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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
danza….
 
♪ ♫Danza la vita al ritmo dello spirito, danza…danza al ritmo che c’è in te!!!!!♫ ♪ Molte sono state le canzoni di questa estate….ma questa, in assoluto, ha racchiuso tutte le mie emozioni, tutte le mie sensazioni….riascoltandola adesso…ora che sono ritornata a casa!!!!!! Quest’estate, io e i miei amici abbiamo deciso di trascorrere 10 giorni delle nostre uniche vacanze in modo alternativo, preferendo al mare un campo scuola con bambini e giovani, pensate un po’…in Albania!!!! Lucia da qualche anno ci aveva proposto questa alternativa, ed ecco che è arrivato il giorno della partenza…chi lo dimenticherà mai…!!!! Ero molto indecisa, poco entusiasta, dico la verità…non avevo voglio di andare, ero proiettata già sulle spiagge di qualsiasi località avremmo scelto quest’anno. Infatti nei giorni che precedevano la partenza ero in ansia; oltre alla poca voglia, non avevo idea in cosa consistesse un campo in Albania: sarei stata in grado di comunicare? Sarei stata all’altezza? Il viaggio di andata è passato abbastanza velocemente tra i mille interrogativi e le notizie confortanti che ci arrivavano tramite messaggi da Romina, Carmen e Luigi che erano partiti il giorno prima. L’arrivo a Durazzo non è stato molto piacevole per la presenza di mendicanti e il degrado del porto, ma non appena vedemmo i padri e salimmo sul loro mitico pullmino, incominciammo a rilassarci e soprattutto a ridere!!!!! Nel tragitto per arrivare a Scutari, mi resi conto che, fondamentalmente, l’Albania non è poi così diversa da Napoli; il paesaggio è molto simile a quello italiano, e gli albanesi si sono dimostrati calorosi e disponibili come noi napoletani. Sin dal primo giorno si è creata un’affinità speciale non solo tra noi che ci conoscevamo, ma anche con gli altri ragazzi italiani con cui condividevamo l’esperienza: Alessandro, Antonio, Giuseppe e Emilia…seppure venissimo da città diverse, siamo riusciti ad amalgamarci e creare una squadra molto affiatata. Ognuno di noi aveva un ruolo fondamentale nel gruppo, ognuno aveva il proprio compito: sembravamo degli ingranaggi di un perfetto orologio svizzero. In più ci siamo divertiti tantissimo a ballare e a cantare tutti quei bans e quelle canzoni, soprattutto in albanese!!!!!! Fondamentali sono stati i padri Gianni e Giuseppe, che con la loro semplicità, spontaneità e simpatia, mi hanno fatto sentire a casa!!!! A loro va un grazie particolare, perché mi hanno permesso di conoscere una realtà diversa dalla nostra, portandoci a visitare i luoghi devastati ancora oggi, dopo 18 anni, dall’assurdo comunismo, e di farmi apprezzare l’Albania e gli albanesi, abbattendo i pregiudizi che mi ero creata. Un altro grazie lo devo a padre Mario e padre Antonio, missionari lì in Albania. Sono stati l’esempio lampante dell’amore di Gesù Cristo, per tutto il lavoro che svolgono e che continueranno a svolgere…per tutto ciò che hanno costruito in questi anni…per la loro vita spesa e sacrificata per questo popolo. In più a padre Mario va il mio grazie per la bellissima esperienza a Rioll; lì ho potuto costatare la vera fede cristiana, un po’ lontana dalla mia. Non può non mancare un ringraziamento a Lucia, per il lavoro che svolge con noi “Amici di San Gerardo”, invogliandoci e proponendoci queste esperienze alternative; la sua presenza è di fondamentale importanza nella mia formazione e nella mia vita. Un’ altro grazie è per i ragazzi: Marcello, Elena, Giuseppe, Romina, Luigi, Carmen, Gerardo, Giuseppe Pezzi, Vito, Emilia, Antonio e Alessandro…grazie mille per la splendida compagnia, per le mille risate, per la vostra amicizia, per la spensieratezza che mi avete regalato!!!!! Infine il grazie più importante va al Signore…..grazie Signore…..come sempre….non Ti smentisci mai!!!!!!!!
volgeranno lo sguardo...
 
L'anelito di Gesù: "Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini eppure dalla maggior parte di essi e spesso anche dai suoi prediletti non riceve che freddezze, indifferenza e ingratitudine..." ... ci interpella costantemente.... - E' necessario guardare di continuo il Crocifisso ed avere un confronto costante con la Scrittura per scoprire il grande AMORE manifestato da Dio Padre in Gesù e per imparare, a nostra volta, a corrispondere, senza "ma" e senza "se", incondizionatamente a Cristo che ha dato tutto se stesso. Qualche passo della Scrittura che ci pone in atteggiamento di riflessione: * 1. "Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto..." (Gv 19, 37); * 2. "Quando sarò innalzato da terra attirerò tutti a me" (Gv 12, 32); * 3. "Io sono il Buon Pastore. Il Buon Pastore offre la vita per le pecore..." (Gv 10, 11).
consacrazione a maria
 
O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, la Compagnia Missionaria del S. Cuore si consacra oggi a te, perchè tu abbia a regnare nella nostra famiglia con la tua protezione materna e con il tuo spirito modello di ogni virtù. Degnati di prendere pieno possesso di questa famiglia che vuole essere il piccolo regno del Tuo cuore e del Cuore di Gesù. Amen
come a betania
 
Dopo la mia ordinazione sacerdotale, i superiori della mia Congregazione mi incaricarono di diffondere la devozione al S. Cuore di Gesù, come l'aveva praticata e insegnata ai suoi figli spirituali, i Sacerdoti del S. Cuore, il venerato p. Dehon. Eravamo alla fine della seconda guerra mondiale ed era forte la sete di spiritualità; ho potuto così avere contatto con molti sacerdoti, con adulti e con giovani. Alcune ragazze mi comunicarono la volontà di una donazione più piena al Signore: all'inizio ho cercato di indirizzarle all'una o all'altra congregazione feminile che conoscevo; ma altre ragazze, che mi accompagnavano nei vari incontri, espressero il desiderio di rimanere nel cammino della stessa spiritualità a cui avevano già aderito: come a Betania, in atteggiamento di ascolto, nell'amore e nel servizio di Dio e dei fratelli. Così ha avuto inizio la Compagnia Missionaria del S. Cuore di Gesù, la notte di Natale del 1957
nate con gesù a natale
 
La giornata tanto attesa finalmente è arrivata. Sembrava che questi giorni non passassero più tanto era il nostro desiderio di vedere spuntare l’alba del 24.12.57. Incominciano a farsi sentire i primi squilli di campanello: ognuna di noi va a gara per correre ad aprire la porta alle nostre sorelle esterne che con noi oggi faranno una giornata di ritiro in preparazione alla funzione di accettazione nella Compagnia... ...alle 8,30 ci si ritrova in Cappella. Il Padre, dopo aver proceduto alla benedizione dell’Altare e di tutti gli oggetti sacri, si accinge a celebrare la S.Messa. Non si può dire che cosa provavano i nostri cuori in quel momento. La prima S.Messa celebrata nella nostra casa, la S.Messa che ci avrebbe permesso di avere sempre Gesù in mezzo a noi! Non potevano sgorgare dai nostri cuori che sentimenti di viva riconoscenza per la grazia che il Signore in quel momento ci faceva, per tutte le grazie che ci aveva fatto preferendoci a tante altre ben più buone di noi. Questi sentimenti sono stati gli stessi che il Padre ci ha proposto alla nostra prima meditazione, all’inizio del ritiro... ...il Padre ci ha comunicato, con nostra grande gioia che la Direttrice della Compagnia Missionaria del S.Cuore, sarà in perpetuo la Madonna. Costituita dalla sapienza Divina la Direttrice di Gesù è giusto che sia anche la Direttrice delle anime che compongono la nuova famiglia di Gesù. Ciò detto il Padre ha consacrato solennemente il primo nucleo della Compagnia Missionaria alla Madonna... ...Per esprimere in concreto la nostra dipendenza dalla Madonna, le lasceremo oggi e sempre il primo posto nella nostra comunità: in Cappella, nel laboratorio, in refettorio, in dormitorio etc… La sua immagine oppure un piccolo mazzo di fiori ci richiamerà la sua presenza e a Lei porteremo tutti i nostri problemi, tutte le nostre ansietà, tutte le nostre pene e da Lei ci attenderemo la soluzione, la guida e il conforto. La S.Messa di mezzanotte ha inizio mentre una profonda commozione pervade i nostri cuori: con Gesù anche noi stiamo nascendo ad una nuova vita. In quel momento più niente ci è sembrato aver importanza; nessuna distrazione venne in quel momento a distoglierci da questa realtà: stavamo per promettere a Gesù in forma solenne che per la vita e per la morte saremmo state sue. Dopo la S.Messa viene esposto il SS. Sacramento ed ha così inizio la funzione circa la nostra prima accettazione nella Compagnia Missionaria del Sacro Cuore... ...Questa notte non siamo riuscite a trattenere in noi la gioia per il grande beneficio che il Signore ci ha fatto, non siamo riuscite a coricarci subito e tanto meno chiudere quei benedetti occhi. Sentivamo tanto amore per Gesù nelle nostre anime!
intervista per l'80° compleanno
 
Bologna, 15 novembre 1999 Rivolgere lo sguardo al passato, per riconoscere nella storia l’agire di Dio, è sempre motivo di gratitudine e alimento della speranza, per questo abbiamo chiesto a p. Albino di offrirci brevemente qualche ricordo della sua vita, soprattutto riguardante la sua famiglia e la sua vocazione. La famiglia e la vocazione «Sono nato a Caldogno – racconta – in provincia di Vicenza, da una famiglia povera, molto povera. Mio padre, Giovanni, lavorava i campi, ma il sabato e la domenica faceva il barbiere; la mamma, Maria, era semplicemente casalinga e, nella sua povertà, aveva da offrire una gran ricchezza alla famiglia: il suo grande affetto. Ebbero tre figli: Angelo, Gemma e io, ma dopo il primo la mamma aveva avuto due aborti spontanei, chissà… forse dovuti alla fatica e agli stenti. Andavo alla scuola elementare e riuscivo bene, per questo qualcuno cominciò a chiedermi se volevo farmi prete: l’unica possibilità di studiare, allora, era andare in seminario; ma io mi arrabbiavo molto, quando mi facevano questa domanda. Una sera, però, quando frequentavo la quarta classe, presi in mano le Letture Cattoliche di D. Bosco. Non so di chi fosse quel libro e come lo avessi avuto. In seguito l’ho cercato spesso e non sono più riuscito a trovarlo, ma rivedo ancora com’era fatto. In quell’opera lessi la storia di un missionario, che era andato in Cina ed era morto martire, decapitato. Ho presente l’immagine che lo raffigurava in piedi, sul parapetto della nave, mentre guardava lontano… Anziché spaventarmi e confermarmi nel rifiuto di farmi prete, quella lettura fece sorgere in me un grande desiderio. Piansi quella sera e mi dissi: “Domani vado a farmi prete”. Andai dal parroco, che mi chiese: “Che classe fai?”. “La quarta”, risposi. “Finisci la quinta - concluse - e poi ne riparliamo”. Alla scuola apostolica Terminata la scuola, l’anno successivo, fu il parroco a chiedermi: “Vuoi ancora farti prete?”. Risposi di sì e lui mi accompagnò alla scuola apostolica dei Sacerdoti del Sacro Cuore, ad Albino, in provincia di Bergamo, perché pochi giorni prima aveva ricevuto un foglietto, diffuso per far conoscere questa scuola. I miei genitori non avrebbero potuto pagare la retta del seminario diocesano. Anche ad Albino chiesero una retta, ma mio padre disse che, se questa era la condizione, avrebbe dovuto portarmi a casa. Fui accettato ugualmente. Certo la scelta di Albino fu per me molto dura: la mia casa distava 170 km; troppo. La nostalgia della famiglia mi fece piangere per molte notti. In cinque anni, venne a trovarmi una volta il papà e una volta la mamma, mentre i ragazzi bergamaschi ricevevano le visite dei parenti, con relativi pacchetti, ogni quindici giorni. Potei tornare a casa, la prima volta, in vacanza, dopo quattro anni. Ero arrivato alla scuola apostolica in ottobre; il 25 marzo successivo, festa dell’Annunciazione, feci la vestizione; eravamo in tanti, tanti bambini vestiti da prete. Ci creava non poca fatica, fisica e psicologica, quell’abito. Religioso del Sacro Cuore Dopo il ginnasio, andai ad Albisola Superiore (SV), per il noviziato, durante il quale si interrompeva la scuola: si era impegnati unicamente nella formazione spirituale. Dopo i primi voti, emessi il 29 settembre 1937, iniziai il liceo: il primo anno a Spotorno (SV), gli altri due a Oropa (NO). Si era in montagna; faceva molto freddo e noi eravamo senza riscaldamento. Si desiderava andare al santuario della Madonna per scaldarci. Terminato il liceo venni allo studentato, qui a Bologna, per lo studio della teologia, ma dovemmo sfollare a Castiglione dei Pepoli, sull’Appennino, a causa della guerra. Dopo tre anni fui ordinato sacerdote, il 25 giugno 1944, dal Cardinale Nasalli Rocca, nella vecchia chiesina del Suffragio, qui a Bologna, ma la mia famiglia non poté essere presente. Dopo tre giorni la raggiunsi io e celebrai la prima messa a Caldogno. Il treno che mi portò a casa fu l’ultimo che riuscì a passare. Fu bombardata la linea ferroviaria. Il quarto anno di teologia l’ho trascorso in famiglia, studiando sui libri del parroco. Erano stati anni difficili: c’era poco da mangiare a Castiglione, per giovani che avevano sempre un buon appetito. Quando arrivai a casa, la mamma mi disse che ero diventato trasparente. L’Apostolato della Riparazione Tornato a Bologna, al termine della guerra, il superiore mi chiese se volevo fare il professore allo studentato o dedicarmi all’apostolato; era questo il mio desiderio. Mi nominò, dunque, direttore dell’Apostolato della Riparazione, un’associazione che diffondeva la spiritualità del S. Cuore, nella forma che p. Dehon aveva consegnato alla sua congregazione: vita d’amore e di riparazione per l’avvento del Regno del Cuore di Gesù nelle anime e nelle società. Furono anni bellissimi, di grandi soddisfazioni. Insieme con p. Moro, che seguiva gli Amici di Gesù, associazione di bambini che vivevano la stessa spiritualità, ho girato l’Italia, per diffondere l’associazione, formarne i membri, predicare gli esercizi spirituali. La Compagnia Missionaria Tra le giovani iscritte all’Apostolato della Riparazione, alcune volevano consacrarsi totalmente al Signore e io indicavo loro gli istituti dedicati al S. Cuore, ma finalmente, a Cesuna (VI), durante un corso di esercizi, con un piccolo gruppo di giovani che desideravano la vita di consacrazione, decidemmo di dare inizio ad una nuova realtà. Fu quello il primo passo verso la Compagnia Missionaria. Pensammo di aprire una casa per esercizi e dedicarci a quel servizio; dopo aver cercato in diverse diocesi, finalmente trovammo una casa a Padova con l’approvazione del vescovo, ma mentre ero in viaggio per andare a comprarla, abbi un grave incidente e il progetto svanì. La Compagnia Missionaria nacque così a Bologna, e le missionarie si dedicarono ad altre attività. A Natale compie quarantadue anni ed è ormai diffusa in tre continenti”. Guardare lontano Una vita intensa, quella di p. Albino, dedicata al Signore fin dall’infanzia, offerta con grande dinamismo a servizio del Regno, con quella carica d’amore che sgorga dal Cuore di Cristo. Né il distacco e la lontananza dalla famiglia, né la disciplina e le esigenze della vita di seminario, né l’ingombrante talare indossata da bambino, né le ristrettezze e le tribolazioni causate dalla guerra e nessuna delle contrarietà della vita gli hanno impedito di seguire il Signore e vivere il suo progetto. All’omelia della messa del suo compleanno ci ha chiesto che lo aiutassimo a gridare a Dio il suo grazie, per tutto ciò che Egli ha compiuto nella sua vita. Quasi mai si ferma a ricordare fatti o persone che gli hanno creato problema, mentre continua a spendersi per il Regno di Dio, con grande impegno e fiducia, soprattutto accompagnando il cammino e la crescita della Compagnia Missionaria, senza timore di affrontare ancora lunghi viaggi e di esercitarsi a parlare in diverse lingue e adattarsi a diversi costumi. Gli ottant’anni di p. Albino ci parlano di una indomita speranza radicata nell’amore del Cuore di Cristo e in una profonda fiducia nella sua misericordia. Espressione di questa speranza è il motto che ha sempre avuto caro e ha voluto consegnare alla Compagnia Missionaria: Guardare lontano. In esso scopriamo la fedeltà di p. Albino alla sua vocazione, a quel progetto di Dio che per la prima volta gli si rivelò attraverso la storia e l’immagine di un missionario che, lasciando la sua terra, guardava lontano, proteso verso i traguardi sconfinati dell’amore che non ha età.
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Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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