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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
più di quattro anni a monguelfo
 
E’ sempre vitale fermarsi per cogliere, col il trascorrere del tempo, cosa abbiamo ricevuto in dono; quali segni sono rimasti lungo il cammino; quali appelli cogliamo; quali prospettive si aprono… Mi piace sostare un poco, quando posso, per rileggere a grandi linee il nostro vissuto qui a Villa San Giuseppe – Monguelfo in questi quattro anni e mezzo che abbiamo già trascorso qui dal nostro arrivo all’inizio di ottobre 2006. Anzitutto emerge con forza un sentimento di gratitudine profonda verso il Dio-Amore che ci ha offerto la possibilità di accettare la proposta di gestire appunto Villa San Giuseppe. Superati i timori iniziali, oggi, con la prova dell’esperienza vissuta, ci appare con evidenza solare tutta la validità della scelta fatta. Il luogo è incantevole, circondato da un ampio abbraccio delle belle montagne circostanti, ricoperto dal verde manto dei prati e dei boschi che caratterizzano la Val Pusteria, impregnato di spiritualità (quasi cento anni di vita contemplativa) e di pace . Col passare del tempo abbiamo visto incrementarsi in un crescendo costante la partecipazione degli ospiti che manifestano un duplice impegno: il loro ritorno, anche in periodi diversi dell’anno, e l’incremento di nuove presenze, grazie anche al loro “passa parola” agli amici e conoscenti. Stiamo assistendo anche ad un notevole aumento di gruppi che chiedono accoglienza. Si tratta di gruppi di volontariato, sportivi, d’impegno sociale, gruppi di disabili, gruppi parrocchiali, di preghiera, campi scuola, gruppi con finalità turistica come le donne di Brugherio che vengono da diversi anni e con itinerari che vanno anche oltre confine. Siamo contente quando la nostra Casa per ferie viene utilizzata anche per iniziative, incontri, corsi che riguardano la nostra vita CM e quindi voluti e organizzati dall’Istituto stesso. Anche questa partecipazione CM è un modo per sentire più ”nostra” questa Casa nel senso che ci offre la possibilità di vivere insieme esperienze che ci aiutano a crescere insieme. La gente del luogo ci vuole bene Il contesto esterno, ambientale, dove ci troviamo immerse, rispetto agli inizi, si sta rivelando accogliente. Sentiamo che la gente ci vuole bene, s’interessa di noi, della Casa…e la frequentano volentieri anche per un breve incontro, un caffè o un buon bicchiere di vino. Naturalmente bisogna tenere conto che qui domina la lingua tedesca. E sappiamo che dietro ogni lingua diversa dalla nostra, c’è anche una cultura diversa, una storia diversa, un modo di sentire e rivelarsi diverso che a volte non è facile comprendere fino in fondo. Comunque sia con gli ospiti che con gli abitanti del luogo, sentiamo importante porci in un atteggiamento costante fatto di semplicità, accoglienza, servizio. E questo favorisce un clima familiare, spontaneo dove ognuno: bambino, giovane, adulto, anziano o diversamente abile che sia, si sente accolto così com’è e con quanto sta vivendo e soffrendo in quel momento della sua vita. Possiamo davvero affermare che su questo colle abbiamo vissuto e viviamo tante belle esperienze con persone che, con le loro storie variegate, con le loro aspirazioni, problemi, hanno bisogno di incontrare qualcuno/a con cui condividere quanto di bello, di vero, di buono, di faticoso si portano nel cuore. Ci è di forza e di stimolo il metterci ogni giorno, con umiltà e amore, al servizio dei nostri ospiti, cercando di donare al momento opportuno anche quella Parola che può illuminare, consolare, nutrire la vita di ciascuno. E’ con questo stile incarnato che cerchiamo di rispondere alla nostra missione di laiche consacrate che consiste nel “vivificare con la forza del Vangelo, nello spirito che ci è proprio, l’ambiente in cui viviamo, perché ogni persona ritrovi se stessa in Cristo”(Stat.n.13). [img2bdx] Un grazie che per noi è impegno Il lavoro è tanto e l’impegno richiesto è notevole ogni giorno. Ma ci dà molta forza la grazia che attingiamo al Cuore di Cristo e anche il constatare che gli ospiti sono contenti, si trovano bene, si sentono a loro agio…E spesso ci esprimono con vivacità la loro gratitudine gioiosa. Riportiamo a questo proposito due messaggi che esprimono gratitudine e incoraggiamento. Il primo viene dal Brasile, da una suora missionaria che ha trascorso un periodo di riposo qui da noi insieme ai suoi cari: Carissima Fiora e tutte voi, sono a Manaus, nell’Amazzonia Brasiliana da tre giorni e mi sono ricordata (ma non solo adesso…) di avervi promesso una cartolina, però mi sono accorta di non avere il vostro indirizzo postale completo. Voglio esprimervi, ancora una volta, la mia gratitudine per ciò che siete e avete fatto per me e continuate a fare per Mariarosa e Nino. Prego il Signore per ciascuna di voi e in particolare per te, Fiora, perché possiate continuare questa bella missione di generosa accoglienza che è testimonianza viva dell’immenso e gratuito Amore di Dio per ogni sua creatura. Con grande affetto. Suor Valeria. L’altro messaggio è di un nostra caro fratello dehoniano che più volte è stato qui da noi anche prestando il suo servizio sacerdotale. Così ci scrive: “Carissima Fiora, un sentito e doveroso ringraziamento per la vostra fraterna ospitalità. Grazie dei due passaggi alla stazione di Monguelfo… La vostra presenza è il valore aggiunto di Villa San Giuseppe. Lo si sente e lo si percepisce. Non da me previsto, con la festa dell’Assunta, ho avuto la fortuna di vivere un momento estivo importante della vostra Casa. Il Signore vi conservi e vi protegga a lungo. P. Angelo Arrighini scj. Queste manifestazioni di gratitudine sono per noi uno stimolo a crescere dal di dentro del nostro essere CM per un servizio sempre più adeguato e che non si fermi solo al corpo, ma interpelli anche le profondità dello spirito dei nostri ospiti in ordine ad una vita vissuta in pienezza sia a livello umano che evangelico. Lavoriamo “guardando lontano” La motivazione di fondo che fa da motore al nostro servizio è la dimensione missionaria. Il ricavato del nostro lavoro qui a Villa San Giuseppe ha come finalità quella di sostenere la nostra presenza e missione nei Paesi dove siamo presenti: Indonesia, Africa, America Latina, Portogallo, Italia. Una presenza e azione che comporta animazione, formazione, progetti di promozione e di volontariato internazionale, viaggi…Cerchiamo di far conoscere ai nostri ospiti, anche con iniziative concrete, questa dimensione missionaria. Solitamente essi si rivelano sensibili alla solidarietà e si lasciano coinvolgere anche nell’animazione stessa. Si vivono insieme, infatti, momenti belli a questo riguardo soprattutto a metà luglio, al Ferragosto e a Capodanno, organizzando lotterie e vendita di oggetti “missionari”. E’ commovente vedere l’impegno e l’entusiasmo di tanti ospiti, uomini e donne, per allestire tali vendite e ottenere introiti. Sono anche queste occasioni non solo per racimolare aiuti per chi ha meno di noi, ma anche per allargare i nostri orizzonti, a volte troppo limitati alle nostre esigenze, e per cogliere che l’impegno ad essere missionari, cioè portatori della”vita buona che è il Vangelo”, si radica nel nostro battesimo, nel nostro essere e diventare cristiani nel quotidiano. Infine, una speranza e un appello. Dato che Villa San Giuseppe è dotata anche di ambienti che si prestano per organizzare e vivere tempi di preghiera, di formazione, di animazione…ci piacerebbe che la nostra Casa venisse più usata anche da parte della CM per questa bella finalità. [img3bcx]
la parola di dio nelle missioni popolari
 
Lo Statuto della Compagnia Missionaria, nel capitolo che presenta la missione e le sue varie espressioni, parla anche dell’«annuncio della Parola di Dio mediante catechesi, incontri di carattere formativo e di spiritualità, corsi di missioni parrocchiali» (St 16). La prima esperienza di missione parrocchiale, animata da un gruppo di missionarie con il fondatore p. Elegante, risale al maggio 1966. Da allora, numerose missionarie hanno partecipato a questa attività; anche p. Elegante ha continuato per anni a svolgerla intensamente, poi saltuariamente, per sopravvenuti impegni. In questi anni, il servizio di evangelizzazione è stato svolto, in massima parte, nella forma delle missioni popolari, ma non mancano altre espressioni: settimane bibliche e vocazionali, esercizi spirituali al popolo, tridui e novene; tutto questo è stato un grande dono anche per la nostra Famiglia, oltre che per le comunità in cui abbiamo operato. Il servizio di evangelizzazione itinerante è sempre stato un dono soprattutto perché impegna le missionarie in un cammino di comunione con le comunità in cui sono chiamate a operare, di ascolto della realtà ecclesiale e sociale in fermento e in continuo cambiamento, di attenzione a offrire ciò che realmente la chiesa del dopo-concilio attende e ciò di cui la società del post-moderno ha bisogno. Si è trattato e si tratta di camminare con la gente, di farsi compagne di strada offrendo, nei modi più adatti, quella ricchezza di cui il mondo ha fame e sete, senza averne consapevolezza. La ricchezza che abbiamo sempre considerato indispensabile condividere con la gente è la Parola di Dio. Anche negli anni ‘60-‘70, fino a metà degli anni ’80, quando spesso, da parte dei vari gruppi anche ecclesiali, ci si chiedeva di trattare problemi di carattere sociale, psicologico, politico, magari “usando marginalmente” la Parola di Dio per sostenere la propria ragione, da una parte e dall’altra, abbiamo sempre mantenuto fede alla centralità della Parola. Nella faticosa ed entusiasmante ricerca di metodi adatti, abbiamo sempre ricordato che è la povertà e la debolezza dell’annuncio che offre luce ai problemi umani, sociali ed ecclesiali, che tocca le coscienze e trasforma la vita, che converte i singoli e germina società nuove, che compone le contese e costruisce la pace. Dopo queste premesse di carattere generale, possiamo considerare alcuni aspetti specifici del nostro metodo di evangelizzazione, che comunque, in questi anni è andato modificandosi. • Nella visita alle famiglie: quasi sempre, quando la parrocchia accetta la proposta, offriamo alle famiglie il Vangelo; naturalmente, là dove è possibile e nel momento che sembra, di volta in volta, opportuno, durante l’incontro con la famiglia, si proclama la Parola, cui segue un eventuale commento e preghiera insieme. • Nella liturgia: l’omelia è sempre direttamente attinente alla Parola del giorno[img2bdx] • Nelle altre forme di preghiera: nell’adorazione eucaristica o della croce, nella via crucis, nelle processioni, è dalla proclamazione e dall’ascolto contemplato della Parola che scaturisce la preghiera personale e comunitaria • Nei centri di ascolto della Parola di Dio: fino a qualche anno fa, la Parola proclamata era il punto di partenza per le varie catechesi sul battesimo, sulla riconciliazione, sull’eucaristia; oggi proponiamo la lectio divina • Negli incontri di categorie (ragazzi, coppie, anziani, vari gruppi parrocchiali…): anche in questi casi la catechesi sui diversi argomenti, attinenti allo stato di vita o agli impegni dei gruppi, prendeva sempre spunto dalla proclamazione della Parola In questi ultimi anni, osservando anche le esperienze di altri gruppi di evangelizzazione e ascoltando sempre più attentamente la realtà socio-ecclesiale, abbiamo dovuto considerare come la catechesi è, molto spesso, uno stadio troppo avanzato per la gran parte della gente che incontriamo, anche per persone credenti e praticanti. La catechesi presuppone l’annuncio. E purtroppo l’annuncio è carente, ancora, dopo più di 40 dal concilio. La nostra gente, credente o meno, praticante o meno, ha spesso una certa conoscenza di regole morali cristiane, a volte piuttosto confuse, ma nella maggioranza non ha fatto esperienza di ascolto profondo della Parola, mentre è Gesù, Verbo del Padre, che conquista le menti e le coscienze, che conforta, che illumina, che alimenta e disseta i cuori sfiduciati e inariditi. È l’ascolto della Parola che rivela l’amore misericordioso, sorprendente, di Dio trinità, che ama l’umanità fino all’estremo dono di sé. È la Parola che permette la contemplazione dell’Amore Crocifisso e lo rivela come unica gioia e vera vita. Abbiamo, dunque, cominciato a offrire, nei centri di ascolto, la lectio divina, anziché la catechesi, scegliendo, soprattutto, i brani evangelici che presentano incontri di persone con Gesù; questi permettono di “entrare” più facilmente nell’esperienza che narrano, di immedesimarsi con il personaggio o i personaggi che fanno esperienza dell’amore di Dio in Gesù. I centri di ascolto, in genere, sono composti da un numero limitato di partecipanti, ma anche quando sono piuttosto numerosi, l’ascolto della lettura meditata è sempre molto attento, in un profondo clima di preghiera, dopo aver invocato il dono dello Spirito. Il momento più commovente, però, risulta quasi sempre quello della condivisione: la partecipazione cambia da gruppo a gruppo, ma si fa esperienza di come la Parola susciti stupore, incontro con Dio, desiderio di verifica e di maggiore adesione all’amore che si riceve; come la Parola illumini e consoli; come, anche, apra all’accoglienza e alla riconciliazione. Spesso, coloro che hanno partecipato la prima sera, sentono l’impegno di condividere con altri l’esperienza vissuta, anche se non è facile, e di fatto non sempre si riesce, e fare in modo che altri partecipino. Di solito, comunque, sono proprio quelli che frequentano poco la chiesa o addirittura non hanno fede, che vivono l’esperienza della lectio con sorprendente profitto. Anche per i più fedeli praticanti la lectio divina è un metodo di incontro con la Parola poco conosciuto, ma molto efficace. [img3bcx] La missione popolare, perché abbia un minimo di efficacia, cioè sia il primo passo per un cammino rinnovato, necessita di un’adeguata preparazione, che riguarda diversi aspetti: la conoscenza della realtà parrocchiale e della realtà sociale da parte del gruppo missionario; l’organizzazione tecnica dell’iniziativa missionaria; la preparazione del “terreno” perché possa ricevere l’annuncio (avvisare e sensibilizzare le famiglie e le singole persone); sensibilizzazione della comunità alla preghiera per la missione. L’aspetto fondamentale della preparazione concerne la formazione dei laici impegnati, cioè di quelli che si rendono disponibili ad essere evangelizzatori, insieme con l’équipe missionaria: sono questi che poi resteranno come evangelizzatori permanenti della comunità, insieme a quelli che, eventualmente, l’esperienza della missione suscita. Questi evangelizzatori collaborano con l’équipe missionaria a visitare le famiglie e, a volte, a tenere i centri di ascolto. Altri collaboratori semplicemente accompagnano i missionari oppure si limitano a sensibilizzare in precedenza le famiglie, perché accolgano la visita delle missionarie… Questi collaboratori, qualunque sia il loro impegno concreto, fanno un cammino di formazione con la missionaria che segue la preparazione della missione. Il cammino formativo è sempre incentrato sull’ascolto meditato, contemplato e pregato della Parola di Dio. L’esperienza della lectio divina è offerta anzitutto a questi collaboratori. Possiamo testimoniare quanto essa risulti feconda. L’incontro diretto con la Parola di Dio, in gruppo, con la guida della missionaria, risulta molto efficace anche nei gruppi giovanili, che poi, spesso, continuano l’esperienza dopo la missione. Non sono poche le persone, uomini e donne, che si appassionano alla lettura della Parola e continuano anche da soli. Soprattutto imparano a pregare con la Parola. Nella maggior parte delle parrocchie che hanno vissuto la missione, i centri di ascolto della Parola continuano a ritrovarsi in Avvento e Quaresima, avendo per guida quei laici che avevano vissuto in prima persona l’esperienza dell’evangelizzazione.
benedizione
 
Carissimi, un caro saluto di benedizione! l’anno scorso come CM ci ha accompagnato la riflessione sul tema della riconciliazione. Abbiamo sentito la necessità di riconciliarci, non solo con Dio, ma anche tra noi, riconciliaci con la nostra storia, sia personale che di Istituto. C’è stato l’impegno di tutti i membri CM e non sono mancate occasioni per vivere momenti celebrativi. Quest’anno ci stiamo impegnando a vivere l’anno della benedizione. In un cuore riconciliato nascono parole di benedizione. Desideriamo benedire Dio per tutti i benefici che ogni giorno ci mette sul nostro cammino; invocare la benedizione su di noi e su chi ci sta accanto, sulle persone con cui ci relazioniamo, che conosciamo o che incrociamo casualmente sul nostro cammino. Nel libro della Genesi così si legge: Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione”. (Gen.12,2). Anche noi, come Abramo desideriamo essere gli uni per gli altri fonte di benedizione. Questo ci impegna non solo ad essere benedizione per gli altri ma anche a riconoscere l’altro come colui che è benedizione per me. Credo che in questa ottica possiamo migliorare le nostre relazioni, la maniera di trattarci. In questo spirito riusciremo a guardarci con occhi novi, capaci di scoprire l’impronta di Dio in chi ci sta accanto. Auguro a tutti di poter essere questo segno della benevolenza di Dio. Ci viene in aiuto anche il tempo santo della Quaresima, tempo in cui siamo chiamati a prendere seriamente il cammino di conversione, purificare il nostro sguardo e non lasciarci guidare da pregiudizi ma guardarci come ci sta guardando Dio. Ci viene in aiuto il Papa attraverso il messaggio per la quaresima di quest’anno: “Per intraprendere seriamente il cammino verso la Pasqua e prepararci a celebrare la Risurrezione del Signore - la festa più gioiosa e solenne di tutto l’Anno liturgico - che cosa può esserci di più adatto che lasciarci condurre dalla Parola di Dio? Per questo la Chiesa, nei testi evangelici delle domeniche di Quaresima, ci guida ad un incontro particolarmente intenso con il Signore, facendoci ripercorrere le tappe del cammino dell’iniziazione cristiana: per i catecumeni, nella prospettiva di ricevere il Sacramento della rinascita, per chi è battezzato, in vista di nuovi e decisivi passi nella sequela di Cristo e nel dono più pieno a Lui. (n.2 messaggio Quaresima 2011 Benedetto XVI). E’ l’augurio che faccio a me e a ciascuno, di poter fare “decisivi passi nella sequela…” sequela che passa attraverso il cammino dell’incarnazione, vissuta nella quotidianità nei luoghi di sempre, ma con rinnovato impegno a scorgere e seminare la presenza del Risorto. Con l’impegno di “benedire” e con passi decisivi incamminiamoci verso la Pasqua e con Gesù, nella cena inchiniamoci per la lavanda dei piedi; al calvario, volgiamo lo sguardo al Trafitto…; e con le donne prepariamo gli oli e con loro andiamo alla tomba vuota e accogliamo l’annuncio: “non è qui è risorto!”. Vi benedica il Signore e vi protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di voi e vi sia propizio. Il Signore rivolga su di voi il suo volto e vi conceda pace.
dal mozambico
 
Carissimo P. Albino, come stai? Ti penso e spero bene nonostante le fatiche e gli acciacchi dell’età. Abbiamo avuto la presenza di Anna Maria ed abbiamo avuto un buon corso di esercizi spirituali. Abbiamo lavorato bene insieme e dobbiamo ringraziare il Signore che ci accompagna con la sua benedizione. Qui stiamo bene. Abbiamo quest’anno 7 giovani: 3 in Orientamento – Dalaina, Natalia e Laina; 4 in accompagnamento – Anarita, Adelaide, Isabel, Lurdes. Abbiamo diviso i compiti ed ora quelle in orientamento vivono insieme a me e a Gabriela nella nostra abitazione CM. Le ragazze in accompagnamento vivono con Helena e con Mariolina nello spazio del Centro Culturale Napipine – Biblioteca. Abbiamo pensato bene dividere il gruppo per migliorare il lavoro formativo. Periodicamente ci ritroviamo noi quattro: Gabriela ed io, Mariolina e Helena per coordinarci insieme. L’impegno non manca e ciascuna sta cercando di fare la sua parte. Ti chiedo di continuare a sostenerci con la preghiera. Anch’io mi affido a Maria nostra Madre e al Signore perché possiamo far crescere queste persone dentro il carisma della CM. Ti mando un caro saluto e ti auguro ogni bene. Sempre in comunione.
la benedizione
 
Il Dio di Abramo ci chiami per un cammino di sogno e di promessa e ci provveda nei crocevia. Il Dio di Sara ci insegni l'amore per una vita senza orizzonti e una speranza per i giorni senza aurora. Il Dio di Giacobbe ci riveli il punto imprevedibile dell'incontro e i segni della lotta e della ricerca. Il Dio di Mosè ci parli faccia a faccia nello specchio della storia e nei segni dei tempi perché lo vediamo come se vedessimo l'invisibile. Il Dio di Giosuè ci spinga a confidare in tutti i nuovi inizi e ad assumere la decisione di guida. Il Dio di Samuele ci trovi disponibili ad ascoltare la sua voce e a non disattendere il grido del popolo. Il Dio di Noemi e di Rut ci conceda di "spigolare" in questo mondo e incontrare cammini nuovi e mai pensati. Il Dio di Elia ci accolga nella soavità della brezza e del silenzio per non confonderlo con uno spettacolo. Il Dio di Raab accetti il fiore della nostra accoglienza risparmi i nostri e la nostra casa e ci iscriva nella stirpe regale del suo Unto. Il Dio di David ci conceda il dono del pentimento e il coraggio del perdono e della lode. Il Dio di Maria di Nazaret ci conceda di vivere il quotidiano nel sì rinnovato nell'"ecce ancilla" L'Emmanule, il Dio con noi, ci conceda di rinnovare il nostro "ecce venio" per seminare i semi del Regno nel mondo. Amen!
pensando a teresa giordani
 
Pensare a Teresa G. mi rimanda al suo gruppo di appartenenza, il gruppo di vita in famiglia di Bologna. Un gruppo particolarmente provato ma, un gruppo con una grande qualità di vita e di pensiero. Un gruppo che purtroppo si sta estinguendo pian piano ma che lascia alla CM una grande eredità da valorizzare e da mettere in luce. Teresa G., soprattutto a partire dagli anni del mio secondo ritorno in Mozambico nel 2003, mi é stata particolarmente vicina nella preghiera e nell’offerta missionaria. E questa vicinanza si traduceva in gesti molto semplici ma molto significativi. Un incontro, un biglietto, una visita e, la certezza di una vicinanza profonda che non aveva bisogno di tante parole ma che si traduceva davvero in quella comunione di spirito che unisce profondamente le persone e le fa camminare insieme anche se a mille miglia di distanza. Un sentire che si sta camminando insieme e si stanno perseguendo gli stessi obiettivi. Una missionarietà vissuta nell’offerta del quotidiano, nella preghiera e nell’accompagnare la vita delle missionarie che vivono sul campo come se si fosse insieme nello stesso luogo. Ed, in questi ultimi anni, ogni volta che rientravo in Italia, avevo modo di incontrarmi con lei e di condividere il nostro vissuto. Teresa mi assicurava la sua preghiera per le persone in formazione e per le nuove giovani che iniziavano il loro cammino nella CM. Questo per me era una grande forza e davvero coglievo questo anelito missionario profondo in lei. Cercavo queste occasioni di incontro per parlargli delle persone in cammino formativo e per essere sostenuta dalla sua preghiera e sentivo che davvero c’era questo legame di fede e di amore. Nei giorni della sua “agonia” abbiamo pregato molto per lei nel nostro gruppo di Nampula ed anche le giovani l’hanno conosciuta attraverso i miei racconti. Per le persone dell’Africa é importante il legame con le persone che ci precedono nel Regno dei Cieli. Loro fanno un tutt’uno con noi. Ricordo in questo momento anche sua sorella Maria e mi unisco alla famiglia per ringraziare il Signore per la loro testimonianza di fede. In comunione.
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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