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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 13 / 11 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    28 gennaio - 2 febbraio 2019, a Bologna... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    28 de enero - 2 de febrero 2019, en Bolonia... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    28 de janeiro - 2 de fevereiro de 2019, em Bolonha... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La Presidente in Guinea Bissau
    Martina visiterà il gruppo della Guinea dal 6 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019. La accompagniamo con... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    A Presidente em Guiné Bissau
    A Martina visitará o grupo da Guiné, de 6 de dezembro 2018 a 9 de janeiro 2019. Acompanhamo-la com... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La presidenta en Guinea Bissau
    Martina visitará el grupo de Guinea desde el 6 de diciembre 2018 al 9 de enero 2019. La acompañamo... Continua
la lode dell'incontro
 
Quest’anno abbiamo fatto il ritiro annuale nel Centro di Spiritualità  Oasis Istituto Secolare “Ancilla Domini”. Questo Centro si trova ad Ermesinde, una località abbastanza vicina alla città di Porto. In questa bella casa siamo state accolte con molta simpatia dall’8 al 14 luglio. C’era con noi la nostra Presidente, Martina e pure Elvira, che era in Portogallo per le vacanze. Martina è venuta a Porto per fare il ritiro con noi; per prender parte agli incontri sia delle missionarie del gruppo che delle Responabili della Formazione, per vedere la nuova casa del gruppo, situata in una località lontano da rumori, in cui ci riuniamo mensilmente per fare il nostro ritiro insieme con le missionarie di vita fraterna, Lùcia Correia e Teresa Castro. Il tema del ritiro era “La lode dell’incontro” ed è stato predicato da P. Antonino scj, un giovane sacerdote, molto dinamico e saggio. A ciascuna fu consegnato il “quaderno di Meditazione”, che conteneva i testi inerenti al ritiro. Sulla copertina del quaderno c’era una frase: L’importante è fermarsi, tacere…!”. Quando ci disponiamo a fare stop, ci sono sempre domande che sono inevitabili e che ci interpellano. Tacere perché e per qual motivo? Può darsi che non ci siano risposte facili. Se noi ci disponiamo a voler tacere, allora dobbiamo interrogarci sul perché lo vogliamo fare. Non è facile fare il ritiro di una settimana. Questo comporta fermarsi, fare silenzio, stare aperte all’ascolto, pregare, stare in comunione con Dio e avere fede. “Stare con Dio”… nessuno vuole rinunciarvi! Noi non siamo mai sole… P. Antonino ci ha detto: “Abbiamo bisogno di fare pulizia ogni giorno nella nostra mente e nel nostro cuore, è questa una delle condizioni per vivere felici. Il ritiro presuppone l’incontro personale con noi stesse e il desiderio di incontrarci con “Qualcuno”. Questo Qualcuno è Dio. Un incontro non è altro che ascolto e conversazione… La frase “Gesù è il volto umano della tenerezza di Dio” ci mette indubbiamente di fronte ad una grande responsabilità, ma è pure un privilegio. “Amar come Gesù amò…” “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”. La nostra vocazione è amarci così, in questo modo, come siamo amate e predilette da Dio. Amare Gesù significa imitarlo! Imitare Gesù è una scelta di vita esigente e speciale, ma possibiile, quando ci abbandoniamo a Lui e vogliamo seguirlo. In questo ritiro il padre ha sottolineato: “la grandezza dell’essere umano è la sua reale ricchezza, non sta mai in ciò che si vede, ma in quello che porta nel suo cuore!”. E ancora. “La grandezza dell’uomo non gli viene dallo stato sociale che occupa, né dal ruolo che ricopre, né dal suo successo personale, ma, al contrario, dalla sua semplicità, dalla sua capacità di ascoltare e accogliere l’altro, rispettandolo e procurandogli gioia. Il segreto per essere felici, come diceva p. Antonino, sta nel desiderio e nel rendere felice l’altro. Chi desidera il bene degli altri scopre che la loro felicità è la sorgente più generosa per la propria felicità. Tutto quanto ci è stato dato in questo ritiro, è stato una grande ricchezza di cui siamo riconoscenti a Dio, alla vita e a ciascuna di noi… E concludo con queste parole di Martina scritte su Vinculum 2/2018, che traducono quanto tutte noi abbiamo vissuto in questo ritiro: “Esprimo la mia gratitudine a Dio perché camminiamo insieme in questa famiglia dove abbiamo accolto doni, limiti e povertà, che il Signore trasformerà in fecondità e Vita Eterna”. Grazie a Martina, Grazie a tutte. Sempre unita nel Signore, un abbraccio fraterno. Carmen Barros 
un nuovo germoglio in mezzo alla città
 
Conclusione 50° CM in Portogallo “E’ passato un anno da quando è iniziata la celebrazione dei 50 anni di presenza della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore in Portogallo. Molte cose sono successe a lungo di questa’anno... eventi che hanno impresso un nuovo ritmo e un nuovo cammino e che hanno contribuito a fare memoria delle meraviglie del Signore, nelle nostre vite, a livello personale, e di famiglia CM”. Questo paragrafo è parte del messaggio che la Presidente CM, Martina Cecini, ci ha inviato, visto che non ha potuto essere presente come aveva programmato il giorno 8 di ottobre, giorno in cui abbiamo concluso un anno di memoria e di rendimento di grazia per i 50 anni di presenza CM in Portogallo. Sempre nello stesso messaggio letto all’inizio della celebrazione eucaristica leggiamo: “Cinquant’anni fa per la CM è stata un’avventura radicarsi nella citta’ di Porto. La casa di rua Miguel Bombarda rimane un segno importante nella storia della CM. E’ stata la nostra Betania, un centro accogliente e propulsore di vita e di vita in abbondanza. Quest’anno 2017, abbiamo dovuto lasciarla, e predisporci a un cambiamento, a una rinnovamneto concreto, all’apertura al nuovo. E’ stato qualcosa che abbiamo vissuto come una sfida e che ha esigito una grande capacità per investire nel futuro e in un futuro che ci sentiamo chiamate a accogliere come qualcosa che il Signore della vita prepara per noi”. La celebrazione del giorno 8 ottobre ha voluto essere allo stesso tempo chiusura di quest’anno giubilare e inaugurazione della nuova sede dell’Istituto, in Rua Pedro Teixera, 102. E’ stato con noi D. António Augusto de Azevedo vescovo ausiliare di Porto e responsabile in Diocesi per la Vita consacrata. Hanno concelebrato con lui vari nostri fratelli dehoniani e pe. Agostinho Jardim, con il quale molte di noi hanno lavorato durante anni nella parrocchia N.S. das Vitorias nel centro di Porto. Erano presenti un centinaio di amici: guardandoli, io che provengo da una cultura di telai artigianali, non ho potuto fare a meno di pensare al lavoro delicato e minuzioso che richiede la tessitura di un lavoro. Ognuno di loro era come un filo che intrecciato con altri costituiva un tessuto bello e consistente, e come anche noi abbiamo contribuito a metterli in relazione. La festa è stata anche un modo per collaudare la capacità di accoglienza della nuova casa. Nell’omelia il vescovo D. António Augusto, si è riferito agli Istituti secolari, come a un nuovo germoglio nato nel secolo scorso, nel frutteto della Chiesa, destinato a dare frutti per il bene della propria Chiesa e del mondo. La novità di questo germoglio consisteva e consiste nella sintesi tra secolarità e consacrazione: E’questo quello di più specifico che gli istituti secolari possono dire al mondo, soprattutto in un epoca come la nostra in cui la dimensione religiosa e la fedeltà alla storia sembrano escludersi reciprocamente. Anche oggi continua ad essere fondamentale la scoperta di una profonda sintesi esistente tra la vita concreta e l’adesione alla fede, una scoperta che non è esclusivita dei consacrati secolari, ma che è da loro particolarmente sentita. La CM è uno di questi nuovi germogli che il Vescovo ha incitato a radicarsi nel mezzo della città. Il luogo della celebrazione è stato il cortile della nuova casa che ci ha giustamente fatto sentire in mezzo alla città: circondati come eravamo da edifici, dove alcuni vicini potevano assistere dalle loro finestre e balconi a quello che stavamo vivendo e celebrando. Quando abbiamo delineato il programma per questo cinquantesimo, non era ancora previsto chiaramente questo cambiamento di casa. Ma ora con uno sguardo retrospettivo, posso dire che forse questo è stato il dono più grande di questo anno celebrativo. Il Signore ci ha dato il coraggio e la forza per questa impresa, che come direbbe santa Teresa d’Avila, per “povere donne” non è stata una cosa di poco conto. Adesso, siamo qui, con la nostra stanchezza e le nostre poche forze, a tentare di conoscere e di radicarci in questa parte di città, a vivere l’esperienza di accogliere e di essere accolte, con la certezza che il Regno di Dio non si costruisce solo con il nostro sforzo, ma con l’abbondanza della sua grazia. E questa certezza apre il nostro cuore alla speranza, senza appoggi e senza segni spettacolari.
il grande giorno
 
                                                                 … il 6 gennaio 2018 In questo articolo desidero condividere con voi come ho vissuto l’attesa e la preparazione per entrare nel Biennio di Formazione della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore.                   Quando presentai la domanda al Consiglio Centrale, già allora stavo immaginandomi come sarebbe stato quel giorno, ma mai avrei pensato che si sarebbe celebrato nel giorno dell’Epifania, festa della manifestazione del Signore. Fu una grande sorpresa sapere che la cerimonia sarebbe stata in quella data, ma per me la “festa” era già iniziata quando avevo presentato la mia domanda. Subito dopo averla consegnata, ho iniziato a pregare perché venisse accettata e, dopo aver avuto risposta positiva, il mio pensiero era rivolto solo ad immaginare il giorno del “fidanzamento”. Per questo motivo ho trascorso il Natale in un modo molto speciale, davanti al presepio, con il cuore pieno di gioia, pensando al vestito (doveva essere rosso o bianco), agli invitati (i miei genitori e amici che, pur non potendo essere presenti per impegni di lavoro, sapevo che erano altrettanto felici quanto me, anche se non potevano capire il passo che stavo per compiere…). In dicembre succede che una delle missionarie incaricate della mia formazione, Celestina Camacho, si ammala e viene ricoverata in ospedale e l’altra, Maria da Conceição Teixeira Silva, ha una sorella malata e pure lei sarebbe stata assente alla celebrazione. Allora mi sono messa a pregare il Signore perché potessero essere presenti. Il 5 gennaio la mia gioiosa responsabile della formazione, Maria Justina Gomes Carneiro, arriva a Madeira. In quel momento ho pensato: “finalmente è già domani”. Allora ho sistemato i capelli in una bella treccia e sono andata a dormire sognando il giorno che stava per venire. Mi sono svegliata al mattino… era arrivato il 6 gennaio 2018… Mi sono preparata in velocità e sono andata a salutare le missionarie che stavano facendo colazione nella nostra casa C.M. di Funchal. Il mio unico ricordo è che, appena sono arrivata alla porta della cucina, ho iniziato a fare salti di gioia e a battere le mani! Quella mattina avevamo il nostro ritiro, guidato da padre Roberto, Superiore della comunità dehoniana, nel Collegio Missionario del Sacro Cuore. A mano a mano che si stava avvicinando l’ora della cerimonia (ore 16), il tempo si è fermato… Abbiamo fatto un’ora di adorazione ed io ero di momento in momento sempre piú emozionata, avevo le mani di ghiaccio. Un proverbio portoghese recita: “Mani fredde, cuore caldo, amore per sempre”. All’adorazione è seguita la celebrazione eucaristica dove io ho letto la Prima lettura, tratta dal testo del profeta Isaia. Ad un certo punto diceva: “Osserva intorno a te e guarda: tutti si sono riuniti e vengono all’incontro con te” (Is. 49,18). Mentre leggevo queste parole abbozzai un lieve sorriso perché stavano tutti qui, intorno a me, come diceva la lettura. Alzai gli occhi e vidi che anche Celestina Camacho era arrivata. Avevo pensato che non avrebbe potuto esserci perché stava ancora poco bene, per cui ho provato una grande gioia. Dopo l’omelia, come prescrive il cerimoniale C.M., Justina mi ha chiamata all’altare, per nome, ed io ho risposto: “Eccomi!”. Mi ha domandato che cosa volessi dalla Compagnia Missionaria e le ho detto: “Voglio continuare la mia formazione ed entrare nel Biennio di Formazione della C.M.”. Come segno di accoglienza, ho ricevuto il quadro del cuore trafitto di Gesù e ho dato un bacio al mio Amato Signore. Finita la celebrazione un solo pensiero mi segue: “ il matrimonio non è solo il giorno della festa…! Che Dio mi aiuti a compiere, anche se con qualche fragilità, quanto ho appena promesso”. In conclusione è stato un giorno meraviglioso, carico di emozioni, tutti avevano il sorriso sulle labbra, i nostri cuori erano in festa. Penso che, per tutto il gruppo di Funchal e per Justina, si sia trattato di un momento molto atteso, perché giá da qualche anno in Portogallo non c’era stata alcuna ammissione al biennio di formazione. Io non so quali siano le loro attese su di me, ma Gesù sa che voglio crescere nel Suo amore. Ho quattro alleati dalla mia parte: la Madonna, lo Spirito Santo, Justina Carneiro e Teresa Freitas. So che mi guideranno in questi due anni, che sono appena iniziati, nello stesso modo in cui la stella ha guidato i tre Re Magi fino alla grotta del Bambino Gesù. Un forte abbraccio, viviamo in Dio, nel suo Amore, preghiamo le une per le altre e il Signore farà il resto.
50 anni di presenza cm in portogallo
 
Rendimento di grazie Il 21 ottobre 2017 abbiamo celebrato i 50 anni della Compagnia Missionaria in Portogallo. I membri della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore e amici si sono riuniti nella celebrazione eucaristica di ringraziamento, nella parrocchia di Nostra Signora del Soccorso, alle 17,30, a Funchal, per c elebrare questo evento. Era il vespro della Giornata Missionaria Mondiale: missionarie e familiares hanno preparato la chiesa perché non fosse solo un momento di ringraziamento, ma un modo di far conoscere il Nostro Istituto alla comunità. La chiesa era ornata con i fiori. Le nostre icone e la foto di p. Albino erano vicino all’altare insieme con un vaso di fiori con cinque nastri corrispondenti a ciascun continente. Alla porta di ingresso c’erano cartelloni che fanno riferimento alla presenza della CM nel mondo e all’evento che stavamo commemorando. Durante la celebrazione, nell’omelia, la missionaria Teresa Freitas e il familiaris João Carlos Spinola sono stati invitati a dare la loro testimonianza. Hanno spiegato come sentono l’essere missionaria e familiaris e della missione della CM nella società. Dopo la comunione, il Padre Pascoal ha invitato missionarie e familiares ad avvicinarsi all’altare e insieme abbiamo recitato la preghiera di ringraziamento per i 50 anni della CM in Portogallo e per i 60 anni della fondazione a Bologna (Italia). La celebrazione è stata animata dal coro della parrocchia e infine è stato distribuito un depliant divulgativo del nostro Istituto. In comunione Missionarie e familiares di Madeira Riandare con la memoria all’anno dedicato alla lode e all’azione di grazie Confesso che in questo momento non mi è facile fermarmi per rievocare tutto ciò che è successo nell’anno che si è appena concluso, in cui abbiamo fatto memoria dei 50 anni di presenza CM in Portogallo e di quanto ciò ha significato, e continua a significare per noi. Gli impegni quotidiani ci sollecitano ad andare avanti ed è necessaria una grande resistenza per fare questa sosta e perché il nostro sguardo si volga indietro. Ecco quanto fu progettato Devo dire che noi abbiamo iniziato la programmazione di questo cinquantenario con un buon margine di tempo. Nel mio dossier conservo una lettera inviata al gruppo (datata 4 gennaio 2016) in cui scrivevo: “Siamo all’inizio del nuovo anno, un anno segnato da molti eventi: il Giubileo della Misericordia, la chiusura dell’anno dedicato alla Vita Consacrata, l’inizio del 50° anniversario della presenza della CM in Portogallo. Sono motivi che ci invitano alla lode e alla gratitudine verso Dio, ma che pure ci sollecitano all’approfondimento e all’impegno personale e dell’Istituto. (...) Abbiamo segnato in agenda l’incontro dell’equipe del 50° anniversario per il giorno 7 marzo. In questa data vorremmo elaborare il programma nel modo più completo possibile.” E, a dire il vero, per quanto dipendeva da noi, quasi tutto fu deciso in quel primo incontro. Avevamo chiaro, fin dall’inizio, che non volevamo che fosse solo un anno di celebrazioni, ma innanzitutto un anno di rendimento di grazie per la presenza costante di Dio nella nostra vita e nella nostra storia, seminato di alcune azioni che ci portassero ad un maggiore senso di appartenenza all’Istituto e ad un progetto più incisivo di quanto ci era stato concesso di vivere fino ad oggi. Per prima cosa decidemmo le date di inizio e fine dell’anno da commemorare: dall’ 8 ottobre 2016 all’8 ottobre 2017. Senza il minimo dubbio, pensammo anche che avrebbe dato un significato pregnante inaugurare l’anno nella parrocchia di Nossa Senhora da Boavista, affida ai padri dehoniani; una realtà molto legata all’origine della CM a Porto. E così è avvenuto. Oltre a date e incontri c’era pure il desiderio di fare alcune pubblicazioni: la stampa di un opuscolo di presentazione della Compagnia Missionaria, che doveva essere pronto prima dell’apertura del 50° anniversario; la preparazione di un certo numero di locandine per realizzare una specie di esposizione itinerante della CM e che, di fatto, ci servirono nelle varie celebrazioni; un segnalibro destinato a lasciare un piccolo ricordo a tutti i partecipanti all’una o all’altra celebrazione. Anche se tra il dire e il fare ….c’è di mezzo il mare, riuscimmo a concretizzare tutti questi piccoli sogni/progetti. Oltre alle due date di apertura e chiusura, altre si concretizzarono lungo il corso dell’anno. Una delle prime fu quella del Corso di Formazione Permanente che realizzammo a Porto dal 25 al 28 febbraio 2017. Il tema scelto era consono con quanto stavamo vivendo: Far memoria. La presenza di Luisa Chierici, che venne a Porto alcuni giorni a condividere la sua esperienza di vita degli inizi della CM in Portogallo, fu un momento molto importante per tutto il gruppo. Proprio in quella circostanza fummo ospiti della parrocchia di Nossa Senhora da Vitòria, situata nel cuore della città di Porto e dove diverse generazioni di missionarie avevano dato un apporto spirituale significativo. La celebrazione dell’eucaristia domenicale, il pranzo che la parrocchia stessa ci offrì e l’affetto che ci dimostrarono, fu importante per tutte: per quelle che vi avevano lavorato e anche per quante non conoscevano direttamente questa realtà; credo anche che non fu indifferente nemmeno per le persone che vi parteciparono. Il tema dei giorni della formazione permise di conoscere meglio tutta la CM e, come disse una di loro, “fare della storia della CM la nostra storia”. Si sottolineò l’importanza di parlare del passato in tutta verità, di ringraziare Dio per tutto, anche per le sofferenze. Contestualizzando la nascita della CM, abbiamo visto un video sul Vaticano II e anche sul “Maggio del ‘68”, accadimenti che ci hanno aiutato a meglio comprendere l’humus in cui il nostro Istituto era nato e cresciuto. Il clima di famiglia, di amicizia, di gioia e di comunione fu molto positivo e ci permise di partire con un rinnovato ardore missionario. All’inizio di febbraio, nei giorni 3, 4 e 5, fummo ad Almalaguês, il mio paese d’origine. Nella mia parrocchia furono programmate: una veglia vocazionale, un’adorazione eucaristica, una celebrazione eucaristica, cose molto semplici ma che ebbero lo scopo di riunire il maggior numero possibile di amici, di conoscenti, di persone con cui ci eravamo frequentate nel corso degli anni per dare lode e rendere grazie a Dio. In maggio fummo a Sanfins, la parrocchia di Gloria e di Justina. Celebrammo i 25 anni di consacrazione di Gloria e i 50 anni di presenza della CM in Portogallo realizzando un incontro con bambini e adolescenti del catechismo, l’adorazione eucaristica, la partecipazione all’Eucarestia domenicale, il pranzo con i parenti e gli amici di Gloria. Penso che fu una presenza stile CM, semplice, simpatica, che lasciò una buona impressione in tutti, anche nel parroco. L’imprevedibile che accade Nella nostra vita ci sono cose che noi programmiamo e che ci sforziamo di realizzare, e sono importanti, e c’é l’imprevedibile che, all’occhio di un credente, può essere considerato un intervento gratuito di Dio e del suo Spirito, nel tessuto molte volte ruvido e sbiadito della nostra vita e della nostra storia. Voglio ricordare tre cose che mi parve potessero entrare in questa classificazione: - in primo luogo il progetto di vendere la nostra casa di Via R. Miguel Bombarda, nostra culla da 50 anni e di conseguenza la ricerca di una casa nuova, che potesse servire alle esigenze di tutto il gruppo; - il dono di una nuova vocazione che è germogliata nel gruppo di Funchal e che abbiamo accolto come un prezioso dono di anniversario; - l’arrivo di tre missionarie africane: due mozambicane e una della Guinea Bissau, che trascorsero con noi la settimana importante degli esercizi spirituali e alcuni giorni dell’estate. Senza togliere importanza a tutto quanto fu programmato, penso che questi fatti siano stati quelli che considero più importanti e che hanno avuto o avranno un peso maggiore e una maggior fecondità nel nostro futuro. Sulla casa non spenderei molte parole; ne parlammo già altre volte. Ne fu una prova la coesione del gruppo, inoltre fu una decisione maturata dopo una discussione forte e sentita (noi siamo sempre state persone senza la paura di esporre il proprio parere e di esprimere la propria sensibilità) e l’argomento era veramente importante; ma trascorsi alcuni mesi dal trasferimento al nuovo spazio della nostra presenza in questa “invitta” città, penso di poter affermare che il cambio di casa fu una decisione saggia, la cui fecondità si vedrà ancor meglio in futuro. La casa è spaziosa, molto luminosa e, se non ha il giardino, ha un grande cortile ed un terrazzo dove possiamo accogliere i nostri parenti e amici - ed eravamo più di 100 nel giorno della conclusione del 50º -, conclusione avvenuta, come previsto, l’8 ottobre 2017 e nello spazio imprevisto della nuova casa. Ho già raccontato di questo evento nell’ultimo numero di “Vinculum” e perciò non mi dilungo oltre. Vorrei soltanto ricordare ciò che Dom Augusto de Azevedo, Vescovo Ausiliare di Porto e responsabile diocesano per la vita consacrata, disse nell’omelia della messa. Parlò degli Istituti Secolari come di un nuovo germoglio nel frutteto della Chiesa, destinati a dare frutti per il bene della Chiesa stessa e del mondo. La novità di questo germoglio consisteva e tuttora consiste nella sintesi tra la secolarità e la consacrazione. È questo ciò che di più specifico possono dire al mondo, soprattutto in un’epoca come la nostra in cui la dimensione religiosa e la fedeltà alla storia sembrano escludersi reciprocamente. La CM è uno di questi nuovi germogli e il Vescovo ci ha spinte a mettere radici nel cuore della città. Alcuni giorni dopo una nostra vicina ci ha raccontato di aver ascoltato tutta l’omelia da una finestra socchiusa e ciò che le era rimasto impresso furono ancora quelle parole: un germoglio nuovo nel cuore della città. Piaccia a Dio che lo diventiamo veramente. Voglio associare a questo 50º l’entrata di Teresa Ornelas nel nostro Istituto e desideravo che lei si sentisse dono di Dio alla nostra Famiglia in questo anniversario; ma mi sarebbe anche paciuto che la accogliessimo proprio come una primizia in questo tempo di carestia di vocazioni e che esternassimo la nostra gratitudine al Signore per lei. Continueremo a lavorare e a pregare per il dono di nuove vocazioni, ma non dimentichiamoci di essere riconoscenti per quanto il Signore ci ha giá dato e ci sta dando ancora. L’altro dono, pure abbastanza inatteso, fu la venuta delle missionarie africane. Riflettendo su questa esperienza, abbiamo espresso il desiderio che non fosse un evento sporadico, ma che si trasformasse in inizio di un nuovo stile. Appena possibile, per un periodo più o meno lungo, che altre possano venire e condividere con ni il dono della loro giovane etá. Abbiamo già espresso questo desiderio al Consilio centrale, ora aspettiamo con fiducia il momento opportuno per realizzarlo. Ci saranno forse altri doni, come ad esempio una maggior reciprocità vissuta all’interno della Famiglia dehoniana, con i SCJ, frutto del 50º ? o anche i passi fatti per una maggiore conoscenza e stima reciproca? In un tempo favorevole? Non lo so, ma mi fa piacere riconoscerlo ed essere riconoscente. Forse c’è altro da concretizzare; avevamo sognato un maggiore coinvolgimento di giovani, un evento che fosse loro interamente dedicato e che loro potessero vivere da protagonisti. Ma non fu possibile realizzarlo. È ancora forte in noi il desiderio di continuare ad avvicinarci al mondo dei giovani, provocate anche dalla realizzazione del prossimo Sinodo che ha per tema: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. È questo il filone dei nostri incontri mensili, guidati da Padre Umberto Matins, dehoniano e esperto di pastorale giovanile. Un filone che, ne sono certa, darà i suoi frutti. Maria Lúcia Amado Correia 
missione di offerta
 
Questo è il titolo che voglio dare alla mia condivisione di “Cuidadora”...colei che si cura degli altri. Per otto anni, dopo che aveva perso la capacità di camminare ed era immobile a letto,  ho aiutato mio padre in ciò che ho potuto, collaborando con i miei fratelli perchè tutti erano impegnati nelle loro attività professionali. L’ho “accompagnato” fino al giorno in cui il Signore lo ha chiamto a sé: era il 1° febbraio 2017. Intanto dal mese di ottobre del 2016, sto ogni giorno accanto a mia madre, dandole tutto l’affetto e la tenerezza di cui ha bisogno e che merita, perchè è totalmente dipendente. Io sono ormai in pensione, per questo posso offrirle tutta la mia disponibilità. Noi siamo 11 fratelli e tutti danno la loro collaborazione, il meglio che possono, facendo, fin dall’inizio della malattia di mamma, i turni delle notti e i fine settimana. Sento che questa è una missione grande ed esigente, soprattutto dopo che mamma è caduta, il 31 marzo 2016; da allora il suo cervello è rimasto molto lesionato e non sempre ci capisce. Nei primi tempi dopo la caduta si nutriva con il sondino, ma ora già riesce a mangiare normalmente, anche se è necessario prepararle il cibo, tenendo conto delle sue difficoltà di deglutire. Mia mamma è la dolcezza in persona, molto serena ed ha un bel sorriso. Come dicevo nel titolo, si tratta della mia missione di offerta verso coloro che ci hanno dato la vita perchè, uniti a Gesù, possano vivere una vita degna, con molto amore e tenerezza da parte di tutti i figli e del resto della famiglia. Per questo la mia missione, dall’ottobre 2016 è aver cura degli altri, amare e servire. Questa missione è esigente. Molte volte ho difficoltà a vivere i momenti di preghiera come mi piacerebbe e dovrei, come consacrata, ma cerco di conciliare nel migliore dei modi la mia vita di azione con la contemplazione. Infatti non riesco a partecipare all’Eucarestia ogni giorno, ma faccio della mia donazione a mia madre la mia Eucaristia. Riesco a combinare l’impegno con l’esigenza di prendere parte ai momenti di ritiro e di formazione, organizzati dal mio gruppo di appartenenza, durante i quali vengo sostituita nel mio lavoro dai miei fratelli che si prendono cura della mamma. Sono felice di poter accompagnare mia madre in questi ultimi tempi della sua vita, anche se non sappiamo quanto durerà. Sì, ho in me una grande gioia di poter condividere i miei giorni con la mamma che mi ha dato la vita e sempre si è preoccupata per la mia salute, se stavo bene, così come si è preoccupata di tutti i miei fratelli. E’ stata una madre sempre presente. In coscienza sento il dovere di prendermi cura di tutti, ma in particolare di quelli che ci hanno dato la vita: devono essere “ONORATI, AMATI E ASSISTITI CON AMORE”, come dice papa Francesco. Come famiglia siamo molto uniti, abbiamo dato quanto di meglio abbiamo potuto e ora continuiamo la nostra missione con mamma. Questa è la mia condivisione a collaborare all’Opera del Creatore, che ringrazio di tutto cuore per i genitori che ci ha dato. Con un abbraccio grande a tutti e a ciascuno che riceve il nostro Vinculum...  Maria Amelia, missionaria del gruppo di Porto
verso orizzonti sconosciuti
 
Dio e’ meraviglioso Non so come esprimere tutto ciò che il Signore mi rivela giorno dopo giorno; posso solo renderGli grazie per aver messo dentro di me questa volontà  di uscire, andare oltre e sognare, per seguire, ascoltare ed accettare tutto quello che Lui vuole che io faccia. Inizio a parlarvi del mio vaggio con un versetto biblico: “Prendi il tuo lettuccio e va’ ” (Mc 2, 11). Oggi sento di essere mandata dal Signore ad uscire verso orizzonti sconosciuti. Ho lasciato Invinha – Gurué diretta a Nampula il 29 maggio scorso, preoccupata perché lasciavo Mariolina da sola, a letto e con febbre alta. Intanto il viaggio è andato bene e sono stata accolta con affetto e simpatia dal gruppo di Nampula. Alcune settimane più tardi ho ripreso il mio viaggio fino a Maputo, dove sono arrivata sana e salva. Il gruppo mi ha fatto festa e mi ha subito inserito nel suo programma. Abbiamo partecipato al ritiro mensile insieme agli Amici CM di Maputo in coincidenza con la festa del Sacro Cuore molto cara alla C.M.. Come animatore è venuto il Rettore del Seminario Filosofico di Matola-Maputo, Padre Tonito, grande amico delle missionarie, il quale che ci ha parlato su “ la Compassione del Cuore di Gesù”. Non ho premesso che questo viaggio a tappe era la preparazione del mio primo viaggio in Portogallo, in Europa. Per questo, quando è arrivato il momento di controllare il mio biglietto aereo, mi sono trovata nella confusione, disperata per le difficoltà che erano sorte per ottenere il Visto necessario. Per fortuna il Signore mi ha aiutato e tutto si è risolto bene. Siamo partite, Julieta Mendes (di Maputo) ed io, il 10 luglio da Maputo-Mozambico, dirette a Porto-Portogallo. Lì all’aeroporto stava ad aspettarci, con un bel volto sorridente, Lúcia Correia, responsabile del gruppo delle missionarie. Ci ha condotte direttamente a Rio Tinto, al Seminario Dehoniano, dove il gruppo stava facendo l’incontro annuale di preghiera e formazione. Anche qui l’accoglienza è stata cordiale e festosa. C’era anche Nhamo, da poco consacrata, proveniente dalla Guinea-Bissau. Incontrarsi è per noi sempre un momento di grande gioia, tanto che mi sembrava di essere a casa mia, in Mozambico. Il giorno dopo, martedì, insieme alle altre missionarie siamo entrate nel clima dell’ incontro, che era già iniziato il giorno prima. P. Ricardo Freire, scj, ci ha parlato sul tema: La gioia del Vangelo, con alcuni sottotitoli: “La Chiesa e l’Annuncio del Vangelo”, “Tentazioni degli Agenti della Pastorale”. Mi ha colpito la seconda parte del suo lavoro, dove ha focalizzato la nostra attenzione su una tentazione molto seria: la sensazione della sconfitta, che soffoca il fervore e l’audacia e che si riconosce dall’espressione pessimistica, dalle facce accigliate; e che il rimedio è vedere questi sintomi come una sfida, il deserto, mentre noi dobbiamo puntare la nostra attenzione all’essenziale. Concluso l’incontro, siamo tornate alla casa di Porto con le missionarie di vita in famiglia, che hanno passato lì la notte. Tre giorni dopo è venuta Serafina Ribeiro per farci l’incontro di formazione e per scambiare con noi un po’ di notizie della C.M.. Abbiamo avuto l’occasione e la gioia di incontrare anche Lisetta Licheri. Questi giorni di convivenza ci hanno offerto una buona opportunità per conoscere il gruppo di Porto e stare un po’ insieme, arricchite dalla presenza e dalla formazione di Lùcia. Grazie alla presenza di missionarie della “prima ora”, abbiamo potuto entrare più in profondità nella conoscenza della storia della CM: i suoi inizi, i momenti più significativi e qualche episodio sulla vita del fondatore. La storia va avanti, in fondo ora calpesto la terra lusitana. Dalaina Armando L’amore è la base della nostra vita Dio è amore, per questo Gli rendo grazie per le meraviglie operate nella mia vita.             Sono partita dalla Guinea-Bissau il 1° luglio u.s. e sono arrivata a Porto il giorno dopo, cioè domenica. Sono stata accolta da Lùcia Correia, che mi ha manifestato la sua gioia, facendomi sentire attesa e piena di fiducia. Non mi è stato facile viaggiare sola per la prima volta, ciononostante ho fatto un ottimo viaggio, senza problemi e in grazia di Dio. Quando siamo giunte a casa, tutto era molto tranquillo. Più tardi sono arrivate Odete e Laura. Quanto sto vivendo ora in Portogallo è molto importante per la mia crescita personale. Tutto è nuovo! Entro in contatto con una realtà ed una cultura molto diverse dalla mia. Ma l’amore è presente in ogni cosa. Il vero tesoro è la gioia che illumina il volto delle missionarie che sono passate per questa casa di Porto, via Miguel Bombarda. Dal cuore mi sgorga una lode a Dio per tutto questo. A dire il vero, mi sono successe tante cose in questi giorni, che nemmeno riesco a raccontare tutto: cose molto belle che solo Dio sa. Se Lui ci ha create per amare, ebbene, capiamo che nel nostro quotidiano devono abbondare serenità, gioia, speranza, che sgorgano da queta certezza profonda e fondamentale, cioè che l’amore è alla base della nostra vita. Ho provato molta gioia anche per aver incontrato le nostre sorelle mozambicane: Julieta e Dalaina. La fraternità è un elemento positivo, fa crescere la comunione nella nostra famiglia. L’incontro di formazione e di preghiera tenuto dalla Compagnia Missionaria a Rio Tinto, nel Seminario Padre Dehon, è stato un momento di incontro con Dio e anche con noi stesse. Mi è piaciuto il tema trattato: “la gioia dell’ Evangelo”, da cui si evince che il popolo di Dio ha bisogno di essere guidato dal suo pastore, così come ci ha detto Padre Ricardo Freire, dehoniano, che ha animato l’incontro. Tra le molte cose da lui dette, mi piace condividere con voi un passaggio sulla missione: “in forza del battesimo ricevuto, ogni membro del popolo di Dio è diventato discepolo missionario”. Nhamo Francisco Abna
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
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