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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 27 / 05 / 2020
    SOLENNITA' DEL SACRO CUORE DI GESU'
    Venerdì 19 giugno 2020... Continua
  • 27 / 05 / 2020
    SOLENIDADE DO SAGRADO CORAÇÃO DE JESUS
    Sexta-feira 19 de junho de 2020... Continua
  • 27 / 05 / 2020
    SOLEMNIDAD DEL SAGRADO CORAZÓN DE JESÚS
    Viernes 19 de junio de 2020... Continua
condividere la vita
 
Quando vogliamo organizzare delle vacanze, si comincia a pensare dove andare e quali cose pratiche risolvere prima di vivere i giorni tanto sognati. Pur facendo così, alle volte, capitano difficoltà, secondo quanto dice il proverbio: “l’uomo propone e Dio dispone”! E’ quanto mi è successo in questo periodo in cui si avvicinavano le vacanze. Mi sono trovata a gestire situazioni urgenti e diverse da quanto pensavo: la malattia di una missionaria che viveva con me, il cambiamento della casa e, di conseguenza, la preoccupazione di cercarne un’altra dove abitare. Esperienze diverse che mi hanno coinvolta emotivamente e fisicamente, e mi hanno stimolata a offrire tutti questi avvenimenti “in unione a Gesù per mezzo di Maria in spirito di Amore...”. Con la nostra preghiera di offerta mi metto all’opera in vista del trasloco. Mi rendo conto della quantità di cose che sono andate accumulandosi: inizio a riordinare i libri, gli oggetti liturgici e tante altre cose... In ogni cosa che prendo in mano ci sono più di 25 anni della CM. Vedo foto dove sono andati fissandosi altri tempi, in cui tutto stava fiorendo (i tempi in cui si cominciavano i primi passi della CM in Cile), (quando si stavano formando) Familiares e Missionarie. In ogni cosa c’è contenuta tutta la storia! Così continuo in questo lavoro, e considero come Dio, sempre, si fa presente per visitarci e parlarci in mezzo a questa realtà inaspettata. Ascoltando Radio Maria, che mi accompagna con il suo programma di musica e di riflessioni, mi ha colpito soprattutto il tema sull’Eucaristia presentato da un Padre francescano cappuccino. Spiegava agli ascoltatori il senso delle parole della consacrazione nella Messa: “ prendete e mangiate questo è il mio corpo”. Parole che includono tutta la persona di Gesù, non solo si riferiscono alla sua carne, ma a tutta la sua persona, tutta la sua vita è il corpo. “Prendete e bevete questo è il mio sangue”, il sangue come sapienza della vita, il senso del sacrificio della sua vita. Il padre diceva che a partire quindi da Lui, nello stesso modo, anche noi ci uniamo al ministero del sacerdozio comune, ci offriamo a Gesù; in queste parole, “questo è il mio corpo”, offriamo tutto quello che siamo capaci di servire, di amare ecc. “Questo è il mio sangue”: con questa frase vengono espresse le mie difficoltà, la mia infermità, il senso del martirio che qualcuno di noi sta vivendo. Quello che più mi ha colpito di questa riflessione e l’affermazione che RIMARRA’ SOLAMENTE CIO’ CHE SI E’ OFFERTO. Questa realtà mi invitava a riflettere su questo sacramento per eccellenza che è la realtà della presenza di Gesù in mezzo al suo popolo proprio attraverso questa offerta: “Prendete, mangiate, bevete”. E’ il nostro Dio che rimane con noi. Il Padre ha continuato la riflessione dicendo che celebrando l’Eucaristia noi offriamo insieme al sacerdote il Sacrificio. E durante il giorno diventiamo noi stesse vittima offerta e Lui; è il Sacerdote che offre la nostra vita. E’ la vita tutta che si offre, ed è per noi un onore il voler offrire la nostra vita nonostante le nostra piccolezza e i nostri limiti. Allora il poco o il molto, tutta la realtà della nostra vita, se è offerta così com’è al Cuore di Gesù, ha la sua importanza. “E’ soprattutto nell’Eucaristia che ci facciamo “OFFERTA” insieme a Cristo ed impariamo ad assumere il suo programma di vita, specialmente la sua totale donazione al Padre e agli uomini”. ((RdV n 7). Questa riflessione mi ha aiutato a dare un senso nuovo ad ogni Messa, a ringraziare per avere la possibilità di ricevere Gesù, che mi invita a fare un’offerta della mia vita unita a tutta la vita dei fratelli. Così con questi sentimenti ho continuato a vivere, ad accettare il cambio di rotta delle vacanze che avevo sognato di fare in maniera diversa; vacanze invece che ho fatto in compagnia della radio e condividendo il lavoro con altre mani generose che si sono unite alle mie per aiutarmi.
la solidarietà in cile oggi
 
Associare il mese di agosto con la figura di p. Alberto Hurtado s.j. non è difficile, non solo per il mondo cattolico ma anche per la società cilena. Da quando è stato istituito il “giorno della Solidarietà”, questo concetto e i gesti di solidarietà si sono fatti più familiari e concreti. In questo tempo di emergenza e di grande necessità che stiamo vivendo sono sorte diverse iniziative di solidarietà: a livello sanitario, di solitudine, di assembramento, la difficoltà per mancanza di lavoro, la possibilità di usare internet per gli studenti, la violenza ecc. Tutto questo ha anche reso più evidente nella società la disuguaglianza sociale e l’ingiustizia. Sicuramente questa stessa esperienza, ha interpellato p. Alberto, nell’epoca da lui vissuta. Perché anche se la sua vita è conosciuta e si è svolta in diversi ambienti poveri, ha coinvolto tutte le sue forze nella lotta alla miseria estrema. Tutto questo, in accordo secondo quanto diceva la Dottrina sociale della chiesa, e tenendo presente l’esperienza forte di Cristo povero. Ha camminato su queste orme, cercando di incarnare la presenza di Dio, come ci viene presentata nel Vangelo di Matteo 25,37 - 40: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato… In verità vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Mi soffermo su alcuni suoi pensieri e cerco di fare un confronto con la situazione attuale che stiamo vivendo: “Far sparire la miseria è impossibile, però lottare contro di essa, è un dovere sacro” “In questa epoca di pandemia i lavoratori irregolari per paura di perdere la retribuzione che ricevono per il loro sostentamento continuano a lavorare esposti al pericolo di prendere il coronavirus. Lo stesso avviene con il 50% della popolazione che si trova vicino alla soglia della povertà. Nello stesso tempo le famiglie cilene, in questa situazione precaria si trovano aumentato il loro debito e le altre che hanno possibilità di accedere all’educazione privata, perché più valida dell’educazione pubblica, stanno approfondendo e perpetuando il divario economico. (Studio su Familia y Pobreza relacional/ pucv.c. nel tempo del corona virus). Purtroppo, la povertà è un tema che emerge ancora più gravemente in questi tempi di pandemia. P. Hurtado, in questa situazione assumerebbe la posizione di stare nel mezzo del problema, presente tra la gente per organizzare catene di solidarietà. Nello stesso tempo si unirebbe a coloro che denunciano le politiche di una struttura di mercato ingiuste e contro chi non capisce nulla di protezione sociale o di solidarietà. P. Hurtado, per le sue caratteristiche di pastore e di leader credibile della chiesa, sicuramente starebbe dalla loro parte, cercando in questo momento di crisi, di ampliare il concetto di solidarietà, in una ricerca comune che coinvolga, con l’impegno a compromettersi in tutti i settori sociali. “Che farebbe Cristo se fosse al mio posto” “Pochi giorni fa, in un giorno piovoso di primavera, ho incontrato un povero uomo con tonsillite acuta, tremava per la febbre, era in maniche di camicia e non aveva dove rifugiarsi… (Dal quotidiano: “El Mercurio”, dicembre 1944). Questo fatto è stato uno tra i tanti che colpì P. Hurtado, prendendo chiara coscienza che l’altro è Cristo, quello che soffre. In questa stessa maniera, chissà quante persone e istituzioni in questa situazione di pandemia si sono fatte la stessa domanda e si sono rese presenti per aiutare. Pensiamo agli emigranti che sono rimasti senza lavoro e che avrebbero necessità di ritornare al loro paese. Gli anziani sempre più soli e senza appoggi … le tante persone che stanno vivendo il dolore per la morte di un familiare. E così la lista continua, però l’importante è che rimanga sempre questo desiderio nel cuore per poter rispondere alle necessità di altri “Cristi” che incontriamo sul nostro cammino. “Dare sempre…dare fino a quando le braccia cadono per la stanchezza” Lottatore instancabile contro la povertà, trasformatore di un sistema, di una società più equa e giusta sono aspetti che hanno motivato da sempre p. Hurtado. Donarsi, darsi, stare presente in diversi ambiti, politico, sociale, educativo, sanitario, ecclesiale ecc. Anche noi siamo chiamati a non impegnarci solamente nella parte assistenzialistica, ma stare dentro le varie realtà per ridare dignità all’uomo e alla donna anche in questi tempi di pandemia. Queste “altre persone” sono anche loro mio fratello e mia sorella. In questi giorni ha fatto notizia la testimonianza di “Batman solidale”, un commerciante che, dopo essersi camuffato, è uscito per le strade di notte per offrire e condividere un piatto di cibo alla gente di strada. Nell’intervista che ha rilasciato ha detto:” Esco in questi tempi di pandemia cercando di applicare tutte le necessarie precauzioni per non prendere il virus e sento che il Signore mi è vicino. Molte persone che avvicino mi dicono che non avrebbero mai pensato di arrivare a questo punto. E si sentono umiliate per questa situazione. Io rispondo di non avere vergogna perché questo cibo che offro loro, è già pagato, è per te. Sono convinto che Dio a me, ha già anticipato in una maniera o nell’altra, tante benedizioni che adesso io sto donandole ad altri… perché né il governo, né la politica di destra o di sinistra risolve tutto questo. Questo lo risolviamo noi e questo paese lo dobbiamo sollevare noi stessi” (19-08-20) “La speranza mantiene la ragione per vivere” Alberto Hurtado pieno di speranza in Gesù della Vita ha lavorato per rendere possibile il Regno di Dio in tutte le situazioni in cui si è impegnato. Era necessario in quel tempo trasmettere ai suoi “Patrocitos” (venivano chiamati così i padroni delle fattorie… qui usato da p. Hurtado in termine affettuoso) che era possibile un’altra condizione di vita. E cercava anche di far smuovere quei settori più ricchi alla carità, a dare quello che, giustamente spettava ai più poveri. Se non fosse per questa virtù, la situazione che stiamo vivendo si farebbe più insostenibile, con tutte le varie sofferenze che sono emerse sia a livello nazionale che mondiale. Dobbiamo riconoscere che, siamo anche capaci di guardare alle cose buone e positive che si stanno gestendo: vedere le necessità degli altri come fossimo una sola famiglia, la dedicazione del personale ospedaliero, i contagiati che si stanno recuperando, la solidarietà del vicinato, il tempo per riflettere e pregare, l’aria e l’ambiente più puro, meno contaminato. Anche questi sono segnali della vita che continua e ci invita a costruirla. “La fede che non illumina e non irradia, non ha lo spirito di Cristo” L’essere e il fare di p. Hurtado riflette una spiritualità che non si ferma in un misticismo etereo, spirituale, ma è nell’azione e contemplazione che sperimenta questo vivere di Dio che ci viene incontro. La spiritualità di p. Hurtado si fonde tra il Cristo che siamo e il Cristo che incontriamo negli altri. Il prossimo è Cristo commentava Jorge Costadoat s.j. (teologo cileno). Allora come non sentirsi invitati a incarnarci in queste realtà che tra luce e ombre dei tempi di p. Hurtado e quelle che viviamo oggi, mi invitano ad essere solidale e mi stimolano a riflettere sulla mia relazione con Dio e con la comunità. Valorizzare la comunità, come famiglia umana che contagiata per la pandemia, ci rende più sensibili e bisognosi gli uni degli altri. Bisognosi di consolazione e di speranza. Perché è nella Comunità e sentendomi parte di essa che imparo la Solidarietà, quella che ci viene presentata dalla maniera di procedere dal Cuore di Gesù e dal suo Vangelo.
una settimana di formazione
 
Durante il periodo delle vacanze invernali normalmente si programmano corsi di formazione per gli operatori della pastorale. In questa occasione ho partecipato alla settimana Teologica Pastorale offerta dall’Arcivescovado di Santiago, sul tema:”E’ necessario nascere di nuovo”, ascoltare e accompagnare per discernere. Questa proposta di formazione è stata pensata tenendo presente il contesto sociale ecclesiale di questo momento segnato da gravi abusi di potere, coscienza e sessuali che per decenni si sono tenuti nascosti all’interno della Chiesa cilena e soprattutto per la incapacità di affrontarli. Questo ha provocato rabbia, vergogna, tristezza e dolore. In questa realtà il tema del discernimento era la chiave per riflettere e i relatori l’hanno affrontato con tanta semplicità e serietà. Parto da qui per condividere con voi i miei appunti: 1° giorno: P. Eduardo Pérez-Catapos. Ha iniziato con alcune domande: Cosa sta succedendo nelle strutture ecclesiali? Noi come ci stiamo ponendo davanti alla società? Papa Francesco ha scritto una lettera al popolo fedele:”Alla Chiesa popolo di Dio pellegrina”. Spiega il titolo della lettera: Chiesa popolo di Dio, tutti i cristiani del Cile. Pellegrina, essere pellegrina vuol, dire camminare discernendo ciò che Dio vuole dire al suo popolo. Abbiamo bisogno di ascoltare le voce di coloro che arrivano alla Chiesa. In Cile, nel nostro paese,in una realtà culturale nuova. Ci apriamo al futuro? La Chiesa deve sapere che, come la società,ha fatto i suoi sbagli e i suoi errori. 2° giorno: P. L. M° Garcia Dominguez. Che cos’è l’accompagnamento? I primi Padri che hanno fatto un accompagnamento erano eremiti, i sapienti...Ci sono molti modi di accompagnare. E’ una serie di conversazioni che si usa per fare discernimento tra due persone, per aiutare nella crescita della fede, per poter realizzare meglio la loro missione. In questo modo si sviluppò quello che sarebbe stato l’accompagnamento. 3° giorno: P. Larry Yevenes – P. Koldo Gutierrez – P. L. M° Garcia Dominguez. I tre espositori hanno presentato in un “panel”: · “L’arte di discernere in una Chiesa profetica. Una chiesa piagata che non si mette al centro, ma deve essere una chiesa interessata a come poter sanare? E’ necessario chiedersi; qual è l’ immagine che ho di Dio? In quale chiesa credo? Che immagine di santità coltivo?· Discernere è urgente; si cita il documento (Gaudate et exsultate). Generare esperienze che stimolino domande.· Oggi stiamo lavorando sul Fare e Avere...Però per il discernimento dobbiamo lavorare nell’ambito del SENTIRE E CONOSCERE, quello che mi avvicina a Dio. 4° giorno: Josefina Martinez. Ascoltare ed accompagnare le vittime degli abusi. Questo tema è stato presentato da una psicologa. Ha consigliato alcuni punti chiave per stare vicino e accompagnare le vittime degli abusi. E’ chiaro che, tutto quanto abbiamo ascoltato in questi giorni, non riesce totalmente a far capire quanto ha provocato dentro di noi, tanto è stata forte la comunicazione e la partecipazione degli specialisti in questi aspetti, sia nei temi affrontati che nella potenzialità di domande che sono state presentate, (alcune di queste le sento risuonare dentro di me e sono materia di preghiera e discernimento) e che sono da condividere insieme. Abbiamo capito che è necessario riflettere su questo tema e soprattutto sviluppare la capacità al discernimento, per cercare cammini nuovi, per continuare a sanare la chiesa, come popolo fedele. E’necessario “Nascere di nuovo”, come dice il titolo, nello Spirito di Gesù che sappiamo è con noi, soprattutto in questo momento della storia. Si è conclusa questa settimana di formazione con alcune sfide proposte a noi operatori di pastorale in ciascuna delle nostre comunità e perchè no, utili anche per la nostra vita di consacrate CM inserite nella chiesa cilena. Questi i suggerimenti:ü Fortificare la capacità di ascolto, interagire sul piano dell’ uguaglianza.ü Rinnovare la coscienza di mettere Gesù al centro; dobbiamo insegnare ad amare e a conoscere Gesù.ü Uno sguardo positivo e di fede davanti a una realtà ostile.ü Trasmettere la fede ai giovani.ü Esercitare l’autorità nella chiesa; è positiva se diventa servizio.Ringrazio Dio per aver avuto la opportunità di questa formazione e confido a Maria nostra Madre, guida e custode, questi impegni. Elizabeth Tiayna Mollo
segno di speranza
 
Festa dell’Eccomi Vogliamo condividere con gioia e gratitudine quanto abbiamo vissuto nella giornata dell’ “Eccomi” noi della CM del Cile. Hanno partecipato a questo incontro circa 20 persone: missionarie, familiares e amici. Padre Claudenir Dos Santos SCJ, parroco della nostra parrocchia “Madonna di Fatima”ci ha accompagnato con una riflessione sul tema: “La chiamata a seguire Gesù, attraverso la spiritualità dehoniana”. All’inizio ciascuno si è presentato poi Elisabeth ha fatto una presentazione della CM includendo la preghiera per i 60 anni della nostra fondazione. Insieme abbiamo pregato questa bella e profonda preghiera. P. Claudenir nella sua riflessione l’ha inserita come programma di vita in questo anno che stiamo celebrando. “Manda il tuo Spirito Santo...” Affinchè “Noi CM” Possiamo ravvivare il dono che hai posto nei nostri cuori, Ø Per vivere con rinnovata disponibilità l’offerta di noi stessi, a servizio del tuo Regno nella Chiesa e nel mondo... Ø Per essere...”segno di speranza”... Come testo biblico di base abbiamo preso l’episodio di Pietro che rinnova il suo cuore e la sua missione nell’amore di Gesù. “Pietro mi ami...?” “Signore tu sai tutto. Sai che ti amo!”.    Nell’amore incondizionato e fedele del Cuore di Gesù, fonte di vita per la missione, Pietro si alza e ritorna a camminare come discepolo e missionario. Se non accetti l’Amore che rinnova, se non ami...non sai che cos’è la missione e non puoi essere mssionaria/o nè essere “segno di speranza”. E’ tutta questione di amore, di comunione con Gesù, nostro Grande Amore.
maria cammina con noi
 
La nostra parrocchia  ha come patrona la Madonna di Fatima. Per questo anche la nostra comunità insieme a tutta la chiesa ricorda e celebra i cento anni dell’apparizione a Fatima.  In uno dei nostri primi Consigli Pastorali ricordo che ci siamo scambiati tante idee e proposte per capire come organizzare questo avvenimento: processioni, messe, adorazioni, incontri, recita del Rosario ecc. Tutte buone idee, però a me sembrava che mancasse un gesto missionario, che ci portasse a contatto con la gente, semplice della parrocchia. Ho proposto anch’io il mio suggerimento: forse bisognava organizzare una messa vicina alla gente che abita in campagna, la recita del rosario nelle varie vie...cioè organizzare iniziative che ci aiutassero a riflettere su quanto aveva detto il Papa: “Chiesa in uscita”. Ci siamo quindi orientate così: portare la statua della Madonna in alcune realtà del territorio:una sua visita agli ammalati,alle famiglie,alle comunità e ad alcune istituzioni sociali che appartengono al territorio della parrocchia. Siccome in parrocchia abbiamo quattro statue della Madonna ci sembrava facile organizzare questa iniziativa. Questa idea l’avevo proposta io e per questo, ho dovuto incaricarmi almeno di una delle staute della Madonna da portare in pellegrinaggio alle istituzioni sociali del territorio parrocchiale. Così, senza volerlo mi è arrivata questa “missione”. Ho affidato questa esperienza alla Vergine Madre, la grande missionaria, che si mette in cammino per andare incontro ad Elisabetta, per aiutarla, per condividere con lei la sua gioia, i suoi timori, il suo Ecce Ancilla. Maria è la prima missionaria che ascolta il suo impulso di uscire all’incontro con gli altri:”In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa...” (Lc.1,39).Portare la statua della Madonna è un’esperienza molto bella e profonda; le istituzioni, anche quelle che non partecipano alle iniziative della Chiesa, si sono mostrate molto interessate ad accogliere la statua: nelle case di riposo degli anziani, le case di accoglienza di ragazze madri, le persone che si trovano nelle case di cura... Per tutto questo, credo di poter affermare che la Vergine Maria è presente in questa nostra culura, lo si nota da questa capacità recettiva che la gente ha nell’accoglierla:”Quale madre di tutti, è segno di speranza per i popoli che soffrono i dolori del parto finchè non germigli la giustizia. E’ la missionaria che si avvicina a noi per accompagnarci nella vita, aprendo i cuori alla fede con il suo affetto materno”. (Evangelii gaudim n. 286). Le persone che visitiamo possono non essere dei cristiani che frequentano la chiesa, però il rispetto e l’accoglienza che dimostrano sono segni evidenti in questa gente semplice che finora abbiamo visitato. Parlo al plurale, perchè le visite che abbiamo organizzato con il gruppo della Catechesi Familiare, ha suscitato in tutti questo spirito missionario; è la Vergine insieme alle famiglie che vanno in queste istituzioni, nei settori più poveri, agli anziani, a incontrare la gente che si trova nelle case di cura, le ragazze madri...tutte ci ringraziano per la preghiera che facciamo, per la visita, per la semplicità della condivisione.Le persone coinvolte in questa iniziativa, per qualcuna di loro, è forse la prima volta che fanno questo “gesto missionario” verso gente più povera e confermano che questa esperienza le ha rese più forti. Questo è un regalo della Vergine di Fatima che ci ha coinvolte in questo modo nel mistero di fede e di amore, e ci ha portato più a vicino a Gesù. Continueremo questo pellegrinaggio con Maria fino ad ottobre, pregando, condividendo una tazza di tè, il dialogo, le esperienze della vita, testimoniando nel nostro cammino i “miracoli” che incontriamo in ogni nostra visita fatta insieme a Maria, nostra Madre, guida e custode.
la bellezza e la gioia di incontrarci
 
Dalla fine di maggio fino al 22 giugno, Orielda e Lucia Maistro, hanno visitato e incontrate le nostre missionarie e familiares presenti in Cile e Argentina Il nostro viaggio ha avuto come prima tappa il Cile dove siamo rimaste 8 giorni: lì abbiamo incontrate le nostre due missionarie (Teresa e Margherita) e diverse familiares che da anni stanno facendo un cammino con noi. Un tempo sicuramente breve per poter vedere e conoscere altre realtà, ma certamente proficuo che ci ha permesso di condividere la vita di tutti i giorni nella semplicità e nell’accoglienza reciproca. Il Cile nel febbraio scorso è stato colpito, per l’ennesima volta, da un forte terremoto che ha lasciato nel cuore di tutti i sopravissuti molta, molta paura; un paura che si sente ancora oggi anche perché le scosse continuano senza tregua anche se di breve intensità. L’argomento del giorno, quando ci si incontrava con le persone, era appunto il terremoto: i danni causati, le conseguenze, la case perse, le persone morte…insomma una vita da costruire e dobbiamo dire che ciò che ci ha colpito è stata la grande capacità di questo popolo di reagire; riprendere in mano la situazione e ricostruire quanto possibile! Le nostre missionarie non hanno avuto grossi danni se non qualche piccola lesione ai muri, ma la paura di quella notte è stata davvero incalcolabile. La zona più colpita è a Concepción che abbiamo avuto la fortuna di visitare, città dove vivono i nostri familiares che grazie a Dio stanno tutti bene, qualcuno di loro ha avuto grossi danni alla casa rimasta inagibile per un bel po’ di tempo…ora piano piano tutta sta tornando alla normalità! La vita è ripresa quasi subito…ci siamo rese conto, visitando l’epicentro, della gravità e dell’intensità del terremoto. La gente si è fatta forza anche con diversi aiuti arrivati da molti paesi, ma la ricostruzione è ripartita subito! Il popolo cileno si è davvero dato da fare anche se l’entità del terremoto ha provocato in molte persone panico e paura che ha portato la popolazione a saccheggiare negozi interi, saccheggi a volte davvero inspiegabili per la violenza con cui sono avvenuti! Lì abbiamo colto davvero una grande solidarietà, famiglie intere disposte a farsi in 4 per aiutare altre famiglie. Siamo state insieme alle nostre missionarie soprattutto nei 2 fine settimana; con loro abbiamo fatto il punto della situazione: verificato il cammino guardando un po’ in avanti e cercando di programmare il futuro tenendo come punti di riferimenti il carisma che ci è proprio e la nostra spiritualità! Così anche con i familiares, che in Cile sono davvero un bel gruppo, ci siamo incontrate, abbiamo pregato insieme, condiviso momenti di semplice fraternità vivendo lo spirito che ci è proprio della comunione. Gli incontri carichi davvero di ascolto, di preghiera, del senso di appartenenza alla stessa famiglia, ci ha permesso di toccare con mano la bellezza e la gioia di incontrarci. Non possiamo dimenticare la realtà di casa DAVI (casa di accoglienza di ragazze madri) presenti a San Bernardo vicino alla sede della Compagnia Missionaria, dove Cesarina, quando è stata in Cile per alcuni anni, ha lavorato molto. Ancora oggi Cesarina è la più nominata lì dentro per il tanto lavoro che ha fatto per le ragazze accolte in questa realtà. Siamo state 2 volte a casa DAVI e abbiamo sempre colto uno spirito di famiglia, una realtà certamente da sostenere e da apprezzare per il notevole lavoro che fa a favore della vita.
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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