Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
alcune notizie da porto
 
Prima di parlare di qualche piccolo avvenimento del nostro gruppo, mi piacerebbe presentarlo per lo meno nella forma esteriore, già che è difficile esprimere tutto ciò che è e ciò che vive ogni una persona. Il nostro è un gruppo misto: due elementi di vita fraterna e undici di vita in famiglia o da sole. Sono convinta della positività e della ricchezza che sempre hanno costituito le differenti modalità di appartenenza, nell’istituto; questo è una caratteristica che fa parte del DNA della CM e nonostante i cambiamenti numerici dell’uno o dell’altro elemento nel decorrere del tempo, è importante averlo come orizzonte per non perdere qualcosa di essenziale. In questo momento la vita fraterna all’interno del gruppo è diminuita, ma continua ad essere un “segno” e anche più che un segno, è la possibilità di fare della casa del gruppo un luogo di incontro e di accoglienza. Parliamo del gruppo di Porto, ma è importante notare che il gruppo ha un membro a Lisbona (che dista 317 km dalla città di Porto) e un altro in Penamacor, provincia di Castelo Branco (a 261 km dalla sede del gruppo). Gli altri membri, pur non vivendo nella città sono a una distanza tra i 10 e i 40 km. Il ritmo degli incontri è mensile: ci incontriamo nel secondo fine settimana del mese. Gli arrivi cominciano normalmente il venerdì sera e quasi sempre qualcuno rimane fino al lunedì mattina, questo proporziona un buon tempo di incontro e di vita insieme. Notizie, programmazione, riflessione, liturgia, preghiera e convivialità sono gli aspetti che riempiono i due giorni di incontro. Il gruppo sta sempre al completo tranne se c’è qualche ragione di forza maggiore. Gli incontri del mese di marzo “Un anno non consiste solo nelle sue stagioni, non si definisce solo in funzione del ciclo che comincia con la primavera, con i prati verdi e la tosatura delle pecore passando dal calore bruciante dell’estate e il tempo del raccolto, le prime piogge e le nuove semine per finire con la neve e la gelata notturna alle quali seguirà, ancora una volta, il tono rosato del fiore di tamerice. No, tutto questo non è che la cornice della definizione dell’anno; un anno è in verità una immensa filigrana di vita e di avvenimenti intrecciati, un oceano al quale andiamo a bere.”(Thomas Mann Giuseppe e i suoi fratelli). Ho trovato suggestivo cominciare a parlare degli incontri del mese di marzo con questa bellissima citazione di Thomas Mann. In verità un anno è una immensa filigrana di vita, una immensa filigrana di avvenimenti intrecciati, un oceano al quale andiamo a bere. Penso che il corso di formazione permanente realizzato dal 2 al 5 marzo, è stato uno di questi avvenimenti che anche nella sua discrezione e semplicità, ha fatto crescere il tale oceano al quale possiamo andare a bere. Il programma era semplice: leggere e riflettere insieme (in due gruppi), il documento ”vino nuovo in otri nuovi” ci eravamo dati due percorsi di lettura: Che cosa troviamo di più importante nel documento e che cosa questo implica per noi CM: tempo permettendo avremmo potuto prendere anche il testo “le nostre assemblee” per rileggerlo, ma il tempo non è bastato; è rimasto l’invito di rivederlo singolarmente. Perciò questa volta non c’era nessun conferenziere. E’ da far notare che ci è piaciuto lavorare in gruppi, forse perché essendo un gruppo numeroso, non lascia molto tempo per ciascuna di noi parlare ed esprimersi. Nelle sere di sabato e domenica abbiamo visto due film. Domenica, lunedì e martedì abbiamo avuto anche la celebrazione della Eucaristia. A celebrare è venuto, Domenica il vescovo dimissionario di Porto Joao Miranda nostro amico di lunga data; il lunedì un giovane padre dehoniano, ordinato l’anno scorso e che già avevamo invitato da molto, aspettando solo il momento opportuno per concretizzare l’invito e il martedì un padre diocesano amico di alcune del gruppo. E’ anche questo un momento per concretizzare ed esprimere quella convivialità , caratteristica che ci piacerebbe mantenere nel gruppo ma che il ritmo della vita e le nostre forze non sempre ci permettono di realizzarla nella intensità desiderata. Per non moltiplicare le date, avevamo deciso di fare il pellegrinaggio in preparazione all’assemblea, nello stesso periodo. Per questo avevamo scelto un santuario vicino: Il Monte della Vergine, in una collina della città di Gaia che è situata dall’altro lato del fiume Douro, di fronte a Porto. Il giorno scelto era stato il lunedì nel pomeriggio. In questo giorno era venuto a celebrare il padre Nuno, Dehoniano delle Azorre, che vive nella comunità di Coimbra. Siamo andate con i mezzi pubblici e l’ultima parte in salita l’abbiamo fatta a piedi. In cima, nel piccolo eremo abbiamo recitato il rosario, fatto alcune fotografie e già è arrivato il momento di tornare a casa. E’ stato bello anche perché il p. Nuno è riuscito a venire con noi; un momento per concretizzare ed esprimere la Famiglia Dehoniana che vogliamo costruire. Nel programmare questi giorni avevamo messo come obiettivo: Tentare di vivere questi giorni con impegno e relax e penso di esserci riuscite. Il gruppo era presente quasi nella totalità, mancava solo una per problemi di salute. Come ho detto prima siamo un gruppo numeroso, il che vuol dire anche esigenza di organizzazione e di lavoro, soprattutto quando sono molti giorni e ci sono anche altri ospiti. Penso comunque che il clima è stato di tranquillità e addirittura condito da una certa dolcezza. Ci sentiamo nella nostra casa, una casa ampia, bella e luminosa che ci piace godere e ci piacerebbe trasformarla sempre più in centro di convergenza dentro e fuori della CM. La festa delle Famiglie Avremmo potuto chiamarla la festa dell’ ”Eccomi”, ma quest’anno avevamo pensato di riattivare un’antica tradizione degli inizi del gruppo di Porto, che era la festa dei genitori. Nell’invito dicevamo così: “Una volta come Compagnia Missionaria facevamo la festa dei genitori. Era un momento bello, d’incontro, di conoscenza, dove s’intrecciavano legami di affetto e di comunione. Dopo i genitori quasi tutti sono andati alla casa del Padre… e si lasciò di fare la festa. Quest’anno vorremmo, per così dire, riproporla, già non con i genitori, ma con le nostre famiglie – fratelli, sorelle, nipoti cognatie- allargando anche ai nostri amici e amiche.” Quando progettavamo queste cose, con l’entusiasmo si mischiava un certo timore. Come organizzare? Saranno molte le persone che aderiranno? Saremo capaci di accogliere e di proporre qualcosa d’importante. Invitarli solo per il pomeriggio o per tutto il giorno? Con quest’ultima ipotesi era da preparare il pranzo. Dopo uno scambio di opinioni vinse l’idea del giorno pieno. Noi offrirci di preparare una minestra calda e le persone portare qualcosa da mettere in comune. Justina, Gloria e Teresa Castro hanno il compito di preparare il tema da presentare ai più giovani; Lùcia e Laura per i più attempati. I più giovani nella biblioteca, gli altri nel salone. Amelia e Margherita hanno la logistica: preparare la minestra, ricevere ciò che le persone portano, preparare i tavoli, sistemare le stoviglie, ciò che hanno fatto con l’aiuto di una o dell’altra persona presente. La lista di iscrizione era arrivata a più di 50 persone, ma dopo con gli imprevisti siamo arrivati in realtà a 40. Comunque si è formato un bel gruppo, molto vario e possiamo dire che è stato un successo. Padre Antonio Loureiro, superiore del Seminario P.Dehon, sito nei dintorni di Porto. Per l’animazione liturgica è venuto ad aiutarci il nostro amico, Joaquim Marçal, professore di musica e che per tutto l’anno, quando ci riuniamo viene ad aiutarci a preparare la liturgia del giorno successivo. Cosi abbiamo cercato di coinvolgere i partecipanti alla liturgia scegliendo tra di loro i lettori, i partecipanti alla processione offertoriale e alla preghiera dei fedeli, Dopo la celebrazione eucaristica delle 15.30 abbiamo fatto merenda e festeggiato il professore Marçal che compiva gli anni il giorno dopo. Poi i saluti, anche perché c’era chi era venuto da Coimbra e dai dintorni di Guimarães e era necessario tornare a casa con tranquillità. Non contando la festa di inaugurazione della casa e del cinquantesimo, questa è stata la convocazione più numerosa in questa casa; non vi nascondo che avevo un certo timore, ma devo dire che, sorvolando alcuni particolari(che cercheremo di prendere in considerazione la prossima volta) tutto è andato abbastanza bene. In Marzo (come festa dell’Eccomi) o in giugno (In occasione della festa del sacro cuore)? Ancora non sappiamo, ma a suo tempo faremo discernimento e penso che questa sarà una festa a cui dare continuità. Io sempre difendo l’idea che dove la CM stà radicata, è bene che ci sia uno spazio grande o piccolo che possa essere considerato un Centro CM. Non vogliamo togliere il risalto che diamo alla casa di Via Guidotti, ma proprio perché sentiamo l’importanza che lei ha, desideriamo che ci siano altri spazi, sparsi nel corpo dell’istituto, che siano punto di convergenza, di irradiazione, di radicamento storico nel corpo della CM. Penso che la casa di Porto è uno di questi Centri CM carico di una storia che è importante conoscere. Mi piace finire ancora con una citazione di Tomas Mann, nello stupendo romanzo sopracitato,Dice parlando di Giacobbe e delle sue avventure: “… le storie che viviamo in un determinato luogo sono come radici che affondiamo nel terreno di questo mondo.” Anche in questo spazio abbiamo vissuto molte storie: storie belle e storie dolorose, ma sono tutte storie che danno sicurezza e consistenza alla nostra vita, perché si inseriscono in una vita più ampia e più profonda, la propria storia di salvezza di Dio. E per questo che lancio un appello e un invito: venite a conoscere questo centro CM, venite ad arricchirlo con la vostra presenza e le vostre storie.
uno spazio di riflessione, preghiera, amicizia
 
Larissa e Pedro sono una coppia di giovani brasiliani che si trovano in Portogallo per fare il dottorato in ingegneria ambientale. Come mi hanno raccontato, ci siamo conosciuti nella nostra parrocchia di “sant’Antonio das Antas”, in una cena di solidarietà. Nel frattempo li abbiamo invitati a partecipare ai nostri incontri di Amici. Ci è sempre piaciuta la loro presenza semplice e direi gioiosa. Nel momento di pensare a un percorso più serio e più sistematico con alcuni di questi amici, fu facile pensare includerli in un nuovo gruppo. Stiamo seguendo la proposta fatta per i Laici Dehoniani. Il gruppo è ancora piccolo, ma si sta consolidando … e è bene poter contare su gente giovane alla quale non solo offriamo la nostra esperienza di credenti, ma anche chiediamo  una presenza mediatrice in ambienti nuovi e in mezzo a gente con la quale, per la nostra età, non abbiamo un accesso immediato. Lúcia Correia Abbiamo conosciuto Lucia e Teresa in una cena della chiesa  “das Antas”. Siamo stati invitati a partecipare a un incontro. Il primo incontro è stato sugli emigranti e rifugiati, tema di riflessione chiesto da Papa Francesco. Questo incontro fu molto speciale, arricchente e pieno di riflessioni. Siamo stati ampliamente impressionati per l’importanza del discutere, riflettere e soprattutto condividere. Condividere esperienze riflettere sulle azioni umane e ricercare nel dialogo come possiamo migliorare. Dio considera la persona come il suo capolavoro e ciascuno di noi come suo figlio. Il suo amore è cosi grande che ha inviato Gesù per noi e, allo stesso tempo, è cosi delicato che ci lascia il libero arbitrio. Realmente viviamo in una società e in un sistema molte volte difficili in cui c’è individualismo, eccessiva valorizzazione delle cose materiali e sempre più mancanza di momenti di riflessione. Questi incontri per noi, giustamente, marcano la differenza nella nostra vita. Attualmente abbiamo formato un gruppo più piccolo di persone che s’incontrano con maggior frequenza il cui tema è presentato a turno da una coppia. Questa dinamica è stata molto interessante infatti l’arricchimento che si ottiene nel preparare l’incontro è enorme. Mi piace ringraziare tutti coloro che ne fanno parte e dire che molte volte quello che manca nella nostra vita è questa saggezza e intelligenza. Possiamo affermare per esperienza fatta che questi incontri ci rendono migliori, che sono di sostegno e fondamento nell’affrontare le difficoltà della vita e che vogliamo seminare nel quotidiano ciò che apprendiamo. “Il giorno dopo Giovanni si trovava li con due dei suoi discepoli e fissando lo sguardo su Gesù disse: «Ecco l’agnello di Dio». E i due discepoli udirono e seguirono Gesù” (Gv 1, 35-37). Oggi parlare di Dio, parlare con Dio e seguire Gesù può essere un po’ difficile. Come possiamo parlare con Lui? Solo nella preghiera? In questi incontri abbiamo capito che Dio è presente in ogni luogo e in ogni semplice gesto. L’incontro si distingue per la diversità delle persone di età ed esperienze diverse che portano nelle difficoltà quotidiane la vita e gli insegnamenti del mondo cristiano. In uno degli incontri ci è stato chiesto di riflettere e trasmettere al gruppo ciò che stava descritto nell’itinerario formativo per Laici Dehoniani. Con la preparazione di questo incontro abbiamo capito ancora di più, come è bella e attuale la parola di Dio. Uno dei temi di questo incontro è stato “Se Dio ci chiedesse che cosa desideriamo, che risposta gli diremmo?”. Questa domanda non è determinata dalla curiosità degli esseri umani , ma dalla ricerca, dal cercare di capire chi è Gesù e chi è il Padre  che ha fatto venire fino a noi il suo figlio , Gesù è pienezza, è perfezione. Dove vive Gesù, devono vivere tutti. Chi cerca trova in Gesù la risposta, Lui è la pienezza della Rivelazione. Larissa e Pedro
la lode dell'incontro
 
Quest’anno abbiamo fatto il ritiro annuale nel Centro di Spiritualità  Oasis Istituto Secolare “Ancilla Domini”. Questo Centro si trova ad Ermesinde, una località abbastanza vicina alla città di Porto. In questa bella casa siamo state accolte con molta simpatia dall’8 al 14 luglio. C’era con noi la nostra Presidente, Martina e pure Elvira, che era in Portogallo per le vacanze. Martina è venuta a Porto per fare il ritiro con noi; per prender parte agli incontri sia delle missionarie del gruppo che delle Responabili della Formazione, per vedere la nuova casa del gruppo, situata in una località lontano da rumori, in cui ci riuniamo mensilmente per fare il nostro ritiro insieme con le missionarie di vita fraterna, Lùcia Correia e Teresa Castro. Il tema del ritiro era “La lode dell’incontro” ed è stato predicato da P. Antonino scj, un giovane sacerdote, molto dinamico e saggio. A ciascuna fu consegnato il “quaderno di Meditazione”, che conteneva i testi inerenti al ritiro. Sulla copertina del quaderno c’era una frase: L’importante è fermarsi, tacere…!”. Quando ci disponiamo a fare stop, ci sono sempre domande che sono inevitabili e che ci interpellano. Tacere perché e per qual motivo? Può darsi che non ci siano risposte facili. Se noi ci disponiamo a voler tacere, allora dobbiamo interrogarci sul perché lo vogliamo fare. Non è facile fare il ritiro di una settimana. Questo comporta fermarsi, fare silenzio, stare aperte all’ascolto, pregare, stare in comunione con Dio e avere fede. “Stare con Dio”… nessuno vuole rinunciarvi! Noi non siamo mai sole… P. Antonino ci ha detto: “Abbiamo bisogno di fare pulizia ogni giorno nella nostra mente e nel nostro cuore, è questa una delle condizioni per vivere felici. Il ritiro presuppone l’incontro personale con noi stesse e il desiderio di incontrarci con “Qualcuno”. Questo Qualcuno è Dio. Un incontro non è altro che ascolto e conversazione… La frase “Gesù è il volto umano della tenerezza di Dio” ci mette indubbiamente di fronte ad una grande responsabilità, ma è pure un privilegio. “Amar come Gesù amò…” “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”. La nostra vocazione è amarci così, in questo modo, come siamo amate e predilette da Dio. Amare Gesù significa imitarlo! Imitare Gesù è una scelta di vita esigente e speciale, ma possibiile, quando ci abbandoniamo a Lui e vogliamo seguirlo. In questo ritiro il padre ha sottolineato: “la grandezza dell’essere umano è la sua reale ricchezza, non sta mai in ciò che si vede, ma in quello che porta nel suo cuore!”. E ancora. “La grandezza dell’uomo non gli viene dallo stato sociale che occupa, né dal ruolo che ricopre, né dal suo successo personale, ma, al contrario, dalla sua semplicità, dalla sua capacità di ascoltare e accogliere l’altro, rispettandolo e procurandogli gioia. Il segreto per essere felici, come diceva p. Antonino, sta nel desiderio e nel rendere felice l’altro. Chi desidera il bene degli altri scopre che la loro felicità è la sorgente più generosa per la propria felicità. Tutto quanto ci è stato dato in questo ritiro, è stato una grande ricchezza di cui siamo riconoscenti a Dio, alla vita e a ciascuna di noi… E concludo con queste parole di Martina scritte su Vinculum 2/2018, che traducono quanto tutte noi abbiamo vissuto in questo ritiro: “Esprimo la mia gratitudine a Dio perché camminiamo insieme in questa famiglia dove abbiamo accolto doni, limiti e povertà, che il Signore trasformerà in fecondità e Vita Eterna”. Grazie a Martina, Grazie a tutte. Sempre unita nel Signore, un abbraccio fraterno. Carmen Barros 
un nuovo germoglio in mezzo alla città
 
Conclusione 50° CM in Portogallo “E’ passato un anno da quando è iniziata la celebrazione dei 50 anni di presenza della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore in Portogallo. Molte cose sono successe a lungo di questa’anno... eventi che hanno impresso un nuovo ritmo e un nuovo cammino e che hanno contribuito a fare memoria delle meraviglie del Signore, nelle nostre vite, a livello personale, e di famiglia CM”. Questo paragrafo è parte del messaggio che la Presidente CM, Martina Cecini, ci ha inviato, visto che non ha potuto essere presente come aveva programmato il giorno 8 di ottobre, giorno in cui abbiamo concluso un anno di memoria e di rendimento di grazia per i 50 anni di presenza CM in Portogallo. Sempre nello stesso messaggio letto all’inizio della celebrazione eucaristica leggiamo: “Cinquant’anni fa per la CM è stata un’avventura radicarsi nella citta’ di Porto. La casa di rua Miguel Bombarda rimane un segno importante nella storia della CM. E’ stata la nostra Betania, un centro accogliente e propulsore di vita e di vita in abbondanza. Quest’anno 2017, abbiamo dovuto lasciarla, e predisporci a un cambiamento, a una rinnovamneto concreto, all’apertura al nuovo. E’ stato qualcosa che abbiamo vissuto come una sfida e che ha esigito una grande capacità per investire nel futuro e in un futuro che ci sentiamo chiamate a accogliere come qualcosa che il Signore della vita prepara per noi”. La celebrazione del giorno 8 ottobre ha voluto essere allo stesso tempo chiusura di quest’anno giubilare e inaugurazione della nuova sede dell’Istituto, in Rua Pedro Teixera, 102. E’ stato con noi D. António Augusto de Azevedo vescovo ausiliare di Porto e responsabile in Diocesi per la Vita consacrata. Hanno concelebrato con lui vari nostri fratelli dehoniani e pe. Agostinho Jardim, con il quale molte di noi hanno lavorato durante anni nella parrocchia N.S. das Vitorias nel centro di Porto. Erano presenti un centinaio di amici: guardandoli, io che provengo da una cultura di telai artigianali, non ho potuto fare a meno di pensare al lavoro delicato e minuzioso che richiede la tessitura di un lavoro. Ognuno di loro era come un filo che intrecciato con altri costituiva un tessuto bello e consistente, e come anche noi abbiamo contribuito a metterli in relazione. La festa è stata anche un modo per collaudare la capacità di accoglienza della nuova casa. Nell’omelia il vescovo D. António Augusto, si è riferito agli Istituti secolari, come a un nuovo germoglio nato nel secolo scorso, nel frutteto della Chiesa, destinato a dare frutti per il bene della propria Chiesa e del mondo. La novità di questo germoglio consisteva e consiste nella sintesi tra secolarità e consacrazione: E’questo quello di più specifico che gli istituti secolari possono dire al mondo, soprattutto in un epoca come la nostra in cui la dimensione religiosa e la fedeltà alla storia sembrano escludersi reciprocamente. Anche oggi continua ad essere fondamentale la scoperta di una profonda sintesi esistente tra la vita concreta e l’adesione alla fede, una scoperta che non è esclusivita dei consacrati secolari, ma che è da loro particolarmente sentita. La CM è uno di questi nuovi germogli che il Vescovo ha incitato a radicarsi nel mezzo della città. Il luogo della celebrazione è stato il cortile della nuova casa che ci ha giustamente fatto sentire in mezzo alla città: circondati come eravamo da edifici, dove alcuni vicini potevano assistere dalle loro finestre e balconi a quello che stavamo vivendo e celebrando. Quando abbiamo delineato il programma per questo cinquantesimo, non era ancora previsto chiaramente questo cambiamento di casa. Ma ora con uno sguardo retrospettivo, posso dire che forse questo è stato il dono più grande di questo anno celebrativo. Il Signore ci ha dato il coraggio e la forza per questa impresa, che come direbbe santa Teresa d’Avila, per “povere donne” non è stata una cosa di poco conto. Adesso, siamo qui, con la nostra stanchezza e le nostre poche forze, a tentare di conoscere e di radicarci in questa parte di città, a vivere l’esperienza di accogliere e di essere accolte, con la certezza che il Regno di Dio non si costruisce solo con il nostro sforzo, ma con l’abbondanza della sua grazia. E questa certezza apre il nostro cuore alla speranza, senza appoggi e senza segni spettacolari.
il grande giorno
 
                                                                 … il 6 gennaio 2018 In questo articolo desidero condividere con voi come ho vissuto l’attesa e la preparazione per entrare nel Biennio di Formazione della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore.                   Quando presentai la domanda al Consiglio Centrale, già allora stavo immaginandomi come sarebbe stato quel giorno, ma mai avrei pensato che si sarebbe celebrato nel giorno dell’Epifania, festa della manifestazione del Signore. Fu una grande sorpresa sapere che la cerimonia sarebbe stata in quella data, ma per me la “festa” era già iniziata quando avevo presentato la mia domanda. Subito dopo averla consegnata, ho iniziato a pregare perché venisse accettata e, dopo aver avuto risposta positiva, il mio pensiero era rivolto solo ad immaginare il giorno del “fidanzamento”. Per questo motivo ho trascorso il Natale in un modo molto speciale, davanti al presepio, con il cuore pieno di gioia, pensando al vestito (doveva essere rosso o bianco), agli invitati (i miei genitori e amici che, pur non potendo essere presenti per impegni di lavoro, sapevo che erano altrettanto felici quanto me, anche se non potevano capire il passo che stavo per compiere…). In dicembre succede che una delle missionarie incaricate della mia formazione, Celestina Camacho, si ammala e viene ricoverata in ospedale e l’altra, Maria da Conceição Teixeira Silva, ha una sorella malata e pure lei sarebbe stata assente alla celebrazione. Allora mi sono messa a pregare il Signore perché potessero essere presenti. Il 5 gennaio la mia gioiosa responsabile della formazione, Maria Justina Gomes Carneiro, arriva a Madeira. In quel momento ho pensato: “finalmente è già domani”. Allora ho sistemato i capelli in una bella treccia e sono andata a dormire sognando il giorno che stava per venire. Mi sono svegliata al mattino… era arrivato il 6 gennaio 2018… Mi sono preparata in velocità e sono andata a salutare le missionarie che stavano facendo colazione nella nostra casa C.M. di Funchal. Il mio unico ricordo è che, appena sono arrivata alla porta della cucina, ho iniziato a fare salti di gioia e a battere le mani! Quella mattina avevamo il nostro ritiro, guidato da padre Roberto, Superiore della comunità dehoniana, nel Collegio Missionario del Sacro Cuore. A mano a mano che si stava avvicinando l’ora della cerimonia (ore 16), il tempo si è fermato… Abbiamo fatto un’ora di adorazione ed io ero di momento in momento sempre piú emozionata, avevo le mani di ghiaccio. Un proverbio portoghese recita: “Mani fredde, cuore caldo, amore per sempre”. All’adorazione è seguita la celebrazione eucaristica dove io ho letto la Prima lettura, tratta dal testo del profeta Isaia. Ad un certo punto diceva: “Osserva intorno a te e guarda: tutti si sono riuniti e vengono all’incontro con te” (Is. 49,18). Mentre leggevo queste parole abbozzai un lieve sorriso perché stavano tutti qui, intorno a me, come diceva la lettura. Alzai gli occhi e vidi che anche Celestina Camacho era arrivata. Avevo pensato che non avrebbe potuto esserci perché stava ancora poco bene, per cui ho provato una grande gioia. Dopo l’omelia, come prescrive il cerimoniale C.M., Justina mi ha chiamata all’altare, per nome, ed io ho risposto: “Eccomi!”. Mi ha domandato che cosa volessi dalla Compagnia Missionaria e le ho detto: “Voglio continuare la mia formazione ed entrare nel Biennio di Formazione della C.M.”. Come segno di accoglienza, ho ricevuto il quadro del cuore trafitto di Gesù e ho dato un bacio al mio Amato Signore. Finita la celebrazione un solo pensiero mi segue: “ il matrimonio non è solo il giorno della festa…! Che Dio mi aiuti a compiere, anche se con qualche fragilità, quanto ho appena promesso”. In conclusione è stato un giorno meraviglioso, carico di emozioni, tutti avevano il sorriso sulle labbra, i nostri cuori erano in festa. Penso che, per tutto il gruppo di Funchal e per Justina, si sia trattato di un momento molto atteso, perché giá da qualche anno in Portogallo non c’era stata alcuna ammissione al biennio di formazione. Io non so quali siano le loro attese su di me, ma Gesù sa che voglio crescere nel Suo amore. Ho quattro alleati dalla mia parte: la Madonna, lo Spirito Santo, Justina Carneiro e Teresa Freitas. So che mi guideranno in questi due anni, che sono appena iniziati, nello stesso modo in cui la stella ha guidato i tre Re Magi fino alla grotta del Bambino Gesù. Un forte abbraccio, viviamo in Dio, nel suo Amore, preghiamo le une per le altre e il Signore farà il resto.
50 anni di presenza cm in portogallo
 
Rendimento di grazie Il 21 ottobre 2017 abbiamo celebrato i 50 anni della Compagnia Missionaria in Portogallo. I membri della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore e amici si sono riuniti nella celebrazione eucaristica di ringraziamento, nella parrocchia di Nostra Signora del Soccorso, alle 17,30, a Funchal, per c elebrare questo evento. Era il vespro della Giornata Missionaria Mondiale: missionarie e familiares hanno preparato la chiesa perché non fosse solo un momento di ringraziamento, ma un modo di far conoscere il Nostro Istituto alla comunità. La chiesa era ornata con i fiori. Le nostre icone e la foto di p. Albino erano vicino all’altare insieme con un vaso di fiori con cinque nastri corrispondenti a ciascun continente. Alla porta di ingresso c’erano cartelloni che fanno riferimento alla presenza della CM nel mondo e all’evento che stavamo commemorando. Durante la celebrazione, nell’omelia, la missionaria Teresa Freitas e il familiaris João Carlos Spinola sono stati invitati a dare la loro testimonianza. Hanno spiegato come sentono l’essere missionaria e familiaris e della missione della CM nella società. Dopo la comunione, il Padre Pascoal ha invitato missionarie e familiares ad avvicinarsi all’altare e insieme abbiamo recitato la preghiera di ringraziamento per i 50 anni della CM in Portogallo e per i 60 anni della fondazione a Bologna (Italia). La celebrazione è stata animata dal coro della parrocchia e infine è stato distribuito un depliant divulgativo del nostro Istituto. In comunione Missionarie e familiares di Madeira Riandare con la memoria all’anno dedicato alla lode e all’azione di grazie Confesso che in questo momento non mi è facile fermarmi per rievocare tutto ciò che è successo nell’anno che si è appena concluso, in cui abbiamo fatto memoria dei 50 anni di presenza CM in Portogallo e di quanto ciò ha significato, e continua a significare per noi. Gli impegni quotidiani ci sollecitano ad andare avanti ed è necessaria una grande resistenza per fare questa sosta e perché il nostro sguardo si volga indietro. Ecco quanto fu progettato Devo dire che noi abbiamo iniziato la programmazione di questo cinquantenario con un buon margine di tempo. Nel mio dossier conservo una lettera inviata al gruppo (datata 4 gennaio 2016) in cui scrivevo: “Siamo all’inizio del nuovo anno, un anno segnato da molti eventi: il Giubileo della Misericordia, la chiusura dell’anno dedicato alla Vita Consacrata, l’inizio del 50° anniversario della presenza della CM in Portogallo. Sono motivi che ci invitano alla lode e alla gratitudine verso Dio, ma che pure ci sollecitano all’approfondimento e all’impegno personale e dell’Istituto. (...) Abbiamo segnato in agenda l’incontro dell’equipe del 50° anniversario per il giorno 7 marzo. In questa data vorremmo elaborare il programma nel modo più completo possibile.” E, a dire il vero, per quanto dipendeva da noi, quasi tutto fu deciso in quel primo incontro. Avevamo chiaro, fin dall’inizio, che non volevamo che fosse solo un anno di celebrazioni, ma innanzitutto un anno di rendimento di grazie per la presenza costante di Dio nella nostra vita e nella nostra storia, seminato di alcune azioni che ci portassero ad un maggiore senso di appartenenza all’Istituto e ad un progetto più incisivo di quanto ci era stato concesso di vivere fino ad oggi. Per prima cosa decidemmo le date di inizio e fine dell’anno da commemorare: dall’ 8 ottobre 2016 all’8 ottobre 2017. Senza il minimo dubbio, pensammo anche che avrebbe dato un significato pregnante inaugurare l’anno nella parrocchia di Nossa Senhora da Boavista, affida ai padri dehoniani; una realtà molto legata all’origine della CM a Porto. E così è avvenuto. Oltre a date e incontri c’era pure il desiderio di fare alcune pubblicazioni: la stampa di un opuscolo di presentazione della Compagnia Missionaria, che doveva essere pronto prima dell’apertura del 50° anniversario; la preparazione di un certo numero di locandine per realizzare una specie di esposizione itinerante della CM e che, di fatto, ci servirono nelle varie celebrazioni; un segnalibro destinato a lasciare un piccolo ricordo a tutti i partecipanti all’una o all’altra celebrazione. Anche se tra il dire e il fare ….c’è di mezzo il mare, riuscimmo a concretizzare tutti questi piccoli sogni/progetti. Oltre alle due date di apertura e chiusura, altre si concretizzarono lungo il corso dell’anno. Una delle prime fu quella del Corso di Formazione Permanente che realizzammo a Porto dal 25 al 28 febbraio 2017. Il tema scelto era consono con quanto stavamo vivendo: Far memoria. La presenza di Luisa Chierici, che venne a Porto alcuni giorni a condividere la sua esperienza di vita degli inizi della CM in Portogallo, fu un momento molto importante per tutto il gruppo. Proprio in quella circostanza fummo ospiti della parrocchia di Nossa Senhora da Vitòria, situata nel cuore della città di Porto e dove diverse generazioni di missionarie avevano dato un apporto spirituale significativo. La celebrazione dell’eucaristia domenicale, il pranzo che la parrocchia stessa ci offrì e l’affetto che ci dimostrarono, fu importante per tutte: per quelle che vi avevano lavorato e anche per quante non conoscevano direttamente questa realtà; credo anche che non fu indifferente nemmeno per le persone che vi parteciparono. Il tema dei giorni della formazione permise di conoscere meglio tutta la CM e, come disse una di loro, “fare della storia della CM la nostra storia”. Si sottolineò l’importanza di parlare del passato in tutta verità, di ringraziare Dio per tutto, anche per le sofferenze. Contestualizzando la nascita della CM, abbiamo visto un video sul Vaticano II e anche sul “Maggio del ‘68”, accadimenti che ci hanno aiutato a meglio comprendere l’humus in cui il nostro Istituto era nato e cresciuto. Il clima di famiglia, di amicizia, di gioia e di comunione fu molto positivo e ci permise di partire con un rinnovato ardore missionario. All’inizio di febbraio, nei giorni 3, 4 e 5, fummo ad Almalaguês, il mio paese d’origine. Nella mia parrocchia furono programmate: una veglia vocazionale, un’adorazione eucaristica, una celebrazione eucaristica, cose molto semplici ma che ebbero lo scopo di riunire il maggior numero possibile di amici, di conoscenti, di persone con cui ci eravamo frequentate nel corso degli anni per dare lode e rendere grazie a Dio. In maggio fummo a Sanfins, la parrocchia di Gloria e di Justina. Celebrammo i 25 anni di consacrazione di Gloria e i 50 anni di presenza della CM in Portogallo realizzando un incontro con bambini e adolescenti del catechismo, l’adorazione eucaristica, la partecipazione all’Eucarestia domenicale, il pranzo con i parenti e gli amici di Gloria. Penso che fu una presenza stile CM, semplice, simpatica, che lasciò una buona impressione in tutti, anche nel parroco. L’imprevedibile che accade Nella nostra vita ci sono cose che noi programmiamo e che ci sforziamo di realizzare, e sono importanti, e c’é l’imprevedibile che, all’occhio di un credente, può essere considerato un intervento gratuito di Dio e del suo Spirito, nel tessuto molte volte ruvido e sbiadito della nostra vita e della nostra storia. Voglio ricordare tre cose che mi parve potessero entrare in questa classificazione: - in primo luogo il progetto di vendere la nostra casa di Via R. Miguel Bombarda, nostra culla da 50 anni e di conseguenza la ricerca di una casa nuova, che potesse servire alle esigenze di tutto il gruppo; - il dono di una nuova vocazione che è germogliata nel gruppo di Funchal e che abbiamo accolto come un prezioso dono di anniversario; - l’arrivo di tre missionarie africane: due mozambicane e una della Guinea Bissau, che trascorsero con noi la settimana importante degli esercizi spirituali e alcuni giorni dell’estate. Senza togliere importanza a tutto quanto fu programmato, penso che questi fatti siano stati quelli che considero più importanti e che hanno avuto o avranno un peso maggiore e una maggior fecondità nel nostro futuro. Sulla casa non spenderei molte parole; ne parlammo già altre volte. Ne fu una prova la coesione del gruppo, inoltre fu una decisione maturata dopo una discussione forte e sentita (noi siamo sempre state persone senza la paura di esporre il proprio parere e di esprimere la propria sensibilità) e l’argomento era veramente importante; ma trascorsi alcuni mesi dal trasferimento al nuovo spazio della nostra presenza in questa “invitta” città, penso di poter affermare che il cambio di casa fu una decisione saggia, la cui fecondità si vedrà ancor meglio in futuro. La casa è spaziosa, molto luminosa e, se non ha il giardino, ha un grande cortile ed un terrazzo dove possiamo accogliere i nostri parenti e amici - ed eravamo più di 100 nel giorno della conclusione del 50º -, conclusione avvenuta, come previsto, l’8 ottobre 2017 e nello spazio imprevisto della nuova casa. Ho già raccontato di questo evento nell’ultimo numero di “Vinculum” e perciò non mi dilungo oltre. Vorrei soltanto ricordare ciò che Dom Augusto de Azevedo, Vescovo Ausiliare di Porto e responsabile diocesano per la vita consacrata, disse nell’omelia della messa. Parlò degli Istituti Secolari come di un nuovo germoglio nel frutteto della Chiesa, destinati a dare frutti per il bene della Chiesa stessa e del mondo. La novità di questo germoglio consisteva e tuttora consiste nella sintesi tra la secolarità e la consacrazione. È questo ciò che di più specifico possono dire al mondo, soprattutto in un’epoca come la nostra in cui la dimensione religiosa e la fedeltà alla storia sembrano escludersi reciprocamente. La CM è uno di questi nuovi germogli e il Vescovo ci ha spinte a mettere radici nel cuore della città. Alcuni giorni dopo una nostra vicina ci ha raccontato di aver ascoltato tutta l’omelia da una finestra socchiusa e ciò che le era rimasto impresso furono ancora quelle parole: un germoglio nuovo nel cuore della città. Piaccia a Dio che lo diventiamo veramente. Voglio associare a questo 50º l’entrata di Teresa Ornelas nel nostro Istituto e desideravo che lei si sentisse dono di Dio alla nostra Famiglia in questo anniversario; ma mi sarebbe anche paciuto che la accogliessimo proprio come una primizia in questo tempo di carestia di vocazioni e che esternassimo la nostra gratitudine al Signore per lei. Continueremo a lavorare e a pregare per il dono di nuove vocazioni, ma non dimentichiamoci di essere riconoscenti per quanto il Signore ci ha giá dato e ci sta dando ancora. L’altro dono, pure abbastanza inatteso, fu la venuta delle missionarie africane. Riflettendo su questa esperienza, abbiamo espresso il desiderio che non fosse un evento sporadico, ma che si trasformasse in inizio di un nuovo stile. Appena possibile, per un periodo più o meno lungo, che altre possano venire e condividere con ni il dono della loro giovane etá. Abbiamo già espresso questo desiderio al Consilio centrale, ora aspettiamo con fiducia il momento opportuno per realizzarlo. Ci saranno forse altri doni, come ad esempio una maggior reciprocità vissuta all’interno della Famiglia dehoniana, con i SCJ, frutto del 50º ? o anche i passi fatti per una maggiore conoscenza e stima reciproca? In un tempo favorevole? Non lo so, ma mi fa piacere riconoscerlo ed essere riconoscente. Forse c’è altro da concretizzare; avevamo sognato un maggiore coinvolgimento di giovani, un evento che fosse loro interamente dedicato e che loro potessero vivere da protagonisti. Ma non fu possibile realizzarlo. È ancora forte in noi il desiderio di continuare ad avvicinarci al mondo dei giovani, provocate anche dalla realizzazione del prossimo Sinodo che ha per tema: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. È questo il filone dei nostri incontri mensili, guidati da Padre Umberto Matins, dehoniano e esperto di pastorale giovanile. Un filone che, ne sono certa, darà i suoi frutti. Maria Lúcia Amado Correia 
1 . 2 . 3 . 4 . 5
Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

Follow us on Facebook