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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
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Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 13 / 11 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    28 gennaio - 2 febbraio 2019, a Bologna... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    28 de enero - 2 de febrero 2019, en Bolonia... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    28 de janeiro - 2 de fevereiro de 2019, em Bolonha... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La Presidente in Guinea Bissau
    Martina visiterà il gruppo della Guinea dal 6 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019. La accompagniamo con... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    A Presidente em Guiné Bissau
    A Martina visitará o grupo da Guiné, de 6 de dezembro 2018 a 9 de janeiro 2019. Acompanhamo-la com... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La presidenta en Guinea Bissau
    Martina visitará el grupo de Guinea desde el 6 de diciembre 2018 al 9 de enero 2019. La acompañamo... Continua
attesa fiduciosa
 
Le Beatitudini La liberazione dell’innocente é causa di gioia per tutta la comunità ed apre un orizzonte di speranza per tante altre persone. Il mattino del 9 gennaio 2009, alla vigília dei nostri Esercizi Spirituali, si sono riuniti, nella casa delle Suore Vincenziane, i due gruppi del Mozambico: Centro Nord (Nampula e Quelimane) e Maputo. Abbiamo parlato della dinamica dei due gruppi e ciascuna di noi ha presentato le varie attività svolte durante l’anno 2008 e le prospettive per l’anno in corso. Alla fine di tutto Lucia Maistro, delegata del Consiglio Centrale, ha comunicato vari aspetti che sempre riduceva come se non facesse niente, il che non era vero. Difatti, sempre le persone umili non fanno nulla, ma il popolo è quello che ne dà testimonianza. Il giorno 12 hanno avuto inizio gli Esercizi Spirituali orientati da Padre Rafael Sapato – Diocesano – Rettore del Seminario Teologico S. Pio X°. Il tema: “Le Beatitudini ”. Il primo giorno ci há invitate a riposare nel Signore e faceva notare che le persone consacrate: sacerdoti, religiosi, laici sono persone ricercate a causa del Vangelo e per questo hanno bisogno di tempi di riposo e di riflessione. Si accolgono tante persone, ci occupiamo e preoccupiamo con molte attività che ci impegnano e per questo abbiamo bisogno di fermarci per dialogare con Dio e con noi stesse. Il Vangelo ci dà il modello delle due sorelle Marta e Maria ed io mi domando dove mi trovo; molte volte al posto di Marta, occupata, con tante cose nella testa e mi concedo poco tempo per fermarmi ad acoltare il Maestro come Maria. Questa è la realtà per me e per molte altre persone che preferiscono essere come Marta. Amica, amico… é questo il tempo di lasciare il protagonismo e di essere discepoli di Cristo, lasciare i maestri della terra che ci conducono alla perdizione, per seguire il Maestro Divino che è la nostra felicità. In seguito è stato affrontato il tema delle Beatitudini, viste non come un desiderio di felicità o una promessa ma di una felicità che è un fatto, una costatazione. Un fatto che è una novità anche quando non é proclamato; la persona è felice adesso. I cristiani si rendono conto di essere felici perché in Gesù siamo felici ora, per quello che si realizza che avviene. Poiché alcuni ritengono che la felicità è nel potere, altri la vivono come conformismo. Ma coloro che vivono le Beatitudini accolgono quello che sono e quello che hanno. Parlando della felicità di Gesù, non temono l’esclusione, la sofferenza perché è necessario entrare ed avere alcune condizioni di partenza. Il futuro ci sta dinanzi. Avere il futuro dinanzi a noi a causa di quello che avverrà è una felicità riposta nel domani; la speranza e la certezza di quello che verrà. Abbiamo una situazione penosa e di angustia ma questa situazione è illuminata da quello che avverrà (l’umanità quando non vede l’invisibile pensa che siamo angustiati)…Il presente deve riunire certe condizioni. Per entrare nelle Beatitudicni è necessario riunire certe condizioni e non solo aprire la propria anima ed essere misericordioso. Il regno di Dio è vicino come dice il Vangelo: è una felicità che non desidera possedere o conformarsi. Le Beatitudini sono annuncio di felicità in Gesù Cristo, la felicita dei poveri, quelli che a molti di noi scomodano. “Cantate al Signore un cantico nuovo per le meraviglie che egli ha operato” Ringrazio il Signore per questa data indimenticabile del 17 gennaio 2009. Alle 10 nella Cappella del Seminario S. Pio X° dove Gabriela ed io abbiamo emesso per la prima volta i voti nella Compagnia Missionaria. Alla presenza di D. Francisco Chimoio, Arcivescovo di Maputo, e di vari Sacerdoti, fratelli, sorelle, familiari ed amici ci siamo offerte totalmente al Signore lodandolo per questo momento di grazia. Prima di iniziare l’Eucaristia Irene, ha fatto una introduzione presentando brevemente la storia della CM e facendo percepire ai presenti il senso di questa festa. Ha anche presentato brevemente noi due: Gabriela ed Helena ed il modo come ciascuna si è avvicinata alla nostra famiglia. Il canto di introduzione “Semente a crescer em planta verde” ha voluto far percepire che il seme lanciato nella terra cresce e si riproduce moltiplicandosi. Questo per affermare che il seme della CM è stato lanciato e non è stato soffocato dalle spine ma sta dando buoni frutti. A conclusione della prima parte della messa, la Liturgia della Parola, é iniziato il rito della prima emissione dei voti. Lucia Maistro ci ha chiamate e Mariolina ci ha accompagnate all’altare mentre l’assemblea cantava assieme a noi “Senhor tu me chamaste e eu disse Sim…” e, alla fine di questa parte l’Arcivescovo ha fatto l’omelia nella quale ci ha dato vari consigli, dicendo che il cammino che abbiamo iniziato sarà un percorso lungo, che avremmo trovato momenti di gioia, ostacoli, difficoltà ma che la cosa più importante è quella di sapere accogliere ogni circostanza e viverla con grande fiducia e in un clima di preghiera, contemplando il Cuore Trafitto di Cristo, apprendendo da Lui a vivere la vita di amore con Dio, con i fratelli e le sorelle. Con l’emisione dei voti di povertà, castità e obbedienza siamo entrate in una nuova famíglia dove l’ amore vuole essere ilo criterio assoluto di vida e di relazione. Consegna degli anelli e della croce: l’anello come segno di alleanza con Dio, tu sei mia, ti ho scelto e ti ho consacrata; la Croce come símbolo della morte di Gesù in croce per mio amore, di tutti noi che nella croce siamo salvi dal peccato. La croce ci insegna ad amare senza limiti perchè il Suo amore è senza misura. Nella seconda parte della festa abbiamo condiviso il pranzo ed il convivio fraterno. Anche qui abbiamo avuto vari consigli ed uno tra i tanti che mi ha commosso è stato questo: mentre il gruppo dei nostri familiari ci consegnavano i doni, cantavano e danzavano dicendoci: “Helena e Gabriela avete scelto Cristo che dovrete seguire, se un giorno lo lascerete potrete deludere la gente, e Cristo vi lascerebbe nell’ultimo giorno”. Il salmo 136 (135) canta la gratitudine e riconosce i doni del Signore nella storia di Israele e nel contesto nel quale viviamo; anche a livello della nostra storia personale ci rendiamo conto di una grande verità di cui ringraziare continuamente e riconosciamo che tanti avvenimenti: alti e bassi, lotte, conquiste, perdite, sofferenze, gioie sono doni preziosi ricevuti dall’Alto. Siamo invitati a vivere la nossa storia personale e familiare come storia di salvezza. Dato che in ogni esperienza positiva o negativa, Dio ci ha lasciato un messaggio della sua Presenza. Lui abita nella nostra vita, e tutta la realtà è luogo della presenza amorosa di Dio. Lodare, ringraziare, riconoscere sono atteggiamenti che sgorgano da un cuore attento e disponibile, e sono questi gli atteggiamenti che aiutano ad aprire il cuore, ad avere un atteggiamento disponibile e distaccato, uno spirito di gratitudine e di semplicità. Saper ringraziare ci rende umili come nelle Beatitudini. Alcuni passaggi nei nostri Esercizi Spirituali ci hanno aiutate a riconoscere il nostro posto. Le Beatitudini sono un insegnamento per tutta l’umanità. “Felici i puri di cuore perché vedranno Dio… Felici i poveri in spirito perché… Felici coloro che hanno fame e sete di giustizia perchè saranno saziati. Amica, amico, fratello, sorella lasciamoci lavorare dalla Parola di Dio e, come per la natura, rendiamoci disponibili ad essere innestati nella Parola. Contemplare la creazione, la liberazione dalla schiavitù dall’Egitto, l’alimento Divino, i poveri, sono queste realtà che provocano spontaneamente la gratitudine e la lode al Signore per le sue meraviglie.
a s. bernardo 20° della cm in cile
 
Al momento del mio arrivo a San Bernardo sono stata accolta da Luisa Rubio che gentilmente mi ha accompagnato fino alla Sede della Compagnia Missionaria. Qui sono stata accolta, con la stessa attenzione, da Margarita Castillo e altre appartenenti alla CM, che in quel momento si trovavano in casa. Sono andata a questa cerimonia con mia figlia e sono stata molto contenta sia per la sua presenza, sia per il clima di festa e di comunione che abbiamo condiviso insieme alla CM. E’ stato veramente bello stare con questo gruppo nel quale si sente molta unione e molto affetto. Inoltre mi ha commosso il fatto di aver potuto partecipare alla Messa ed essere state scelte per portare il pane e il vino all’offertorio: veramente un gesto che ho considerato come una benedizione di Dio per la mia famiglia. Dopo la cerimonia abbiamo condiviso con i presenti la festa, in un clima veramente sereno e di comunione. Per me è stato bello, piacevole, conoscere le missionarie e i familiares di San Bernardo. Bello è stato anche condividere insieme la lettura dei saluti e auguri che erano arrivati dall’Italia e dagli altri paesi, per questo anniversario. Condividere con Margarita Castillo, che già avevamo conosciuto in un’altra occasione a Concepcion, stare nella sede della CM, vedere tutte le foto esposte nei vari pannelli è stato veramente emozionante. Sono rientrata a Concepcion molto contenta per tutto quanto il Signore mi aveva donato: conoscere la realtà CM di San Bernardo, ma anche l’accoglienza fattaci da Margarita, dove ho potuto gustare la sua umiltà, il suo affetto, tutto ha creato un clima di familiarità nel farci sentire come a casa nostra. Voglio anche sottolineare il servizio e l’affetto che ci ha dimostrato Luisa Rubio per averci aspettate con tanta pazienza al nostro arrivo. Per me sono stati esempi CM di grande disponibilità e serenità. Che Dio benedica tutta la CM di San Bernardo …e un grande grazie a tutti i membri della Compagnia Missionaria.
con coraggio e speranza
 
L ’amore del Cristo infatti ci possiede…” 2 Cor. 5 ,14 L’America Latina, terra fertile e generosa, vuole ed ha bisogno di essere ripercorsa con i passi di Gesù, ricevere il suo amore e la sua salvezza. Noi, Missionarie CM, sentiamo che ci spinge e ci incalza l’Amore di Cristo. Amore che ci ha tanto amato al punto di sceglierci in maniera unica e prediletta per vivere consacrate a Lui nella CM.. E’ un Amore che si vuole regalare attraverso la nostra vita ordinaria e semplice in mezzo al mondo. Gesù oggi si fa “dipendente” dai suoi discepoli e missionari ( Documento di Aparecida della V Conferenza Episcopale dell’America Latina e del Caraibi : “Discepoli e Missionari di Gesù Cristo perché i nostri popoli in Lui abbiano la vita “ Io sono il cammino, la Verità e la Vita” ( Giov. 16,4 ; maggio 2007 ), per darci questa vita nuova ed eterna che nasce dal suo Cuore Trafitto per amore. Uscire a camminare ogni giorno sulle orme di Gesù, come una “creatura nuova in Gesù Cristo”, come ci ricorda San Paolo ( 2 Cor. 5, 17 – 18 ): Se uno è in Cristo è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. Tutto questo, però, viene da Dio che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione”. …uscire a camminare la vita con un cuore rinnovato, purificato dall’amore, mi sembra sia il grande anelito delle Missionarie di queste terre…camminare la vita diaria con il cuore aperto, allargato (vedi Lettera Programmatica), aperto per accogliere il nostro popolo affinché s’incontri con l’Amore Redentore di Gesù. Un anelito che ha preso ancora più vigore e si è riacceso negli Esercizi Spirituali che abbiamo vissuto insieme Cile e Argentina nel febbraio 2009, nella città di Cordoba, Argentina, nella Casa di Ritiro delle suore di “Betania del S: Cuore”. La nostra Lettera Programmatica sottolinea molto il fatto di allargare il cuore e la comunione, il Noi CM per poter vivere con fedeltà gioiosa e creativa la nostra missione nella Chiesa e nel mondo… Un cuore grande che accoglie tutti senza distinzione…un cuore limpido che lascia posto all’amore di Dio, per amare come Gesù ama…un cuore fraterno che sente di essere amato e appoggiato dai suoi fratelli… un cuore grato per i doni ricevuti ogni giorno…e di conseguenza un cuore Missionario che si vuole donare interamente! Questo è un bellissimo e tremendo ideale…che richiede un grande e delicato lavoro personale e comunitario…è così che insieme abbiamo cercato un motto, una frase che ci illumini il cammino, che ci ricordi che “ camminiamo insieme” che siamo “Noi CM”. In comunione e oblazione Segni di amore al servizio della riconciliazione. "Con coraggio e speranza” Ho messo come titolo a questa semplice riflessione : “Con coraggio e speranza” perché senza dubbio ne abbiamo bisogno, ma anche perché mi è rimasto impresso nella mente e nel cuore che: possiamo crescere in questo coraggio e speranza solamente nella misura in cui rimaniamo in comunione. Comunione di preghiera e offerta quotidiana. Questa è la comunione che come CM: Argentina e Cile abbiamo vissuto fin dall’inizio nella Compagnia Missionaria, che si rinforza ancora negli incontri, nella preghiera, nell’oblazione quotidiana, nell’affetto reciproco…nel grande desiderio di “camminare insieme”, per le vie delle nostre città, giorno dopo giorno, con il cuore grato : per la nostra famiglia CM e per la missione che questa ci ha affidato.
ritiro e incontro dei due gruppi cm di cile e argentina
 
Con grande gioia abbiamo partecipato al ritiro annuale a Còrdoba (Argentina) sia come missionarie argentine che cilene, insieme ad altre persone amiche della Compagnia Missionaria, che stanno facendo passi avanti per diventare familiares in Argentina. Ci ha accompagnato p. Guillerno Exner s.c.j. ed ha predicato Maria Elena Curuchet, laica e nostra amica. In tutti eravamo 19 persone. Al termine del ritiro, abbiamo fatto un lavoro insieme tra missionarie del Cile e dell’Argentina. A partire dal materiale di riflessione che avevamo raccolto nel ritiro, che aveva come obiettivo quello della ricerca di come essere “segno e profezia”, ci siamo dati un programma da vivere quest’anno sia come missionarie che come familiares e amici CM, che è il seguente: “In comunione e oblazione, segno di amore a servizio della Riconciliazione, con coraggio e fiducia”. Ci siamo ispirate ad una lista di parole che ci avevano toccato in profondità nei giorni del ritiro, incentrati sulla “Lettera Programmatica”, che chiamiamo “L’ABC di un nuovo stile di vita”. Ci siamo impegnate a preparare per la festa del 25 marzo e del Sacro Cuore di Gesù un materiale semplice per pregare sia in Argentina che in Cile nei giorni precedenti a queste Feste a noi care come CM. Il materiale per il 25 marzo lo preparerà il Cile e quello per il Sacro Cuore di Gesù noi argentine. Quando lo avremo preparato, lo condivideremo con tutti i gruppi. Nell’incontro tra i nostri due gruppi abbiamo condiviso il nostro cammino e tentato di capire come si può configurare nel presente e nel futuro uno spazio CM in America Latina. E’ stato molto positivo e incoraggiante per tutte. Gruppo Argentina: nuove vocazioni Attualmente sono tre le interessate a fare un cammino dentro la CM come missionarie. Hanno già iniziato a fare un serio discernimento e sono decise ad entrare nel nostro Istituto. Silvia 35 anni e Andrea 34 sono di Resistencia. Silvia ha partecipato durante tutto quest’anno agli incontri di gruppo degli amici e durante il ritiro annuale di quest’anno ci ha manifestato la sua inquietudine al riguardo. Ella lavora in una clinica, nel settore amministrativo. Andrea lavora come ausiliare in un laboratorio di analisi biochimiche. La terza è Natalia, insegnante, di Cordoba. E’ rientrata da poco da un’esperienza di lavoro nel sud dell’Argentina. Da vari anni ella partecipa al nostro ritiro annuale. Ha chiesto ad Irma di poter iniziare il cammino dentro la CM. Siamo molto contente e grate al Signore per queste nuove sorelle che, speriamo, diventino nel futuro parte effettiva del nostro Istituto. Qui a Resistencia, come sapete c’è Rosa che sta facendo il secondo anno del Biennio di formazione, accompagnata da Irma come responsabile della formazione in Argentina, Come gruppo in Argentina abbiamo fissato le date dei nostri incontri di quest’anno e ve le comunichiamo perché ci possiate accompagnare con la preghiera, certe che in ogni incontro sentiamo che tutta la Compagnia Missionaria si fa presente in una vera comunione di spirito. Le date sono: 13-15 giugno a Resistencia; ottobre 10-12 a Santa Fe. Il ritiro annuale del 2010 sarà dall’8 al 14 febbraio ad Alta Gracia – Còrdoba. Rimaniamo sempre in comunione
amici della cm di nampula
 
Un gruppo della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore di Gesù composto da uomini e donne, il giorno 27 Novembre 2008, alle 8 del mattino, è partito con destino al distretto di Memba che fa parte della nostra provincia di Nampula, per una nuova missione cristiana. La finalità di questa missione era quella di annunciare la Parola del Signore e mostrare che cosa si propone la CM in questa terra e quali sono i suoi obiettivi con la gente. Iniziamo con il viaggio: anzitutto è stato un percorso molto lungo con due soste, una nel distretto di Monapo e l’altra nel distretto di Nacala a Velha. E cosi è iniziata la nostra esperienza che io ho tanto desiderato perché volevo condividere qualcosa di molto importante che non avevo mai vissuto anche perché, essendo nuovo nel gruppo, questo era il mio primo viaggio con loro. Pur facendo parte da poco tempo di questo gruppo, ho appreso molte cose e mi sento più libero e attivo nella C.M. e questo mi è parso un sogno trasformato in realtà durante il viaggio e la permanenza del gruppo nella Chiesa di Memba. Dico questo perché non avrei mai pensato che le persone fossero cosi aperte e comunicative e capaci di trasmettere insegnamenti di vita. E’ stato questo che ha fatto sì che io mi sentissi con il cuore aperto e con molta pace dentro di me. Concludo dicendo che, è stato un bel viaggio e che auguro alla Compagnia Missionaria che cresca e continui così per tutta l’eternità, mostrando agli uomini che Essa comunica la Luce di Dio e la vita eterna ed é una buona compagnia di vita. Gli amici che ancora non hanno compagnia vengano alla C.M.: é una realtà!
il mio terzo viaggio in mozambico
 
Erano ben otto anni che non facevo un viaggio in aereo e già mi ero dimenticata i riti che lo precedono: prima cosa scegliere la valigia, grande, piccola, non si sa, dipende dai pacchi e pacchettini che ti arrivano da tutte le parti. Poi c’è da fare i conti con la bilancia che sfreccia subito sopra i 20 Kg. A questo punto intervengono più elementi: la testa, il cuore, il buon senso, l’altruismo per selezionare ciò che deve entrare e ciò che deve rimanere. Alla fine ti affidi allo Spirito Santo che illumini la persona che fa il check-in perché chiuda gli occhi, faccia pulsare il cuore. Ma grazie a Dio l’essenziale è partito. Verso Lisbona... Johannesburg... e finalmente a Maputo! Saluto calorosamente Anna Maria ed Edvige che mi hanno accompagnata all’aereoporto e mi affido con un segno di croce all’aereo che mi porterà a Lisbona. Il mio posto è F6 vicino al finestrino così posso vedere bene il panorama sia nel decollo che nell’atterraggio. A Lisbona dovevo incontrare Elvira e Teresa Gonçalves, ma all’ultimo minuto alcuni imprevisti non hanno permesso loro di venire all’aereoporto, così sono rientrata nella zona di transito e per nove ore ho osservato l’andirivieni della gente che, a seconda delle nazioni da cui arrivavano o partivano, cambiava colore della pelle e foggia dei vestiti. Devo dire che il tempo è passato veloce. Ho avuto anche la possibilità di ripassare il portoghese, perché ogni tanto qualcuno mi chiedeva qualcosa. Finalmente è ora del mio volo per Maputo. Anche questa volta il mio posto è vicino al finestrino e dopo qualche minuto si è seduta vicino a me una signora un po’ formosa, mulatta e dagli ampi vestiti che, per star comoda durante la notte, ha alzato il bracciolo che divideva il mio sedile dal suo, costringendomi a rannicchiarmi contro la parete dell’aereo. Trovata la posizione giusta, ci siamo addormentate per risvegliarci il mattino dopo quando l’aereo ha fatto scalo a Johannesburg. A detta del comandante, avremmo dovuto ripartire dopo 40 minuti, invece il tempo si è diluito fino a quattro ore per un guasto elettrico alle ruote dell’aereo. Con il motore fermo l’aria condizionata non funzionava e i 44°gradi di calor esterno sono penetrati dalle porte aperte e ci hanno costretti ad un spogliarello collettivo. Risolto il guasto, siamo decollati per Maputo per arrivare cinquanta minuti dopo. Lisetta e Giannina mi aspettavano per abbracciarmi e portarmi a casa. Irene Gina e Martina erano andate a messa , ma mi hanno fatto festa al ritorno. Preparativi per la festa A Maputo le Missionarie abitano in una villetta a due piani. Al piano terra vivono tre suore domenicane di S. Caterina da Siena e sopra alloggiamo noi. L’appartamento ha tre stanze da letto, cucina, sala da pranzo e due bagni. Il momento più significativo di questo mio viaggio è stato il giorno della prima emissione dei voti di Helena e Gabriela. Esso è stato preceduto da due momenti importanti: gli esercizi spirituali e la scelta dei vestiti da indossare. Io avevo portato dall’Italia sei vestiti regalatimi da una signora chic, che ha cambiato il suo guardaroba. I vestiti erano belli: maniche corte, scollati, un po’ scuri e lunghi. Naturalmente c’era solo l’imbarazzo della scelta.. Ma ahimè! Quando ho chiesto un parere alle sorelle sulla scelta del vestito da indossare, mi sono sentita dire che nessuno dei miei vestiti chic andava bene. Uno dopo l’altro li ho indossati tra il caldo, il sudore, la fatica e commenti vari. Finalmente un vestito a sfondo nero con dei gran fiori ciclamino, rosa e bianchi poteva andare bene se abbellito da un po’ di bigiotteria. Ed ecco che Irene arriva con un cestino di collane una più bella dell’altra e ne troviamo una che mi dà un tocco di eleganza. Ma il giorno della festa, a detta di Mariolina, la collana non andava bene e, dal suo scrigno di “gioielli, sfila una collana di graffite che pende a forma di triangolo sul collo e copre la cicatrice della tiroide, però pesa tanto da comprimere le mie emozioni, ma… mi rendeva più femminile e adatta ad accogliere le sorelle che si avvicinavano all’altare per chiedere di essere ammesse alla consacrazione. Ah!… mi dimenticavo! Neanche i sandali erano in sintonia con il vestito e, all’ultimo minuto, ho dovuto calzare i sandali di Irene con un po’ di tacco e una striscia argentata davanti. La consacrazione di Helena e Graciela Sistemato il problema del vestito a Maputo, il giorno dopo ci siamo trasferite a Matola presso le Suore Vincenziane per gli esercizi spirituali. Il posto era ricco di fiori e di piante gigantesche di mangos e mafura. Le camere erano piccole e dentro si moriva di caldo. Meno male che nella sala degli incontri e nella cappella si respirava per le ampie porte e finestre spalancate. Il sacerdote che ci ha tenuto gli esercizi era mozambicano, magro e sobrio nell’esposizione. Ci ha presentato le beatitudini in maniera stringata, lasciando alla nostra iniziativa l’approfondimento e l’applicazione. Abbiamo sempre pranzato e celebrato l’eucaristia con le suore Vincenziane, davvero accoglienti. Per la festa di consacrazione delle sorelle ci siamo trasferite al seminario diocesano di Maputo. E’ un Seminario di tipo spartano, disadorno, ma per la circostanza la chiesetta era stata abbellita da capulane e fiori e la sala da pranzo dai manifesti del quarantesimo della C.M.. Ha presieduto la celebrazione il Vescovo di Maputo, Dom Francesco Chimoio, francescano, che nell’insieme della cerimonia ha saputo dare la giusta collocazione alla vita consacrata. Irene faceva da speaker e il gruppo della parrocchia della Vittoria ha animato con i canti e le danze che hanno dato un tono di mistero e di solennità alla celebrazione, soprattutto nell’azione di grazia. Helena e Gabriela sembravano due reginette. Ben vestite, sorridenti e compunte si sono avvicinate all’altare tra i flash delle macchine fotografiche e passando in mezzo a due file di adolescenti che danzavano. Il tutto si è svolto in un clima gioioso, che invitava alla riflessione e alla preghiera. Alla fine uno scroscio di applausi ha concluso la Messa e ha dato il via al pranzo, dove c’erano più di duecento persone. Nel tavolo principale hanno preso posto il Vescovo, il Rettore del Seminario, le due festeggiate con i loro parenti. Alla fine del pranzo è incominciata la sfilata di amici e parenti con i loro doni. Ogni gruppo o persona singola presentava il proprio regalo, avvicinandosi alle festeggiate cantando e danzando. Io pensavo di dover solo assistere allo spettacolo, quando Martina mi si è avvicinata con un bel cesto ben confezionato, contenente i vari doni che avevo portato dall’Italia per le festeggiate. Per la circostanza ho dovuto improvvisarmi danzatrice, un po’ goffa e anchilosata, ma sostenuta dal canto del gruppo della parrocchia. Vi devo dire che le danze e l’aria di festa hanno sgranchito le mie articolazioni e mi hanno fatto respirare un clima gioioso e familiare. Al centro culturale di Nampula Qualche giorno dopo sono andata a Nampula, città molto più povera di Maputo, ma ricca di bambini che ti salutano per strada e ti chiedono un passaggio in macchina. A Nampula le Missionarie hanno due casette una di qua e l’altra di là della strada, confinanti con l’Università di Pedagogia. Una casa funge da abitazione delle Missionarie, l’altro edificio ospita il “Centro Napipine” dove c’è la biblioteca, la saletta dei computer, tre camerette e una cucina. Questa seconda casa ospita attualmente due ragazze che stanno studiando e, allo stesso tempo, sono alla ricerca del loro futuro. Si avverte in casa la presenza giovanile. Al momento comunitario della preghiera di lodi e vespri, c’è più movimento, vivacità e perfino le piante e i fiori del giardino dimostrano di essere curati e di partecipare al calore di tutta la famiglia. Che altro devo dire di questo viaggio? Sono contenta che il Consiglio mi abbia offerto questa occasione. Personalmente non mi sentivo preparata a rappresentare la Presidente e il suo Consiglio, ma dentro di me è prevalso l’atteggiamento della semplicità e della fraternità. Mi sono così messa accanto alle sorelle giorno dopo giorno, come una che si sente membro di quel gruppo e in una maniera fluida e spontanea ci siamo comunicate molte cose. Posso dire che le sorelle lavorano molto e con serenità. Hanno a cuore il problema vocazionale e per questo sono disposte anche a dei faticosi spostamenti per incontrare le giovani segnalate dai vari sacerdoti. Direi che tutte hanno una spiccata sensibilità per il sociale e le persone che hanno bisogno di aiuto sembrano non finire mai. Attualmente la maggior parte dei giovani chiede di studiare e le famiglie vorrebbero avere una casa in muratura, il loro attuale “status-symbol”. Ma oltre a questi due tipi di richieste ci sono tante altre necessità urgenti come quella della sanità, di avere un lavoro, di poter avere accesso ai mezzi di trasporto, di avere un aiuto per le famiglie numerose, ecc.. Vi assicuro che davanti a persone bisognose che implorano il nostro aiuto, mi sento impotente e questo travaglio non ti lascia dormire sonni tranquilli. Ringrazio il Signore e voi tutte per avermi permesso questa bella esperienza. Chiedo con insistenza nelle mie preghiere che il Signore sciolga il mio e il vostro cuore da ciò che ostacola la carità. Il nostro essere Missionarie fa sì che la nostra vita sia spesa per gli altri, senza tenere nulla per sé. Dio vuole attraverso di noi rimanere tra gli uomini e diffondere l suo regno di amore.
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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