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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
il grande giorno
 
                                                                 … il 6 gennaio 2018 In questo articolo desidero condividere con voi come ho vissuto l’attesa e la preparazione per entrare nel Biennio di Formazione della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore.                   Quando presentai la domanda al Consiglio Centrale, già allora stavo immaginandomi come sarebbe stato quel giorno, ma mai avrei pensato che si sarebbe celebrato nel giorno dell’Epifania, festa della manifestazione del Signore. Fu una grande sorpresa sapere che la cerimonia sarebbe stata in quella data, ma per me la “festa” era già iniziata quando avevo presentato la mia domanda. Subito dopo averla consegnata, ho iniziato a pregare perché venisse accettata e, dopo aver avuto risposta positiva, il mio pensiero era rivolto solo ad immaginare il giorno del “fidanzamento”. Per questo motivo ho trascorso il Natale in un modo molto speciale, davanti al presepio, con il cuore pieno di gioia, pensando al vestito (doveva essere rosso o bianco), agli invitati (i miei genitori e amici che, pur non potendo essere presenti per impegni di lavoro, sapevo che erano altrettanto felici quanto me, anche se non potevano capire il passo che stavo per compiere…). In dicembre succede che una delle missionarie incaricate della mia formazione, Celestina Camacho, si ammala e viene ricoverata in ospedale e l’altra, Maria da Conceição Teixeira Silva, ha una sorella malata e pure lei sarebbe stata assente alla celebrazione. Allora mi sono messa a pregare il Signore perché potessero essere presenti. Il 5 gennaio la mia gioiosa responsabile della formazione, Maria Justina Gomes Carneiro, arriva a Madeira. In quel momento ho pensato: “finalmente è già domani”. Allora ho sistemato i capelli in una bella treccia e sono andata a dormire sognando il giorno che stava per venire. Mi sono svegliata al mattino… era arrivato il 6 gennaio 2018… Mi sono preparata in velocità e sono andata a salutare le missionarie che stavano facendo colazione nella nostra casa C.M. di Funchal. Il mio unico ricordo è che, appena sono arrivata alla porta della cucina, ho iniziato a fare salti di gioia e a battere le mani! Quella mattina avevamo il nostro ritiro, guidato da padre Roberto, Superiore della comunità dehoniana, nel Collegio Missionario del Sacro Cuore. A mano a mano che si stava avvicinando l’ora della cerimonia (ore 16), il tempo si è fermato… Abbiamo fatto un’ora di adorazione ed io ero di momento in momento sempre piú emozionata, avevo le mani di ghiaccio. Un proverbio portoghese recita: “Mani fredde, cuore caldo, amore per sempre”. All’adorazione è seguita la celebrazione eucaristica dove io ho letto la Prima lettura, tratta dal testo del profeta Isaia. Ad un certo punto diceva: “Osserva intorno a te e guarda: tutti si sono riuniti e vengono all’incontro con te” (Is. 49,18). Mentre leggevo queste parole abbozzai un lieve sorriso perché stavano tutti qui, intorno a me, come diceva la lettura. Alzai gli occhi e vidi che anche Celestina Camacho era arrivata. Avevo pensato che non avrebbe potuto esserci perché stava ancora poco bene, per cui ho provato una grande gioia. Dopo l’omelia, come prescrive il cerimoniale C.M., Justina mi ha chiamata all’altare, per nome, ed io ho risposto: “Eccomi!”. Mi ha domandato che cosa volessi dalla Compagnia Missionaria e le ho detto: “Voglio continuare la mia formazione ed entrare nel Biennio di Formazione della C.M.”. Come segno di accoglienza, ho ricevuto il quadro del cuore trafitto di Gesù e ho dato un bacio al mio Amato Signore. Finita la celebrazione un solo pensiero mi segue: “ il matrimonio non è solo il giorno della festa…! Che Dio mi aiuti a compiere, anche se con qualche fragilità, quanto ho appena promesso”. In conclusione è stato un giorno meraviglioso, carico di emozioni, tutti avevano il sorriso sulle labbra, i nostri cuori erano in festa. Penso che, per tutto il gruppo di Funchal e per Justina, si sia trattato di un momento molto atteso, perché giá da qualche anno in Portogallo non c’era stata alcuna ammissione al biennio di formazione. Io non so quali siano le loro attese su di me, ma Gesù sa che voglio crescere nel Suo amore. Ho quattro alleati dalla mia parte: la Madonna, lo Spirito Santo, Justina Carneiro e Teresa Freitas. So che mi guideranno in questi due anni, che sono appena iniziati, nello stesso modo in cui la stella ha guidato i tre Re Magi fino alla grotta del Bambino Gesù. Un forte abbraccio, viviamo in Dio, nel suo Amore, preghiamo le une per le altre e il Signore farà il resto.
una vita sotto un cielo africano
 
Intervista a Lisetta Licheri La vocazione non nasce dal nulla, è sempre inserita in un contesto di storia. Ci racconti la tua? Non è facile ricordare tanti particolari dopo più di cinquant'anni. Ero una ragazza come tante altre, con l'esuberanza e tanti sogni dei miei diciannove anni. Sono sarda, (di San Vito, a pochi chilometri da Cagliari), amante del mare e della natura. Nata nel lontano 1940. Mio papà era contadino e mia mamma casalinga. Sono la settima di otto fratelli, due maschi e sei donne. Alla fine della seconda guerra mondiale è arrivata a casa nostra anche una zia materna col marito e tre figli. Erano arrivati dalla città di Fiume senza niente. Hanno vissuto da noi finché non sono riusciti a creare un minimo di condizioni per continuare la loro vita da soli. Ha vissuto con noi anche mia sorella maggiore con quattro figli che é rimasta vedova a trentadue anni. I miei genitori erano cattolici, mia mamma era praticante e mio papà frequentava solo nelle feste e nei funerali. Persone semplici, ma di una forte integrità morale. Pur con tante persone il clima familiare era sereno e "caldo". Ad un certo punto ho sentito l'interrogativo di come spendere la mia vita. Avrei potuto costruire una famiglia, ma mi sembrava una scelta molto stretta per i miei desideri. Dedicarla agli altri attraverso una consacrazione? Negli anni sessanta si conoscevano solo gli Istituti Religiosi e questi non mi attiravano. Sentivo il desiderio di svolgere un servizio al prossimo e di una testimonianza discreta, anonima che mi permettesse di inserirmi in vari ambienti. Accantonai l'idea pensando che tale progetto non era per me. Pensavo: tra le mie sorelle e amiche c'eranogiovani migliori di me. Il tarlo continuava a rodermi dentro finché ho conosciuto la Compagnia Missionaria, tramite il suo Fondatore, Padre Albino Elegante. Finalmente avevo trovato il “vestito” che mi piaceva, un Istituto Secolare, dove le persone vivono la loro consacrazione nel mondo, inserite nei più svariati ambienti, a modo di sale e di lievito. C'era però un problema: l'Istituto era nato da poco ed aveva sede a Bologna e non c'era ancora alcuna consacrata. I miei genitori avevano i loro dubbi. Ricordo che avevano mandato mio fratello maggiore per conoscere l'ambiente. Dopo vari preparativi parto per Bologna. Erano già iniziati gli esercizi spirituali per cui trovai un clima di raccoglimento e di silenzio. Dopo gli esercizi mi sono inserita bene con le altre giovani che ho trovato, persone giovani e allegre. Ho fatto fatica invece ad abituarmi ad un ambiente chiuso. Ero abituata alla vita di campagna, andavo in bicicletta ed in moto. I primi anni ho dovuto studiare. Al mio paese non c'erano ancora le scuole medie. Ho frequentato le medie ed il corso di Infermiera Professionale e di Assistente Sanitaria, in vista di una futura partenza per il Mozambico. Nel 1964 ho fatto la prima consacrazione. Non sono mancate prove: la lunga malattia e morte di mia madre, la morte di mio fratello maggiore, a cui ero molto legata, e di mio cognato. Sono stata sul punto di desistere. Ho pregato e mi sono fidata e abbandonata al Signore e non mi sono pentita. Partenze...ritorni.. ! Quali sfide hai dovuto affrontare? Nel 1967, finita la formazione, ho preso la patente durante le vacanze, in preparazione alla partenza per il Mozambico. La preparazione è stata lunga, prima di arrivare in Mozambico. Premetto che essendo straniera, ho dovuto prima andare in Portogallo, essendo il Mozambico una Colonia portoghese. Qui ho dovuto frequentare un corso di malattie tropicali, imparare la lingua ed essere così autorizzata ad andare a lavorare in Mozambico. Il primo viaggio in Portogallo l'ho fatto in nave. Con me sono partite tre missionarie portoghesi: due destinate al Mozambico ed una al Portogallo. Dopo un anno di permanenza in Portogallo, c'è stata la partenza per il l'Africa. Teresa Castro ed Ilda Candelaria sono partite prima di me perché erano insegnanti e dovevano essere sul posto per l'inizio dell'anno scolastico. Io sono partita il 21 dicembre e sono arrivata alla vigilia di Natale, come dono di Gesù Bambino.Il mio compito era quello di assistere i giovani del seminario e le persone dei dintorni. Gli alunni erano circa 150. Due le sfide principali che ho dovuto affrontare: una a livello professionale, l'altra a livello culturale e linguistico. A livello professionale e deontologico dovevo prendere decisioni ed eseguire attività che non erano di mia competenza, ma del medico. Era un problema di coscienza, tra scegliere di doverlo fare e non poterlo fare. I medici più vicini distavano settantacinque chilometri di solo andata e altrettanti per il ritorno, da dove risiedevo . Davanti alle situazioni che rientravano in questo ambito, caricavo il paziente in macchina ed andavo dal medico. Il medico era un militare e dopo alcune volte mi disse che se avessi continuato così non avrei resistito molto tempo, perché il disagio che affrontavo era pesante. Nonostante tutto mi incoraggiò e mi fece sentire con le spalle sicure. Altra sfida è stata quella della lingua; avevo imparato quella portoghese. Mi dicevano che parlavo anche bene, ma questa era la lingua ufficiale, quindi parlata da pochi. Occorreva imparare la lingua locale, quella usata dalla maggioranza delle persone. Era importante per comunicare sia per il lavoro che per la pastorale. Purtroppo le lingue locali erano tante. Ne imparai una. Riuscivo a difendermi al lavoro. Col gruppo e con la comunità cristiana decidemmo di dedicarci alla promozione della donna, insegnando i loro diritti, misure igienico-sanitarie e alcune nozioni di salute materno-infantile. La donna non godeva di grande considerazione, i lavori pesanti doveva svolgerli lei. Le donne che avevano accesso alla scuola erano poche. Comunque, Il lavoro non mancava. Uno spazio di tempo lo dedicavamo anche alla pastorale. Un’altra difficoltà era la lontananza dai propri familiari soprattutto per il fatto di non poter comunicare. I telefoni allora non funzionavano e le lettere impiegavano tre mesi per arrivare. Questa difficoltà veniva alleviata dal calore di tante amicizie, dei vicini che mi consideravano come parte della loro famiglia. Quale vento spira oggi in Mozambico? A livello politico-militare il clima non è molto tranquillo. Dopo gli accordi di pace siglati nel 1992 la situazione politica non è stata sempre tranquilla. Tali accordi non sono stati rispettati. I risultati elettorali sono stati sempre truccati a vantaggio del partito del governo, per decine di anni. Naturalmente il partito dell'opposizione reagiva anche con le armi. Spesso con danni materiali, ma anche provocando feriti e morti. Per lungo tempo ci sono stati dialoghi tra ambo le parti, ogni tanto si intravvedeva un barlume di speranza, ma non approdavano alla pace. In alcuni momenti il paese è stato diviso in due e questo creava grandi disagi. Due anni fa sono stati scoperti dei grandi debiti, chiamati debiti occulti, fatti dall'ultimo Presidente emerito, provocando così una grande inflazione e disagio economico. Le riserve di moneta straniera si sono prosciugate e hanno creato sfiducia nei donatori, compreso il FMI che ha cessato di dare l’appoggio economico. Il costo della vita è salito alle stelle con gravi conseguenze per le fasce più povere con tagli alla Sanità e all'Istruzione. Questo ha creato malcontento tra le persone. Fai un “bilancio” dei sentimenti che abitano nel tuo cuore in questo momento Ho vissuto in Mozambico durante tutti questi anni, con un'interruzione di 16 anni, vissuti tra Portogallo e Italia. Poi nell’anno 2008 sono ritornata in Mozambico. Guardando al passato, i sentimenti che vorrei esprimere sono di gratitudine per la solidarietà e l'amicizia incontrata nell'ambiente di lavoro. La serenità e gioia che vedevo nella gente , pur vivendo in mezzo a tanta povertà, mi hanno arricchita perché pensavo di dover dare tanto ed invece ho ricevuto molto di più! Alcune immagini ed esperienze mi accompagnano sempre e fanno parte della mia vita: la luce che illumina tanti volti di bambini e di adulti, lo splendore e i colori della natura, sempre diversi e sempre nuovi, albe e tramonti indimenticabili, il chiarore del cielo trapuntato da miriadi di stelle… il cammino fatto riguardo alla donna e alla sua promozione. Il Mozambico è uno dei paesi dove le donne hanno fatto un lungo cammino di apertura. Si sono inserite nell’ ambito politico, sociale, economico ed imprenditoriale ed hanno avuto un maggiore accesso all'istruzione. A livello ecclesiale ho partecipato alla nascita di una Chiesa locale, una Chiesa Ministeriale, Chiesa-famiglia, dove i cristiani si sono e si sentono responsabili di essa. Non posso dimenticare la sofferenza per le tante vittime provocate dalla violenza e dall'instabilità politico-militare. Per il presente, gli aspetti positivi della mia vita sono: il saper cogliere quello che la vita mi offre, giorno dopo giorno, anche le piccole cose. Questo è il segreto per affrontare serenamente le cosemeno gradevoli. In questo modo ho cercato e cerco di vivere la spiritualità dell’ “Eccomi” e di offrire una testimonianza di donazione serena, secondo quello che il nostro statuto ci propone. Riguardo al paese: vedo positivo la presa di coscienza dei propri diritti e responsabilità politica da parte di molti cittadini. Un grosso problema rimane ancora l'estrema povertà, il 43% di denutrizione tra i bambini con gravi conseguenze per il futuro, la corruzione ed il mancato raggiungimento della pace duratura e definitiva con conseguente sfiducia, insicurezza, che rende incapace da parte delle Forze dell'Ordine di combatterla. Per il futuro, sogno una pace che sia definitiva, che permetta al Mozambico, ricco di risorse economiche come gas e minerali , pietre preziose, pesca, legname pregiato e fauna , che tali ricchezze non siano esplorate da Multinazionali. Sogno di vedere il Mozambico libero dallo stato di povertà estrema, da tanti esploratori per potersi sviluppare e permettere ai cittadini di vivere una vita dignitosa e serena. Questo è anche il sogno del popolo mozambicano! Per questo si prega e si spera Se tu dovessi scrivere un libro della tua vita che titolo gli daresti? Non sono una scrittrice e non ho mai pensato di farlo. Sono state tante le esperienze vissute e le persone incontrate che mi troverei in difficoltà. In questo momento sceglierei questo titolo: "Una vita sotto un cielo africano". L'Africa mi ha rubato il cuore. Il mio cuore batte contemporaneamente a due ritmi: quello italiano per le mie origini e quello africano per quanto ho ricevuto durante la mia lunga vita. Se dovessi cominciare tutto da capo credo che non ci sarebbero cose molto diverse! Ci sarebbero tante altre cose da dire e raccontare, ma diventerei troppo lunga. Così concludo ripetendo e cantando con Maria: “L'anima mia magnifica il Signore ed mio spirito si rallegra in Dio mio Salvatore...”.
nella semplicità e gioia del mio cuore
 
25 anni di consacrazione: 2 febbraio 1993-2018 Canto di gioia: “Nella semplicità e gioia del mio cuore Tutto, tutto, tutto offro al Signore”. Zé Manuel, della Caritas (morto un po’ di tempo fa), un caro amico di Gina, aveva insegnato questo canto, scelto appunto per la celebrazione della consacrazione nella CM di Gina e Alice il 2 febbraio 1993. Questa celebrazione era avvenuta a Maputo, nella casa dei Padri Dehoniani, V.le Salvador Allende, 1377. Un giorno memorabile… con la presenza di p. Albino Elegante scj, fondatore della CM che fu per lui l’ultimo viaggio a Maputo (Mozambico). Un dono importante per loro e per tutta la CM mozambicana, che accolse questi doni dalle mani di Dio e così si coronò un sogno accarezzato da molto tempo, fin dal 1968. In quel momento abbiamo sentito rafforzata la possibilità di far crescere virgulti di vita e l’albero della CM mozambicana con le sue forti radici in questa terra benedetta. La stessa Gina afferma che furono anni di forte entusiasmo, gioia, donazione e senso di appartenenza alla nostra Famiglia. Gina ha conosciuto la CM già nei primi anni della nostra presenza in Mozambico (anni 80), quando passammo da Namarroi a Quelimane e ci incontravamo a Messa nella cattedrale. Ha conosciuto il gruppo di allora: Elisabetta, Lisetta, Mariolina e Martina. Tutte eravamo impegnate nella catechesi con adolescenti e giovani. Furono anni di amicizia. Negli anni successivi, quando Gina era già membro della Caritas parrocchiale e diocesana, fu chiesto a Martina di partecipare alla Caritas diocesana di Quelimane e di assumere per alcuni anni l’incarico di responsabile. In seguito, nel 1986, Martina rientrò in Italia e Gina prese il suo posto su richiesta del vescovo Bernardo Governo. Negli anni successivi, Irene propose a Gina e ad Alice di entrare nella CM. Ambedue accolsero la proposta e iniziarono il cammino di formazione nel 1988. Gina ricorda un piccolo fatto avvenuto nel 1982 in Portogallo. Gina e Alice ebbero l’opportunità di conoscersi in un viaggio in Spagna e che ricordarono dopo anni di appartenenza alla CM. Un avvenimento provvidenziale che fece esclamare ad ambedue: “Il Signore ci ha fatto incontrare ancora prima di conoscere la CM”. Gina di fatto afferma che Alice è stata ed è per lei madrina e consigliera, amica e confidente. Gina ha vissuto un periodo a Maputo e, in quella occasione viveva con Irene, Anna Maria, Giannina e Elvira. Dopo la consacrazione, nel 1993 andò a lavorare nella Banca Standard Bank a Quelimane fino a quando non è andata in pensione nel 2007. Allora abitavano a Quelimane Lisetta e Amelia (portoghese) e negli anni seguenti Edvige e Gloria che, insieme a Gina e Mariolina che era a Nampula, costituivano un unico gruppo. Gina ricorda: ”Con Edvige e Gloria c’era molta complicità, ci intendevamo bene”. Nello stesso anno, marzo 2007, le venne proposto di lavorare, due pomeriggi la settimana, al Consolato Portoghese. Nel dicembre 2015 il Consolato portoghese venne chiuso e di conseguenza ha terminato le sue funzioni. In questi ultimi anni, ha sentito molto presente il gruppo, in particolare Gabriela, Helena, Lisetta e Mariolina e, ultimamente, Anna Maria. Sono stati anni di prova e di sofferenza, con malattie e lutti familiari. La presenza di tutte le missionarie nei momenti di difficoltà è stata importante per lei. Dal profondo di sé sente nascere un grazie al Signore: “Ringrazio Dio tutti i giorni per il mio passato e l’aiuto delle persone… Non sto vivendo quello che dovrei…anche per la salute…Mi costa vivere in questo Mozambico dove ci sono tante contraddizioni a livello politico e sociale…”. Non è facile portare la croce, ma la consolazione di Dio verrà ad alleviare, con la sua presenza misericordiosa, il cuore che cerca serenità e pace. A cura di Martina Cecini
incontro internazionale dei responsabili di gruppo
 
"NOI CM" sentito e vissuto  Nei giorni 27-28-29 Ottobre 2017 si è svolto  l'Incontro Internazionale dei Responsabili di gruppo Familiares. L' evento è avvenuto a Sant'Antonio Abate e le attenzioni e le cure delle missionarie e dei familiares, hanno fatto sì che il tutto si svolgesse in un clima “sentito” e “respirato” di comunione, di famiglia, di casa. Due segni importanti hanno aperto i lavori: Condivisione del pane. Il pane impastato da noi, cucinato e condiviso. E' stato un momento molto intenso che ha visto tutti i partecipanti, missionarie e familiares, con le “mani in pasta”, sottolineando la necessità di impegnarci insieme e condividere anche le fatiche del quotidiano vivere nella costruzione del Regno. La lavanda dei piedi e consegna del grembiule. Il momento, molto emozionante ha visto ognuna/o di noi lavare i piedi al fratello o sorella vicina perché: “ ...con quella frase: gli uni gli altri, espressa nel testo greco da un inequivocabile pronome reciproco, siamo chiamati a concludere che brocca, catino e asciugatoio,prima che essere articoli di esportazione, vanno adoperati all'interno del cenacolo” ( Tonino Bello) Un eredità da vivere. Questo era il titolo del convegno e il filo rosso che ha unito tutta la preparazione all'evento attraverso le schede di formazione. Un eredità da vivere dunque, non da sfruttare fino all'esaurimento vivendo di rendita ma far fruttare per donare quanto ci è stato donato. Familiares: sacramento dell'amore di Dio. Questo è il titolo della bellissima e profonda relazione di Padre Marcello Maté che ci ha aiutato nel lavoro. Trovo che questo titolo sia bellissimo e allo stesso tempo impegnativo perché ci chiama a rendere visibile l'invisibile. Il sacramento rende visibile l'invisibile e qual è l'invisibile che dobbiamo rendere visibile? E' l'Amore; è questo amore che riceviamo in abbondanza e che ha bisogno di uscire; Come si dice nella relazione, rendere carne la Parola, cioè viverla. E per vivere la Parola, rendendola carne, ci viene in aiuto lo Spirito: “Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, quando ci sembra di non farcela, nemmeno a pregare[...]Quando ci diamo da fare, ma ci sembra di non venirne a capo; quando ci agitiamo per molte cose e ci sembra di perdere tempo; quando moltiplichiamo gli sforzi , ma i risultati non si vedono: lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza” (dalla relazione di padre Marcello Matté). Incontro Internazionale dei Responsabili di gruppo. E' stato il primo tentativo di lavoro insieme ai gruppi lontani. Sicuramente non abbiamo toccato la perfezione, ma il fatto stesso di essere riusciti a vederci e a scambiarci notizie e impressioni è stato un passo importante. Tutti i gruppi hanno lavorato in maniera ineccepibile per la riuscita dell'evento e comunicare ,anche se per poco , con le responsabili dell'America Latina e del Portogallo è stata una ricchezza. Sicuramente dovremo “affinare “ la tecnica ma... un passo per volta! Sono stati giorni di grazia e di benedizione che ci ha fatto veramente sentire e vivere il “ Noi CM”.
clima di gratitudine e di festa
 
Festa del 60° della CM a Bologna La notte di Natale del 1957 in un appartamento di Via Guidotti 53 Bologna, mentre si celebrava il grande evento della natività di Gesù Cristo, ebbe inizio anche il primo germoglio della Compagnia Missionaria del S. Cuore: un Istituto secolare fondato da P. Albino Elegante Dehoniano Da quella notte carica di stupore e benedizione sono passati ormai 60 anni in cui abbiamo visto fiorire la vita di questa piccola famiglia allora composta da otto giovani donne decise a seguire Cristo nella via dei consigli evangelici. Gli eventi che si sono succeduti in questo tempo sono stati veramente tanti e sempre portatori di grazia, di luce e di bellezza, sia pure assieme a difficoltà e tribolazione come prevede il vangelo.(cf. Gv. 16,33). Veramente il Signore “ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo”(Ef.1,3b) e Maria Madre di Gesù e Madre nostra ci ha accompagnate sempre nel nostro cammino facendoci sentire la sua presenza premurosa di Madre, Guida, e Custode cosi come la preghiamo affettuosamente ogni giorno. Il 27 dicembre 2017 abbiamo celebrato così il 60°anno di vita della CM nella nostra sede centrale di Bologna. Ci siamo ritrovati assieme Missionarie, Familiares e amici … La ricorrenza ha coinciso con l’incontro mondiale delle consacrate più giovani dell’Istituto. La loro presenza ha portato una ventata di freschezza e di gioia che ha rallegrato la giornata. Il primo momento dell’evento è stato caratterizzato dall’accoglienza. Ci ha fatto piacere la presenza di tanti amici e persone care, la presenza dei Padri Dehoniani, di P. Paolo Sugino Consiliere Generale. Un grande rilievo ha avuto la presentazione del libro sulla storia della CM, curato da Lùcia Correia. Esso descrive gli avvenimenti più salienti della vita dell’Istituto, il suo espandersi nei vari continenti per il grande anelito missionario che lo ha da sempre caratterizzato; le relative svolte storiche e culturali che hanno fortemente segnato il secolo ventesimo. E’ stata presentata da Lucia Capriotti una seconda pubblicazione contenente la corrispondenza che P. Albino Elegante intratteneva con alcune giovani, appartenenti all’associazione dell’Apostolato della Riparazione di cui egli era direttore, interessate, con lui, all’idea di dare vita ad un nuovo Istituto di vita consacrata in cui vivere la spiritualità del Sacro Cuore nella specificità dehoniana. Perché la pubblicazione di queste lettere? Perché “nelle lettere e biglietti che Nerina Zanarotti, Cesarina Assi e Bruna Ballabio ricevevano da P.Albino prima della fondazione della Compagnia Missionaria, troviamo la semplicità e la profondità di una spiritualità esigente vissuta nel quotidiano …” (Cf. Gettare tutto nelle Fondamenta, pag.3) La condivisione del pranzo a buffet ci ha permesso di stare insieme cordialmente, prendendo cibo in clima di festa, ci ha fatto bene e ci ha fatto rivivere i bei momenti della nostra storia che da sempre è stata caratterizzata da cordiali incontri di amicizia e di festa condivisa, dove sperimentiamo “com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme!”(sal 133) alla sequela di Cristo Signore, vero senso della nostra vita e del nostro incontrarci. Il momento più intenso e ricco di spiritualità e grazia l’abbiamo vissuto nella solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Vicario Episcopale mons. Giovanni Silvagni nella chiesa dei PP. Cappuccini. L’animazione della liturgia è stata affidata ad un gruppo di amici e alle missionarie più giovani venute dall’Africa e dall’America Latina, che con il loro stile di musica e danze hanno dato un tono di vivacità e soavità molto incisivo alla celebrazione.
vita vissuta come offerta
 
Festa del 60° della CM a Bologna  Il 27 dicembre scorso si è svolto a Bologna nella sede centrale della Compagnia Missionaria il 60° anniversario di fondazione. (25 dicembre 1957 – 25 dicembre 2017)  La mattinata ha visto la presentazione di due libri riguardanti la vita, la storia della Compagnia Missionaria curato da Lucia Correia missionaria portoghese e una raccolta di lettere di P. Albino ad alcune delle prime missionarie, curato da Lucia Capriotti missionaria italiana. Nel pomeriggio, la celebrazione eucaristica nella chiesa di S. Giuseppe parrocchia retta dai frati francescani cappuccini con la partecipazione di sorelle anziane e malate e di vari amici, di sacerdoti dehoniani e diocesani. La S. Messa curata nei canti da un gruppo di giovani amici, nei vari momenti liturgici dalle missionarie e, nell'offertorio dalle giovani consacrate dei vari continenti in cui siamo presenti, è stata vissuta nell'intensità della preghiera e della comunione, nel rendimento di grazie a Dio per quanto operato in questi anni. Mi soffermo sulla presenza delle sorelle anziane e malate. Nei loro volti vedevo la serenità, la gioia e la pace di una vita donata a Dio e al Regno che concretamente, è incontro con Gesù nel suo Cuore trafitto che si esprime nell'amore ai fratelli. La premura e la tenerezza con cui erano sorrette dalle sorelle, mi faceva gioire e commuovere. Tra le caratteristiche della spiritualità della C.M. c'è anche la vita vissuta come offerta. In ognuna di loro vedo incarnata tale dimensione in questa stagione della vita con i suoi limiti sacrifici e sofferenze. Credo che nel mistero dell'economia della salvezza di Dio queste vite siano dono prezioso per la nostra famiglia , per la Chiesa, per l'umanità. La tenerezza e l'amore di chi le segue a vari livelli, avvalora e rende ancora più preziosa e bella questa “offerta”. Grazie di cuore a tutte. Pur nella comprensibile fatica quotidiana, attraverso la storia di ognuna, il Signore ci indica che la santità desiderata passa attraverso la povertà offerta.
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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