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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
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Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
visita della presidente
 
Il mese di gennaio 2010 è stato pieno di avvenimenti significativi per i nostri gruppi del Mozambico che normalmente si riuniscono insieme in questo periodo. Anna Maria ci ha visitate ed è stata con noi dall’8 gennaio al 9 febbraio. Siamo state insieme a Namaacha, dall’8 al 17 per gli incontri, il Corso di Formazione e alcuni giorni di preghiera. Il 19 partenza per Nampula fino al 29 gennaio e gli ultimi giorni a Maputo insieme al gruppo di Maputo. Un poco di storia La nostra presenza in Mozambico ha compiuto 40 anni nel 2008 e da quell’anno è iniziato un nuovo movimento vocazionale che ci ha sorprese per la sua vivacità ed intensità. L’incontro del luglio 2008 a Gurue con la presenza di tutte le missionarie nei luoghi degli inizi Mozambicani – Milevane, Namarroi e Gurue - é stata una specie di reincontro che ha permesso il rinascere di qualcosa di inatteso. In quei giorni abbiamo conosciuto due giovani; Dalaina e Natalia che, a dicembre 2008 sono venute ad abitare con noi a Nampula e con loro e altre giovani stiamo vivendo questa nuova primavera in terra mozambicana. Nel 2009 varie giovani si sono avvicinate per conoscerci ed altre le abbiamo incontrate andando a Gurue – Invinha dove, alcuni sacerdoti diocesani, con un buon entusiasmo per la Compagnia Missionaria, ci hanno fatto conoscere alcune giovani interessate al nostro tipo di vita. A dicembre 2009 altre giovani, dopo un periodo di discernimento, sono venute a vivere con noi a Nampula e sono Rosa e Ana Rita. Questo movimento ci sorprende e ci stimola ad un continuo discernimento e disponibilità. Ciascuna di noi per la sua parte si è impegnata in vari modi per favorire questa nuova primavera, ma soprattutto, crediamo che il Buon Dio ci ha mostrato la Sua Misericordia e la Sua Benevolenza. La presenza di Anna Maria In questo contesto abbiamo avuto la visita di Anna Maria che ha vissuto con noi un periodo di tempo condividendo questa nostra storia. Da ricordare che Anna Maria ha vissuto in Mozambico dal 1993 al 2002 e questo l’ aiuta ad accompagnare con maggiore sensibilitá e preparazione questo nostro cammino. Dall’8 gennaio al 9 febbraio 2010 ha vissuto con noi prima a Maputo e poi a Nampula e poi nuovamente a Maputo. La sua presenza e le sue parole ci hanno stimolate e confermate nella via intrapresa. Gli incontri ed il Corso di Formazione Permanente sul nostro Statuto e Regolamento di Vita e sulla Carta Programmatica di questo sessennio, ci hanno aiutate a cogliere meglio alcuni aspetti della nostra vocazione secolare ed il nostro carisma. In vari momenti abbiamo sentito fortemente la presenza dello Spirito che è sempre donatore di Vita. Anche il Corso-Ritiro a Nampula, tenuto da Anna Maria e preparato in particolar modo da Mariolina con tutto il gruppo di Nampula, é stato importante per far capire alle giovani cosa significhi appartenere ad un Istituto Secolare e conoscere meglio la storia della Compagnia Missionaria. [img2bcx] A Nampula dal 20 al 24 gennaio alcune giovani hanno partecipato a questo incontro: Dalaina, Natalia e Laina che, con l’entrata in orientamento, hanno iniziato formalmente la formazione nella Compagnia Missionaria e Rosa, Ana Rita e Dolvina che hanno partecipato all’incontro - ritiro assieme e che, speriamo possano continuare a prepararsi per iniziare anche loro, il prossimo anno, la formazione. P. Riccardo Regonesi, dehoniano, ci ha accompagnate ed ha collaborato in piena sintonia assieme a P. Elia Ciscato e P. Augusto, anche loro dehoniani. Anna Maria é poi ritornata a Maputo e dal 29 gennaio al 9 febbraio ha potuto condividere con il gruppo di Maputo vari momenti e “matar saudades” con i tanti amici ed amiche che ha in Mozambico. L’ultima domenica nel pomeriggio è stato bello incontrarci con gli Amici della Compagnia Missionaria di Maputo e vivere un tempo di riflessione guidato da Anna Maria e condiviso da tutte noi.
fecondità mozambicana
 
Namaacha é un luogo che dista circa 70 km da Maputo e che si trova al confine con lo Suazilandia in una zona montagnosa con un clima un poco più fresco rispetto a Maputo dove in questo periodo si arriva vicino ai 40 gradi. Ci ha accolto la comunitá delle suore del Preziosissimo Sangue. Eravamo presenti tutte: del gruppo di Maputo – Giannina, Irene, Alice, Lisetta e Julieta; del gruppo di Nampula: Mariolina, Gina, Martina, Gabriela e Helena e la nostra presidente Anna Maria Berta. Abbiamo dedicato i primi giorni ai nostri incontri ed al Corso di Formazione sullo Statuto e poi alcuni giorni di preghiera aiutate da P. José da Cruz Moluta – Rettore del Seminario Filosofico S. Agostinho di Matola- Maputo. Il giorno 15 gennaio hanno rinnovato i voti Gabriela e Helena con una bella celebrazione eucaristica la sera. Il 16 gennaio la festa di Julieta con la prima emissione dei voti nella Compagnia Missionaria. Un momento veramente bello preparato con molta cura. È stata preziosa la collaborazione della comunitá che ci ospitava e che contava con un numero notevole di novizie e postulanti. I canti ben preparati assieme ad alcune danze. Il canto piú importante era l’eccomi cantato dalla sola Julieta logicamente in portoghese: “Eccomi, eccomi, Signore io vengo, eccomi, eccomi, si faccia in me la tua volontá” “Eis-me aqui, eis-me aqui, Senhor, eu venho, eis-me aqui, Eis-me aqui, faça-se em mim a tua vontade” È stato davvero il momento culminante della bella celebrazione che ha coronato un sogno preparato per anni. Il gruppo di Maputo ha accompagnato con grande responsabilità ogni cosa e davvero si è sentito un clima di comunione palpabile. Si, con Julieta abbiamo vissuto questa festa e ci siamo sentite tutte in cammino insieme ed alla sequela del Maestro, di Colui che guida i nostri passi con Amore. Anche la collaborazione della comunitá delle Suore del Preziosissimo Sangue è stata davvero preziosa perché la liturgia ed i canti e le danze insieme a loro ci hanno fatto vivere una bella esperienza di fraternità. Per Julieta poi è stato un dono importante perché il suo sogno giovanile aveva radici nell’esperienza positiva, vissuta nella sua terra natale, dove aveva conosciuto alcune suore missionarie, a Chicumbane – Xai Xai. La benevolenza del Signore ha fatto si che, per varie circostanze, questa cerimonia fosse un momento molto significativo ed incisivo per la stessa Julieta e per tutte noi. Volto mozambicano Un dato da ricordare è che il volto mozambicano della Compagnia Missionaria inizia nel 1993 con la prima emissione dei voti di Alice e Gina, missionarie di vita in famiglia. Seguono altre vicende vocazionali con alcune giovani che si avvicinano alla nostra famiglia. Ed ora la situazione attuale aumenta il volto mozambicano dell'Istituto. Cosí ora abbiamo il gruppo di Maputo con tre missionarie di vita comunitaria: Irene, Giannina e Lisetta italiane e due di vita in famiglia, Alice e Julieta mozambicane. Il gruppo Centro Nord comprende 4 missionarie di vita fraterna: Mariolina e Martina italiane e Helena e Gabriela mozambicane. Fa parte del gruppo anche Gina che vive in famiglia a Quelimane. Ogni tanto ci fa bene ricordare meglio la composizione dei nostri gruppi anche per renderci conto che ora siamo 50% italiane – europee e 50% mozambicane – africane. É un dato semplice ma significativo che dimostra una tendenza che nei prossimi anni, a Dio piacendo, porterá la CM ad assumere un volto tipicamente africano e mozambicano. E questo è bene averlo presente per continuare a prepararci e ad aprirci ai cambiamenti che avverranno nei prossimi anni. Prepararsi a questo cambiamento vuol dire assumere un atteggiamento attento alle cose nuove che ci aspettano. Gratitudine Il sentimento di gratitudine che sale dal cuore non è rivolto solo a Dio ma anche a tante persone, ed in particolare a tante missionarie che ci seguono con la loro offerta e preghiera. In particolare vogliamo ringraziare P. Albino Elegante, il nostro fondatore che accompagna con grande interesse quanto stiamo vivendo. E poi sarebbero tanti i nomi che vorremmo scrivere ...di tante missionarie, familiares, amici/che che da molti anni vivono in comunione profonda con noi questa nostra presenza missionaria. Con tutti i membri della Compagnia Missionaria continuano ad offrire ed a vivere quella Parola che dice: “Venite, vi farò pescatori di uomini/donne”.
ascolto comunicazione comunione
 
Cari amici, voglio comunicare un po’ con voi. Consideriamo la comunicazione un valore importante e ci aiuta a crescere nella comunione, facilmente però ci lasciamo prendere da mille cose, relegandola così all’ultimo posto. Lo statuto della Compagnia Missionaria al n. 6 dice così: “Siamo chiamate a vivere la vita di amore fino a farci comunione con Dio e con i fratelli, secondo il modello che Cristo ci ha lasciato…”. Al mio arrivo qui a Maputo mi ero ripromessa di osservare con occhi attenti e di comunicare periodicamente invece è già passato più di un anno senza che lo abbia fatto, ho osservato, ma non ho comunicato. Ora che mi sono decisa a farlo non so da dove incominciare. Piccole cose Le giornate sono fatte di tante piccole cose che mi sembra non abbiano interesse per essere raccontate. Sì, sono tante e piccole che se ci sono non te ne accorgi, e se non ci sono se ne sente la mancanza. La nostra vita è fatta di esse. Le grandi capitano raramente, forse mai. Cerco allora di coglierle come piccole perle perché diano colore e valore alla mia vita e a quella di chi mi sta accanto. Al mio arrivo non mi sono inserita in alcun ambito professionale, ho voluto alleggerire un po’ le missionarie già presenti qui che erano sovraccariche di lavoro e così mi sono resa disponibile per la casa e per l’accoglienza. L’accoglienza è un valore importante nella cultura africana. [img2bdx]Collaboro nel Progetto Armadinho, nelle adozioni a distanza. Il lavoro non è stato facile per difficoltà tecniche: infatti i primi due computer, messi a mia disposizione, sono giá a riposo ed il quarto, che doveva essere il definitivo, ho dovuto mandarlo in Italia perché non ha mai lavorato bene ed era ancora in garanzia e cosí si fa un periodo di vacanze in Italia. Infine ci sono anche gli occhi che non fanno giudizio e mi condizionano; vorrei essere efficiente, ma devo cercare l’equilibrio tra il desiderio e la realtà. Guardando alla vita di Gesù e di Maria a Nazareth, la vedo fatta da piccole cose; Gesù durante trent' anni e Maria per tutta la vita, mostrandoci che tutti i servizi sono importanti. Ho un piccolo impegno in parrochia: faccio parte della commissione per l`autonomia della comunità Cristiana “Dizimo”. Ogni cristiano o ogni famiglia si compromette a versare mensilmente una parte dei proventi, dando alla comunità la possibilità di far fronte alle spese legate al culto, alle necessità dei poveri ed a quelle della missione. È un’iniziativa interessante e le persone stanno rispondendo bene. Dopo aver ascoltato e osservato per più di un anno, devo dire che l`ascolto e l`osservazione delle persone e del territorio non devono finire mai: primo non conosceremo mai abbastanza la realtà dell’altro, secondo perché non finirà mai la necessità dell’altro di essere ascoltato e accolto, e terzo perché finirebbe il nostro interesse ed il nostro amore per loro. Non sono mancati alcuni momenti di festa. Ho conosciuto tre giovani mozambicane che stavano facendo un cammino di formazione nella Compagnia Missionaria. Due di loro hanno pronunciato i primi voti a gennaio ed una terza lo farà tra non molto. Oggi, in Mozambico la CM è costituita da cinque missionarie italiane e da cinque mozambicane. Tra non molto queste ultime saranno in maggioranza. Ho conosciuto la sede del gruppo di Nampula ed il Centro Culturale Napipine. Altro momento forte è stata la partecipazione alla Consacrazione Episcopale di don Elio Greselin. Don Elio è italiano e missionario dehoniano. Lo incontrai al mio arrivo in Mozambico nel lontano 1968. Ho fatto anche un giro veloce in Zambésia dove ho vissuto ventiquattro anni. È stato un viaggio lungo e faticoso, perché l’ho fatto con i mezzi pubblici che non sono molto comodi. Questi sono sempre stipati e tuttavia si riesce a far entrare sempre qualcuno in più. La fatica è stata ripagata dall’incontro con tante persone amiche.[img3bcx] Voglia di cambiamento Qualche parola sulla situazione socio-politica anche se so di non essere la persona più adatta per farlo. Ho vissuto varie fasi storiche di questo Paese con il popolo mozambicano. Quando sono arrivata nel 1968 c’era ancora il colonialismo portoghese; in quel periodo i mozambicani dovevano occuparsi dei lavori più umili ed erano sottopagati e l’accesso alla scuola era difficile per loro. È seguita l’euforia dell’Indipendenza che ha avuto vita molto breve a causa della guerra civile che è stata molto dura. Finalmente è arrivata la pace diciassette anni orsono. Il Mozambico era tra i Paesi più poveri del mondo. C’era bisogno di ricostruirlo e di ricostruire il cuore delle persone distrutto dalla violenza. Oggi si può dire che il Mozambico è cresciuto. È diminuito il tasso di analfabetismo, sono aumentate le infrastrutture ed è il Paese dove ci sono più donne al governo. C’è pace e si vive un clima di apparente democrazia. Dico apparente, perché si parla liberamente, esistono vari partiti e vengono indette elezioni che si dicono libere e trasparenti, ma il colore è sempre lo stesso. Le persone si lamentano, ma nulla cambia. Durante gli ultimi mesi si è sognato un cambiamento. Le ultime elezione sono state il giorno 28 di ottobre e mentre scrivo non si conoscono ancora i risultati finali, tuttavia si intuisce che nulla cambierà. C’è stata una maggiore affluenza ai seggi, ma molte delle persone che si lamentano non hanno votato e dicono che non vale la pena perché tutto continuerà come prima. Certo il potere è in mano al governo, le risorse economiche pure ed anche i mezzi di comunicazione ed è ovvio che vincano gli stessi che hanno in mano tutto. Si andrà avanti così per altri cinque anni. Pare che tra i giovani stia crescendo una certa coscienza politica. Personalmente però sono convinta che finché ci saranno i signori della Guerra, quelli che hanno combattuto contro il Colonialismo prima ed in quella civile poi, sarà difficile che le cose cambino. La speranza è sempre l’ultima a morire e finché c`é vita c’é speranza, dice il proverbio, ma io dico che finché c’é speranza c’é vita come dice la Parola di Dio. So che molti di voi forse eravate preoccupati ed un po’ lo ero anch’io, perché nella mia precedente permanenza in Zambézia avevo sempre la malaria. Devo dirvi che finora mi ha ignorato e ne sono contenta. So anche che mi state accompagnando con la preghiera e con l’amicizia e vi ringrazio di cuore e vi assicuro che anch’io vi ricordo. Spero di essere riuscita a comunicare qualcosa che vi interessa e che questa chiacchierata contribuisca ad alimentare e farci crescere nella comunione. Vi mando un grosso abbraccio.
viaggio a memba
 
A conclusione dell’anno 2008 il gruppo degli amici della CM di Nampula, ha organizzato un ritiro che si è realizzato l’ultimo fine settimana di Novembre in una località sul mare chiamata Memba. Abbiamo chiesto ai partecipanti alcune risonanze e qualcuno si è anche impegnato. In attesa del contributo di qualche membro del gruppo, mi accingo a riportare quanto abbiamo vissuto. Dieci anni di esistenza Avevamo già raccontato alcuni mesi fa (17 agosto 2008) della festa dei 10 anni di questo gruppo. In effetti la composizione di questo gruppo è piuttosto dinamica. L’inizio del gruppo nel 1998 con Mariolina che aveva risposto al desiderio di alcuni suoi studenti (dell’Università Cattolica del Mozambico = UCM) di conoscere la spiritualità dehoniana. Un gruppo che da molto tempo si riunisce regolarmente ogni mese per vivere momenti di riflessione e di condivisione Dunque un gruppo di studenti dell’Università Cattolica che, dopo dieci anni si ritrovano a ricoprire cariche di responsabilità dovute alla preparazione e competenze acquisite durante questo periodo. Questo fatto è positivo ma richiede una certa capacità di accettare che la maggior parte delle persone si trovano a svolgere la propria professione in città diverse a volte temporaneamente, a volte definitivamente. Persone in diaspora Una di queste persone di nome Felisbela si trova temporaneamente a Memba un distretto sulla parte costiera, a svolgere il servizio di Amministratrice (Sindaco) di quel distretto. Felisbela é vedova con quattro figli già grandi, ha frequentato fino a due anni fa la facoltà di Diritto dell’UCM e dopo aver ricoperto altre cariche pubbliche ora ha dovuto rispondere ad una situazione delicata che richiedeva la sua competenza. E’ stata proprio lei che ha suggerito al gruppo di realizzare un incontro-ritiro e vivere un fine settimana in questo luogo che dista circa 200 km da Nampula. E così ci siamo organizzati chiedendo la collaborazione a P. Elia Ciscato scj che si è messo a disposizione ed ha svolto con grande impegno il tema richiestole: “IL CRISTIANO OGGI QUI”. Eravamo una decina di persone e siamo stati ospiti della comunità parrocchiale di Memba che ha messo a disposizione alcuni locali adibiti a giovani studenti e così siamo riusciti a vivere un fine settimana tra riflessione e relax in un ambiente molto bello dal punto di vista del paesaggio, mare azzurrissimo, natura africana come sempre affascinante. Un gruppo in movimento Attualmente il gruppo è composto da persone della prima ora tipo Lucia Leo (che alcune di noi conoscono bene e che tra l’altro ha una grande ammirazione per P. Albino Elegante che ha conosciuto in Mozambico) e da persone più giovani. Dei primi erano presenti oltre a Lucia: Bonifacio, Olimpio e naturalmente Mariolina. C’erano anche persone che hanno aderito da poco al gruppo, più giovani sempre studenti universitati; tra loro Renato, Nunes, Gildo, Geltrudes. Si è poi aggregato a noi il Dr. Amanzio, cardiologo specialista, italiano che presta la sua opera gratuitamente nell’ospedale di Marrere e che ha partecipato con interesse a questa nostra iniziativa. Il cristiano oggi qui Certo momenti come questi aiutano a fermarsi e a riflettere su quale fondamento sicuro poniamo la nostra vita e se cerchiamo di capire sempre meglio quello che è il nostro impegno oggi come credenti. P. Elia Ciscato ci ha fatto dono di una riflessione che ha aiutato ciascuno di noi a ritrovare quella base sicura che viene da Dio: il Suo Amore. Solo accettandolo e ringraziando possiamo entrare nel mistero dell’amore di Dio. Possiamo così , a partire dal Suo Dono offrire la nostra vita, trasformare la nostra vita secondo il progetto di Dio, seguendo Gesù, seguendo la sua Persona. Ci è richiesto allora di avere disciplina e discernimento e quell’equilibio che non è facile perchè la nostra capacità di sperare è messa a dura prova dalla sofferenza e dalla disillusione. Come resistere e camminare nel mezzo delle varie situazioni con pazienza e perseveranza? Il nostro essere alternativi e rappresentanti di un’altra logica richiede uno stile di fedeltà al Cielo – apparteniamo a Dio e di fedeltà alla Terra perche apparteniamo alla terra. E’ l’incontro del Vangelo con la storia. Ci è chiesto di essere testimoni dell’amore di Dio e segni di speranza per le persone che ci circondano. Le sfide sono quelle che ci fanno percepire il grande salto che sta avvenendo nella nostra società post-tradizionale , condividiamo gli stessi schemi mentali di tante persone, il pensiero debole, liquido, il relativismo, dobbiamo confrontarci con gli altri: sta cambiando l’idea di tempo, la nostra mente... Il cristiano di fronte a queste sfide, con l’aiuto della Parola, potrà diventare la persone della speranza, del coraggio, della comunione e fermento nella pasta. Il cristiano non può guardarsi l’ombelico ma é per gli altri e dovrà rimanere legato al contesto dove vive. Logicamente non riusciamo a dare un’idea piena di quanto abbiamo ricevuto ma condividiamo quello che possiamo perchè desideriamo camminare insieme e sentire che tutto ciò che ravviva la nostra speranza e il nostro impegno può aiutarci ad andare avanti con perserveranza. “Chi persevererà fino alla fine sarà salvo”. Questa Parola ed altre risuonano dentro di noi e ci stimolano a continuare con coraggio a seminare ogni giorno ciò che è buono, giusto e gradevole al Signore. E così anche la condivisione con la comunità cristiana ci ha animato nella prima domenica di avvento e ci ha fatto partire con il piede giusto per la preparazione del Natale. Gli stessi giovani che ci hanno accolto si sono lasciati coinvolgere e così abbiamo condiviso la nostra fede pregando con loro. Il parroco di questa parrocchia era in una comunità lontana, è italiano e della Sardegna. E’ venuto solo per poco tempo per dirci che era contento di accoglierci. Nella sua casa parrocchiale c’era un volontario (pensionato) della Sardegna che sta aiutando a costruire delle cisterne per l’acqua poichè questa zona vive molto tempo senza la pioggia. Un grande problema che si cerca di ovviare preparando luoghi per avere riserve di acqua quando viene la pioggia. Una cosa curiosa. Il mattino della domenica è caduta la pioggia proprio quando stavamo preparandoci a celebrare l’Eucaristia domenicale. L’abbiamo vista come una benedizione per noi e per la gente di questa cittadina. In comunione.
attesa fiduciosa
 
Le Beatitudini La liberazione dell’innocente é causa di gioia per tutta la comunità ed apre un orizzonte di speranza per tante altre persone. Il mattino del 9 gennaio 2009, alla vigília dei nostri Esercizi Spirituali, si sono riuniti, nella casa delle Suore Vincenziane, i due gruppi del Mozambico: Centro Nord (Nampula e Quelimane) e Maputo. Abbiamo parlato della dinamica dei due gruppi e ciascuna di noi ha presentato le varie attività svolte durante l’anno 2008 e le prospettive per l’anno in corso. Alla fine di tutto Lucia Maistro, delegata del Consiglio Centrale, ha comunicato vari aspetti che sempre riduceva come se non facesse niente, il che non era vero. Difatti, sempre le persone umili non fanno nulla, ma il popolo è quello che ne dà testimonianza. Il giorno 12 hanno avuto inizio gli Esercizi Spirituali orientati da Padre Rafael Sapato – Diocesano – Rettore del Seminario Teologico S. Pio X°. Il tema: “Le Beatitudini ”. Il primo giorno ci há invitate a riposare nel Signore e faceva notare che le persone consacrate: sacerdoti, religiosi, laici sono persone ricercate a causa del Vangelo e per questo hanno bisogno di tempi di riposo e di riflessione. Si accolgono tante persone, ci occupiamo e preoccupiamo con molte attività che ci impegnano e per questo abbiamo bisogno di fermarci per dialogare con Dio e con noi stesse. Il Vangelo ci dà il modello delle due sorelle Marta e Maria ed io mi domando dove mi trovo; molte volte al posto di Marta, occupata, con tante cose nella testa e mi concedo poco tempo per fermarmi ad acoltare il Maestro come Maria. Questa è la realtà per me e per molte altre persone che preferiscono essere come Marta. Amica, amico… é questo il tempo di lasciare il protagonismo e di essere discepoli di Cristo, lasciare i maestri della terra che ci conducono alla perdizione, per seguire il Maestro Divino che è la nostra felicità. In seguito è stato affrontato il tema delle Beatitudini, viste non come un desiderio di felicità o una promessa ma di una felicità che è un fatto, una costatazione. Un fatto che è una novità anche quando non é proclamato; la persona è felice adesso. I cristiani si rendono conto di essere felici perché in Gesù siamo felici ora, per quello che si realizza che avviene. Poiché alcuni ritengono che la felicità è nel potere, altri la vivono come conformismo. Ma coloro che vivono le Beatitudini accolgono quello che sono e quello che hanno. Parlando della felicità di Gesù, non temono l’esclusione, la sofferenza perché è necessario entrare ed avere alcune condizioni di partenza. Il futuro ci sta dinanzi. Avere il futuro dinanzi a noi a causa di quello che avverrà è una felicità riposta nel domani; la speranza e la certezza di quello che verrà. Abbiamo una situazione penosa e di angustia ma questa situazione è illuminata da quello che avverrà (l’umanità quando non vede l’invisibile pensa che siamo angustiati)…Il presente deve riunire certe condizioni. Per entrare nelle Beatitudicni è necessario riunire certe condizioni e non solo aprire la propria anima ed essere misericordioso. Il regno di Dio è vicino come dice il Vangelo: è una felicità che non desidera possedere o conformarsi. Le Beatitudini sono annuncio di felicità in Gesù Cristo, la felicita dei poveri, quelli che a molti di noi scomodano. “Cantate al Signore un cantico nuovo per le meraviglie che egli ha operato” Ringrazio il Signore per questa data indimenticabile del 17 gennaio 2009. Alle 10 nella Cappella del Seminario S. Pio X° dove Gabriela ed io abbiamo emesso per la prima volta i voti nella Compagnia Missionaria. Alla presenza di D. Francisco Chimoio, Arcivescovo di Maputo, e di vari Sacerdoti, fratelli, sorelle, familiari ed amici ci siamo offerte totalmente al Signore lodandolo per questo momento di grazia. Prima di iniziare l’Eucaristia Irene, ha fatto una introduzione presentando brevemente la storia della CM e facendo percepire ai presenti il senso di questa festa. Ha anche presentato brevemente noi due: Gabriela ed Helena ed il modo come ciascuna si è avvicinata alla nostra famiglia. Il canto di introduzione “Semente a crescer em planta verde” ha voluto far percepire che il seme lanciato nella terra cresce e si riproduce moltiplicandosi. Questo per affermare che il seme della CM è stato lanciato e non è stato soffocato dalle spine ma sta dando buoni frutti. A conclusione della prima parte della messa, la Liturgia della Parola, é iniziato il rito della prima emissione dei voti. Lucia Maistro ci ha chiamate e Mariolina ci ha accompagnate all’altare mentre l’assemblea cantava assieme a noi “Senhor tu me chamaste e eu disse Sim…” e, alla fine di questa parte l’Arcivescovo ha fatto l’omelia nella quale ci ha dato vari consigli, dicendo che il cammino che abbiamo iniziato sarà un percorso lungo, che avremmo trovato momenti di gioia, ostacoli, difficoltà ma che la cosa più importante è quella di sapere accogliere ogni circostanza e viverla con grande fiducia e in un clima di preghiera, contemplando il Cuore Trafitto di Cristo, apprendendo da Lui a vivere la vita di amore con Dio, con i fratelli e le sorelle. Con l’emisione dei voti di povertà, castità e obbedienza siamo entrate in una nuova famíglia dove l’ amore vuole essere ilo criterio assoluto di vida e di relazione. Consegna degli anelli e della croce: l’anello come segno di alleanza con Dio, tu sei mia, ti ho scelto e ti ho consacrata; la Croce come símbolo della morte di Gesù in croce per mio amore, di tutti noi che nella croce siamo salvi dal peccato. La croce ci insegna ad amare senza limiti perchè il Suo amore è senza misura. Nella seconda parte della festa abbiamo condiviso il pranzo ed il convivio fraterno. Anche qui abbiamo avuto vari consigli ed uno tra i tanti che mi ha commosso è stato questo: mentre il gruppo dei nostri familiari ci consegnavano i doni, cantavano e danzavano dicendoci: “Helena e Gabriela avete scelto Cristo che dovrete seguire, se un giorno lo lascerete potrete deludere la gente, e Cristo vi lascerebbe nell’ultimo giorno”. Il salmo 136 (135) canta la gratitudine e riconosce i doni del Signore nella storia di Israele e nel contesto nel quale viviamo; anche a livello della nostra storia personale ci rendiamo conto di una grande verità di cui ringraziare continuamente e riconosciamo che tanti avvenimenti: alti e bassi, lotte, conquiste, perdite, sofferenze, gioie sono doni preziosi ricevuti dall’Alto. Siamo invitati a vivere la nossa storia personale e familiare come storia di salvezza. Dato che in ogni esperienza positiva o negativa, Dio ci ha lasciato un messaggio della sua Presenza. Lui abita nella nostra vita, e tutta la realtà è luogo della presenza amorosa di Dio. Lodare, ringraziare, riconoscere sono atteggiamenti che sgorgano da un cuore attento e disponibile, e sono questi gli atteggiamenti che aiutano ad aprire il cuore, ad avere un atteggiamento disponibile e distaccato, uno spirito di gratitudine e di semplicità. Saper ringraziare ci rende umili come nelle Beatitudini. Alcuni passaggi nei nostri Esercizi Spirituali ci hanno aiutate a riconoscere il nostro posto. Le Beatitudini sono un insegnamento per tutta l’umanità. “Felici i puri di cuore perché vedranno Dio… Felici i poveri in spirito perché… Felici coloro che hanno fame e sete di giustizia perchè saranno saziati. Amica, amico, fratello, sorella lasciamoci lavorare dalla Parola di Dio e, come per la natura, rendiamoci disponibili ad essere innestati nella Parola. Contemplare la creazione, la liberazione dalla schiavitù dall’Egitto, l’alimento Divino, i poveri, sono queste realtà che provocano spontaneamente la gratitudine e la lode al Signore per le sue meraviglie.
amici della cm di nampula
 
Un gruppo della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore di Gesù composto da uomini e donne, il giorno 27 Novembre 2008, alle 8 del mattino, è partito con destino al distretto di Memba che fa parte della nostra provincia di Nampula, per una nuova missione cristiana. La finalità di questa missione era quella di annunciare la Parola del Signore e mostrare che cosa si propone la CM in questa terra e quali sono i suoi obiettivi con la gente. Iniziamo con il viaggio: anzitutto è stato un percorso molto lungo con due soste, una nel distretto di Monapo e l’altra nel distretto di Nacala a Velha. E cosi è iniziata la nostra esperienza che io ho tanto desiderato perché volevo condividere qualcosa di molto importante che non avevo mai vissuto anche perché, essendo nuovo nel gruppo, questo era il mio primo viaggio con loro. Pur facendo parte da poco tempo di questo gruppo, ho appreso molte cose e mi sento più libero e attivo nella C.M. e questo mi è parso un sogno trasformato in realtà durante il viaggio e la permanenza del gruppo nella Chiesa di Memba. Dico questo perché non avrei mai pensato che le persone fossero cosi aperte e comunicative e capaci di trasmettere insegnamenti di vita. E’ stato questo che ha fatto sì che io mi sentissi con il cuore aperto e con molta pace dentro di me. Concludo dicendo che, è stato un bel viaggio e che auguro alla Compagnia Missionaria che cresca e continui così per tutta l’eternità, mostrando agli uomini che Essa comunica la Luce di Dio e la vita eterna ed é una buona compagnia di vita. Gli amici che ancora non hanno compagnia vengano alla C.M.: é una realtà!
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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