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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 15 / 03 / 2019
    FESTA DELL\'ECCOMI
    A S. Antonio Abate (Italia) il 24 marzo; a Funchal (Madeira) il 27 marzo; in Guinea Bissau il 30 mar... Continua
  • 15 / 03 / 2019
    FESTAS DO EIS-ME AQUI
    Em Santo António Abate (Itália) , 24 de março; en Funchal (Madeira), 27 de março; na Guiné, 3... Continua
  • 15 / 03 / 2019
    FIESTAS AQUI ESTOY
    En San Antonio Abad (Italia) el 24 de marzo; en Funchal (Madeira) el 27 de marzo; en Guinea Bissau e... Continua
  • 11 / 03 / 2019
    CONSEJO CENTRAL
    8 - 10 de mayo 2019, en Bolonia... Continua
  • 11 / 03 / 2019
    CONSELHO CENTRAL
    8 - 10 de maio de 2019, em Bolonha... Continua
  • 11 / 03 / 2019
    CONSIGLIO CENTRALE
    8 - 10 maggio 2019, a Bologna... Continua
progetto missione popolare
 
Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. (Gv 20, 16-18) 1° Tempo Comunità cristiana in missione: riscoperta e appropriazione dell’identità missionaria della Chiesa e di ogni cristiano Formazione spirituale e missionaria per il consiglio pastorale e i laici disponibili a un impegno diretto nella realizzazione della missione, da progettare e realizzare insieme con le missionarie: incontri periodici fine-settimana di studio esercizi spirituali ………………….. Comunità in preghiera: ritiri per la parrocchia, pellegrinaggi, adorazione eucaristica periodica, mese mariano, ecc. Missione a tutto il popolo operata dalla comunità cristiana con il sostegno e la collaborazione del gruppo “evangelizzazione itinerante” della Compagnia Missionaria del sacro Cuore Preghiera per la missione da distribuire e pregare in chiesa e a casa. Slogan e logo della missione da riportare sull’immagine della preghiera per la missione, sul questionario, su tutti gli avvisi, sul programma, su striscioni… Suddivisione della parrocchia in zone, secondo il numero delle famiglie: circa un centinaio per zona. Ricerca, scelta e formazione degli animatori giovani e adulti, che si incaricheranno della distribuzione dei questionari, di altri eventuali avvisi e dei programmi della missione. Ricerca, scelta e formazione di missionari locali, che accompagneranno i missionari esterni nella visita alle famiglie, durante il 2° tempo della missione. Celebrazione comunitaria per dare inizio al “tempo della missione”: presentazione della missione a tutta la comunità praticante, consegna della preghiera; si può esporre in chiesa anche il logo con lo slogan; eventuale mandato ad animatori e catechisti dei centri di ascolto. Centri di ascolto della Parola di Dio in famiglie disponibili, a cui vengono invitate le persone che partecipano all’eucaristia domenicale. Animatori e catechisti dei centri saranno persone disponibili della comunità che si prepareranno con il parroco e con la missionaria. Questionari distinti per adulti e per giovani. Lettura e resoconto dei questionari. Cartelloni, striscioni e locandine. Iniziative da inventare, per poter incontrare più possibile i settori e le realtà della parrocchia. Ricerca dei centri di ascolto che si attiveranno durante la missione: catechisti saranno missionarie e missionari. Stand da attivare durante la missione anche a partire da alcuni giorni prima. 2° Tempo Missione con la presenza del gruppo della Compagnia Missionaria del S. Cuore: celebrazione di apertura e mandato ai missionari recital dei giovani o altre manifestazioni fuori dalla chiesa... visita alle famiglie centri di ascolto presenza allo stand celebrazioni, liturgie, incontri di preghiera incontri per tutti i gruppi veglia eucaristica assemblea conclusiva e mandato missionario alla comunità parrocchiale La missione continua... Venutisi a trovare insieme, gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?» Ma Egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». (Atti 1, 6-8)
villa s. giuseppe
 
La nostra casa Villa San Giuseppe, immersa nel verde e nella tranquillità, offre una serena accoglienza a chiunque: famiglie, adulti, giovani, anziani, diversamente abili ... e la possibilità di riposo, di svago, di occasioni per rinvigorire lo spirito e riscoprire valori umani e cristiani. Dista meno di un chilometro da Monguelfo e dalla strada statale della Val Pusteria, zona ricca di cultura e di tradizioni. VILLA SAN GIUSEPPE Casa per ferie Area vacanze Plan de Corones Via del Sole, 1 39035 Monguelfo-Tesido Telefono e fax: (0039) 0474 946006 Cell. (+39) 339 432 66 99 vedi sito nella sezione "Link"
pellegrinaggio in terra santa
 
Dal 15 al 22 agosto 2007 sono stato in pellegrinaggio in Terra Santa. E' stato un grande dono, inaspettato, che mi ha dato modo di poter toccare da vicino quanto e con passione andavo meditando nel mio cammino di fede. Era da tempo in cantiere questo pellegrinaggio, ma purtroppo col tempo appariva un sogno irrealizzabile. E invece, riconoscente a Dio e non solo..., ho avuto modo di percorrere, anche se in breve tempo, alcune strade e sostare in alcuni luoghi dove ha dimorato il Verbo di Dio, il Salvatore del mondo: Gesù Cristo. Non è facile riferire, e in poche parole, quanto quei luoghi, quelle strade, quei ruderi, quelle basiliche... abbiano segnato profondamente il mio animo. Posso solo dire che grande è stata la commozione, unita a un'enorme gioia e meraviglia. Nazaret, il Tabor, Cafarnao, il mare di Galilea, il monte delle Beatitudini, Cana, Betania, il fiume Giordano, Betlemme, il deserto di Giuda... Gerusalemme non sono più nomi di luoghi lontani, vaghi... ora fanno parte della mia esperienza di fede, una fede che non cercava ulteriori prove ma che, proprio per grazia, è stata confortata, illuminata, istruita maggiormente, perché quello che andavo meditando e sognando nella mente ha trovato ora un riscontro anche storico e geografico. Questi luoghi percorsi da Gesù, dove Gesù ha annunziato il Regno di Dio, ha toccato e guarito tanti malati e, soprattutto, dove ha offerto tutto se stesso per la salvezza dell'umanità, ebbene questi luoghi si sono manifestati anche ai miei occhi, li ho percorsi, in parte, anch'io, pur se in autobus. Ora, più di prima, posso comprendere meglio la Parola di salvezza che, mediante la Chiesa, Gesù fa giungere alle mie orecchie. Tanti aspetti che prima si annidavano nella mente, spesso come contenuti astratti, ora si manifestano in maniera più chiara ed hanno una collocazione nuova, concreta, reale, perché Gesù Cristo è il Dio della storia, è il Dio che si è annientato per essere in tutto come noi. Questa Terra Santa visitata mi ha, dunque, dato la possibilità di riscoprire le radici della mia fede; qui l'Amore di Dio per l'uomo si è fatto carne, qui l'Amore di Dio si è reso visibile, qui la tenerezza del Padre si è resa concreta in Gesù di Nazaret, che passando per le strade beneficava tutti, qui si scopre passo dopo passo il senso e la voglia di "essere nel mondo" testimoni di speranza, una speranza che non delude e che ha un solo nome: Gesù Cristo.
mal d’albania
 
Quando a me e al mio gruppo fu proposto di partecipare ad un campo in Albania ero molto entusiasta, pensavo a come sarebbe stato bello incontrare ragazzi e giovani albanesi, conoscerci e trascorrere con loro un po’ di tempo in allegria e spensieratezza. Il giorno della partenza si avvicinava e dubbi e incertezze si facevano spazio dentro di me. Perplessità circa la convivenza che mi aspettava con persone che non avevo mai visto (partirono con noi infatti altri ragazzi di Cosenza e Barletta e Napoli), circa la mia capacità di incontrare e di relazionarmi con il popolo albanese (a parte la diversa lingua) che tutti descrivono orgoglioso e diffidente. Era per me un’esperienza completamente nuova e quindi non avendo la minima idea di quello che mi aspettava le ansie furono vanificate dalle curiosità, aspettative e tante speranze. Una volta arrivata li tutto è cominciato e proseguito come una musica divertente, ritmata che mi teneva in continuo movimento senza farmi stancare.. ogni cosa, persona, luogo era sincronizzato, neanche una nota stonata. Senza accorgercene, con immensa naturalezza eravamo noi i musicisti, guidati dal migliore maestro d’orchestra…il Signore. I bambini sono stati meravigliosi,è vero tutti i bimbi lo sono, ma loro lo erano in un modo particolare. Erano poveri eppure spesso ci regalavano un cioccolatino, un giocattolino perché lo portassimo a casa per ricordarci di loro. Aspettavano con ansia il nostro arrivo, ogni mattino erano già li pronti, chissà da quanto tempo, ad accoglierci con i loro sorrisi stampati su quei visini magri ma dolcissimi. Neanche il tempo di scendere dal pulmino che ci accompagnava e subito Ardian mi chiamava per nome, Gentian mi stringeva la mano,Violza mi baciava,Violeta mi abbracciava…ognuno era speciale a suo modo. L’esperienza è stata arricchita da qualche pomeriggio in giro per conoscere meglio l’Albania, terra davvero ospitale. Tra le nostre visite, una in particolare è stata significativa per approfondire la conoscenza di uno dei regimi più orrendi della storia, il comunismo autarchico di Enver Hohxa che si accani per anni sui cattolici e su una popolazione che avrebbe meritato pace e democrazia e invece è stata percossa e ammazzata: la visita alle Clarisse di Scutari. Vivono nella palazzina della Sigurimi, la spietata polizia segreta comunista, dove la gente veniva torturata, dove vennero ammazzati vescovi, sacerdoti, suore, laici. Le Clarisse pregano perché quella violenza non si ripeta più. Ci hanno guidati nelle stanze delle torture, nelle celle dove i prigionieri morivano, dove vivevano le ultime ore prima di essere uccisi. L’unico pensiero che attraversava la mente ascoltando le loro parole era che non c’è amore e fede più grande di quanti hanno perso la vita per non aver voluto rinnegare Dio. Testimonianza di gran fede l’abbiamo avuta una domenica quando con padre Mario siamo andati a Rjoll, un villaggio di 12famiglie, in montagna. La strada per arrivarci era ardua ma ne è valsa la pena…un posto incontaminato, stupendo ma quello che più di tutto ci ha fatto riflettere è stato trovare poche donne e bambini che erano li da ore. Attendono due settimane per partecipare alla S.Messa, vivono nella estrema semplicità, lontano dalla città, senza alcuna comodità moderna eppure sono felici, lodano e ringraziano il Signore per quello che dona loro ogni giorno. Sicuramente ciò che ha contribuito a rendere quest’esperienza stupenda è stato poterla condividere con alcuni dei miei più cari ed intimi amici, amici da una vita, e altre persone conosciute in questo viaggio che si sono rivelate fin dal primo momento meravigliose e con le quali si è instaurato un rapporto di autentica amicizia. Chiunque fa un viaggio in Africa racconta di essersi ammalato del “mal d’Africa”, io vi posso assicurare di essere affetta dal “mal d’Albania”. La cura? Riuscire a trasmettere a tutte le persone che incontro tutta la ricchezza accumulata, attraverso la mia vita quotidiana.
piccole cose importanti
 
Dopo le esperienze di crescita vissute attraverso i campi ad Assisi e Torino, sulle orme di testimoni della fede e della carità, come San Francesco e Don Bosco, quest’ anno ci è stato proposto dalla nostra coordinatrice Lucia Capriotti un’esperienza di incontro e condivisione con bambini e giovani in Albania. Non è facile scrivere in poche righe quello che ha significato per me questo viaggio, ma i ricordi ancora vivi fanno sempre bene anche perché ti aiutano a crescere. Le sensazioni che mi hanno accompagnato inizialmente sono stato “entusiasmo” ma anche “preoccupazione”, inconsapevole di quello che quest’avventura mi avrebbe riservato! Appena entrato in contatto con il popolo albanese ed in particolare i bambini tutte le mie paure sono svanite, per la prima volta nella mia vita mi sono subito sentito a mio agio in un ambiente tanto lontano, tanto diverso dal nostro e che mi ha fatto crescere tantissimo. In particolare ciò che di più mi ha sorpreso è il fatto che si accontentassero per le semplici cose: bastavano delle coroncine di carta,dei palloncini colorati, una spugna piena d’acqua o ancora un semplice saluto, una carezza, per regalare loro un pizzico di felicità, un modo di vivere la vita del tutto diverso da quello che viviamo noi e che mi ha portato ad interrogarmi sulla consistenza della mia gioia troppo legata all’”esteriorità” ed all’”avere”. Durante i 10 giorni la mia voglia di fare è andata gradualmente aumentando: ho cercato di dare il meglio di me, mettendoci passione, entusiasmo, allegria, e bastava guardare i loro occhi, per capire che quello che stavo, o meglio, stavamo facendo era per loro un motivo di gioia. Durante questo soggiorno significative sono state le visite a luoghi importanti della città che ci ha ospitato, Scutari, uno tra questi :il Convento delle Suore Clarisse. Dopo dopo un breve incontro con il quale, attraverso le loro testimonianze, le suore hanno raccontato degli anni bui e pieni di orrore trascorsi a causa del Comunismo, abbiamo visitato all’ interno del convento stesso i luoghi dove i cattolici venivano imprigionati e torturati dai comunisti. Che cosa mi porto a casa di quest’ esperienza? Sicuramente l’esempio di generosità e di bontà dei ragazzi albanesi,i quali mi hanno aiutato ad comprendere meglio la lingua e la loro cultura. Custodirò per sempre nel cuore il sorriso e i piccoli gesti di attenzione da parte di quei bimbi dai nomi insoliti ma che ho imparato ad uno ad uno. Porto il senso del servizio grazie all’esempio di Padre Gianni,Padre Giuseppe,Padre Mario e Padre Antonio che non ci hanno fatto mancare nulla, permettendoci di vivere un esperienza unica ed indimenticabile, con la consapevolezza che l'aiuto più forte e più grande è arrivato dall'alto con la presenza viva di Gesù Cristo in mezzo a noi. Porto a casa il ricordo di questa terra così ricca di colori, con la sua gente caratterizzata da una forte spiritualità, sete di relazioni e quel desiderio di “essenzialità” che oggi noi tutti dovremmo riscoprire. Infine grazie a questa breve ma intensa esperienza ho avuto la possibilità di conoscere persone nuove che hanno accresciuto la mia Fede e che mi hanno premesso di affrontare al meglio quest’ avventura che ha segnato in maniera significativa il mio percorso personale.
grazie ai missionari
 
“Siamo andati per dare e abbiamo invece ricevuto”. Con questa frase potrei sintetizzare l’intera esperienza estiva in Albania, a Scutari e nel villaggio di Boric. Siamo partiti dall’Italia motivati a partecipare al campo estivo organizzato dai padri dehoniani, per dare allegria e compagnia ai bambini albanesi, per condividere l’esperienza con i giovani animatori albanesi offrendo la nostra collaborazione e il nostro supporto. Siamo invece tornati a casa più ricchi ed entusiasti ed abbiamo ricevuto più di quanto non abbiamo effettivamente dato. La gioia, la semplicità, l’umiltà dei bambini; la passione, la volontà e la tenacia dei padri, lo spirito di sacrificio e la dedizione delle suore, la voglia di rialzarsi dell’intero popolo albanese sono tutte cose che non dimenticheremo mai. Sono tutte testimonianze di vita che ci hanno dato una carica infinita e che abbiamo riportato nelle nostre vite, nelle nostra quotidianità. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal popolo albanese, un popolo con mille problemi ma con una grande dignità e mille risorse. Non è facile riprendersi da anni di così dura dittatura, ma l’impegno e la volontà soprattutto delle nuove generazioni può essere un importante aiuto. Tuttavia in alcuni tratti il popolo albanese è già simile all’Occidente, lo status symbol rappresentato dalle auto, dal telefonino, dall’abbigliamento sono purtroppo tutti segnali che evidenziano come l’Albania stia prendendo il peggio del nostro continente. Ritornando all’esperienza del campo personalmente ho potuto constatare con mano cosa significa avere fede e amore verso Gesù. Al ritorno dalla giornata mondiale della gioventù del 2005 ricordo di aver pensato molte volte all’impressionante numero di giovani che da tutto il mondo erano accorsi a Colonia per adorare il Signore. La mia fede uscì rafforzata da quella stupenda esperienza; erano stati i grandi numeri a farmi aprire gli occhi sulla bellezza e sull’attualità del messaggio di Gesù. Queste stesse emozioni le ho provate ora al ritorno dall’Albania, questa volta però non sono stati i grandi numeri ad impressionarmi ma la forza d’animo e la passione di un solo uomo, di pochi uomini. Mi sono spesso chiesto mentre ero là, cosa spinge, un uomo a 60 anni e più a decidere di lasciare l’Italia e recarsi in una terra sconosciuta, dove c’è diffidenza verso i cristiani, dov’è la lingua sembra essere un ostacolo insormontabile, dove non ci sono strade, strutture e nulla a cui siamo abituati qui da noi? Non sono state le numerose chiese costruite dai padri, le centinaia di persone evangelizzate e le intere famiglie a cui hanno dato un aiuto concreto a darmi la risposta, ma la serenità, la tranquillità e la gioia che sprizza da Padre Mario e da Padre Antonio, mi hanno fatto capire che questa è la strada giusta e il motivo di questa scelta. Per me la figura di Padre Mario, di Padre Antonio, di Padre Giuseppe, di Padre Gianni e delle suore sono testimonianze che Gesù è vivo e presente in mezzo a noi, è più vicino di quanto pensiamo e non ci abbandona mai. E ancora, guardare 10 fedeli attendere ore e ore nei monti l’arrivo di Padre Mario, dell’Eucarestia, mi fa riflettere sulla mia fede, sul mio essere cristiano. Spesso ci vantiamo di essere dei buoni cristiani, perché andiamo a Messa o perché ci comportiamo bene, ma dinanzi a queste cose non possiamo non rimanere sbigottiti. Porterò nel cuore l’Albania, il suo popolo e i tantissimi bambini (ti veniva voglia di prenderne un paio e portarli a casa con te) a cui credevo di dare ma da cui ho ricevuto tantissimo per la mia vita e il mio futuro. Un ringraziamento va a Lucia, all’associazione Guardare Lontano e ai padri Dehoniani che ci hanno scelti per fare questa esperienza. Con la gioia nel cuore,
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Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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