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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 27 / 05 / 2020
    SOLENNITA' DEL SACRO CUORE DI GESU'
    Venerdì 19 giugno 2020... Continua
  • 27 / 05 / 2020
    SOLENIDADE DO SAGRADO CORAÇÃO DE JESUS
    Sexta-feira 19 de junho de 2020... Continua
  • 27 / 05 / 2020
    SOLEMNIDAD DEL SAGRADO CORAZÓN DE JESÚS
    Viernes 19 de junio de 2020... Continua
fiume d'acqua viva
 
Festa S. Cuore 2016 “E mi mostrò un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dall’Agnello”. (Ap. 22,1) Carissime/i, prima di tutto un saluto affettuoso da parte mia e di tutto il Consiglio con il quale si è deciso di inviare questa lettera , assieme a “comunicazioni” di maggio 2016. Ci pare bene suggerire a tutti i membri CM (cfr Lettera Programmatica 2013-2019 p. 21) di ritornare a dare rilievo a questa festa molto cara a tutte noi, con la preghiera e con gesti creativi e concreti di solidarietà, tenendo conto dell’anno speciale che stiamo vivendo: il giubileo della misericordia. Vorrei anche ricordare in questa occasione il 50° di fondazione dei Familiares (1966-2016) che si realizzerà il 5 giugno 2016 a Genova ed in collegamento skype con tutti i gruppi dei Familiares dei vari paesi dove la CM è presente. Ringraziamo il Cuore di Cristo per questa bella intuizione di P. Albino Elegante. Dai suoi scritti a questo ramo della nostra famiglia, stralciamo una riflessione che ci può aiutare a realizzare la nostra vocazione: …“Il familiaris deve splendere della sua autenticità. In mezzo ai fratelli e alle sorelle egli deve essere un testimone di Dio, testimone di quanto è particolarmente specifico dell’essere di Dio: la sua bontà, la sua misericordia, il suo ottimismo, la sua fedeltà, la sua speranza … In una parola: il suo amore senza limiti e distinzioni. Una fontana che dà acqua a tutti e inesauribilmente.” … (cfr Vinculum n. 1 – 2016 p. 6-7) Quest’anno ricorre anche il 50° delle missioni popolari o dell’evangelizzazione itinerante che può essere occasione di gratitudine al Cuore di Cristo sorgente inesauribile di nuova vita. Lasciamoci inondare da quest’acqua viva che ci chiede di rinnovarci per cogliere le sfide del tempo presente anche in questo aspetto della nostra missione. Ho letto la lettera del P. Generale scj per questa festa del Sacro Cuore e ne raccomando vivamente la lettura ad ogni membro della CM. Sono in piena sintonia con quanto scrive e quanto suggerisce a tutti i membri della Famiglia Dehoniana della quale facciamo parte. Per tutte/i noi può essere bello ritornare al n. 2 del nostro Statuto dove si parla di stile della nostra donazione e ad una delle componenti essenziali del nostro essere CM: la “contemplazione che si ispira all’esempio di Maria per aderire sempre più alla persona di Cristo, al mistero del suo Cuore ed annunciare il suo amore”. Credo che tutto questo va realizzato nel quotidiano della nostra vita cercando di vivere quei gesti concreti che ci rendono capaci di dono e di perdono reciproco; quel dono e perdono senza limiti che riceviamo dall’amore pieno di misericordia del Suo Cuore; quello che zampilla abbondante e ci dona incessantemente vita nuova. Sarà questo fiume d’acqua viva che continuerà a sostenerci ogni giorno e ci farà capaci di vivere nuove sfide insieme. In comunione. Bologna, 3 giugno 2016 Martina
cammino e riposo
 
“Gli apostoli si riunirono intorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’ ”. (Mc 6, 30-31a) Carissimi/e, eccomi di nuovo a voi con l’augurio per un tempo di riposo (almeno per chi vive in Europa ed in Guinea Bissau), dato che i mesi che ci aspettano sono classicamente di vacanze. Per gli altri Paesi dove la CM è presente (Argentina, Cile, Mozambico e Indonesia) invece le vacanze sono verso fine inizio dell’anno ma tutte/i in qualche modo siamo chiamati/e a riposarci nel Signore. Nelle parole di Gesù sentiamo tutta l’attenzione e la tenerezza di una relazione che dà spazio all’incontro, all’ascolto e al dialogo. Egli invita ciascuno/a di noi a vivere i suoi stessi sentimenti ed il suo modo di tessere le relazioni con gli altri/e. “Venite a me , voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”. (Mt 11,28-30) Questa estate vivremo la nostra Consulta delle Responsabili di gruppo e vorremmo proprio che fosse un incontro ricco di umanità, di relazioni autentiche che partono dalla relazione con Gesù nostro maestro e Signore. Desideriamo camminare con Lui e riposarci in Lui e chiediamo per questo il dono dello Spirito che ci sospinge e ci chiede di percorrere “passi nuovi”. “Camminare è una delle parole che preferisco quando penso al cristiano e alla Chiesa … Penso che questa sia veramente l’esperienza più bella che viviamo: far parte di un popolo in cammino, in cammino nella storia, insieme con il suo Signore, che cammina in mezzo a noi”! (Papa Francesco) E’ l’esperienza del giubileo della misericordia che stiamo vivendo, l’esperienza di un incontro più profondo con il Signore che ci fa accogliere continuamente il suo perdono, la sua vicinanza e ci invita a vivere a nostra volta il perdono e la vicinanza con coloro che sbagliano e vogliono riprendersi, ricominciare. Continuiamo a sentirci unite nel desiderio di crescere nell’essere misericordiose come Lui seguendolo anche nei momenti difficili e della prova in comunione le une con le altre. Maria nostra madre, guida e custode ci sostenga e ci benedica. Martina PROFONDITA’ DELLA MISERICORDIA “Aiutami, Signore, fa’ che i miei occhi siano misericordiosi, in modo che io non nutra mai sospetti e non giudichi nulla sulla base di apparenze esteriori, ma sappia scorgere ciò che c’è di bello nell’anima del mio prossimo e gli sia di aiuto. Aiutami a far sì che il mio udito sia misericordioso, che mi chini sulle necessità del mio prossimo, che le mie orecchie non siano indifferenti ai dolori e ai gemiti del mio prossimo. Aiutami, Signore, a far sì che la mia lingua sia misericordiosa e non parli mai sfavorevolmente del prossimo, ma abbia per ognuno una parola di conforto e di perdono. Aiutami, Signore a far sì che le mie mani siano misericordiose e piene di buone azioni, in modo che io sappia fare unicamente del bene al prossimo e prenda su di me i lavori più pesanti e più penosi. Aiutami, Signore, a far sì che i miei piedi siano misericordiosi, i n modo che io accorra sempre in aiuto del prossimo, vincendo la mia indolenza e la mia stanchezza. Il mio vero riposo sta nella disponibilità verso il prossimo. Aiutami, Signore, a far sì che il mio cuore sia misericordioso, in modo che partecipi a tutte le sofferenze del prossimo. A nessuno rifiuterò il mio cuore. Mi comporterò sinceramente anche con coloro di cui so che abuseranno della mia bontà, mentre io mi rifugerò nel misericordiosissimo Cuore di Gesù. Non parlerò delle mie sofferenze. Alberghi in me la tua misericordia, o mio Signore. Tu stesso mi comandi di esercitarmi in tre gradi della misericordia. Primo: nell’azione misericordiosa di ogni specie. Secondo: nel parlare con misericordia; quel che non riesco a fare con le azioni, devo farlo con le parole. Terzo: nel pregare; qualora non possa comportarmi con misericordia né agendo, né parlando, lo posso sempre fare pregando. Estenderò la mia preghiera fino a raggiungere anche i luoghi in cui non posso essere fisicamente presente. O Gesù mio, trasformami in te stesso poiché tu puoi fare tutto”. Faustina Kowalska
uscire con cuore aperto
 
Carissimi/e, riprendiamo la nostra comunicazione dopo la pausa estiva e proiettate verso il mese di ottobre – mese missionario. Per noi è molto importante ricordare quello che ci dice Papa Francesco nel suo messaggio per la giornata missionaria mondiale 2014: “Non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione! Vi invito ad immergervi nella gioia del Vangelo, ed alimentare un amore in grado di illuminare la vostra vocazione e missione. Vi esorto a fare memoria, come in un pellegrinaggio interiore, del “primo amore” con cui il Signore Gesù Cristo ha riscaldato il cuore di ciascuno, non per un sentimento di nostalgia, ma per perseverare nella gioia. Il discepolo del Signore persevera nella gioia quando sta con Lui, quando fa la sua volontà, quando condivide la fede, la speranza e la carità evangelica”. Come Compagnia Missionaria ci è propria questa missione evangelizzatrice che ci richiama continuamente ad “uscire” per condividere con cuore aperto le tante situazioni di sofferenza e di fatica che vediamo intorno a noi, vicino e lontano. Siamo solidali con le tante minoranze dell’Iraq che soffrono indicibilmente in queste settimane, con tuti coloro che subiscono tante sofferenze causate dalle guerre e dalle malattie (es. Ebola), che a volte ci sgomentano … "Se in un'epoca come questa non si crolla per la tristezza, o non ci si indurisce e si diviene cinici, o non si tende alla rassegnazione - e tutto questo per proteggere se stessi - allora si diventa sempre più teneri e dolci, e sciolti, comprensivi e affettuosi" (Etty Hillesum a Julius Spier, luglio 1942) La nostra missionarietà si misura in modo molto immediato anche con le sofferenze e fatiche di “casa nostra”. Sono molte le situazioni che ci chiamano a “portare i pesi le une delle altre” sia singolarmente che come gruppi CM, anche mettendo in atto una generosità creativa e generosa. Le varie partenze – presenze di questi mesi: Edvige in Mozambico con i giovani volontari, Santina e Anna Maria in Indonesia, Serafina in Mozambico, Elvira in Guinea Bissau ci sollecitano ad una preghiera più intensa e ad una offerta che accompagni ognuna con la nostra sollecitudine spirituale. Sappiamo che Samila (una giovane di Brugherio) ha vissuto positivamente la sua presenza in Argentina e che Marlene (di Occhiobello) partirà il 13 settembre per un anno di servizio in Guinea Bissau. Vivono anche loro la missionarietà accompagnate dalla nostra simpatia. Anche le missionarie di Monguelfo, coadiuvate da alcune di noi, hanno vissuto e vivono la loro missionarietà assieme a volontarie/i tutti/e molto impegnate/i perché possiamo sostenere le nostre presenze “ad gentes”. Ognuna nel suo luogo di vita porta avanti questo valore della missionarietà nelle parrocchie o nel suo ambiente di vita, sia con la parola che con la testimonianza. Ed in particolare pensiamo a tante situazioni di malattia e sofferenza che molte missionarie o le loro famiglie stanno vivendo. Un’occasione importante per aiutarci a realizzare insieme questa “missionarietà” con scelte mirate e concrete sono anche le Assemblee annuali (dei coordinamenti nazionali) locali. L’Assemblea italiana, che si terrà dal 31 ottobre al 2 novembre, potrà senz’altro portare una ventata d’aria nuova se sapremo ascoltarci con cuore aperto e fiducioso le une le altre. Invitiamo a leggere integralmente il messaggio del Papa ed a rinverdire davvero il “primo amore”, per coltivare quella gioia che scaturisce da “gesti comprensivi e affettuosi” che lasciano da parte pessimismi e ricordi negativi per ricominciare sempre relazioni nuove anche tra di noi. Il nostro statuto e Rdv al n. 11 ci ricordano che: “Qualificano la nostra missione: la comunione, l’oblazione, la semplicità, la solidarietà-condivisione, la missionarietà”. Ce lo ricordiamo a vicenda perché possiamo concretizzare nelle nostre scelte di ogni giorno quanto ci chiedono i nostri documenti. La preghiera, l’incontro intimo con il Signore è il fondamento di tutto questo. “Guardate a Lui e sarete raggianti, i vostri volti non dovranno arrossire. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce” . (Salmo 34 (33) 6,7) In comunione. Martina “Francesco (Saverio) non fu mai un missionario in attesa di raggiungere la sua postazione. Se, ad esempio, dovevarestare in nave per un anno, quell'anno e quella nave e quei compagni di viaggio (anche se si trattava di marinai ubriaconi, pervertiti e bestemmiatori) erano la sua missione, notte e giorno. Tutti coloro che lo attorniavano erano o i suoi fedeli o i suoi pagani, di cui si sentiva responsabile davanti a Dio. Si curava della catechesi, del rinnovamento morale, della preghiera; preparava malati e morenti all'incontro con Dio, anche se doveva farlo quand'era lui stesso febbricitante o in pericolo di vita. Lo stesso avveniva durante i lunghi viaggi per terra, nei villaggi dove sostava, con i viandanti che incontrava. Francesco non era mai in viaggio verso la sua missione: era sempre in missione”. (Schegge)
con la nostra povertà
 
Carissime e carissimi, stiamo vivendo il tempo favorevole della Quaresima, tempo prezioso per accogliere con cuore grato una nuova opportunità di conversione. Papa Francesco ci stimola, nel suo messaggio per la Quaresima, con un tema quanto mai attuale: “Si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà”. Sottolineo dal suo messaggio l’appello alla sobrietà, alla condivisione ed allo svuotamento di noi stesse. “La Quaresima è un tempo adatto per la spogliazione; e ci farà bene domandarci di quali cose possiamo privarci al fine di aiutare e arricchire altri con la nostra povertà.” Il nostro Statuto al n. 52 ci dice “Gesù che “da ricco che era si è fatto povero” (2Cor 8,9) è il modello della nostra povertà. La contemplazione del suo Cuore ci stimola alla ricerca di espressioni concrete di povertà, vissute nel clima gioioso delle beatitudini…” “La vostra povertà dice al mondo che si può vivere tra i beni temporali e si può usare dei mezzi della civiltà e del progresso, senza farsi schiavi di nessuno di essi”. (Paolo VI agli I.S. 1972). Chiedo a me stessa ed a ciascuna di voi di accogliere queste stimolazioni per concretizzare nella nostra vita di ogni giorno una nuova presa di coscienza delle nostre povertà e dei nostri limiti che, se vissuti in un clima di accettazione e di umiltà profonda, possono trasformarsi in ricchezza. Senz’altro può farci bene pregare con il nostro Statuto. Se lo assumiamo in prima persona, questo capitolo sulla povertà, può scolpire in noi un nuovo volto. Non si tratta di chiedere agli altri di viverlo secondo le nostre esigenze ma piuttosto di chiedere a noi stesse di viverlo con fedeltà. Siamo chiamate a coltivare con cura la nostra relazione con Dio cercando di avere presente ciò che gli abbiamo promesso: il dono totale di noi stesse a Lui con un si sempre rinnovato. Cercare di lavorare su noi stesse eviterebbe quel nostro puntare il dito sui difetti altrui, ci farebbe rientrare in noi stesse per cogliere i doni che Dio ci offre, le nostre incoerenze e le possibilità di bene che il Signore mette sul nostro cammino perché lo seguiamo da vicino e fino in fondo. Auguro a me stessa ed a ciascuna di noi che questo tempo di penitenza e di grazia faccia fiorire un nuovo stile di relazioni fatte davvero di comprensione, tenerezza ed accoglienza le une delle altre così come il Signore ci comprende, ci ama, ci accoglie, sapendo realizzare quanto ci dice lo Statuto ai n. 56 e 57: “ci manterremo nella fatica di tutti, evitando l’evasione dagli obblighi comuni, e ogni forma di privilegio”. “Il rimanere al proprio posto, con serenità di spirito e di volto, anche quando è necessario molto sacrificio, il saper vedere ciò che deve essere fatto per prevenire la preoccupazione e la fatica altrui, è un buon esercizio di povertà materiale e spirituale. Accetteremo con serenità la povertà dei nostri limiti personali, familiari, comunitari e sociali, per servire Dio e i fratelli secondo le possibilità ricevute (cfr Mt 25,14-30). Così vivremo aperte alla beatitudine evangelica di coloro che soprattutto in Dio ripongono le risorse del loro coraggio e della loro speranza”. Potremo così giungere alla Pasqua rinnovate dallo Spirito del Risorto che ci chiama a nuova vita e che ci dona il desiderio di ricominciare sempre ogni giorno a seguire i suoi passi. Maria, nostra madre, guida e custode ci sostenga e ci accompagni continuando a infonderci speranza. Buona Quaresima e Buona Pasqua 2014.
in mezzo a noi
 
Federico Barocci, Natività “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi … pieno di grazia e di verità.” (Gv 1, 14) Carissime/i, Eccoci di nuovo ad accogliere questo tempo liturgico di Avvento che ci prepara al prossimo Natale. Quali pensieri e sentimenti ci abitano in questo momento? L’attesa del Signore ci chiede di “vegliare” con le lampade accese della fede, della speranza e dell’amore. Ma che consistenza ha questo “vegliare”? Le prove non mancano sia a livello personale, sia come CM, che globali: stiamo vivendo malattie, solitudini, conflitti, difficoltà: La recente morte di Ausilia e del papà di Orielda; gli sconvolgimenti della natura ricorrenti come Filippine, Sardegna, per citare i più recenti; le guerre in vari paesi e la minaccia di un conflitto armato in Mozambico… Accanto alla prova ci è dato di sperimentare la fecondità CM in alcuni paesi dove siamo presenti, il 25° di presenza in Cile ed il 20° in Argentina che ci stimolano a lodare e ringraziare il Signore. Pensiamo inoltre alla bellezza dell’amicizia, alla possibilità di rinnovarci con nuove scelte di vita e di presenza, a Papa Francesco con la sua capacità di stupirci e di stimolarci, la sua nuova Enciclica “Evangelii Gaudium” che potrebbe aiutarci a lavorare sulla nostra formazione permanente … Ed in mezzo a tutto questo ed al nostro quotidiano è presente il Regno nascosto come un seme, ma pieno di Vita. Pensiamo alle relazioni che possiamo coltivare e che a volte ci rivelano il volere del Signore; agli avvenimenti che nascondono significati a cui dobbiamo dare attenzione, alle tante piccole cose che siamo chiamate a fare con il nostro stile di semplicità, vivacità e “sorriso” che possono e dovrebbero attrarre tanti altri a conoscere e vivere il Vangelo. Come i pastori possiamo contemplare Gesù e, con semplicità, annunciarlo con la nostra vita. Per fare questo dobbiamo accogliere la nostra piccolezza, le nostre contraddizioni, la benevolenza e la misericordia di Dio che si fa presente con il Suo Perdono che ci libera e ci rende sempre più responsabili di quel pezzo di mondo e di storia che siamo chiamate a vivere. La gratitudine sgorga dal cuore quando accogliamo con fede Colui che è venuto ad abitare in mezzo a noi: “… spogliò se stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini … umiliò se stesso facendosi obbediente …”. (cfr Fil. 2,7-8). Mi viene spontaneo collegare questo testo con il n. 8 del nostro Statuto: “Perdersi” per ritrovarsi in Cristo e farsi con Lui ascolto, disponibilità, dolcezza, rispetto, ponte di incontro, forza unitiva …”. E’ ciò che ci è chiesto come membri della CM che guardano con fiducia al futuro che ci viene incontro con la fragilità di un bambino, ma anche con la speranza di novità che nasce dalla forza dello Spirito che guida i nostri passi nelle vie dell’amore. Come Maria, viviamo questo evento di Dio che entra nel mondo e che viene in mezzo ai suoi con cuore aperto e generoso e come Lei e con Lei facciamo spazio alla Sua Novità. In comunione.
alla cm in cile
 
Carissime missionarie e familiares  della CM del Cile, Eccomi in questa ricorrenza per gioire con voi per i 25 anni di presenza della CM in Cile. Mi pare molto bella l’immagine evangelica di Betania che avete scelto come simbolo di questo momento di festa. I sentimenti di gratitudine al Signore per la sua misericordia e benevolenza ci aiutino a ricordare i segni della Sua presenza nel nostro cammino CM in Cile. Fare memoria è anche riconciliarsi con il passato e raccogliere le sfide del presente che ci chiedono di leggere la storia con gli occhi di Dio che si china sulle sue creature. Nella nostra piccolezza e fragilità desideriamo cogliere tutta la tenerezza del Cuore di Cristo che ci accoglie e ci fa sue discepole per inviarci ad annunciare il Suo Regno di Pace e di Amore. Tutta la CM si unisce a voi in questo giorno per dire grazie per quello che siete e operate nella semplicità e nel coraggio di continuare a seminare nuove proposte di vita e fecondità in Cile, in Argentina ed in America Latina. Non dimentichiamo la vostra continua collaborazione a tutta la CM con la vostra disponibilità e generosità. Che il Signore vi benedica e sostenga ogni vostra iniziativa. Maria nostra madre, guida e custode vi protegga e vi renda sempre più forti nella fede e nella speranza. In comunione. Bologna, 18 Novembre 2013 La  Presidente della CM                                                                                   Martina Cecini
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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