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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
75 anni di vita consacrata
 
Il 29 settembre 1937, P. Albino Elegante consacrava la sua giovane vita a Dio nella congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore: aveva 18 anni, quando disse il suo Ecce Venio. Si compiono, dunque 75 anni: uno straordinario traguardo, per grazia di Dio. Con p. Albino ringraziamo e lodiamo il Signore per questo dono e rinnoviamo con lui l'EcceVenio. Auguri, padre!!!
festa "necessaria"
 
Carissimi, il mese di giugno, dedicato al Sacro Cuore, ci fa ritrovare uniti nella comunione di preghiera e anche ci offre l’occasione di rinnovare la nostra adesione alla CM e rimettere al centro della nostra vita il Cuore di Cristo e il suo messaggio. Questa festa, possiamo dire, che ci è “necessaria” per ravvivare in noi il dono che ci è stato dato; per comprendere sempre di più il mistero dell’amore gratuito di Gesù per ciascuno; per contemplare l’amore e la fedeltà di Gesù. La nostra spiritualità e missione trovano vita nel “volgere lo sguardo a Colui che hanno trafitto” e da questa contemplazione attingiamo anche il dono della Fedeltà. Fedeltà: Al nostro battesimo; Al sì detto a Cristo nella CM; All’obbedienza a Dio alla Chiesa; Al nostro Statuto, a cui abbiamo dato l’adesione in piena libertà; Al carisma e alla missione; Alla preghiera, Al rimanere al nostro posto con volto sereno; Al mantenerci nella fatica di tutti; Così potremo ricercare la presenza del Dio-Amore, nei solchi della storia; contemplarlo anche nei posti più lontani e impensati e ricercare i tanti “tabernacoli” presenti ovunque viviamo: nella creazione…; nel cuore di ogni persona; nelle situazioni di sofferenza; nei momenti di allegria; nella precarietà e povertà; nella malattia. Tutti tabernacoli dove adorare il mistero della presenza di Dio, potremo così trasformare le tante ferite dell’umanità in feritoie. Anche da queste ferite può sgorgare l’acqua e il sangue. Impegnarci nella preghiera per poter vivere questo mese di giugno per aiutarci a ravvivare questo dono. Per noi il volgere lo “sguardo a Colui che hanno trafitto” diventa scuola di come dobbiamo donarci senza calcolo e senza misura. Suggerisco, in questo mese di giugno di recitare le litanie del Sacro Cuore, cariche di significato e che ci aiutano a contemplare questo Cuore sotto tanti aspetti. Ciascuno scelga una o l’atra espressione che meglio rappresenti la propria vita in questo momento e ne faccia preghiera a beneficio di tutti, e con questa preghiera ripetiamo anche a Lui “Tu ci sei necessario”. Auguri a tutti e buon mese di giugno! Il Cuore di Cristo, fornace ardente di carità, ci benedica! E Maria ci aiuti a volgere lo sguardo al Crocifisso.
nuova sede della compagnia missionaria in argentina
 
Abbiamo davvero una buona notizia da condividere, un grande anelito della CM argentina che si è finalmente realizzato e, come sempre, il Padre non si lascia vincere in generosità, ma ci ha dato molto di più di quanto potevamo pensare o sognare…Oggi è una realtà avere la nostra sede. Il giorno 7 maggio, vespri della festività della nostra Madre, sotto l’invocazione di Maria di Lujan, Leticia e Andrea hanno cominciato a vivere nella casa che sarà la nostra sede per i prossimi 5 anni; la casa che fino all’inizio di quest’anno era il postulantato della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore. Questa casa che molte volte ci ha ospitato per i nostri incontri, adesso ci sfida a farne una Betania e anche un luogo in cui ogni fratello che arrivi si trovi con l’amore che scaturisce del Cuore di Cristo. Nella domenica 13 maggio – festa della Madonna di Fatima – nella messa comunitaria, P. Héctor González scj, ci ha presentato alla comunità parrocchiale, spiegando brevemente ai membri della comunità chi eravamo e che da questo momento in avanti siamo noi a gestire la casa. Ci sentiamo veramente accompagnate da nostra Madre, che scopriamo presente in ciascuno dei nostri passi, così come in tutta la storia della Compagnia Missionari. [img2bcx]I giorni 19 e 20 maggio abbiamo tenuto il nostro incontro come CM argentina già a casa nostra, in coincidenza con la festa dell’Ascensione del Signore. Con la speranza di sapere che Lui è il senso della nostra vita e che ci mostra il cammino verso il seno del Padre, vogliamo accogliere la missione di annunciare e testimoniare che Lui è vivo e presente in mezzo a noi. Abbiamo riflettuto insieme su la nostra identità e la nostra appartenenza alla CM. Quest’essere parte della grande Famiglia che Dio ci ha regalato, pensando a ciascuna di noi. Che tutto sia per la gloria e la lode di Colui che ci ha chiamato per nome ad essere con Lui!!!
pasqua, fonte di gioia
 
Le donne al sepolcro, DUCCIO DI BONINSEGNA Carissimi, eccoci giunti vicino al giorno di Pasqua, giorno che ha sempre il sapore di festa, di gioia. Ed un canto di Pasqua italiano esprime molto bene questa gioia: “Che gioia ci ha dato… Vederti risorto, / vederti, Signore, / il cuore sta per impazzire! / Tu sei ritornato, / Tu sei qui tra noi: / e adesso ti avremo per sempre…!” E’ proprio così, pazzi di gioia perchè adesso lo avremo per sempre. Le donne che sono andate al sepolcro, il giorno dopo il sabato, hanno vissuto oltre allo stupore e smarrimento, una gioia incontenibile. Le donne del Vangelo, sono presenti in maniera unica all’evento della morte e della risurrezione del Signore. Con loro, anche noi vogliamo vivere questo mistero. Le donne si uniscono a Maria e Giovanni e salgono al Calvario, vivono fino in fondo lo strazio della morte e guardano dove si trova il sepolcro dove hanno deposto quel corpo, troppo in fretta strappato alle loro cure a causa della festa che stava iniziando. Sono ancora loro, le donne, che al sabato preparano gli oli, e ancora loro al mattino presto del giorno dopo il sabato si recano al sepolcro, e a queste donne l’Angelo dice: “… perché cercate tra i morti colui che è vivo, non è qui.” E ancora a loro è affidato l’annuncio che il Signore è Vivo. Questo gruppetto di donne ci suggeriscono alcuni spunti che ci possono aiutare a vivere la Pasqua. Per prima cosa il coraggio, di salire con Gesù fino al Calvario, un coraggio che diventa solidarietà con il dolore. Non scappano ma restano fino alla fine, non chiudono gli occhi… ma accompagnano il loro Signore fino alla sepoltura. Quanti calvari ancora oggi dobbiamo salire, quante situazioni di dolore di ingiustizia sono ancora oggi presenti… e, molte volte restano solo notizie lette in fretta sul giornale… e sono dimenticate. Le donne, di fronte alla pietra rotolata e all’annuncio dell’Angelo, sono piene di stupore. E’ importante lasciarci stupire dagli avvenimenti, uno stupore che aiuta a guardare il nuovo che ci viene offerto, lasciamo che lo stupore accompagni il nostro cammino e non diamo nulla per scontato. Le donne dopo lo stupore vivono la fede, credono che egli è vivo e lo annunciano. L’annuncio comporta una sfida grande, le donne non sono credute, ma continuano nella loro testimonianza. Il risorto apparirà e confermerà questo annuncio. A noi oggi la sfida nell’annunciare il Vangelo e dire con gioia incontenibile: Egli è vivo! Sì in questo mondo che pare sordo e che non si stupisce di nulla, che ha una spiegazione su tutto ma che non può rispondere al desiderio di felicità che c’è in ognuno di noi. Per poter annunciare il Vivente, che è fonte di gioia, abbiamo bisogno di perseverare nella fede in Lui e non stancarci di fare della nostra vita una testimonianza viva di Gesù Risorto, e non dobbiamo stancarci di salire con i fratelli e le sorelle i molti calvari che ancora oggi bisogna salire. Auguro a tutti Buona Pasqua, il Signore Risorto sia per tutti noi fonte di gioia. In comunione [img2bsx] “La Pasqua sconfigga il nostro peccato, frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi e perfino la morte, dal versante giusto: quello del “terzo giorno”. Da quel versante, il luogo del cranio ci apparirà come il Tabor. Le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del Cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell’agonia, ma i travagli del parto. E le stigmate lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d’ora le luci di un mondo nuovo! BUONA PASQUA!”. (Don Tonino Bello)
festa dell'eccomi
 
Per noi della Compagnia Missionaria è sempre stato importante celebrare la solennità del’Annunciazione del Signore, data a noi cara perché il 25 marzo del 1958 l’allora cardinale Giacomo Lercaro ci dava la prima approvazione dello Statuto, e soprattutto perché il si di Gesù e di Maria costituiscono nella nostra spiritualità il centro e lo stile della nostra vita. Qui a Bologna sta diventando ormai tradizionale, organizzare in occasione di questa “GIORNATA DELL’ECCOMI, un Convegno o meglio una giornata da vivere insieme in fraternità e amicizia tra noi missionarie, familiares, famiglia dehoniana, amici e conoscenti che da tanti anni ci seguono. Quest’anno ci siamo ritrovati il 24 marzo presso l’Auditorium del Villaggio del Fanciullo. La giornata è primaverile e comincia con gli arrivi, volti conosciuti, abbracci esclamazioni e sorrisi, il clima festoso che ci caratterizza quando ci ritroviamo, ci sono arrivi da Grottammare, da S.Antonio Abate, da Milano, da Monguelfo, Conegliano, Bologna e anche da Via Guidotti; a casa rimangono solo Anna e Padre Albino, affidati alle cure di Cecilia. Anna Maria ci da il benvenuto “ufficiale” e passa la parola a padre Luca Zottoli scj a cui questa volta è affidata la riflessione della mattinata sul tema “Venga il tuo Regno”. Facendo una sintesi cosi a caldo di tutta la ricchezza della riflessione gli spunti che emergono sono veramente interessanti e numerosi P. Luca introduce sottolineando che questo Regno è la passione, il chiodo fisso, il pallino di Gesù; e se nel cuore del Vangelo c’è la preghiera del Padre nostro, nel Padre nostro il cuore è “ venga il tuo regno”. Il regno è qualcosa che si attende, che non esiste in maniera completa, attendere questo regno caratterizza la nostra vita, allo stesso tempo il regno di Dio è presente, “è qui e adesso”, è operante, dinamico; e i suoi destinatari sono i piccoli, i poveri i peccatori. Un altro aspetto da tener presente parlando del regno e che non va inteso come lo pensiamo noi, con le nostre categorie umane, allora proviamo a sostituire la parola “regno” con “Dio regna”. Come Dio regna? Servendo, donando la vita, sconfiggendo la morte. Quando Dio regna? Quando la donna peccatrice è perdonata, quando Zaccheo si converte, quando il paralitico cammina. Quando ognuno di noi dice si all’offerta che Dio ci fa. Gesù si inserisce in un contesto che attendeva l’avvento del regno di Dio, un regno che risollevasse anche le sorti del Paese sotto l’occupazione romana. Il regno arriva ed è Gesù stesso, a differenza degli altri rabbi e maestri che erano scelti da chi li voleva seguire, è Lui che sceglie e chiama. “Eccomi” è a partire dal presupposto che Dio ci chiama. Il cuore del messaggio del regno è la rivelazione che Dio è Abba = papà, la parola è stata inventata da Gesù, in una cultura del sacro che separava nettamente il sacro dal profano il punto centrale, il punto forza è il rapporto con il Padre. La parabola più scomoda sul regno di Dio è quella di Matteo 20, 1-16: gli operai mandati nella vigna. E’ una delle parabole che ci sconvolge salutarmente, e ci fa capire che Dio non è come lo vogliamo noi, per Dio ci sono i figli, che per lui sono tutti i primi. Dio regna non rispondendo al male con il male, ma assumendolo su di se che è l’unica maniera di vincerlo, la morte è più forte della vita, ma più forte della morte è l’Amore che restituisce la vita in modo più forte, più piena. L’amore di una persona che è stata dentro il male ci dà la possibilità di ripartire in qualsiasi situazione ci troviamo, e questa possibilità parte sempre da Lui e non da noi, Lui entra a porte chiuse. Dio Regna, e noi ce ne accorgiamo vedendone gli effetti che concretamente sono le persone che cambiano. Gli apostoli da persone paurose e timide che erano sono diventati tutti martiri. La riflessione presentata è veramente un valido strumento da approfondire e calare nella nostra vita. Come suggerimento veniamo invitati a riprendere fra le mani l’Evangeli Nuntiandi di Paolo VI, ancora una valido testo per riflettere sulla centralità del Regno di Dio. Ci avviamo poi nella cappella dello Studentato per partecipare all’Eucarestia, momento centrale di questa nostra giornata, momento privilegiato che rafforza la comunione con Dio e fra noi che siamo presenti qui, con la CM sparsa per il mondo, e quella che ci accompagna dal cielo. Il pranzo insieme è un altro momento festoso vissuto con semplicità, ed è anche il momento per scambiarci più notizie, aggiornarci, ricordare persone conosciute e fatti che abbiamo vissuto insieme. Discorsi a volte seri a volte più scherzosi mentre gustiamo quello che ci viene servito, e essendo a Bologna, non possono mancare …le lasagne al forno! Nel pomeriggio ascoltiamo l’intervento di P. Marcello scj che con un linguaggio simpatico e sciolto partendo dal 4 novembre 1912 fa un escursione dei 100 anni della presenza dei Dehoniani nella città di Bologna. Sono varie le iniziative che quest’anno celebreranno questo centenario, ed è bello che anche questa nostra iniziativa CM è segnalata e trova spazio in questo centenario. Arrivando al 1957 la parola viene passata a Lucia Correia che continua con la storia di questo ramo CM nato da quell’unico albero, che ha le sue radici nel carisma di Padre Dehon che si alimenta e cresce bevendo dalla stessa sorgente della spiritualità del Cuore trafitto di Cristo. Anche Giannina, ritornata in questi giorni dal Mozambico, si inserisce con una testimonianza concreta sulla sua e nostra presenza in Mozambico. Cosi arriviamo alle partenze e saluti finali che riportano ciascuno a casa, al ritorno nelle nostre realtà quotidiane, dove siamo chiamati a rispondere concretamente “ECCOMI” . Come tutte le esperienze che si vivono l’importante è come si vive il dopo. E penso che l’esserci fermati insieme, l’esserci ricaricati, e rafforzati nella comunione fraterna, ci aiuterà senz’altro a camminare con più forza e entusiasmo sulla strada…. verso il Regno
passione del feriale
 
Carissimi un caro saluto e un augurio di pace! Dopo una lunga pausa eccoci di nuovo con Vinculum, il motivo di questo ritardo sono state ragioni logistiche e sistemazione degli archivi. A grandi passi si è incamminato questo nuovo anno e le feste del Natale paiono già molto lontano ma… segni del Natale appena trascorso ce ne sono ancora… qualche stella o filo argentato… alberi addobbati festosamente li trovi abbandonati che aspettano di essere portati via dal prossimo camion della spazzatura… Ma tutto questo è la fine dell’esteriorità fatta e costruita senza “anima”. Per fortuna la lturgia ci da la misura e il senso della festa e solennità ma che si prolunga e anima il quotidiano e l’ordinarietà che caratterizza buona parte della nostra vita. Mi chiedo se lo stupore di contemplare l’incarnazione del Verbo si può fermare al tempo natalizio o, se oggi nel tempo feriale, non siamo chiamati a rendere visibile, attraverso la nostra “incarnazione”, l’amore del Padre che si manifesta continuamente attraverso il Figlio. In questo cammino ci vene in aiuto il ciclo liturgico, che dopo le solennità ci immette nel Tempo Ordinario, che occupa la maggior parte dell’anno (34 settimane). la quaresima- pasqua - avvento- natale siamo soliti a chiamarli “tempi forti” ma il tempo ordinario è un “tempo debole” o un “tempo morto”? In Dio non ci sono tempi “diversi” perché ogni momento è il tempo opportuno della rivelazione e tempo favorevole per rendere presente il Verbo. E’ la liturgia che ci educa alla “passione” del feriale. I “tempi forti” ci devono aiutare a vivere tutti i tempi come veri appassionati e servi del nostro unico Signore. Questa passione per Dio e per il mondo si traduce nell’obbedienza. L’obbedienza alla vita. M. Delbrêl scrivendo proprio su questo argomento definisce le piccole circostanze quotidiane “superiori fedeli” ed è vero perché i “sì-eccomi” che siamo chiamati a ripetere sono tanti e non ci lasciano un attimo. Il salmo ci invita a lodare il Signore dal sorgere del giorno a suo tramonto e questa lode passa attraverso l’obbedienza alla vita che si esprime nelle circostanze… più svariate che ogni giorno ci riserva. Gesù ci è maestro nell’obbedienza alla vita, lui stesso l’ha vissuto dal momento dell’incarnazione fino al ritorno al Padre. Ha obbedito ai tempi naturali della gestazione e della crescita, obbedienza alle leggi civili e religiose… si è lasciato educare da Maria e Giuseppe, e quale scuola di ferialità dove Gesù ha imparato, guardando la madre nei gesti quotidiani, li ha poi tradotti in parabole. Quante volte ha visto Maria mettere il lievito per far fermentare la pasta, guardandola crescere, o il gesto di salare il cibo… E da Giuseppe ha imparato il lavoro, la capacità di relazione, il rispetto per le donne, la fedeltà all’ascolto della parola con la sua gente nella Sinagoga. Gesti semplici, feriali, ma che prepareranno il tempo dell’annuncio. Valorizziamo insieme questo “tempo ordinario” e riscopriremo nei gesti quotidiani la bellezza di una storia che stiamo costruendo insieme. Il Cuore di Cristo,signore della storia, ci benedica! Il ballo dell’obbedienza … Se noi fossimo contenti di te, Signore, Non potremmo resistere A questo bisogno di danzare che irrompe nel mondo, E indovineremmo facilmente Quale danza ti piace farci danzare Sposando i passi che la tua Provvidenza ha segnato. ...Per essere un buon danzatore, con te come con tutti, Non occorre sapere dove la danza conduce. Basta seguire, essere gioioso, essere leggero, e soprattutto non essere rigido. E ricevere da te la trasmissione del ritmo che l’orchestra scandisce… Ma noi dimentichiamo la musica del tuo Spirito, E facciamo della nostra vita un esercizio di ginnastica; Dimentichiamo che fra le tue braccia la vita è danza, Che la tua Santa Volontà …Signore, vieni a invitarci. Siamo pronti a danzarti questa corsa da fare, Questi conti, il pranzo da preparare, questa veglia in cui avremo sonno. Siamo pronti a danzarti la danza del lavoro, Quella del caldo, e quella del freddo…. Signore, insegnaci il posto che tiene, nel romanzo eterno Avviato fra te e noi, il ballo singolare della nostra obbedienza. Insegnaci a indossare ogni giorno la nostra condizione umana Come un vestito da ballo che ci farà amare da te, tutti i suoi dettagli come indispensabili gioielli. Facci vivere la nostra vita, come una festa senza fine in cui l’incontro con te si rinnova, Come un ballo, Come una danza, Fra le braccia della tua grazia, Nella musica universale dell’amore. Signore, vieni a invitarci. M. Delbrêl
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Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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