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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 15 / 02 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    14-16 maggio 2018, a Bologna... Continua
  • 15 / 02 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    14-16 de mayo de 2018, en Bolonia... Continua
  • 15 / 02 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    14-16 de maio de 2018, em Bolonha... Continua
musica, colori, odori e affetti
 
La mia esperienza africana Il 23 aprile è iniziata la mia avventura in terra mozambicana. E’ così che ho conosciuto un’altra realtà africana che ha lasciato dentro di me meravigliose orme di colori, odori e anche affetti. Una realtà come quella della nostra presenza CM ad Invinha, dove abbiamo una casa che attualmente è abitata da 10 giovani della Zambesia, che frequentano il liceo, una giovane di Nampula, che sta facendo un’esperienza di discernimento per una vita di consacrazione nella CM, una giovane professoressa Melita, che è nel periodo di orientamento, due giovani che frequentano l’università, Alefa e Joana che sono nel Biennio di formazione ed Isabel che ha fatto la sua prima emissione dei voti il 13 agosto. Questo è stato un giorno molto speciale per la nostra Famiglia CM. E’ stata una bella cerimonia e un’opportunità per me per incontrare altre missionarie: Irene e Giannina da Maputo, Anna Maria, Helena e Gabriela da Nampula. Il mio primo impatto con questo posto è stato visuale nel vedere una bellissima terra rossa , le sue verdi e fertili valle , belle montagne, il suo cielo azzurro e l’aria limpida. Le notti con il cielo stellato!!! La musica accompagna tutte le manifestazioni della vita diaria. Il risveglio è alla 5 del mattino con una soave melodia di un flauto e se per caso non ti svegli allora si aggiunge un rumoroso e simpatico suono di tamburello; poi la preghiera delle lodi con inno, salmi e benedetto tutto cantati. Il sottofondo di un suono fatto da una o due delle giovani di casa che ritmicamente macinano il grano, il cernere dei cereali…la preghiera della sera con i vespri cantati, adorazione, lettura della parola di Dio e la Messa con canti ritmici e armoniosi. I sapori della verdura e frutta fresca prodotta dal nostro orto… Un aspetto che mi ha molto impressionato è il grande amore per l’Eucaristia che hanno i Ministri straordinari delle varie comunità della zona. Vivono lontani e devono percorrere molti chilometri per andare in Parrocchia a prendere l’Eucaristia . Partono all’alba per tornare alle loro comunità con il grande tesoro e ogni domenica celebrano la Parola, perché la messa viene celebrata solamente due volte all’anno. Porto nel mio cuore e nella mia preghiera ogni giovane che ho conosciuto in questi mesi. Saranno il futuro della CM se dentro di loro si consoliderà la vocazione per la nostra famiglia oppure, se sceglieranno un’altra strada, avranno davanti un buon futuro per le loro famiglie e per la società. Ringrazio Mariolina per la sua accoglienza sempre amabile e vicina. Mi sono sentita a casa. Ringrazio anche ciascuna di Nampula che mi ha ricevuto e mi hanno salutato prima del mio rientro in Italia.
creare i colori giusti
 
 Esperienza di volontariato con l'Associazione "Guardare lontano" “Viaggiare significa mettersi in strada, in cammino, significa lasciare casa per raggiungere un luogo che chiamerai casa, solo così ovunque si poggeranno i tuoi piedi non ti sentirai fuori posto. Anche percorrere ogni giorno la stessa strada che da casa ci porta al lavoro, a scuola, all’università o a casa di un amico, può divenire un viaggio. Lo spessore del viaggio non lo danno i chilometri che percorri o i luoghi che visiti ma la gente che incontri. Ecco perché ogni giorno, su quella strada che conosciamo a memoria, possiamo sperimentare la bellezza e la profondità del viaggiare, perché ovunque possiamo fare degli incontri, se siamo disposti a viverli.” Alex Zappalà – Viaggi dentro. L’esperienza di volontariato estivo quest’anno ha avuto come punto di arrivo la Guinea Bissau e più precisamente la scuola San Paolo, mentre le partenze sono state da luoghi diversi… Sant’Antonio Abate, Bussolengo e Bologna da dove il gruppetto è partito. Biglietto aereo, certificato vaccino febbre gialla, visto, due bagagli a testa, di cui uno pieno zeppo di materiale scolastico, profilassi per la malaria e anche un percorso formativo per prepararsi al viaggio unito ad un programma comune che aveva come obiettivo principale collaborare alla tinteggiatura della scuola San Paolo condividendo la vita della comunità che ci accoglieva. Tutti aspetti importanti per affrontare nel migliore dei modi un viaggio... poi inizia il viaggio vero e proprio dove è necessario mettersi in gioco fino in fondo con i propri punti di forza ma anche con i propri limiti per lasciarsi incontrare dalla realtà. Personalmente è stato un ritornare in un luogo già conosciuto che solo a pensarlo richiamava persone e volti amici… poi il “mettersi in strada, in cammino” richiede di incontrare nuovamente le persone e la realtà… sperimentando lo stupore davanti alla vita e alla realtà che cresce e si trasforma ma anche dispiacere per ciò che non la promuove. Il viaggio inizia… e con esso si comincia a sperimentare la bellezza e la fatica dell’incontro con un clima e una cultura differenti, sperimenti che la prima difficoltà arriva dal medicinale per la profilassi della malaria e poi anche dal clima… la soluzione al medicinale arriva da una pianta naturale usata dal popolo e trattata da suore brasiliane con sapienza e pazienza, la stessa pazienza necessaria per far si che il corpo si adatti ad un clima umido al novanta percento. Noi italiani partiamo in quinta… c’è il materiale per il lavoro da comprare, il lavoro da organizzare e la vita comune da predisporre insieme, ma capisci quasi subito che quando ti dicono: «La prima settimana è necessaria per l’adattamento» sono parole verissime e allora inizi un po’ a scalare le marce, ad andare più piano. Allora partiamo con ordine… saliamo sul fuori strada per andare a comprare il materiale, fare la spesa e la sensazione è stupenda quando puoi viaggiare su una strada asfaltata quasi nuova, poi dopo un po’ inizi a danzare… la strada asfaltata non c’è più e la schiena lo sente subito. Che bello trovare il materiale che ci serve, entrare nel supermercato e trovare tante cose a cui siamo abituati… ma ti accorgi in breve tempo, facendo due calcoli tra il cambio moneta e lo stipendio mensile delle persone che quello che noi stiamo facendo per la maggioranza delle persone non è possibile… lo capisci anche osservando che non c’è fila o confusione in questi posti, confusione che incontri invece al mercato. Eccoci allora in gioco… in “un luogo che chiamerai casa”, a stretto contatto con il “colore”, i pennelli, l’acqua ragia, la preghiera, i pasti, la nostra umanità… un luogo che è diventato casa con l’impegno e la fatica di tutti… del gruppetto italiano, delle missionarie presenti a San Paolo e degli amici guineani che hanno collaborato in questa esperienza. Ci è voluto tempo per creare i colori giusti, a volte è stato necessario mettere colori scuri per ottenere l’azzurro… colore predominante nelle strutture della scuola, come ci è voluto tempo per dipingere quei muri e farli diventare colorati… così è successo anche nell’imparare a conoscerci dal vero con le nostre qualità ma anche con i nostri limiti… così è della vita quando siamo disposti a viverla fino in fondo!
verso orizzonti sconosciuti
 
Dio e’ meraviglioso Non so come esprimere tutto ciò che il Signore mi rivela giorno dopo giorno; posso solo renderGli grazie per aver messo dentro di me questa volontà  di uscire, andare oltre e sognare, per seguire, ascoltare ed accettare tutto quello che Lui vuole che io faccia. Inizio a parlarvi del mio vaggio con un versetto biblico: “Prendi il tuo lettuccio e va’ ” (Mc 2, 11). Oggi sento di essere mandata dal Signore ad uscire verso orizzonti sconosciuti. Ho lasciato Invinha – Gurué diretta a Nampula il 29 maggio scorso, preoccupata perché lasciavo Mariolina da sola, a letto e con febbre alta. Intanto il viaggio è andato bene e sono stata accolta con affetto e simpatia dal gruppo di Nampula. Alcune settimane più tardi ho ripreso il mio viaggio fino a Maputo, dove sono arrivata sana e salva. Il gruppo mi ha fatto festa e mi ha subito inserito nel suo programma. Abbiamo partecipato al ritiro mensile insieme agli Amici CM di Maputo in coincidenza con la festa del Sacro Cuore molto cara alla C.M.. Come animatore è venuto il Rettore del Seminario Filosofico di Matola-Maputo, Padre Tonito, grande amico delle missionarie, il quale che ci ha parlato su “ la Compassione del Cuore di Gesù”. Non ho premesso che questo viaggio a tappe era la preparazione del mio primo viaggio in Portogallo, in Europa. Per questo, quando è arrivato il momento di controllare il mio biglietto aereo, mi sono trovata nella confusione, disperata per le difficoltà che erano sorte per ottenere il Visto necessario. Per fortuna il Signore mi ha aiutato e tutto si è risolto bene. Siamo partite, Julieta Mendes (di Maputo) ed io, il 10 luglio da Maputo-Mozambico, dirette a Porto-Portogallo. Lì all’aeroporto stava ad aspettarci, con un bel volto sorridente, Lúcia Correia, responsabile del gruppo delle missionarie. Ci ha condotte direttamente a Rio Tinto, al Seminario Dehoniano, dove il gruppo stava facendo l’incontro annuale di preghiera e formazione. Anche qui l’accoglienza è stata cordiale e festosa. C’era anche Nhamo, da poco consacrata, proveniente dalla Guinea-Bissau. Incontrarsi è per noi sempre un momento di grande gioia, tanto che mi sembrava di essere a casa mia, in Mozambico. Il giorno dopo, martedì, insieme alle altre missionarie siamo entrate nel clima dell’ incontro, che era già iniziato il giorno prima. P. Ricardo Freire, scj, ci ha parlato sul tema: La gioia del Vangelo, con alcuni sottotitoli: “La Chiesa e l’Annuncio del Vangelo”, “Tentazioni degli Agenti della Pastorale”. Mi ha colpito la seconda parte del suo lavoro, dove ha focalizzato la nostra attenzione su una tentazione molto seria: la sensazione della sconfitta, che soffoca il fervore e l’audacia e che si riconosce dall’espressione pessimistica, dalle facce accigliate; e che il rimedio è vedere questi sintomi come una sfida, il deserto, mentre noi dobbiamo puntare la nostra attenzione all’essenziale. Concluso l’incontro, siamo tornate alla casa di Porto con le missionarie di vita in famiglia, che hanno passato lì la notte. Tre giorni dopo è venuta Serafina Ribeiro per farci l’incontro di formazione e per scambiare con noi un po’ di notizie della C.M.. Abbiamo avuto l’occasione e la gioia di incontrare anche Lisetta Licheri. Questi giorni di convivenza ci hanno offerto una buona opportunità per conoscere il gruppo di Porto e stare un po’ insieme, arricchite dalla presenza e dalla formazione di Lùcia. Grazie alla presenza di missionarie della “prima ora”, abbiamo potuto entrare più in profondità nella conoscenza della storia della CM: i suoi inizi, i momenti più significativi e qualche episodio sulla vita del fondatore. La storia va avanti, in fondo ora calpesto la terra lusitana. Dalaina Armando L’amore è la base della nostra vita Dio è amore, per questo Gli rendo grazie per le meraviglie operate nella mia vita.             Sono partita dalla Guinea-Bissau il 1° luglio u.s. e sono arrivata a Porto il giorno dopo, cioè domenica. Sono stata accolta da Lùcia Correia, che mi ha manifestato la sua gioia, facendomi sentire attesa e piena di fiducia. Non mi è stato facile viaggiare sola per la prima volta, ciononostante ho fatto un ottimo viaggio, senza problemi e in grazia di Dio. Quando siamo giunte a casa, tutto era molto tranquillo. Più tardi sono arrivate Odete e Laura. Quanto sto vivendo ora in Portogallo è molto importante per la mia crescita personale. Tutto è nuovo! Entro in contatto con una realtà ed una cultura molto diverse dalla mia. Ma l’amore è presente in ogni cosa. Il vero tesoro è la gioia che illumina il volto delle missionarie che sono passate per questa casa di Porto, via Miguel Bombarda. Dal cuore mi sgorga una lode a Dio per tutto questo. A dire il vero, mi sono successe tante cose in questi giorni, che nemmeno riesco a raccontare tutto: cose molto belle che solo Dio sa. Se Lui ci ha create per amare, ebbene, capiamo che nel nostro quotidiano devono abbondare serenità, gioia, speranza, che sgorgano da queta certezza profonda e fondamentale, cioè che l’amore è alla base della nostra vita. Ho provato molta gioia anche per aver incontrato le nostre sorelle mozambicane: Julieta e Dalaina. La fraternità è un elemento positivo, fa crescere la comunione nella nostra famiglia. L’incontro di formazione e di preghiera tenuto dalla Compagnia Missionaria a Rio Tinto, nel Seminario Padre Dehon, è stato un momento di incontro con Dio e anche con noi stesse. Mi è piaciuto il tema trattato: “la gioia dell’ Evangelo”, da cui si evince che il popolo di Dio ha bisogno di essere guidato dal suo pastore, così come ci ha detto Padre Ricardo Freire, dehoniano, che ha animato l’incontro. Tra le molte cose da lui dette, mi piace condividere con voi un passaggio sulla missione: “in forza del battesimo ricevuto, ogni membro del popolo di Dio è diventato discepolo missionario”. Nhamo Francisco Abna
un nuovo germoglio in mezzo alla città
 
Conclusione 50° CM in Portogallo “E’ passato un anno da quando è iniziata la celebrazione dei 50 anni di presenza della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore in Portogallo. Molte cose sono successe a lungo di questa’anno... eventi che hanno impresso un nuovo ritmo e un nuovo cammino e che hanno contribuito a fare memoria delle meraviglie del Signore, nelle nostre vite, a livello personale, e di famiglia CM”. Questo paragrafo è parte del messaggio che la Presidente CM, Martina Cecini, ci ha inviato, visto che non ha potuto essere presente come aveva programmato il giorno 8 di ottobre, giorno in cui abbiamo concluso un anno di memoria e di rendimento di grazia per i 50 anni di presenza CM in Portogallo. Sempre nello stesso messaggio letto all’inizio della celebrazione eucaristica leggiamo: “Cinquant’anni fa per la CM è stata un’avventura radicarsi nella citta’ di Porto. La casa di rua Miguel Bombarda rimane un segno importante nella storia della CM. E’ stata la nostra Betania, un centro accogliente e propulsore di vita e di vita in abbondanza. Quest’anno 2017, abbiamo dovuto lasciarla, e predisporci a un cambiamento, a una rinnovamneto concreto, all’apertura al nuovo. E’ stato qualcosa che abbiamo vissuto come una sfida e che ha esigito una grande capacità per investire nel futuro e in un futuro che ci sentiamo chiamate a accogliere come qualcosa che il Signore della vita prepara per noi”. La celebrazione del giorno 8 ottobre ha voluto essere allo stesso tempo chiusura di quest’anno giubilare e inaugurazione della nuova sede dell’Istituto, in Rua Pedro Teixera, 102. E’ stato con noi D. António Augusto de Azevedo vescovo ausiliare di Porto e responsabile in Diocesi per la Vita consacrata. Hanno concelebrato con lui vari nostri fratelli dehoniani e pe. Agostinho Jardim, con il quale molte di noi hanno lavorato durante anni nella parrocchia N.S. das Vitorias nel centro di Porto. Erano presenti un centinaio di amici: guardandoli, io che provengo da una cultura di telai artigianali, non ho potuto fare a meno di pensare al lavoro delicato e minuzioso che richiede la tessitura di un lavoro. Ognuno di loro era come un filo che intrecciato con altri costituiva un tessuto bello e consistente, e come anche noi abbiamo contribuito a metterli in relazione. La festa è stata anche un modo per collaudare la capacità di accoglienza della nuova casa. Nell’omelia il vescovo D. António Augusto, si è riferito agli Istituti secolari, come a un nuovo germoglio nato nel secolo scorso, nel frutteto della Chiesa, destinato a dare frutti per il bene della propria Chiesa e del mondo. La novità di questo germoglio consisteva e consiste nella sintesi tra secolarità e consacrazione: E’questo quello di più specifico che gli istituti secolari possono dire al mondo, soprattutto in un epoca come la nostra in cui la dimensione religiosa e la fedeltà alla storia sembrano escludersi reciprocamente. Anche oggi continua ad essere fondamentale la scoperta di una profonda sintesi esistente tra la vita concreta e l’adesione alla fede, una scoperta che non è esclusivita dei consacrati secolari, ma che è da loro particolarmente sentita. La CM è uno di questi nuovi germogli che il Vescovo ha incitato a radicarsi nel mezzo della città. Il luogo della celebrazione è stato il cortile della nuova casa che ci ha giustamente fatto sentire in mezzo alla città: circondati come eravamo da edifici, dove alcuni vicini potevano assistere dalle loro finestre e balconi a quello che stavamo vivendo e celebrando. Quando abbiamo delineato il programma per questo cinquantesimo, non era ancora previsto chiaramente questo cambiamento di casa. Ma ora con uno sguardo retrospettivo, posso dire che forse questo è stato il dono più grande di questo anno celebrativo. Il Signore ci ha dato il coraggio e la forza per questa impresa, che come direbbe santa Teresa d’Avila, per “povere donne” non è stata una cosa di poco conto. Adesso, siamo qui, con la nostra stanchezza e le nostre poche forze, a tentare di conoscere e di radicarci in questa parte di città, a vivere l’esperienza di accogliere e di essere accolte, con la certezza che il Regno di Dio non si costruisce solo con il nostro sforzo, ma con l’abbondanza della sua grazia. E questa certezza apre il nostro cuore alla speranza, senza appoggi e senza segni spettacolari.
la sfida di continuare a crescere
 
E' una grande gioia poter condividere  l’esperienza positiva che  ci è stata donata con l’Incontro CM Argentina dal 17 al 21 agosto di quest’anno nella città di Resistencia, provincia del Chaco. Il nostro cammino fraterno da molti anni è segnato da un appuntamento annuale: gli esercizi spirituali insieme alle nostre sorelle del Cile seguito sempre da altri due incontri di riflessione sulle nostre realtà. Alla fine di giugno già stavamo preparandoci a questo evento con la nostra preghiera. In questo modo siamo riuscite poi a superare le varie difficoltà che si sono presentate. In un clima di serenità e fraternità abbiamo vissuto e condiviso i vari momenti di ogni giorno: una grande fedeltà alla preghiera della liturgia delle ore, un enorme collaborazione per tutto quanto riguardava la cucina: pranzo e altro…tutto con uno spirito di offerta di noi stesse e di quanto si era vissuto nell’Eucaristia. Il tema scelto come riflessione è stata la Lettera Apostolica di Papa Francesco: ”Misericordia et misera” che ci aiutato a ripensare sulla tappa post giubileo dell’Anno della Misericordia. Un pomeriggio abbiamo avuto il tempo per condividere alcune foto di questi 20 anni di storia CM in Argentina. Un momento che ha fatto rivivere buoni ricordi alle missionarie che hanno vissuto questi anni e a noi ultime arrivate, ci ha dato la possibilità di conoscere ancora di più la nostra storia CM. Abbiamo terminato questo incontro ricordandoci l’importanza della verifica periodica in una vita di gruppo, una riflessione che è stata di aiuto e stimolo per tutte. Infine abbiamo concluso il nostro incontro dicendo GRAZIE a Gesù che di nuovo ha rinnovato la sua fedeltà in ciascuna di noi, consacrate a Lui. Un grazie a sua Madre Maria, nostra Madre, perché sempre ci guida e ci custodisce. Ci siamo salutate reciprocamente con un arrivederci tutte a gennaio del prossimo anno a Cordoba, dove realizzeremo i nostri prossimi esercizi. “Su di noi rimangono sempre rivolti gli occhi misericordiosi della Santa Madre di Dio. Lei è la prima che apre la strada e ci accompagna nella testimonianza dell’amore. La Madre della Misericordia raccoglie tutti sotto la protezione del suo manto, come spesso l’arte l’ha voluta rappresentare. Confidiamo nel suo materno aiuto e seguiamo la sua perenne indicazione a guardare a Gesù, volto raggiante della misericordia di Dio. (Misercordia et Misera n. 22).
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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