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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 15 / 03 / 2019
    FESTA DELL\'ECCOMI
    A S. Antonio Abate (Italia) il 24 marzo; a Funchal (Madeira) il 27 marzo; in Guinea Bissau il 30 mar... Continua
  • 15 / 03 / 2019
    FESTAS DO EIS-ME AQUI
    Em Santo António Abate (Itália) , 24 de março; en Funchal (Madeira), 27 de março; na Guiné, 3... Continua
  • 15 / 03 / 2019
    FIESTAS AQUI ESTOY
    En San Antonio Abad (Italia) el 24 de marzo; en Funchal (Madeira) el 27 de marzo; en Guinea Bissau e... Continua
  • 11 / 03 / 2019
    CONSEJO CENTRAL
    8 - 10 de mayo 2019, en Bolonia... Continua
  • 11 / 03 / 2019
    CONSELHO CENTRAL
    8 - 10 de maio de 2019, em Bolonha... Continua
  • 11 / 03 / 2019
    CONSIGLIO CENTRALE
    8 - 10 maggio 2019, a Bologna... Continua
freschezza della gioventù
 
L’11 novembre 2018 sono entrate nel Biennio di formazione: Angelina, Argentina, Ilda e nel periodo di orientamento Bete e Olga. Abbiamo celebrato questo evento con gli amici della CM, il giorno della chiusura dell’anno sociale. P. Aderito scj, amico di sempre, ha celebrato l’Eucarestia. Questi momenti sono sempre pieni di gioia e per noi sono anche una grande responsabilità. Le testimonianze scritte qui di seguito sono semplici ma manifestano la freschezza della gioventù che si sta donando e mostrando il desiderio di andare avanti. Chiedo molta preghiera perché tutto possa continuare come desidera il Cuore di Gesù. In questo percorso formativo ho fiducia in Maria che è madre guida e custode. Accompagnateci con la vostra preghiera. Anna Maria Berta   Sono entrata nel Biennio di Formazione il giorno 11novembre 2018.  Per me è stato molto bello dare ancora un passo in più nella Compagnia Missionaria. Sono contenta di vivere in gruppo camminando verso la consacrazione.Ho conosciuto la CM nel 2012, quando vivevo nel convitto degli studenti e frequentavo la parrocchia di Namarroi. Ho cominciato il cammino nella CM nell’anno 2013, quando cominciava il gruppo di Invinha; non mancarono le difficoltà perché la casa era ancora in costruzione, ma ne è valsa la pena perché ho imparato molto. Nel 2014 sono passata nel gruppo di Nampula e l’anno successivo sono entrata nel periodo dell’orientamento. Mi è piaciuta molto la formazione oltre che la formatrice Anna Maria; è stato molto importante per me anche l’accompagnamento di altre missionarie. Ringrazio tutte quelle persone che mi hanno aiutata ad arrivare fino a questa tappa del Biennio. Angelina Alberto Mutipo Sono Argentina Fernando Saraua, nata a Regone-Namarroi; ho iniziato il Biennio di formazione l’11 Novembre 2018.Celebriamo questo giorno con molta gioia ed entusiasmo. E’ stato molto importante per me dare più un passo nel mio percorso. E’ stato un giorno diverso: ascoltando, sapendo e credendo che in verità da ora in poi starò nella tappa del Biennio di formazione. Ho acclamato con grande gioia e ho lodato Dio, il Padre, per avermi scelta e accompagnata.Chiedo a Dio che continui sempre ad accompagnarmi nel mio cammino, che mi aiuti ad affrontare le difficoltà, e a vivere nella fede e nella gioia. Ringrazio Dio per essere riuscita ad affrontare tutti gli ostacoli e stare decisa ad avanzare. Chiedo che mi dia il desiderio di contemplare sempre il mistero del suo Cuore trafitto segno dell’amore totale al Padre e che mi conceda la grazia di scegliere Dio come pienezza della mia vita. Argentina Fernando Saraua Mi chiamo Ilda Manuel Antonio, sono di Alto Molocue-Mutala della Zambesia. Dopo il cammino fatto nel periodo dell’orientamento, sono felice per la mia entrata nel Biennio di Formazione. In questo percorso conoscerò meglio e di più la spiritualità della CM e Gesù, nel mistero del suo Cuore Trafitto che è segno di amore totale per il Padre e per gli uomini e le donne.Sono felice di stare in questo percorso, della chiamata e di stare in questa famiglia in cui mi sento di essere proprio in famiglia. Sono molto contenta di appartenere a Cristo, di essere testimone viva, secondo i suoi insegnamenti, e sono disposta di assumere con responsabilità il mio crescere nella Compagnia Missionaria, per l’avvento del Regno di Dio. Sono sicura che in questa tappa formativa apprenderò molte cose su Gesù, sul vivere i suoi insegnamenti nell’amore, nell’umiltà, nella semplicità nell’onestà con Cristo, vivere nella preghiera e seguirei cammini de Dio. Ringrazio Dio per il dono della vita, per il grande Amore che Lui ha per me e voglio chiedergli anche che aumenti la mia fede, che lo Spirito illumini il mio Cuore e che Maria mi guidi nei momenti di gioia e di tristezza e mi protegga nelle difficoltà.Grazie Gesù per il grande amore che mi dai. Ilda Manuel António Io, Bete Vasco Neves, figlia di Vasco Neves e di Lidia Capena, nata il 24 aprile 1996 nella provincia della Zambesia, distretto di Gurue, ho 5 fratelli e sorelle; ho conosciuto la CM nel 2015 quando frequentavo la decima classe a Invinha.E’ stato in questo anno che ho bussato alla porta della CM, nella comunità di Invinha, e che ho cominciato a partecipare agli incontri quindicinali di discernimento spirituali. Nel 2016 sono entrata a far parte del gruppo della CM a Invinha, dove sono stata accolta da: Mariolina, Lisetta e Dalaina insieme ad altre giovani che là abitavano. Ho vissuto 2 anni nei quali mi sono sentita molto felice e gioiosa di conoscere più da vicino la CM e ho acquisito più forza per continuare questo percorso. Con la chiamata che sempre ho sentito e sento, nel 2018 ho continuato la mia esperienza a Nampula. L’11 Novembre2018 è stato un giorno di grande gioia per me perché ufficialmente ho cominciato il periodo di Orientamento.Questo passo mi lascia serena e com la sicurezza che il Cuore di Gesù mi accompagnerà. Voglio chiedere a Maria che continui a essere Madre, Guida e Custode e che indichi il cammino e mi illumini in questo mio cammino. Bete Vasco Neves Ciao! Mi chiamo Olga Alcino, sono di Nampula, sono nata il 10 giugno 1994, figlia di Alcino Francesco e Maria Lúcia Domingos, ho 3 sorelle(2 degli stessi genitori e una che è sorella solo da parte di padre) con me siamo 4 sorelle, sono figlia di genitori separati. Chi mi ha presentato alla Compagnia Missionaria è stato il responsabile della comunità parrocchiale. Il primo contatto è stato con Anna Maria che mi ha parlato della CM: mi ha parlato della storia e mi ha dato un libretto da leggere. Mi piacque…e nel 2017 sono entrata nel gruppo di Invinha per conoscere maggiormente la CM e anche per farmi conoscere. E’ stata una bella esperienza; mi è piaciuto relazionarmi con le altre giovani, in nuovo ambiente, ho appreso a leggere la Bibbia e questo è stato molto bello. Nel 2018 sono tornata nel gruppo di Nampula e nell’11 di Novembre ho iniziato il periodo di orientamento. E’ stato un giorno di gioia e felicità. Nel profondo del mio cuore sento che Dio mi chiama per camminare in questa famiglia CM.Voglio seguire Gesù Cristo come le missionarie della CM seguono. Questo è stato il motivo che mi ha fatto lasciare la famiglia di sangue e stare qui,Ringrazio il Signore Gesù e sua Madre Maria Santissima che mi ha accompagnato e illuminato nel mio cammino attraverso l’ascolto, la preghiera .Grazie, Signore Gesù. Olga Alcino  
venite e vedete
 
Vi descrivo ciò che ho vissuto in questo periodo (fine 2018 e inizio 2019), sin dalla mia andata per gli esercizi spirituali nella casa del noviziato dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gurue. Erano presenti tutte le missionarie del Mozambico. Orientava il ritiro il vescovo ausiliario di Nampula D. Ernesto Maguengue. Abbiamo cominciato la sera del mercoledì 29 dicembre fino al primo gennaio del 2019.Sono partita con un obiettivo: ritirarmi nel deserto, riposare con Gesù, assaporare la sua Parola, lasciarlo regnare in me. Veramente, sono rimasta contenta di aver accettato l’invito di Gesù di uscire e andargli incontro, stare con lui, dialogare, ascoltare, contemplare, credere, amare, testimoniare e fare la sua volontà. Nel giorno 1 di gennaio di quest’anno, ho avuto l’opportunità di concludere gli esercizi spirituali con una grande festa alla Vergine Santa Maria e con la mia incorporazione perpetua nella Compagnia Missionaria. Mi sono commossa, nel momento della mia donazione a Dio e alla Chiesa, con la formula della incorporazione perpetua e con l’impegno della mia vita al servizio del Vangelo.Erano presenti: sacerdoti dehoniani e diocesani, suore, novizi, seminaristi, il diacono, le nostre ragazze che sono nel periodo di formazione, il gruppo corale della parrocchia, i miei genitori, i vari parenti, gli anziani della mia comunità di Lusa e due vescovi: Monsignor Francesco Lerma, della mia diocesi del Gurue e Monsignor Ernesto Maguengue. D. Ernesto dirigendomi la parola mi ha esortata ad avere coscienza della mia condizione di missionaria consacrata nel mondo e a vivere con gioia il Vangelo, la mia appartenenza a Dio e alla Compagnia Missionaria del Sacro Cuore.Esprimo, piena di gioia, animata dallo Spirito Santo che mi guida, il mio profondo sentimento di gratitudine per l’incorporazione perpetua e che per grazia di Dio vivo come passo indispensabile in questo cammino di configurazione a Cristo al servizio dei fratelli e sorelle e della Chiesa. Grazie Gesù, per i benefici che mi hai concesso e per la mia permanenza nel cammino della Compagnia Missionaria.Ringrazio con profondo affetto la Presidente e il suo Consiglio, le formatrici, le responsabili e tutte le missionarie dell’istituto per l’affetto, il sorriso, l’accoglienza che sempre mi hanno dato, per avermi condotto alla ricchezza di questa vita di consacrazione nella Chiesa e nel Mondo e per sorreggermi nelle mie debolezze. Grazie Vergine Maria che mi accompagni in questo cammino di offerta “fate tutto ciò che Lui vi dirà”.
un grande viaggio... a piccoli passi
 
E’ cosi che definisco il mio viaggio fatto in Mozambico dal 11 gennaio al 16 febbraio. E’ una frase detta non so da chi ma è vero, anche un grande viaggio comincia con un piccolo passo. La motivazione del viaggio, visto che sono ancora l’amministratrice centrale, e ovvio che riguardi aspetti economici, problemi di natura contabile e amministrativi, gestione di case e attività, ma questo aspetto del mio lavoro lo lascio da parte, già la dovrò relazionare al CC. Il ViaggioRicordo un'altra storia che dice: “ il viaggio può essere lo stesso, ma il racconto è diverso a seconda della persona che lo racconta, quindi condivido con voi alla mia maniera questi piccoli passi che hanno fatto parte di questo cammino.La partenza da Bologna, comincia già con imprevisti, a causa di scioperi il mio volo che doveva andare a Francoforte è cancellato e vengo dirottata prima a Lisbona, e poi a Luanda in Angola, e poi a Johannesburg in Sud Africa e dopo una lunga attesa tocco finalmente terra mozambicana dove mi accoglie l’abbraccio caloroso di Leonia, Giannina e Irene e la temperatura di 40 gradi. Si ancora una volta sono in Africa. La permanenza Nei nostri gruppi CM l’accoglienza che ricevo è molto fraterna, i miei giorni passano condividendo il loro quotidiano, vissuto in realtà molto diverse. A Maputo il mio impegno principale è a fianco di Julieta, che sta assumendo la direzione della scuola ”Nossa Senhora das Vitorias”. Visito Alice sempre molto cara, che convive con i limiti della sua malattia, sempre molto presente alla vita della CM, e riesce sempre a non farci mancare i suoi dolci . Ritaglio un pomeriggio di relax con Pe. Carlos dehoniano che mi porta ad attraversare il nuovo ponte che congiunge la città all’altra parte della baia, e non manca un giretto in vespa con fratel Meoni. I giorni passano mi aspetta un altro viaggio in aereo per spostarmi a Nampula, viaggio con Helena che si trova in visita alla sua famiglia. All’arrivo a riceverci c’e Anna Maria, e dopo alcuni giorni sono di nuovo in viaggio con lei( Super autista) per Invinha... In questi due gruppi rivedo con piacere le sorelle mozambicane che già sono state in Italia, Helena, Gabriela Dalaina e Isabel e mi ritrovo anche con Bina che non vedo da tempo. Conosco poi tutta la schiera delle giovani in formazione e in discernimento vocazionale. Una realtà che da speranza ma anche molto impegnativa, da accompagnare con cura, come germogli da coltivare perche poi diano fiori e frutti se il Signore vorrà. Oltre alla realtà CM, soprattutto al Gurue incontro le persone con cui ho camminato insieme: il gruppo donne “Mulher vida e paz”, mi fa una festa davvero emozionante, e non è di meno anche l’incontro con gli operai del Centro Polivalente. Davanti a tutto questo io dico loro che la mia allegria è cominciata a Maputo toccando terra mozambicana, è aumentata arrivando in Zambezia ma ha raggiunto il massimo arrivando a Invinha.Dove sono passata ho incontrato anche i padri dehoniani e diocesani di vecchi data e quindi anche con loro viviamo l’allegria di rincontrarci e raccontarci i ricordi comuni. E’ bello sentire che le relazioni costruite con le persone si mantengono nonostante le distanze, e sono proprio quelle che ci rallegrano il cuore e danno leggerezza ai nostri piccoli passi. Il ritorno La domanda che la gente che mi conosce mi rivolge è sempre la stessa “sei tornata per rimanere?”E qui mi viene in mente un’altra frase “resta se puoi, se è necessario parti” E si ci resterei ma… Restare e partire dinamiche che fanno parte del camino della vita.Quindi eccomi di nuovo in partenza, nella valigia ho messo il riso e i fagioli, dono delle donne, coltivato nei loro campi. Il volo Johannesburg/ Monaco è lungo occorre tutta la notte per sorvolare l’Africa. Come non pensare a chi su questa terra immensa è in cammino, fuggendo da situazioni invivibili e rischiando la vita per raggiungere un'altra terra che li accolga, e a chi come me dopo tutta l’accoglienza ricevuta percorre questo stesso cammino comodamente in aereo per arrivare dove loro non saranno certo i benvenuti, anzi troveranno muri, rifiuti e addirittura porti chiusi.A Monaco di Baviera i controlli sono serrati e non riesco a prendere l’aereo previsto, devo attendere altre ore, in compenso l’aereo successivo parte a mezzogiorno e visto che è una giornata limpida e serena godo lo spettacolo delle Alpi innevate, si sono in Europa, in Italia, all’aeroporto Paola mi aspetta, si sono a Bologna.
50 anni di cm in mozambico
 
Alle Missionarie del Sacro CuoreAlla CM in Mozambico Oggi festeggiamo 50 anni della presenza della CM in Mozambico. Era il giorno 15 di Agosto 1968, quando Teresa Castro e Maria Ilda Candelaria approdarono a Quelimane, dirette nell’Alta Zambesia, precisamente Milevane, seguite da Lisetta Licheri, ancora presente, e molto dinamica, che venne a completare il gruppo. Dopo queste sono arrivata anch’io e altre lavorammo a Namarroi. Questo è un giorno di ringraziamento a Dio, che ci ha guidate e ci guida nel nostro quotidiano e a tutti quelli che ci accolsero e ci aiutarono a crescere come donne e come missionarie. Ci invitarono i padri dehoniani a cominciare la nostra presenza in questa terra. Con loro abbiamo condiviso la spiritualità che noi abbiamo ricevuto da P. Albino Elegante, anche lui padre dehoniano che fondò la Compagnia Missionaria, nel 1957. In Mozambico col fervore missionario e con l’effervescenza della gioventù decise a dare la nostra vita per l’inculturazione del vangelo nel cuore di ogni mozambicano. Per amore del vangelo affrontammo l’arduo cammino della inculturazione, l’ABC della lingua Lomwé, mezzo indispensabile per la comunicazione della parola di Dio e della relazione con le persone: al primo posto i catechisti, le donne, le famiglie e le comunità. Imparammo ad apprezzare i piatti tipici del Mozambico: polenta, gallina alla zambesiana, vari tipi di fagioli, la gustosa “intiqua” preparata con le foglie della manioca, tutto quello che le comunità e le persone ci offrivano. Tutto era cammino per evangelizzare e testimoniare l’amore del Cuore trafitto che ci animava. Con i Padri Dehoniani, facemmo il tirocinio della vita missionaria. Con loro, seguendo ciò che lo spirito suggeriva, intraprendemmo il percorso di trasformazione da una Chiesa potere a una Chiesa servizio, famiglia e ministeriale. Il vento dell’indipendenza non ci spaventò e rispondendo al nostro carisma che ci vuole inserite nel mondo per trasformare le realtà sociali con la forza del vangelo, ci inserimmo nei settori più fragili: Educazione, Sanità, formazione di quelli che erano coinvolti nei movimenti di massa, le donne(OMM) e i giovani (OJM). Rimase comunque un gruppo a Namarroi come luogo di preghiera, di condivisione, di verifica e di programmazione della nostra vita. Celebrare cinquanta anni… Questa ricorrenza celebra due inizi: la semina e il raccolto. Il raccolto riguarda l’arricchimento del nostro essere donne consacrate che vivono a fianco dei fratelli e sorelle condividendo sogni, gioie, difficoltà e speranze che abitano il cuore umano. Abbiamo appreso a coniugare alla maniera mozambicana, il nostro carisma nei suoi aspetti fondamentali: l’accoglienza, l’ascolto, la condivisione…e a vivere l’amore e l’offerta di noi,  nell’abbandono a Dio, con serenità e semplicità. Abbiamo appreso a essere Chiesa che cerca di servire perché il regno di Dio si realizzi in ogni angolo di questa società, generando pace e riconciliazione. Ringraziamo il Signore che ci fa feconde, dandoci vino nuovo di giovani consacrate e aspiranti che donano un viso mozambicano all’istituto secolare Compagnia Missionaria. A loro diamo una spiritualità e un carisma perché questo vino mantenga sempre il sapore del buon vino…e possa continuare ad animare i cuori delle persone che con loro si ritrovano giorno per giorno. Alle missionarie mozambicane, alle giovani, a questo vino nuovo…facciamo la consegna del testimone. Noi abbiamo tracciato il cammino, non è stato un cammino dritto né perfetto, è un cammino che è stato fatto con molti sussulti, ma è un cammino che abbiamo cercato nell’umiltà, nella fedeltà al carisma e allo Spirito di Dio che in ogni momento ci precedeva con la sua luce e la sua presenza. Oggi vi consegniamo la spiritualità e il carisma con la sicurezza che “continuerete a guardare con creatività i tempi nuovi e a conservarli fino alla piena fermentazione” (cf. “Per vino nuovo otri nuovi”). Non troverete la nostra storia in libri ma nel cuore di missionarie che vi hanno preceduto. Loro possono raccontarvi nella maniera dei vecchi, ciò che hanno vissuto e affrontato per poter orientare la vostra vita nell’inserimento del nostro carisma nel cuore della chiesa e del popolo mozambicano. Siamo nate per servire, per essere ponte di incontro dei fratelli con Cristo; ponte di riconciliazione e di ascolto del grido dei poveri. Affido questa consegna del testimone a Maria, Madre, guida e custode della Compagnia Missionaria perché ci aiuti a conservare questa buona “Otheca” nel suo cuore e che abbia una buona fermentazione perché i vicini e quelli che passano si sentano invitati a assaggiare e a partecipare all’allegria della festa. I miei auguri a Lisetta e a tutte quelle che hanno lavorato in Mozambico e ad ognuna di voi giovani consacrate e aspiranti. Il mio abbraccio sincero e affettuoso. Maputo, 12 Maggio 2018 Irene Ratti
in cammino solidale con la compagnia missionaria
 
Un contributo di amicizia e fraternità tra C.M e SCJ “… riceverete su di voi la forza dello Spirito …” (Atti 1,8) E lo Spirito aiuta ad accettare e valorizzare il presente come a vivere il pellegrinaggio verso il futuro. Ma non da soli, bensì in “compagnia” di tanti fratelli e sorelle che transitano per le stesse strade o, forse, sentieri. Nel cinquantesimo della C.M. mozambicana (1968-2018) e della mia ordinazione sacerdotale (1968-2018) un incontro a Bologna fa scoppiare scintille e riemergere ricordi e sogni. E aggiungerei, perché no? Anche gli anni della mia presenza a Madeira (1963-1965) e in territori del continente africano: Mozambico (1970-2004) e Angola (2004 ad oggi). I primi incontri si riallacciano al tempo degli studi teologici, con la presenza di alcune signorine della C.M.; continuati in altre occasioni di ricorrenze e feste: primi passi di scoperte e sfide per il futuro. Prima di partire per il Mozambico, dove le consacrate laiche C.M. mi hanno anticipato, ho sentito il dovere di incontrare P. Albino Elegante, il quale, oltre ad incoraggiarmi, ha condiviso alcune sue preoccupazioni riguardanti le prime missionarie C.M. in Zambezia (circa l’accoglienza, la collaborazione, l’inserimento in quella chiesa locale). Arrivato a Milevane le ho incontrate al lavoro nella nostra Scuola Apostolica e Missione di Nauela. Le insegnanti Ilda e Teresa attente a migliorare il mio portoghese e Lisetta infermiera nella zona, paziente nell’accettare la mia povera collaborazione nel settore sanitario e pastorale. Qui è iniziato un cammino di reciprocità e di comunione umana e spirituale importante per crescere e qualificare la nostra presenza tra le persone del posto. Significativa la nostra partecipazione ad una chiesa post-conciliare che sentiva il bisogno di rinnovarsi nello Spirito ma troppo condizionata dal passato ed esitante nelle scelte concrete. L’esempio e l’aiuto ci fu dato dalla Chiesa vicina di Nampula. Ma dopo abbiamo avuto il coraggio di proseguire, di coscientizzarci e di cercare la collaborazione dei laici, che non erano i soli catechisti. Così sono nate gradualmente, le piccole comunità cristiane, aperte ad una reale partecipazione e collaborazione, parte attiva della famiglia diocesana. Tutto questo ci ha preparato al grande evento dell’Indipendenza del Mozambico (1975). Un momento unico e vibrante, ma per i cristiani ed i cattolici, in particolare, si è trasformato in un incubo. A certo astio o rabbia anti-coloniale si è unita l’ideologia marxista-leninista dei nuovi padroni. La Chiesa ha sofferto e tutti ne abbiamo pagato le conseguenze. Noi, già nella missione di S. Tiago di Namarroi, siamo stati accusati di antinazionalismo per il semplice fatto di aver partecipato in una riunione di animatori in preparazione alla visita del nostro Vescovo Bernardo Governo. Ci accusarono di “riunione con il nemico”. Le conseguenze? Espulsione definitiva dalla missione, e alcuni, imprigionati. Così c’è stata dispersione di tutto il personale missionario! Religiosi scj e signorine (missionarie) C.M. Ma l’amicizia e spiritualità hanno operato a distanza, fortificandoci nella vocazione e missione. E poi la gente ci è stata ancora più vicina e in attesa di tempi nuovi. Non posso dimenticare le umiliazioni di Elisabetta, nel tentativo isolato di riprendere il suo servizio di infermiera nel posto sanitario. Per le Missionarie laiche e consacrate si sono come rinnovati i tempi della prima chiesa: la persecuzione e dispersioni le hanno portate ad operare e testimoniare in luoghi differenti, dove il loro carisma era una sorprendente novità, non solo per i cristiani ma anche per le persone di altri istituti missionari. Ricordo con nostalgia l’opera di Mª Amélia Magalhães; lavorava assiduamente con i piccoli, figli degli operai di una fabbrica di Quelimane, e la simpatia suscitata da questa presenza sociale. I tempi hanno creato nuove iniziative e le missioni hanno accolto ed accompagnato delle giovani, alcune delle quali le hanno seguite nel carisma e nella spiritualità. Tutto è opera prioritaria dello Spirito che ha trovato cuori attenti, umili e generosi, persone di simpatia e santa cocciutaggine, capaci di essere dono e stimolo nel pellegrinaggio della vita umana e cristiana. Con Agostino possiamo dire: “Se questi e queste … perché non io?”. Che Dio continui a benedire questo carisma di generosa e aperta oblazione. Guardiamo sempre al futuro, insieme! P. Maggiorino Madella scj
un pellegrinaggio con tre obiettivi
 
Domenica 8 aprile, data scelta tra Missionarie ed Amici, era il giorno tanto atteso e desiderato per rafforzare la nostra comunione con tutta la CM. Gli obiettivi sono noti a tutti:             Vivere insieme, Missionarie ed Amici, un tempo per fraternizzare, colmare il vuoto di relazioni e notizie reciproche dei mesi estivi (dicembre – marzo), ma anche per sentire dentro di noi correre il filo del NOI CM e poterlo comunicare anche a voi che siete lontani da Maputo; quindi un tempo di  preghiera, di ascolto della Parola, a cui è seguito il frugale lanch con il nostro farnel e le ultime notizie dall’Istituto, in particolare sulle celebazioni del 60° nelle varie nazioni dove siamo presenti, sulla salute delle sorelle malate e altro. La meta: il Santuario in periferia di Maputo dedicato a Nostra Signora delle Candele, conosciuta anche come Nostra Signora della Luce, in località Marracuene, a poco meno di un’ora di auto dalla città. Questo era importante per andare incontro alle varie difficoltà di spostamento di alcune di noi. Per Alice abbiamo trepidato. Non c’era modo di farla salire su quel mini-bus. Per fortuna sua figlia Julia si è offerta di venire anche lei in pellegrinaggio con il suo fuoristrada e mamma Alice ce l’ha fatta bene. Perfino gli spostamenti dalla chiesa alla sala erano un problema per l’impossibilità di far scorrere la sua sedia a rotelle in mezzo a quella bella sabbia, morbida e asciutta, ottima per affondarvici. Il pellegrinaggio è stato ben organizzato dagli Amici; in viaggio abbiamo pregato e cantato. All’arrivo eravamo attesi, e siamo stati accolti con gioia dalla comunità parrocchiale per la partecipazione all’Eucaristia. Erano presenti i giovani venuti al loro ritiro ed erano molti. Siamo state invitate da Pe Joaquim a farci conoscere dai presenti, a parlare di noi. Abbiamo offerto la nostra bella CM in quindici minuti, con la gioia di condividere ciò che ci abita e che desideriamo si veda, si senta, esploda.  Il CC ha invitato tutte le realtà CM a dedicare un tempo speciale alla richiesta della benedizione di Dio, attraverso Maria, sulla prossima IX Assemblea Ordinaria, che si terra a Bologna nel 2019, e per l’occasione abbiamo distribuito la preghiera fatta dal Centro CM dedicata “ALLA VERGINE DI NAZARÈ”. È seguita una rilettura del Vangelo di Luca e il nostro percorso storico dell’ “Eccomi”, che appartiene a tutti noi, Missionarie, Amici e a quanti apprezzano la fragilità umana della Vergine, che nasconde una forza divina. Una riflessione sul senso della benedizione di Dio a noi creature, ma anche tra di noi, si è concretizzata in una benedizione reciproca, gli uni per gli altri: un quarto d’ora intimo, di commoventi auguri tutt’altro che stereotipati.  Ci sembra giusto e doveroso ora ringraziare e benedire chi ci ha stimolati a riscoprire quello che abbiamo in noi CM, quello che speriamo di diventare per la Chiesa e per l’umanità, i nostri desideri e gli obiettivi quasi nascosti che lo Spirito ci rivelerà nella prossima Assemblea Ordinaria, alla presenza dell’immagine di Maria delle origini. Da tutti noi di Maputo un abbraccio in comunione.  Missionarie e Amici
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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