Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 13 / 11 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    28 gennaio - 2 febbraio 2019, a Bologna... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    28 de enero - 2 de febrero 2019, en Bolonia... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    28 de janeiro - 2 de fevereiro de 2019, em Bolonha... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La Presidente in Guinea Bissau
    Martina visiterà il gruppo della Guinea dal 6 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019. La accompagniamo con... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    A Presidente em Guiné Bissau
    A Martina visitará o grupo da Guiné, de 6 de dezembro 2018 a 9 de janeiro 2019. Acompanhamo-la com... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La presidenta en Guinea Bissau
    Martina visitará el grupo de Guinea desde el 6 de diciembre 2018 al 9 de enero 2019. La acompañamo... Continua
50 anni di cm in mozambico
 
Alle Missionarie del Sacro CuoreAlla CM in Mozambico Oggi festeggiamo 50 anni della presenza della CM in Mozambico. Era il giorno 15 di Agosto 1968, quando Teresa Castro e Maria Ilda Candelaria approdarono a Quelimane, dirette nell’Alta Zambesia, precisamente Milevane, seguite da Lisetta Licheri, ancora presente, e molto dinamica, che venne a completare il gruppo. Dopo queste sono arrivata anch’io e altre lavorammo a Namarroi. Questo è un giorno di ringraziamento a Dio, che ci ha guidate e ci guida nel nostro quotidiano e a tutti quelli che ci accolsero e ci aiutarono a crescere come donne e come missionarie. Ci invitarono i padri dehoniani a cominciare la nostra presenza in questa terra. Con loro abbiamo condiviso la spiritualità che noi abbiamo ricevuto da P. Albino Elegante, anche lui padre dehoniano che fondò la Compagnia Missionaria, nel 1957. In Mozambico col fervore missionario e con l’effervescenza della gioventù decise a dare la nostra vita per l’inculturazione del vangelo nel cuore di ogni mozambicano. Per amore del vangelo affrontammo l’arduo cammino della inculturazione, l’ABC della lingua Lomwé, mezzo indispensabile per la comunicazione della parola di Dio e della relazione con le persone: al primo posto i catechisti, le donne, le famiglie e le comunità. Imparammo ad apprezzare i piatti tipici del Mozambico: polenta, gallina alla zambesiana, vari tipi di fagioli, la gustosa “intiqua” preparata con le foglie della manioca, tutto quello che le comunità e le persone ci offrivano. Tutto era cammino per evangelizzare e testimoniare l’amore del Cuore trafitto che ci animava. Con i Padri Dehoniani, facemmo il tirocinio della vita missionaria. Con loro, seguendo ciò che lo spirito suggeriva, intraprendemmo il percorso di trasformazione da una Chiesa potere a una Chiesa servizio, famiglia e ministeriale. Il vento dell’indipendenza non ci spaventò e rispondendo al nostro carisma che ci vuole inserite nel mondo per trasformare le realtà sociali con la forza del vangelo, ci inserimmo nei settori più fragili: Educazione, Sanità, formazione di quelli che erano coinvolti nei movimenti di massa, le donne(OMM) e i giovani (OJM). Rimase comunque un gruppo a Namarroi come luogo di preghiera, di condivisione, di verifica e di programmazione della nostra vita. Celebrare cinquanta anni… Questa ricorrenza celebra due inizi: la semina e il raccolto. Il raccolto riguarda l’arricchimento del nostro essere donne consacrate che vivono a fianco dei fratelli e sorelle condividendo sogni, gioie, difficoltà e speranze che abitano il cuore umano. Abbiamo appreso a coniugare alla maniera mozambicana, il nostro carisma nei suoi aspetti fondamentali: l’accoglienza, l’ascolto, la condivisione…e a vivere l’amore e l’offerta di noi,  nell’abbandono a Dio, con serenità e semplicità. Abbiamo appreso a essere Chiesa che cerca di servire perché il regno di Dio si realizzi in ogni angolo di questa società, generando pace e riconciliazione. Ringraziamo il Signore che ci fa feconde, dandoci vino nuovo di giovani consacrate e aspiranti che donano un viso mozambicano all’istituto secolare Compagnia Missionaria. A loro diamo una spiritualità e un carisma perché questo vino mantenga sempre il sapore del buon vino…e possa continuare ad animare i cuori delle persone che con loro si ritrovano giorno per giorno. Alle missionarie mozambicane, alle giovani, a questo vino nuovo…facciamo la consegna del testimone. Noi abbiamo tracciato il cammino, non è stato un cammino dritto né perfetto, è un cammino che è stato fatto con molti sussulti, ma è un cammino che abbiamo cercato nell’umiltà, nella fedeltà al carisma e allo Spirito di Dio che in ogni momento ci precedeva con la sua luce e la sua presenza. Oggi vi consegniamo la spiritualità e il carisma con la sicurezza che “continuerete a guardare con creatività i tempi nuovi e a conservarli fino alla piena fermentazione” (cf. “Per vino nuovo otri nuovi”). Non troverete la nostra storia in libri ma nel cuore di missionarie che vi hanno preceduto. Loro possono raccontarvi nella maniera dei vecchi, ciò che hanno vissuto e affrontato per poter orientare la vostra vita nell’inserimento del nostro carisma nel cuore della chiesa e del popolo mozambicano. Siamo nate per servire, per essere ponte di incontro dei fratelli con Cristo; ponte di riconciliazione e di ascolto del grido dei poveri. Affido questa consegna del testimone a Maria, Madre, guida e custode della Compagnia Missionaria perché ci aiuti a conservare questa buona “Otheca” nel suo cuore e che abbia una buona fermentazione perché i vicini e quelli che passano si sentano invitati a assaggiare e a partecipare all’allegria della festa. I miei auguri a Lisetta e a tutte quelle che hanno lavorato in Mozambico e ad ognuna di voi giovani consacrate e aspiranti. Il mio abbraccio sincero e affettuoso. Maputo, 12 Maggio 2018 Irene Ratti
in cammino solidale con la compagnia missionaria
 
Un contributo di amicizia e fraternità tra C.M e SCJ “… riceverete su di voi la forza dello Spirito …” (Atti 1,8) E lo Spirito aiuta ad accettare e valorizzare il presente come a vivere il pellegrinaggio verso il futuro. Ma non da soli, bensì in “compagnia” di tanti fratelli e sorelle che transitano per le stesse strade o, forse, sentieri. Nel cinquantesimo della C.M. mozambicana (1968-2018) e della mia ordinazione sacerdotale (1968-2018) un incontro a Bologna fa scoppiare scintille e riemergere ricordi e sogni. E aggiungerei, perché no? Anche gli anni della mia presenza a Madeira (1963-1965) e in territori del continente africano: Mozambico (1970-2004) e Angola (2004 ad oggi). I primi incontri si riallacciano al tempo degli studi teologici, con la presenza di alcune signorine della C.M.; continuati in altre occasioni di ricorrenze e feste: primi passi di scoperte e sfide per il futuro. Prima di partire per il Mozambico, dove le consacrate laiche C.M. mi hanno anticipato, ho sentito il dovere di incontrare P. Albino Elegante, il quale, oltre ad incoraggiarmi, ha condiviso alcune sue preoccupazioni riguardanti le prime missionarie C.M. in Zambezia (circa l’accoglienza, la collaborazione, l’inserimento in quella chiesa locale). Arrivato a Milevane le ho incontrate al lavoro nella nostra Scuola Apostolica e Missione di Nauela. Le insegnanti Ilda e Teresa attente a migliorare il mio portoghese e Lisetta infermiera nella zona, paziente nell’accettare la mia povera collaborazione nel settore sanitario e pastorale. Qui è iniziato un cammino di reciprocità e di comunione umana e spirituale importante per crescere e qualificare la nostra presenza tra le persone del posto. Significativa la nostra partecipazione ad una chiesa post-conciliare che sentiva il bisogno di rinnovarsi nello Spirito ma troppo condizionata dal passato ed esitante nelle scelte concrete. L’esempio e l’aiuto ci fu dato dalla Chiesa vicina di Nampula. Ma dopo abbiamo avuto il coraggio di proseguire, di coscientizzarci e di cercare la collaborazione dei laici, che non erano i soli catechisti. Così sono nate gradualmente, le piccole comunità cristiane, aperte ad una reale partecipazione e collaborazione, parte attiva della famiglia diocesana. Tutto questo ci ha preparato al grande evento dell’Indipendenza del Mozambico (1975). Un momento unico e vibrante, ma per i cristiani ed i cattolici, in particolare, si è trasformato in un incubo. A certo astio o rabbia anti-coloniale si è unita l’ideologia marxista-leninista dei nuovi padroni. La Chiesa ha sofferto e tutti ne abbiamo pagato le conseguenze. Noi, già nella missione di S. Tiago di Namarroi, siamo stati accusati di antinazionalismo per il semplice fatto di aver partecipato in una riunione di animatori in preparazione alla visita del nostro Vescovo Bernardo Governo. Ci accusarono di “riunione con il nemico”. Le conseguenze? Espulsione definitiva dalla missione, e alcuni, imprigionati. Così c’è stata dispersione di tutto il personale missionario! Religiosi scj e signorine (missionarie) C.M. Ma l’amicizia e spiritualità hanno operato a distanza, fortificandoci nella vocazione e missione. E poi la gente ci è stata ancora più vicina e in attesa di tempi nuovi. Non posso dimenticare le umiliazioni di Elisabetta, nel tentativo isolato di riprendere il suo servizio di infermiera nel posto sanitario. Per le Missionarie laiche e consacrate si sono come rinnovati i tempi della prima chiesa: la persecuzione e dispersioni le hanno portate ad operare e testimoniare in luoghi differenti, dove il loro carisma era una sorprendente novità, non solo per i cristiani ma anche per le persone di altri istituti missionari. Ricordo con nostalgia l’opera di Mª Amélia Magalhães; lavorava assiduamente con i piccoli, figli degli operai di una fabbrica di Quelimane, e la simpatia suscitata da questa presenza sociale. I tempi hanno creato nuove iniziative e le missioni hanno accolto ed accompagnato delle giovani, alcune delle quali le hanno seguite nel carisma e nella spiritualità. Tutto è opera prioritaria dello Spirito che ha trovato cuori attenti, umili e generosi, persone di simpatia e santa cocciutaggine, capaci di essere dono e stimolo nel pellegrinaggio della vita umana e cristiana. Con Agostino possiamo dire: “Se questi e queste … perché non io?”. Che Dio continui a benedire questo carisma di generosa e aperta oblazione. Guardiamo sempre al futuro, insieme! P. Maggiorino Madella scj
un pellegrinaggio con tre obiettivi
 
Domenica 8 aprile, data scelta tra Missionarie ed Amici, era il giorno tanto atteso e desiderato per rafforzare la nostra comunione con tutta la CM. Gli obiettivi sono noti a tutti:             Vivere insieme, Missionarie ed Amici, un tempo per fraternizzare, colmare il vuoto di relazioni e notizie reciproche dei mesi estivi (dicembre – marzo), ma anche per sentire dentro di noi correre il filo del NOI CM e poterlo comunicare anche a voi che siete lontani da Maputo; quindi un tempo di  preghiera, di ascolto della Parola, a cui è seguito il frugale lanch con il nostro farnel e le ultime notizie dall’Istituto, in particolare sulle celebazioni del 60° nelle varie nazioni dove siamo presenti, sulla salute delle sorelle malate e altro. La meta: il Santuario in periferia di Maputo dedicato a Nostra Signora delle Candele, conosciuta anche come Nostra Signora della Luce, in località Marracuene, a poco meno di un’ora di auto dalla città. Questo era importante per andare incontro alle varie difficoltà di spostamento di alcune di noi. Per Alice abbiamo trepidato. Non c’era modo di farla salire su quel mini-bus. Per fortuna sua figlia Julia si è offerta di venire anche lei in pellegrinaggio con il suo fuoristrada e mamma Alice ce l’ha fatta bene. Perfino gli spostamenti dalla chiesa alla sala erano un problema per l’impossibilità di far scorrere la sua sedia a rotelle in mezzo a quella bella sabbia, morbida e asciutta, ottima per affondarvici. Il pellegrinaggio è stato ben organizzato dagli Amici; in viaggio abbiamo pregato e cantato. All’arrivo eravamo attesi, e siamo stati accolti con gioia dalla comunità parrocchiale per la partecipazione all’Eucaristia. Erano presenti i giovani venuti al loro ritiro ed erano molti. Siamo state invitate da Pe Joaquim a farci conoscere dai presenti, a parlare di noi. Abbiamo offerto la nostra bella CM in quindici minuti, con la gioia di condividere ciò che ci abita e che desideriamo si veda, si senta, esploda.  Il CC ha invitato tutte le realtà CM a dedicare un tempo speciale alla richiesta della benedizione di Dio, attraverso Maria, sulla prossima IX Assemblea Ordinaria, che si terra a Bologna nel 2019, e per l’occasione abbiamo distribuito la preghiera fatta dal Centro CM dedicata “ALLA VERGINE DI NAZARÈ”. È seguita una rilettura del Vangelo di Luca e il nostro percorso storico dell’ “Eccomi”, che appartiene a tutti noi, Missionarie, Amici e a quanti apprezzano la fragilità umana della Vergine, che nasconde una forza divina. Una riflessione sul senso della benedizione di Dio a noi creature, ma anche tra di noi, si è concretizzata in una benedizione reciproca, gli uni per gli altri: un quarto d’ora intimo, di commoventi auguri tutt’altro che stereotipati.  Ci sembra giusto e doveroso ora ringraziare e benedire chi ci ha stimolati a riscoprire quello che abbiamo in noi CM, quello che speriamo di diventare per la Chiesa e per l’umanità, i nostri desideri e gli obiettivi quasi nascosti che lo Spirito ci rivelerà nella prossima Assemblea Ordinaria, alla presenza dell’immagine di Maria delle origini. Da tutti noi di Maputo un abbraccio in comunione.  Missionarie e Amici
fedeltà
 
Nampula - 60° CM e 50 anni di vita CM in Mozambico Il giorno 13 maggio nella nostra parrocchia di S. Pedro – Napipine a Nampula abbiamo celebrato i 60 anni di fondazione CM, i 50 anni della nostra presenza in Mozambico e 20 anni della presenza del gruppo di amici qui a Nampula. In questa data è stata significativa la presenza di Lisetta, una delle tre missionarie che arrivarono per prime qui in Mozambico. A proposito dell’arrivo delle missionarie trascrivo ciò che P. Tarcisio Finazzi SCJ (allora Regionale) ha scritto in occasione del ventesimo della nostra presenza: “Ilda Candelária, Teresa Castro e Lisetta Licheri hanno messo piede in terra mozambicana l’agosto del 1968 e andarano a Milevane nella scuola Apostolica dei Padri del Sacro Cuore. Era il nostro primo contatto con le laiche consacrate che venivano per collaborare al nostro fianco. Avevano una carica di umanità, di simpatia e serenità coinvolgente che trascinava… un anno dopo altre missionarie furono ad affiancare i padri della Missione di Namarroi…” e dopo 50 anni la presenza di Lisetta è stata significativa per la sua fedeltà alla missione. Ha presieduto la Celebrazione Eucaristica P. Sandro Capoferri scj, attuale provinciale, con lui altri padri Dehoniani e Diocesani, da sottolineare la presenza di P. EzioToller (53 anni di missione) uno dei padri che accolsero le prime missionarie. La Messa è stata animata da tutte noi missionarie con le nostre ragazze in formazione con la collaborazione di molti amici e amiche che hanno voluto, con noi, vivere questo momento. Canti danze tipiche, non sono mancati per allietare e accompagnare tutta la liturgia. E’ difficile descrivere il clima che si è vissuto, ma posso dire che è stato veramente un momento di grazia. Tra i molti segni che hanno accompagnato la liturgia ne sottolineo uno: la processione del Vangelo al momento dell’alleluia. Qui in Mozambico come in molti altri paesi, le donne hanno sempre dei cesti sulla testa e trasportano ciò che serve per la vita familiare… Tre donne hanno accompagnato questo momento, una delle tre aveva un cesto con dentro i Vangeli. Vita per tutti noi credenti e solennemente accompagnate da una danza sono arrivate all’altare. Abbiamo lavorato tanto ma ne è valsa la pena per la preghiera fatta insieme. Certamente non è mancato un buon pranzetto e molta gioia espressa con danze e canti nel pomeriggio. Il momento celebrativo richiede una preparazione impegnativa e coinvolgente. Certo che il te mpo della preparazione è un tempo lungo che richiede disponibilità, elasticità e saper far fronte agli immancabili imprevisti. Una preparazione che ci obbliga anche a una rivisitazione di ciò che si è vissuto lungo questi 50 anni. Molte persone ci hanno sottolineato il coraggio della CM che solo dopo 10 anni dalla fondazione aveva già spiccato il volo verso la missione “ad gentes”. Il motto “Guardare lontano” che ci accompagna dalla fondazione, è stato realizzato in tutta la CM nelle varie realtà e sono convinta che sempre ci ha accompagnato anche una certa audacia che ha fatto si che il “Guardare Lontano” avesse un sapore anche profetico. Celebrare significa rileggere la storia con occhi sapienziali per poter riconoscere il bene fatto e anche ciò che ha frenato in alcuni momenti il cammino. La CM qui in Mozambico ha accompagnato il cammino dal colonialismo all’indipendenza (1975), ha vissuto i 16 anni di guerra civile, la ricostruzione del dopo guerra… che è ancora in atto dopo oltre 25 anni dagli accordi di pace (1992). La CM ha camminato con la chiesa sostenendo il cammino di una chiesa ministeriale. Un servizio sempre fatto con discrezione e vicino al popolo. Ha avuto la gioia di avere nel 1993 le prime consacrate mozambicane Alice Silva e Gina Santana e dopo di loro… Julieta, Gabriela, Helena, Dalaina e Isabel… e ora un buon gruppo in formazione. Oggi stiamo raccogliendo frutti seminati da altri ma come dice S. Giovanni “Chi semina e chi raccoglie gioiranno insieme” E’ ciò che abbiamo vissuto in questa occasione. Per tutto questo diciamo GRAZIE! * Ringraziare il Cuore di Gesù che ci ha accompagnato e non ha fatto mancare la sua presenza di grazia e diciamo con le Parole di Paolo VI. “Tu o Cristo ci sei necessario”; * Ringraziare per tutto il bene che abbiamo potuto elargire; * Ringraziare per tutti coloro che hanno perdonato le nostre mancanze; * Ringraziare per tutte le missionarie che in prima persona hanno vissuto questo cammino in Mozambico; * Ringraziare per tutta la Compagnia Missionaria che in molti modi hanno reso possibile e sostenuto tutto i lavoro svolto; * Ringraziare P. Albino che molte volte ha visitato questa terra; * Ringraziare per la collaborazione e il sostegno dei sacerdoti del Sacro Cuore; * Ringraziare questo popolo amato e benedetto, per l’accoglienza e per il bene che ci ha sempre manifestato; * Ringraziare la Chiesa che vive qui in Mozambico, per il cammino di crescita fatto nella fede all’unico Signore Gesù. Concludo con ciò che P. Albino ha scritto per il suo 60° di Messa e penso che valga anche per questa ricorrenza; A te, o Cristo,che mi hai consacrato perché divenissi tramite della tua salvezza, rinnovo il mio “Grazie”e ridico il mio“Sì”. (P. Albino 60° di ordinazione)
nella semplicità e gioia del mio cuore
 
25 anni di consacrazione: 2 febbraio 1993-2018 Canto di gioia: “Nella semplicità e gioia del mio cuore Tutto, tutto, tutto offro al Signore”. Zé Manuel, della Caritas (morto un po’ di tempo fa), un caro amico di Gina, aveva insegnato questo canto, scelto appunto per la celebrazione della consacrazione nella CM di Gina e Alice il 2 febbraio 1993. Questa celebrazione era avvenuta a Maputo, nella casa dei Padri Dehoniani, V.le Salvador Allende, 1377. Un giorno memorabile… con la presenza di p. Albino Elegante scj, fondatore della CM che fu per lui l’ultimo viaggio a Maputo (Mozambico). Un dono importante per loro e per tutta la CM mozambicana, che accolse questi doni dalle mani di Dio e così si coronò un sogno accarezzato da molto tempo, fin dal 1968. In quel momento abbiamo sentito rafforzata la possibilità di far crescere virgulti di vita e l’albero della CM mozambicana con le sue forti radici in questa terra benedetta. La stessa Gina afferma che furono anni di forte entusiasmo, gioia, donazione e senso di appartenenza alla nostra Famiglia. Gina ha conosciuto la CM già nei primi anni della nostra presenza in Mozambico (anni 80), quando passammo da Namarroi a Quelimane e ci incontravamo a Messa nella cattedrale. Ha conosciuto il gruppo di allora: Elisabetta, Lisetta, Mariolina e Martina. Tutte eravamo impegnate nella catechesi con adolescenti e giovani. Furono anni di amicizia. Negli anni successivi, quando Gina era già membro della Caritas parrocchiale e diocesana, fu chiesto a Martina di partecipare alla Caritas diocesana di Quelimane e di assumere per alcuni anni l’incarico di responsabile. In seguito, nel 1986, Martina rientrò in Italia e Gina prese il suo posto su richiesta del vescovo Bernardo Governo. Negli anni successivi, Irene propose a Gina e ad Alice di entrare nella CM. Ambedue accolsero la proposta e iniziarono il cammino di formazione nel 1988. Gina ricorda un piccolo fatto avvenuto nel 1982 in Portogallo. Gina e Alice ebbero l’opportunità di conoscersi in un viaggio in Spagna e che ricordarono dopo anni di appartenenza alla CM. Un avvenimento provvidenziale che fece esclamare ad ambedue: “Il Signore ci ha fatto incontrare ancora prima di conoscere la CM”. Gina di fatto afferma che Alice è stata ed è per lei madrina e consigliera, amica e confidente. Gina ha vissuto un periodo a Maputo e, in quella occasione viveva con Irene, Anna Maria, Giannina e Elvira. Dopo la consacrazione, nel 1993 andò a lavorare nella Banca Standard Bank a Quelimane fino a quando non è andata in pensione nel 2007. Allora abitavano a Quelimane Lisetta e Amelia (portoghese) e negli anni seguenti Edvige e Gloria che, insieme a Gina e Mariolina che era a Nampula, costituivano un unico gruppo. Gina ricorda: ”Con Edvige e Gloria c’era molta complicità, ci intendevamo bene”. Nello stesso anno, marzo 2007, le venne proposto di lavorare, due pomeriggi la settimana, al Consolato Portoghese. Nel dicembre 2015 il Consolato portoghese venne chiuso e di conseguenza ha terminato le sue funzioni. In questi ultimi anni, ha sentito molto presente il gruppo, in particolare Gabriela, Helena, Lisetta e Mariolina e, ultimamente, Anna Maria. Sono stati anni di prova e di sofferenza, con malattie e lutti familiari. La presenza di tutte le missionarie nei momenti di difficoltà è stata importante per lei. Dal profondo di sé sente nascere un grazie al Signore: “Ringrazio Dio tutti i giorni per il mio passato e l’aiuto delle persone… Non sto vivendo quello che dovrei…anche per la salute…Mi costa vivere in questo Mozambico dove ci sono tante contraddizioni a livello politico e sociale…”. Non è facile portare la croce, ma la consolazione di Dio verrà ad alleviare, con la sua presenza misericordiosa, il cuore che cerca serenità e pace. A cura di Martina Cecini
prima emissione dei voti
 
Se mi accompagni sarò più forte, se cammini accanto a me, di chi avrò timore?  Con grande gioia vi racconto i bei momenti vissuti alla mia prima emissione dei voti. Era lo scorso maggio quando ho presentato la domanda. Il consenso mi è arrivato in seguito al parere positivo espresso su di me dalle missionarie che mi avevano accompagnato durante il periodo della formazione e dal Consiglio Centrale. Quando mi fu comunicato il parere positivo del Consiglio Centrale la mia gioia fu immensa. La decisione della data fu motivo sufficiente e chiaro per darne comunicazione alla mia famiglia e agli amici che tanto mi avevano incoraggiata durante gli anni della formazione e nei periodi di fatica e di tentazione. Tutte insieme, formande e missionarie che mi avevano accolto al mio arrivo ad Invinha, abbiamo cominciato i preparativi per la celebrazione. All’inizio le voci erano fiacche perché non conoscevamo i canti, ma poi fu un successo pieno. Arrivato il 13 agosto, e con la celebrazione della Nativitá della santissima Vergine Maria, ho emesso i miei primi voti annuali nella C.M. La festa è andata molto bene, la celebrazione era presieduta da Dom Lerma Martinez, vescovo di Gurué, presenti anche i Padri: Rito, Agostino, Daniel e Francisco, tutti diocesani. Ho vissuto ogni momento in comunione con tutta la Compagnia Missionaria. Vi sono riconoscente per le preghiere che mi avete dedicato e per la vostra accoglienza in seno alla C.M. come missionaria e, come missionaria, mi impegno a seguire Gesú molto piú da vicino, vivendo una vita di amore fino a diventare comunione con Dio e con i fratelli. Vi prego di continuare a pregare per me, per la mia crescita personale in ogni senso. Mi ritengo privilegiata per essere stata accolta nella casa di Invinha e per avere condiviso tutto con quel gruppo, ogni giorno vissuto lí. Mi sento piú responsabile ora ad essere di esempio alle giovani che arrivano per la prima volta nella casa di formazione; con la mia vita comunico loro tutto quanto ho imparato da quando sono entrata nella Compagnia Missionaria. Impariamo insieme, loro ed io; questa è una grande gioia ma è anche una sfida. La presenza di Cecilia Benoit K., missionaria di origine cilena, ci ha regalato grande gioia per la sua vivacitá e il suo impegno; ha rafforzato in noi la volontá di imparare e di proseguire il cammino incontro al futuro. Abbiamo imparato con lei la disponibilitá e l’impegno a far tesoro di tutto sempre di piú, perché il futuro della Compagnia Missionaria in Mozambico é nelle nostre mani. Con le riflessioni e la condivisione della Parola di Dio abbiamo scoperto il dinamismo e la risonanza della stessa, sempre invocando lo Spirito Santo, come raccomanda il nostro Statuto al n. 64.
1 . 2 . 3 . 4 . 5 . 6
Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

Follow us on Facebook