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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 13 / 11 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    28 gennaio - 2 febbraio 2019, a Bologna... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    28 de enero - 2 de febrero 2019, en Bolonia... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    28 de janeiro - 2 de fevereiro de 2019, em Bolonha... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La Presidente in Guinea Bissau
    Martina visiterà il gruppo della Guinea dal 6 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019. La accompagniamo con... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    A Presidente em Guiné Bissau
    A Martina visitará o grupo da Guiné, de 6 de dezembro 2018 a 9 de janeiro 2019. Acompanhamo-la com... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La presidenta en Guinea Bissau
    Martina visitará el grupo de Guinea desde el 6 de diciembre 2018 al 9 de enero 2019. La acompañamo... Continua
viaggio a gisting
 
Carissima Santina, ecco, il racconto del nostro viaggio a Gisting di Lampung. Come avevamo programmato in ottobre insieme a te, durante il corso di formazione a Parung, siamo andate a far visita a padre Sugino a Gisting. Durante il ritiro di gennaio Anet ci aveva proposto, di fare quello di febbraio a Gisting, così si potevano unire due cose: la visita a p. Sugino e il nostro ritiro. Siccome toccava ad Anet organizzarlo, ci siamo accordate e abbiamo così deciso di andare a Gisting. Dopo una programmazione fatta bene da Anet, venerdì sera verso le ore 20.30 ci siamo incontrate alla stazione di Gambir - Jakarta e con il pullman delle ore 21.00 siamo partite per Lampung. Questa volta abbiamo cercato di prendere un pullman più comodo, ( non come quello che avevamo preso con te l’altra volta! ) perché il viaggio non fosse tanto pesante e avessimo così la possibilità di dormire e riposare un po’, perché all’ indomani ci aspettava un programma da svolgere e non c’era tempo per il riposo. E’ stato un viaggio buono; verso le 8.30 del mattino siamo arrivate alla Casa del Noviziato S.C.J. Padre Marmidi ci ha accolto e ci ha accompagnate al nostro alloggio. Abbiamo chiacchierato un po’ insieme e fatto la programmazione. Ciascuna di noi poi ha preso la sua camera. Dopo una doccia ristoratrice abbiamo recitato insieme le lodi e fatto una bella colazione a base di “ riso fritto”!!!. Padre Marmidi è venuto di nuovo per dirci che padre Sugino ci stava aspettando. Ci siamo salutati, abbiamo chiacchierato un po’, poi ci ha fatto visitare la loro casa e la Casa di riposo S.C.J. che hanno appena costruito. È una bella costruzione! Padre Sugino era appena rientrato da Roma e ci ha dato alcuni regalini. Il Padre ci ha racconto dell’incontro avuto con te e Anna Maria a Roma…Il nostro è stato un incontro molto bello e costruttivo perché il Padre ci ha dato alcune indicazioni concrete su come dobbiamo camminare in futuro. Questi i punti che ci ha indicato:  Impegno per una maggior solidità interna al gruppo; cercare di stabilire una forte unione tra di noi. Ciascuna deve essere convinta della sua chiamata.  Creare un dialogo e una comunicazione più intensa e sincera…  Fare un programma di attività per rispondere alle varie proposte che riceviamo, tenendo conto delle situazioni e del tempo che abbiamo.  Essere attente alla dinamica del “rigenerare” e far conoscere agli altri la nostra vocazione. Essere attrattive !!!  Andare avanti con coraggio!! Abbiamo fatto le foto e siamo andate a pranzo insieme con i Padri e novizi. Verso le 16, abbiamo cominciato il nostro ritiro sul tema “PARADIGMA NUOVO”. Un bel tema. Padre Sugino ci ha lasciato alcune domande su cui riflettere : 1. Come vedo me stessa? 2. Come vedo gli altri? 3. Come vedo la situazione attorno? 4. Qual è la mia visione della vita? È simile a quella che Dio vuole della mia vita? 5. Nella vita di consacrazione sono io che “ordino” a Dio che realizzi i miei desideri o i miei sogni? 6. Chi sono io secondo il tuo sguardo, o mio Signore? Abbiamo vissuto e trovato un clima aperto e caloroso. Verso le 18 siamo andate in cappella per l’adorazione e recitare i vespri insieme a tutta la comunità, Padri e novizi. Questa esperienza di preghiera mi è molto piaciuta. Dopo cena, Padre Sugino si è reso disponibile per parlare con ciascuna di noi, poi abbiamo deciso alcune cose pratiche che riguardano il nostro gruppo di Jakarta. Tra i vari punti:  Stiamo portando avanti l’iniziativa che abbiamo preso con te a Parung di visitare ogni mese alcune di noi. Così: domenica 22 febbraio andremo a casa di Lucy con questo programma : - pregare - mangiare - parlare del ritiro di marzo.  La visita a casa di Anet la decideremo più avanti.  Abbiamo visto insieme come programmare alcuni momenti importanti che vivremo quest’anno : - L’entrata nel biennio di formazione di Anet - la rinnovazione dei voti di Mudji - gli esercizi spirituali in luglio (Lucy sta programmando e coordinando il tutto) - la cerimonia dei primi voti di Ludo e Antonia. Finito questo incontro è venuto padre Marmidi per invitarci a fare un po’ di relax, di ricreazione insieme ai novizi e postulanti e anche per far la festa dell’ HAPPY VALENTINE. Ciascuna di noi si è presentata dicendo il proprio nome e da dove veniva . Loro invece hanno fatto un spettacolo: recita di poesie, canti e racconti spontanei. Poi da parte nostra, abbiamo invitato loro a giocare al bingo = “tombola”, con regali portati da noi da Jakarta. E’ stato molto divertente e interessante! Verso le ore 23 padre Marmidi ci ha portato alla scuola del villaggio perché c’era un incontro per i giovani della parrocchia. Erano tanti: piccoli e adulti. Il Padre ha voluto dare un po’ di tempo anche a noi per presentarci e farci conoscere. Ho parlato io, però, solamente 5 minuti perché era già troppo tardi. Siamo tornati a casa verso l’una di notte…Avevamo molto sonno e ci siamo addormentate subito perché la stanchezza era grande, però, eravamo molto contente.. Il giorno dopo alle sei del mattino ci siamo ritrovati tutti insieme per la recita delle lodi e eucaristia nella cappella . Padre Priyo ha preseduto la messa. La Parola di Dio parlava del lebbroso. Ci ha rivolto una domanda: ciascuno di noi porta dentro di sè una lebbra....quale? Subito dopo colazione ci siamo salutati e preparate per il ritorno a Jakarta. Abbiamo fatto lungo viaggio, ma grazie a Dio tutto è andato bene. Jakarta, 19 – 20 febbraio 2009
viaggio a memba
 
A conclusione dell’anno 2008 il gruppo degli amici della CM di Nampula, ha organizzato un ritiro che si è realizzato l’ultimo fine settimana di Novembre in una località sul mare chiamata Memba. Abbiamo chiesto ai partecipanti alcune risonanze e qualcuno si è anche impegnato. In attesa del contributo di qualche membro del gruppo, mi accingo a riportare quanto abbiamo vissuto. Dieci anni di esistenza Avevamo già raccontato alcuni mesi fa (17 agosto 2008) della festa dei 10 anni di questo gruppo. In effetti la composizione di questo gruppo è piuttosto dinamica. L’inizio del gruppo nel 1998 con Mariolina che aveva risposto al desiderio di alcuni suoi studenti (dell’Università Cattolica del Mozambico = UCM) di conoscere la spiritualità dehoniana. Un gruppo che da molto tempo si riunisce regolarmente ogni mese per vivere momenti di riflessione e di condivisione Dunque un gruppo di studenti dell’Università Cattolica che, dopo dieci anni si ritrovano a ricoprire cariche di responsabilità dovute alla preparazione e competenze acquisite durante questo periodo. Questo fatto è positivo ma richiede una certa capacità di accettare che la maggior parte delle persone si trovano a svolgere la propria professione in città diverse a volte temporaneamente, a volte definitivamente. Persone in diaspora Una di queste persone di nome Felisbela si trova temporaneamente a Memba un distretto sulla parte costiera, a svolgere il servizio di Amministratrice (Sindaco) di quel distretto. Felisbela é vedova con quattro figli già grandi, ha frequentato fino a due anni fa la facoltà di Diritto dell’UCM e dopo aver ricoperto altre cariche pubbliche ora ha dovuto rispondere ad una situazione delicata che richiedeva la sua competenza. E’ stata proprio lei che ha suggerito al gruppo di realizzare un incontro-ritiro e vivere un fine settimana in questo luogo che dista circa 200 km da Nampula. E così ci siamo organizzati chiedendo la collaborazione a P. Elia Ciscato scj che si è messo a disposizione ed ha svolto con grande impegno il tema richiestole: “IL CRISTIANO OGGI QUI”. Eravamo una decina di persone e siamo stati ospiti della comunità parrocchiale di Memba che ha messo a disposizione alcuni locali adibiti a giovani studenti e così siamo riusciti a vivere un fine settimana tra riflessione e relax in un ambiente molto bello dal punto di vista del paesaggio, mare azzurrissimo, natura africana come sempre affascinante. Un gruppo in movimento Attualmente il gruppo è composto da persone della prima ora tipo Lucia Leo (che alcune di noi conoscono bene e che tra l’altro ha una grande ammirazione per P. Albino Elegante che ha conosciuto in Mozambico) e da persone più giovani. Dei primi erano presenti oltre a Lucia: Bonifacio, Olimpio e naturalmente Mariolina. C’erano anche persone che hanno aderito da poco al gruppo, più giovani sempre studenti universitati; tra loro Renato, Nunes, Gildo, Geltrudes. Si è poi aggregato a noi il Dr. Amanzio, cardiologo specialista, italiano che presta la sua opera gratuitamente nell’ospedale di Marrere e che ha partecipato con interesse a questa nostra iniziativa. Il cristiano oggi qui Certo momenti come questi aiutano a fermarsi e a riflettere su quale fondamento sicuro poniamo la nostra vita e se cerchiamo di capire sempre meglio quello che è il nostro impegno oggi come credenti. P. Elia Ciscato ci ha fatto dono di una riflessione che ha aiutato ciascuno di noi a ritrovare quella base sicura che viene da Dio: il Suo Amore. Solo accettandolo e ringraziando possiamo entrare nel mistero dell’amore di Dio. Possiamo così , a partire dal Suo Dono offrire la nostra vita, trasformare la nostra vita secondo il progetto di Dio, seguendo Gesù, seguendo la sua Persona. Ci è richiesto allora di avere disciplina e discernimento e quell’equilibio che non è facile perchè la nostra capacità di sperare è messa a dura prova dalla sofferenza e dalla disillusione. Come resistere e camminare nel mezzo delle varie situazioni con pazienza e perseveranza? Il nostro essere alternativi e rappresentanti di un’altra logica richiede uno stile di fedeltà al Cielo – apparteniamo a Dio e di fedeltà alla Terra perche apparteniamo alla terra. E’ l’incontro del Vangelo con la storia. Ci è chiesto di essere testimoni dell’amore di Dio e segni di speranza per le persone che ci circondano. Le sfide sono quelle che ci fanno percepire il grande salto che sta avvenendo nella nostra società post-tradizionale , condividiamo gli stessi schemi mentali di tante persone, il pensiero debole, liquido, il relativismo, dobbiamo confrontarci con gli altri: sta cambiando l’idea di tempo, la nostra mente... Il cristiano di fronte a queste sfide, con l’aiuto della Parola, potrà diventare la persone della speranza, del coraggio, della comunione e fermento nella pasta. Il cristiano non può guardarsi l’ombelico ma é per gli altri e dovrà rimanere legato al contesto dove vive. Logicamente non riusciamo a dare un’idea piena di quanto abbiamo ricevuto ma condividiamo quello che possiamo perchè desideriamo camminare insieme e sentire che tutto ciò che ravviva la nostra speranza e il nostro impegno può aiutarci ad andare avanti con perserveranza. “Chi persevererà fino alla fine sarà salvo”. Questa Parola ed altre risuonano dentro di noi e ci stimolano a continuare con coraggio a seminare ogni giorno ciò che è buono, giusto e gradevole al Signore. E così anche la condivisione con la comunità cristiana ci ha animato nella prima domenica di avvento e ci ha fatto partire con il piede giusto per la preparazione del Natale. Gli stessi giovani che ci hanno accolto si sono lasciati coinvolgere e così abbiamo condiviso la nostra fede pregando con loro. Il parroco di questa parrocchia era in una comunità lontana, è italiano e della Sardegna. E’ venuto solo per poco tempo per dirci che era contento di accoglierci. Nella sua casa parrocchiale c’era un volontario (pensionato) della Sardegna che sta aiutando a costruire delle cisterne per l’acqua poichè questa zona vive molto tempo senza la pioggia. Un grande problema che si cerca di ovviare preparando luoghi per avere riserve di acqua quando viene la pioggia. Una cosa curiosa. Il mattino della domenica è caduta la pioggia proprio quando stavamo preparandoci a celebrare l’Eucaristia domenicale. L’abbiamo vista come una benedizione per noi e per la gente di questa cittadina. In comunione.
confusione... speranza per vivere l'insicurezza
 
Questo è in sintesi ciò che ho sperimentato di fronte ad alcune situazioni vissute mesi fa. 1. Per diversi motivi abbiamo avuto difficoltà a trovare un luogo tranquillo per fare insieme una giornata di ritiro; la casa che avevamo a disposizione, dove di solito c’incontriamo non era più disponibile. 2. Sul lavoro. Anche da noi, qui in Indonesia, la crisi globale che si è abbattuta su tutte le industrie, soprattutto nel settore abbigliamento, c’è crisi. Anche nel mio ambiente di lavoro c’è difficoltà. Sento che l’azienda sta andando avanti come una nave in mare aperto che non sa dove navigare. Guardando al futuro ci sono molte difficoltà. In questa situazione, cerco di essere serena anche perché l’industria dove lavoro, per il momento, sta ancora in piedi… i clienti rimangono… le richieste sono le stesse e si va avanti … Sì, spero e mi auguro che tutto vada bene. E’ stato ed è una grande sfida. Mi svegliavo al mattino e mi sentivo confusa perché non sapevo che cosa fare; poi dopo un po’ di silenzio mi è venuto un pensiero. Sono andata al mio solito posto di preghiera (una cappellina) per ascoltare e riflettere sulla Parola di Dio. Il Signore mi ha donato la Parola giusta per affrontare la situazione: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”. ( Lc 11,9 ). Mi sono fermata su questa frase, e ho trovato più fiducia, speranza per affrontare la situazione. Ho sentito veramente l’efficacia della Parola che dice che Il Padre Nostro celeste darà il suo Spirito a coloro che gli chiedono Io ho pregato perché Dio intervenisse come Padre. Sono convinta che noi abbiamo bisogno del suo aiuto e di una maggior collaborazione tra di noi; lealtà, amore, e generosità sono valori che devono entrare nel mondo e nella nostra vita allora tutto sarà più bello. Ho terminato quindi con una preghiera: “Padre … apri il mio cuore e la mia mente; mettimi nel tuo cuore, perché la pace, la disciplina, la speranza. la fedeltà, e la tenerezza rimangano in me. Insegnami a distinguere tra la tua volontà e la mia, perché nel mio camminare in questo mondo possa sentire la presenza dell’Emmanuele. Lui, Gesù Cristo, è manifestazione del tuo amore.
allarga la tua tenda
 
Nella sua visita ufficiale al nostro gruppo di Funchal, la presidente Anna Maria Berta, ha tracciato con noi un programma di riflessione/revisione utilizzando e consigliandoci due strumenti essenziali: lo Statuto e la Lettera programmatica per il sessennio 2008 – 2013. Durante questo percorso di formazione, ognuna di noi ha scritto un racconto, partendo dalla frase “Io sono”... una pietra preziosa, un aspiratore, una violetta, un capriolo, una cucina, un fiore… Narrando la sua storia ognuna ha fatto riferimento a parole chiave o a sue convinzioni a proposito di Dio - Uomo/donna - Mondo- Chiesa -Missione -Istituto. Ha poi fatto seguito l’interpretazione del racconto da parte delle altre partecipanti, sottolineando gli aspetti osservati. In un altro momento siamo passate alla lettura dello Statuto, e poi al confronto per scoprire il senso delle parole chiavi riferite. Ecco in sintesi come sono sottolineate nel nostro Statuto: Dio: è amore, comunione, gratuità, misericordia. Uomo /donna: dignità, rispetto, mistero. Chiesa:collaboratrice nel piano di salvezza, fonte di grazia, piena comunione Società: luogo dove incarnare la nostra spiritualità, servizio continuo, competenza, solidarietà, speranza. Missione: annuncio e testimonianza del vangelo. promozione umana, partecipazione nelle strutture temporali, laboratorio sperimentale. Istituto: carità, perdono mutuo, formazione continua, preghiera, appartenenza, obbedienza nelle condizioni ordinarie. Abbiamo costatato che nella vita di ciascuna di noi emergono alcune lacune che hanno poi le loro conseguenze. Allora coscienti delle nostre fragilità e confidando nella fedeltà del Signore, andiamo avanti “Tenendo sempre presente che la pelle diventa rugosa, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni.. però quello che è importante non cambia, la nostra forza e la nostra convinzione non hanno età” (Madre Teresa di Calcutta) La lettera programmatica ci traccia un progetto: “ Un nuovo stile di vita per essere ,oggi, segno e profezia” Ci accompagnano due idee chiave: Allarga la tua tenda (Isaia 54,2) La sapienza di Rute e di Noemi. Valorizzare l’antico e il nuovo, l’esperienza e la gioventù, per costruire insieme la C.M. Padre Dehon ha scritto molto (otto volumi solo per l’aspetto sociale) Pero il brano più citato è: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne io la vivo nella fede del Fig
incontrare e incontrarsi
 
Il gruppo di Porto si è riunito dal 22 al 24 di febbraio per tre giorni di formazione e uno di ritiro. Abbiamo avuto tra noi la presenza della Presidente, Anna Maria, che ha orientato i lavori. Abbiamo fatto una lettura della vita alla luce del nostro Statuto, applicando una dinamica, basata in un orizzonte teorico: Dio - Uomo/Donna- Mondo- Chiesa- Società - Missione e Istituto Per ciascuno di questi punti abbiamo seguito questa metodologia Interpretazione personale della nostra storia e lettura dello Statuto (lavoro personale) Osservazione delle altre sulla nostra interpretazione (piccolo gruppo) Orizzonte teorico di riferimento (lavoro personale e sintesi in gruppo) Lacune emergenti e le loro conseguenze (lavoro personale L’applicazione di questa dinamica è stata molto utile per capire meglio come viviamo sia personalmente sia come Istituto, per conoscere e valorizzare quello che siamo, per vivere il presente con realismo e allo stesso tempo progettare il futuro. Durante il ritiro abbiamo approfondito la lettera programmatica 2008/2013. Un nuovo stile di vita, per essere ,oggi ,segno e profezia Anna Maria ci ha ricordato che per un nuovo stile di vita, per essere segno e profezia abbiamo bisogno di aprirci all’amore, alla novità di Dio: questo implica rispondere all’appello “allarga la tua tenda, stendi i teli della tua dimora senza risparmio, allunga le cordicelle , rinforza i tuoi paletti”.(Isaia 54,2-3) Ci ha ricordato anche che la tenda è luogo di provvisorietà, di disponibilità e di cambiamento, spazio che ci mette in contatto con la realtà esterna e che esige un atteggiamento di attenzione e di vigilanza a tutto quello che ci circonda, persone condizioni climatiche Anche il popolo di Dio nel deserto viveva in tende e aveva sempre con se una tenda speciale, la tenda dell’incontro con Dio. Cristo il Figlio di Dio ha stabilito la sua tenda in mezzo a noi e san Paolo ci dice che la tenda è il nostro proprio corpo. Tante volte sentiamo la nostra tenda minacciata dalle tempeste della vita e non ci rendiamo conto che della tenda di Dio presente in noi. Per finire, a mo di sintesi, la Presidente ci ha lasciato come un decalogo che può costituire le linee portanti di come deve essere un gruppo:  APERTO  ACCOGLIENTE  DINAMICO  RISPETTOSO  PROPOSITIVO  RIFLESSIVO  PROVOCATORE  DIALOGANTE  UMORISTICO  RICONCILIATO Credo che questi giorni ci hanno aiutato a intravedere questo nuovo stile di vita per essere nel mondo segno e profezia Auguro a tutte una Quaresima di ascolto attivo e attento agli appelli di Dio e una disponibilità totale per dire: “Ecce venio” e “Ecce Ancilla”.
formazione e animazione vocazionale
 
Inizio questo breve scritto che non ha nessuna pretesa se non quella di ricordarci a vicenda la fondamentale importanza che riveste nella nostra famiglia il tema formativo, che investe e coinvolge non solo le dirette interessate (formande e formatrici), ma l’intero gruppo di appartenenza nonché l’istituto stesso. Così iniziava il suo discorso Giovanni Paolo II ai partecipanti della conferenza mondiale degli istituti secolari nell’agosto del 2000 proprio sul tema della formazione: “Occorre che i membri degli I.S. siano sempre in grado di discernere la volontà di Dio e le vie della nuova evangelizzazione in ogni "oggi" della storia, nella complessità e mutevolezza dei segni dei tempi. Nell’Esortazione Apostolica Christifideles laici ho dedicato ampio spazio al tema della formazione dei cristiani nelle loro responsabilità storiche e secolari, come anche nella loro diretta collaborazione all’edifica-zione della comunità cristiana; ed ho indicato le fonti indispensabili di tale formazione: "l’ascolto pronto e docile della parola di Dio e della Chiesa, la preghiera filiale e costante, il riferi-mento a una saggia e amorevole guida spirituale, la lettura nella fede dei doni e dei talenti ricevuti e nello stesso tempo delle diverse situazioni sociali e storiche entro cui si è inseriti" (n. 59). La formazione riguarda quindi in modo globale tutta la vita del consacrato. Essa si nutre anche delle analisi e delle riflessioni degli esperti di sociologia e delle altre scienze umane, ma non può trascurare, come suo centro vitale e come criterio per la valutazione cristiana dei fenomeni storici, la dimensione spirituale, teologica e sapienziale della vita di fede, che fornisce le chiavi ultime e decisive per la lettura dell’odierna condizione umana e per la scelta delle priorità e degli stili di un’autentica testimonianza. Lo sguardo che noi rivolgiamo alle realtà del mondo contemporaneo, sguardo che vorremmo sempre carico della compassione e della misericordia insegnataci da nostro Signore Gesù Cristo, non si ferma a individuare errori e pericoli. Certo, non può trascurare di notare anche gli aspetti negativi e problematici, ma si rivolge subito a individuare vie di speranza e ad indicare prospettive di fervido impegno per la promozione integrale della persona, per la sua liberazione e la pienezza della sua felicità. Nel cuore di un mondo che cambia, nel quale persistono e si aggravano ingiustizie e sofferenze inaudite, voi siete chiamati ad una lettura cristiana dei fatti e dei fenomeni storici e culturali. In particolare, dovete essere portatori di luce e di speranza nella società di oggi. Non lasciatevi ingannare da ingenui ottimismi, ma restate fedeli testimoni di un Dio che certamente ama questa umanità e le offre la grazia necessaria perché possa lavorare efficacemente alla costruzione di un mondo migliore, più giusto e più rispettoso della dignità di ogni essere umano. La sfida, che la cultura contemporanea rivolge alla fede, sembra proprio questa: abbandonare la facile inclinazione a dipingere scenari bui e negativi, per tracciare percorsi possibili, non illusori, di redenzione, di liberazione e di speranza. La vostra esperienza di consacrati nella condizione secolare vi mostra che non ci si deve attendere l’avvento di un mondo migliore solo dalle scelte che calano dall’alto delle grandi responsabilità e delle grandi istituzioni. La grazia del Signore, capace di salvare e di redimere anche questa epoca della storia, nasce e cresce nei cuori dei credenti. Essi accolgono, assecondano e favoriscono l’iniziativa di Dio nella storia e la fanno crescere dal basso e dall’interno delle semplici vite umane che diventano così le vere portatrici del cambiamento e della salvezza. Basta pensare all’azione esercitata in questo senso dall’innumerevole schiera di santi e sante, anche di quelli non ufficialmente dichiarati tali dalla Chiesa, che hanno segnato profondamente l'epoca in cui sono vissuti, portando ad essa dei valori e delle energie di bene la cui importanza sfugge agli strumenti dell'analisi sociale, ma è ben visibile agli occhi di Dio e alla pensosa riflessione dei credenti.”… Le nostre realtà formative All’interno del nostro istituto abbiamo due validi strumenti che dovrebbero essere tenuti continuamente a portata di mano e che ci ricordano il valore fondamentale della formazione non solo quella iniziale, ma anche quella permanente; lo Statuto e il Piano formativo tracciano per noi gli elementi costitutivi della formazione e della nostra identità. Si pensa che le dirette interessate del percorso formativo, nella fase iniziale, siano solo la formanda e la sua formatrice; in realtà non è così perché tre sono le realtà coinvolte nell’ambito formativo: 1. la responsabile di formazione 2. la responsabile di gruppo 3. il gruppo stesso Il gruppo di appartenenza svolge un compito formativo molto importante anche se spesso ce ne dimentichiamo. A questo proposito basta riguardare e rileggere con calma sia il Piano formativo di Base che lo Statuto per renderci conto di quanto il gruppo sia coinvolto nella formazione, anche se a volte prevale la delega alla formatrice come unica responsabile di quello che accade. Nel nostro Regolamento di vita così troviamo scritto:“La formazione è un valore che alimenta la fedeltà alla nostra identità di laiche consacrate con un carisma specifico. La spiritualità del Cuore di Cristo sollecita la nostra donazione e ci stimola a crescere umanamente e nella fede; qualifica il nostro impegno per tutti i problemi in cui vive e si agita la realtà che ci circonda; ci conduce ad una risposta profetica agli appelli sempre nuovi della storia... Così che in tutto ci facciamo collaboratrici effettive del Regno di Dio secondo i sentimenti e i criteri di bontà, di giustizia, di pace... del Cuore di Gesù. Per questo la formazione è un valore che deve essere presente in tutta la nostra vita. (RdV 32) La partecipazione attiva e costante alle iniziative della CM nasce da un forte senso di appartenenza alla nostra famiglia, dalla volontà di crescere assieme nell'adesione alla nostra vocazione. Perciò siamo tenute a partecipare ai momenti formativi sia a livello di gruppo che di Istituto. Tra le iniziative della CM sono da privilegiare i Corsi di Formazione di base e permanente, gli Esercizi spirituali e i momenti di condivisione di vita. (RdV33) Formare e accompagnare alla vocazione “L'itinerario pedagogico vocazionale è un viaggio mirato verso la maturità della fede, come un pellegrinaggio verso lo stato adulto dell'essere credente, chiamato a decidere di sé e della propria vita in libertà e responsabilità, secondo la verità del misterioso progetto pensato da Dio per lui. Tale viaggio procede per tappe in compagnia d'un fratello o sorella maggiore nella fede e nel discepolato, che conosce la strada, la voce e i passi di Dio, che aiuta a riconoscere il Signore che chiama e a discernere la via lungo la quale andare verso Lui e risponderGli. Un itinerario vocazionale, allora, è anzitutto cammino con Lui, il Signore della vita, quel "Gesù in persona", come annota con precisione Luca, che s'accosta al cammino dell'uomo, fa lo stesso percorso ed entra nella sua storia. Ma gli occhi di carne spesso non lo sanno riconoscere e allora l'andare umano resta solitario e il discorrere inutile, mentre il cercare rischia di perpetuarsi in un interminabile e a volte narcisistico "far esperienze", anche vocazionali, senz'alcun esito decisionale. È forse il primo compito dell'accompagnatore vocazionale quello d'indicare la presenza d'un Altro, o di confessare la natura relativa della propria vicinanza o del proprio accompagnamento, per essere mediazione di tale presenza, o itinerario verso la scoperta del Dio che chiama e si fa vicino a ogni uomo. Come i due di Emmaus, o come Samuele nella notte, sovente i nostri giovani non hanno occhi per vedere o orecchi per udire Colui che cammina accanto a ciascuno e, con insistenza e delicatezza insieme, pronuncia il loro nome. Il fratello che accompagna è segno di quella insistenza e delicatezza; suo compito è quello d'aiutare a riconoscere la provenienza della voce misteriosa; non parla di sé, ma annuncia un Altro che pure è già presente; come Giovanni Battista. Il ministero dell'accompagnamento vocazionale è ministero umile, di quell'umiltà serena e intelligente che nasce dalla libertà nello Spirito, e si esprime "con il coraggio dell'ascolto, dell'amore e del dialogo". Grazie a questa libertà risuona con maggiore chiarezza e forza incisiva la voce di Colui che chiama. E il giovane si trova di fronte a Dio, scopre con sorpresa che è l'Eterno che cammina nel tempo accanto a lui, e lo chiama a una scelta per sempre!” (Dal documento Nuove vocazioni per una Nuova Europa) Formare e accompagnare è per tutte noi una grossa responsabilità che ci coinvolge nella totalità nel massimo rispetto della giovane che abbiamo davanti; forse urge oggi chiederci se stiamo facendo animazione vocazionale? Come la stiamo facendo? Che relazioni viviamo all’interno dei nostri gruppi? Siamo significative? Riusciamo davvero a essere sale della terra e luce del mondo? Siamo fermento nel mondo? Un grande maestro scriveva più volte che per trovare risposte nella vita bisogna continuamente farsi delle domande…allora forse è tempo di interrogarci più che lamentarci perché non abbiamo vocazioni. Oggi“fare accompagnamento vocazionale significa anzitutto condividere: il pane della fede, dell'esperienza di Dio, della fatica della ricerca, fino a condividere anche la vocazione: non per imporla, evidentemente, ma per confessare la bellezza d'una vita che si realizza secondo il progetto di Dio. Il registro comunicativo tipico dell'accompagnamento vocazionale non è quello didattico o esortativo, e neppure quello amicale, da un lato, o del direttore spirituale, dall'altro (inteso come chi imprime subito una direzione precisa alla vita d'un altro), ma è il registro della confessio fidei. Chi fa accompagnamento vocazionale testimonia la propria scelta o, meglio, il proprio essere stato scelto da Dio, racconta - non necessariamente a parole - il suo cammino vocazionale e la scoperta continua della propria identità nel carisma vocazionale, e dunque racconta anche o lascia capire la fatica, la novità, il rischio, la sorpresa, la bellezza. Ne viene una catechesi vocazionale da persona a persona, da cuore a cuore, ricca d'umanità e originalità, di passione e forza convincente, un'animazione vocazionale sapienziale ed esperienziale. Un po' come l'esperienza dei primi discepoli di Gesù, che "andarono e videro dove abitava, e quel giorno si fermarono presso di lui" (Gv 1, 39); e fu esperienza profondamente toccante se Giovanni, dopo molti anni, ricorda ancora che "erano circa la quattro del pomeriggio". Si fa animazione vocazionale solo per contagio, per contatto diretto, perché il cuore è pieno e l'esperienza della bellezza continua ad avvincere. (Dal documento Nuove vocazioni per una Nuova Europa)”… Ho voluto mettere insieme alcune riflessioni riguardanti la formazione in rapporto all’animazione vocazionale perché le ritengo strettamente collegate…si fa formazione dopo un cammino serio di accompagnamento vocazionale e mi auguro che davvero ciascuna di noi sia invitata a riflettere sul COME riusciamo oggi a essere segno e profezia nel nostro mondo… la Sapienza di Dio ci accompagni oggi e sempre!!
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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