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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 13 / 11 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    28 gennaio - 2 febbraio 2019, a Bologna... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    28 de enero - 2 de febrero 2019, en Bolonia... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    28 de janeiro - 2 de fevereiro de 2019, em Bolonha... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La Presidente in Guinea Bissau
    Martina visiterà il gruppo della Guinea dal 6 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019. La accompagniamo con... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    A Presidente em Guiné Bissau
    A Martina visitará o grupo da Guiné, de 6 de dezembro 2018 a 9 de janeiro 2019. Acompanhamo-la com... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La presidenta en Guinea Bissau
    Martina visitará el grupo de Guinea desde el 6 de diciembre 2018 al 9 de enero 2019. La acompañamo... Continua
in coppia, con cristo
 
Intervista a Rosa De Conte e Clemente Statzu Per conoscerci meglio vi chiediamo di sfogliare insieme alcune pagine delle vostra vita, facendo memoria delle “grandi cose” che il Signore ha compiuto sul vostro cammino. Una prima conoscenza tra me e Clemente è avvenuta a S. Antonio Abate intorno al 1978. Ma poi per diverse situazioni siamo vissuti lontani senza legami particolari, solo qualche ricordo sporadico da buoni amici. Questa conoscenza è stata ripresa intorno al 1981, quando, dopo il terremoto per necessità Clemente ha trovato appoggio a Napoli in viale Colli Aminei, presso un’anziana persona sola, che aveva bisogno di compagnia, in una casa tutta puntellata perché gravemente lesionata dal terremoto. Era in attesa di un lavoro che gli era stato assicurato. Il 07 gennaio 1982, dopo attenta e ponderata decisione giunse il giorno del nostro matrimonio. Una festa straordinaria, anche perché nella stessa celebrazione eravamo due coppie a celebrare il matrimonio. È stato, lo dobbiamo dire con franchezza, un matrimonio molto chiacchierato, e qualcuno ha giocato i numeri su quanto accadeva… chissà ??? Per noi è stato un momento di grazia nonostante alcune avversità evidenti, frutto di pettegolezzi, di pregiudizi e di maldicenze. Nonostante le avversità mai è venuta meno la fede nel Signore e ne abbiamo sempre avvertito la Sua presenza. Accanto abbiamo avuto sempre un santo sacerdote, il nostro padre spirituale, che ci ha guidati e accompagnati amorevolmente. Precedente al matrimonio e nei primi mesi di matrimonio, mentre Clemente si adoperava in svariati modi per raccogliere i fondi necessari per andare avanti, anche se vi era un appoggio totale nella mia famiglia, io continuavo ad andare all’università dove mi ero iscritta presso la facoltà di medicina. Clemente a settembre del 1982 riusciva ad inserirsi come applicato nella biblioteca comunale e da lì, per necessità fu inserito nel Comando Vigili Urbani, sempre come applicato. Il 25 novembre del 1982 una grande gioia, la nascita del nostro primogenito Giovanni. A settembre del 1983 Clemente ebbe l’incarico, da parte della Curia di Castellammare di Stabia, come docente di Religione a S. Antonio Abate. Anche la situazione economica incominciava ad avere una maggiore stabilità e ci permetteva una piena indipendenza, che precedentemente mancava. Da subito abbiamo preso, insieme, la decisione di collaborare nella comunità parrocchiale e a livello ecclesiale, secondo le nostre capacità e conoscenze. Clemente nel guidare le celebrazioni con il canto e entrambi come catechisti. Anche in virtù del nostro impegno ecclesiale fu possibile per Clemente avere l’incarico come docente di religione. Con la nascita di Gianni, per problemi di salute sono stata costretta a lasciare l’università e a dedicarmi maggiormente al bambino. Intorno al 1985, a seguito della conoscenza, in maniera più forte, della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore, insieme, abbiamo deciso di entrare a far parte di questo Istituto secolare come familiares, colpiti e coinvolti dalla spiritualità e dall’entusiasmo delle Missionarie e dei Familiares. Successivamente Clemente ha sentito forte la chiamata a prestare il suo servizio nella Chiesa Diocesana come Diacono permanente e, dopo averne preso coscienza e aver valutato quanto poteva incidere in positivo e anche, perché no, in negativo sulla nostra famiglia, presentò richiesta al Vescovo. Insieme abbiamo preso la decisione di accogliere questo progetto che il Signore aveva messo nel cuore di Clemente, e ne sono stata ben lieta di partecipare con la mia collaborazione fattiva alla sua scelta. È stato un cammino lungo ma bello, circa dieci anni, che ha portato Clemente a ricevere il sacramento dell’ordine per il diaconato il 30 dicembre del 2000. Nel tempo, gli impegni per Clemente non sono mancati anche a livello di familiaris della CM, che mi hanno, di volta in volta, sempre coinvolta, e ne sono stata lieta. Tutto partiva dal confronto e dalla scelta operata concordemente. Spesso chi ci frequentava non riusciva a capire chi dei due avesse voce in capitolo circa le decisioni e per noi era una conferma che camminavamo sempre in armonia. Come familiaris Clemente è stato eletto come primo consigliere e vice-responsabile dal 1989 al 1999 (per due mandati) e successivamente, per altri due mandati, dal 1999 al 2009 come responsabile centrale. Il 05 luglio 1990 è nato il secondogenito Pasquale e il 25 giugno1997 il nostro terzogenito Daniele. Gli impegni non ci hanno assolutamente distolto dalle premure necessarie nell’educazione e crescita dei nostri figli, e continuiamo, seppur con i nostri limiti a compiere il nostro ruolo di genitori. Accanto ai momenti di gioia diversi eventi di sofferenza hanno segnato la nostra vita e i tentativi di scoraggiamento non sono mai mancati, ma non sono valsi a distruggere la nostra vita di coppia e ciò che ci ha dato forza è stata sempre la preghiera, e la costante partecipazione all’Eucarestia e al sacramento della riconciliazione. Inoltre ciò che ci manteneva fortemente legati al Signore era la certezza che anche nella notte più buia non ci avrebbe mai lasciati soli. Papa Francesco nella sua visita pastorale all’arcidiocesi di Milano ha detto ai diaconi presenti che: “Il diaconato è una vocazione specifica, una vocazione familiare che richiama il servizio…parola chiave per capire il vostro carisma.” (Incontro con sacerdoti e consacrati - 25.03.2017). Clemente, qual è la tua esperienza: gioie e difficoltà… La mia esperienza di diacono la ritengo molto bella ed entusiasmante. Però, devo ammetterlo, non è facile vivere il servizio. Di fronte alle difficoltà iniziali di ammissione al sacramento - non vi erano diaconi permanenti in Diocesi - e tante erano le difficoltà. Anche il cammino di formazione, oltre agli studi teologici fatti in precedenza per l’insegnamento della religione, è stato lungo e non facile. Ma anche una volta diventato diacono le difficoltà non sono mancate. Agli inizi, dovevo spesso farmi violenza perché avrei voluto che tutto funzionasse per il verso giusto, o meglio secondo il mio modo di vedere. La grazia di Dio ha piano piano agito in me e mi sono lasciato toccare e illuminare dalla Parola di Dio e così i miei punti di vista sono andati diminuendo, lasciando spazio alla condivisione, alla collaborazione e al silenzio, imparando a proporre in maniera diversa ciò che io ritenevo importante per la vita della comunità. Con la collaborazione di mia moglie, e non esagero se dico che è più diacono lei di me, in quanto mi ha sempre incoraggiato e sostenuto nelle varie situazioni di difficoltà, ho potuto rendere il mio servizio fattivo e collaborativo nelle diverse comunità dove il Vescovo mi ha inviato. E il Signore ci ha sempre sostenuti e ricolmati del Suo Amore. Il vostro cammino nella Compagnia Missionaria, la conoscenza del fondatore P. Albino, la collaborazione alle attività CM, i momenti più significativi… Parlare di momenti significativi è riduttivo, crediamo di aver sperimentato sempre la bellezza di appartenere alla CM e di vivere le nostre giornate conformandole alla Volontà di Gesù secondo la spiritualità CM. La collaborazione, secondo le nostre possibilità vi è sempre stata e speriamo continui ad esserci, nonostante le tante difficoltà incontrate. Partecipazione alle attività di governo CM da parte di Clemente, alle missioni popolari da parte mia e di Clemente, la collaborazione alla casa di ferie sia ad Asiago che a Monguelfo sono stati sempre vissuti splendidamente e ci hanno offerto delle soddisfazioni e gioie grandi. Il legame poi con P. Albino è stato molto forte e significativo. Il Padre ha avuto un ruolo importante sia nella nostra vita di coppia che nel cammino come familiares della CM aiutandoci a crescere nel conoscere e sperimentare il grande Amore del Cuore trafitto di Gesù. Ritornano spesso alla nostra mente i momenti belli vissuti con lui. Fare memoria è sì un ricordare ma sempre con lo sguardo proiettato al futuro. Quale messaggio vorreste comunicare ai nostri lettori? Lasciare un messaggio è un può arduo. Tuttavia possiamo sintetizzare ciò che per noi è diventato fondamentale nel nostro cammino di coppia. Alla base vi è la scelta radicale di appartenere a Cristo Gesù e cercare di vivere secondo il suo volere. Il percorso di coppia, ne eravamo a conoscenza, poteva essere spigoloso e per questo prima di sposarci avevamo scelto come impegno, partendo da una frase della lettera di San Paolo agli Efesini “non tramonti il sole sopra la vostra ira” (4, 26), di chiarire ogni cosa prima di addormentarci. Senza Gesù non si va avanti, e questo lo abbiamo sperimentato sempre. Preghiera, ascolto della Parola, partecipazione all’Eucarestia, dialogo, condivisione, sempre pronti ad essere dono l’uno per l’altro, tutto nell’amore del Signore, sono aspetti fondamentali se si vuole crescere e camminare insieme. Momenti critici? Sempre! Non ne sono mancati e ne siamo certi non mancheranno, ma una certezza vi è ed è forte: Gesù non ci abbandona mai, nonostante le nostre fragilità.
vita di speranza e compimento
 
Assemblea generale della Conferenza Asiatica Istituti Secolari (ACSI) 2018 in Vietnam Per la prima volta ho partecipato alla Conferenza Asiatica degli Istituti secolari dell’Asia. L'evento si è svolto in Vietnam dal 4 al 6 settembre 2018. Il tema è stato: "Dentro e fuori l'Asia: gli istituti secolari vivono una vita di speranza e compimento". I partecipanti provenivano da diversi paesi: Filippine, India, Tailandia, Giappone, Corea del Sud, Laos, Indonesia, Hong Kong, Francia e Vietnam…eravamo circa 27 istituzioni laiche e una presenza di una cinquantina di partecipanti. Il primo giorno è iniziato con la Celebrazione eucaristica presieduta dal Prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica, il cardinale Joao Braz De Aviz, che ha concelebrato con i Vescovi Peter Nguyen Van De, Fernando Capalla.D.D. e altri sacerdoti. Il cardinale Joao Braz De Aviz ha commentato il libro “Consacrazione e secolarità”. E’ stata una presentazione molto bella e profonda, che mi ha aiutato a rendermi un po’ più consapevole del mio essere membro di un istituto secolare dentro la chiesa e di sentirne tutta la sua bellezza. C’è stata poi la presentazione dei partecipanti dei vari istituti e l’informazione delle varie realtà. La Responsabile Miss Lily Fernandes dell'India ci ha aiutato in questo cammino di condivisione della speranza e adempimento. Il secondo giorno abbiamo ascoltato la conferenza del Dr. Emilio Tresalti dell'Istituto Secolare di Cristo Re, di Roma, che è stato con noi per tutto il tempo dell’incontro asiatico. Ci ha parlato e dato suggerimenti sulla secolarità consacrata. C’è stato un lavoro di riflessione in piccoli gruppi (4 gruppi): Gruppo 1: Filippine; Gruppo 2: India; Gruppo 3: Tailandia, Hong Kong, Taiwan, Laos, Giappone, Indonesia, Corea del Sud; Gruppo 4: Vietnam. I risultati della discussione sono stati presentati alla fine e riassunti in un programma concreto per i prossimi 4 anni. E’ stato suggerito di: tradurre l'opuscolo "Consacrazione e secolarità" nelle varie lingue. Trovare modi e mezzi per consegnare ai Vescovi che conosciamo una copia di questo opuscolo. Invitare persone preparate o membri di Istituti Secolari come relatori principali. Creare almeno un programma di formazione per i formatori. Pensare a un Consiglio di amministrazione… Al termine c’è stata l’elezione del prossimo direttivo che rimarrà in carica da settembre 2018 ad agosto 2022. Sono state elette: Presidente - Lilly Fernandes dell’India, segretaria - Kim Quyen, Vietnam; amministratrice - Maria Conception Conie, Filippina; consigliere - Agustina Dwi, Indonesia e Kim Sook (Cecilia), Corea del Sud. Si sta pensando di fare il prossimo Convegno del 2022 in Indonesia! Per noi CM sarà una sfida! L'evento è terminato con una preghiera conclusiva. Speriamo che tutti i programmi concordati possano essere concretizzati con successo. Grazie! Susi
rimanete in me
 
4° Incontro della Famiglia Dehoniana Rendiamo grazie al Signore che ci ha dato l’occasione di partecipare a questo incontro molto bello, dopo una settimana di silenzio per gli esercizi spirituali annuali. L’incontro è stato programmato dal 29 giugno al 1 luglio presso la casa di ritiro Giri Nugraha a Palembang. Hanno partecipato circa 106 persone venute da tutte le entità della FD: SCJ, CM, laici, e giovani. I laici sono venuti da varie città: Palembang, Bengkulu, Jambi, Belitang, Lampung e Yogyakarta. Il gruppo di Palembang ha organizzato tutto sotto la guida di Ibu Sri Pujiati responsabile della Famiglia dehoniana. Il momento per stare insieme come famiglia è sempre un’occasione molto bella e preziosa. Ogni partecipante è arrivato con molto allegria e con il volto sorridente. Veramente un incontro desiderato da tutti. Abbiamo lasciato il nostro quotidiano e il lavoro per poter partecipare. Nonostante questo siamo venuti da vari luoghi e entità e ci siamo sentiti parte di una vera famiglia. All’ apertura abbiamo ascoltato le parole della sig. Sri, del sig. Philipus Haryadi responsabile generale dei laici dehoniani in Indonesia, e padre Sapto provinciale dei dehoniani. Ecco il contenuto dei loro interventi: “perchè siamo insieme e possiamo stare insieme” ! E’ stata sottolineata la crescita della famiglia dehoniana, soprattutto dei laici. La nuova vocazione SCJ è abbastanza feconda, è inviata per la missione, anche all’estero. Si desidera che la famiglia dehoniana si allarghi fino a raggiungere Riau e Papua dove ci sono i padri SCJ, e si vuole in questa espansione aiutare anche per far conoscere la CM. Padre Agus invece ha spiegato la spiritualità della Sacro Cuore di Gesù. Durante la messa, all’omelia, p. Agus ha parlato dei santi Pietro e Paolo, due persone grandi della chiesa, con carattere diverso, ma uniti insieme nella liturgia. Come noi, nella nostra realtà,siamo diversi ma siamo chiamati a essere uno, come ha detto Gesù nella sua preghiera del ‘sint unum’. Quest’incontro è stato ben preparato con varie attività: riflessione sulla spiritualità, la santa messa, momento di preghiera, discussione, gita alla casa provincialato e alla città, e poi serata di fraternità dove ogni gruppo ha presentato uno spettacolo. Durante la serata di fraternità abbiamo cantato e ballato. Ci siamo molto divertiti quando il gruppo di Yogya ha presentato un talkshow. Poi tre giudici hanno valutato ogni gruppo e la sua creatività. E’ stata veramente una serata piena di allegria. Per chiudere la giornata, padre Een ci ha poi invitato a fare la via crucis meditativa. Abbiamo cantato un canto di Taize, e subito creato un bel clima di silenzio...pronti per pregare. Alla fine, padre Een ci ha dato la benedizione per ottenere un buon riposo e poter essere pronti per l’attività del giorno seguente che comincerà alle ore 05.45 con la meditazione. Il secondo giorno l’attività è stata molto intensa...me sempre con allegria. Ci siamo divisi in due grandi gruppi. Un primo gruppo di 30 persone scelti per essere animatori e per guidare il momento di condivisione del giorno dopo. L’ altro gruppo è stato guidato da padre Kris, padre Kamto e padre Agus. Nel pomeriggio abbiamo visitato la casa del provincialato. Padre Sapta provinciale ci ha accolto con gioia insieme anche a padre Titus e padre Kelik. Davvero ci siamo sentiti come una grande famiglia. Qui abbiamo ascoltato la testimonianza del Sign. Haryadi, di come vive la spiritualità dehoniana nella sua vita quotidiana. L’ esperienza è molto bella e ispirata. A sera siamo andati a visitare la città…con un traffico intensissimo. Il terzo giorno è iniziato con la Santa Messa nella cappella, insieme alla gente del luogo. La celebrazione è stata animata da canti eseguiti dal coro della Famiglia Dehoniana. Padre Agus nella sua omelia ha spiegato cos’è la Famiglia Dehoniana e come ottenere una fede salda. Dopo colazione, abbiamo lavorato in gruppo: dieci gruppi, ogni gruppo di 6 – 8 persone, guidato da 2-3 animatori. Io insieme a Novanto abbiamo guidato un gruppo di 6 persone. Quasi tutti hanno detto di aver conosciuto da poco la Famiglia Dehoniana. La loro esperienza in questa realtà è nuova e l’hanno conosciuta tramite i padri dehoniani, adesso vorrebbero conoscere meglio questa realtà. Tutto è stato molto interessante. Prima di chiudere l’incontro, con padre Agus e padre Een abbiamo stabilito i prossimi appuntamenti: incontro nazionale della Famiglia Dehoniana si farà ogni due anni, nel 2020 a Belitang e 2022 a Bengkulu; poi faremo il primo incontro per il gruppo di animatori a Gisting a Lampung 17-20 novembre 2018. Siamo tornati a casa tutti felici e con il desiderio di incontrarci presto. Marcellina Mudji
in cammino solidale con la compagnia missionaria
 
Un contributo di amicizia e fraternità tra C.M e SCJ “… riceverete su di voi la forza dello Spirito …” (Atti 1,8) E lo Spirito aiuta ad accettare e valorizzare il presente come a vivere il pellegrinaggio verso il futuro. Ma non da soli, bensì in “compagnia” di tanti fratelli e sorelle che transitano per le stesse strade o, forse, sentieri. Nel cinquantesimo della C.M. mozambicana (1968-2018) e della mia ordinazione sacerdotale (1968-2018) un incontro a Bologna fa scoppiare scintille e riemergere ricordi e sogni. E aggiungerei, perché no? Anche gli anni della mia presenza a Madeira (1963-1965) e in territori del continente africano: Mozambico (1970-2004) e Angola (2004 ad oggi). I primi incontri si riallacciano al tempo degli studi teologici, con la presenza di alcune signorine della C.M.; continuati in altre occasioni di ricorrenze e feste: primi passi di scoperte e sfide per il futuro. Prima di partire per il Mozambico, dove le consacrate laiche C.M. mi hanno anticipato, ho sentito il dovere di incontrare P. Albino Elegante, il quale, oltre ad incoraggiarmi, ha condiviso alcune sue preoccupazioni riguardanti le prime missionarie C.M. in Zambezia (circa l’accoglienza, la collaborazione, l’inserimento in quella chiesa locale). Arrivato a Milevane le ho incontrate al lavoro nella nostra Scuola Apostolica e Missione di Nauela. Le insegnanti Ilda e Teresa attente a migliorare il mio portoghese e Lisetta infermiera nella zona, paziente nell’accettare la mia povera collaborazione nel settore sanitario e pastorale. Qui è iniziato un cammino di reciprocità e di comunione umana e spirituale importante per crescere e qualificare la nostra presenza tra le persone del posto. Significativa la nostra partecipazione ad una chiesa post-conciliare che sentiva il bisogno di rinnovarsi nello Spirito ma troppo condizionata dal passato ed esitante nelle scelte concrete. L’esempio e l’aiuto ci fu dato dalla Chiesa vicina di Nampula. Ma dopo abbiamo avuto il coraggio di proseguire, di coscientizzarci e di cercare la collaborazione dei laici, che non erano i soli catechisti. Così sono nate gradualmente, le piccole comunità cristiane, aperte ad una reale partecipazione e collaborazione, parte attiva della famiglia diocesana. Tutto questo ci ha preparato al grande evento dell’Indipendenza del Mozambico (1975). Un momento unico e vibrante, ma per i cristiani ed i cattolici, in particolare, si è trasformato in un incubo. A certo astio o rabbia anti-coloniale si è unita l’ideologia marxista-leninista dei nuovi padroni. La Chiesa ha sofferto e tutti ne abbiamo pagato le conseguenze. Noi, già nella missione di S. Tiago di Namarroi, siamo stati accusati di antinazionalismo per il semplice fatto di aver partecipato in una riunione di animatori in preparazione alla visita del nostro Vescovo Bernardo Governo. Ci accusarono di “riunione con il nemico”. Le conseguenze? Espulsione definitiva dalla missione, e alcuni, imprigionati. Così c’è stata dispersione di tutto il personale missionario! Religiosi scj e signorine (missionarie) C.M. Ma l’amicizia e spiritualità hanno operato a distanza, fortificandoci nella vocazione e missione. E poi la gente ci è stata ancora più vicina e in attesa di tempi nuovi. Non posso dimenticare le umiliazioni di Elisabetta, nel tentativo isolato di riprendere il suo servizio di infermiera nel posto sanitario. Per le Missionarie laiche e consacrate si sono come rinnovati i tempi della prima chiesa: la persecuzione e dispersioni le hanno portate ad operare e testimoniare in luoghi differenti, dove il loro carisma era una sorprendente novità, non solo per i cristiani ma anche per le persone di altri istituti missionari. Ricordo con nostalgia l’opera di Mª Amélia Magalhães; lavorava assiduamente con i piccoli, figli degli operai di una fabbrica di Quelimane, e la simpatia suscitata da questa presenza sociale. I tempi hanno creato nuove iniziative e le missioni hanno accolto ed accompagnato delle giovani, alcune delle quali le hanno seguite nel carisma e nella spiritualità. Tutto è opera prioritaria dello Spirito che ha trovato cuori attenti, umili e generosi, persone di simpatia e santa cocciutaggine, capaci di essere dono e stimolo nel pellegrinaggio della vita umana e cristiana. Con Agostino possiamo dire: “Se questi e queste … perché non io?”. Che Dio continui a benedire questo carisma di generosa e aperta oblazione. Guardiamo sempre al futuro, insieme! P. Maggiorino Madella scj
“dobbiamo fiorire dove il signore ci ha messo” fiorirò?
 
Pina, con l’aiuto di sua sorella Carla, ci ha fatto pervenire uno scritto. Ci pare bello condividerlo. Pina vive a Como in una casa per anziani e Carla, sua sorella, va tutte le mattine a trovarla. Il pomeriggio c’è una crocerossina amica, Nicoletta. La domenica la visita Eufemia l’altra sorella di Pina. C’è poi Graziella, nostra missionaria, che ogni settimana le telefona ed ancora noi che ogni tanto la andiamo a trovare e che la accompagniamo nel limite del possibile. Pina vive in comunione con tutta la Compagnia Missionaria, con grande convinzione. “Mi trovo qui da 12 anni, mi trovo abbastanza bene perché a Como sono nata ed ho vissuto fino a 26 anni poi, la volontà del buon Dio ed il destino, hanno voluto che a Como tornassi. Morti i miei genitori e la dolorosa scomparsa di mia sorella maggiore Maria Grazia, malata terminale di tumore e che qui ha terminato il suo cammino terreno. Aveva quattro anni più di me ed io la conoscevo abbastanza bene. Ora non sono lontana dalla mia famiglia come quando ero a Carugate, dove sono rimasta 21 anni. Le due sorelle che mi rimangono Eufemia e Carla per me fanno quello che possono, perché anche loro sono già avanti in età e con i loro problemi di salute. Per quanto riguarda il mio “nutrimento spirituale” devo tutto alla mia memoria, ancora buona, alla fede che tante volte ho dovuto mettere a dura prova, ed a Graziella, mia sorella anche nei voti nella CM, nel lontano 1969, insieme alla carissima Lia. Graziella è l’aiuto della mia anima; lei mi riporta a padre Albino quando mi ha preso nella CM perché ha detto che gli servivo. Mi viene quasi da ridere – io servire a lui? Solo Dio lo sa, sono stata per morire due volte e le mie sorelle Eufemia e Carla hanno preparato il vestito per la bara. Ma è rimasto lì. Non dimenticherò mai Ausilia; veniva spontanea, con la sua sapiente semplicità. So che pregate per me. “Dobbiamo fiorire dove il Signore ci ha messo”. Fiorirò? Pina Martinelli orgogliosamente CM.
ricordo di camilla vitali
 
Camminiamo verso il Signore Martina, dal Portogallo, dove si trovava per l’incontro delle Responsabili di Formazione, ha inviato il seguente messaggio. MESSAGGIO PER CAMILLAE per tutte e tutti voi. Carissimi tutti presenti.Carissima Camilla, “Il Signore è il mio pastore, in pascoli erbosi mi fa camminare, ad acque tranquille mi conduce per amore del suo nome” è il salmo che abbiamo cantato domenica scorsa e che mi fa pensare a te ed a noi in questo momento. Nella preghiera e nella fede ci uniamo a te ricordandoci la nostra appartenenza al Dio della Vita Piena. Nel mistero delle nostre vite camminiamo verso il Signore dopo un tempo di purificazione e di comunione nella condivisione silenziosa ed attenta a quanto poteva alleviare la tua sofferenza. Ecco allora che in Lui la nostra vita ha un significato nella profondità del mistero di Dio e nella sua Parola che tu hai abbondantemente annunziato con entusiasmo, zelo, fervore e con grande generosità.Ci uniamo a te per cantare le Sua grande misericordia e la Gloria del Dio vivente. Nella fede in Dio viviamo questo momento in comunione e in rendimento di grazie per la tua vita e per quanto nella sua misericordia il Signore ci ha concesso di vivere insieme per annunciare che il Regno di Dio è vicino, è tra di noi quando ci vogliamo bene, quando lo annunciamo con la nostra vita e con i nostri gesti di cura e di attenzione.Ringrazio con te quanti si sono prodigati per rimanerti vicino e che hanno condiviso con te questi ultimi mesi nei quali hai continuato nella preghiera a cantare insieme le lodi di Dio.A Lui la lode e la gloria nei secoli dei secoli. Amen. Porto, 23 luglio 2018 Martina Il nostro saluto a Camilla che ci vede dal cielo Alla nostra missionaria Luisa Chierici è stato chiesto di fare l’introduzione alla cerimonia funebre svoltasi ad Arro di Salussola, (in provincia di Biella in Piemonte), dove vive la famiglia di Camilla. Benvenuti a tutti a questa mesta e solenne celebrazione che ci ha raccolti in questa chiesa di Arro di Salussola per dare l’ultimo saluto alla nostra cara Camilla e per riconsegnarla in preghiera tra le braccia del Padre ed all’ Amato suo Sposo Gesù Cristo Signore, motivo profondo della sua vita per cui si è donata totalmente in un serio impegno di assidua e prolungata preghiera, spesso davanti al Santissimo in adorazione. Amava sostare a lungo in chiesa per stare con il Signore; esprimeva poi il frutto della sua preghiera in particolare nell’annuncio del Vangelo da lei fortemente sentito, a cui ha dedicato le sue migliori energie umane e spirituali. Ha girato l’Italia in lungo e in largo per “Gridare il Vangelo” ad ogni categoria di persone dai bimbi ai giovani, agli sposi, agli anziani e consacrati/e. Le stava a cuore aiutare le persone ad aprirsi al fascino di Dio nel servizio di carità evangelica per l’avvento del Regno. Camilla aveva il dono della Parola e non si è risparmiata nel donarla fino a consumare tutta se stessa. Camilla Vitali è nata ad Orzinuovi (Brescia) il 26 marzo 1942, battezzata il 28 marzo nella Chiesa parrocchiale. All’età di 3 anni la famiglia si è spostata in Piemonte e lì Camilla ha ricevuto la sua prima formazione umana e cristiana. A 23 anni, il 2 agosto 1965 è entrata nella Compagnia Missionaria del Sacro Cuore a Bologna. 53 anni di vita donati al Signore in risposta alla sua chiamata. Ha emesso i primi voti il 29 settembre 1973. Ha vissuto nella comunità del Centro di Bologna dal 1965 al 1986. Poi nella seconda comunità di Bologna all’Arcoveggio dal 1986 al 1990. Dal 1990 al 1995 ha fatto parte della comunità di Salerno dedicandosi all’evangelizzazione nelle diocesi circostanti e dove ha conseguito la Licenza in Teologia con specializzazione in Pastorale-Profetica nella Facoltà teologica dell’Italia meridionale. Nel 1995 ha approdato a Grottammare (AP), dove è rimasta fino al 6 settembre 2017; è passata poi, al gruppo di S. Antonio Abate (NA) e da qui il 6 dicembre a Monguelfo(BZ) dove, dopo un periodo di malattia e con la vicinanza e le cure delle missionarie e di persone amiche, il 23 luglio 2018, festa di S. Brigida Patrona d’Europa, ha concluso il suo pellegrinaggio terreno accolta dall’amore di Dio Padre. In questa liturgia vogliamo dire il nostro grazie al Signore per avercela donata. Gliela riconsegniamo nell’attesa di riabbracciarla un giorno in Paradiso. Grazie anche alla famiglia di Camilla per avercela donata … Grazie per esserle stati così vicini specie nei giorni più difficili della sua malattia e per essere stati di aiuto anche a noi missionarie nell’accompagnare Camilla con la vostra delicatezza e la vostra discrezione. Vi siamo riconoscenti e vi siamo vicini con affetto e preghiera. Ci fa piacere dirvi che sono giunti messaggi anche commoventi dai vari paesi in cui siamo presenti: Italia – Portogallo - Mozambico - Guinea Bissau - Argentina – Cile – Indonesia Arro,   25 Luglio 2018 Siamo state un bel gruppo resistente Anche tu te ne sei andata … dovevamo festeggiare i nostri 45 anni di consacrazione a settembre: Camilla, Fiora, Edvige, Linda. Siamo state un bel gruppo resistente. Era il 29 settembre 1973, il giorno di S. Michele, io non ti conoscevo, anzi non vi conoscevo. Il giorno della consacrazione siete arrivate tutte e tre accompagnate da tanti sacerdoti e tanti amici; io avevo solo Giuseppina La Mura e Giuseppina Orlando. Poi il nostro cammino ci ha fatto conoscere; cercate, confidate, apprezzate, corrette. Avevi una grande capacità di ascolto, un grande desiderio di fare tante cose per fare la volontà del tuo Sposo. A volte sembravi evasiva nelle risposte; ma era il tuo modo educato per dire: stai zitta. Ti ho conosciuto bene quando sei stata a Salerno nel periodo che eravamo in Via Laspro con Elisabetta e Bianca era il 1990. Hai partecipato a tante Missioni Parrocchiali. Hai dato la Parola con entusiasmo perché tu la Parola la vivevi e quando ne parlavi sorridevi perché credevi a quello che dicevi. Anche al nostro gruppo di S. Giorgio a Cremano tu e Bianca avete dato molto; molti vi ricordano ancora. Oggi siamo qua a ricordarti al Signore. Con te voglio ricordare Elisabetta, Ausilia, Marta: tutte missionarie che hanno dato molto alla crescita della C.M. nel Sud. Non vorrei bestemmiare dicendo che P. Albino (a cui piaceva molto questo Sud Italia) vi aspettava e tu, insieme a tutte, aspettateci perché, come diceva un grande Poeta: “anche noi presto verremo sotto le zolle”. Arrivederci … amica mia … e grazie. Linda D’Antonio   Camilla ciao Ciao anche tu me l’hai ripetuto varie volte negli ultimi giorni della tua sofferenza, quando aprivi gli occhi e mi prendevi la mano. Nella CM ci siamo conosciute. Abbiamo percorso il cammino di formazione insieme e siamo arrivate a quel 29 settembre 1973 con Linda e Fiora, a dire il nostro “si” consacrandoci a Dio nella CM. Un canto di quella celebrazione era: “Esci dalla tua terra e va…” ed ognuna di noi per strade diverse ha seguito quel comando. Tu sei stata la missionaria dell’annuncio, dell’evangelizzazione e di strade ne hai percorse tante per la passione del Regno. La settimana scorsa ti sono stata vicina, ed è stata un esperienza forte come se avessi fatto un ritiro spirituale, in silenzio guardandoti, pensavo: hai parlato tanto nel Suo nome, hai annunciato, hai fatto catechesi, hai pregato tanto anche con la gente, ma sembrava che il Signore ti stava chiedendo di testimoniarlo non più a parole ma con la tua vita. Lì su quel letto, mentre la tua vita terrena si stava spegnendo goccia a goccia, stavi rispondendo “eccomi” questa volta radicale e definitivo. I giorni si sono prolungati, noi pensavamo anche troppo, ma il Signore ha lui i suoi tempi e la risposta ai nostri perché umani rimane nel mistero. Io ho pregato varie volte vicino a te il versetto del salmo “l’angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono e li libera” e il giorno che hai finito di soffrire era proprio il salmo della liturgia. Camilla, ora che gusti e vedi come è buono il Signore insieme a padre Albino e a tutta la CM in cielo, continua a ricordarti di noi che siamo ancora in cammino. Edvige Terenghi Ho reso lode al Signore Ciao Martina, abbiamo seguito con stupore l'evento, anche se già si sapeva l'epilogo. Stai portando un peso notevole in queste situazioni di sofferenza, di accompagnamento impegnativo e delicato; grazie per aver dato il tuo apporto nel sorreggere le sorelle per seguire Camilla, nonostante i molti impegni CM. Ieri sera abbiamo avuto - inattesa combinazione- la celebrazione di una intima messa di suffragio. In casa di via Salvador Allende stava solo Padre Robo Josè scj che ha celebrato quasi in punta di piedi, con sommo rispetto e delicatezza, questo momento di comunione e di commiato da Camilla. Ha voluto conoscere qualcosa della vita attiva e impegnata di Camilla, ha colto delle peculiarità che ha proposto di ricordare, come la sua presenza davanti al SS.mo, le adorazioni in cappella, le sue missioni parrocchiali, la vicinanza ai malati terminali della parrocchia di Grottammare, la sua sete dell'Amore di Dio, che chiamava "suo sposo", e quel percorrere gli ultimi anni con un senso di gioia e di attesa per accogliere bene sorella Morte. Ha parlato di condivisione di questo momento in nome dei Padri Dehoniani, della spiritualità che ci unisce; ha affidato a Camilla i nostri progetti CM per  il futuro, e ciascuna di noi e di loro alle sue preghiere, perché gode dell'amore del Padre, accanto al Figlio, in comunione con lo Spirito Santo. Ho reso lode al Signore per aver vissuto questo momento di gioia. La lontananza a volte pesa, ma questa celebrazione mi ha portato nel clima CM, accanto a voi.Ti saluto cordialmente, in comunione, un abbraccio a tutte. Leonia Barbato A Lui, Pastore bello e buono, affido la mia speranza di poterla rivedere in Paradiso Vorrei manifestare il mio personale (e della Comunità parrocchiale di S. Niccolò di Acquaviva Picena) ringraziamento al Signore per la vita e l’apostolato della cara Camilla. Abbiamo ricevuto tanto dal suo cuore umile ed appassionato, innamorato di Gesù, dei sacerdoti, dei vescovi e del Papa. Un vero esempio di fedeltà alla Chiesa, di obbedienza fiduciosa ai suoi pastori. Per me personalmente è stata una vera madre spirituale, dalla quale ho attinto i primi insegnamenti della fede, la dedizione generosa alle famiglie, il segreto della preghiera. La ricordo nel nostro ultimo incontro ad Acquaviva, nell’ambito della settimana della Comunità, al 20 al 23 Marzo 2017, alla quale l’avevo invitata per predicare sulle 4 dimensioni della vita della prima comunità cristiana descritta nel Libro degli Atti. L’ultima sera, conclusasi con la Messa e la seguente cena andò via prima degli altri e del dolce. Diceva che non poteva mangiare dolci e che si sentiva stanca. Il suo volto era affaticato, ma sereno, non lasciando trasparire nulla di quello che stava forse già vivendo. Adesso penso che forse era il segno che ci avrebbe preceduto nella casa del Padre e che la dolcezza che aspettava era ormai solo quella dell’amore eterno che in mezzo a noi, per oltre trent’anni, ha seminato con i gesti e le parole. Dio le conceda quello che il suo cuore ha sempre desiderato. Sento il vuoto della sua presenza, ma anche la gioia di averla conosciuta ed aver vissuto, anche un po’ con lei, questa straordinaria avventura della sequela di Cristo. A Lui, Pastore bello e buono, affido la mia speranza di poterla rivedere in Paradiso. Prego per voi e per le vostre vocazioni. Il Signore vi benedica. don Alfredo Rosati
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