostante il sole non brillasse e le montagne si confondessero con le nubi.             Franco Cardinale ci venne incontro all’entrata di Genova e lo seguimmo fino a casa sua: lì ci ha ospitati. Una piccola Betania quella di Dolores e Franco, tutta colori e simpatia. Li ci siamo riposati, conversando amabilmente. La sera ci ritrovammo in un ristorante con altri amici: Lucia Maistro, Orielda Tomasi, Anna Pati (Rosy), Franca Campanella e Piera Rissotto.             L’incontro del giorno dopo, 11/03/18 è stato nella casa dei padri Dehoniani. Accoglienza, riflessione, semplicità, condivisione, creatività, gioia sono stati i sentimenti che hanno condotto le varie attività della giornata. Incontrare nuovamente i padri della Casa del Missionario, riabbracciare Maria Pia, l’incontro con Rossana (una amica che veniva per la prima volta) l’entusiasmo di Piera (responsabile del gruppo familiares); e poi l’organizzazione, la collaborazione di tutti, la presenza dei missionari, tutto questo mi ha dato la forte percezione che, nonostante il numero (appena 11 persone) questo di Genova era un “grande gruppo” e ciò che celebravamo era un momento importante. I lavori sono incominciati con le condivisioni: ciascuno si presentava dicendo chi era, perché era lì, quale cammino aveva percorso, cosa sognava. Ovviamente questa condivisione ha contribuito non poco alla reciproca conoscenza. Ho sentito come ognuno, a livello esistenziale, avesse vissuto il percorso nella C.M. e mi colpiva come tutti ascoltassero con attenzione e silenzio, l’esperienza presentata. È stato un momento unico: non lo dimenticherò più. Ho capito anche come la condivisione dell’esperienza fa capire che i punti di partenza di ogni cammino spirituale sono diversi ma il punto di arrivo è identico. Nel nostro caso: il vivere la spiritualità, il carisma, la missione C.M. e fare comunione.             Durante l’intervallo arrivò don Paolo Rigon, un amico di lunga data: entrò subito nelle dinamiche del gruppo come l’avesse fatto da sempre.             Dopo una adorazione vissuta tra silenzio, canto e qualche testo di riflessione, ci siamo trovati in sala da pranzo. Grande organizzazione e collaborazione! Tutti si davano da fare, chi nel preparare la tavole e chi cucinando: in un batter d’occhio tutto era pronto. Ho notato una grande armonia. Anche i cinque padri dehoniani della comunità hanno pranzato con noi. Ho notato condivisione, gioia, fraternità.             Verso le 14.30 cominciarono ad arrivare altre persone amiche o conoscenti, desiderosi di condividere con noi questo avvenimento: più o meno una quindicina di persone. In una sala piuttosto ampia, si è vissuto il secondo momento della giornata.             Il tema pensato e orientato dalla responsabile generale dei Familiares, Dolores Biggio era sulla “LUCE”. Mentre su un piccolo schermo venivano proiettati dei quadri molto belli, Dolores leggeva dei testi appropriati di riflessioni e preghiere. Dopo il quarto testo e la preghiera, c’è stato un momento di alta simbologia: nel buio più completo, sono state accese ad una ad una, sette candele e poste tutte insieme davanti ad un quadro su cui erano disegnati i sette punti del mondo in cui la C.M. è presente. Sottofondo: una canzone di Giuni Russo ispirata a uno scritto di Giovanni della Croce. Dolores spiegò come:  «Sette sono i paesi in cui la C.M. porta la sua luce. Sette, nella Bibbia, è il numero simbolo della pienezza. Nessuno è escluso, tutti siamo chiamati a “sporcarci” le mani per fare il bene e cancellare il male. E tutti siamo chiamati ad accendere questa piccola fiamma in modo da dissipare le tenebre». È stato un momento semplice e bello insieme. ricco di parole, silenzi, musica e preghiera. Anche il volto dei presenti era luminoso!              Martina, la presidente della C.M. ha poi letto un suo messaggio: «Grati a Dio, grati a coloro (vivi o defunti) che hanno fatto vivere e nascere questa opera e che lungo questi 60 anni hanno sperimentato come “la gioia del Signore rinnova e dà vita” e che “vivere la comunione e la missione con cuore accogliente e misericordioso”  (è il logo del 60°) è la sintesi della nostra testimonianza che abbraccia il passato e ci proietta nel futuro».             Durante l’Eucarestia, presieduta da don Paolo Rigon, i Familiares hanno rinnovato la loro promessa. Tutto molto semplice e bello. Ho sentito in quel momento la presenza di p. Albino Elegante e tutta la sua attenzione per i Familiares. Nella omelia il celebrate ci invitò a guardare ma soprattutto a conoscere Gesù: una conoscenza interiore da esprimere nella voglia di conoscere la sua Parola, e di condividerla. Guardare a Gesù come una madre guarda suo figlio, lo ama e cerca di capirlo in ciò che pensa e vuole. Un vivere come questo, ci aiuta a essere luce del mondo e sale della terra.             A conclusione di tutto, prima di lasciarci, ho espresso a Emo e Piera la speranza che cresca l’adesione di nuovi amici e soprattutto cresca il coraggio di investire nella animazione vocazionale. Questa era una delle preoccupazioni di p. Albino: «Sono molto preoccupato con la mancanza di crescita, di espansione e della lentezza con cui essa si realizza» (Atti della IV Assemblea Generale Ordinaria dei familiare 2005. pag. 15). Ho vissuto questa giornata come una profezia, un sogno, una promessa di crescita; come un dono di Dio per intercessione di p. Albino, in questo 60° anno di fondazione della C.M. Serafina Ribeiro
il modello della spiritualità familiare
 
Festa dell’Eccomi nel Sud-Italia Il 18 marzo la Compagnia Missionaria del Sud insieme a molti amici  si è ritrovata per celebrare la festa dell’Eccomi e riflettere sul nostro eccomi, sulla nostra adesione alla chiamata che Dio Padre ha suscitato nei nostri cuori sull’esempio di Gesù e Maria. È stata una giornata vissuta all’insegna della fraternità, della comunione e della gioia, nella parrocchia Gesù Buon Pastore di Castellammare di Stabia: hanno partecipato alla nostra festa anche laici impegnati nelle attività della parrocchia. Ogni partecipante ha condiviso ciò che possedeva con la propria presenza attenta e partecipata e con quanto ha offerto per realizzare comunione nella concordia, nella serenità e nella gioia. La giornata è stata allietata dalla presenza del nostro carissimo Vescovo Don Franco Alfano che ci ha aiutati con una stupenda riflessione e la celebrazione della Eucarestia oltre che con la presenza per tutta la giornata. L’incontro ha avuto inizio con la preghiera delle lodi e subito dopo con il momento di riflessione sul capitolo nono dell’Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia” di Papa Francesco, sulla Spiritualità coniugale e familiare. La riflessione ha riacceso in me, ma penso anche in tutti i presenti, il desiderio di continuare a testimoniare l’Amore di Dio nel mondo. Ogni battezzato, ogni consacrato, come ogni coppia deve essere, nel mondo, sacramento di Dio Amore in tutte le circostanze e situazioni della vita. Il progetto di Dio deve trovare, con la nostra partecipazione, la sua realizzazione per il bene di tutti. In ciascuno deve sgorgare il desiderio e la convinzione che si può contribuire alla realizzazione del progetto di Amore di Dio Padre unicamente abbandonandoci a Lui e seguendo l’esempio del figlio Suo, Gesù Cristo e lasciando prendere per mano dalla vergine Maria, Madre di Gesù e nostra, nel cammino angusto e pieno di difficoltà della vita. Una cosa stupenda è stata la partecipazione alla Santa Messa, presieduta dal Vescovo e concelebrata dal Parroco don Antonio Santarpia. Un sacerdote umile e accogliente, che lavora nel nascondimento, nel silenzio, dietro le quinte ma mantiene la comunità viva con numerose attività portate avanti dai laici. Pieni dello Spirito Santo “Spirito d’Amore” e con il cuore colmo di gioia, pace e serenità ci siamo ritrovati per l’agape fraterna alla quale tutti hanno contribuito con le proprie specialità gastronomiche. Anche il momento del pranzo è stato un corroborare la nostra amicizia e la nostra comunione in uno stile di fraternità e di condivisione. Momento significativo e bello, che ci ha visti tutti riuniti: noi appartenenti alla CM (missionarie e familiares) ma anche tantissimi amici che ogni volta arricchiscono, con la loro presenza e le loro esperienze di vita, le nostre riunioni e i nostri ritiri. Dopo il pranzo vi è stato un altro significativo momento: la condivisione con domande o testimonianze su quanto il Vescovo aveva proposto nella riflessione. Don Franco nel rispondere ha aiutato nella comprensione offrendo ulteriori chiarimenti. Il confronto è stato costruttivo, affascinante, coinvolgente e spronante. Hanno fatto seguito alcune testimonianze tra cui anche quella di mio marito Clemente, familiaris della CM. Clemente ha tracciato il suo percorso di vita evidenziando come abbia cercato di mettere in pratica la sua adesione a Cristo attraverso la spiritualità CM dando prosieguo al suo appartenere a Cristo e alla Chiesa a partire dal giorno del suo battesimo e di come abbia continuato a cercare di corrispondere al progetto d’amore di Cristo come coniuge e padre, nel matrimonio, e come diacono permanente nella Chiesa e nella società di oggi. La sua testimonianza è stata scandita da un filo conduttore che fin dall’inizio lo ha guidato: l’esperienza con Gesù, il fidarsi di Gesù, e sceglierlo come compagno di viaggio. Questa sua esperienza cerca di testimoniarla con la sua vita sforzandosi di essere sempre più coerente al Vangelo di Gesù. Al termine la nostra cara Lucia Capriotti ci ha deliziato con un video in cui ci ha proposto un escursus sull’at- tività e storia della CM a partire dalla intuizione che, nel lontano 1957, ebbe il nostro caro p. Albino Elegante, sacerdote del Sacro Cuore (Dehoniano) fondatore della CM. Quest’anno ricorre il quarto anniversario della sua nascita al cielo avvenuta il 21 aprile del 2014 e noi lo ricordiamo con tanto affetto pregando per lui e affidandoci alla sua preghiera perché interceda presso Dio per il bene della CM.
memoria e fedeltà nella gioia
 
S. Antonio Abate – 60° CM  e ricordo di P. Albino Sul comando di Gesù: “Fate questo in memoria di me” (Lc 22,19), “perché anche voi facciate come io ho fatto a voi” (Gv 13,15) e anche “Dovunque sarà annunciato questo Vangelo, nel mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche ciò che ha fatto” (Mt 26,13 e Mc 14,9), la Chiesa, per l’azione dello Spirito, vive la memoria del suo Signore risorto, rendendo presente il suo mistero di salvezza nella celebrazione eucaristica e nella fragile vita quotidiana dei suoi discepoli. Nella vita dei credenti in Gesù risorto, memoria, gratitudine gioiosa e fedeltà sono indissolubilmente unite, anche se la nostra fedeltà è sempre ferita dal peccato, ma rinvigorita dalla misericordia di Colui che è eternamente fedele. Anche per la Compagnia Missionaria, fare memoria significa gioire e ringraziare, ma soprattutto riaffermare la propria fedeltà nel continuare il cammino sul quale è stata chiamata a servire la chiesa e il mondo, guardando avanti… lontano. A S. Antonio Abate, nel Santuario di Gesù Bambino, la sera di sabato 7 aprile, p. Ciro Moschetta, superiore provinciale dei Sacerdoti del Sacro Cuore del Sud Italia, ha presieduto la celebrazione eucaristica, concelebrata anche da p. Gianni Dimiccoli scj, per ringraziare Dio Amore dei 60 anni di vita della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore. Una celebrazione solenne, animata dal Coro del Santuario, a cui hanno partecipato, oltre alle missionarie e ai familiares, tanti amici. Toccanti le parole di p. Ciro che ha ricordato p. Albino, invitando a ringraziare il Signore per lui, e ha ringraziato la CM per l’amicizia e la collaborazione di sempre con i Dehoniani e per il servizio che svolge nel mondo. Al termine della celebrazione, nello stesso Santuario, si è tenuto un concerto in cui si sono esibiti la Banda della Scuola Media Mosè Mascolo, il Coro Gesù Bambino, il Maestro del Coro con il sassofono, il Coro Girasoli dei bambini della Parrocchia di S. Maria delle Grazie di Angri, il coro Cuori Uniti di giovanissimi della Parrocchia di S. Antonio Abate, due giovanissime alla tastiera e una al flauto traverso. A tutti loro il nostro grazie caloroso e commosso. Con la musica e il canto di tanti amici giovanissimi e adulti abbiamo voluto comunicare la nostra gioia a tutti i presenti ed esprimere il nostro grazie per tutto quanto il Signore ha voluto donarci in 60 anni di storia. Sono stati offerti i libri pubblicati per l’occasione: “60 anni di storia sulle strade del mondo” e “Gettare tutto nelle fondamenta – Lettere di P. Albino dal 1948 al 1957”. Naturalmente la serata si è conclusa con un ricco buffet e con il taglio della torta, il tutto realizzato anche grazie al contributo di amici generosi. Una serata indimenticabile che è per NOI CM un incoraggiamento e un forte stimolo a continuare con fedeltà e entusiasmo la missione di amore e di servizio perché ogni persona ritrovi se stessa in Cristo e la speranza fiorisca ogni giorno nella nostra società. Nel mese di aprile, però, abbiamo un’altra occasione per fare memoria: il 21 aprile è l’anniversario del passaggio di P. Albino dalla terra al cielo, avvenuto nel 2014. Fin dal primo anno, qui a S. Antonio Abate, abbiamo voluto ricordarlo con una celebrazione eucaristica a cui hanno partecipato tanti amici, che lo ricordano con affetto. P. Albino, fin dall’inizio degli anni ’70 ha cominciato a frequentare questa città, nella parrocchia del Buon Consiglio e nel Santuario di Gesù Bambino, per le missioni popolari e poi per accompagnare gruppi di giovani e adulti. Da questo suo impegno missionario è nato il gruppo dei familiares. Ha continuato fino a tarda età a partecipare ad alcuni incontri di comunione tra missionarie e familiares. Fu presente alla festa dei 50 anni della CM nel 2007. Aveva già 88 anni. Fu il suo ultimo viaggio in questa terra del Sud che da giovane aveva percorso in lungo e largo con la sua moto. Lo scorso anno avemmo l’idea di andare a celebrare il ricordo di p. Albino a Praiano, sulla meravigliosa Costiera Amalfitana. Il parroco d. Luigi Amendola era seminarista quando conobbe p. Albino, negli anni ’60, e tra loro nacque una grande amicizia che coinvolse tutta la CM. L’accoglienza che d. Luigi e la sua comunità ci riservarono e la bellezza del panorama allietato dal sole ci fecero sognare di tornare. E infatti, domenica 22 aprile scorso, festa del Buon Pastore e giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, siamo tornati a Praiano – eravamo più di sessanta persone – per fare memoria di p. Albino. Chi conosce la Costiera sa che è un incanto, ma è un problema parcheggiare l’auto. Come già l’anno scorso, anche quest’anno, d. Luigi ha chiesto al Comune la possibilità di riservarci la piazza del belvedere per le nostre auto. Addirittura questa volta c’era il vigile ad accoglierci, per indicarci lo spazio riservato. Contemplazione delle meraviglie della natura e poi celebrazione eucaristica animata dal coro Cuori Uniti, i nostri amici giovanissimi. E poi… il pranzo offerto dalla comunità parrocchiale e preparato dal bravissimo cuoco Antonio. Noi abbiamo contribuito con bibite e dolci… e tanta gioia e festa… canti napoletani… e anche un momento di preghiera davanti al mare. E d. Luigi che raccontava di alcune visite di p. Albino a Praiano… su e giù per le scale che si arrampicano di fronte al mare. E tutti lo abbiamo sentito in festa con noi. E siamo certi che anche p. Albino, con noi, ringrazia d. Luigi e la comunità di Praiano.
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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