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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 14 / 05 / 2021
    SOLENNITA\' DEL SACRO CUORE DI GESU\'
    Venerdì 11 giugno 2021... Continua
  • 14 / 05 / 2021
    SOLENIDADE DO SAGRADO CORAÇÃO DE JESUS
    Sexta-feira 11 de junho de 2021... Continua
  • 14 / 05 / 2021
    SOLEMNIDAD DEL SAGRADO CORAZÓN DE JESÚS
    Viernes 11 de junio de 2021... Continua
incontro internazionale delle neo-consacrate
 
Getterò la semente che ho raccolto Sono arrivata in Italia dal Mozambico per la prima volta il 12 novembre scorso, dopo aver fatto sosta a Maputo. Mi sento veramente contenta di vivere più  da vicino la cultura italiana: il modo di vivere, accogliere, pregare,  cucinare… tutto molto diverso dalla cultura del mio Paese. Voglio farvi partecipi dei momenti salienti della mia esperienza in Italia. Mai dimenticherò la celebrazione del 60º Anniversario dalla fondazione della CM, realizzata a Bologna, via Guidotti 53, il 27 dicembre 2017. Ha dato il via alla giornata il messaggio della Presidente, seguito dalla presentazione, da parte di Lúcia Correia e Lucia Capriotti, di due pubblicazioni:  “60 anni di storia sulle strade del mondo” e  “Gettare tutto nelle Fondamenta – Lettere dal 1948 al 1957 - P. Albino”. Il trovarsi insieme, il pranzo, la celebrazione eucaristica presieduta dal Vicario generale della diocesi di Bologna, mi hanno aiutato a vivere e ad accogliere in modo nuovo e profondo la grazia del progetto iniziato dal nostro fondatore. Sottolineo anche alcuni aspetti che mi hanno colpito di più nell’incontro con le neo-consacrate: il messaggio della nostra Presidente; le dinamiche che ci ha presentato Santina e che ci inseriranno in un percorso ricco di segni; la benedizione che ci siamo donate l’una all’altra, i momenti di condivisione, la scelta delle parole-chiave più significative, il breve cammino fino all’aiuola del giardino della casa, nel luogo dove fu piantato il rosaio nell’ultimo incontro delle neo-consacrate nel 2012, l’acqua con cui ciascuna di noi ha annaffiato il roseto, come segno di  “Gettare tutto nelle fondamenta”.               Lúcia Correia, con semplicità ci ha spiegato e aiutato a riflettere con maggior intensità  sulla storia della CM, mentre Lucia Capriotti ci ha parlato della spiritualità e ci ha consegnato alcune domande per fare la nostra riflessione personale. Sono riconoscente a queste sagge missionarie che ci hanno trasmesso la ricchezza della nostra storia e della nostra spiritualità. Ho avuto la bella occasione di rinnovare i miei voti annuali insieme con Elisabeth e Nhamo, nella nostra cappella di Bologna, durante la celebrazione eucaristica presieduta da P. Marcello, dehoniano, il 30 dicembre… data indimenticabile che ci incita a continuare a rendere grazie a Dio per le nostre vite, messe al servizio del suo Regno, come sequela di Cristo. Il 1º gennaio 2018, noi neo-consacrate insieme con Lúcia Correia, siamo andate a Monguelfo, nella nostra Casa per Ferie, che si trova in un luogo di montagna, bello e ricco di pace, meta di turisti. L’accoglienza delle missionarie che compiono là il loro servizio, la semplicità, la gioia anche nelle difficoltà, sono una testimonianza nascosta come il sale e il lievito. Ci siamo sentite subito motivate a dare una mano per far fermentare insieme i valori della civiltà dell’amore. Il loro modo di prestare servizio agli ospiti mi ha fatto pensare alla Marta del Vangelo, che ha servito Gesù a suo modo, senza risparmiarsi.          E infine, tornate a Bologna, il 5 e 6 gennaio abbiamo preso parte all’incontro di animazione missionaria tenuto nella nostra parrocchia tenuta dai frati Cappuccini. È stato un incontro interculturale con giovani di diversi continenti: Europa (Italia); Africa (Guiné-Bissau, CaboVerde, Etiopia e Mozambico); America Latina (Argentina e Chile). Sale dal mio cuore una lode al Signore per quanto ho vissuto e ricevuto da ciascuno di loro.  Getterò la semente che ho raccolto. Questa è una sfida che faccio mia, per abbracciare la missione che mi attende.                                                                                                                                                        Dalaina Armando  Un viaggio meravigliosoPermettetemi di condividere con voi i momenti più salienti di questo bel viaggio e i momenti più belli che ho vissuto in Italia, culla del nostro istituto. Sono partita dal Mozambico per Bologna il 20 dicembre scorso. Il viaggio è stato bello, mi è piaciuto, anche se mi sentivo a disagio in aereo, perché si parlava solo inglese. Arrivata ad Addis Abeba, ho ammirato dall’alto il bel panorama della città. Allo stesso tempo sentivo già l’ansia e la paura di perdermi, per cui mi sono subito preoccupata di trovare il “cancello” del mio volo per Roma. A gesti e mostrando il biglietto ci sono riuscita e lì, nella sala d’attesa, ho conosciuto due suore che andavano anche loro a Roma. Provai a dialogare con loro e riuscimmo a capirci, nonostante non parlassero portoghese. Con loro mi sono sentita tranquilla ed ho proseguito il mio viaggio serena. All’arrivo all’aeroporto di Roma, così grande e così bello, mi sono rallegrata, ma già mi stavo preoccupando di come raggiungere la sala di imbarco per Bologna. L’agitazione era alle stelle ma, con la voce dello Spirito Santo che mi guidava, andai avanti, con il biglietto in mano e, di nuovo a gesti, ho raggiunto felicemente la mia meta dove mi attendeva un piccolo problema.  Subito all’entrata mi chiesero, in italiano, di mostrare loro i documenti che convalidavano il mio soggiorno a Bologna. Ho capito cosa chiedevano e, sapendo che non avevo la dichiarazione con me, sono scoppiata in lacrime. Subito però ho avvertito che il Signore era accanto a me e mi sono fatta coraggio tentando di spiegare, in portoghese e con i gesti, che non avevo con me la dichiarazione… ma il mio interlocutore non capiva un bel niente. Per superare la difficoltà, ho pensato bene di mostrare il mio biglietto di viaggio di andata e ritorno, dove era indicato tutto il mio percorso.  Finalmente timbrarono il mio passaporto e mi indicarono la sala di imbarco e il percorso da seguire per raggiungerla. Seguendo frecce e lettere indicative, eccomi giunta al mio cancello di imbarco, ma lì non c’era ancora nessuno. Mi venne il dubbio se fossi nel luogo giusto. Allora andai nella sala attigua e chiesi a gesti e mostrando il biglietto all’agente di servizio, che mi dicesse con esattezza il numero del cancello di imbarco. Lui subito si informò all’ufficio partenze e mi disse che c’era stato un cambiamento. Stressata, avvertii che i nervi stavano per saltare. Allora dissi un’Ave Maria alla Madonna e mi diressi, senza grande fatica, verso la mia sala, dove incontrai molte persone in attesa come me. Mi sedetti, feci un profondo respiro con grande calma. Ci imbarcammo, partimmo...! Arrivata a destinazione vidi Martina che mi stava aspettando e la gioia e la soddisfazione furono immense. Io, da sola, ce l’avevo fatta! Entrando in casa, provai una grande gioia: sentire e vedere il coro di benvenuto delle missionarie che mi aspettavano. Avvertii un’accoglienza calorosa, anche se ero molto stanca. Il giorno dopo iniziammo la scelta dei canti e le prove per la festa dei 60 anni dalla fondazione della CM, che fu un grande successo. Prendere parte a questa festa, che coincideva con l’anniversario della mia prima emissione dei voti, fu per me una vera grazia, ma anche una sfida che mi spronava ad essere continuatrice di questa opera iniziata dal padre fondatore con le prime missionarie.   Dopo questa festa speciale, ci furono gli incontri formativi per le neo-consacrate, in cui abbiamo rivisitato la storia dei 60 anni della CM e la sua spiritualità. Nel contesto abbiamo avuto come punti forti la costruzione dell’identità, che non dev’essere una realtà statica, ma dinamica. Per dare continuità a questa identità, siamo chiamate a fare discernimento sia personale che comunitario all’interno dell’istituto, aprirci al nuovo, alla profezia… Un altro punto focale è l’ecce venio di Gesù e la sua “oblazione”, la sua offerta: Cristo imparò ad obbedire soffrendo. L’ ecce ancilla di Maria è pure il centro della nostra attenzione tutti i giorni della nostra vita, in obbedienza alla volontà di Dio e agli uomini.  Terminati gli incontri si celebrò l’eucaristia per la festa della rinnovazione dei voti di Dalaina, Nhamo e Elisabeth, presieduta da padre Marcello scj. Nei giorni successivi andammo a Monguelfo, nella casa per ferie; bello il paesaggio con le sue montagne coperte da un’abbondante neve, che io non avevo mai visto. Rimasi positivamente meravigliata soprattutto del lavoro che fanno le missionarie che vivono lì: far da mangiare e dare da dormire a molta gente. Rientrate a Bologna fummo invitate a fare l’animazione missionaria nella nostra parrocchia, insieme con i Frati Minori Cappuccini, nei giorni 5 e 6 gennaio, solennità dell’Epifania. Fu un momento molto ricco per la varietà di cultura dei presenti, provenienti da paesi e continenti diversi: Africa (Mozambico, Guinea-Bissau e Capo Verde), America Latina (Argentina e Cile), Italia, e altri. Tutto fu molto bello! Bologna è una bella città! Sono riconoscente a tutte le missionarie che hanno contribuito perché io facessi questo viaggio e vivessi questa meravigliosa esperienza. Isabel Rodrigues Mio Dio, stai sempre accanto a me! Il Signore mi é stato compagno nel mio viaggio in Italia. Ho lasciato Guiné-Bissau il 19  dicembre scorso. Il giorno dopo, giunta all’aeroporto di Lisbona con qualche ritardo, ho incontrato Lúcia Correia e Serafina Ribeiro che mi aspettavano, preoccupate perché sono arrivata quasi all’orario della partenza. Che grande gioia quando ci siamo viste! Poi, insieme, abbiamo proseguito in volo fino a Bologna. Il 27 dicembre abbiamo celebrato il 60º anniversario dalla fondazione della Compagnia Missionaria. Mi é piaciuta molto questa giornata di festa. Tra le iniziative, un particolare rilievo é stato dato alla presentazione del libro “60 ANNI DI STORIA SULLE STRADE DEL MONDO”, frutto del lavoro realizzato da Lúcia Correia. Nel pomeriggio è seguita la celebrazione eucaristica. Dal 23 al 30 dicembre si é tenuto “l’incontro delle giovani consacrate” e con la presenza di altre missionarie. L’incontro ha avuto il suo incipit con una dinamica che ha incluso una preghera di benedizione le une per le altre. E’ stato per me uno dei momenti piú significativi.  Il 30 dicembre ho rinnovato i voti durante la celebrazione eucaristica, nella cappella di via Guidotti, insieme con Dalaina del Mozambico e Elisabetta del Chile. Questa opportunitá di rinnovare insieme i voti ha rinsaldato la comunione che giá ci unisce… per me é stato un momento di grazia profonda. Dal 1º al 4 gennaio 2018 siamo state a Monguelfo nella Casa per Ferie da noi gestita. Lúcia Correia é stata con noi nuove consacrate tutto il tempo. Eravamo Andrea e Silvia dell’Argentina; Elizabeth del Cile; Dalaina e Isabel del Mozambico e io della Guiné. Monguelfo é un paese molto bello… circondato da montagne… Bello, molto bello veder cadere tanta neve in quei giorni. A Monguelfo vanno molte persone sia per riposare che per contemplare le meraviglie di Dio tra quelle montagne. Ho visto come le missionarie che vi lavorano prestano il loro servizio con gioia, con amore e dolcezza verso tutti gli ospiti che arrivano lassú. Nei giorni seguenti, 5 e 6 gennaio, rientrate a Bologna, abbiamo preso parte insieme con Martina e Serafina ad un incontro missionario nella nostra ‘Parroccha di San Giuseppe, sposo di Maria’. Abbiamo dato le nostre testimonianze, abbiamo condiviso le nostre diverse culture, abbiamo animato gli incontri e le celebrazioni eucaristiche con canti delle nostre terre, in lingua originale. Siamo state accolte con simpatia dai giovani presenti, che hanno scambiato con noi, nella gioia, le loro riflessioni sulla Parola di Dio, e le loro esperienze personali. Noi tre, Dalaina, Isabel e io, abbiamo partecipato ad alcuni incontri di formazione umana e spirituale, tenuti da Serafina. Mi sono piaciuti molto. Li ho trovati utili. Posso concludere dicendo che la mia permanenza a Bologna e tutto ció che ho vissuto in Italia, sono stati per me un tempo di grazia.  Obrigada, Senhor. Grazie, Signore! Nhamo F. Abna Rendiamo grazie Rendiamo grazie per questa grande celebrazione e questo incontro e lo facciamo fin dal suo inizio: dalla partenza dai nostri paesi di origine fino all’arrivo in Italia accolte festosamente dalle nostre sorelle giovani e da tutta la Famiglia. Rendiamo grazie per la testimonianza di vita e di disponibilità che ci è stata donata da ogni missionaria con le quali abbiamo condiviso questi giorni e per tutto quanto si è organizzato: la festa dei 60 anni di fondazione della CM, la Giornata Missionaria dell’Epifania in parrocchia, il tempo liturgico del Natale nelle varie comunità, la visita alla nostra Casa per Ferie di Villa San Giuseppe, a Monguelfo ecc. Rendiamo grazie soprattutto a Dio per questa famiglia CM, regalo per ciascuna di noi e per tutta la Chiesa. Testimonianza di ElizabethCome prima cosa voglio sottolineare l’incontro personale, concreto, con questa famiglia. Ne avevo sentito parlare attraverso i vari racconti di chi l’aveva conosciuta personalmente, avevo sentito i vari nomi delle missionarie, alcune conosciute attraverso i vari articoli che leggevo in Vinculum, la loro partecipazione come parte della storia CM. Tutto questo è stato bello ma molto diverso da quello che può essere un incontro da vicino, personale e reale. Tutto è stato importante, fin dalla preparazione della celebrazione dei 60 anni CM, dove siamo state chiamate a collaborare ai vari preparativi, alla liturgia con la presentazione dei vari doni portati dai nostri paesi. E’ stato importante ascoltare Lùcia Correia e Lucia Capriotti che ci hanno presentato la nostra storia e i ricordi di p. Albino, la testimonianza delle “prime missionarie” della CM. Con emozione, abbiamo visto che nonostante la differenza delle lingue, riuscivamo a capirci, ad afferrare il messaggio dell’azione dello Spirito Santo nella storia della CM, che ci veniva proposto con entusiasmo e convinzione dalla due relatrici. Poter essere presente in questo momento così speciale e significativo è stato molto importante per il mio cammino di formazione.La seconda parte di questo incontro soprattutto nei giorni: 28 – 29 – 30 dicembre sono stati veramente intensi; abbiamo condiviso il programma con alcuni membri del Consiglio Centrale: Martina, Serafina, Lucia Capriotti che insieme a Lùcia Correia ci hanno aiutato nella rflessione. Personalmente mi ha impressionato la preparazione che c’è stata per queste giornate, la profondità dei temi svolti e le domande di riflessione proposte: “Qual è il punto di convergenza della CM? Qual è l’irradiazione della CM per me, per la Chiesa? Come vivo l’Ecce Venio e l’Ecce Ancilla? Quali sono le dimensioni dell’Ecce Venio e Ecce Ancilla?... Queste sono alcune domande che mi interpellano profondamente e che mi impegnano nel cammino dell’identità e della formazione CM. Un altro aspetto molto importante di questo incontro è stata la partecipazione di altre missionarie da altre nazioni, ciascuna con differenti culture, lingue e personalità. Nonostante queste diversità siamo riuscite a capirci! Inoltre abbiamo visto che tutte abbiamo condiviso la stessa realtà di far parte della CM, ciascuna con le sue differenze, il voler proseguire crescendo nella nostra formazione e sentire in noi la responsabilità di condividere ed estendere ad altri tutto quanto abbiamo ricevuto e maturato in questa esperienza.Per ultimo, il primo di gennaio siamo partite tutte insieme per Monguelfo. Qui ci aspettava Fiora e le altre. Abbiamo trascorso giorni bellissimi godendo il panorama delle montagne e della neve! La Villa San Giuseppe, dove vivono le missionarie è aperta a tanta gente, è comoda, grande e soprattutto accogliente. E’ bello vedere le famiglie con i loro piccoli godere di questo spazio, di questo bel clima e sentirsi come a casa loro. Noi abbiamo cercato di dare nel nostro piccolo un po’ di collaborazione: preparando i tavoli per gli ospiti e raccogliendo alla fine i piatti...piccoli gesti che ci hanno permesso di sentirci unite alle missionarie che qui lavorano. Questa è stata un’esperienza che conservo nel mio cuore perchè mi ha permesso di conoscere da vicino il lavoro di questa attività. Ringrazio di cuore per l’accoglienza che ci è stata riservata nei quattro giorni che abbiamo trascorso lassù. Testimonianza di AndreaDopo diversi giorni dalla nostra esperienza in Italia, ora riguardo e valuto da lontano tutto quanto abbiamo vissuto in questa esperienza di condivisione e di comunione e rifletto anche sul tempo di preghiera degli Esercizi spirituali che abbiamo da poco terminato noi della CM Latinoamericana. Adesso è il momento in cui ciascuna di noi deve assumere l’impegno di continuare a coltivare la terra, di pregare per i sogni che ogni missionaria o familiares porta in cuore: sono come semente che il Signore continuarà a mettere nei nostri cuori...Quanto è importante il vissuto della comunione nella Compagnia Missionaria! In questi giorni ho avuto un sogno: noi accogliavamo in visita le nostre sorelle indonesiane, una presenza piena di gioia che rallegrava il nostro stare insieme... Come è importante la testimonianza, ci stimola alla sfida di pensare ad una pastorale vocazionale!Che la mia vita e quella di ciascuna di noi sia come l’acqua fresca che fa vivere e dissetare il roseto che Dio ha piantato. Testimonianza di Silvia“La consacrazione a Dio nella CM...ci immette in una nuova famiglia dove l’amore vuole essere il criterio assoluto di vita e di relazione.” (Statuto n. 72)“Vivremo le espressioni concrete della vita di comunione...attingendo lo Spirito dal Cuore di Cristo...per diventare donne esperte di comunione...”( RdV n. 73) Ogni giorno che abbiamo vissuto nella Casa di Bologna, a Monguelfo, nella comunità parrocchiale e le varie attività svolte, sia all’interno della CM come fuori di essa, possiamo ora contemplare, vedere e dire grazie dal profondo del nostro cuore per questa Famiglia, per la vita di fede e di amore di ciascuna missionaria, per la passione che si sente , si vede nel voler incarnare il carisma, la spiritualità...e anche cogliendo uno sguardo rivolto al futuro cercando nuovi cammini che il Signore ci ha già mostrato e ci mostrerà in questi 60 anni di vita CM.E’ scoprire che ciò che è scritto nello Statuto si sta incarnando e diventa vita per ciascuna. Una vita che traspare nei gesti , nelle piccole cose come: l’accoglienza, la dolcezza nel trattare chi ci sta accanto, il voler sempre dare il meglio di se stessa per far sì che l’altra si trovi bene...anche le prove di canto e danze che abbiamo fatto hanno dato il loro messaggio...una preparazione efficace perchè tutto doveva dare il suo buon risultato , così è avvenuto con le varie riunioni stabilite per poter svolgere bene qualsiasi attività in programma... la preoccupazione per chi non stava molto bene di salute...la complicità di qualcuna...tutto ha aiutato a sentirci come in una “fraternità” che sa trascendere la difficoltà delle lingue diverse, dalla cultura e l’età...Grazie Signore perchè ci hai chiamate, chiami e continuerai a chiamare quelle che tu vorrai ...amando la nostra piccolezza e affidando alle nostre mani il dono dell’amore che si fa comunione.Incontriamo e rinforziamo questa unità in ogni Eucaristia. La CM dell’America Latina
incontro delle responsabili di formazione
 
Cenacolo Mariano – Pontecchio Marconi – Bologna – Italia Presente il Consiglio Centrale (assente Graciela). Le formatrici: Anna Maria Berta – Mozambico; Santina Pirovano – Indonesia; Teresa Pozo – Cile; Justina Gomes Carneiro – Portogallo e Antonieta Ndequi – Guinea Bissau. Invitate: Julieta Carlos Mendes e Helena Enoque Matine del Mozambico, perché ambedue in questo tempo stanno accompagnando le giovani nel periodo di discernimento. Irma Pedrotti, formatrice in Argentina, non ha potuto essere presente per problemi di salute della mamma. Siamo riconoscenti al Provinciale dei dehoniani della Provincia nord – Italia, p. Oliviero Cattani, che è venuto per tre giorni a celebrare l’eucaristia ed è stata per noi una presenza importante. I primi giorni li abbiamo dedicati a questi due aspetti: - presentazione delle realtà formative; - comunicazioni e scambio di esperienze - varie. Presentazione delle realtà formative 1. Cile: Teresa Pozo ha presentato la realtà sua realtà formativa comunicando che in formazione c’è solamente Elisabeth che ha 47 anni ed ha emesso i suoi primi voti nel dicembre 2014. Vive con Margherita nella sede della Compagnia Missionaria in S. Bernardo. Lavora in una scuola con bambini con serie difficoltà di comunicazione, partecipa al coro della parrocchia e fa volontariato insieme a Margarita nel progetto Davi, casa che accoglie ragazze madri. 2. Italia: É stata presentata da Orielda. Sta accompagnando Rosy di 42 anni che ha cominciato il periodo di orientamento. Lavora e studia da assistente sanitaria; è una persona attiva, partecipa agli incontri organizzati dal gruppo della Lombardia – Liguria, ad Albino. Accompagna anche Elisa Marini, nel discernimento vocazionale. 3. Guinea Bissau: Antonieta ha comunicato che ci sono due giovani in formazione: Nhamo nel biennio di formazione e Marisol nel periodo di orientamento. Nhamo ha 26 anni ed ha concluso quest’anno il liceo. Marisol ha 18 anni ed è all’ultimo anno di liceo. Luzia, Binmbitida e Silva sono nel cammino di discernimento vocazionale. Luzia ha chiesto di fare un’esperienza, nel mese di settembre, in casa nostra. 4. Portogallo: Justina ci ha comunicato che in questo momento, non c’è nessuna giovane in formazione. Il gruppo del Portogallo è impegnato con l’animazione vocazionale nelle parrocchie, con giovani e adolescenti. A Funchal invece, c’è una giovane nel discernimento vocazionale. 5. Indonesia: da quasi dieci anni Santina sta accompagnando la realtà formativa in Indonesia. Attualmente ci sono cinque missionarie indonesiane e tutte di vita in famiglia. Non esiste la vita fraterna. Tre missionarie vivono a Palembang ( isola di Sumatra) e due a Jakarta ( isola di Giava). La distanza tra loro è grande e si possono incontrare tutte insieme solo una volta all’anno e approfittano di questa occasione per fare la loro programmazione annuale. Tutte lavorano e collaborano con i padri dehoniani e la famiglia dehoniana. Una di loro, Susi, è venuta in Italia quando Santina è rientrata, per studiare la lingua italiana e conoscere da vicino la nostra realtà di Compagnia Missionaria. Gli esercizi spirituali di luglio sono stati svolti da Anna Maria in collaborazione con Santina sul tema: “L’eredità di p. Albino”. 6. Mozambico: Anna Maria ha presentato tre realtà che sta accompagnando. Nampula: in una casetta abita Anna Maria che è responsabile di formazione, con Gabriela e tre ragazze in formazione. Nell’altra situata di fronte, abita Helena con sei ragazze in discernimento vocazionale. Invinha: vivono Mariolina, Lisetta, Dalaina, che in gennaio 2015, ha fatto la seconda rinnovazione dei voti, e sei ragazze in discernimento vocazionale. Maputo: c’erano tre ragazze in discernimento vocazionale, accompagnate da Julieta e dal gruppo locale, però per diversi motivi il percorso è stato interrotto. 7. Argentina: Teresa Pozo ha letto la relazione di Irma inviata via e-mail In Argentina ci sono quattro persone in formazione. Tutte e quattro vivono nella stessa città di Resistencia. Rosa, di 52 anni, lavora come biochimica e ha fatto l’incorporazione perpetua ad agosto di quest’anno. (E’ stata eletta responsabile di gruppo). Andrea ha 41 anni ha fatto la prima rinnovazione dei voti nel febbraio scorso. Silvia ha 41 anni ha fatto la sua prima rinnovazione di voti insieme ad Andrea nel febbraio 2015, lavora come amministratrice in una clinica e quest’anno ha cominciato ad accompagnare alcune persone che vogliono conoscere la realtà dei familiares. Samanta ha 21 anni, studia ingegneria ed è nel periodo di orientamento. Graciela, d’accordo con Irma, accompagna Samanta nella formazione, facendo incontri una alla settimana. Comunicazioni e scambi di esperienze varie Finite le relazioni si è iniziato un dibattito su vari temi: *Si è sentita la necessità di un richiamo all’utilizzazione esatta di termini che a volte usiamo. Esempio, incorporazione perpetua e non voti perpetui, Responsabile di formazione e non maestra di formazione...e altri. *C’è stata una riflessione sulle modalità di vita che si possono scegliere. Tutte le tre modalità sono importanti. Ciascuna di noi deve tener ben presente e aver chiaro la modalità che ha scelto: missionaria di vita fraterna, di vita in famiglia, sola. Dobbiamo essere aperte ad ogni modalità di vita. Santina fa riflettere su alcune realtà che stiamo vivendo. In Cile, Argentina e Indonesia ci sono missionarie e candidate che desiderano la vita fraterna. Alcune missionarie vivono in gruppo pur continuando nella loro scelta iniziale di vita in famiglia o da sole. Sono esperienze positive. Per esempio in Guinea Bissau: si sottolinea la disponibilità di Bina e altre. E’ importante trovare una maniera per affrontare ed accettare queste situazioni attraverso un confronto, un dialogo, stabilendo criteri chiari, concretizzando bene l’impostazione che si vuol dare al gruppo, anche per quanto riguarda l’aspetto economico. *E’ bene pensare a un prossimo incontro delle giovani consacrate, tenendo presente che l’incontro fatto nel 2012 ha dato buoni frutti nel processo formativo , sia nell’apertura a nuove prospettive sia come apertura al nuovo. Si conferma inoltre l’importanza di investire ne mondo giovanile. *Sono seguite alcune riflessioni riguardanti cose pratiche come: organizzare meglio il materiale che stiamo usando per le varie tappe formative, seguire uno schema comune per la relazione che viene presentata al Consiglio Centrale, ecc. Un giorno è stato dedicato al tema: “Inculturazione in Europa” trattato da Rosanna Carmagnani. Questo incontro è stato aperto a tutte le missionarie. Hanno partecipato: Edvige Terenghi, Lucia Maistro, Paola Berto, Marinella Martucci. L’ascolto della relazione ha provocato riflessioni sulla realtà attuale dei giovani in Europa, soprattutto in Italia e Portogallo. Tenendo presente il contesto attuale, ci siamo messe in questione sul modo di accompagnarli nel discernimento vocazionale e capire come aiutarli a scoprire e aderire ai valori cristiani. Nelle famiglie europee si verifica sempre di più una mancanza di formazione cristiana. Tutto questo ci interpella sulla necessità di incontrare nuove strategie e un linguaggio nuovo per aiutare meglio questo mondo dei giovani. Abbiamo capito che è necessario andare loro incontro, aprile loro le nostre porte, e questo lo possiamo fare comunicando loro il nostro carisma di accoglienza e di ascolto. Abbiamo bisogno di tener presente che questo approccio con le famiglie è fondamentale.A questo proposito, Orielda ha suggerito di rivedere la relazione della Consulta dellle Responsabili di gruppo del 2011, dove si parla dell’animazione vocazionale. Si è sottolineato l’importanza di collaborare anche con altri Istituti secolari nel’animazione vocazionale e inoltre di rivedere il materiale che abbiamo per far conoscere la CM. Ormai vicine alla chiusura dei lavori Santina ha proposto una dinamica: È stato ricordato l’incontro delle giovani consacrate del luglio 2012 dove, in quella circostanza, era stata piantata una rosa, nella terra che ciascuna aveva portato dal proprio paese: Argentina, Mozambico ecc. La rosa ha faticato a crescere ed è morta. Si è quindi pensato di piantarne un’altra, per cui si era chiesto ad ognuna di portare una foglia che sarebbe servita come concime. Un gesto simbolico per ricordare che ciascuna di noi è chiamata a coltivare e custodire la formazione attraverso la sua offerta, il suo concime, affinché i “germogli” che coltiviamo e che ci sono stati affidati, possano vivere e crescere bene. Orielda ha chiesto di prendere in considerazione il cambio della coordinatrice delle responsabili di formazione. Un impegno che già da 15 anni lei stava portando avanti. E’ stato così deciso che continuerà questo servizio Justina Carneiro. Abbiamo poi scelto il tema che si affronterà nel prossimo incontro delle Responsabili di formazione: “Come formare a una affettività serena e matura”. L’incontro sarà realizzato in Portogallo nel mese di luglio 2018. L’organizzazione di questo evento è stato affidato a Justina e Serafina. Edvige ha presentato una riflessione sulla amministrazione nella CM. Ha sottolineato l’importanza di riflettere e far capire fin dall’inizio della formazione, che anche l’aspetto economico è importante e fa parte della formazione. La chiarezza di idee in questo aspetto aiuta la persona a comprendere e formarsi a uno stile di vita dell’Istituto e di conseguenza ad assumere con responsabilità e iniziativa il modo di gestire la propria vita e i beni che si amministrano. L’ultimo giorno dopo cena c’è stato un incontro fraterno dove sono stati presentati Power Point sulla vita ed eredità di p. Albino, preparato da Anna Maria e da Lucia Capriotti. Alcune foto dell’Indonesia e dell’Argentina hanno completato la presentazione. E per concludere le nostre sorelle mozambicane hanno offerto a tutte le presenti bellissime capulane al ritmo di danze e canti africani. Ricordi dell’Indonesia, del Cile e della Guinea Bissau hanno completato la serata. Il giorno 26 abbiamo così concluso con l’Eucaristia celebrata da p. Oliviero Cattani, che ci ha aiutato attraverso la sua sapiente omelia. Dopo la colazione ciascuna è ritornata a casa. Anna Maria invece ha accompagnato Teresa Pozo, Antonieta, Helena e Julieta alla Certosa di Bologna per pregare sulla tomba di p. Albino e di tutte le missionarie defunte. Nei giorni 28 – 29 – 30 di luglio, alcune missionarie sono andate a Monguelfo , altre si sono fermate in via Guidotti condividendo con il gruppo locale momenti di gioia 
esperienze di vita nel cammino formativo
 
Quest’anno a metà febbraio ho avuto una sorpresa. Sono stata invitata a partecipare all’incontro delle formatrici che si sarebbe svolto in luglio a Bologna. Meditando su questo mi era venuto il dubbio che io non fossi la persona giusta, ma Anna Maria mi ha incoraggiato dicendo che era bene partecipare, per cominciare come mozambicane, ad inserirci, perché il sapere non occupa spazio ma aiuta la persona a crescere e aprirsi ai segni dei tempi. Arrivato il giorno, insieme a Julieta siamo partite da Maputo con destinazione a Bologna, ma nello scalo di Roma abbiamo avuto una piccola avventura (non sapendo bene l’italiano) abbiamo sbagliato “gate”. Ma tutto si è risolto bene grazie ai nostri angeli custodi, comunque ci siamo proposte di studiare l’italiano e soprattutto l’inglese! Quello che mi ha entusiasmato dell’incontro delle formatrici è stato quello che ciascuna di loro ha comunicato dell’esperienza della propria vita e del cammino formativo, che è tutt’altro che facile come possiamo immaginare, tenendo conto anche delle diverse culture , ma la nostra vita è una sfida quotidiana e noi possiamo diventare una benedizione le une per le altre. Ringrazio Martina e il suo Consiglio che ci hanno offerto questa opportunità di essere presenti in questo incontro senza dimenticare di ringraziare tutte le formatrici che ci hanno arricchito con le loro esperienze, anche quelle che non hanno giovani da accompagnare. Io penso che dobbiamo ricordare il libro di Qoèlet: “…c’è un tempo per piangere, e un tempo per ridere c’è un tempo per gemere e un tempo per ballare…” Mi è piaciuto anche il tema trattato da Rosanna Carmignani, ci ha arricchito nonostante la difficoltà della lingua, l’essenziale della sua relazione l’abbiamo capito. Le domande sono state importanti e ci hanno aiutato a lavorare personalmente e in gruppo, in un dialogo costruttivo guidato dallo Spirito Santo, che lavora in ciascuna di noi. Non posso lasciare di lodare e ringraziare Anna Maria e Lucia Capriotti per il power point che ci hanno presentato sulla storia di padre Albino e sono stata contenta di sapere che Santina e altre stanno lavorando con gli scritti di padre Albino che ci sono nell’archivio. Ringrazio anche Edvige, che ci ha aiutate a capire l’organizzazione amministrativa della CM e che è necessario la circolarità e la condivisione dei beni come nelle prime comunità cristiane. Siamo state poi a Monguelfo a visitare le missionarie che lavorano lassù, il periodo era di molto lavoro, e con le missionarie c’erano anche quatto giovani volontari che offrono il loro servizio gratuito. Pure noi abbiamo collaborato nel lavoro dell’orto. Abbiamo avuto anche un’incontro con questi giovani che è stato molto bello. Infine Martina, prima di partire ci ha portate a fare una passeggiata sulle colline bolognese Abbiamo contemplato la natura e cantato per le meraviglie del Signore e per i suoi doni, per l’incontro con le persone, animali piante e uccelli. Ringrazio il Signore per avervi posto nel mio cammino come sorelle, so che il cammino si fa camminando giorno per giorno per questo voglio vivere nella gratitudine e nell’amore per fratelli. Un forte abbraccio.
incontro internazionale della vita consacrata
 
L’incontro svolto a Roma, dal 28 gennaio al 2 febbraio 2016, in occasione della chiusura dell’Anno della Vita Consacrata è stato un’esperienza molto intensa di fraternità e di riflessione sul nostro Essere consacrati nell’oggi della storia. Ho partecipato insieme a Luisa e Lucia Maistro; eravamo circa 5.000 consacrati venuti da tutte le parti del mondo, rappresentanti di tutte le espressioni diverse della vita consacrata. La Congregazione della Vita Consacrata pubblicherà le relazioni presentate al Convegno come i vari interventi di Papa Francesco. Voglio qui condividere alcune idee forza che mi hanno particolarmente colpita. Tre parole che hanno segnato i principali interventi: Conoscere – Abitare – Contemplare. Tre parole che interagiscono tra loro. Non si può vivere l’una senza che ci sia anche l’altra. Le tre parole si devono vivere nella vita quotidiana contemporaneamente. Conoscere: imparare, incarnare il proprio carisma e conoscere il mondo di oggi, la realtà del nostro tempo, la nostra storia, l’uomo e la donna, con le loro ferite, gioie e sogni. Dice Papa Francesco: ”Conoscere e abbracciare il mondo per abitarlo fraternalmente”. Abitare: essere protagonisti della storia manifestando con la vita la nostra sequela a Cristo. Abitare la casa comune, dice il Papa, stare veramente presente ( con tutto il nostro essere ), senza fuggire, nè essere attaccati al passato o ansiosi per il futuro. Abitare in salita, cercando l’altro,“per proteggere i più deboli della terra”EG 209 – 210. Gurdare i volti dei nostri fratelli, i loro occhi, i loro gesti particolari, che ci parlano e molto. Rompere con l’individualismo che possiamo assorbire attraverso la cultura che ci circonda e in cui viviamo. Contemplare: ascolto attento della volontà di Dio, lasciandoci guardare da Lui e imparare a guardare come Lui, incontrandolo ogni giorno nella sua Parola, per farci a nostra volta Parola di Dio, nel quotidiano di ogni giorno. Questo richiede molta umiltà. Contemplare significa imparare ad Amare. Questo ci aiuta a discernere con l’aiuto di Dio e insieme agli altri il cammino da seguire. E’ stato molto bello e importante ricevere il mandato di esperti in Comunione e in Umanità, essenziali per essere donne consacrate. I nostri gruppi devono far vedere la testimonianza di una comunità umana in comunione di amore, solamente così si farà missionaria. In particolare, Papa Francesco nell’udienza del 1 febbraio ci ha esortato a sradicare la critica dai nostri gruppi o comunità; secondo Lui questi sono atti terroristici, bombe che distruggono. Ha insistito molto nel dirci di cercare invece cammini di dialogo e di perdono. Ci ha chiesto poi di diventare profeti ( insieme e essere persone di speranza. ( Sicuramente queste parole si possono incontrare nel sito web del Vaticano ). Quest’anno della Misericordia è un’invito a lasciarci trasformare dall’Amore misericordioso del Padre per dare una testiminianza missionaria di donne di comunione, donne allegre, donne materne, sorelle e amiche, capaci di riscoprire nelle altre missionarie e persone che ci circondono, la bellezza di Dio. Che Maria nostra Madre, donna dell’Eccomi ci guidi e ci sostenga.
dall'assemblea mondiale degli istituti secolari, 2008
 
L’Assemblea mondiale degli Istituti secolari che si è svolta a Guadalajara in Messico, dal 19 al 23 novembre 2008, ed ha riunito i Responsabili e delegati di 81 Istituti secolari dei circa 160 facenti parte effettiva della Conferenza mondiale. Il clima di mondialità si respirava non solo nella diversità delle lingue e caratteristiche peculiari, ma nella particolarità delle testimonianze ed esperienze. Si viveva in maniera molto forte l’ideale comune e il desiderio di cogliere in pienezza il soffio della Spirito Santo che, nella novità, porta ad un sempre più qualificato ed incisivo apporto degli Istituti Secolari nella Chiesa e nel mondo. È emersa per tutti la sottolineatura della esigenza di una vita spirituale intensa ed autentica capace di riscoprire i semi del Verbo presenti nel mondo globalizzato e nei segni dei tempi, per attuare quel dialogo con il mondo che, nell’umiltà, ci renda capaci di ascoltare e porci a servizio degli uomini e delle attese dei nostri giorni.“Siamo venuti da diversi Paesi- ha detto la Presidente della CMIS Ewa Kusz all’inizio dell’Assemblea – carichi di diverse esperienze culturali, sociali e politiche, ma anche religiose e spirituali e siamo qui per collaborare insieme, per dirci di noi, dei nostri Istituti per mettere insieme le attese e le difficoltà più grandi di questi difficili anni della storia dell’uomo; insieme cerchiamo di individuare le prospettive per il prossimo quadriennio di attività della Conferenza Mondiale... Due grandi eventi hanno segnato gli ultimi quattro anni della Chiesa universale: la morte di Giovanni Paolo II e la elezione di Benedetto XVI. Cadeva il 60mo anniversario della Provida Mater Ecclesia e Primo Feliciter: certamente i documenti più importanti della nostra storia. Abbiamo vissuto queste memorie come preziose occasioni per rafforzare la consapevolezza della nostra identità mediante una rinnovata riflessione 60 anni dopo la nostra ufficiale nascita. Anche nella società è cambiato molto sia nei nostri Paesi che nei Continenti. E’ di questi giorni la esplosione della crisi legata al modello di sviluppo basato sulla finanza più che sulla economia della produzione reale. La difficoltà ambientale e climatica, i grandi cambiamenti in parte percepiti e molto ignorati ci interpellano oggi in modo inquietante. Diventa sempre più difficile immaginare un futuro per i giovani che ci appaiono maggiormente disorientati e statici nella loro apatìa da esclusione dai momenti decisionali. Sono come assenti e ricacciati in una area di disimpegno alienante. Tutti coloro che investono in progetti e alimentano speranze sembrano doversi difendere da accuse di dispersione e inutilità. Dunque in una società in cui il modello di sviluppo sembra offuscarsi progressivamente, noi, i nostri istituti, viviamo l’esperienza lacerante della condivisione e della testimonianza di una speranza “certa” perché garantita dalla Redenzione.” Con la relazione sulla attività del Consiglio esecutivo da parte della Presidente sono iniziati i lavori della Assemblea, svolti soprattutto in gruppi linguistici su tracce di approfondimento predisposte da alcuni Membri incaricati o consiglieri. Il senso degli Istituti secolari nella Chiesa e nel mondo, oggi E’ stato il tema del primo tempo dei lavori di gruppo ed è stato introdotto da Fernando Martin Herraez. Sono stati ripresi alcuni spunti emersi nel Congresso del 2007 riconoscendo luci ed ombre che hanno accompagnato il cammino degli Istituti e l’esigenza di una fedeltà creativa capace di rinnovare il nostro impegno condiviso nella comune vocazione, che è dono dello Spirito: la secolarità consacrata. La nostra vocazione si presenta come provvidenziale e si situa nel cuore della Chiesa e del mondo nella prospettiva della sua missione di portare Cristo agli uomini, ma esige discernimento costante per essere un vero laboratorio di dialogo con il mondo, aprendoci al radicalismo assoluto dell’amore di Dio, nella disponibilità costante per un’incarnazione più profonda nel mondo. La tensione degli Istituti secolari porta a relazioni nuove della Chiesa con il mondo: relazioni di fiducia e amore, incarnazione e presenza, dialogo e trasformazione dal di dentro delle realtà temporali. “Non siamo piante da serra né fiori artificiali,” la nostra vocazione si esercita nel mondo, in mezzo agli uomini, prolungando il mistero dell’Incarnazione- suo fondamento teologico- e discernendo i segni dei tempi per essere laboratorio di dialogo. L’opera di salvezza ci porta ad essere non in contrapposizione con la storia degli uomini, ma dentro ed attraverso di essa. Queste tematiche sono state approfondite nei gruppi di studio sottolineando l’esigenza di una costante vivacità vocazionale che, ravvivandone l’identità, porta ad una crescente incisività. La specificità degli Istituti Secolari nella Chiesa e nel mondo Questa tematica è stata esposta da diversi membri che hanno sottolineato alcuni aspetti particolarmente significativi partendo dalla povertà che spinge ad una spiritualità comune a tutti i battezzati che vivono, lavorano e soffrono in questo mondo. “Il dono più grande che possiamo fare alla Chiesa in quanto consacrati secolari- tra l’altro ha detto Giorgio Mazzola dell’Istituto Cristo Re- è quello di mostrare una vita comune, che, senza perdere nulla della propria umanità, ma anzi esaltandola, si consegna in modo radicale al Vangelo” Katharina Brumann, dell’Istituto Caritas Christi, ha invece sottolineato la specificità della discrezione nel vivere in una fraternità responsabile con le altre persone, dando a Dio tutti gli ambiti della vita e darli in modo “celato”. “Siamo chiamati alla santità nel rapporto con le persone, con le autorità e con le strutture. Viviamo sotto lo sguardo del Padre che vede nel segreto perciò è essenziale avvicinarsi alla Verità, coltivando il mondo e pregando la vita” Viene suggerito di trovare nuovi spazi, proporre nuove iniziative per essere messaggeri dell’amore di Dio nel mondo contemporaneo, secondo le diverse esigenze dei Paesi, dei luoghi e dei bisogni degli uomini con i quali viviamo. Trovare anche nuovi mezzi per vivere il nostro impegno politico, migliorando la nostra qualità ed elaborando nuove offerte di formazione, costituendo una rete di scambio di esperienze religiose e professionali, allargando i nostri criteri e cooperando con tutte le forme di vita anche con un programmi di crescita per l’inculturazione. Padre Robert Daviaud, dell’Istituto Prado, dopo aver parlato della specificità del suo Istituto e dell’importanza della testimonianza, ha sottolineato alcune sfide che si presentano oggi agli Istituti secolari. Una grande sfida è l’atto di fede. In nessun Paese, oggi il cristianesimo è “protetto” per cui è sempre più necessario allargare le nostre conoscenze su Gesù Cristo ed accogliere, far posto nella nostra vita a Maria, come discepola e madre. Cercare di accorgerci degli sguardi di Dio per essere persone di fede e di speranza anche nel buio delle nostre possibili notti spirituali. Altra sfida è la coerenza. Non soffermarci solo sul vaso d’argilla che è il nostro essere, ma anche sul tesoro che portiamo lasciandoci trasformare all’interno ed all’esterno dallo Spirito Santo e rivedendo costantemente la qualità del nostro incontro con le persone, con i giovani, con le realtà. Infine curare molto la dignità personale della propria vocazione, avere un traguardo e la certezza che Dio è con noi, è Padre buono che ci trasforma in pane buono da spezzare ai fratelli. Helena Paludo del Seara ha sottolineato l’importanza della contemplazione nella nostra vita per imparare a guardare tutto con gli occhi di Dio. Condividere ed amare in un clima di fraternità che ci renda persone di pace nella semplicità del quotidiano. La fedeltà alla Chiesa ed alle sue direttive deve caratterizzare la nostra specificità che tende a vivere, ogni giorno, in ogni voto l’aspetto valoriale ed oblativo. La disumanizzazione della società ci sfida a sottolineare l’importanza della relazione fraterna e l’animazione umana del mondo, nella ricerca del bene comune e nella testimonianza di un’antropologia cristiana in una società multiculturale e multireligosa; specializzarsi nel discernimento per trovare soluzioni idonee e proposte da condividere con tutti gli altri uomini. Gli Istituti Secolari esperienza di Incarnazione Il secondo tempo dei gruppi di studio ha avuto questo tema ed è stato introdotto da Marisa Parato. Alcuni interrogativi hanno guidato i lavori dopo aver approfondito il senso dell’oggi degli Istituti secolari, inseriti nello scenario del mondo del nostro tempo, per scoprirne il volto nell’ottica del piano di Dio. Chi siamo oggi, perché siamo, come e dove stiamo come persone e come gruppi, verso quali lidi siamo chiamati e verso quali approdi siamo spinti dalle vicende della storia e in profondità dal vento dello Spirito di Dio che, come dice S: Paolo, ci spinge ardendo in noi. Siamo una piccola realtà, un piccolo seme con una grande potenzialità atto a far nascere un albero. Molti rischi possono però minacciare il nostro essere e, tra questi, si segnalano la mediocrità, l’imborghesimento, la mentalità consumistica, l’individualismo, la mancanza di seria, profonda e continua formazione ed un sincretismo filosofico-teologico che potrebbe danneggiare anche il movimento ecumenico. La storia, il tempo ci incalzano e richiedono risposte nuove e significative capaci di una cultura diversa che dia senso alla vita.La lettura della storia e il discernimento del come e del dove il Signore sta chiamando gli Istituti secolari come forza nuova di santificazione nel mondo e nella Chiesa, ci impegnano allo stare insieme ed al costante interrogarci per essere quelle antenne pulite che captano le nuove esigenze e le orientano a Dio. La riscoperta della significatività di una identità coerente porta ad una novità di vita creativa e feconda. L’impegno ad una presenza vigile nei dibattiti culturali, sociali ed umani dei nostri Paesi nelle sfide di oggi, potrebbe promuovere un eventuale Osservatorio che aiuti nel discernimento al quale per vocazione siamo chiamati anche attraverso la ricerca di piste operative condivise e condividibili per una più efficace presenza nell’oggi della storia. I lavori di gruppo hanno sottolineato soprattutto l’esigenza di lavorare in rete aiutandosi come Istituti nella ricerca della Verità e del cammino al quale lo Spirito invita, rimanendo fedeli alla vocazione e presenti alle sfide ed alle discussioni culturali e sociali. Il confronto tra Istituti rende più forti ed incisivi nella rilettura dell’oggi alla luce del Vangelo. Particolare rilievo è stato dato alla collaborazione con le Conferenze nazionali ed alla esigenza di un maggiore impegno per l’elaborazione comune e lo scambio di esperienze. I rapporti personali con le Conferenze nazionali degli Stati Europei fanno presagire la possibilità di incontri a livello europeo auspicando un serio lavoro comune ed un fruttuoso scambio. Significato e caratteristiche di impegno per la CMIS a 36 anni della sua costituzione Il dottor Tresalti durante i lavori dell’Assemblea ha fatto una relazione affrontando questo aspetto. Abbiamo avuto la gioia, con la sua memoria storica, di ringraziare e benedire tanti nostri fratelli e sorelle che nel coraggioso entusiasmo della novità vocazionale hanno lavorato, sofferto e amato fino in fondo la Chiesa ed il mondo. Trattandosi di una Assemblea elettiva al termine gli aventi diritto hanno votato il nuovo consiglio della CMIS che risulta così composto per i prossimi quattro anni: Fernando Martin Herraez , Presidente; Eva Kusz, Giorgio Mazzola, Marisa Parato, Naoko Ozawa, Crisina Ventura, Adalia de Oliveira Tavares, Robert Daviaud, Claire Nantel, Nadege Vedie e Gerald Lacroix. I ringraziamenti più vivi per quanti hanno lavorato in questi anni e gli auguri più cari per i nuovi eletti hanno felicemente concluso i lavori dell’Assemblea. Un grazie specialissimo agli Istituti messicani che hanno organizzato l’incontro ed a Marcella, preziosa ed attenta segretaria.
formazione e animazione vocazionale
 
Inizio questo breve scritto che non ha nessuna pretesa se non quella di ricordarci a vicenda la fondamentale importanza che riveste nella nostra famiglia il tema formativo, che investe e coinvolge non solo le dirette interessate (formande e formatrici), ma l’intero gruppo di appartenenza nonché l’istituto stesso. Così iniziava il suo discorso Giovanni Paolo II ai partecipanti della conferenza mondiale degli istituti secolari nell’agosto del 2000 proprio sul tema della formazione: “Occorre che i membri degli I.S. siano sempre in grado di discernere la volontà di Dio e le vie della nuova evangelizzazione in ogni "oggi" della storia, nella complessità e mutevolezza dei segni dei tempi. Nell’Esortazione Apostolica Christifideles laici ho dedicato ampio spazio al tema della formazione dei cristiani nelle loro responsabilità storiche e secolari, come anche nella loro diretta collaborazione all’edifica-zione della comunità cristiana; ed ho indicato le fonti indispensabili di tale formazione: "l’ascolto pronto e docile della parola di Dio e della Chiesa, la preghiera filiale e costante, il riferi-mento a una saggia e amorevole guida spirituale, la lettura nella fede dei doni e dei talenti ricevuti e nello stesso tempo delle diverse situazioni sociali e storiche entro cui si è inseriti" (n. 59). La formazione riguarda quindi in modo globale tutta la vita del consacrato. Essa si nutre anche delle analisi e delle riflessioni degli esperti di sociologia e delle altre scienze umane, ma non può trascurare, come suo centro vitale e come criterio per la valutazione cristiana dei fenomeni storici, la dimensione spirituale, teologica e sapienziale della vita di fede, che fornisce le chiavi ultime e decisive per la lettura dell’odierna condizione umana e per la scelta delle priorità e degli stili di un’autentica testimonianza. Lo sguardo che noi rivolgiamo alle realtà del mondo contemporaneo, sguardo che vorremmo sempre carico della compassione e della misericordia insegnataci da nostro Signore Gesù Cristo, non si ferma a individuare errori e pericoli. Certo, non può trascurare di notare anche gli aspetti negativi e problematici, ma si rivolge subito a individuare vie di speranza e ad indicare prospettive di fervido impegno per la promozione integrale della persona, per la sua liberazione e la pienezza della sua felicità. Nel cuore di un mondo che cambia, nel quale persistono e si aggravano ingiustizie e sofferenze inaudite, voi siete chiamati ad una lettura cristiana dei fatti e dei fenomeni storici e culturali. In particolare, dovete essere portatori di luce e di speranza nella società di oggi. Non lasciatevi ingannare da ingenui ottimismi, ma restate fedeli testimoni di un Dio che certamente ama questa umanità e le offre la grazia necessaria perché possa lavorare efficacemente alla costruzione di un mondo migliore, più giusto e più rispettoso della dignità di ogni essere umano. La sfida, che la cultura contemporanea rivolge alla fede, sembra proprio questa: abbandonare la facile inclinazione a dipingere scenari bui e negativi, per tracciare percorsi possibili, non illusori, di redenzione, di liberazione e di speranza. La vostra esperienza di consacrati nella condizione secolare vi mostra che non ci si deve attendere l’avvento di un mondo migliore solo dalle scelte che calano dall’alto delle grandi responsabilità e delle grandi istituzioni. La grazia del Signore, capace di salvare e di redimere anche questa epoca della storia, nasce e cresce nei cuori dei credenti. Essi accolgono, assecondano e favoriscono l’iniziativa di Dio nella storia e la fanno crescere dal basso e dall’interno delle semplici vite umane che diventano così le vere portatrici del cambiamento e della salvezza. Basta pensare all’azione esercitata in questo senso dall’innumerevole schiera di santi e sante, anche di quelli non ufficialmente dichiarati tali dalla Chiesa, che hanno segnato profondamente l'epoca in cui sono vissuti, portando ad essa dei valori e delle energie di bene la cui importanza sfugge agli strumenti dell'analisi sociale, ma è ben visibile agli occhi di Dio e alla pensosa riflessione dei credenti.”… Le nostre realtà formative All’interno del nostro istituto abbiamo due validi strumenti che dovrebbero essere tenuti continuamente a portata di mano e che ci ricordano il valore fondamentale della formazione non solo quella iniziale, ma anche quella permanente; lo Statuto e il Piano formativo tracciano per noi gli elementi costitutivi della formazione e della nostra identità. Si pensa che le dirette interessate del percorso formativo, nella fase iniziale, siano solo la formanda e la sua formatrice; in realtà non è così perché tre sono le realtà coinvolte nell’ambito formativo: 1. la responsabile di formazione 2. la responsabile di gruppo 3. il gruppo stesso Il gruppo di appartenenza svolge un compito formativo molto importante anche se spesso ce ne dimentichiamo. A questo proposito basta riguardare e rileggere con calma sia il Piano formativo di Base che lo Statuto per renderci conto di quanto il gruppo sia coinvolto nella formazione, anche se a volte prevale la delega alla formatrice come unica responsabile di quello che accade. Nel nostro Regolamento di vita così troviamo scritto:“La formazione è un valore che alimenta la fedeltà alla nostra identità di laiche consacrate con un carisma specifico. La spiritualità del Cuore di Cristo sollecita la nostra donazione e ci stimola a crescere umanamente e nella fede; qualifica il nostro impegno per tutti i problemi in cui vive e si agita la realtà che ci circonda; ci conduce ad una risposta profetica agli appelli sempre nuovi della storia... Così che in tutto ci facciamo collaboratrici effettive del Regno di Dio secondo i sentimenti e i criteri di bontà, di giustizia, di pace... del Cuore di Gesù. Per questo la formazione è un valore che deve essere presente in tutta la nostra vita. (RdV 32) La partecipazione attiva e costante alle iniziative della CM nasce da un forte senso di appartenenza alla nostra famiglia, dalla volontà di crescere assieme nell'adesione alla nostra vocazione. Perciò siamo tenute a partecipare ai momenti formativi sia a livello di gruppo che di Istituto. Tra le iniziative della CM sono da privilegiare i Corsi di Formazione di base e permanente, gli Esercizi spirituali e i momenti di condivisione di vita. (RdV33) Formare e accompagnare alla vocazione “L'itinerario pedagogico vocazionale è un viaggio mirato verso la maturità della fede, come un pellegrinaggio verso lo stato adulto dell'essere credente, chiamato a decidere di sé e della propria vita in libertà e responsabilità, secondo la verità del misterioso progetto pensato da Dio per lui. Tale viaggio procede per tappe in compagnia d'un fratello o sorella maggiore nella fede e nel discepolato, che conosce la strada, la voce e i passi di Dio, che aiuta a riconoscere il Signore che chiama e a discernere la via lungo la quale andare verso Lui e risponderGli. Un itinerario vocazionale, allora, è anzitutto cammino con Lui, il Signore della vita, quel "Gesù in persona", come annota con precisione Luca, che s'accosta al cammino dell'uomo, fa lo stesso percorso ed entra nella sua storia. Ma gli occhi di carne spesso non lo sanno riconoscere e allora l'andare umano resta solitario e il discorrere inutile, mentre il cercare rischia di perpetuarsi in un interminabile e a volte narcisistico "far esperienze", anche vocazionali, senz'alcun esito decisionale. È forse il primo compito dell'accompagnatore vocazionale quello d'indicare la presenza d'un Altro, o di confessare la natura relativa della propria vicinanza o del proprio accompagnamento, per essere mediazione di tale presenza, o itinerario verso la scoperta del Dio che chiama e si fa vicino a ogni uomo. Come i due di Emmaus, o come Samuele nella notte, sovente i nostri giovani non hanno occhi per vedere o orecchi per udire Colui che cammina accanto a ciascuno e, con insistenza e delicatezza insieme, pronuncia il loro nome. Il fratello che accompagna è segno di quella insistenza e delicatezza; suo compito è quello d'aiutare a riconoscere la provenienza della voce misteriosa; non parla di sé, ma annuncia un Altro che pure è già presente; come Giovanni Battista. Il ministero dell'accompagnamento vocazionale è ministero umile, di quell'umiltà serena e intelligente che nasce dalla libertà nello Spirito, e si esprime "con il coraggio dell'ascolto, dell'amore e del dialogo". Grazie a questa libertà risuona con maggiore chiarezza e forza incisiva la voce di Colui che chiama. E il giovane si trova di fronte a Dio, scopre con sorpresa che è l'Eterno che cammina nel tempo accanto a lui, e lo chiama a una scelta per sempre!” (Dal documento Nuove vocazioni per una Nuova Europa) Formare e accompagnare è per tutte noi una grossa responsabilità che ci coinvolge nella totalità nel massimo rispetto della giovane che abbiamo davanti; forse urge oggi chiederci se stiamo facendo animazione vocazionale? Come la stiamo facendo? Che relazioni viviamo all’interno dei nostri gruppi? Siamo significative? Riusciamo davvero a essere sale della terra e luce del mondo? Siamo fermento nel mondo? Un grande maestro scriveva più volte che per trovare risposte nella vita bisogna continuamente farsi delle domande…allora forse è tempo di interrogarci più che lamentarci perché non abbiamo vocazioni. Oggi“fare accompagnamento vocazionale significa anzitutto condividere: il pane della fede, dell'esperienza di Dio, della fatica della ricerca, fino a condividere anche la vocazione: non per imporla, evidentemente, ma per confessare la bellezza d'una vita che si realizza secondo il progetto di Dio. Il registro comunicativo tipico dell'accompagnamento vocazionale non è quello didattico o esortativo, e neppure quello amicale, da un lato, o del direttore spirituale, dall'altro (inteso come chi imprime subito una direzione precisa alla vita d'un altro), ma è il registro della confessio fidei. Chi fa accompagnamento vocazionale testimonia la propria scelta o, meglio, il proprio essere stato scelto da Dio, racconta - non necessariamente a parole - il suo cammino vocazionale e la scoperta continua della propria identità nel carisma vocazionale, e dunque racconta anche o lascia capire la fatica, la novità, il rischio, la sorpresa, la bellezza. Ne viene una catechesi vocazionale da persona a persona, da cuore a cuore, ricca d'umanità e originalità, di passione e forza convincente, un'animazione vocazionale sapienziale ed esperienziale. Un po' come l'esperienza dei primi discepoli di Gesù, che "andarono e videro dove abitava, e quel giorno si fermarono presso di lui" (Gv 1, 39); e fu esperienza profondamente toccante se Giovanni, dopo molti anni, ricorda ancora che "erano circa la quattro del pomeriggio". Si fa animazione vocazionale solo per contagio, per contatto diretto, perché il cuore è pieno e l'esperienza della bellezza continua ad avvincere. (Dal documento Nuove vocazioni per una Nuova Europa)”… Ho voluto mettere insieme alcune riflessioni riguardanti la formazione in rapporto all’animazione vocazionale perché le ritengo strettamente collegate…si fa formazione dopo un cammino serio di accompagnamento vocazionale e mi auguro che davvero ciascuna di noi sia invitata a riflettere sul COME riusciamo oggi a essere segno e profezia nel nostro mondo… la Sapienza di Dio ci accompagni oggi e sempre!!
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
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