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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 13 / 11 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    28 gennaio - 2 febbraio 2019, a Bologna... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    28 de enero - 2 de febrero 2019, en Bolonia... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    28 de janeiro - 2 de fevereiro de 2019, em Bolonha... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La Presidente in Guinea Bissau
    Martina visiterà il gruppo della Guinea dal 6 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019. La accompagniamo con... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    A Presidente em Guiné Bissau
    A Martina visitará o grupo da Guiné, de 6 de dezembro 2018 a 9 de janeiro 2019. Acompanhamo-la com... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La presidenta en Guinea Bissau
    Martina visitará el grupo de Guinea desde el 6 de diciembre 2018 al 9 de enero 2019. La acompañamo... Continua
lontane e insieme
 
Dalla fine di maggio fino al 22 giugno, Orielda e Lucia Maistro, hanno visitato e incontrate le nostre missionarie e familiares presenti in Cile e Argentina Con il trascorrere dei giorni in Cile, è arrivato il momento di partire per l’Argentina dove la prima tappa prevedeva di arrivare a Cordoba per incontrare Irma, responsabile della formazione dell’Argentina, che a causa della sua momentanea situazione di salute precaria, non poteva partecipare all’incontro con tutto il gruppo a Resistencia previsto per il 19-21 giugno. Abbiamo avuto la gioia di stare con lei 2 giorni e condividere insieme gioie e dolori, speranze e sogni, offerta e sacrificio vissuto davvero con spirito di abbandono e di fiducia nel cuore di Cristo. Ci siamo lasciate con la certezza che la preghiera di tutte e la sua offerta quotidiana ci avrebbe permesso di vivere comunque unite anche se fisicamente lontane. Poi la seconda tappa in Argentina è stata quella di Santa Fè dove abbiamo incontrato altre 3 missionarie (Leticia, Kuki e Marta); qui ci siamo fermate 3 giorni e abbiamo avuto la possibilità di dialogare con ciascuna, pregare insieme, vivere insieme la solennità del Sacro Cuore, festa per noi della Compagnia Missionaria particolarmente importante. Che dire? Si fa sempre esperienza della bellezza e della gioia di potersi incontrare e ogni incontro è sempre nuovo e carico di vita. Viaggiando di luogo in luogo si tocca con mano come sia importante ritrovarsi e ridirsi gli aspetti fondamentali del nostro carisma e del nostro modo di viverlo e incarnarlo nella vita di tutti i giorni. Dopo la permanenza di alcuni giorni a Santa Fè il nostro programma prevedere una sosta prolungata a Resistencia (nel Chaco) dove c’è stato un fine settimana di incontri con tutto il gruppo della CM presente attualmente in Argentina che si è concluso con la festa della consacrazione di Rosa avvenuta il 21 giugno nella sua parrocchia a Resistencia. Qui a Restistencia abbiamo incontrato davvero tutte personalmente e in gruppo che attualmente è composto da: 7 consacrate, 2 nel primo periodo della formazione e altre che si stanno avvicinando a questa nostra famiglia per un discernimento vocazionale. Le sfide che l’Argentina ci offre sono sempre tante dovute soprattutto alle distanze che separano le diverse missionarie visto che alcune vivono in zone diverse distanti anche 700 Km; trovarsi non è facile sia per le distanze sia per situazioni economiche precarie che a volte non permettono spostamenti. Ma la buona volontà c’è e il desiderio di incontrarsi pure e questo se non altro motiva e sprona a vivere almeno insieme 3 momenti scanditi durante l’anno che il gruppo dell’Argentina si è dato come tappa fissa tutte insieme; poi ciascuna missionaria si incontra comunque con quelle che abitano vicino ogni mese per il ritiro e altri momenti.[img2bcx] Il nostro viaggio si è concluso con le festa della consacrazione di Rosa avvenuta alla fine dei nostri incontri il 21 giugno: la celebrazione è stata presieduta dal vescovo…una celebrazione semplice ma solenne, che ha visto la partecipazione di diversi sacerdoti, dehoniani e diocesani, familiari e parenti di Rosa, le persone della parrocchia dove Rosa è cresciuta, diverse religiose di altri istituti…amici vari. Lì Rosa ha emesso i suoi primi voti di castità, povertà e obbedienza secondo lo Statuto della CM. Così il gruppo dell’Argentina piano piano cresce e questo nuovo Sì di Rosa a Dio diventa per tutte noi un richiamo a vivere ancora una volta questa consegna della nostra vita al Cuore di Cristo. La solennità della celebrazione, la gioia del Sì di Rosa, la sua donazione, il suo ECCOMI a Dio nella Compagnia Missionaria è stato per tutte noi motivo di festa che abbiamo avuto la gioia di vivere alla fine della celebrazione nei locali della sua parrocchia. In questa celebrazione mancavano Irma e Anna Maria Benegas entrambe missionarie da alcuni anni e entrambi assenti per seri motivi di salute…la loro assenza fisica, offerta da entrambe al Cuore di Cristo, è stata comunque per noi un motivo in più per sentirle presenti più che mai! A Rosa, alle nuove che hanno iniziato, Silvia e Andrea, a tutto il gruppo del Cile e dell’Argentina va il nostro grazie e il nostro ricordo!
tu sei il più bello...
 
Raccontare dieci anni di vita è un esercizio interessante, bello, mi chiede di ricordare, di fare memoria di un incontro che ha cambiato la mia vita. Sfoglio l’album delle foto datato 1 ottobre 2000, prima emissione dei voti, …quanti ricordi, quanti volti conosciuti con cui ho condiviso un tratto di strada, un pezzo di vita. Nell’ultima pagina trovo una copia della nostra rivista, In Dialogo dicembre 2000, rileggo le testimonianze degli amici e anche la mia per l’occasione, nel cuore mi nasce un senso profondo di gratitudine, di commozione per un dono grande e bello. Il titolo di una testimonianza diceva: «Una meta e un inizio», sì, è proprio così, la prima emissione dei voti è una meta importante che apre ad un inizio, non si ritorna indietro, ma il cammino prosegue. Come nel matrimonio così anche nella consacrazione, dopo il sì, inizia un tempo di conoscenza, di relazione che è diverso da quanto vissuto prima, ti chiede di fare un passaggio, di maturare un cammino a due, ossia ti chiede di vivere concretamente e quotidianamente quanto promesso quel giorno: la consegna a Dio della vita attraverso i voti di castità, povertà, obbedienza, per vivere una missione di amore e di servizio nella Chiesa e nel mondo, secondo il carisma della Compagnia Missionaria. Se ripenso ai primi tempi riconosco che sono stati accompagnati da un supplemento di Grazia, che il Signore dona attraverso la sua alleanza. Poi i riflettori si spengono, il supplemento di grazia finisce e proprio qui si ritorna a ripetere i piccoli sì quotidiani, ad esercitare la fiducia in Lui nonostante certe cose non si comprendano e ad allenare l’orecchio perché «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino» (Sal 119,105). Tutto normale, è il mistero di Nazaret dove si impara a seguire il Maestro, dove ti accorgi che non è proprio tutto come l’avevi pensato, ma lo Sposo ti chiede di fidarti, di non dare nulla per scontato, tanto meno l’amore; a volte ti chiede di fare un salto nel buio, se ti fidi e salti – a parte qualche vertigine iniziale poi – fai esperienza di Lui e della sua fedeltà, perché Lui è e continua ad essere «il più bello tra i figli dell’uomo, sulle sue labbra è diffusa la grazia» (Sal 45,3). Ho detto sì a uno così, ad un «Tu sei il più bello…» personale, che ha sedotto la mia vita sino a lasciare il tanto desiderato fidanzato per seguire Lui – il Signore Gesù – da vicino nella via della castità, povertà, obbedienza. Lungo questi anni ci sono stati momenti in cui ho dovuto ridire il mio sì facendo memoria della “sua” chiamata, ascoltando quella voce che ripeteva alla mia vita: «Ti farò mia sposa per sempre, ti faro mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell’amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore» (Os 2,21-22); e benedicendo il Signore perché lui aveva scelto me: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (Gv 15,16). Sì, è lui che mi ha scelto e questo – soprattutto nei momenti di difficoltà dove nasce dentro la domanda: «ma allora ho sbagliato? – mette al sicuro da tutti i dubbi di coscienza che questa non sia la mia vocazione. È beato quel versetto dove sta scritto che io sono quella che sono non perché mi sono costruita, ma perché Dio mi ha costruito: mi mette al sicuro da tutti i tentennamenti, da tutti i sensi di colpa, da tutte le paure di aver invaso un campo non mio. Nel cammino quotidiano diventa, allora, necessario riconoscere quella Voce, affinare l’orecchio e allenarlo all’ascolto di quella Parola, che per me, è necessaria. È lungo questo sentiero che ho incontrato la mia povertà, il mio limite e il mio peccato, su questa strada ho sperimentato altre voci, suoni di sirene ammalianti che mettevano al centro me, i miei desideri e i miei progetti. Quando al centro della vita non c’è il Signore ma l’io succede che si perde la strada di casa, il senso delle cose e tutto diventa pesante, privo di gioia, ma colui che chiama è fedele, è «un Dio geloso» (Es 20,5) della sua creatura, di ciò che appartiene a lui e viene dato ad altri idoli. Allora succede che il primo a muoversi è Colui che è geloso: «Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore» (Os 2,16). È un versetto molto bello, ma allo stesso tempo tremendo, perché il condurre nel deserto non vuol dire andare in un’oasi con l’acqua e gli alberi, ma andare nel deserto significa perdere tutto, cioè tutto ciò che è speranza umana, la convinzione di essere padrona della mia vita e di pensare che tutto quello che ho, mi viene dalle mie capacità. In questi momenti si sperimenta una morte, sembra che tutto sia finito, avviene – che piaccia o no – una purificazione del cuore, ma proprio qui dalla morte nasce la vita, a questo punto lo Sposo può riparlare al cuore ed essere ascoltato, non perché non c’è altra possibilità, bensì perché ti riporta alla situazione iniziale, al tempo del fidanzamento dove hai fatto scelte impensate, hai preso direzioni diverse, dove hai risposto sì al suo progetto d’amore, perché quell’amore riempiva la tua vita. «Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio! Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali, si saziano dell’abbondanza della tua casa: tu li disseti al torrente delle tue delizie. È in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce» (Sal 36,8-10).
inno all'amicizia
 
Mi hanno chiesto di parlare di P. Giuseppe Zanetti, missionario in Mozambico, morto il 17 luglio 2000, dieci anni fa. Non aveva ancora compiuto 62 anni. Lo faccio molto volontieri pensando alle cose belle vissute insieme a lui e ad altri missionari dehoniani in Mozambico e non solo. Ho intitolato questo scritto “Inno all’amicizia” perchè davvero l’amicizia con Zanetti (come lo chiamavamo normalmente), è continuata semplicemente anche dopo la sua morte e rimane nel mio cuore come un dono davvero grande. Un dono di libertà, di umorismo, di presenza che supera il tempo e lo spazio. Il primo incontro con lui a Namarroi, in Zambezia, al mio arrivo in Africa per la prima volta nel 1973. Nel mese di settembre, dopo poche settimane dal mio arrivo, Fratel Piero Camplani viene a Namarroi per prepararsi alla sua professione perpetua e per fare gli esercizi spirituali guidati da Zanetti, io mi aggiungo a loro. Il 29 settembre grande festa, e qui divento la perpetua di Fratel Piero. Mi piace anche l’amicizia che c’è tra lui padre Giorgi e padre Ciscato e di come parla dei confratelli del suo anno di messa; nei suoi innumerevoli racconti ci sono sempre presenti tanti amici. E’ stato un periodo d’oro con Giorgi, Ciscato, Irene, Lisetta... Mi piaceva questo mettere insieme le varie capacità di ognuno e tentare di capire come entrare nel modo giusto nel mondo africano e come portare avanti le comunità cristiane, i ministeri, e formare le persone per diventare Chiesa – Famiglia. Ci sono stati anche momenti delicati, i suoi lunghi silenzi, un mistero che non sono mai riuscita a spiegarmi o il modo come a volte voleva che cercassimo il nostro ruolo nelle comunità cristiane senza voler essere semplicemente quelle che accompagnano il prete e gli preparano le cose per la messa. Ci stimolava a creare il nostro spazio preciso di donne, di missionarie, nella comunità. Impresa ardua. Forse l’abbiamo vissuta con l’equipe successiva perchè le cose hanno bisogno sempre di molto tempo per maturare.[img2bdx] Anche Muiane – Ligogna è sempre stato un luogo importante per lui. La prima missione dopo un breve periodo ad Alto Molocue. Ne parlava sempre, raccontava molte cose di questa prima esperienza africana. Dopo qualche tempo gli chiedo di essere il mio direttore spirituale e lui mi dice semplicemente e chiaramente di no perchè sono troppo complicata. Ammiro la sua libertà e la sua chiarezza. Il tempo di Namarroi per lui è scandito tra noviziato scj e pastorale nelle comunità. Insieme facciamo l’esperienza di visitare non solo le comunità cristiane ma anche le famiglie una per una. Molto bello perchè si capiscono molte cose conoscendo la vita della gente da vicino. Riusciamo anche a visitare i lavoratori a Milange con questo stile di conoscenza da vicino della vita delle persone. Poi insieme a lui e ai missionari e missionarie presenti in quel periodo, scriviamo anche delle lettere periodiche ai lavoratori di Namarroi che per sei mesi all’anno sono obbligati ad andare a Milange nei campi di te. Poi Zanetti va a Ile ed ogni tanto ci si rivede. E sempre quello che ci unisce è l’amore alla gente e questa amicizia che ci aiuta a cogliere molte cose nel dialogo e in un certo modo umoristico di vivere le cose. Noto che legge e rilegge Guareschi... Libri che mi fa conoscere: Sequela, La vita comune di Bonhoeffer; Esperienze Pastorali di Don Milani, e molti altri che non ricordo ora. Dopo Ile, Zanetti ha vissuto in varie altre missioni sempre in Zambezia. Noi missionarie CM, nel 1979 ci trasferiamo forzatamente a Quelimane. Con la situazione della guerra iniziamo a scriverci anche perchè nel frattempo da parte mia inizio il lavoro nella Diocesi di Quelimane. Ci vediamo sempre meno ma le lettere ravvivano e approfondiscono la nostra amicizia. Poi mi affida anche i suoi diari dove i punti ricorrenti e che lui ritiene importanti sono: l’Eucaristia, l’amore alla gente e l’amicizia. Ed ora un sogno che abbiamo nel cassetto è quello di pubblicare un libro dove trascrivere i suoi diari, alcune sue lettere, testimonianze. Non sappiamo se riusciremo ma sarebbe davvero bello. Un capitolo a parte è la sua amicizia con le missionarie e la Compagnia Missionaria. Molte di noi hanno vissuto un bel legame di amicizia con Zanetti, Gina Santana, Edy, Santina, Rosanna, Irene, Lisetta, Elisabetta, Giuseppina, Angela, Fiora... Ci accompagnava nel nostro modo di intendere la nostra presenza in Mozambico e non solo. Molte volte dissentiva e diceva chiaramente quello che pensava ma non per questo si rompeva l’amicizia e la fraternità.[img3bcx] Un altro aspetto da notare e che forse lo caratterizzava di più era il suo modo di intendere la vita missionaria e le cose più importanti da curare: le relazioni. Molte volte si definiva un vagabondo o vagamondo perchè viaggiava per andare a trovare i missionari e per passare con loro un poco di tempo dialogando, chiaccherando ed anche bevendoci su. Cercava di capire le situazioni che le persone vivevano e sapeva stare assieme con grande comprensione, amicizia e fraternità. Rallegrare le relazioni con quel tocco di simpatia, di humor, leggerezza e perspicacia. A volte lo vivevo anche come una persona un poco impertinente, provocatorio e, da buon emiliano di una grande schiettezza. Nell’amicizia non ci sono dei clichè, molte cose sono creative, sono anche intuizione fantasia e lui aveva un po’ di tutte queste cose. Un suo modo di vivere l’amicizia era la libertà ed una certa saggezza che si coglieva nel modo come intendeva la vita nel suo modo essenziale di essere. Ed è con questa libertà che ho vissuto e vivo questa bella amicizia di cui ringrazio il buon Dio che elargisce i suoi doni con magnanimità e benevolenza.
ultimo saluto della presidente a teresa giordani
 
Teresa Giordani, una delle prime otto missionarie ha raggiunto la casa del Padre il 17 ottobre 2010. Era nata il 15 ottobre 1921. La nostra Presidente così l'ha salutata alla messa del funerale, il 20 ottobre 2010, nella chiesa di Maria Madre della Chiesa in Bologna che, fino ad alcuni anni fa, è stata la parrocchia di Teresa A nome di p. Albino Elegante e a nome di tutta la Compagnia Missionaria rivolgo questo saluto a Teresa. Teresa Giordani è stata tra le prime 8 missionarie che hanno dato inizio alla Compagnia Missionaria. Un Istituto secolare e missionario. All‘interno dell’istituto ha ricoperto ruoli di responsabilità e ha sempre, fino quando ha potuto, contribuito al cammino di tutta la nostra famiglia. Così scriveva Teresa alcuni anni fa: “Ripenso in questo momento al cammino fatto dalla CM per rispondere alle esigenze della Chiesa di oggi, per vivere la propria consacrazione secolare in modo sempre più rispondente ai segni dei tempi e vedo in questo cammino l’azione dello Spirito Santo che ci accompagna. Ma ciò che maggiormente mi conforta è il pensiero che l’essenza della nostra vocazione è la SPIRITUALITÀ D’AMORE, per cui in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza posso rispondere alla chiamata iniziale. E allora, l’entusiasmo dei primi tempi trova motivo per essere continuamente rinfrescato. Voglio ringraziare il Signore che si è degnato scegliermi, nonostante la mia povertà; che non si è mai stancato di me; che ha costellato il mio cammino di un continuo aiuto gratuito… grazie anche a Maria Santissima di cui ho sentito continuamente la materna assistenza e la prego affinché continui a mostrarsi Madre, Guida e Custode…” (Vinculum n. 4 – ottobre 1983). Teresa ha svolto al sua professione di insegnate con passione e grande professionalità. Gli ultimi anni di lavoro ha insegnato nella scuola interna all’ospedale Maggiore, esperienza che lei ha sempre ricordato come uno dei momenti più significativi della sua professione. Così scriveva sulla sua esperienza: “Sono due anni che insegno presso la scuola dell’Ospedale Maggiore, e mi convinco sempre di più che sia stato il Signore a disporre le cose in modo che potessi avvicinare tanti bambini ammalati, per portare loro un po’ di gioia. Sono infatti parecchi i bambini che mi dicono: -a me piace poco andare a scuola, ma qui vengo volentieri perché un po’ si scrive, un po’ si lavora e un po’ si gioca e il tempo passa in fretta”. E di fronte alla notizia della morte di un bambina così scriveva: “Seppi che Samanta era morta. Provai un dolore immenso che ancora oggi è vivo nel mio cuore e pensai alla sua mamma, povera mamma! Le scrissi una lunga lettera esprimendo le parole che mi suggeriva il grande dispiacere che io stessa provavo…” E concludeva: “Ho voluto comunicarti alcuni motivi di gioia e di dolore di cui è intessuto il mio lavoro. Le vicende di questi bambini sono diventate parte della mia vita e la gioia più grande è quella di poter aprire un piccolo squarcio di azzurro, nell’atmosfera greve che circonda l’ospedale” (Vinculum n. 2 – marzo 1983). Teresa in mezzo a noi ha sempre dato una testimonianza di serenità, di dedizione, di capacità di accogliere ciò che capitava con quello sguardo di fede che l’ha aiutava a vedere il lato positivo e alcune volte anche comico della situazione. Non ha mai perso la sua autoironia, la battuta e soprattutto il suo sorriso. La preoccupazione non era mai per se. Ricordo quando, l’anno scorso, era ricoverata all’ospedale alla domanda: “come stai Teresa?” la sua risposta era: “benino come Dio vuole”, e subito aggiungeva: “sono preoccupata per Maria che è da sola…” Aveva questa capacità di dimenticarsi di sé e il suo sguardo era oltre a sé. Teresa è sempre stata una presenza discreta mai invadente, una presenza significativa per tutte noi, sentiremo la mancanza di quella sapienza che sapeva vivere e trasmettere. In questo ultimo tempo, quando ancora parlava, mi ha regalato ancora una perla della sua vita. Dicevo a Teresa che stava vivendo un momento difficile e dove l’offerta al Cuore di Cristo stava diventando particolarmente faticosa, Teresa mi ha guardato e con un fil di voce mi ha detto “sì è faticoso ma necessario” e con lei ho ripetuto la preghiera di offerta: o mio Dio ti offro la mia vita in unione a Gesù per mezzo di Maria in spirito di amore per l’avvento del tuo Regno nel mondo. Ha rinnovato così il sì, ancora una volta, a Dio Signore della vita. Alla famiglia di Teresa desidero esprime la gratitudine di tutte noi per la testimonianza di dedizione che avete avuto per la Zia. Ciao Teresa, siamo certe che dal cielo, insieme alle altre missionarie e familiares che sono già lassù, continuerai a cantare le lodi del Signore e proteggerai noi, tua sorella Maria e tutta la tua famiglia.
ricordi di teresa
 
“ Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà la sue vesti, li metterà a tavola e passerà a servirli” ( Lc. 12,37). Tra questi servi sono certa che ci sei tu Teresa (nella foto la seconda da destra), che in vita hai servito gli altri , in famiglia, nella parrocchia, nella scuola, nella CM , ma soprattutto sei stata vicina a tua sorella Maria. Adesso il Signore è pronto a servire te perché Lui è venuto per servire i suoi discepoli che si sono distinti per la loro disponibilità al servizio. Lui che è venuto a prenderti due giorni dopo il l tuo ottantanovesimo compleanno!!!. Ci sono relazioni nella nostra vita che perdurano nel tempo, che rimangono stabili, al di là della vicinanza, dei possibili incontri, delle distanze o dei fatti che succedono. Sono perle preziose che custodiamo gelosamente nello scrigno dei ricordi della nostra vita. E’ qui che si conservano le cose più care, che ogni tanto apriamo per fare memoria, dove affiorano i ricordi più preziosi e belli che abbiamo vissuto e che al solo ricordo, fanno rinnovare l’entusiasmo del nostro cammino. Teresa Giordani è stata per me una di queste perle. Tenterò di svolgere il delicato compito di ripercorrere un po’ il cammino di una persona, quando questa ormai non c’è più. Teresa Giordani. Così usavamo chiamarla nella nostra Famiglia per distinguerla da altre “Terese“ che abbiamo nell’Istituto. Con Teresa ho percorso un pezzo importante della mia – nostra vita e di conseguenza della vita della CM. Attenzione, affetto, stima e amicizia sono doni che ha riversato nel mio cammino e nella storia della CM. Schietta nella sua maniera di essere, dolce nei suoi rimproveri. E, sempre con quel sottile umorismo che sapeva sdrammatizzare situazioni, alle volte complicate. Quando ci si incontrava erano momenti di festa, in cui sempre si faceva un po’ il ripasso della storia della CM. Il passato, presente e futuro si alternavano, spontaneamente, senza nessuna forzatura. Teresa era una sorella con la quale provavi gusto a parlare della CM. Aveva un senso si appartenenza molto marcato, soprattutto uno sguardo positivo, perché il suo parlare non aveva l’impronta di amarezze o delusioni, ma sempre un fondo di speranza di chi sa dare sapore alla vita, anche quando questa poteva non essere sempre facile. Ricordo Teresa… nei primi anni del mio cammino nella CM.. Era il tempo in cui con Luisa Chierici stavamo studiando in casa per prepararci al diploma di terza media. Teresa era la nostra “maestra di geografia”, ma soprattutto sentivamo in lei una vera sorella attenta e paziente per stare al nostro passo, alle volte un po’ troppo lento nell’apprendimento… Ricordo Teresa…Con la prima Assemblea della Compagnia Missionaria celebrata nell’anno 1972 ci siamo ritrovate a lavorare nel primo Consiglio Centrale insieme a p. Albino Elegante, Giuseppina Martucci, Leonia Barbato, Antonietta Biavati e Giancarlo Grandi. Egle Matteuzzi come Amministratrice Centrale. Anni di transizione, anni non sempre facili da gestire… Eravamo un bel gruppo, ma io ero giovane, la più giovane del gruppo e inizialmente mi sentivo un po’ timida e in soggezione con questi personaggi ancora poco conosciuti…Fin dall’inizio, mi aveva colpito in Teresa, la sua capacità di ascolto e il suo equilibrio negli interventi sapienti e saggi, per mantenere la comunione. Teresa faceva salti mortali per non mancare ai nostri incontri, cercava così di equilibrare i suoi impegni di scuola, di parrocchia, ma soprattutto di assicurare la sua presenza e assistenza alla sorella Maria. Ricordo… Altri momenti di crescita insieme sono stati, in seguito, la partecipazione agli “Incontri di comunione”, di spiritualità a Terzolas (Trento), di formazione insieme alle sorelle del gruppo di vita in famiglia di Bologna: Egle, Nilva, Antonietta, Giuseppina Martinelli… P. Albino Elegante guidava questi incontri ed è forse grazie anche a questi momenti che in Teresa è cresciuta una profonda stima e affetto per p.Albino. Quando ci lasciavamo dopo ogni nostro incontro, immancabilmente mi diceva: salutami il Padre, così chiamava p. Albino. Con lui aveva un rapporto molto bello. Gli ultimi anni della sua vita Teresa li ha trascorsi con la sorella Maria in una “Casa di riposo per anziani”, la prima in Via Nosadella a Bologna, vicino a Via Guidotti. Qui era contenta perché vicina a casa nostra e questo facilitava anche il contatto tra noi. La vedevo spesso e i nostri incontri erano sempre per lei una bella festa. Un giorno mi ha telefonato perché voleva che andassi da lei, doveva parlarmi. Aveva da consegnarmi una busta per Anna Maria la Presidente. Dentro conteneva i suoi ultimi suggerimenti che riguardavano la revisione del nostro Statuto. “Mi dispiace - mi disse - è tutto quanto ho potuto fare. Non riesco più a scrivere, adesso andate avanti voi…”. Il tono della voce così deciso mi aveva molto impressionato. Ho ricevuto quella busta come consegna di una storia quasi sacra che per lei non finiva lì, ma sapeva che sarebbe continuata ancora da tutti noi. Era il suo ultimo contributo che non era riuscita ad ultimare per l’artrosi alle mani e quindi difficoltà a scrivere. Una testimonianza molto bella l’abbiamo raccolta recentemente nella seconda Casa di riposo, dove Teresa, sempre con la sorella Maria, aveva dovuto spostarsi a causa dei lavori di riforma della prima Casa di riposo. Alcune settimane prima di morire, una domenica, io, Anna Maria, Ludo e Lucy siamo andate a trovarla. Mentre eravamo accanto al suo letto è arrivata una signora. Ci siamo presentate. La signora ha ricordato Teresa così: sono la mamma di un alunno di Teresa. Mio figlio era ricoverato all’ospedale maggiore di Bologna. Teresa in quel periodo insegnava ai bambini ammalati. I maestri di mio figlio mi dicevano sempre che il bambino non sapeva scrivere, soprattutto dicevano, scrive storto! Teresa l’ha preso a cuore, con la sua pazienza e attenzione è riuscita a fargli scrivere bene. Mio figlio oggi scrive diritto. Sono qui per ringraziarla! Al suo funerale Don Francesco il parroco, nell’omelia così ha parlato di lei: Teresa è tornata oggi nella sua parrocchia di Santa Maria Madre della Chiesa (e aggiungo io: la stessa di Giancarlo Grandi: due persone “GRANDI” della CM). La presenza di Teresa in parrocchia è stata molto significativa soprattutto perché sempre presente per animare la messa delle 8, la messa più organizzata e partecipata… Le cose da raccontare sono tante ma i miei ricordi si fermano qui. Chi ha conosciuto Teresa Giordani può raccontare tante cose, basterebbe aprire il cuore di ciascuno per far emergere un po’ della sua vita che è anche la nostra. Carissima Teresa, adesso sei entrata in una vita radicalmente nuova e abitata dalla presenza di Dio. In questa vita nuova hai certamente incontrato le nostre sorelle e fratelli della CM, la comunità che ora vive in cielo. Un gruppo che sta diventando sempre più numeroso… Insieme a te e a loro oggi vogliamo pregare la Consacrazione a Maria: “O Maria, Madre di Dio e Madre nostra la Compagna Missionaria del Sacro Cuore si consacra oggi a te perché…Teresa, sii tu intermediaria perché il nostro coro si unisca unanime in questa preghiera e ottenga da Maria la sua protezione materna oggi e sempre. Santina [img2bcx] Carissima Teresa, quando mi è giunta la notizia della tua morte, ho sentito un fremito nel mio cuore e subito ti ho affidata al Signore, al Suo amore misericordioso, poi mi sono soffermata a pensare a te, alla tua vita, alle tue scelte di vita così ben orientate verso ciò che è essenziale, con semplicità, con gioia, senza appesantire nulla, ma solo abbandonata al Signore, sempre. Teresa cara, lasciami fare memoria dei bei tempi in cui facevi lezione a me e a Santina. Com’era bello studiare con te, lavoravamo seriamente, ma con quanta gioia nel cuore e con quante folli risate… Ricordo ancora quando, in confessione, p. Moro mi scambiò per te e mi chiese: “ Dimmi Teresa le fai ancora le tue teresate?...” E così, ebbi la soddisfazione di sapere che facevi le “teresate” anche se non so ancora cosa fossero. Come ci divertimmo quando a lezione raccontai questo fatto e quanti ricami ci facemmo su … Teresa, ora davvero ti penso davanti a Dio, nella gloria degli Angeli e dei Santi. Per te ora è tutto chiaro e tutto è paradiso… Mentre ti ricordo nella preghiera, gioisco della tua gioia e non posso non dirti: brava Teresa, ti ammiro perché tu il Signore l’hai amato sul serio e sul serio hai servito gli altri, i tuoi bimbi, tua sorella, con gioia, con passione, con amore, spendendo tutta te stessa proprio come ha fatto Gesù. Sei stata per me, per tutte noi, un bell’esempio di carità. Il sorriso costante ti coronava il volto rendendoti amabile a accattivante – trasparente della bellezza di Dio. Mi sentivo bene con te. La tua presenza liberante mi metteva a mio agio. Sapevi scorgere il lato positivo in ogni persona e in ogni avvenimento e sapevi usare una saggia ironia specie nelle circostanze difficili e dolorose. Dio ti ha abitata- e tu hai posto in Lui la tua dimora, ora vivi con lui per sempre. Grazie Teresa, sei stata grande perché hai saputo essere te stessa: umile, sapiente, generosa, vera… Per me rimani un faro di luce che mi indica la via da seguire: Gesù Cristo perché Lui è la via la verità e la vita che conduce alla salvezza. Ti voglio bene Teresa e tu dal cielo guarda verso di noi e portaci nel tuo canto di lode al Signore. Luisa
festa del sacro cuore di gesu'
 
"Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia". Ez 34, 15-16 CHI CI SEPARERA' DALL'AMORE DI CRISTO? Rm 8,35
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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