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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 27 / 05 / 2020
    SOLENNITA' DEL SACRO CUORE DI GESU'
    Venerdì 19 giugno 2020... Continua
  • 27 / 05 / 2020
    SOLENIDADE DO SAGRADO CORAÇÃO DE JESUS
    Sexta-feira 19 de junho de 2020... Continua
  • 27 / 05 / 2020
    SOLEMNIDAD DEL SAGRADO CORAZÓN DE JESÚS
    Viernes 19 de junio de 2020... Continua
l'eccomi di maria nel quotidiano
 
«Ecco la serva del Signore» (Lc 1, 38) È una risposta personale. Maria accoglie nella sua persona l’intervento di Dio nella storia umana. Non si tratta, dunque, solo di una storia tra Dio e lei. Sempre, quando Dio entra nella vita di una persona lo fa per il bene dell’umanità. Perciò la risposta della persona interpellata da Dio è risposta personale, ma non individuale. È una risposta per l’umanità, a nome dell’umanità. Un ”no” ferirebbe e impoverirebbe tutta l’umanità. Un “sì”, come quello di Maria, è a beneficio di tutta l’umanità. Il “sì” di Gesù ha redento l’umanità, che essendo prima solidale nel peccato, è poi diventata solidale nella salvezza. Gesù, solidale con tutta l’umanità peccatrice, ha offerto la sua obbedienza per tutti e lui, primogenito, ci ha resi tutti suoi fratelli nella grazia. Da questa fede scaturisce la spiritualità della riparazione trasmessaci da p. Dehon, che essenzialmente significa dire “Eccomi” al posto di chi non risponde o rifiuta. Maria si definisce serva. Il suo modo, però, di ascoltare e rispondere al messaggero di Dio non è da schiava, da persona sottomessa e costretta a subire, ma è piuttosto un modo che esprime una obbedienza fiduciosa e amorosa, un’attesa che si compia il progetto in cui Dio la coinvolge. È figlia. Figlia si Sion, perché così si percepisce il popolo che il Signore ha scelto come primogenito, secondo la parola dei profeti e dei salmi. E la figlia di Sion è anche la sposa che Dio ama. La sposa che gioisce per lo sposo, come lo sposo gioisce per lei. «Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà in te la sua delizia e la tua terra avrà uno sposo. Come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te» (Is 62, 4-5). «Rallégrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia» (Sof 3, 14.17) L’eccomi di Maria è risposta di sposa, di figlia/serva. A servizio del progetto di Dio, Maria è a servizio dell’umanità che Dio vuole salvare anche con la sua collaborazione, rendendola madre del Salvatore. Il suo eccomi è obbedienza a Dio per l’umanità e a nome dell’umanità, che lei rappresenta. Maria ci testimonia la solidarietà umana. In lei Dio prende la carne dell’umanità, diventa carnalmente solidale con l’umanità e così diventa possibile la salvezza per tutti coloro che hanno la stessa carne e lo stesso sangue. «Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe» (Eb 2,14) L’eccomi di Maria non è solo una parola, ma si esprime in diversi atteggiamenti, che devono diventare nostri per dare concretezza al nostro eccomi, personale ed ecclesiale. Silenzio. Solo il silenzio permette l’ascolto, la contemplazione, la sapienza. Ascolto di Dio e dell’umanità. Nell’ascoltare e accogliere il progetto del Padre, Maria ascolta anche la storia di Elisabetta e se ne rende partecipe; va in fretta a condividere la gioia di un progetto d’amore che le unisce in modo sublime e che le rende capaci di una vera lode al Signore. Nel cantico che sgorga dal cuore e dalle labbra di Maria in casa di Elisabetta, ella esprime tutta la sua capacità di ascolto della storia di Israele e dell’umanità; un ascolto così profondo e illuminato dalla Parola che le permette di riconoscere quella storia come il luogo dell’agire di Dio, un agire sorprendente e assolutamente diverso da quello umano e per questo illuminato dalla sua misericordia. Contemplazione, cioè l’attitudine a osservare la storia, il vivere quotidiano, alla luce della memoria di ciò che Dio ha operato e opera nella sua vita e nella vita del popolo; l’attitudine a conservare nel cuore ciò che vede e ascolta, anche quando non può immediatamente comprendere, nella certezza della fede che Dio è all’opera. Nei Vangeli stupisce il silenzio contemplativo e orante di Maria dalla culla alla croce e dopo la risurrezione fino alla Pentecoste. Il silenzio, l’ascolto, la contemplazione conducono Maria al servizio. Un servizio vissuto nella libertà dell’amore. Un servizio che, infine, conduce alla pienezza della gioia. Tutto questo Maria lo vive in un semplice e povero quotidiano, segnato da fatiche e tribolazioni, attese e speranze, gioie e angosce, persino persecuzione e morte. Da Nazaret a Betlemme, da Betlemme in Egitto, dall’Egitto a Nazaret a Gerusalemme a Cana, fino al Golgota e infine in casa del discepolo amato: Maria è sempre la donna dell’eccomi, la serva del Signore e dell’umanità. Per questo è la Madre del Salvatore che ha vinto la morte, la Donna che vince il maligno, la Sposa del gran Re, la Regina. Perché per i discepoli del Signore regnare è servire. Esattamente come lo è stato per il Maestro e Signore. Il cammino dell’eccomi di Maria è lo stesso su cui devono incamminarsi i discepoli del Signore. Noi Chiesa. Noi Compagnia Missionaria. Noi umanità bisognosa di salvezza e chiamata a collaborare all’opera della redenzione. L’ascolto della Parola ci mette alla scuola dello Spirito e ci permette di avere i pensieri e i sentimenti di Cristo. «1Anch'io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l'eccellenza della parola o della sapienza. 2 Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. 3 Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. 4 La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, 5 perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. 16Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo» (1Cor 2,1-5.16). « 5 Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: 6 egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, 7 ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, 8 umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. 9 Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, 10 perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, 11 e ogni lingua proclami: "Gesù Cristo è Signore!", a gloria di Dio Padre» (Fil 2,5-11). Come per Maria, dall’ascolto obbediente scaturisce il servizio concreto, fattivo, responsabile, intraprendente. Non è Dio che ordina a Maria di andare da Elisabetta, ma quando ci si pone a servizio di Dio, inevitabilmente, necessariamente ci si pone a servizio dell’umanità, delle persone concrete. Chiediamoci, però, cosa intendiamo per servizio. Guardiamo ancora Maria. Possiamo giustamente pensare che abbia svolto servizi domestici in casa di Elisabetta, che l’abbia aiutata a preparare l’occorrente per il nascituro, che le sia stata vicina nel parto. Ma il Vangelo di Luca, che mette in evidenza la “fretta” di Maria nel partire per la Giudea, non parla di tutto questo, non si preoccupa di dire quale aiuto ella abbia dato alla sua parente. Pone in piena luce, invece, un servizio straordinario, quello che solo lei poteva fare: condividere il dono dello Spirito di cui era colma e annunciare le grandi opere del Signore. Il servizio per eccellenza che non disdegna tutti gli altri servizi, anzi li illumina di senso. Così a Cana, la sapienza della Madre di Gesù, che le viene dalla Parola e dallo Spirito, non solo le apre gli occhi su una necessità materiale (la mancanza di vino nella festa di nozze) ma la guida a intuire in suo Figlio la presenza del vero sposo che dona la gioia del vero vino nuovo. Si fa così strumento che apre la via alla prima rivelazione e manifestazione di Gesù e fa sbocciare la fede dei discepoli. In circostanze squisitamente umane come la nascita di un figlio e una festa di nozze, Maria vive in tutta semplicità, ma con grande senso di responsabilità e di concretezza, il suo servizio sapiente. Umile, ma non banale. Da lei impariamo che non c’è luogo o circostanza del nostro vivere quotidiano dove non sia possibile essere a servizio non solo delle necessità umane, ma del progetto di salvezza di Dio. L’obbedienza al servizio esprime la consapevolezza della solidarietà umana, perché l’ascolto della Parola ci rende abili ad ascoltare i bisogni umani, quelli veri, più profondi, non quelli indotti dalle mode, dalla mondanità, dal consumismo, dalle dipendenze, dalle ideologie. L'ascolto della Parola ci educa a vedere e ascoltare con gli occhi e con il cuore di Dio. Allora la solidarietà umana non sarà solo un impegno morale, ma semplicemente la percezione di una realtà nella quale siamo immersi e che ci realizza come persone e come figli del Padre. L’ascolto e il servizio, in tutte le circostanze della vita, ci immergono nella gioia, anche faticosa, di riconoscerci sempre più persone, cioè relazione, salvandoci dalla solitudine amara e vuota di pensarci o volerci singoli individui. L’ascolto e il servizio ci fanno crescere nella gratitudine di saperci uniti nella stessa carne, in quanto umanità, e nello stesso Spirito, in quanto Chiesa. ECCOMI è la parola e l’atteggiamento che esprimono una relazione di amore. È risposta di amore. L’ECCOMI di Maria è l’eco perfetta dell’ECCOMI di Dio all’umanità e di Gesù al Padre e a noi. L’ECCOMI di Dio al mondo passa attraverso il mio e nostro ECCOMI, perché Dio è una carne sola con me, con noi. Lucia Capriotti
corso di formazione permanente del gruppo di porto
 
Ciao carissime missionarie, amici e amiche della Compagnia Missionaria. Il gruppo di Porto (come al solito) si è riunito dal 22 al 25 febbraio, approfittando del periodo di Carnevale, per favorire le missionarie che lavorano. Il tema scelto per la riflessione è stato: "ATTI DELLA IX ASSEMBLEIA G.O." Tre Missionarie hanno scelto di partecipare alla “Settimana Di Studio Della Vita Consacrata”, che si è tenuta a Fatima nella stessa data. Dopo aver accolto e ascoltato Martina, arrivata dall'Italia il giorno prima, Lúcia ha presentato il lavoro su gli Atti che, ci erano già stati consegnati un mese prima, per prenderne visione e facilitare così la riflessione di questi giorni. Lúcia ha indicato anche un metodo di lavoro e ha consigliato di iniziare a leggere da pagina 6 a 23 partendo dai titoli per focalizzare l’attenzione su ciò che veniva indicato. Abbiamo formato due gruppi di lavoro e abbiamo preso in esame le seguenti domande : 1 ° Cosa troviamo più significativo? 2 ° Cosa c'è di più impegnativo per noi? 3 ° In quali aspetti troviamo le maggiori difficoltà? PLENARIA - Formazione del Consiglio centrale: 1° Il primo aspetto importante è stato il decentramento del Consiglio Centrale, che fino a quest’ultima Assemblea, la Presidente e la Vice-Presidente risiedevano a Bologna / Italia nella casa madre. Ora invece le cose sono cambiate, Presidente e membri del Consiglio centrale risiedano in diversi paesi e continenti. Questo è di grande importanza per l'internazionalità e la multiculturalità dell’Istituto. Un altro aspetto significativo è stata la nomina di una segretaria per supportare il Consiglio centrale e occuparsi anche degli Archivi, per i quali, deve rimanere in Italia. 2 ° Questo cambiamento richiede molto più sforzo e creatività, è un salto di qualità, come è stato detto in Assemblea è "... un vento di rinnovamento ... di apertura allo Spirito, di maggiore consapevolezza da parte di ogni singolo CM. 3 ° In relazione al CC, il percorso sta procedendo, non ci sono echi di difficoltà, anche se da parte dell'una o dell'altra missionaria, si avverte un certo disagio. - La formazione delle aspiranti nel contesto africano: Su questo aspetto, il Gruppo Porto è molto favorevole nell'accogliere le giovani per la formazione, è anche una risorsa per l'animazione vocazionale. È necessario continuare a indagare su come facilitare il visto di soggiorno, sia in Portogallo che nel paese di origine, i visti SCHENGEN, ma di lunga durata. Amministrazione ed equipe economica Per quanto riguarda la questione, il Gruppo non ha commentato molto, riferendosi solo alla difficoltà di sostituire l'Amministratrice anche se si ricorresse ad un commercialista credibile. Questa è un'altra questione che ricade sulle spalle del CC. Assemblea dei familiares Il Gruppo è già a conoscenza di questo evento, per questo sta seguendo la preghiera, l'uno o l'altro ha già letto i testi di preparazione, Teresa Castro sta pensando di partecipare all'Assemblea e dopo, dare un aiuto per sostenere Monguelfo. Il corso di formazione, oltre ai temi da noi scelti ogni anno, ha momenti molto forti di preghiera, comunione, condivisione e sostegno negli acquisti e nei pasti, ecc. Un abbraccio, Laura Gonçalves
tempo di fraternità
 
Del 17 al 23 de febrero  en Córdoba  Argentina  hemos vivido acontecimientos llenos de gracia.  Se realizó  el retiro anual donde participamos misioneras de Chile y Argentina,  familiares  y amigas de la CM. El Juan Domingo  Griffone, scj nuevo Provincial  predicó  y acompañó  el p. Guillermo  Exner. Al finalizar el mismo hemos vivido varias celebraciones  que renovaron nuestro Si al Señor en la CM. Realizaron sus promesas dos nuevas familiares Elva y Alicia que viven en Carlos Paz - Córdoba. También  renovó sus votos Ely misionera de Chile e ingresó  al Periodo  de Orientación Yilda Pasotti que vive en San Martín - Chaco. Damos gracias por todas estas bendiciones y acompañamos con la oración  a estas hermanas.   Se realizó  la Asamblea latinoamericana en la que participamos las misioneras de los grupos de Chile y Argentina un encuentro fraterno y fecundo. Graciela Magaldi   Come   ogni anno, noi missionarie cilene ci troviamo con il gruppo dell’Argentina per fare insieme gli esercizi spirituali. Quest’anno ci è stato proposto di andare qualche giorno prima per trascorre insieme a Villa Carlos Paz – Cordova, giornate di fraternità. Ho accettato l’invito e sono partita sperando di trovare anche Letizia, Andrea e Irma che avevano programmato queste giornate. La casa che ci ha accolto ci ha sorpreso. E’ una struttura chiamata: ”Casa dell’amicizia”, un’opera dei padri dehoniani. E’ stata voluta anni fa; attrezzata con mezzi moderni e resa accogliente per ospitare persone della terza età e adulti in generale. “Oggi la speranza di vita in America Latina è stata calcolata così: l’81% delle persone che nascono in Latinoamerica vivranno fino ai 60 anni, mentre il 42% andrà oltre gli 80 anni. Si prevede che nel 2025, saranno 15 milioni le persone con 80 o più anni” (SENAMA). Questa residenza è composta di quaranta stanze ben attrezzate per persone anziane autosufficienti che non hanno case proprie e qui trovano un luogo ospitale e tranquillo per vivere con dignità la loro vita. Collaborano al loro mantenimento con un contributo modesto. Ciò che maggiormente colpisce oltre la struttura, i saloni, la cappella, i laboratori (che funzionano molto bene) è lo stile dehoniano, che si respira tra gli ospiti. Emerge un clima di fraternità, di collaborazione, di accoglienza. Abbiamo avuto la possibilità di condividere con loro alcune giornate, godere della loro gioia, dei loro spazi, della loro casa che veramente rispecchia il nome che porta: “Casa dell’amicizia”. Noi, con Elba, Adriana, Susana e Alicia, familiares che vivono qui, abbiamo avuto la possibilità di venire qualche giorno prima ed è stato veramente molto bello perché abbiamo approfittato di questo tempo per condividere anche un po’ della nostra vita nella semplicità. “La comunione all’interno dei nostri gruppi si concretizza … nell’accoglienza e la stima reciproca”(RdV n. 74) “Siamo chiamate a percorrere l’itinerario di comunione … per ricreare o rafforzare un tessuto di comunione tra tutti i membri CM …”(RdV n. 8). Ringrazio Dio e la famiglia della CM per il tempo e la disponibilità che ci hanno dato. Elisabeth Tiayna Mollo
vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono (1tess 5,21)
 
(PAPA FRANCESCO, Gaudete et esultate n. 168 ) Questa frase di San Paolo ai Tessalonicesi e ripresa da Papa Francesco nell'enciclica "Gaudete et esultate" mi ha fatto venire voglia di comunicare con voi, cosa che non faccio da molto tempo. Mi piace scrivere e lo faccio con piacere, ma quest’ultimo periodo è stato difficile e la vita non è stata facile. Esamina tutto. Posso fare un esame della mia vita che è azzurra come il colore del cielo della mia isola e come i colori bianchi e grigi che coprono il cielo dell'isola. La mia vita è stata bellissima per la famiglia: nonni e genitori che ci hanno educato molto bene, in campo spirituale, formativo e culturale. Dall'eucaristia quotidiana alla quale i miei genitori hanno sempre partecipato, alla confessione frequente, alla preghiera quotidiana della sera che abbiamo fatto insieme, tutto ciò ha formato gli 11 figli che avevano, anche se uno è morto da bambino. Uno è un sacerdote, una suora - Missionaria francescana di Maria che è deceduta - e io, consacrata nell'Istituto Secolare della Compagnia Missionaria del Cuore di Gesù, altri sposati e il rimanente single, ma dedicati a opere di natura religiosa e sociale. Da parte mia, essendo insegnante, ho fatto lezione per 36 anni. La mia vocazione si è risvegliata quando sentivo le suore parlare delle missioni in Africa. Anche se ha ristagnato, per molti anni. In quel tempo, insieme alla mia attività professionale, facevo incontri di catechesi e partecipavo a movimenti religiosi: corsi di cristianità, azione cattolica e visitavo i carcerati nella prigione di Funchal. Durante un ritiro a Fatima, chi orientava le meditazioni, mi ha chiesto cosa stessi facendo e la mia risposta: "sto dando lezioni" , ha capito che non ero ben realizzata e mi ha dato suggerimenti indicandomi nomi di Missionarie della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore venute a Funchal e, da allora in poi, ho capito che la mia vocazione era di consacrata nella CM. Faccio parte del gruppo di Funchal da 36 anni e ho collaborato alla formazione di alcuni missionarie e ho fatto parte del Consiglio centrale. Come persona consacrata inizio la mia giornata con la recita delle Lodi, partecipo all'Eucaristia (spesso celebrata in casa da mio fratello), alla recita quotidiana del Rosario e, quando possibile, alle riunioni e ai ritiri organizzati dal Gruppo. Ultimamente sono mancata alcune volte a causa della situazione familiare che vi descrivo. Mio fratello sacerdote ha 90 anni con problemi di salute, a volte è ricoverato in clinica e alle volte è in casa ma richiede molte cure. Vivo anche con una sorella di 87 anni con qualche debolezza psicologica e altro. Ho un fratello in pensione e medico, sposato nel Continente e che ha problemi finanziari e ultimamente fisici con la rottura del coccige. Inoltre, ha un figlio disoccupato e drogato. Ho nipoti che vivono a Madeira e ci danno supporto psicologico. Il mio impegno quotidiano è quello di assistere i due fratelli con cui vivo e svolgere le attività quotidiane: fare la spesa, gestire e guidare le persone che ci aiutano. Il gruppo CM è costituito maggiormente da anziane, ma alcuni più giovani e più capaci si dedicano alle attività del gruppo e diocesane. Il gruppo dei familiares ha vitalità e partecipa alle attività del CM oltre alle attività professionali e diocesane. Concludo con la lode al Signore e agli amici che mi accompagnano e curo ciò che è buono.
ricordo di beatrice mazzieri
 
Beatrice donna riservata Il 13 marzo 2020 è deceduta Beatrice Mazzieri, missionaria italiana. Ha fatto parte del gruppo di vita in famiglia di Bologna per molti anni. Bea, come la chiamavamo affettuosamente, non ha avuto una vita facile e, da parte mia, l’ho conosciuta quando viveva con suo fratello nell’appartamento di Via Guidotti, 65 (proprietà della CM). Erano in affitto ed anno trascorso un buon periodo vicino a noi. Lavoravano tutti e due ed entrambi erano molto discreti. Il fratello è deceduto molto tempo fa. Beatrice ha continuato a vivere vicino a noi per vari anni da sola e, nel periodo del pensionamento si dedicava al volontariato collaborando con il Quadrifoglio, organizzazione che si interessava del recupero delle persone drogate. Dopo vari anni, è andata a vivere al Pallavicini, struttura diocesana, dove ci sono vari alloggi per persone che hanno una pensione insufficiente per pagare l’affitto e lì ha vissuto fino ad alcuni anni fa facendo volontariato nel diurno per anziani gestito dalla diocesi e che si trovava a pochi passi dalla sua nuova abitazione. Negli anni del mio servizio CM a Bologna sono stata spesse volte a trovarla e conoscevo anche la vicina con la quale c’era un buon rapporto di collaborazione e solidarietà. In questi ultimi 6 anni è sempre stata poco bene di salute con la necessità negli ultimi 3-4 anni di essere coadiuvata dalla vicina per prendere le medicine perché cominciava a perdere la memoria. Non potendo più lasciarla in casa da sola, un cugino al quale ha affidato la gestione dei suoi beni, ha deciso che era bene affidarla ad una casa di riposo Nel 2018 è stata ricoverata nella casa di riposo gestita dalla “Comunità in cammino” che si trova vicino a noi e dove attualmente si trova anche la nostra Cesarina. In questo ultimo periodo è stata ricoverata all’Ospedale Maggiore di Bologna dove è deceduta. Purtroppo in questa situazione difficile dovuta a Covin 19 ci ha costrette a rimanere assolutamente in casa con tutte le restrizioni del caso, non siamo potute starle vicine come avremmo voluto. E’ stata importante la presenza di Edvige e Giannina al funerale che ringraziamo di cuore. Da parte mia la ricordo come una cara sorella con la quale ho potuto condividere sia la sua situazione di fragilità, il suo sentire e la preghiera. Ho colto la sua fede nella presenza di Gesù nel suo cuore come compagno fedele. Il suo sorriso quando ne parlava mi è rimasto nel cuore come un ricordo prezioso. Questo suo mondo intimo non traspariva normalmente ma le sue amiche di tavolo sapevo che apprezzavano la sua persona ed anche il personale della struttura dove si trovava. Manifestava anche un grande dispiacere per non poter vivere nella sua casa e questo era un suo cruccio molto grande. Credo che il suo carattere riservato ed il non poter vivere in un ambiente a lei più congeniale le creavano una grande sofferenza. Abbiamo fiducia che il Signore ha continuato a sostenerla con la sua vicinanza anche negli ultimi giorni della sua vita e confidiamo a Lui che è Vita Eterna la nostra Beatrice. Martina Cecini Grazie, Beatrice Ho conosciuto Beatrice nel periodo del mio volontariato nella comunità del Quadrifoglio ad Ozzano Emilia. agli inizi degli anni ‘ 80 - ed è stata la prima missionaria, dopo mia sorella Giuseppina naturalmente – con cui io abbia stretto una bella e forte amicizia. Dall’inizio mi hanno colpito le sue qualità umane, quelle espressioni di “abituale serenità, semplicità e dolcezza” (di cui parla il nostro Statuto (n°48)). Ho imparato poi nel tempo a conoscerla più in profondità . Beatrice aveva una grande maturità umana e una forte fede: sapeva farsi attenta e accogliente con discrezione ed umiltà. Sapeva trasmettere fiducia incondizionata. Con lei ti sentivi subito accolta con simpatia Furono queste qualità umane ad orientarmi verso di lei quando ad Ozzano Emilia maturai il desiderio di ricevere il sacramento della confermazione (non ero ancora cresimata ) e avevo un serio cammino da fare . La scelsi come madrina. Beatrice mi mostrava con la sua vita la gioia e la bellezza del vivere le piccole cose della quotidianità, lavoro, famiglia, amicizia come i luoghi propri della consacrazione secolare. Inoltre la sentivo anche molto vicina nella condivisione di alcuni valori come la solidarietà con i fratelli più poveri o più disagiati. I nostri incontri formativi erano davvero molto particolari. I nostri dialoghi erano condivisioni di vita e… condivisioni della buona cucina emiliana di cui lei era davvero ottima cuoca. Non posso dimenticare le domeniche dei nostri incontri formativi quando non mancava di prepararmi dei pranzi particolari. Era un modo molto semplice e concreto di trasmettermi affetto Con un’attenzione premurosa e intelligente si rendeva conto che venivo abbastanza stanca dal servizio in comunità e avevo bisogno di amicizia semplice e di riposo . Altri momenti che ricordo con gioia sono state le occasioni in cui - io e la mia famiglia - abbiamo avuto la gioia di averla nostra ospite al sud. Era molto legata a mia sorella Giuseppina, a mia mamma, mia sorella, ai miei nipoti. Grazie, Bea, per quanto mi hai donato. Resterai sempre nel mio cuore. Marinella Martucci
ricordo di m. alice da silva
 
Il 25 marzo scorso è deceduta Alice, missionaria di vita in famiglia, del gruppo di Maputo (Mozambico). Insieme con Gina Santana (nella foto) si era consacrata a Dio, nella Compagnia Missionaria, il 2 febbraio 1993, nelle mani di P. Albino. Sono state la primizia della CM mozambicana. Vedova e madre di otto figli, Alice ha vissuto con passione la sua consacrazione a Dio. Avrebbe compiuto fra poco 81 anni. Negli ultimi anni ha vissuto più radicalmente la sua immolazione con Cristo a causa del morbo di Parkinson. La figlia Julia ha scritto un biglietto a Martina: Ciao Martina! Buon giorno! La Mamma è andata dal Padre. Oggi già gioisce della pienezza del suo Regno e se lo merita. Mia Mamma aveva un cuore grande, uguale per tutti. Ora, ci resta solo di pregare perché lei interceda presso Maria affinché protegga tutti noi che siamo rimasti qui. Grazie mille, per tutte voi, di aver fatto felice mia madre. Lei ha trovato Gesù molto più vicino nella Compagnia Missionaria. Che Dio vi benedica. Baci. Anche se mamma non è più con noi, io voglio personalmente stare vicino alla CM
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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