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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
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Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 14 / 05 / 2021
    SOLENNITA\' DEL SACRO CUORE DI GESU\'
    Venerdì 11 giugno 2021... Continua
  • 14 / 05 / 2021
    SOLENIDADE DO SAGRADO CORAÇÃO DE JESUS
    Sexta-feira 11 de junho de 2021... Continua
  • 14 / 05 / 2021
    SOLEMNIDAD DEL SAGRADO CORAZÓN DE JESÚS
    Viernes 11 de junio de 2021... Continua
webinar = evento online
 
La formazione degli Istituti Secolari in Asia L'ACSI (Associazione Istituti Secolari in Asia) il 17 gennaio 2021 ha promosso una giornata di formazione online. L’ACSI attualmente è ancora guidata da Lili Fernandes (Indiana) in qualità di Presidente insieme al suo consiglio composto: dalla Sig. Maria Concepcion Gonzales Servitium Christi, Sig. Kim Hyun Sook Secular Institute of Mary, Ms. Agustina Susanti Compagnia Missionaria del Sacro Cuore e il Sig. Anthony Fernandes della Christ King Institute Seculare. È stata la prima volta che si è tenuto un incontro per riflettere e discutere sul tema della “formazione” negli Istituti secolari in Asia. I partecipanti al webinar erano 68 di 24 Istituti Secolari Asiatici: India, Vietnam, Taiwan, Indonesia, Filippine, Corea del Sud ecc. I moderatori di questo webinar: Antony Fernandes e Frederik Perez, membri di Fils de Notre Dame de Vie hanno facilitato e portato a termine con successo questo avvenimento. Della Compagnia Missionaria erano presenti oltre a Susi come consigliera, Mudji e Ludo. Il webinar è iniziato con la preghiera basata sull'enciclica “Fratelli Tutti”. In apertura Lili Fernandes Presidente dell’ACSI ha salutato i partecipanti. Nel suo intervento, ha sottolineato che, il fatto di riunire tutti noi in queste evento e soprattutto durante la pandemia del Covid 19, è da considerare una straordinaria benedizione. È seguita la lettura del messaggio della Sig. Jolanta Spilarewicz, Presidente della Conferenza Mondiale degli Istituti Secolari (CMIS), presente al Webinar. Tre i relatori, Pater Miguel Garcia SSS, assistente I.S. Servitium Christi delle Filippine, che ha presentato l’aspetto giuridico - canonico soprattutto citando i numeri 712-724, il signor Robin D, Sauza e Lissy A. Pater Gracia gli aspetti del cammino formativo, relativi alla persona umana, formazione morale e spirituale, professionale e apostolica. Hanno fatto un’ampia presentazione sulla formazione che deve costituire la base di un impegno in prima linea, per dare una testimonianza evangelica nel mondo. Il “cambiamento” del formatore è stato il tema presentato dal signor Robin D, Sauza membro del Christ the King Secular Institute in India. Ha condiviso diversi motivi per cui "non vuole essere un semplice formatore". Dalla sua esperienza come formatore nel suo Istituto, ha detto che oggi il volto del formatore nell'Istituto è cambiato, come è cambiato o deve cambiare il metodo. Il formatore deve essere qualcuno che vive la sua vita in spirito di servizio e lo manifesta a tutti coloro che segue. Essere vicino alle persone come colui che serve, che lava i piedi degli altri fratelli. Ha anche spiegato che un formatore deve essere anche libero dal suo ego; camminare accanto al candidato in punta di piedi, deve avere conoscenza, comprensione e sensibilità della cultura e della storia dei candidati in formazione. Alla fine della sua esposizione ha concluso che lui non vuole “fare” il formatore. Vuole invece “dare” con la testimonianza della sua vita un messaggio di saggezza: cioè l’importante è chiedersi cosa voglio dalla vita? Se Dio mi chiama a fare qualcosa, incluso diventare un formatore, devo aprirmi allo Spirito Santo e dire SI. Ha concluso la sua conversazione con una preghiera: “Signore, solo con il tuo aiuto, sarò il migliore formatore e potrò svolgere con autorità quanto mi chiedi per eseguire i tuoi insegnamenti. Possa Dio benedirci in questo incarico”. L’affiancamento personale ai candidati e soci in formazione è stato il tema svolto da Lissy A. K, dell'Istituto delle Maids of the Poor, dando importanza al mentoring, cioè affiancare le candidate e Juniores in formazione per aiutarle a crescere. Ha sottolineato quanto sia importante in questo aspetto fare leva e lavorare con la Grazia perché possa riempire questo lavoro. Ha citato Papa Francesco: "La formazione è un’opera artigianale, non poliziesca… dobbiamo formare i cuori…” (“Svegliate il mondo” - Colloquio di Papa Francesco con i Superiori Generali 2014). Accompagnare tutto, comprendere la volontà e il cuore di una persona, custodire la sua volontà, la forza e coscienza: questa è la preoccupazione che deve scaturire da un cuore fraterno che si preoccupa di aiutare. I formatori proteggeranno il bene che la persona possiede dentro di sé: spirituale, emotivo, intellettuale, la consapevolezza, l’apertura sociale, l’aspetto fisico e finanziario… Devono far emergere la loro capacità di equilibrare adeguatamente l'assistenza e il rispetto / apprezzamento… con piena empatia. La dimensione della relazione con gli altri è stato l’aspetto più focalizzato e importante che ha presentato Lissy: "Per accompagnare gli altri, bisogna saper toccare i loro cuori con gioia, e buon umore, che nasce dall'apertura e dalla benedizione di Dio. Questa è una dimensione importante nella formazione verso una Consacrazione negli Istituti Secolari. Deve essere una formazione basata nella fede, una formazione che comprenda anche l'economia socioculturale, politica e prospettive psicologiche. Questo incontro webinar è stato molto positivo per noi CM in Indonesia, soprattutto per quanto riguarda il nostro cammino futuro e il suo sviluppo. La nostra presenza oltre a farci conoscere ad altri Istituti, è stata molta ricca di interazione comunicativa e condivisione, di esperienze diverse, che ci possono aiutare a crescere meglio come CM in Indonesia. L’Assemblea si è conclusa con questi interrogativi che ciascuno potrà continuare a riflettere personalmente e proporre alle nostre realtà di Istituto… e perché no, inviare il risultato anche all’ACSI. 1. Quali sono le 3 idee principali che hai acquistato durante la sessione e ritieni importanti tenere presente, nella formazione per formatori di Istituti secolari? 2. Dopo aver ascoltato queste conversazioni indica 2 aspetti da concretizzare attraverso la tua volontà / speranza. 3. Suggerisci l’argomento che potremmo svolgere in futuro.
cercare insieme cammini possibili
 
Convegno Internazionale della Vita Consacrata Ho partecipato a Roma, dal 3 al 6 maggio, al convegno internazionale “Consecratio et consecratio per evangelica consilia… riflessioni, questioni aperte, cammini possibili” organizzato dalla Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di vita apostolica, presso la Pontificia Università Antonianum. A partire da un’attenta e critica lettura dell’effettiva realtà presente oggi nella Chiesa il Dicastero ha avviato una riflessione sui diversi significati che vengono attribuiti alle espressioni “consacrazione” e “vita consacrata”. Il desiderio era quello di coinvolgere i membri delle diverse forme di vita consacrata, delle associazioni di laici e dei movimenti nella riflessione intorno ad alcune quaestiones individuate in un Seminario sulla stessa tematica, che ha visto la partecipazione di teologi, canonisti ed altri esperti. “Rappresentiamo un popolo numeroso nella Chiesa e cerchiamo insieme di permettere che il vino nuovo di Gesù rinnovi gli otri della vita consacrata, affinché sperimentiamo la gioia del Vangelo e aiutiamo il Signore a donarlo a tanti altri che si avvicinano a noi. Se da una parte la Chiesa ci assicura che tutte le forme di consacrazione vera sono un dono dello Spirito Santo per la vita di tutto il corpo ecclesiale, dall’altra abbiamo bisogno di criteri autentici per discernere quello che sta succedendo”, così il cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione, ha accolto più di 600 partecipanti, giunti da tutto il mondo. “Nelle circostanze attuali, prendere coscienza più chiara della consacrazione battesimale che ci ha generati figli di Dio e costituiti fratelli e sorelle nella passione, morte e resurrezione del Signore – ha continuato il cardinale -, ci potrà anche aiutare a capire meglio il senso della consacrazione in maniere diverse ma complementari all’interno del popolo di Dio”. La prima relazione è stata quella della teologa suor Nuria Calduch, che ha offerto una visione d’insieme sulla consacrazione sottolineando le dimensioni profetica e sapienziale della vita consacrata. Si è poi soffermata sui passaggi del Vangelo nei quali si riflettono le dimensioni essenziali della vita consacrata: consacrazione, vocazione e vita in comune. Subito dopo, l’intervento a due voci di mons. José Rodríguez Carballo, arcivescovo segretario e suor Carmen Ros Nortes, sottosegretario, ha offerto una sintesi del cammino percorso finora e tracciato gli obiettivi del convegno. “La consacrazione – ha affermato Mons. Carballo – non è statica, non è un atto escludente, ma un processo integratore di differenze. Dietro ogni espressione utilizzata per definire la vita consacrata c’è una ricchezza teologica e carismatica da non perdere. Se la vita consacrata è un mosaico di carismi, questi non possono essere definiti, ma ‘raccontati’, ‘narrati'”. Suor Ros Nortes, ha sottolineato l’importanza di portare avanti nuove riflessioni, “per non rimanere fermi a schemi vecchi o inappropriati, ma per comprendere meglio qual è il nostro oggi come consacrati nella Chiesa e nel mondo”. Papa Francesco, in udienza all’aula Nervi, ai Partecipanti al Convegno internazionale degli Istituti di Vita Consacrata - maggio 2018, ha indicato i criteri autentici che guidano nel discernimento: … “Mi sono domandato: quali sono le cose che lo Spirito vuole si mantengano forti nella vita consacrata? … Queste sono colonne che rimangono, che sono permanenti nella vita consacrata: la preghiera, la povertà e la pazienza. … La preghiera è tornare sempre alla prima chiamata … ritornare a quella Persona che mi ha chiamato … è tornare dal Signore che mi ha invitato a esserGli vicino. Tornare da Lui che mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: “Vieni. Lascia tutto e vieni”. … E la preghiera è quello che fa che io lavori per quel Signore, non per i miei interessi o per l’istituzione nella quale lavoro. … La preghiera, nella vita consacrata, è l’aria che ci fa respirare quella chiamata, rinnovare quella chiamata. … Non si può vivere la vita consacrata, non si può discernere ciò che sta accadendo senza parlare con il Signore. … La povertà è la madre, è il muro di contenimento della vita consacrata. … Senza povertà non c’è fecondità nella vita consacrata. Ed è “muro”, ti difende. Ti difende dallo spirito della mondanità … il diavolo entra dalle tasche. … Povertà secondo le regole, le costituzioni di ogni congregazione. … Ci sono tre scalini per passare dalla consacrazione religiosa alla mondanità religiosa. … Primo: i soldi, cioè la mancanza di povertà. Secondo: la vanità, che va dall’estremo di farsi “pavone” a piccole cose di vanità. E terzo: la superbia, l’orgoglio. E da lì, tutti i vizi. … La pazienza. … Entrare in pazienza è un atteggiamento di ogni consacrazione, che va dalle piccole cose della vita comunitaria o della vita di consacrazione, che ognuno ha, in questa varietà che fa lo Spirito Santo … Dalle piccole cose, dalle piccole tolleranze, dai piccoli gesti di sorriso quando ho voglia di dire delle parolacce …, fino al sacrificio di sé stessi, della vita. … E anche pazienza davanti ai problemi comuni della vita consacrata: pensiamo alla scarsità di vocazioni. … Manca la pazienza e finiamo con l’“ars bene moriendi”. Posso domandarmi: … accade nel mio cuore? La mia pazienza è finita e vado avanti sopravvivendo? Senza pazienza non si può essere magnanimi, non si può seguire il Signore: ci stanchiamo. Lo seguiamo fino a un certo punto e alla prima o alla seconda prova, ciao. … Questa “ars bene moriendi”, è l’eutanasia spirituale di un cuore consacrato che non ce la fa più, non ha il coraggio di seguire il Signore. E non chiama … … State attenti su queste tre “p”: la preghiera, la povertà e la pazienza. State attenti. E credo che piaceranno al Signore scelte – mi permetto la parola che non mi piace – scelte radicali in questo senso. Siano personali, siano comunitarie. Ma scommettere su questo. … E vi auguro fecondità. Mai si sa per quali vie passa la mia fecondità, ma se tu preghi, se sei povero, se sei paziente, stai sicuro che sarai fecondo”. L’incontro è continuato in tempi di confronto tra tutti i partecipanti e in lavori specifici per le distinte realtà Ordo virginum, Istituti religiosi, Società di vita apostolica, Istituti secolari, Nuovi istituti e nuove forme, Associazioni e Movimenti. I lavori di gruppo sono stati uno spazio importante di incontro tra le persone e la condivisione di riflessioni ed esperienze sulla consacrazione, sul carisma, sulla fraternità e missione. Spazio di confronto dove riconoscere gli elementi comuni di sequela Christi, lo specifico di ogni realtà, la necessità di avviare cammini di rinnovamento per una cultura della formazione permanente, di integrazione tra culture differenti e avviare processi di dialogo tra le radici di fondazione e l’oggi. A conclusione di questi tre giorni, il cardinale João Braz de Aviz, ha indicato che: “Dobbiamo continuare a camminare insieme, in modo sinodale, perché lo Spirito Santo parla solo dove c’è armonia di vita fraterna”. La riflessione sul tema della “consacrazione”, iniziata in questi giorni, deve essere ulteriormente sviluppata, prima di tutto dalla prospettiva teologica, tenendo conto degli insegnamenti del Vaticano II e del Magistero; tutto questo è fatto meglio in comunione con altri Dicasteri. Da parte sua, mons. José Rodríguez Carballo, Arcivescovo Segretario, ha affermato: “La consacrazione è una realtà dinamica, in itinere… È una identità in relazione, perché il carisma ha un aspetto relazionale. Possiamo essere l’aurora della Chiesa – come ieri ci ha detto il Papa – se camminiamo insieme, in comunione con la Chiesa e in comunione con il mondo”. Sono stati giorni intensi ma belli, si è respirato un’aria nuova… il desiderio di un rinnovamento che sappiamo essere difficile perché passa per la vita di ciascuno, ma che si è visto nei modi di condurre, nelle riflessioni aperte, nell’accoglienza della diversità e nel creare fraternità.
in formazione... sempre!
 
A partire dal 23 al 29 luglio 2018, abbiamo avuto l’incontro delle Responsabili di formazione, nel “Colégio do Sardão”, a Vila Nova di Gaia, Porto, Portogallo. Nel pomeriggio inoltrato del 23, siamo arrivate “da mille strade diverse” al luogo dell’incontro e il 24 abbiamo iniziato i lavori con la presentazione personale, in modo creativo, usando la dinamica della “tela di ragno”. Lì, in cerchio, ci siamo messe a lanciare il gomitolo l’una all’altra, gesto semplice che stava a significare un’unione, una comunione e l’appartenenza alla CM e che ha contribuito anche a tessere legami di conoscenza, di accoglienza reciproca, fatti di ascolto, di attenzione… Hanno preso parte al nostro incontro: la Presidente Martina Cecini, la Vice-presidente Serafina Ribeiro e le responsabili della formazione: Teresa Pozo del Cile, Antonieta N’Dequi della Guinea-Bissau, Justina Carneiro del Portogallo, Santina Pirovano dell’Italia e Lucy Ekawati dell’Indonesia, che ha partecipato a questo incontro come invitata. Per vari motivi Irma Pedrotti dell’Argentina e Orielda Tomasi dell’Italia non hanno partecipato personalmente all’incontro, ma hanno, nel contempo, fatto arrivare le relazioni sulla propria realtà formativa. Martina, nella sua introduzione, ha presentato un breve riassunto sul percorso storico degli incontri delle formatrici fino al 2015. Abbiamo dedicato il primo giorno di lavoro alla lettura delle relazioni di formazione, giá preparate prima, fatta da ciascuna Responsabile. Il dialogo che ne é seguito ci ha aiutato a conoscere di più e meglio: le giovani in formazione, il contesto formativo dei 4 continenti (Africa, Asia, America Latina ed Europa), i vantaggi della pianificazione e programmazione degli incontri, l’importanza del gruppo che cura la formazione, l’imparzialità e la fraternità tra tutte le missionarie, dalle più esperte alle più nuove… Nei giorni 25 e 26, al mattino, è venuto a lavorare con noi padre João de Deus, che ci ha presentato il tema dell’Affettività, suddiviso in due parti: l’Affettività e la conoscenza; Affettività e relazione; Affettività e comunione. Ha alternato ciascuna conferenza con dinamiche di gruppo e plenarie. I contenuti delle sue relazioni, ci sono stati presentati con competenza e rigore scientifico e spiegati attraverso la sua personale testimonianza e la sua esperienza come psicologo. A questa parte dell’incontro hanno partecipato anche due missionarie del gruppo di Porto: Margarida da Silva Vieira e Teresa Castro. Nelle celebrazioni eucaristiche di questi due giorni Padre João ha cercato nelle sue omelie di collegare e fare sintesi tra i contenuti presentati e la Parola di Dio. Personalmente mi sono sentita interpellata a visitare, aver cura con impegno e tenerezza di questa vigna della mia affettività perché sia ogni volta di più un canale di comunione e di amore gratuito: Agape. Sì, l’affettività è un dono ed un impegno che compete a ciascuna, per conoscere, aver cura, accogliere, contemplare, purificare, manifestare…perché sia manifestazione di perdono, di compassione, di tenerezza, di affetto, di bontà, di libertà… Il 26 pomeriggio abbiamo proseguito i lavori tra di noi. Justina ci ha presentato i vantaggi della pianificazione e programmazione degli incontri di formazione, nel senso di realizzare le finalità in ogni tappa della formazione stessa. Ha sottolineato anche la necessità di essere flessibili davanti a situazioni che eventualmente sorgessero in modo imprevisto. Ha aggiunto anche la necessità di scambiarci tra di noi il materiale della formazione. Mi è stato chiesto d fare un piccolo accenno sui giovani, partendo dalla mia personale esperienza di lavoro con loro a livello sia professionale che pastorale, e la presentazione di alcuni passi dei discorsi dei papi Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Abbiamo riflettuto sulla necessità di imparare a condurre i giovani con serietà; a far loro proposte coraggiose; a credere in se stessi, a dir loro che solo Gesù è e sarà sempre la risposta ai grandi desideri… Abbiamo visto l’importanza di sensibilizzare le persone degli ambienti in cui siamo inserite per accompagnare la XV ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI – a tema “i giovani, la fede ed il discernimento vocazionale” in programma dal 3 al 28 ottobre 2018. Ci siamo interrogate sul valore della verifica e del confronto con le responsabili di gruppo, in particolare su ciò che si riferisce al discernimento e alle opzioni relative al progetto comunitario e personale: “il fratello aiutato dal fratello è come una città fortificata”. Ci si sono presentate talvolta situazioni di missionarie che incontrano difficoltà nel conciliare l’assistenza ai loro familiari malati e la partecipazione alle iniziative della CM. Questo argomento deve essere presentato con chiarezza nella formazione di base e deve essere verificato, caso per caso con la responsabile, per il bene della stessa missionaria e per aiutarla nella sua effettiva partecipazione alla vita del gruppo di appartenenza… Martina ci ha parlato di inculturazione della formazione nei diversi contesti culturali, sociali ed ecclesiali e Anna Maria Berta ci ha presentato uno studio esaustivo sul voto di povertà nelle diverse versioni dello Statuto, fino all’attuale. Ha dato spazio anche al tema del testamento, all’aspetto economico ed amministrativo. Nei nostri incontri, la Liturgia è stata preparata e celebrata in spagnolo, italiano e portoghese. Il 28 siamo andate a Fatima a rendere grazie a Maria e ad affidarle la nostra missione. Una coppia di amici, Fernanda ed Enrico, si sono messi a nostra disposizione con le loro auto ed hanno trascorso con noi la giornata. È stato un gesto di gratuità, di amicizia che ci ha consentito di stare insieme, pregare, conoscerci meglio e stringere legami di comunione…Mai dimenticheremo ciò che hanno fatto per noi. La mattina del 29 abbiamo concluso i lavori e, la sera, insieme con Fernanda ed Enrico, siamo andati alla parrocchia di Carvalhosa, alla messa celebrata da padre Pedro, dehoniano. Il Collegio dove abbiamo fatto gli incontri era magnifico: silenzio, fiori, tanti fiori, un giardino, un boschetto… e l’accoglienza di Sr. Gorete e di Margarida è stata eccellente, ci siamo sentite veramente a casa. Abbiamo vissuto tanti piccoli gesti fatti di affetto, di condivisione di sogni e di difficoltà, di sorrisi, di ascolto attento, di offerta di ricordini che ciascuna ha portato dalla sua terra, di complicità nella missione, del già e non ancora, nel nostro processo di crescita e nella fatica di “darci alla luce”, di rinascere e di crescere. Siamo partite in diaspora, con la missione di continuare ad avere cura della nostra formazione – “darci alla luce”, rinascere, crescere…SEMPRE; di servirci degli strumenti che abbiamo ricevuto e che ci possono aiutare a vivere la nostra affettività con un’energia che umanizza, che genera comunione, fraternità; di trasmettere ai nostri gruppi i doni che abbiamo ricevuto e di migliorare il nostro servizio di formatrici… Ciò che comunico dice molto di ciò che è stato trattato e che abbiamo vissuto; lascio spazio aperto alla possibilità di provocare un dialogo con le altre partecipanti, che potrà essere molto fecondo, informativo e formativo. 
tempo di incontro
 
Se mi dovessero chiedere come è andato l’incontro delle Responsabili di Formazione 2018, mi viene spontaneamente una risposta molto semplice, che è però molto significativa: tempo di incontro. Si ci siamo incontrate nuovamente tutte insieme ed abbiamo condiviso e sfruttato al meglio il tempo che avevamo a disposizione. Anzi ancora di più, abbiamo lavorato portando nel nostro cuore questa responsabilità dell’incontro, dell’essere “noi”, della comunione nella formazione delle persone nei distinti paesi e continenti. Il nostro essere missione e comunione è stato il terreno del nostro incontro. Così è stato il tema svolto dell’ “Affettività” presentato da padre Joao de Deus Costa Jorge, diocesano e l’attenzione delicata delle suore Dorotee del Collegio Sardão eravamo ospitate. Anche il nostro pellegrinaggio al Santuario di Fatima insieme a una coppia amica e la speciale partecipazione di Teresa Gonçalves ed Elvira che ci hanno raggiunto da Lisbona ... tutto ci ha parlato di incontro. Per ultimo, l’incontro gioioso e la partecipazione alla prima messa di un sacerdote dehoniano p. Pedro Gomes, amico delle missionarie portoghesi. Un vero incontro con Gesù e la comunità, per far crescere in noi la Vita e vita in abbondanza. Bello ed emozionante è stato anche l’arrivo a Porto dove abbiamo potuto conoscere la nuova casa della CM, qui siamo state ospitate sia all’arrivo che alla partenza. Ringrazio in particolare Lucia Correia e Teresa Castro, insieme anche ad Antonietta per la calorosa accoglienza. Casa di incontro, terra di incontro, cuori di incontro... tutto questo per dire che è la manifestazione del dono della comunione nelle piccole e grandi cose e nelle esperienze vissute. Tempo di incontro per “Vivere la comunione e la missione con un cuore accogliente e misericordioso”.
insieme per capire il significato della nostra vita
 
La vita è bella, la vita è semplice, la vita è strana, la vita è difficile, la vita è piena di sfide, la vita non è mai perfetta, la vita è breve, la vita è gratis, la vita è un problema, la vita è forte, la vita è dolce, la vita è una lotta, la vita è vigilanza, la vita è una possibilità, la vita è creativa, la vita è preziosa, la vita è esperienza, la vita è avventura, la vita è un sogno, la vita è un gioco, la vita è una promessa, la vita è speciale, la vita... Incontrarsi insieme con una grande famiglia, la tua famiglia, quando il desiderio si fa realtà come lo è stato per me, diventa quasi impossibile descrivere le emozioni che si vivono. Mi è stata data l’opportunità di poter partecipare nell’incontro internazionale delle responsabili di formazione CM dove ho potuto conoscere meglio le sorelle che lavorano in vari paesi con culture e lingue diverse e vivere insieme una bella esperienza di comunione e formazione. Questo incontro a Porto (Portogallo) ha rinnovato me stessa, la mia vita. Anche se i giorni sono stati pochi per poterci conoscere in maniera più profonda (il problema della lingua non è stato un problema semplice per me!) ci siamo sentite unite, accolte nella fratellanza del mistero del Cuore trafitto di Cristo. La riflessione “Sull’affettività” che ci ha proposto P. João de Deus Costa Jorge, diocesano mi ha stimolato a impegnarmi di più nelle relazioni, mi ha fatto capire l’importanza di costruire relazioni sane e armoniose per poter vivere insieme, per stare bene con me stessa. A volte costruiamo relazioni solo con una certa persona. Relazioni come queste spesso causano conflitti e ferite interiori perché sono relazioni esclusive, che a volte causano divisione nella convivenza, uno si sente escluso, mentre l’altro ha un posto speciale. I nostri gruppi sono formati da una varietà di persone, con caratteri diversi, ma siamo unite nell’amore divino. Ognuna di noi cerca di mettersi davanti all’altra con un sincero atteggiamento di cuore nel condividere la vita, per comprendersi e aiutarsi a vicenda. Ho capito che vivere insieme, se c’è questa apertura all’altro, l’amore si sviluppa in noi stessi, l’amore per Dio, per gli altri. E’ in questo modo che cresce anche una sana condivisione tra noi dei doni che abbiamo ricevuto. Cresce la voglia di comunicare e di condividere: la gioia che sentiamo, il tempo per stare insieme, le nostre esperienze di fede, l’apostolato, i fallimenti e i nostri limiti. Dobbiamo imparare ad accettare e ad amare le differenze come una ricchezza. Imparare le une dalle altre ad essere un mezzo per costruire la forza di unità. Superare le varie fragilità nel vivere insieme; un ideale richiede un atteggiamento illimitato di perdono. Questa espressione di amore incondizionato rende ogni persona un essere amato e prezioso, anche nelle debolezze. Se riusciamo a fare questo la nostra “vita insieme” avrà un significato: diventerà una manifestazione del vero amore di Dio sia tra noi, nei gruppi, sia tra coloro che ci circondano. Prego per questo e ringrazio tutte per avermi dato la possibilità di partecipare. 
profeti nella storia e voce credibile nella chiesa
 
Dall'Assemblea Nazionale delle Responsabili della CIIS Premessa · Con questa Assemblea apriamo un nuovo triennio della CIIS. · Rinnoviamo quindi impegno e obiettivi: - l’impegno di camminare insieme come Istituti nella Chiesa, cercando tutte le sinergie per aiutarci nel discernimento di come stare nel mondo oggi, in questo grande cambiamento d’epoca, nella modalità specifica della secolarità consacrata. - L’obiettivo di sostenere, rispettando l’autonomia di ciascun Istituto, il cammino, soprattutto in quegli ambiti che sono trasversali a tutti gli Istituti, come ad esempio, la formazione dei formatori, l’età anziana, il tempo della fragilità, la formazione su temi specifici, ecc. - La necessità di esprimere nella Chiesa le istanze del mondo, nell’attenzione ai segni dei tempi, con l’atteggiamento umile di chi ascolta e non presume di sé. · Per dare forma all’impegno e rimettere a tema gli obiettivi, siamo partiti ascoltando quanto emerso nell’assemblea del maggio scorso, a partire: - dalla relazione di fine mandato di Marisa; - dal contributo alla riflessione di Daniela L. - dal dibattito. · Innanzitutto, l’Assemblea ha più volte richiamato l’importanza di continuare nella riflessione circa la modalità tipica della nostra presenza nel mondo, in particolare, “come” essere presenti nella realtà attuale, con la freschezza delle origini e, contemporaneamente, con la necessità di tradurre il carisma nell’oggi, custodendone il nucleo essenziale e rinnovandone i modi per attuarlo, secondo le esigenze del tempo. Programmazione Assemblee o Per rispondere alle sollecitazioni emerse è parso indispensabile prendere seriamente in considerazione quanto Papa Francesco ci ricorda: “Siamo in un cambiamento d’epoca”. o Quindi un primo passaggio (Assemblea novembre 2019) è proprio quello di mettere a tema le ricadute che le caratteristiche di questo cambiamento d’epoca hanno sul vivere collettivo ed individuale. o In questa prospettiva, è fondamentale rimettere all’ordine del giorno il tema del discernimento. Non si tratta di aggiungere ulteriori analisi del contesto, ma di imparare ad attraversare le domande che esso pone, individuando criteri ed atteggiamenti che possano aiutare a discernere come stare e quali scelte compiere nella storia complessa di oggi, a partire dalla nostra vita quotidiana. o Quando si parla di discernimento, si pensa immediatamente all’agire personale, ma, oggi, è indispensabile, prima di tutto, mettere in atto un discernimento storico, cioè cercare di capire i caratteri della situazione, di valutarli alla luce della fede, al fine di cogliere il senso profondo degli avvenimenti. Si tratta, quindi, di operare un discernimento storico che coinvolge, subito dopo, il discernimento comunitario e quello personale: non si tratta, banalmente, di un “prima” e di un “dopo” di carattere cronologico, quanto, piuttosto, di un metodo che deve diventare abituale, proprio per poter assumere in modo autentico e profetico la responsabilità del vivere la nostra consacrazione secolare. o È dalla comprensione/interpretazione della realtà che discende la capacità/libertà di mettersi in gioco. o Un secondo passaggio (assemblea di maggio 2020) potrebbe affrontare, quindi, il tema del discernimento, nelle diverse sue forme, in particolare il discernimento storico e il discernimento comunitario: innanzitutto, vedere e comprendere il contesto, alla luce del cambiamento d’epoca, per cogliere come esso interpella la nostra vocazione e quali priorità indica. o I mutamenti continui (in particolare il continuo mutamento culturale), per essere letti ed interpretati, chiedono una puntuale preparazione. o Il tema della formazione potrebbe costituire un terzo passaggio (autunno 2020): ü Sarebbe importante definire “che cosa è formazione oggi” se: o la formazione è dare/prendere forma; o la formazione non è solo trasmissione di conoscenze; o la formazione è contenuto e insieme relazione (che si instaura nel trasferire il contenuto medesimo), tra chi educa (l’autorità nelle diverse accezioni) e chi accoglie la proposta educativa: o oggi siamo in presenza di un certo indebolimento della figura dell’autorità: quali conseguenze nel rapporto educativo. o Ci troviamo in un contesto in cui la formazione spesso subisce la pretesa psicologica di essere assoluta, rischiando così di rendere marginale la dimensione spirituale della vita cristiana. ü Sarebbe importante comprendere quale formazione offrire in un contesto in cui: o La fede cristiana appare estranea alla società in cui viviamo; o Non sembrano più possibili criteri condivisi circa ciò che è “vita buona”; o Sembrano prevalere criteri unicamente soggettivi che rispondono esclusivamente ad esigenze individuali……benessere; o Viene continuamente rimosso il concetto di bene comune; o Tempo di pluralismo e di relativizzazione; o La nostra esperienza personale di fede è connotata dalla solitudine; o Il contesto ci pone sfide inedite; o La nostra è una fede esposta all’incertezza causata dai continui mutamenti, in una situazione in cui non vi è il sostegno di una comunità “stabile”, nella consapevolezza che ciò, talora, può produrre la tentazione di cercare protezione e riparo in un concetto di comunità diverso da quello di chi vive condizioni di diaspora. ü Quale metodo formativo: o Il metodo deve favorire la lettura critica del vissuto, la quale non si accontenta del “racconto” di quanto accade nella vita quotidiana di ciascuna, ma che, attraverso contenuti adeguati, che alimentano la fede, consenta una rielaborazione dell’esperienza nella prospettiva evangelica. ü Rimettere a tema l’autoformazione: o Premesso che non esiste formazione oggettiva che non diventi anche autoformazione, sarebbe importante chiedersi quali possibilità, oggi, per un’autentica autoformazione. o Tutto questo ci conduce ad una domanda fondamentale: Quale profezia nel cambiamento d’epoca? Che cosa è chiesto agli IS? Quarto passaggio (assemblea maggio 21) o Un quinto passaggio (Assemblea ottobre 2021) potrebbe riguardare l’attualità della nostra vocazione Buone ragioni per proporre la nostra vocazione ai giovani. Come? o Assemblea elettiva maggio 2022 Altri aspetti: v Aggancio con altre realtà ecclesiali per condividere pensieri, interventi, idee; v Prosecuzione del lavoro Osservatorio: coinvolgimento altre realtà, territorio, su proposte culturali e sociali; v Lavoro insieme con CIIS diocesane e regionali: quali modalità? Convegni territoriali in collaborazione? v Congresso e Assemblea CMIS importanza della partecipazione. Carmela Tascone (Rivista Incontro n.1 - 2020)
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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