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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
fedeltà
 
Nampula - 60° CM e 50 anni di vita CM in Mozambico Il giorno 13 maggio nella nostra parrocchia di S. Pedro – Napipine a Nampula abbiamo celebrato i 60 anni di fondazione CM, i 50 anni della nostra presenza in Mozambico e 20 anni della presenza del gruppo di amici qui a Nampula. In questa data è stata significativa la presenza di Lisetta, una delle tre missionarie che arrivarono per prime qui in Mozambico. A proposito dell’arrivo delle missionarie trascrivo ciò che P. Tarcisio Finazzi SCJ (allora Regionale) ha scritto in occasione del ventesimo della nostra presenza: “Ilda Candelária, Teresa Castro e Lisetta Licheri hanno messo piede in terra mozambicana l’agosto del 1968 e andarano a Milevane nella scuola Apostolica dei Padri del Sacro Cuore. Era il nostro primo contatto con le laiche consacrate che venivano per collaborare al nostro fianco. Avevano una carica di umanità, di simpatia e serenità coinvolgente che trascinava… un anno dopo altre missionarie furono ad affiancare i padri della Missione di Namarroi…” e dopo 50 anni la presenza di Lisetta è stata significativa per la sua fedeltà alla missione. Ha presieduto la Celebrazione Eucaristica P. Sandro Capoferri scj, attuale provinciale, con lui altri padri Dehoniani e Diocesani, da sottolineare la presenza di P. EzioToller (53 anni di missione) uno dei padri che accolsero le prime missionarie. La Messa è stata animata da tutte noi missionarie con le nostre ragazze in formazione con la collaborazione di molti amici e amiche che hanno voluto, con noi, vivere questo momento. Canti danze tipiche, non sono mancati per allietare e accompagnare tutta la liturgia. E’ difficile descrivere il clima che si è vissuto, ma posso dire che è stato veramente un momento di grazia. Tra i molti segni che hanno accompagnato la liturgia ne sottolineo uno: la processione del Vangelo al momento dell’alleluia. Qui in Mozambico come in molti altri paesi, le donne hanno sempre dei cesti sulla testa e trasportano ciò che serve per la vita familiare… Tre donne hanno accompagnato questo momento, una delle tre aveva un cesto con dentro i Vangeli. Vita per tutti noi credenti e solennemente accompagnate da una danza sono arrivate all’altare. Abbiamo lavorato tanto ma ne è valsa la pena per la preghiera fatta insieme. Certamente non è mancato un buon pranzetto e molta gioia espressa con danze e canti nel pomeriggio. Il momento celebrativo richiede una preparazione impegnativa e coinvolgente. Certo che il te mpo della preparazione è un tempo lungo che richiede disponibilità, elasticità e saper far fronte agli immancabili imprevisti. Una preparazione che ci obbliga anche a una rivisitazione di ciò che si è vissuto lungo questi 50 anni. Molte persone ci hanno sottolineato il coraggio della CM che solo dopo 10 anni dalla fondazione aveva già spiccato il volo verso la missione “ad gentes”. Il motto “Guardare lontano” che ci accompagna dalla fondazione, è stato realizzato in tutta la CM nelle varie realtà e sono convinta che sempre ci ha accompagnato anche una certa audacia che ha fatto si che il “Guardare Lontano” avesse un sapore anche profetico. Celebrare significa rileggere la storia con occhi sapienziali per poter riconoscere il bene fatto e anche ciò che ha frenato in alcuni momenti il cammino. La CM qui in Mozambico ha accompagnato il cammino dal colonialismo all’indipendenza (1975), ha vissuto i 16 anni di guerra civile, la ricostruzione del dopo guerra… che è ancora in atto dopo oltre 25 anni dagli accordi di pace (1992). La CM ha camminato con la chiesa sostenendo il cammino di una chiesa ministeriale. Un servizio sempre fatto con discrezione e vicino al popolo. Ha avuto la gioia di avere nel 1993 le prime consacrate mozambicane Alice Silva e Gina Santana e dopo di loro… Julieta, Gabriela, Helena, Dalaina e Isabel… e ora un buon gruppo in formazione. Oggi stiamo raccogliendo frutti seminati da altri ma come dice S. Giovanni “Chi semina e chi raccoglie gioiranno insieme” E’ ciò che abbiamo vissuto in questa occasione. Per tutto questo diciamo GRAZIE! * Ringraziare il Cuore di Gesù che ci ha accompagnato e non ha fatto mancare la sua presenza di grazia e diciamo con le Parole di Paolo VI. “Tu o Cristo ci sei necessario”; * Ringraziare per tutto il bene che abbiamo potuto elargire; * Ringraziare per tutti coloro che hanno perdonato le nostre mancanze; * Ringraziare per tutte le missionarie che in prima persona hanno vissuto questo cammino in Mozambico; * Ringraziare per tutta la Compagnia Missionaria che in molti modi hanno reso possibile e sostenuto tutto i lavoro svolto; * Ringraziare P. Albino che molte volte ha visitato questa terra; * Ringraziare per la collaborazione e il sostegno dei sacerdoti del Sacro Cuore; * Ringraziare questo popolo amato e benedetto, per l’accoglienza e per il bene che ci ha sempre manifestato; * Ringraziare la Chiesa che vive qui in Mozambico, per il cammino di crescita fatto nella fede all’unico Signore Gesù. Concludo con ciò che P. Albino ha scritto per il suo 60° di Messa e penso che valga anche per questa ricorrenza; A te, o Cristo,che mi hai consacrato perché divenissi tramite della tua salvezza, rinnovo il mio “Grazie”e ridico il mio“Sì”. (P. Albino 60° di ordinazione)
nella semplicità e gioia del mio cuore
 
25 anni di consacrazione: 2 febbraio 1993-2018 Canto di gioia: “Nella semplicità e gioia del mio cuore Tutto, tutto, tutto offro al Signore”. Zé Manuel, della Caritas (morto un po’ di tempo fa), un caro amico di Gina, aveva insegnato questo canto, scelto appunto per la celebrazione della consacrazione nella CM di Gina e Alice il 2 febbraio 1993. Questa celebrazione era avvenuta a Maputo, nella casa dei Padri Dehoniani, V.le Salvador Allende, 1377. Un giorno memorabile… con la presenza di p. Albino Elegante scj, fondatore della CM che fu per lui l’ultimo viaggio a Maputo (Mozambico). Un dono importante per loro e per tutta la CM mozambicana, che accolse questi doni dalle mani di Dio e così si coronò un sogno accarezzato da molto tempo, fin dal 1968. In quel momento abbiamo sentito rafforzata la possibilità di far crescere virgulti di vita e l’albero della CM mozambicana con le sue forti radici in questa terra benedetta. La stessa Gina afferma che furono anni di forte entusiasmo, gioia, donazione e senso di appartenenza alla nostra Famiglia. Gina ha conosciuto la CM già nei primi anni della nostra presenza in Mozambico (anni 80), quando passammo da Namarroi a Quelimane e ci incontravamo a Messa nella cattedrale. Ha conosciuto il gruppo di allora: Elisabetta, Lisetta, Mariolina e Martina. Tutte eravamo impegnate nella catechesi con adolescenti e giovani. Furono anni di amicizia. Negli anni successivi, quando Gina era già membro della Caritas parrocchiale e diocesana, fu chiesto a Martina di partecipare alla Caritas diocesana di Quelimane e di assumere per alcuni anni l’incarico di responsabile. In seguito, nel 1986, Martina rientrò in Italia e Gina prese il suo posto su richiesta del vescovo Bernardo Governo. Negli anni successivi, Irene propose a Gina e ad Alice di entrare nella CM. Ambedue accolsero la proposta e iniziarono il cammino di formazione nel 1988. Gina ricorda un piccolo fatto avvenuto nel 1982 in Portogallo. Gina e Alice ebbero l’opportunità di conoscersi in un viaggio in Spagna e che ricordarono dopo anni di appartenenza alla CM. Un avvenimento provvidenziale che fece esclamare ad ambedue: “Il Signore ci ha fatto incontrare ancora prima di conoscere la CM”. Gina di fatto afferma che Alice è stata ed è per lei madrina e consigliera, amica e confidente. Gina ha vissuto un periodo a Maputo e, in quella occasione viveva con Irene, Anna Maria, Giannina e Elvira. Dopo la consacrazione, nel 1993 andò a lavorare nella Banca Standard Bank a Quelimane fino a quando non è andata in pensione nel 2007. Allora abitavano a Quelimane Lisetta e Amelia (portoghese) e negli anni seguenti Edvige e Gloria che, insieme a Gina e Mariolina che era a Nampula, costituivano un unico gruppo. Gina ricorda: ”Con Edvige e Gloria c’era molta complicità, ci intendevamo bene”. Nello stesso anno, marzo 2007, le venne proposto di lavorare, due pomeriggi la settimana, al Consolato Portoghese. Nel dicembre 2015 il Consolato portoghese venne chiuso e di conseguenza ha terminato le sue funzioni. In questi ultimi anni, ha sentito molto presente il gruppo, in particolare Gabriela, Helena, Lisetta e Mariolina e, ultimamente, Anna Maria. Sono stati anni di prova e di sofferenza, con malattie e lutti familiari. La presenza di tutte le missionarie nei momenti di difficoltà è stata importante per lei. Dal profondo di sé sente nascere un grazie al Signore: “Ringrazio Dio tutti i giorni per il mio passato e l’aiuto delle persone… Non sto vivendo quello che dovrei…anche per la salute…Mi costa vivere in questo Mozambico dove ci sono tante contraddizioni a livello politico e sociale…”. Non è facile portare la croce, ma la consolazione di Dio verrà ad alleviare, con la sua presenza misericordiosa, il cuore che cerca serenità e pace. A cura di Martina Cecini
prima emissione dei voti
 
Se mi accompagni sarò più forte, se cammini accanto a me, di chi avrò timore?  Con grande gioia vi racconto i bei momenti vissuti alla mia prima emissione dei voti. Era lo scorso maggio quando ho presentato la domanda. Il consenso mi è arrivato in seguito al parere positivo espresso su di me dalle missionarie che mi avevano accompagnato durante il periodo della formazione e dal Consiglio Centrale. Quando mi fu comunicato il parere positivo del Consiglio Centrale la mia gioia fu immensa. La decisione della data fu motivo sufficiente e chiaro per darne comunicazione alla mia famiglia e agli amici che tanto mi avevano incoraggiata durante gli anni della formazione e nei periodi di fatica e di tentazione. Tutte insieme, formande e missionarie che mi avevano accolto al mio arrivo ad Invinha, abbiamo cominciato i preparativi per la celebrazione. All’inizio le voci erano fiacche perché non conoscevamo i canti, ma poi fu un successo pieno. Arrivato il 13 agosto, e con la celebrazione della Nativitá della santissima Vergine Maria, ho emesso i miei primi voti annuali nella C.M. La festa è andata molto bene, la celebrazione era presieduta da Dom Lerma Martinez, vescovo di Gurué, presenti anche i Padri: Rito, Agostino, Daniel e Francisco, tutti diocesani. Ho vissuto ogni momento in comunione con tutta la Compagnia Missionaria. Vi sono riconoscente per le preghiere che mi avete dedicato e per la vostra accoglienza in seno alla C.M. come missionaria e, come missionaria, mi impegno a seguire Gesú molto piú da vicino, vivendo una vita di amore fino a diventare comunione con Dio e con i fratelli. Vi prego di continuare a pregare per me, per la mia crescita personale in ogni senso. Mi ritengo privilegiata per essere stata accolta nella casa di Invinha e per avere condiviso tutto con quel gruppo, ogni giorno vissuto lí. Mi sento piú responsabile ora ad essere di esempio alle giovani che arrivano per la prima volta nella casa di formazione; con la mia vita comunico loro tutto quanto ho imparato da quando sono entrata nella Compagnia Missionaria. Impariamo insieme, loro ed io; questa è una grande gioia ma è anche una sfida. La presenza di Cecilia Benoit K., missionaria di origine cilena, ci ha regalato grande gioia per la sua vivacitá e il suo impegno; ha rafforzato in noi la volontá di imparare e di proseguire il cammino incontro al futuro. Abbiamo imparato con lei la disponibilitá e l’impegno a far tesoro di tutto sempre di piú, perché il futuro della Compagnia Missionaria in Mozambico é nelle nostre mani. Con le riflessioni e la condivisione della Parola di Dio abbiamo scoperto il dinamismo e la risonanza della stessa, sempre invocando lo Spirito Santo, come raccomanda il nostro Statuto al n. 64.
tutto è germogliato, è cresciuto e ha dato i suoi frutti
 
Eccomi a voi, sono Argèlia, ho 21 anni, sono originaria di Namarroi, provincia della Zambezia e sono la primogenita della mia famiglia. Ho iniziato a studiare nel 2003 a Ragone. Ho frequentato la scuola dalla 1° alla 3° classe, senza uniforme, vestita con quello che avevo in casa e questo non andava bene. Ho capito però che la mancanza dell’uniforme scolastica non doveva essere un motivo per abbandonare gli studi. I miei genitori si impegnarono a coltivare un campo grande e a seminare grano e fagioli… Tutto germogliava, cresceva e loro hanno potuto raccogliere con abbondanza grano e fagioli, poi hanno organizzato anche la confezione del raccolto in sacchi, li hanno venduti e, con il ricavato, mi hanno comprato tutto quello che mi serviva per la scuola: l’uniforme, le scarpe e la cartella per i miei quaderni. Nel 2011 sono stata promossa all’8° classe e, in quel periodo, Padre Francesco è venuto nella comunità dove mi trovavo, per dirmi che proprio lì vicino c’erano delle suore “che facevano incontri vocazionali per i giovani che avevano già frequentato o che stavano per frequentare la 10° classe”. Quando sono tornata a casa, ho parlato con i miei del mio desiderio di iscrivermi al gruppo dei “vocacionados”, volevo farne parte. I mei hanno acconsentito: “Dov’è il problema? Sei tu quella che deve fare la sua scelta di vita”. Cosí mi sono iscritta ed ho cominciato la mia formazione vocazionale con P. Francisco Matias, nella comunità dove già stavo per lo studio. Eravamo diverse giovani che frequentavano questa formazione al sabato. Un giorno il Padre ci ha parlato della vita consacrata e ci ha dato anche dei pieghevoli di diverse congregazioni religiose e anche dell’Istituto Secolare Compagnia Missionaria del Cuore di Gesù. Io scelsi la Compagnia Missionaria, così P. Francisco mi diede un libretto da leggere e approfondire. Di quanto lessi mi colpì in modo speciale dove diceva: “Siamo laiche missionarie…la nostra missione è annunciare la Parola di Dio a tutto il mondo e la nostra spiritualità sgorga dalla contemplazione del Cuore trafitto di Cristo…”. Dopo un periodo di accompagnamento e di discernimento, il 13 gennaio 2013 sono stata accolta ad Invinha, dove vivono le giovani che desiderano approfondire la loro vocazione nella Compagnia Missionaria. Contemporaneamente ho frequentato la 10° classe nella scuola secondaria Madre Maria Clara. Al mio arrivo le missionarie mi hanno accolto con gioia. Si sono sedute vicino a me e mi hanno insegnato molte cose: come si usa la Bibbia (saper trovare capitoli e versetti…) e il Breviario. In seguito mi hanno insegnato a cantare i Salmi, a leggere la Parola di Dio in modo chiaro e comprensibile ed anche quanto poteva essere utile alla vita del gruppo. Nel 2014 sono stata trasferita a Nampula e lì ho frequentato la 11° e 12° classe. Nel 2016 ho fatto un’esperienza molto positiva di volontariato nella segreteria dei Padri Dehoniani. Facevo il lavoro di trascrizione dei dati dei battesimi, cresime e prime comunioni dalle schede ai registri. Padre Ciscato, responsabile della segreteria, era molto soddisfatto del nostro lavoro. Ringrazio Dio ogni nuovo giorno che nasce per il dono della vita. E ringrazio pure tutte le missionarie. Argelia João
testimonianze
 
Creatività e cammino di crescita Gabriela, missionaria, vive a Nampula fin dal 2004. Dopo un periodo di conoscenza della realtà di questa città del Nord del Mozambico (lei è nata a Maputo, estremo sud del Paese a 2000 km di distanza), con una cultura ben diversa, si è inserita attivamente e ci racconta che cosa ha realizzato in questi anni. Questo articolo è frutto di un’intervista di Martina a Gabriela. Come è iniziata l’attività del gruppo di insegnati cattolici della parrocchia di Napipine Negli anni 2008-2009 è iniziata una collaborazione tra un professore di nome Fortunato (ex seminarista dehoniano) e Gabriela, con l’obiettivo di organizzare incontri tra insegnanti della parrocchia di Napipine con temi specifici. Questa attività è stata accolta positivamente dal parroco p. Augusto scj, che ha sostenuto il programma formativo presentato ed ha collaborato fin dall’inizio. Non è stato facile trovare persone che potessero presentare i temi. Col passare del tempo hanno aderito più insegnanti che aiutavano nei vari compiti proposti da questo gruppo. Nel 2011 hanno organizzato un’escursione di due giorni a Nauela e a Milevane, sempre con l’appoggio di p. Augusto e a partire da quel momento il gruppo è cresciuto ancora di più. Gabriela ha pensato che era bene che gli insegnanti conoscessero le missioni e le attività missionarie nell’interno del Mozambico. Così si sono aperti nuovi orizzonti e il gruppo è aumentato con la presenza di p. Aderito scj che ha orientato i temi di riflessione. Anche altri professori si sono impegnati a presentare i temi formativi. Gli incontri erano mensili. Questi alcuni temi: profilo dell’insegnante; etica professionale e altri… Si sono avvicinate altre parrocchie e si è pensato di creare un’associazione a livello dell’archidiocesi di Nampula. Questo è avvenuto in questi ultimi anni: 2014 -2016. Ora è diventata un’organizzazione ufficiale. Nel primo periodo Gabriela è stata scelta come assistente spirituale ed ora è stata incaricata una suora diocesana di Nampula – suor Lidia. Nella prima assemblea, nel 2015, hanno partecipato 500 insegnanti. Il 10 dicembre 2016 si è realizzata la seconda assemblea degli associati. In questa assemblea hanno partecipato alcuni docenti che fanno parte degli Amici CM: Mucopa, Eufrasia, Imaculada…e con loro Pascoal Muibo, che ci conosce da molto tempo ed è interessato ad aderire al cammino di formazione dei Familiares. Nella parrocchia di San Pietro – Napipine continuano a riunirsi con l’aiuto di p. Aderito scj e di altri nuovi insegnanti che aderiscono a questa iniziativa. E’ un gruppo che porta avanti alcune attività come visite agli ammalati in ospedale e al carcere femminile, distribuendo cibo, sapone… Un’altra attività è stata quella della ristrutturazione di ambienti della parrocchia, come pure la collaborazione per la costruzione di nuovi bagni. Gli incontri e le attività sono frequentati da circa cinquanta insegnanti. Attività nella comunità di S. Paolo Nel 2009 p. Augusto scj invitò le comunità di vita consacrata (sono 5) della parrocchia a diventare missionarie, assumendo l’accompagnamento delle comunità cristiane situate nei dintorni e affidò alla Compagnia Missionaria la comunità di S. Paolo. Una comunità, questa, situata un po’ fuori dalla città, circa 5 km dalla nostra casa di Nampula. Abbiamo iniziato con l’animazione liturgica nella celebrazione eucaristica dominicale. Gabriela ha ricevuto da una Cooperazione svizzera una borsa di studio per frequentare, insieme con altri, il corso magistrale all’Università Cattolica. Questa organizzazione, sollecitata dalla CM, ha contribuito al rifornimento di sacchi di cemento per la costruzione della cappella di S. Paolo e per la copertura della stessa. Ora mancano solo le finestre e le porte. Anche Anna Maria ha ricevuto la visita di una coppia di amici che ha contribuito con un’offerta per comprare il Crocifisso di ebano e la statua della Madonna. Anche la comunità cristiana cerca di contribuire, nel limite delle possibilità, ma il nostro aiuto rafforza e dà coraggio per alimentare entusiasmo e zelo. In questi giorni, nella comunità S. Paolo c’è stata anche la chiusura delle attività dell’Infanzia Missionaria a cui partecipano le nostre giovani che, insieme a Gabriela, s’impegnano ad assicurare la loro presenza in questa comunità. Quando abbiamo iniziato questo cammino di partecipazione, di iniziative e di crescita, pensavamo che si trattasse di poca cosa. Col tempo abbiamo capito che il Signore ci ha ispirato e accompagnato con la sua Grazia operando con noi meraviglie. (Liberamente elaborato da Martina Cecini) È bello camminare con Gesù Desidero condividere con voi due tappe molto importanti del mio cammino nella CM: l’ammissione nel periodo dell’Orientamento e il passaggio al Biennio di Formazione. Nel giorno in cui sono entrata in Orientamento, ho avvertito che il Signore mi indicava senza sosta la sua Via. É stato un giorno di gioia grande: ho ricevuto la Parola di Dio, che è lampada per i miei passi e luce per il mio cammino, e un libro di preghiere, che ogni giorno mi aiutano a unire la mia vita all’oblazione perfetta di Cristo. Sono stati due anni di formazione, … e ho percepito che Gesù è con me, giorno dopo giorno, per continuare il mio cammino nella Compagnia Missionaria. Così ho presentato la mia domanda alla Presidente e al suo Consiglio per essere ammessa al Biennio di Formazione. Ho provato grande gioia quando la mia formatrice mi ha comunicato che la mia domanda era stata accettata. Il giorno della mia entrata nel Biennio di Formazione è stato un giorno meraviglioso: ho ricevuto alla presenza della Presidente lo Statuto della CM e il Regolamento di Vita, che mi serviranno come guida al mio cammino quotidiano. La celebrazione eucaristica, presieduta da Padre Sandro Capoferri scj, che ha guidato il nostro corso di Esercizi Spirituali, i canti preparati dalle compagne di Nampula, Invinha e Maputo, il clima di festa e di gioia hanno reso indimenticabile questo momento. Verso la fine della giornata, quando mi sono ritirata nella mia stanza ed ho cominciato a pensare a tutto quanto era avvenuto, sono giunta alla conclusione che Dio mi conduce, in ogni ora, in ogni momento, in ogni frazione di secondo. É Lui il mio pastore, niente mi può mancare, Lui mi ama sempre! Sono riconoscente al Signore che ha fatto meraviglie. Sono riconoscente anche a tutte le missionarie che hanno accolto la mia domanda, che mi hanno accolta nella formazione, che hanno preparato la festa e l’hanno condivisa con me. Grazie per tutto quanto avete fatto. La venuta in Mozambico di Martina, Presidente della CM, è stata per noi un grande dono del Signore. Dal 12 dicembre 2016 al 4 gennaio scorso abbiamo avuto la fortuna di averla con noi nella casa di Invinha. Con quanta gioia abbiamo vissuto la sua presenza e la sua disponibilità… Ringrazio tutta la CM per aver pregato per noi. Joana Evaristo Esperienza nella biblioteca di Napipine Argentina ha risposto all’invito di Martina di farci conoscere la sua esperienza di collaborazione durante il 2016 nella biblioteca CM di Napipine. Da 8 anni questa biblioteca è a disposizione degli studenti della scuola secondaria e delle università presenti nel Bairro Napipine di Nampula. La mia esperienza nella biblioteca, nell’anno 2016, è stata positiva. Ho conosciuto molte persone e molti studenti collaboratori. Mentre stavo in biblioteca, ho tentato di studiare psicologia e filosofia. Erano molti gli studenti che, frequentando anch’essi il corso di filosofia all’università pedagogica, che mi hanno spiegato quanto non mi era chiaro; questo mi ha aiutato ad apprezzare di più la lettura e quindi anche la biblioteca. Negli ultimi mesi di scuola la presenza degli studenti che ci aiutavano nei servizi di biblioteca è diminuita e in quel periodo ho avvertito una certa stanchezza a completare l’anno. Anche i collaboratori si sono mantenuti fedeli al loro impegno fino alla fine corso. Ringrazio tutti per la apprezzabile collaborazione. Voglio dire grazie anche a quelli che mi hanno sostenuto nel mio studio e ad imparare un po’ meglio a lavorare sul computer. Anche questo è stato una cosa positiva. Sento di dover fare un appello a tutti, che ci impegniamo ad apprezzare i nuovi saperi. In comunione. Argentina Fernando Saraua La gioia di essere chiamata da Dio Angelina, una giovane di 24 anni ha iniziato l’orientamento in gennaio 2016. Ci racconta qual è stato il suo cammino iniziale di discernimento per entrare nella CM. Dobbiamo ricordare che Padre Francisco Matias (diocesano), che l’ha aiutata a conoscerci, aveva frequentato il seminario teologico di Maputo, dove aveva conosciuto la nostra missionaria Irene Ratti che in quegli anni dava lezioni di italiano ai seminaristi. Sono felicissima di rivolgermi a voi tutte, care “sorelle” della Compagnia Missionaria del Cuore di Gesù. Nella CM Nel 2012 stavo a Namarroi e vivevo nella Casa dello studente, dove sono entrata a far parte del gruppo vocazionale degli accoliti. Si partecipava abitualmente alle attività della parrocchia, agli incontri vocazionali animati dalle suore, dalle diverse congregazioni e dal parroco. Lui organizzava questi incontri e ci dava il materiale informativo sugli istituti perché, se avessimo voluto, avremmo potuto scegliere o la congregazione o l’istituto secolare che volevamo conoscere. Dopo aver letto tutti i depliant a disposizione, scelsi quello della CM. Il 16 agosto dello stesso anno arriva nella casa parrocchiale di Namarroi la missionaria Mariolina. Subito padre Francisco Matias manda un giovane a chiamare tutti gli ospiti della Casa dello studente che facevano parte del gruppo vocazionale della parrocchia. Quando arrivai là fui la prima persona con cui Mariolina parlò. Mi fece molte domande ma, trattandosi della chiamata di Dio, non ebbi difficoltà a rispondere a tutto. Giorni dopo ho incontrato i miei genitori, ho parlato loro ed essi hanno accolto la mia scelta. Parlammo anche di alcuni documenti che Mariolina mi richiedeva e che al momento non erano disponibili. L’11 gennaio 2013 ho lasciato la casa dei miei a Molumbo (Zambézia), per andare a Invinha - Gurue a vivere con le missionarie. Padre Matias ha continuato ad occuparsi dei miei documenti che ancora mancavano. Al mio arrivo, mi chiesero i documenti, ma io non li avevo ancora a disposizione e per questa ragione quasi quasi venivo rimandata a casa. Stavo proprio male. Intanto chiamarono al cellulare padre Matias che risolvette tutto. Io ho pensato che si era trattato di una tentazione e mi sono venute in mente le parole di Gesù: “Se uno vuole seguirmi rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. E così è stato. Oggi tutto mi sembra facile ma, in realtà, è stato molto difficile. Due giorni dopo, il 13 gennaio 2013, ho fatto il mio ingresso nella casa di Invinha. I lavori di costruzione non erano ancora terminati e, in quel periodo dormivamo nel Bairro Moneia, vicino alla casa del vescovo, nella città di Gurué. Tutte le mattine alle 6 andavamo a scuola a Invinha. Nel mese di marzo durante i lavori, abbiamo dormito in 11 nella stessa stanza. Alle finestre mettevamo teli di plastica per difenderci dalla luce ma non bastavano a difenderci dal freddo della notte. A pranzo si mangiava sotto l’albero, cinque di noi in un piatto grande e le altre sei in un altro. Abbiamo anche affrontato difficoltà nello studio per mancanza di tempo. Sono molto riconoscente al Signore per quanto ha fatto per me e Lo ringrazio anche perché non smette di parlare al mio cuore e di stare con me in ogni momento della mia vita. La mia esperienza nella IAM (Infanzia e Adolescenza Missionaria) E’ di quest’anno il mio coinvolgimento come assessore dei bambini. Noi siamo sempre le amiche “cuore a cuore” verso tutti i bambini del mondo. É il nostro modo di salutare i bambini o gli adolescenti che incontriamo. La nostra missione è di insegnare ai bambini a evangelizzare gli altri bambini di tutto il mondo. Mi è piaciuto molto tutto quanto ho imparato sull’infanzia e l’adolescenza missionaria. Amo molto l’infanzia missionaria e mi piace molto insegnare ai fanciulli parlando loro della IAM perché essi sono capaci di capire prima ancora di parlare. Nel 2014 mi hanno eletta responsabile a livello parrocchiale. Non è stato cosa semplice, per cui ho chiesto di essere vice responsabile, e mi sono sentita più a mio agio. Per me far parte della IAM e della CM ha qualcosa in comune. Per essere assessore nella IAM e far parte della CM, è necessario ricevere la chiamata del Signore. Io amo la IAM e la CM. Nella IAM mi piace molto giocare, cantare con i piccoli, raccontare storielle, barzellette, storie, insegnare le preghiere e comunicare energia al gruppo. Mi piace molto il teatro.. Rendo grazie al Signore e saluto tutti e tutte con molta gioia. Angelina Alberto Mutipo La mia piccola storia in CM fino ad oggi Ilda vive a Nampula, sta facendo l’orientamento nella C.M con altre giovani, ha 24 anni ed è originaria di Alto Molocué – Mutala. Bene ha accolto il mio invito a parlarci di sé. Sono entrata in CM il 14 gennaio 2013 ad Invinha, Gurué. Eravamo 10 ragazze e vivevamo con Mariolina. Qualche tempo dopo si è aggiunta un’altra giovane. In quel periodo la casa di Invinha era ancora in costruzione e noi siamo state ospitate in una casa della diocesi. Mi ricordo moto bene che ci svegliavamo alle 4 del mattino per far colazione e per l’igiene personale. Alle 5 ci riunivamo per la preghiera e alle 6 eravamo già in macchina, pronte per andare a scuola in paese. Alle 7, puntuali, eravamo in classe. Al termine della mattinata di scuola, andavamo nella nostra futura abitazione ancora in costruzione, facevamo pranzo sotto l’albero di imbila e continuavamo le nostre attività. Si tornava in città per l’ora della messa. Siamo andate avanti così per due mesi. Quando ci siamo trasferite a vivere nella casa di Invinha, i lavori ancora non erano finiti. Le finestre erano chiuse con fogli di plastica e la gente ci prendeva in giro dicendo: guarda lì, stanno come in un pollaio. Ma a noi non interessava proprio niente. Nemmeno l’acqua avevamo! Mi ricordo che, a causa dei lavori in corso, abbiamo dovuto spostarci tutte dalle stanze che occupavamo e ci siamo trovate a dormire in una stanza in 11, mentre la nostra Mariolina dormiva nella “torre”, una stanzetta che oggi funge da magazzino. Tutto ciò fu nel 2013. Nel 2014 sono passata a vivere nella sede di Nampula con altre ragazze. Il 2016 è stato il mio primo anno di formazione nella C.M. Mi è molto piaciuto e l’ho vissuto con gioia. Oggi più di prima so che nella preghiera io posso conoscere la volontà di Dio, scoprire la via dell’amore e il dono della vita. Avverto il bisogno di dialogare con Dio, soprattutto ascoltare ciò che Lui mi vuole dire. Sono grata al Signore per avermi dato il dono della vita e di avermi concesso la grazia di vivere un anno di servizio nella segreteria parrocchiale. E’stato molto importante per me. Ringrazio anche le missionarie che mi hanno “accompagnato” in questo percorso spirituale, principalmente Anna Maria, la mia formatrice, che tanto si spende per ciascuna di noi. Ilda Manuel António Il dono della consolazione Mi presento: sono Melita Victor Alves, ho 29 anni, sono nativa del Gurué e lavoro come insegnante nella scuola di base (primo ciclo) del Distretto di Ile. Desidero innanzitutto ringraziare il Signore per il dono della vita, che mi ha concesso giorno dopo giorno. Sono riconoscente anche al gruppo di Invinha, in particolare a Mariolina, Lisetta e Dalaina, per la loro accoglienza, per la semplicità e per la condivisione della vita. Ho conosciuto l’Istituto Secolare Compagnia Missionaria del Cuore di Gesù, domenica 19 luglio 2015. In precedenza avevo fatto un cammino di discernimento presso le Suore del Sacro Cuore di Maria. Poi, cinque anni prima di conoscere la CM., ho completato la mia formazione come insegnante ed ho lavorato, andando a vivere nella mia famiglia di origine. E’ stato un periodo di alti e bassi per la mia famiglia, tempi di gioia e tempi di dolore. Nel giro di 3 anni mi sono venuti a mancare 3 fratelli e non è stato semplice affrontare la realtà. Ogni volta che li ricordavo mi scendevano le lacrime, per tutte le volte che avevamo condiviso momenti di gioia, di amore, di affetto, tristezze e difficoltà della vita di studenti e molti altri ricordi. Tutto ciò mi lasciava sommersa nei pensieri davanti alla scomparsa fisica di tutti loro. Ad oggi la mia famiglia vive in Gurue; ne fanno parte due fratelli sposati e con figli, ed una sorella che ha concluso la 12° classe e cerca lavoro. Nostro Signore mi ha sempre dato modo di incontrare nuove persone che mi hanno portato consolazione. Questo ha aumentato la mia fede in Lui e spero che mai mi lascerà sola. Chiedo sempre al Signore che mi insegni a consegnare la mia via solo a Lui, perchè io possa affrontare con coraggio e pazienza le sfide che incontrerò nella vita. Ho provato una grande gioia quando ho conosciuto questo istituto secolare, la Compagnia Missionaria. Ho ricominciato a vivere felice! Ho sentito la necessità di riprendermi in mano e di ricominciare più da vicino la sequela di Gesù. Dopo aver vissuto una bella esperienza ed aver sperimentato l’accompagnamento vocazionale nel gruppo di Invinha, mi sento chiamata a continuare a seguire questo cammino di conoscenza di Cristo. Avere incontrato la CM è stata per me una grazia, che mi consente di manifestare quanto ho vissuto e ricevuto dai miei amici, familiari e conoscenti. Pertanto con molta umiltà e con piena libertà ho presentato la mia richiesta di essere ammessa all’orientamento, prima tappa formativa nella CM. Ringrazio il Signore per avermi dato la volontà di continuare a seguire questa vita di ricerca della conoscenza di Cristo Gesù e Gli chiedo di illuminare sempre i miei passi perchè le mie orme non si perdano. Melita Victor Alves Passo dopo passo fino all’orientamento Olá! Eccomi a voi: sono Torica Constantino. Sono nata il 6 febbraio 1997, sono originaria del Gurue, provincia della Zambezia. I miei genitori, Costantino e Celestina, appartengono alla Chiesa Unione Battista, ma io ho chiesto di essere battezzata nella Chiesa cattolica nel 2014. Ho quattro fratelli e due sorelle. Il mio fratello maggiore ha continuato la professione paterna, e, come nostro padre, lavora il ferro. Gli altri vanno ancora a scuola, eccetto l’ultima sorella che ha due anni. La mia famiglia è contenta della mia scelta di entrare nella CM. Ho cominciato a vivere ad Invinha nel 2015. Sono stata conquistata dallo stile di vivere insieme, in famiglia, con semplicità in un ambiente felice e allegro dove si imparano molte cose: si prega, si fa da mangiare… Intanto ho concluso la 12° classe nel 2016. Il passaggio dall’accompagnamento iniziale al periodo di orientamento è molto importante e significativo per me, perchè mi sento chiamata da Dio e preparata a fare questo primo passo nella formazione della CM. Sarà un’esperienza che mi aiuterà durante questo “viaggio” importante. Lodo il Signore che sempre mi mostra ciò che è gradevole ai suoi occhi e mi fa sentire la sua chiamata, al di là delle difficoltà. Nell’intimo del mio cuore mi sento libera, gioiosa e molto felice di rispondere “sì” al Signore e di accogliere l’invito di Gesù di essere “sale e “fermento” nel cuore del mondo. Ringrazio innanzitutto il Signore per il dono della vita e dell’amore di Dio Padre. Il mio grazie va pure alle missionarie: Lisetta, per la sua accoglienza e per la sua semplicità;a Mariolina che mi ha accolto e si è impegnata nella mia formazione; Dalaina e a todas as outras. Ringrazio anche Martina per il servizio che sta realizzando nella CM. Prego la Vergine Maria, Nostra Signora, che continui a guidarmi. Grazie, Signore, per il tuo infinito amore che sempre mi chiama. Torica Constantino
dopo molto silenzio eccomi a voi !
 
Sono già passati più due anni dal mio rientro in Mozambico. E sono passati in fretta, ma vorrei comunicare un po’ il cammino che mi ha riportato in questa terra. Il vantaggio di questo nuovo cammino per me è stato il fatto di conoscere già la realtà, la lingua… Negli anni ‘90 ho vissuto quasi 10 anni in Mozambico. Poi c’è stato lo stacco di 12 ed eccomi di nuovo qui. Quando Martina e il Consiglio mi hanno fatto la proposta, ho accettato con disponibilità e gioia. Subito ho cercato di disporre il mio cuore a questo rientro che vivevo con una certa preoccupazione. Avevo timore di lasciarmi prendere da una nostalgia che non mi avrebbe aiutato. La nostalgia ti può giocare brutti scherzi e ti può rendere cieca, ti fa ricercare tutto quello che avevi lasciato e restare delusa se non lo incontri. Ho chiesto al Signore che mi aiutasse a tornare in Mozambico con occhi nuovi che non ricercassero luoghi “antichi” che portavano il mio marchio, ma occhi che sapessero vedere il bello che è nato senza di me. Devo ringraziare il Signore perché mi ha concesso questa grazia e il cuore l’ho sentito libero di iniziare un cammino veramente nuovo, con il mio bagaglio di esperienza e conoscenza. A questo proposito mi piace ricordare Isaia (43,19): “Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa”. Finalmente a Namarroi! Il nostro cammino “Ad gentes” è iniziato con l’arrivo delle prime missionarie a Milevane nel 1968 e l’anno successivo si è formato un’altro gruppo a Namarroi. Namarroi ha sempre suscitato in me una certa emozione per vari motivi: qui la CM ha lavorato con molta soddisfazione e nel campo dell’evangelizzazione e nel campo socio sanitario; ha sofferto con il popolo gli eventi della guerra civile; le stesse missionarie allontanate e messe in carcere con la proibizione di rientrare a Namarroi… Nella mia permanenza in Mozambico negli anni ‘90 varie volte avevo programmato di andare a Namarroi, ma di fatto, a causa di situazioni contingenti o della strada (mancavano ponti) o piogge torrenziali, non sono mai riuscita ad arrivarci. A poco meno di un mese dal mio rientro in Mozambico, ecco che mi ritrovo a guidare verso Namarroi. Un viaggio che faccio con Dalaina. Con lei dovevamo incontrate le famiglie delle ragazze che avrebbero iniziato a vivere con noi a Invinha. Dopo circa due ore di strada, eccoci a Namarroi, una piccola cittadina con una strada principale dove si affacciano uffici, negozietti, l’ospedale… Noi ci avviamo subito alla missione. Ed eccomi, con un carico notevole di emozione, nel grande cortile della missione di S. Tiago in Namarroi. Mi sono guardata intorno e mi è apparso un luogo conosciuto e riconosco alcuni scorci visti nelle innumerevoli foto che lungo gli anni ci sono giunte. Il mio sguardo è andato subito a quella che era stata la nostra abitazione. Conservata bene ed ora abitata dai Padri diocesani che portano avanti la parrocchia. Alle spalle della casa una bella collina verde ma che ha assunto, durante la guerra civile, un triste ricordo. Dall’alto venivano uccisi e gettati dall’altro lato della collina molti innocenti. Mi hanno detto che ora tutti gli anni si sale in preghiera per ricordare questi martiri. Nella missione ci siamo fermate poco, il tempo di salutare il parroco, le suore spagnole arrivate da alcuni mesi e, ripartite per il nostro itinerario, incontriamo alcune famiglie le cui figlie inizieranno il cammino con noi. Un dialogo semplice e facilitato con la traduzione in Lomwe di Dalaina. E poi verso casa. Dopo qualche giorno ci sono ritornata con Lisetta e ho chiesto di visitare dove avevano abitato le missionarie, dopo che erano uscite dalla missione. Delle casette di allora, ci sono solo alcuni pezzi di muro, ma io ho avvertito ancora una carica di presenza nostra. Lì la CM ha fatto la scelta di vicinanza alla gente, ha vissuto la sua incarnazione accanto al popolo con momenti di gioia ma anche condividendo sofferenze e precarietà. Rientrando da questo secondo viaggio, molti pensieri mi hanno riempito la mente, mi ha invaso un senso profondo di gratitudine ed anche una reale consapevolezza che lì si sono messe le radici di quello che oggi siamo in Mozambico. Ora io mi ritrovo a cogliere i frutti che non ho seminato… ma è vero che: “chi semina e chi raccoglie, gioiranno insieme” (Gv 4). Ho pregato per tutte le missionarie che sono passate da Milevane e Namarroi, dove hanno lavorato gioito e sofferto. Ora, dopo molti anni, alcune giovani di Namarroi stanno facendo il cammino con noi. Tutto questo lo sento come una continuità e un frutto che sta maturando ma che ha radici profonde e solide. A Nampula In questi due anni ho vissuto a Nampula, in questa realtà CM in formazione. Le ragazze in cammino erano 9 (1 nel Biennio 2 nell’Orientamento e 6 in discernimento) Altre in discernimento sono ad Invinha – Gurué. Quest’anno il cammino sarà diverso, arricchito da 7 giovani che sono entrate nel periodo di Orientamento al termine degli esercizi spirituali. Gli esercizi sono stati un momento molto forte: eravamo in 20 e li abbiamo fatti a Milevane, proprio dove le prime missionarie hanno iniziato la presenza in Mozambico (Lisetta, Teresa Castro e Ilda Candelaria) . L’ho visto come un segno: dove tutto ha avuto inizio, ora si riparte con una realtà nuova e la presenza di Lisetta è stata un segno di unità e continuità. La celebrazione è stata molto semplice, ma sentita e partecipata e la gioia, espressa con canti e danze, ha arricchito e fatto sentire profondamente la nostra la liturgia. Sono ragazze giovani (dai 18 ai 23 anni) che hanno completato la 12a classe (tranne una) e quest’anno tutte faranno un anno di servizio nella biblioteca, in parrocchia e in altri settori. Preghiera e vita insieme ci aiuteranno a camminare in questa sfida formativa che ritengo una grazia, ma anche una grande responsabilità da parte di tutta la CM. E’ necessaria molta preghiera perché il Cuore di Cristo ci indichi il cammino. In questo anno della Misericordia è provvidenziale per tutte noi, nell’ottica dell’amore e della comunione, riscoprire la ricchezza della nostra spiritualità e mi piace ricordare le tre parole che Papa Francesco ha lasciato ai consacrati riuniti a Roma per il Giubileo: PROFEZIA, PROSSIMITA’, SPERANZA. “… Profezia. E’ il vostro specifico. Ma quale profezia attendono da voi la Chiesa e il mondo? Siete anzitutto chiamati a proclamare, con la vostra vita prima ancora che con le parole, la realtà di Dio: dire Dio… . Prossimità. Dio, in Gesù, si è fatto vicino ad ogni uomo e ogni donna Essere, come Gesù, vicini alla gente; condividere le loro gioie e i loro dolori; mostrare, con il nostro amore, il volto paterno di Dio e la carezza materna della Chiesa... Speranza. Testimoniando Dio e il suo amore misericordioso, con la grazia di Cristo potete infondere speranza in questa nostra umanità segnata da diversi motivi di ansia e di timore e tentata a volte di scoraggiamento...E potete alimentare la speranza anche nella Chiesa. La testimonianza carismatica e profetica della vita dei consacrati, nella varietà delle sue forme, può aiutare a riconoscerci tutti più uniti e favorire la piena comunione”. Papa Francesco (Roma 1 febbraio 2016) Concludendo, ripeto una frase che non ricordo dove l’ho letta ma la sento molto significativa: “Il consacrato/a è colui/colei che sa vedere quello che altri non sanno vedere”. Volgendo il nostro sguardo a Colui che hanno trafitto, chiediamo la grazia di vedere là dove il mondo è cieco. Sempre in comunione e conto sulla vostra preghiera. Annamaria Berta 
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