Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 15 / 03 / 2019
    FESTA DELL\'ECCOMI
    A S. Antonio Abate (Italia) il 24 marzo; a Funchal (Madeira) il 27 marzo; in Guinea Bissau il 30 mar... Continua
  • 15 / 03 / 2019
    FESTAS DO EIS-ME AQUI
    Em Santo António Abate (Itália) , 24 de março; en Funchal (Madeira), 27 de março; na Guiné, 3... Continua
  • 15 / 03 / 2019
    FIESTAS AQUI ESTOY
    En San Antonio Abad (Italia) el 24 de marzo; en Funchal (Madeira) el 27 de marzo; en Guinea Bissau e... Continua
  • 11 / 03 / 2019
    CONSEJO CENTRAL
    8 - 10 de mayo 2019, en Bolonia... Continua
  • 11 / 03 / 2019
    CONSELHO CENTRAL
    8 - 10 de maio de 2019, em Bolonha... Continua
  • 11 / 03 / 2019
    CONSIGLIO CENTRALE
    8 - 10 maggio 2019, a Bologna... Continua
nuove case... nuove storie... nuove esperienze
 
E’ quasi un anno che ho cambiato casa. Dove vivo ora è un edificio a tre piani con 21 stanze e a questo indirizzo: Jalan Bangau No. 42 Palembang. E’ un edificio grande che appartiene alla Fondazione Xaverius di Palembang ed è vicinissima al mio lavoro. La finalità di questa casa è quella di ospitare ragazze e donne che lavorano come dipendenti della Fondazione Xaverius e non hanno un luogo dove vivere. Queste persone occupano le stanze del primo e secondo piano, mentre il terzo piano è riservato per altri che non fanno parte della Fondazione. Ogni piano ha la sua cucina. Insomma è un tipo di pensionato nel quale io ho la responsabilità della gestione. In questo momento ci sono 10 persone provenienti da varie isole, tribù e lingue indonesiane. Alcune di loro lavorano come insegnanti, lavoro d’ufficio nella parte amministrativa e altre studiano. Sabato 14 luglio 2018 la casa è stata inaugurata e benedetta dal presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Xaverius. Erano presenti tutti i presidenti delle scuole di Palembang, la nostra “comunità di base” Santa Rosa e la vicina comunità del seminario. Un momento molto importante è stata l’apertura, quando Padre Priyo SCJ, direttore della Fondazione, mi ha raccomandato di svolgere questo lavoro con responsabilità e ha comunicato ai presenti il mio compito. Padre Koro e tutti i partecipanti hanno accolto la notizia con gioia e hanno concordato. Abitare una nuova casa, occupare un posto nuovo porta sempre con sé una certa novità nella propria vita, insieme all’incertezza di fronte a qualcosa di estraneo. Significa cioè che devi aggiustare la tua vita, la tua situazione a quel posto. Questo è quello che ho vissuto e sentito quando ho cominciato a vivere in questa nuova casa . Il tempo è trascorso in fretta e oggi mi pare di aver già svolto un sacco di cose. Ecco alcuni aspetti concreti e pratici che ho dovuto affrontare: Y Pensare alle strutture domestiche Y Decidere quali spazi lasciare liberi per renderla piu comoda Y Piantare fiori nel cortile per renderla più accogliente Y Controllare l’acqua e l’elettricità in modo che l’utilizzo venga fatto con responsabilità, così che la spesa sia meno costosa Y Fare attenzione alle persone che abitano la casa Y Tenere in ordine tutto cio che fa parte della casa, in modo da rendere la permanenza serena e comoda. Il programma giornaliero per ora è questo: dal lunedi al sabato tutte lavoriamo, al pomeriggio o verso sera torniamo a casa. Le ragazze sanno che sono una missionaria CM. Se ci sono attività nella “comunità di base” Santa Rosa, che è il quartiere dove abitiamo, anche noi partecipiamo. Alle volte ci troviamo anche per pregare… Vivere insieme così in tante, e diverse tra noi, non è sempre così comodo e facile come quando si vive da sola nella propria casa. I nostri giorni poi non sono sempre uguali, a volte devo sentire lamentele, ascoltare urla improvvise quando per esempio viene a mancare l’elettricità o non c’è più acqua … Il momento della giornata che più mi piace è la sera. Perche? Perchè di sera dopo il lavoro ci ritroviamo tutte. Difficilmente usciamo, quindi possiamo avere il tempo a nostra disposizione per condividere il nostro vissuto, soprattutto quanto ci ha fatto bene e quanto ci ha infastidito nella giornata trascorsa; condividiamo la stanchezza e anche un po’ di nostalgia. E’ uno spazio che in maniera spontanea diventa quasi una valutazione del nostro quotidiano; ci comunichiamo anche le piccole cose che sono successe al lavoro. Queste ore diventano preziose per tutte, perché a volte la fretta che abbiamo non ci permette di trovare tempo per guardarci in faccia. Sono momenti che ci aiutano anche a conoscerci meglio. Cerchiamo inoltre, di vivere insieme anche le feste. Se c’e un compleanno, collaboriamo tra noi, condividiamo con gioia la festa e la gioia di stare insieme. Non manca la creatività come l’altra notte quando alle ore 24 siamo andate a svegliare Mareta perché era il suo compleanno! Una bella sorpresa per la festeggiata. Da parte mia cerco di dare il meglio di me stessa, di essere attenta a quanto le giovani hanno bisogno. Mi sento come una mamma che fa di tutto per vederle serene, per il loro bene. Grazie .
voglia di scrivere
 
Questo pomeriggio mi è stato ricordato da Santina di scrivere qualcosa sulla pastorale nella scuola, luogo e ambiente dove svolgo il mio lavoro. In questo periodo la mia testa è piena di idee, con tanta voglia di scrivere libri per bambini. Sono anche ansiosa di conoscere i risultati di alcune riflessioni che ho proposto ai ragazzi della mia scuola. Le loro risposte mi aiuteranno a scrivere qualcosa sulla figura della madre oppure raccontare il tipo di relazione che hanno con la mamma o col papà. Naturalmente prevedo già che le loro risposte saranno molto varie, perché ogni bambino ha un’esperienza diversificata sia con la madre sia col padre. Non tutti hanno relazioni normali, affettuose… forse la maggior parte di loro ha relazioni molto difficili e tristi, fragili. E’ così che questo pomeriggio, con questi pensieri e la testa un poco confusa, prima di scrivere le mie idee pastorali sulla scuola, sono stata costretta a scaldarmi un po’ d’acqua sul fornello e preparare un buon caffè, per svegliare e ordinare le idee che ho in testa. Ho camminato avanti e indietro per capire il filo giusto per cominciare. Ho aperto un libro e ho trovato un foglio scritto di Elisabetta Todde, una preghiera: riflessione sui doni dello Spirito Santo. Elisabetta era una sorella che amava molto scrivere su Vinculum… Ritrovando un suo ricordo, ho pensato alla mano di Dio che mi veniva offerta per scrivere le mie idee. “Vieni Santo Spirito e donaci la Sapienza. La Scienza e la tecnica umana non sempre bastano: abbiamo bisogno di Sapienza per gustare la nostra vita. La tecnica ci dice quello che è possibile fare, la Sapienza quello che è lecito. La tecnica prepara cuori artificiali, la Sapienza cuori saggi. La tecnica ci rende potenti, la Sapienza ci fa uomini…”                Grazie Elisabetta sei stata una cara sorella. Anch’io sento di avere una certa passione per scrivere… un sentimento vivo, come se fossi innamorata di quest’arte. Quando le persone si innamorano sentono dentro di sé una grande energia che vorrebbero comunicare agli altri. Qualche tempo fa oltre a scrivere per Vinculum, ho trovato un'altra maniera per esprimere questo mio desiderio. Nel periodo 2001-2004 sono stata insegnante e guida degli studenti che venivano alla Casa di ritiro Rumah Retret di Palembang. Ricordo che in quel periodo ho scritto molto: poesie e riflessioni, materiale vario, che ho già pubblicato in quattro libretti insieme ad altre insegnanti che hanno la stessa sensibilità. Adesso mi piacerebbe annotare le molte idee e i sogni che appartengono a studenti, pensieri che possano favorire l'entusiasmo, sviluppare i talenti e gli interessi degli studenti stessi. Sono contenta perché quest‘arte dello scrivere può contribuire a lavorare di più sulla crescita e sullo sviluppo della vita dei ragazzi e dei giovani. A volte mi viene il desiderio di inventare cose nuove, metodi nuovi di insegnamento per la scuola, per gli studenti.                 Nel 2011, dopo essere tornata da Bologna, sono stata inserita in una scuola unica e piccola dove ora sono vice preside. Qui ho trovato un’altra realtà: bambini, ragazzini di 11-14 anni alcuni un po’ fragili, un po’ carenti per la mancata attenzione dei loro genitori. Tra di loro alcuni hanno grandi problemi: feriti, scoraggiati nell'apprendimento, non si sentono accettati in famiglia. Qualche insegnante si lamenta perché questi bambini, oltre ad essere difficili da seguire, faticano a stare attenti. Sono molto distratti e per questo non seguono bene le lezioni. Noi non possiamo cambiare il materiale didattico che ci viene consegnato. Ma possiamo adattarlo alle varie situazioni in maniera che i ragazzi siano educati al senso etico e religioso. Mi dispiace vederli così disorientati, ma anche da parte delle insegnanti alle volte vedo una certa insofferenza e incapacità di gestire le varie situazioni. Perciò spesso, li invito a praticare la meditazione per liberare la mente, per fare sogni per il futuro e insieme trovare maniere diverse, nuove e anche rilassanti. In questo terzo millennio, in cui si usa Whatsapp, ci troviamo invasi da messaggi - video musicali, corti e brevi che trasmettono anche la parola del Papa. Mi piace usare questo mezzo e spesso mi ritrovo in classe ascoltandoli insieme agli studenti. Secondo me il Papa, nel suo parlare, è molto vicino alla lingua dei giovani. Molti messaggi di papa Francesco hanno toccato il mio cuore di insegnante e anche quello dei bambini. Alle volte sono messaggi semplici che riportano alcune sue indicazioni: come essere santi nel quotidiano, attraverso piccoli gesti, come salutare amici e parenti, dire grazie per le piccole cose, sorridere e scusarsi se abbiamo torto ecc. All'inizio per i ragazzi tutto questo sembrava difficile, ma poco a poco hanno provato a fare piccole cose, salutarsi, dire grazie, scusarsi, sorridere, tutto con amore. Il mio desiderio è quello di farli crescere, poter far capire che attraverso questi gesti quotidiani possono sentire l'amore dei genitori per loro finalmente concretizzato.                Adesso ho tra le mani le loro risposte al mio questionario, mi piacerebbe raccogliere in un piccolo libro il loro lavoro. Ciascuno ha creato una storia semplice, breve, di soli tre paragrafi, ma sono scritti toccanti che commuovono. E’ una maniera per esprimere il loro semplice amore ai loro genitori. Degli 80 ragazzi che hanno scritto, ho già scelto 35 idee da proporre loro. Sento che questo potrebbe diventare un piccolo libro, una piccola loro storia con la mamma o il papà. Alcuni sono messaggi da consegnare ai loro genitori, eventi di vita semplice, a volte messaggi molto duri e tristi. Ma in fondo c’è sempre una parola di gratitudine perché vivono in attesa dell’amore della madre e del padre.                La Chiesa cattolica dal Concilio Vaticano II fino ad oggi ha pubblicato vari documenti riguardanti l'educazione cattolica come istruzione. Io, missionaria, che lavoro come insegnante in una scuola cattolica, sento la responsabilità di aiutare gli studenti cattolici a crescere e svilupparsi nella loro fede e a praticarla. Quindi, ovviamente, il mio primo compito è quello di conoscere questi documenti e impostare il mio lavoro sulle linee che vengono date. Mi sento pienamente coinvolta nelle direttive della Chiesa, per svolgere il mio lavoro come un servizio e assistere gli studenti in cose pratiche e semplici.                Concretamente collaboro con i gruppi del coro di studenti, con gli accoliti; nella catechesi per i giovani, li seguo nella partecipazione all'Eucaristia, nella processione all'offertorio. Accompagno i ragazzi in questo cammino di fede: con loro preparo l'Eucaristia ogni primo venerdì del mese, insegno loro il raccoglimento, e insieme viviamo il mese della Bibbia a livello nazionale (in Indonesia è il mese di settembre), il Rosario in ottobre e maggio, il tempo della Quaresima, l'Avvento. Cerco il metodo per presentare gli orientamenti della Chiesa locale e universale in maniera semplice ma incisiva.                Rimane aperta la sfida per continuare questo cammino: Ø come dare una formazione/istruzione in Indonesia nelle scuole cattoliche, una formazione dinamica che faccia crescere e maturare le persone? Ø E noi missionarie, con compiti specifici ed ecclesiali nell’ambiente dove lavoriamo, come possiamo sviluppare nei giovani il senso di appartenenza al mondo e alla Chiesa, ovunque siamo? Ø Cosa abbiamo seminato? E cosa raccoglieremo?                Sono domande che ritengo importanti per prepararci al futuro della scuola e al futuro della nostra CM.                Questa è la mia piccola esperienza che ho voluto condividere con tutti voi nella speranza che aiuti a rinnovare la nostra fede e il nostro amore in Gesù Cristo Signore, nostro Salvatore, che ci è guida nell’inserimento di questo mondo anche come consacrate secolari.
indonesia
 
Missionarie di vita in famiglia Responsabile:  Marcellina M. Mudjijahmudji_cm@yahoo.com 
rimanete in me
 
4° Incontro della Famiglia Dehoniana Rendiamo grazie al Signore che ci ha dato l’occasione di partecipare a questo incontro molto bello, dopo una settimana di silenzio per gli esercizi spirituali annuali. L’incontro è stato programmato dal 29 giugno al 1 luglio presso la casa di ritiro Giri Nugraha a Palembang. Hanno partecipato circa 106 persone venute da tutte le entità della FD: SCJ, CM, laici, e giovani. I laici sono venuti da varie città: Palembang, Bengkulu, Jambi, Belitang, Lampung e Yogyakarta. Il gruppo di Palembang ha organizzato tutto sotto la guida di Ibu Sri Pujiati responsabile della Famiglia dehoniana. Il momento per stare insieme come famiglia è sempre un’occasione molto bella e preziosa. Ogni partecipante è arrivato con molto allegria e con il volto sorridente. Veramente un incontro desiderato da tutti. Abbiamo lasciato il nostro quotidiano e il lavoro per poter partecipare. Nonostante questo siamo venuti da vari luoghi e entità e ci siamo sentiti parte di una vera famiglia. All’ apertura abbiamo ascoltato le parole della sig. Sri, del sig. Philipus Haryadi responsabile generale dei laici dehoniani in Indonesia, e padre Sapto provinciale dei dehoniani. Ecco il contenuto dei loro interventi: “perchè siamo insieme e possiamo stare insieme” ! E’ stata sottolineata la crescita della famiglia dehoniana, soprattutto dei laici. La nuova vocazione SCJ è abbastanza feconda, è inviata per la missione, anche all’estero. Si desidera che la famiglia dehoniana si allarghi fino a raggiungere Riau e Papua dove ci sono i padri SCJ, e si vuole in questa espansione aiutare anche per far conoscere la CM. Padre Agus invece ha spiegato la spiritualità della Sacro Cuore di Gesù. Durante la messa, all’omelia, p. Agus ha parlato dei santi Pietro e Paolo, due persone grandi della chiesa, con carattere diverso, ma uniti insieme nella liturgia. Come noi, nella nostra realtà,siamo diversi ma siamo chiamati a essere uno, come ha detto Gesù nella sua preghiera del ‘sint unum’. Quest’incontro è stato ben preparato con varie attività: riflessione sulla spiritualità, la santa messa, momento di preghiera, discussione, gita alla casa provincialato e alla città, e poi serata di fraternità dove ogni gruppo ha presentato uno spettacolo. Durante la serata di fraternità abbiamo cantato e ballato. Ci siamo molto divertiti quando il gruppo di Yogya ha presentato un talkshow. Poi tre giudici hanno valutato ogni gruppo e la sua creatività. E’ stata veramente una serata piena di allegria. Per chiudere la giornata, padre Een ci ha poi invitato a fare la via crucis meditativa. Abbiamo cantato un canto di Taize, e subito creato un bel clima di silenzio...pronti per pregare. Alla fine, padre Een ci ha dato la benedizione per ottenere un buon riposo e poter essere pronti per l’attività del giorno seguente che comincerà alle ore 05.45 con la meditazione. Il secondo giorno l’attività è stata molto intensa...me sempre con allegria. Ci siamo divisi in due grandi gruppi. Un primo gruppo di 30 persone scelti per essere animatori e per guidare il momento di condivisione del giorno dopo. L’ altro gruppo è stato guidato da padre Kris, padre Kamto e padre Agus. Nel pomeriggio abbiamo visitato la casa del provincialato. Padre Sapta provinciale ci ha accolto con gioia insieme anche a padre Titus e padre Kelik. Davvero ci siamo sentiti come una grande famiglia. Qui abbiamo ascoltato la testimonianza del Sign. Haryadi, di come vive la spiritualità dehoniana nella sua vita quotidiana. L’ esperienza è molto bella e ispirata. A sera siamo andati a visitare la città…con un traffico intensissimo. Il terzo giorno è iniziato con la Santa Messa nella cappella, insieme alla gente del luogo. La celebrazione è stata animata da canti eseguiti dal coro della Famiglia Dehoniana. Padre Agus nella sua omelia ha spiegato cos’è la Famiglia Dehoniana e come ottenere una fede salda. Dopo colazione, abbiamo lavorato in gruppo: dieci gruppi, ogni gruppo di 6 – 8 persone, guidato da 2-3 animatori. Io insieme a Novanto abbiamo guidato un gruppo di 6 persone. Quasi tutti hanno detto di aver conosciuto da poco la Famiglia Dehoniana. La loro esperienza in questa realtà è nuova e l’hanno conosciuta tramite i padri dehoniani, adesso vorrebbero conoscere meglio questa realtà. Tutto è stato molto interessante. Prima di chiudere l’incontro, con padre Agus e padre Een abbiamo stabilito i prossimi appuntamenti: incontro nazionale della Famiglia Dehoniana si farà ogni due anni, nel 2020 a Belitang e 2022 a Bengkulu; poi faremo il primo incontro per il gruppo di animatori a Gisting a Lampung 17-20 novembre 2018. Siamo tornati a casa tutti felici e con il desiderio di incontrarci presto. Marcellina Mudji
“vivere comunione e missione con cuore accogliente e misericordioso”
 
Il corso di Esercizi spirituali di quest’anno era stato programmato un anno fa: dal 19 al 24 giugno 2018 a Teluk vicino a Lampung,(isola di Sumatra), con Padre Teja SCJ nella casa del Buon Pastore. Purtroppo la data scelta è coincisa con gli esercizi spirituali dei fratelli SCJ, nello stesso luogo, per cui abbiamo  dovuto cercare altrove. Dopo vari tentativi finalmente trovammo un altro posto chiamato Casa SCJ a Teluk Tanjung Karang, sempre nell’ isola di Sumatra. Casa Teluk , è familiare a noi CM in Indonesia. Anche Santina conosce questo posto, perché nel suo secondo viaggio dopo gli incontri formativi personali al Seminario, c’eravamo spostate tutte a Teluk per fare il corso di formazione che avrebbe tenuto lei e Padre Sugino SCJ. Spero che Santina se lo ricordi… A questi esercizi, io e Antonia siamo andate in pullman perché non siamo arrivate in tempo per prenotare il viaggio in treno. Il 17 Giugno 2018 alle ore 17 siamo partite da Palembang e siamo arrivate di notte all’ 1:45 a Casa Teluk. Siamo state subito accolte dal signor Jumadi responsabile della Casa. La mattina dopo abbiamo partecipato alle lodi e santa messa celebrata da padre Dani e Padre Teja. Dopo aver fatto colazione insieme ai Padri, abbiamo organizzato la sistemazione nelle camere e andate a fare la spesa; per comprare quanto serviva alla signora addetta alla cucina, in questi giorni di ritiro. Il giorno dopo siamo state invitate a recarci in pellegrinaggio a La Verna, ( un luogo simile a quello che c’è in Italia). Qui padre Wicak ha incontrato alcuni confratelli venuti dall’India, mentre noi abbiamo sostato davanti alla grotta di Maria, pregato insieme il rosario per affidare a lei il nostro corso di esercizi spirituali. Ritornate a casa abbiamo trovato Lucy arrivata il 19 giugno 2018 nel pomeriggio. Così si è completata la presenza dei partecipanti agli esercizi: Ibu Surtinha, Mudji, Susi, Antonia, Ludo e Lucy. Abbiamo iniziato il ritiro con la celebrazione Eucaristica. Il tema di quest’anno era "Vivere comunione e missione con un cuore accogliente e misericordioso”. Questo tema suggerito dal Centro CM ci richiama al valore della spiritualità e del carisma, come deve essere concretizzato. Un tema molto importante per noi perché ci aiuta ad essere consapevoli della nostra missione a non lasciarci trascinare dalle intense correnti che circolano nel mondo, ci aiuta a resistere e a testimoniare i nostri valori con fedeltà e audacia. L'unione - comunione diventa la forza unificante dei membri nel mezzo delle sfide dei tempi. La vita quotidiana diventa l'incarnazione della missione che è espressione dell'atteggiamento del cuore e della spiritualità. Il primo giorno P. Teja ha iniziato con l’ introduzione: “il cuore della mia attività”. Una riflessione che ci ha permesso di rivisitare profondamente la nostra chiamata, con la sua storia…e di riflettere anche sulla nostra presenza di CM nel mondo e nella Chiesa. Rivedere l'inizio della chiamata riscoprendo l'incredibile, energico, appassionato sentimento della nostra giovinezza, la straordinaria passione della nostra risposta davanti a Dio, alle volte anche attraverso un lungo e faticoso viaggio, è stato veramente importante per tutte. Ci è stato ricordato come i nostri sentimenti s’ innamorano come pazzi , veri pazzi di Dio. Ci siamo lasciate portare in un lungo e appassionato viaggio della nostra storia, in parte gioiosa e in parte con le sue fatiche. Abbiamo riflettuto anche sulla nostra presenza nel mondo e nella chiesa. I giorni si sono alternati toccando temi molto importanti per la nostra vita missionaria. P. Teja ci ha presentato la riflessione sulla spiritualità e il carisma stimolandoci ad aprire e a esplorare il nostro Statuto e Regolamento di vita soprattutto i primi numeri. Una riflessione importante per noi è stata anche quella di pensare sul modo di vivere “insieme” noi CM indonesiana dove non esiste un tetto unico dove tutte siamo riunite nella stessa casa. Un tema che fa scaturire le nostre esperienze quotidiane, che descrivono la nostra maniera di vivere in unità, in comunione tra noi pur nella distanza. E’ per ciascuna come una verifica sia per i momenti di gioia e fraternità sia nelle difficoltà che si incontrano nella vita quotidiana. Nel silenzio e nell’ adorazione scopriamo che tutto contribuisce a rafforzare la nostra unione con Cristo e tra di noi. “Vivere in Missione “ :ci ha portato sulle orme dei profeti dell'amore e della costruzione della pace. C'è un detto che nessun profeta è rispettato nella sua città natale o dove vive. In effetti questo dire diventa il nostro turbamento interiore ogni volta che ci sentiamo coinvolti in questa realtà…. I profeti possono essere solo persone dalla mentalità aperta, in grado di vedere e sentire la voce di Dio, in ogni avvenimento della storia. E’ colui che nelle varie situazioni sociali sa parlare con coraggio e far riflettere per poter costruire un mondo più giusto e più dignitoso. La sfida per noi missionarie è stare dentro le situazioni quotidiane con i vari conflitti per saperle cambiare a vantaggio del bene comune. La nostra disposizione interiore deve avere come riferimento atteggiamenti aperti e misericordiosi. Saper coltivare saggiamente cuori aperti e compassionevoli. Specchiare la nostra storia in quella del nostro Maestro:Gesù profeta e nel cuore aperto di Dio, ci porta più in profondità nel suo amore e nelle relazioni nella nostra vita quotidiana con i nostri fratelli e sorelle che ci circondano. Soprattutto nel nostro mondo immediato: la comunità nel gruppo, nell’ambiente di lavoro, la comunità parrocchiale, il paese e il mondo. Questa riflessione è molto profonda, perché è come una sfida a diventare profeti dell'amore, con la disposizione interiore di atteggiamento aperto e compassionevole. Padre Teja ha svolto il nostro ritiro usando diversi power point..con un metodo di insegnamento e anche di pratica di meditazione svolta in vari modi. Ci ha condotto con uno stile di meditazione orientale, ma anche con uno stile di meditazione insegnato da alcuni contemplativi della Chiesa occidentale. Inoltre ci è stata consegnata una sessione di domande e risposte, un materiale ricco e prezioso da continuare a riflettere anche quando gli esercizi saranno finiti. Abbiamo avuto anche il tempo di condividere insieme come gruppo, parte della nostra vita e i risultati ottenuti durante nel ritiro. Questi momenti li abbiamo vissuti alla fine di ogni sessione. L'adorazione quotidiana e il silenzio assoluto sono state la base del nostro cammino. Abbiamo terminato il nostro corso con la celebrazione penitenziale guidata da padre Dani SCJ. A sera con p. Teja abbiamo voluto esprimere la nostra gioia e fraternità alla “Pizza Hut” locale dove abbiamo gustato una buonissima pizza. Il giorno seguente siamo andate alla spiaggia e pranzato fuori perché era il nostro giorno comunitario di vacanza insieme. Verso sera mi ritrovo ancora con Antonia sul treno di ritorno … In serata anche Mudji e Lucy partono per Palembang per partecipare all’incontro della Famiglia Dehoniana = THE AWAM COMMUNITY DEHON. Tutte e tre (Mudji, Lucy ed io) ci siamo ritrovate a vivere questo evento con la famiglia Dehon Awam. Con noi c’era anche Yosephine, una giovane, amica della Compagnia Missionaria che in questo periodo ci sta accompagnando perché interessata a conoscere meglio il nostro Istituto. Spero che la nostra partecipazione a questi incontri di giovani e la nostra presenza CM Indonesia, renda anche i giovani affascinati e innamorati della CM. Luglio 2018 – Palembang IndonesiaLudovika Endang Sulastri
vita di speranza e compimento
 
Assemblea generale della Conferenza Asiatica Istituti Secolari (ACSI) 2018 in Vietnam Per la prima volta ho partecipato alla Conferenza Asiatica degli Istituti secolari dell’Asia. L'evento si è svolto in Vietnam dal 4 al 6 settembre 2018. Il tema è stato: "Dentro e fuori l'Asia: gli istituti secolari vivono una vita di speranza e compimento". I partecipanti provenivano da diversi paesi: Filippine, India, Tailandia, Giappone, Corea del Sud, Laos, Indonesia, Hong Kong, Francia e Vietnam…eravamo circa 27 istituzioni laiche e una presenza di una cinquantina di partecipanti. Il primo giorno è iniziato con la Celebrazione eucaristica presieduta dal Prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica, il cardinale Joao Braz De Aviz, che ha concelebrato con i Vescovi Peter Nguyen Van De, Fernando Capalla.D.D. e altri sacerdoti. Il cardinale Joao Braz De Aviz ha commentato il libro “Consacrazione e secolarità”. E’ stata una presentazione molto bella e profonda, che mi ha aiutato a rendermi un po’ più consapevole del mio essere membro di un istituto secolare dentro la chiesa e di sentirne tutta la sua bellezza. C’è stata poi la presentazione dei partecipanti dei vari istituti e l’informazione delle varie realtà. La Responsabile Miss Lily Fernandes dell'India ci ha aiutato in questo cammino di condivisione della speranza e adempimento. Il secondo giorno abbiamo ascoltato la conferenza del Dr. Emilio Tresalti dell'Istituto Secolare di Cristo Re, di Roma, che è stato con noi per tutto il tempo dell’incontro asiatico. Ci ha parlato e dato suggerimenti sulla secolarità consacrata. C’è stato un lavoro di riflessione in piccoli gruppi (4 gruppi): Gruppo 1: Filippine; Gruppo 2: India; Gruppo 3: Tailandia, Hong Kong, Taiwan, Laos, Giappone, Indonesia, Corea del Sud; Gruppo 4: Vietnam. I risultati della discussione sono stati presentati alla fine e riassunti in un programma concreto per i prossimi 4 anni. E’ stato suggerito di: tradurre l'opuscolo "Consacrazione e secolarità" nelle varie lingue. Trovare modi e mezzi per consegnare ai Vescovi che conosciamo una copia di questo opuscolo. Invitare persone preparate o membri di Istituti Secolari come relatori principali. Creare almeno un programma di formazione per i formatori. Pensare a un Consiglio di amministrazione… Al termine c’è stata l’elezione del prossimo direttivo che rimarrà in carica da settembre 2018 ad agosto 2022. Sono state elette: Presidente - Lilly Fernandes dell’India, segretaria - Kim Quyen, Vietnam; amministratrice - Maria Conception Conie, Filippina; consigliere - Agustina Dwi, Indonesia e Kim Sook (Cecilia), Corea del Sud. Si sta pensando di fare il prossimo Convegno del 2022 in Indonesia! Per noi CM sarà una sfida! L'evento è terminato con una preghiera conclusiva. Speriamo che tutti i programmi concordati possano essere concretizzati con successo. Grazie! Susi
1 . 2 . 3 . 4 . 5
Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

Follow us on Facebook