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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
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Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 13 / 11 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    28 gennaio - 2 febbraio 2019, a Bologna... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    28 de enero - 2 de febrero 2019, en Bolonia... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    28 de janeiro - 2 de fevereiro de 2019, em Bolonha... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La Presidente in Guinea Bissau
    Martina visiterà il gruppo della Guinea dal 6 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019. La accompagniamo con... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    A Presidente em Guiné Bissau
    A Martina visitará o grupo da Guiné, de 6 de dezembro 2018 a 9 de janeiro 2019. Acompanhamo-la com... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La presidenta en Guinea Bissau
    Martina visitará el grupo de Guinea desde el 6 de diciembre 2018 al 9 de enero 2019. La acompañamo... Continua
dono prezioso
 
Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo  freme di compassione …” (Osea 11,8)   Carissimi e carissime, la frase che ho scelto per ricordare la prossima Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù credo sia in sintonia con il desiderio dirimanere nel Signore per vivere i sentimenti del Cuore di Dio. Anche noi ci sentiamo continuamente interpellate e stimolate a vivere secondo il Suo Cuore. Abbiamo da poco iniziato la nostra preparazione alla IX Assemblea Generale Ordinaria che avrà luogo a Bologna in luglio 2019 e che ci coinvolge tutte e tutti per “vivere comunione e missione con cuore accogliente e misericordioso”. Siamo chiamate a vivere e ad essere comunione. Le relazioni nei nostri gruppi CM e non solo sono improntate ad atteggiamenti di accoglienza reciproca e di “benevolenza e misericordia” ma, nello stesso tempo, dalla fatica di trovare e sciogliere il “nodo” che ci paralizza e che non ci lascia la libertà di fare il primo passo; ci fa sentire impotenti nel riconoscere le nostre differenze come un dono ed una ricchezza da stimolare e valorizzare. Siamo chiamate ad aprire le mani per accogliere il dono prezioso della comunione che ci è offerto dall’Alto. Ho lasciato che il mio cuore esprimesse alcuni sentimenti che lo abitano … non sempre sappiamo come affrontare, in modo costruttivo le nostre reciproche libertà e responsabilità. Il Pane e la Parola ci aiutano e sostengono il nostro cammino e nutrono la speranza che, nonostante tutto, possiamo sempre ricominciare fiduciosi a credere nella “benevolenza e misericordia” che viene da Lui e che rende possibile la fantasia dello Spirito in noi. “Tu sei infatti la vera luce dei cuori: tu illumini il cuore dell’uomo nel quale ti proponi di operare, conducendolo alla conoscenza del bene supremo ed eterno … Scendi dunque in me, Spirito Santo, perché colui al quale doni la tua luce non camminerà nella tenebra ma avrà la luce della vita, e per mezzo di essa comprenderà e conoscerà come comportarsi nel suo intimo e nei riguardi degli altri, davanti a Dio …” (La perla evangelica – Anonimo del XVI secolo) Sto leggendo e meditando, durante l’adorazione, l’Esortazione Apostolica “Gaudete et exultate” assieme alle lettere di P. Albino in “Gettare tutto nelle fondamenta”. Fa molto bene riflettere sugli scritti di P. Albino che, fin d’allora insisteva sul tema della santità, della misericordia e della fiducia illimitata in Dio e nel suo amore. Papa Francesco ci dice: “Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente … . Pensiamo, come ci suggerisce santa Teresa Benedetta della Croce, che mediante molti di loro si costruisce la vera storia: «Nella notte più oscura sorgono i più grandi profeti e i santi. Tuttavia, la corrente vivificante della vita mistica rimane invisibile. Sicuramente gli avvenimenti decisivi della storia del mondo sono stati essenzialmente influenzati da anime sulle quali nulla viene detto nei libri di storia. E quali siano le anime che dobbiamo ringraziare per gli avvenimenti decisivi della nostra vita personale, è qualcosa che sapremo soltanto nel giorno in cui tutto ciò che è nascosto sarà svelato». (cf. N. 7 e 8 Gaudete et exultate) …E più avanti dello stesso testo ci viene detto: “Essere poveri nel cuore, questo è santità” (70). “Reagire con umile mitezza, questo è santità. Saper piangere con gli altri, questo è santità” (74). “Cercare la giustizia con fame e sete, questo è santità” (79). “ Guardare e agire con misericordia, questo è santità” (82). “ Seminare pace intorno a noi è santità” (89). “Accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi, questo è santità” (94). “La misericordia è il cuore pulsante del Vangelo”(97). “Chi desidera veramente dare gloria a Dio con la propria vita, chi veramente anela a santificarsi perché la sua esistenza glorifichi il Santo, è chiamato a tormentarsi, spendersi e stancarsi cercando di vivere le opere di misericordia” (107). Tra i vari ambiti di questo sessennio abbiamo scelto la famiglia, l’educazione, le periferie esistenziali ed anche i giovani. Senz’altro molte di noi hanno profuso energie su questo versante. Ci pare interessante anche la riflessione, l’approfondimento e le iniziative che vengono portate avanti dal gruppo di Porto in relazione a questo ambito e che ci stimola a fare un lavoro d’insieme come gruppi e come coordinamenti. Sarebbe interessante far emergere in Vinculum questo aspetto vissuto nei vari contesti dove siamo. Come sappiamo, in ottobre 2018 si realizzerà il Sinodo dei Vescovi con il tema “I giovani, la fede ed il discernimento vocazionale”, questo avvenimento è un appello a tutte/i noi per aprire maggiormente le porte e le finestre ai nostri giovani, per conoscerli di più e meglio, per accoglierli. Quest’anno, dal 23 al 30 luglio, a Porto in Portogallo, abbiamo programmato l’incontro di tutte le formatrici CM che ci permetterà di confrontarci insieme sulle varie realtà formative che viviamo per continuare a sostenerci ed a stimolarci in questo servizio prezioso. Desidero esprimere la mia gratitudine perché camminiamo insieme in questa famiglia dove accogliamo doni, limiti e povertà che il Signore trasformerà in fecondità e in Vita Eterna. Sempre unite nel Signore. Martina
nella gioia del signore
 
Carissime/i,  mi pare bello in occasione del 60° CM invitare ciascuna missionaria e ciascun familiares a dare grazie a Dio per la Sua presenza in mezzo a noi e con noi e per quanto continua a operare nelle nostre vite e nella Compagnia Missionaria del Sacro Cuore nel suo insieme.  Oltre la festa celebrata a Bologna il 27 dicembre 2017 si sono organizzate e se ne organizzeranno altre localmente nei vari gruppi CM sparsi per il mondo. Ma un 60° si vive anche riconoscendo umilmente le nostre infedeltà, peccati e le nostre povertà e limiti nel rispondere all’amore di Dio ed alla sua misericordia. Per questo propongo in questa quaresima 2018 che facciamo un serio discernimento su un punto che per noi è fondamentale:  LA COMUNIONE Quanto e come viviamo il perdono reciproco e la riconciliazione? Il nostro Statuto al n. 73 dice: “Costruiremo la comunione solo se unite a Cristo e alla fonte inesauribile del suo cuore. Da qui scaturiscono le espressioni concrete della vita di comunione che sono: ascolto, accoglienza, comprensione, perdono, dialogo, corresponsabilità nei confronti di tutti gli uomini, ma in particolare di coloro con cui si svolge il nostro rapporto quotidiano”. E il RdV al n. 72 dice: “perdere tutto piuttosto che perdere la carità”, secondo la consegna del nostro Fondatore.  Credo che se confidiamo nella misericordia del Signore ed agiamo secondo il Suo Spirito troveremo la capacità di “fare il primo passo” per un incontro autentico con Dio, tra di noi e con gli altri e giungeremo alla Pasqua con un cuore riconciliato e pacificato. E’ questo il mio augurio: una Pasqua nella quale incarniamo il dono più prezioso, “la comunione”. Apriamoci e sosteniamoci a vicenda in questo cammino. Ripropongo il mio messaggio per la festa del 60° a Bologna: Nella gioia del Signore che sempre rinnova e dona vita Prima di tutto un grazie di cuore per la vostra presenza in questa festa del nostro  60° di fondazione. Sì, la Compagnia Missionaria del Sacro cuore è nata e si è sviluppata da qui.  “La Compagnia Missionaria del Sacro Cuore è stata fondata il 25 di dicembre 1957 a Bologna da Padre Albino Elegante scj. Egli ha ricevu­to la grazia e la missione di arricchire la Chiesa di un Istituto Seco­lare che si ispira al carisma evangelico di P. Dehon. Per noi missionarie la spiritualità d'amore e di oblazione (Ebr.10,5-9), che scaturisce da tale carisma, caratterizza la nostra consacra­zione secolare e la nostra missione nel mondo” (dal n. 1 del nostro Rdv). Con P. Albino e tra di noi si è vissuta l’esperienza di una crescita condivisa nel pensiero e nelle attuazioni concrete dove il Signore ci ha seminato. Un Istituto secolare che desiderava e desidera essere presente nel mondo come fermento di vita evangelica nella quotidianità e nella comunione ecclesiale per l’avvento del Regno di Dio.  E questa casa che chiamiamo delle origini o anche “centro” è stata importante per la crescita di tutta la nostra famiglia che nel tempo si è allargata; ha preso la sua forma originale dove l’aspetto missionario nelle sue varie forme si è consolidato. Il logo del  nostro 60° include una frase che può essere la sintesi della nostra testimonianza “Vivere comunione e missione con cuore accogliente e misericordioso “. Una sintesi che abbraccia il nostro passato ed il nostro futuro. Le nostre radici ed i frutti che ancora aspettano di maturare sull’albero della nostra famiglia, la  Compagnia Missionaria del Sacro Cuore. Una delle caratteristiche che ci contraddistinguono è la presenza in vari continenti oltre l’Europa: Africa, America Latina, e Asia. Presenze significative anche se molto piccole che desiderano vivere la gioia del Vangelo in ogni ambiente e nella concretezza della fede in comunione con la Famiglia Dehoniana. Sappiamo come l’Europa  sia in questo momento provata dalla mancanza di vocazioni alla vita consacrata. Ci ritroviamo con un numero crescente di membri che vivono la fragilità dell’anzianità ma che accolgono vigilanti e con cuore appassionato, con speranza una fecondità donataci dalla provvidenza.  Oggi abbiamo voluto avere presenti qui le giovani consacrate di altri paesi, alcune del Mozambico e della Guinea Bissau ed altre dell’Argentina e del Cile, perché il volto della Compagnia Missionaria fosse più completo e perché potessimo vivere insieme questo evento nella gioia del Signore che sempre rinnova e ci dona vita e vita in abbondanza. Ecco allora l’augurio perché possiamo vivere questa festa come dono e come gratitudine per quelli che hanno servito generosamente  con il loro sacrificio e la loro offerta (e qui ci sono alcune delle prime: Bianca, Irene … ) e ci siamo tutte noi a dire insieme il nostro grazie. Gratitudine per P. Albino Elegante e tutte coloro che ci hanno preceduto nel Regno dei Cieli e che, con noi nella comunione dei santi, ci sostengono nell’oggi della storia. Un grazie al Cuore di Cristo fonte di amore totale e gratuito e a Maria nostra madre, guida e custode di cui sentiamo la presenza costante e benefica. Un grazie a tutti/e voi che ci rallegrate con la vostra presenza e condividete con noi questa giornata. Bologna, 27 dicembre 2017 Martina Cecini Presidente
vivere comunione e missione con cuore accogliente e misericordioso
 
Carissime/i, desidero iniziare questa lettera con la frase riportata sopra che raccoglie in sé un programma per “NOI CM” che ci apprestiamo a celebrare il nostro 60° di fondazione. Per me e per noi può essere uno stimolo a riflettere sulla nostra vocazione ed a lasciarci interrogare per vivere con cuore grato il nostro cammino dentro l’oggi. P. Albino nella sua riflessione che viene riportata in questo numero di Vinculum dice: “Per ringraziare di essere stati scelti e amati, occorre l’acutezza di occhi nuovi che penetrino l’insondabile profondità di Dio.” Mi piace ricordare qui la mia visita all’Indonesia e al Mozambico dove, con le missionarie abbiamo preso in mano le riflessioni sullo Statuto di P. Albino del 1972 e dalle quali è scaturita un approfondimento su due punti cardine del nostro impegno: COMUNIONE E MISSIONE declinati tenendo conto della nostra spiritualità che ha al centro il “Cuore di Cristo” e tenendo conto delle continue sollecitazioni che ci vengono proposte da Papa Francesco sia nella Evangelii Gaudium che in tutto il suo magistero sui temi dell’ACCOGLIENZA e della MISERICORDIA. Vivere il 60° allora vuol dire celebrare le meraviglie compiute dal Signore nel passato e riconoscere la sua azione nel presente lasciandoci invadere “oggi” dalla Sua benevolenza e dalla sua novità di vita. L’incontro delle neoconsacrate provenienti dall’America Latina e dall’Africa e con Rosy dall’Italia ora nel periodo del Biennio, ci sollecita ad avere uno sguardo globale sulla nostra famiglia con questa fisionomia specifica voluta dal Signore che ci ha portate, non per caso ma per la sua grande misericordia, ad essere presenti in vari paesi donandoci la ricchezza dell’incontro con varie culture e vari popoli. Certo sia in Italia che in Portogallo ci troviamo a vivere una stagione difficile che ci mette alla prova nella fede e nella speranza. La recente morte di Antonietta e di Marta hanno lasciato un senso di smarrimento per alcune che vivono il tempo dell’anzianità con apprensione. In verità, come ci ha detto Papa Francesco nella sua visita a Bologna: “Il Signore ci visita tante volte con la scarsità dei mezzi: scarsità dei mezzi, scarsità di vocazioni, scarsità di possibilità… con una vera povertà, non solo la povertà del voto, ma anche la povertà reale. E la mancanza di vocazioni è una povertà ben reale! In queste situazioni è importante parlare con il Signore: perché le cose sono così? cosa succede nel mio istituto? perché le cose finiscono così? perché manca quella fecondità? perché i giovani non si sentono entusiasti, non sentono l’entusiasmo per il mio carisma, per il carisma del mio istituto? perché l’istituto ha perso la capacità di convocare, di chiamare?” … Si solo la preghiera e la fiducia nella fedeltà di Dio e quegli occhi nuovi di cui ci parla P. Albino sapranno davvero scorgere in ogni richiesta del Signore la possibilità di dire “eccomi – grazie”. Si perché nascoste nelle pieghe della vita si intravedono le insondabili profondità di Dio. Accanto alle esigenze della vita scorgiamo il suo misterioso disegno se sapremo avere occhi e cuore aperti a riconoscere la Sua Presenza nel quotidiano. E’ questo che auguro a me stessa ed a voi, un cuore aperto e generoso, accogliente e misericordioso come il “Cuore di Cristo”. Il frutto del 60° allora sarà una nuova stagione nella quale accoglieremo con gratitudine quanto il Signore preparerà per noi e con noi operando, come nel passato, meraviglie nella nostra vita. In comunione. Martina
un cuore di carne
 
Jan van Eyck, Agnello mistico, sec XV “E mi mostrò poi un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città e, da una parte e dall’altra del fiume, si trova un albero di vita che dà frutti dodici volte l’anno, portando frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni” (Ap. 22, 1-2) . Carissime/i, ci ritroviamo di nuovo per vivere insieme, pur se ognuno/a nel suo luogo di missione, la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù fonte di acqua viva, di vita e di grazia per ciascuna/o di noi. E’ un nuovo invito che ci viene rivolto perché accogliamo e scegliamo percorsi e cammini di vita nell’“oggi di Dio” che ci è dato di vivere. “Ma se camminiamo nella luce, come Egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato” (1Gv 1,7) Davvero dobbiamo ringraziare il Signore che ci dona vita e vita in abbondanza qualora ci lasciamo guidare dal Suo Spirito e viviamo i nostri giorni dentro il mistero del suo amore e della sua tenerezza, che cambiano il nostro cuore di pietra in un cuore di carne. Ed un cuore di carne è un cuore che vive la comunione. Suggerisco, a questo proposito, prendendo dagli scritti di P. Albino, quanto segue: “Le condizioni per “fare comunione”: 1) Umiltà sul piano umano e sul piano cristiano: è la condizione assoluta, voluta da Dio, per suscitare ovunque, negli uomini e in Dio stesso la compiacenza, la benevolenza, l’aiuto, il dono di ogni interesse per “fare comunione”. E, nella “comunione”, per arrivare ad ogni bene. 2) Fare atti di “comunione”, farne molti, proprio molti, per quanto ordinari ed insignificanti. Farli con il cuore, nella piena sincerità, con la più grande magnanimità. 3) Se ci capitasse di mancare alla “comunione” con chi ci sta d’attorno e, più largamente con i fratelli, … facciamo entrare con decisa umiltà l’accusa delle nostre mancanze contro la “comunione”: una parola amara, un giudizio azzardato, un pettegolezzo, un aiuto o anche solo un sorriso mancato. Poi, purificati dalla nostra colpa, potremo “ritornare a presentare la nostra offerta” ( Mt. 5, 24 ). E un altro aspetto per accogliere cammini di vita nuova è il servizio come ci suggerisce Papa Francesco: “Siate gioiosi, mai tristi. Gioiosi. Con la gioia del servizio di Cristo, anche in mezzo alle sofferenze, alle incomprensioni, ai propri peccati”. … La Chiesa sia in piedi e in cammino, in ascolto delle inquietudini della gente e sempre nella gioia. “Ma per evangelizzare, 'alzati e va'. Non dice: 'Rimani seduta, tranquilla, a casa tua': no! La Chiesa sempre per essere fedele al Signore deve essere in piedi e in cammino: 'Alzati e va'. Una Chiesa che non si alza, che non è in cammino, si ammala … finisce chiusa con tanti traumi psicologici e spirituali, “chiusa nel piccolo mondo delle chiacchiere, delle cose… chiusa, senza orizzonti”. “Alzati e va’, in piedi e in cammino. Così deve agire la Chiesa nell’evangelizzazione”… . Ai neo sacerdoti ma, anche a noi tutti ed in particolare a noi, missionarie e familiares dice: “Tra i compiti del sacerdote uno “forse noioso, anche doloroso” è “quello di andare a trovare gli ammalati”: “Fatelo, voi. Sì, sta bene che vadano i fedeli laici, i diaconi, ma non lasciate di toccare la carne di Cristo sofferente negli ammalati: questo santifica voi, vi avvicina al Cristo” (cfr News.Va). Siamo chiamate ad aprire la porta del nostro cuore e della nostra interiorità per unificare la nostra persona: “Lasciarsi istruire, riconoscere i movimenti dello Spirito in noi, … aderirvi, fa parte della vita del cuore profondo. E’ nel cuore che si comprendono le cose del regno, che si impara come integrare la vita dello Spirito nella propria umanità. … aprire la propria terra interiore nella sua totalità alla presenza del Cristo, alla vita dello Spirito (Ap. 3,20), è molto unificante, una circolazione viva, un soffio che parte dal cuore e si espande nella psiche e nel corpo.” (Simone Pacot, Torna alla vita, pp. 253-254, ed. Queriniana) Il mio augurio è che viviamo sempre più convinte il dono di Dio che abbiamo nelle nostre mani e che il Signore ci ha elargito abbondantemente dal Suo Cuore Trafitto perché possiamo continuare a stimolarci ed a sostenerci a vicenda con una vita generosa e piena di opere buone. In comunione. Martina
comunione e missione
 
Comunione e missione Carissime/i, riprendiamo la comunicazione in questo nuovo anno 2017 dopo un tempo in cui ho avuto il dono di sostare per due mesi in Mozambico – dono e sfida. Una realtà che ci interpella per la vitalità CM ma anche per le fragilità di alcune che, nonostante l’età e la salute continuano ad offrire un servizio generoso al popolo ed alla formazione delle giovani. “Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno vegeti e rigogliosi, per annunziare quanto è retto il Signore …” (cfr Salmo 91). Una realtà che non tocca solo il Mozambico ma un buon numero di noi chiamate a continuare con gioia e speranza il proprio servizio, nella prova e nella fragilità, ovunque il Signore ci ha chiamate per servire il Suo Regno. La comunione e la missione sono come due realtà che si intrec- ciano. Sono sta-te al centro delle nostre ri-flessioni e della nostra forma-zione perma- nente in Mozambico. Riprendendo in mano le riflessioni sullo Statuto che P. Albino aveva proposto negli anni ’70 e che sono risultate molto attuali per ciascuna di noi, propongo alla vostra riflessione quanto segue. “Ricordiamo la nostra vocazione missionaria. Essa importa una particolare investitura della missione profetica di Cristo. Ma la credibilità della verità e dell’amore del padre egli non l’ha affidata all’intelligenza della nostra parola o alla capacità della nostra organizzazione. L’ha affidata solo ed integralmente alla nostra disponibilità a “fare comunione”. “ Che essi siano una cosa sola come noi siamo uno … affinché il mondo riconosca che tu mi hai mandato e hai amato loro come hai amato me”. Mi piace proporre questo tema per tutti i membri della CM perché sono essenziali per noi oggi e per la nostra testimonianza evangelica. Riprendo qui il discorso di Papa Francesco ai consacrati (28.1.17): “Se la vita consacrata vuole mantenere la sua missione profetica e il suo fascino, continuando ad essere scuola di fedeltà per i vicini e per i lontani (cfr Ef 2,17), deve mantenere la freschezza e la novità della centralità di Gesù, l’attrattiva della spiritualità e la forza della missione, mostrare la bellezza della sequela di Cristo e irradiare speranza e gioia. Speranza e gioia. Questo ci fa vedere come va una comunità, cosa c’è dentro. C’è speranza, c’è gioia? Un aspetto che si dovrà curare in modo particolare è la vita fraterna in comunità. Essa va alimentata dalla preghiera comunitaria, dalla lettura orante della Parola, dalla partecipazione attiva ai sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione, dal dialogo fraterno e dalla comunicazione sincera tra i suoi membri, dalla correzione fraterna, dalla misericordia verso il fratello o la sorella che pecca, dalla condivisione delle responsabilità. Tutto questo accompagnato da una eloquente e gioiosa testimonianza di vita semplice accanto ai poveri e da una missione che privilegi le periferie esistenziali. Dal rinnovamento della vita fraterna in comunità dipende molto il risultato della pastorale vocazionale, il poter dire «venite e vedrete» (cfr Gv 1,39) e la perseveranza dei fratelli e delle sorelle giovani e meno giovani”. Un nuovo tempo liturgico si avvicina, la Quaresima e la Pasqua del Signore. Tempo da vivere con uno sguardo di fede dove si intrecciano giorni faticosi con tempi più gioiosi e dove continuiamo a seminare nella nostra vita di ogni giorno tanti gesti di accoglienza, di attenzione le une per le altre, di verifica delle scelte che operiamo: sono scelte ti vita, di resurrezione? La lotta interiore che ciascuna di noi vive ci chiede di discernere in ogni momento se accogliamo la voce dello Spirito che ci guida alla verità tutta intera, alla vita, oppure ci siamo fermate davanti ad ostacoli che ci parevano e ci sembrano insormontabili. La grazia di Dio, la sua continua benevolenza e misericordia ci chiamano a rinnovarci ed a percorrere cammini di vita nuova sia personalmente che come famiglia CM. La Parola di Dio di ogni giorno ci aiuti a scegliere il bene e la vita sempre. E’ l’augurio che rivolgo a ciascuno/a di voi ed a me stessa perché il Signore ci doni di camminare nei suoi sentieri e di compiere la sua volontà. In comunione Martina
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