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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
una pagina di storia
 
La scrivo il 24 giugno 2002. Ho pregato molto lo Spirito Santo oggi, anniversario della mia cresima. Non ricordo bene l’anno in cui l’ho ricevuta, Forse, se fossi a Bologna, saprei trovarlo nei miei appunti personali. Comunque credo che il ricordare l’anno abbia una importanza molto relativa. Oggi, di molto tempo fa, mi è stato consegnato l’impegno di essere testimone della presenza dell’opera dello Spirito Santo e di lavorare in comunione con lui. Scrivo questa memoria confidando nel suo aiuto e nella sua assistenza. Dove è nata la C.M. Storicamente a Bologna il 25/12/1957. Ma l’idea che l’ha promossa è sbocciata qualche tempo prima, in una conversazione a Cesuna (Altopiano di Asiago – Vicenza). Qui, alla Villa Tabor, ho predicato parecchi corsi di Esercizi Spirituali agli Iscritti all’ Apostolato della Riparazione. Erano gli anni in cui la spiritualità del S:Cuore trovava accoglienza entusiasta presso molte persone. Le cifre, normali per quel tempo, contavano parecchie migliaia di persone adulte. I bambini ( gli Amici di Gesù) erano sui 20.000 e ci commuovevano i loro fioretti colmi di generosità. Numerosi sacerdoti, tra cui 1 Cardinale e 11 Vescovi, si erano impegnati per la celebrazione mensile della S. Messa Riparatrice. Dunque, a Villa Tabor, tutti gli anni tenevo uno o due corsi di Esercizi Spirituali, cui seguiva normalmente, dopo una giornata di svago, un paio di giorni di studio e di conversazione amica. Fu proprio in una di queste circostanze che affrontammo un problema che ci stava preoccupando un po’ tutti. Eravamo fuori casa, all’aria libera e fresca della montagna ( Cesuna è a 1050 metri di altezza). Ricordo che ci dominava un grande crocifisso. La totalità dei presenti era al femminile e di età molto giovane. Il caso di cui si cominciò a discutere era quello della scelta vocazionale. Era successo che l’una o l’altra giovane, preparata dall’Apostolato della Riparazione aveva deciso di consacrarsi a Dio L’avevo indirizzata all’uno o all’altro Istituto che ritenevo particolarmente vicino alla spiritualità che ci animava e accoglieva tutta la generosità della nostra vita. Cosa ottima, colma di fede, che però non appagava pienamente i desideri di alcune presenti. Perché non pensare a creare qualcosa che permettesse di consacrarsi a Dio, rimanendo nella scia spirituale dell’Apostolato della Riparazione? Forse era la grazia di Dio che per la prima volta ci domandava il coraggio di fare qualche passo in avanti nel nostro cammino verso il Cuore di Gesù. Ci proponemmo di pregare. Qualcuno si impegnò anche nel compimento di particolari atti di generosità, Così, dopo qualche tempo, benedetta dalla Chiesa e dai Superiori dehoniani, è nata la Compagnia Missionaria del S. Cuore. L’importanza di “fare memoria” Fare memoria dei doni di Dio è un atto doveroso di gratitudine e, se chi lo compie è aperto a riviverne gli slanci di fervore e di generosità che essi hanno suscitato, merita di essere apprezzato come una nuova espressione di grazia che la bontà del Signore fa alla Compagnia Missionaria. In questo spirito, quando la Compagnia Missionaria gestiva la casa di ferie ad Asiago, a pochi chilometri da Cesuna, in un pomeriggio della prima quindicina di agosto, ritornavo a Villa Tabor con le missionarie presenti ad Asiago, cui volentieri si univa qualche persona amica. Andavamo a rivivere la gioia di una decisione suggerita dallo Spirito e a ringraziare Dio per averci aiutato a concretizzare l’ideale di offrire al Cuore di Gesù una nuova Betania di accoglienza affettuosa e fedele. L’ultimo ritorno a Villa Tabor E’ avvenuto il 13/8/2001. Quel giorno per la liturgia della Chiesa era un giorno feriale e la prima lettura della Messa era un brano del Deuteronomio. Esattamente: Deut.10,12-22. L’autore sacro invitava il popolo di Israele ad essere riconoscente a Dio per tutti gli interventi prodigiosi operati nell’evolversi della sua storia. Infatti egli diceva: Voi siete scesi in Egitto in 70…ore siete “ numerosi come le stelle del cielo”. Fatti schiavi dagli egiziani, Dio vi ha liberati operando cose grandi e tremende “come i vostri orecchi hanno udito”. Tutto questo perché il Signore predilesse i vostri padri. Li amò, e dopo loro ha scelto tra tutti i popoli la loro discendenza:”Oggi siete voi”. Forse non c’era passo migliore per ricordare al piccolo gruppo di missionarie presenti i momenti più espressivi dell’attenzione e della benevolenza di Dio nei confronti della Compagnia Missionaria. La C.M.”dono affettuoso di Dio” La C.M. è nata storicamente, come ho già detto, a Bologna nella notte del 25 dicembre 1957, mentre la liturgia commemorava la nascita di Gesù. Come l’umanità di Gesù era il dono che l’amore infinito del Padre faceva al mondo,così la Compagnia Missionaria era il dono affettuoso che il Cuore di Gesù faceva alla sua Chiesa. Dono “affettuoso”è il dono che sgorga da un amore tenero, particolarmente intenso di gratuità e di fiducia. La Compagnia Missionaria non dovrebbe mai dimenticare di essere stata voluta e amata così dal Cuore di Gesù, E mostrarsi in ogni momento, in ogni espressione di vita e di apostolato, tutta protesa in un ricambio degno. Solo così si manterrà nella Chiesa quale l’ha destinata il Cuore di Gesù. Dono di grazia e di salvezza per molti fratelli…( continua nel prossimo numero). ( Riflessione tolta dagli scritti di p. Albino)
incontro delle responsabili di formazione
 
Cenacolo Mariano – Pontecchio Marconi – Bologna – Italia Presente il Consiglio Centrale (assente Graciela). Le formatrici: Anna Maria Berta – Mozambico; Santina Pirovano – Indonesia; Teresa Pozo – Cile; Justina Gomes Carneiro – Portogallo e Antonieta Ndequi – Guinea Bissau. Invitate: Julieta Carlos Mendes e Helena Enoque Matine del Mozambico, perché ambedue in questo tempo stanno accompagnando le giovani nel periodo di discernimento. Irma Pedrotti, formatrice in Argentina, non ha potuto essere presente per problemi di salute della mamma. Siamo riconoscenti al Provinciale dei dehoniani della Provincia nord – Italia, p. Oliviero Cattani, che è venuto per tre giorni a celebrare l’eucaristia ed è stata per noi una presenza importante. I primi giorni li abbiamo dedicati a questi due aspetti: - presentazione delle realtà formative; - comunicazioni e scambio di esperienze - varie. Presentazione delle realtà formative 1. Cile: Teresa Pozo ha presentato la realtà sua realtà formativa comunicando che in formazione c’è solamente Elisabeth che ha 47 anni ed ha emesso i suoi primi voti nel dicembre 2014. Vive con Margherita nella sede della Compagnia Missionaria in S. Bernardo. Lavora in una scuola con bambini con serie difficoltà di comunicazione, partecipa al coro della parrocchia e fa volontariato insieme a Margarita nel progetto Davi, casa che accoglie ragazze madri. 2. Italia: É stata presentata da Orielda. Sta accompagnando Rosy di 42 anni che ha cominciato il periodo di orientamento. Lavora e studia da assistente sanitaria; è una persona attiva, partecipa agli incontri organizzati dal gruppo della Lombardia – Liguria, ad Albino. Accompagna anche Elisa Marini, nel discernimento vocazionale. 3. Guinea Bissau: Antonieta ha comunicato che ci sono due giovani in formazione: Nhamo nel biennio di formazione e Marisol nel periodo di orientamento. Nhamo ha 26 anni ed ha concluso quest’anno il liceo. Marisol ha 18 anni ed è all’ultimo anno di liceo. Luzia, Binmbitida e Silva sono nel cammino di discernimento vocazionale. Luzia ha chiesto di fare un’esperienza, nel mese di settembre, in casa nostra. 4. Portogallo: Justina ci ha comunicato che in questo momento, non c’è nessuna giovane in formazione. Il gruppo del Portogallo è impegnato con l’animazione vocazionale nelle parrocchie, con giovani e adolescenti. A Funchal invece, c’è una giovane nel discernimento vocazionale. 5. Indonesia: da quasi dieci anni Santina sta accompagnando la realtà formativa in Indonesia. Attualmente ci sono cinque missionarie indonesiane e tutte di vita in famiglia. Non esiste la vita fraterna. Tre missionarie vivono a Palembang ( isola di Sumatra) e due a Jakarta ( isola di Giava). La distanza tra loro è grande e si possono incontrare tutte insieme solo una volta all’anno e approfittano di questa occasione per fare la loro programmazione annuale. Tutte lavorano e collaborano con i padri dehoniani e la famiglia dehoniana. Una di loro, Susi, è venuta in Italia quando Santina è rientrata, per studiare la lingua italiana e conoscere da vicino la nostra realtà di Compagnia Missionaria. Gli esercizi spirituali di luglio sono stati svolti da Anna Maria in collaborazione con Santina sul tema: “L’eredità di p. Albino”. 6. Mozambico: Anna Maria ha presentato tre realtà che sta accompagnando. Nampula: in una casetta abita Anna Maria che è responsabile di formazione, con Gabriela e tre ragazze in formazione. Nell’altra situata di fronte, abita Helena con sei ragazze in discernimento vocazionale. Invinha: vivono Mariolina, Lisetta, Dalaina, che in gennaio 2015, ha fatto la seconda rinnovazione dei voti, e sei ragazze in discernimento vocazionale. Maputo: c’erano tre ragazze in discernimento vocazionale, accompagnate da Julieta e dal gruppo locale, però per diversi motivi il percorso è stato interrotto. 7. Argentina: Teresa Pozo ha letto la relazione di Irma inviata via e-mail In Argentina ci sono quattro persone in formazione. Tutte e quattro vivono nella stessa città di Resistencia. Rosa, di 52 anni, lavora come biochimica e ha fatto l’incorporazione perpetua ad agosto di quest’anno. (E’ stata eletta responsabile di gruppo). Andrea ha 41 anni ha fatto la prima rinnovazione dei voti nel febbraio scorso. Silvia ha 41 anni ha fatto la sua prima rinnovazione di voti insieme ad Andrea nel febbraio 2015, lavora come amministratrice in una clinica e quest’anno ha cominciato ad accompagnare alcune persone che vogliono conoscere la realtà dei familiares. Samanta ha 21 anni, studia ingegneria ed è nel periodo di orientamento. Graciela, d’accordo con Irma, accompagna Samanta nella formazione, facendo incontri una alla settimana. Comunicazioni e scambi di esperienze varie Finite le relazioni si è iniziato un dibattito su vari temi: *Si è sentita la necessità di un richiamo all’utilizzazione esatta di termini che a volte usiamo. Esempio, incorporazione perpetua e non voti perpetui, Responsabile di formazione e non maestra di formazione...e altri. *C’è stata una riflessione sulle modalità di vita che si possono scegliere. Tutte le tre modalità sono importanti. Ciascuna di noi deve tener ben presente e aver chiaro la modalità che ha scelto: missionaria di vita fraterna, di vita in famiglia, sola. Dobbiamo essere aperte ad ogni modalità di vita. Santina fa riflettere su alcune realtà che stiamo vivendo. In Cile, Argentina e Indonesia ci sono missionarie e candidate che desiderano la vita fraterna. Alcune missionarie vivono in gruppo pur continuando nella loro scelta iniziale di vita in famiglia o da sole. Sono esperienze positive. Per esempio in Guinea Bissau: si sottolinea la disponibilità di Bina e altre. E’ importante trovare una maniera per affrontare ed accettare queste situazioni attraverso un confronto, un dialogo, stabilendo criteri chiari, concretizzando bene l’impostazione che si vuol dare al gruppo, anche per quanto riguarda l’aspetto economico. *E’ bene pensare a un prossimo incontro delle giovani consacrate, tenendo presente che l’incontro fatto nel 2012 ha dato buoni frutti nel processo formativo , sia nell’apertura a nuove prospettive sia come apertura al nuovo. Si conferma inoltre l’importanza di investire ne mondo giovanile. *Sono seguite alcune riflessioni riguardanti cose pratiche come: organizzare meglio il materiale che stiamo usando per le varie tappe formative, seguire uno schema comune per la relazione che viene presentata al Consiglio Centrale, ecc. Un giorno è stato dedicato al tema: “Inculturazione in Europa” trattato da Rosanna Carmagnani. Questo incontro è stato aperto a tutte le missionarie. Hanno partecipato: Edvige Terenghi, Lucia Maistro, Paola Berto, Marinella Martucci. L’ascolto della relazione ha provocato riflessioni sulla realtà attuale dei giovani in Europa, soprattutto in Italia e Portogallo. Tenendo presente il contesto attuale, ci siamo messe in questione sul modo di accompagnarli nel discernimento vocazionale e capire come aiutarli a scoprire e aderire ai valori cristiani. Nelle famiglie europee si verifica sempre di più una mancanza di formazione cristiana. Tutto questo ci interpella sulla necessità di incontrare nuove strategie e un linguaggio nuovo per aiutare meglio questo mondo dei giovani. Abbiamo capito che è necessario andare loro incontro, aprile loro le nostre porte, e questo lo possiamo fare comunicando loro il nostro carisma di accoglienza e di ascolto. Abbiamo bisogno di tener presente che questo approccio con le famiglie è fondamentale.A questo proposito, Orielda ha suggerito di rivedere la relazione della Consulta dellle Responsabili di gruppo del 2011, dove si parla dell’animazione vocazionale. Si è sottolineato l’importanza di collaborare anche con altri Istituti secolari nel’animazione vocazionale e inoltre di rivedere il materiale che abbiamo per far conoscere la CM. Ormai vicine alla chiusura dei lavori Santina ha proposto una dinamica: È stato ricordato l’incontro delle giovani consacrate del luglio 2012 dove, in quella circostanza, era stata piantata una rosa, nella terra che ciascuna aveva portato dal proprio paese: Argentina, Mozambico ecc. La rosa ha faticato a crescere ed è morta. Si è quindi pensato di piantarne un’altra, per cui si era chiesto ad ognuna di portare una foglia che sarebbe servita come concime. Un gesto simbolico per ricordare che ciascuna di noi è chiamata a coltivare e custodire la formazione attraverso la sua offerta, il suo concime, affinché i “germogli” che coltiviamo e che ci sono stati affidati, possano vivere e crescere bene. Orielda ha chiesto di prendere in considerazione il cambio della coordinatrice delle responsabili di formazione. Un impegno che già da 15 anni lei stava portando avanti. E’ stato così deciso che continuerà questo servizio Justina Carneiro. Abbiamo poi scelto il tema che si affronterà nel prossimo incontro delle Responsabili di formazione: “Come formare a una affettività serena e matura”. L’incontro sarà realizzato in Portogallo nel mese di luglio 2018. L’organizzazione di questo evento è stato affidato a Justina e Serafina. Edvige ha presentato una riflessione sulla amministrazione nella CM. Ha sottolineato l’importanza di riflettere e far capire fin dall’inizio della formazione, che anche l’aspetto economico è importante e fa parte della formazione. La chiarezza di idee in questo aspetto aiuta la persona a comprendere e formarsi a uno stile di vita dell’Istituto e di conseguenza ad assumere con responsabilità e iniziativa il modo di gestire la propria vita e i beni che si amministrano. L’ultimo giorno dopo cena c’è stato un incontro fraterno dove sono stati presentati Power Point sulla vita ed eredità di p. Albino, preparato da Anna Maria e da Lucia Capriotti. Alcune foto dell’Indonesia e dell’Argentina hanno completato la presentazione. E per concludere le nostre sorelle mozambicane hanno offerto a tutte le presenti bellissime capulane al ritmo di danze e canti africani. Ricordi dell’Indonesia, del Cile e della Guinea Bissau hanno completato la serata. Il giorno 26 abbiamo così concluso con l’Eucaristia celebrata da p. Oliviero Cattani, che ci ha aiutato attraverso la sua sapiente omelia. Dopo la colazione ciascuna è ritornata a casa. Anna Maria invece ha accompagnato Teresa Pozo, Antonieta, Helena e Julieta alla Certosa di Bologna per pregare sulla tomba di p. Albino e di tutte le missionarie defunte. Nei giorni 28 – 29 – 30 di luglio, alcune missionarie sono andate a Monguelfo , altre si sono fermate in via Guidotti condividendo con il gruppo locale momenti di gioia 
esperienze di vita nel cammino formativo
 
Quest’anno a metà febbraio ho avuto una sorpresa. Sono stata invitata a partecipare all’incontro delle formatrici che si sarebbe svolto in luglio a Bologna. Meditando su questo mi era venuto il dubbio che io non fossi la persona giusta, ma Anna Maria mi ha incoraggiato dicendo che era bene partecipare, per cominciare come mozambicane, ad inserirci, perché il sapere non occupa spazio ma aiuta la persona a crescere e aprirsi ai segni dei tempi. Arrivato il giorno, insieme a Julieta siamo partite da Maputo con destinazione a Bologna, ma nello scalo di Roma abbiamo avuto una piccola avventura (non sapendo bene l’italiano) abbiamo sbagliato “gate”. Ma tutto si è risolto bene grazie ai nostri angeli custodi, comunque ci siamo proposte di studiare l’italiano e soprattutto l’inglese! Quello che mi ha entusiasmato dell’incontro delle formatrici è stato quello che ciascuna di loro ha comunicato dell’esperienza della propria vita e del cammino formativo, che è tutt’altro che facile come possiamo immaginare, tenendo conto anche delle diverse culture , ma la nostra vita è una sfida quotidiana e noi possiamo diventare una benedizione le une per le altre. Ringrazio Martina e il suo Consiglio che ci hanno offerto questa opportunità di essere presenti in questo incontro senza dimenticare di ringraziare tutte le formatrici che ci hanno arricchito con le loro esperienze, anche quelle che non hanno giovani da accompagnare. Io penso che dobbiamo ricordare il libro di Qoèlet: “…c’è un tempo per piangere, e un tempo per ridere c’è un tempo per gemere e un tempo per ballare…” Mi è piaciuto anche il tema trattato da Rosanna Carmignani, ci ha arricchito nonostante la difficoltà della lingua, l’essenziale della sua relazione l’abbiamo capito. Le domande sono state importanti e ci hanno aiutato a lavorare personalmente e in gruppo, in un dialogo costruttivo guidato dallo Spirito Santo, che lavora in ciascuna di noi. Non posso lasciare di lodare e ringraziare Anna Maria e Lucia Capriotti per il power point che ci hanno presentato sulla storia di padre Albino e sono stata contenta di sapere che Santina e altre stanno lavorando con gli scritti di padre Albino che ci sono nell’archivio. Ringrazio anche Edvige, che ci ha aiutate a capire l’organizzazione amministrativa della CM e che è necessario la circolarità e la condivisione dei beni come nelle prime comunità cristiane. Siamo state poi a Monguelfo a visitare le missionarie che lavorano lassù, il periodo era di molto lavoro, e con le missionarie c’erano anche quatto giovani volontari che offrono il loro servizio gratuito. Pure noi abbiamo collaborato nel lavoro dell’orto. Abbiamo avuto anche un’incontro con questi giovani che è stato molto bello. Infine Martina, prima di partire ci ha portate a fare una passeggiata sulle colline bolognese Abbiamo contemplato la natura e cantato per le meraviglie del Signore e per i suoi doni, per l’incontro con le persone, animali piante e uccelli. Ringrazio il Signore per avervi posto nel mio cammino come sorelle, so che il cammino si fa camminando giorno per giorno per questo voglio vivere nella gratitudine e nell’amore per fratelli. Un forte abbraccio.
50 anni di consacrazione
 
La mia  storia di consacrazione a Dio nella Compagnia Missionaria del Sacro Cuore di Gesù, è iniziata il 29 settembre 1965,con la prima emissione dei voti di castità, povertà e obbedienza, a Bologna nella sede centrale dell’Istituto. In quel giorno, mentre mi avvicinavo all’altare per pronunciare il mio SI, mi uscirono spontaneamente dal cuore queste parole: “Prendi, Signore tutta la mia vita, dammi il tuo amore e la tua grazia e mi basta”. Lo Statuto della Compagnia Missionaria al N° 2 dice: “scelte da Dio, scegliamo Dio, come unico bene della nostra vita. Queste parole, hanno rimosso dal mio cuore, timori, paure, incertezze ect., convinta veramente che era Dio che mi era venuto incontro, mi aveva chiamata, cercata e incoraggiata a seguire Gesù; Lui voleva essere il mio unico sposo. Si, sebbene sperimentavo tutta la mia limitatezza, fragilità e incapacità, ebbi la forza di andare avanti certa che c’era Gesù con me. Sono passati 50 anni, e non mi sembra vero, perché è come se fosse ieri; il tempo è volato, anche perché ho lasciato dietro a me ogni dubbio ed ogni paura e mi sono fidata di Lui. In questi 50 anni, Dio è sempre stato con me, non mi ha lasciata sola, non mi ha fatto mancare nulla. In particolare: - la sua grazia, Lui, ha posto nel mio cuore il desiderio della preghiera, di una profonda comunione con Lui, cuore a cuore e gioiosamente quella comunitaria. La forza della preghiera mi ha sempre fatto desiderare il bene, anche quando non era facile, ma la sua grazia in me ha lavorato rendendomi capace di discernere ciò che era gradito a Dio, ai fratelli e sorelle. - Inoltre, ho fatto forte esperienza della fedeltà di Dio. Mi ha reso forte e capace di stare con Lui, di non venire meno agli impregni presi. SI, Dio è fedele e la sua fedeltà è la mia forza, il mio coraggio, entusiasmo e audacia. - Altra grazia molto bella e particolarissima è stata ed è la sua misericordia, cioè sentirmi sempre amata e accolta con tutta me stessa, e dandomi la forza di ricominciare ogni volta che la mia fragilità mi si imponeva e mi si impone. In questi 50 anni di vita consacrata, ho avuto grazie particolari di cui, per dare gloria a Dio, voglio fare memoria, perché Lui ha fatto tutto in me; io nella mia povertà non potrei nulla. Non posso non fare memoria della presenza di Padre Elegante nella mia vita. Lui è stato lo strumento che mi ha guidata, aiutata a vivere in Dio, con Dio e per Dio, aprendomi orizzonti perché il regno di Dio si estendesse a tutti. Inoltre un ricordo va anche alla mia famiglia naturale, che sebbene erano contrari alla mia scelta, dopo erano orgogliosi di me e mi hanno sostenuta sempre, aiutata e voluta bene. Il mio ricordo va anche ad ogni sorella della Compagnia Missionaria che con amore, tenerezza e rispetto mi sono state vicine e aiutata nel mio cammino. Non posso no ricordare i sacerdoti che ho incontrato nel mio cammino, e quanto bene ho ricevuto da tutti. Quando c’era l’occasione e potevo recarmi nelle loro parrocchie per testimoniare la mia gioia missionaria e ricordare che tutti mediante il Battesimo si è missionari, era per me e per tutti loro motivo di grande gioia e gli inviti si ripetevano, (in particolare quando mi recavo in Sardegna per un periodo di riposo e per stare con i miei). I miei giorni erano sempre pochi per rispondere alle esigenze di tutti, ma nella misura del possibile mi rendevo disponibile. Inoltre a tante altre, tantissime persone va il mio grazie, e in particolare alla comunità di origine: Atzara: ad Atzara ho ricevuto il Battesimo, il sacramento della confermazione, e sono cresciuta nelle file dell’Azione cattolica, ed ho ricevuto tantissimo. Tutti ad Atzara, mi ricordano, mi hanno voluta molto bene e continuano a volermi bene, ho sempre sentito tutti molto vicini con la preghiera e l’aiuto anche materiale per la mia attività missionaria. Dopo la prima emissione dei voti, ebbi un bellissimo dono datomi da Dio, ma offertomi dal Padre Fondatore: lui mi chiese se volevo andare in missione, in Mozambico. Era questo il mio forte desiderio, cioè consacrami a Dio per aiutare tutti, i vicini e i lontani. La missione è un grande dono, ma è una bellissima rosa con tante spine, che non si può fare a meno di amare: si ama, si ama tanto, perché i fratelli e le sorelle a cui sono stata inviata mi hanno accolto con cuore grande, aperto e generoso. In tutti ho trovato una grande sete di Dio, aspettano e amano tanto i missionari e le missionarie. SI, rendo grazie al mio Dio per quanto ho vissuto in terra Mozambicana, per la gente che ho incontrato, curato, i bimbi che sono nati, i lebbrosi che ho avvicinato, i tubercolotici che ho curato; i catechisti con i quali ho lavorato, le comunità cristiane con le quali ho pregato e sofferto con loro. A distanza di tempo, tanta gente è ancora presente nel mio cuore e nella mia preghiera, la missione non finisce mai. Ora che vivo a Bologna sto facendo una raccolta di “perle” per me sono perle, mentre non è così per tutti. Cioè mi trovo con la fragilità che è propria della mia età, ma che mi aiuta a vivere in stato di missione. Spesso mi trovo a percorrere strade su cui ho camminato, e questo in Italia, in Portogallo e in Mozambico. Sento vivo in me la forza dello Spirito che mi sospinge, mi fa sognare e desiderare, ed io voglio accogliere con tutta sincerità lo Spirito Santo, perché mi aiuti sempre a dare il primato a Dio e ogni giorno fargli quello spazio necessario perché possa operare in me. Maria, Madre, Guida e Custode della Compagnia Missionaria, è per me il modello che mi aiuta a riconoscere l’azione di Dio e dargli tutto lo spazio nella mia vita. Anch’io con Maria esclamo: l’anima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore! Ecco ho raccontato in breve ciò che Dio ha operato in me durante questi 50 anni, e voglio rendergli grazie e lodarlo per tutta la mia vita. Elisabetta Todde In questa tappa della mia lunga vita che segna il mio 50mo di consacrazione, mi porto dentro stupore, gioia e lode al Dio Amore per avermi creata, voluta, amata, chiamata alla sequela di Cristo Gesù nella Compagnia Missionaria del S. Cuore; per avermi portata, ri-generata, inviata… per un servizio umile, nascosto, da me offerto e vissuto come sacrificio d’amore e di riparazione perché il  Regno di Dio raggiunga tutti i cuori. Durante questo anno ho pensato e penso spesso ai miei 50 anni di consacrazione. E ogni volta mi sale dal cuore un inno di benedizione a Dio Trinità perché in tutta la mia vita mi ha riempita dei suoi immensi doni; mi ha ricolmata della sua grazia; ha avuto pietà, da sempre, della mia pochezza, fragilità, meschinità. Sì, il 50mo della mia consacrazione è soprattutto rivelazione dell’amore fedele, paziente e misericordioso del Padre che, nel suo Figlio dal cuore trafitto, mi ha amato fino alla fine. Per questo sento che l’essere stata chiamata come missionaria del s. Cuore è il dono più prezioso che abbia ricevuto nella mia vita. Un dono che sento vivo e vitale in me, nel concreto del mio vivere quotidiano. Un quotidiano che cerco di vivere in docilità filiale, in solidarietà fraterna, in dimensione oblativa e con uno sguardo continuo, ampio e attento al mondo con le sue gioie, speranze, conflitti, grida di aiuto… Solo così, portando in me la Parola di Dio e vivendo con questa attenzione – apertura – servizio …, sento che la mia vita ha un senso e mi genera dentro una profonda pace e serena gioia, frutto dello Spirito Santo, invocato quotidianamente. Una pace e serena gioia che rimangono anche nelle situazioni di conflitto, di fatica, di incomprensioni… che inevitabilmente segnano il cammino di tutti. Sì, sono profondamente grata al Padre, al Figlio dal Cuore Trafitto e allo Spirito Santo per come hanno “segnato” la mia vita; a Maria che mi è sempre stata madre, guida e custode sapiente. E il mio grazie profondo e affettuoso va anche a tutta la Compagnia Missionaria, che ho sempre sentito come la “mia” preziosa e cara famiglia nella Chiesa; a p. Albino che, obbedendo alla voce dello Spirito Santo, ha dato origine con coraggio, fede e concretezza alla CM. Sento importante infine dire il mio grazie anche a tutte le persone che Dio Amore ha messo sul mio cammino, a partire dalla mia amata famiglia di origine e a tutta la Famiglia Dehoniana . Sì, grazie per come ogni persona, a suo modo, anche chi certe volte non mi ha compresa, mi ha aiutato a crescere come donna e come missionaria CM. E, se per tutto quello che è stato dico un grazie pieno di gioia e gratitudine, per quello che sarà dico un sì nell’abbandono pieno alle mani del Padre perché “Lui è mia roccia e mia salvezza, mia difesa: non potrò vacillare” (Sal 62). Marta Bartolozzi
gesù è amore e pieno di misericordia
 
25 anni di vita consacrata Quando fui chiamata da Dio per servirlo rimasi un po’ disanimata perche avevo paura. Fui chiamata per la CM mediante un sacerdote, durante una confessione. Risposi subito di no, che non volevo, ma non sapevo neppure cos’era la Compagnia Missionaria. E’ stata una bella chiamata dello Spirito Santo. Dal momento in cui conobbi la CM desiderai di appartenergli il più in fretta possibile. Gesù che è amore mi voleva per Lui. Mi sono consacrata il 5 di Agosto del 1990 a Vila Nova de Gaia, nelle vicinanze di Porto. Ho sempre creduto che è stata la forza e la chiamata dello Spirito Santo, per questo nel giorno nella mia consacrazione ho fatto delle colombe di farina (pasta) bianca per offrire ai miei amici. La colomba è il simbolo dello Spirito Santo che mi ha chiamato e che ha voluto che io rispondessi. In questi 25 anni di consacrazione mi sono sempre dedicata a vivere con amore i piccoli gesti sia nell’ambiente di lavoro, sia dopo come pensionata. Nel lavoro pensavo sempre a qualche fratello che potesse aver bisogno di m. Ho sempre pensato a quello che il Fondatore, padre Albino, mi chiese davanti a un vassoio con delle braci accese, di essere sempre come quella brace accesa, di non lasciarla mai spegnere. Si, con l’aiuto di Dio Amore, le braci si sono mantenute accese, anche se ci sono stati momenti in cui sembrano spegnersi, è bastato soffiarci sopra per farle tornare ad accendersi ancora più vive. Rendo grazie Dio per la forza che mi da per andare sempre avanti. Oggi sono una donna felice, per essermi consacrata totalmente al Signore. Ogni giorno mi alzo e faccio la mia preghiera di offerta e di consacrazione a Maria. E cosi sento sempre che questi due Cuori sono sempre con me. Quest’anno, per me, è stata una grande grazia celebrare 25 anni di consacrazione. In parrocchia ho avuto una grande festa, perché è coincisa anche con il 25° di ordinazione di Padre João Manuel sacerdote dehoniano. Padre Dehon e padre Albino sono in cielo a lodare il Cuore di Gesù e il Cuore immacolato di Maria. La messa di rendimento di grazie è stata il 19 luglio, è stata molto bella la presenza della CM e per lei ho pregato molto. E’ stato un dono di Dio mettere insieme la festa del Santissimo Sacramento (tipica dell’isola di Madeira, dove tutte le parrocchie celebrano la festa del Corpus Domini e per questo le isole di Madeira e di Porto Santo sono conosciute come isole del Santissimo Sacramento) In più c’è stata la festa delle prime Comunioni dei bambini del catechismo. Erano presenti Madalena, Celestina e Conceiçao. Insieme a loro c’era anche il fratello sacerdote di Madalena e sua sorella Helena. Hanno concelebrato 13 sacerdoti e io ho dato la mia piccola testimonianza, parlando della Compagnia Missionaria. Mi sono sentita a mio agio a parlare perché non ero io a parlare in una chiesa piena di gente , ma lo Spirito Santo. Poi fuori dalla Chiesa c’è stata una piccola con fraternizzazione, tra vari dolci, una torta ricoperta con il simbolo della CM. La parrocchia e i bambini del catechismo mi hanno offerto un quadro dipinto a mano con la mia fotografia. A casa mia sono poi venuti un gruppo di amici tra cui una giovane molto amica mia. Sono questi i segni di affetto con cui il Signore ci ricompensa. Obrigado, PAI.
bella esperienza di noi cm
 
Visita di Martina e Lucia ai gruppi del Portogallo L’aereo fa il ballerino dalla pista di decollo a Bologna fino alla pista di atterraggio a Lisbona, dopo aver attraversato un mare di nuvole e di nebbia, mentre io avevo sperato di godermi il paesaggio! Poiché arriviamo in ritardo, perdiamo la coincidenza per Porto, dobbiamo aspettare più di due ore. Insomma, partite alle 12,30 da Bologna, siamo a Porto alle 19! Ma ringrazio il Signore di toccare il suolo portoghese! E c’è Teresa Castro ad attenderci: ho sempre avuto un bel ricordo di quando abbiamo vissuto insieme a Bologna. Arriviamo a casa – quella casa che conosco solo dalle foto – sotto la pioggia battente e Lúcia ci accoglie. Sono felice di essere qui, in questa terra e in questa casa che è carica della presenza e dei ricordi di p. Albino e delle missionarie portoghesi e italiane che hanno vissuto qui e fatto crescere la CM portoghese. Nei giorni seguenti, è un via-vai di missionarie che vengono a salutarci e soprattutto a dialogare con Martina. È una gioia incontrarle: quelle che conosco da tanti anni e con le quali ho condiviso esperienze di lavoro e assemblee generali, quelle che ho incontrato solo una volta e quelle che non ho mai incontrato. La loro accoglienza, il loro affetto, la loro generosità mi fa sentire come è bello essere in Famiglia. C’è anche Bina, che è venuta a casa, in vacanza, dalla Guinea Bissau. Il venerdì, con Martina e Bina andiamo a trovare Odete, l’unica che non può venire e Porto, perché impegnata ad assistere la mamma novantenne gravemente inferma. È stata una gioia rivedere anche Odete, dopo tanti anni, e stare un po’ con lei. Mentre lei è in dialogo con Martina, Bina e io facciamo una passeggiata e abbiamo modo di raccontarci la nostra esperienza CM. Uno scambio semplice e fraterno, profondo, di cui ringrazio Bina e il Signore. Porto, Fatima, Coimbra Con Teresa Castro il primo giorno vado a messa nella chiesa del Carmine e visitiamo anche la chiesa dei Carmelitani, una a fianco dell’altra, bellissime. Il giorno dopo andiamo a Fatima: arriviamo con il cielo carico di nuvoloni neri, ma dopo uno scroscio di pioggia, mentre siamo a messa, scoppia un gran sole caldo. La messa nella basilica della SS. Trinità, la preghiera nella cappella delle apparizioni, la visita alla basilica di Nostra Signora del Rosario, alle case dei pastorelli e ai luoghi delle apparizioni dell’angelo, ci mettono in ascolto del mistero. A Maria affido la CM, le nostre famiglie, tutti coloro che chiedono la nostra preghiera, il mondo intero, soprattutto la causa della pace. Nei giorni seguenti ho modo di visitare Porto: il centro con la torre dos Clerigos, la splendida Cattedrale, la piazza della Libertà e l’Avenida dos Aliados, la Stazione s. Bento, la Chiesa dos Congregados… e infine vado con Laura a messa nella splendida chiesa della SS. Trinità, poi lungo il fiume Douro fino alla foce e a passeggiare lungo la riva dell’oceano. E passeggiando, anche con Laura ci raccontiamo la nostra vita e il dono di essere nella Compagnia Missionaria. Lúcia un giorno mi accompagna a visitare Coimbra, città che vanta la più antica e famosa Università del Portogallo, nella quale lei ha vissuto la sua giovinezza di studentessa, essendo cresciuta in un paese vicino. Una città tutta da scoprire, affascinante, non solo per la maestosità della sua Università, ma per le sue bellissime Chiese – Santa Cruz, la Vecchia e la Nuova Cattedrale –, le sue stradine e scalinate a picco del centro storico, le sue casette colorate che si affacciano sul fiume Montego, i ricordi di S. Antonio di Padova. Qui il giovane monaco agostiniano Ferdinando incontrò i seguaci di Francesco di Assisi a Los Olivaes, appena fuori città, e si consegnò a questo nuovo modo di servire Dio e la Chiesa, diventando fra Antonio, l’umile e grande teologo a cui Francesco affidò, con un biglietto autografo tuttora conservato, l’insegnamento della teologia ai suoi frati minori; il grande Santo di Padova che rischiò la vita nel difendere i poveri dalle prepotenze degli usurai, che convertì tanti eretici, che predicava ai pesci quando gli uomini si rifiutavano di ascoltare la Parola di Dio. Preziosa, nella visita a Coimbra, la presenza della sorella di Lúcia, che non solo ci accoglie e ci offre il pranzo, ma ci accompagna anche in auto a visitare parte della città. E preziosa la generosità di Amelia che ha messo a disposizione la sua auto con la quale possiamo realizzare i nostri spostamenti. Ascolto e dialogo Il sabato tutto il gruppo si riunisce per ascoltare la presidente che offre una lettura della vita della CM, negli sviluppi vissuti attraverso le Assemblee, cercando di cogliere i valori, l’impegno, le esigenze della situazione attuale. Pone alcune domande su cui il gruppo riflette in silenzio. Infine c’è un ampio e ricco dialogo, che evidenzia la disponibilità alla missione, il desiderio della comunione, l’impegno nel servizio, la ricerca faticosa e le difficoltà concrete nella scelta e nella realizzazione del bene. Tutto apre il cuore a una grande speranza per guardare con fiducia il futuro. All’incontro è presente e attiva anche Ermelinda, rappresentante del piccolo gruppo di familiares di Lisbona. Domenica ancora tutte insieme per il ritiro. Tocca a me proporre la meditazione, sul tema “Dall’ECCOMI al NOI CM”. Anche qui viviamo un profondo clima di ascolto e di condivisione, di preghiera e di ringraziamento per ciò che lo Spirito ci permette di comprendere e di vivere. La Messa è celebrata dal Vescovo ausiliare emerito di Porto, D. João, molto amico della CM, che resta poi con noi per la merenda e per le foto ricordo. Funchal E arriva il tempo di partire, dopo una settimana a Porto, per raggiungere quella sorprendente isola vicina al Marocco, che è Madeira. Anche in questa occasione il volo attraversa nubi nere e arriviamo a Funchal con la pioggia e il vento, ma la temperatura è più che mite. C’è Teresa Freitas ad attenderci e ci accompagna nell’appartamento, che è la sede della CM in questo avamposto atlantico, dove siamo attese da Paixão, la responsabile del gruppo. E arrivano subito le altre missionarie e alcuni familiares, felici di incontrarci. E noi ancora di più. Martina e io arriviamo qui per la prima volta. Tutto ci è nuovo e ci sorprende. Il tempo guarisce in fretta e ci ritroviamo in piena estate, tra monti e mare, in una città distesa sul fianco del monte, fatta di case circondate di fioritissimi giardini arricchiti di innumerevoli bananeti. Con gratitudine penso che le prime aspiranti missionarie portoghesi giunsero nella Compagnia Missionaria a Bologna, provenienti da Madeira. Dopo i saluti e gli abbracci, subito ci ritroviamo a gustare un video sulla vita di p. Albino, che abbiamo visto anche a Porto. Si crea un clima di silenzio che sa di preghiera e alla fine siamo commossi e grati. Nei giorni seguenti, mentre Martina incontra singolarmente le missionarie, trovo il tempo di andare a scoprire questa bellissima città con il suo lungomare e le sue stradine ripide. Mi ricorda molto la nostra costiera sorrentina. Ogni giorno a messa nella bellissima cattedrale o nella chiesa del Carmine, e quasi sempre qualcuna delle missionarie è a messa e a pranzo con noi. Calore familiare Momenti di relax e di caloroso clima familiare ci sono stati donati in casa di Madalena e di Paixão. A pochi passi dalla sede, c’è la casa di Madalena, dove vivono anche il fratello sacerdote e una sorella. Commovente la presentazione dell’album dei ricordi di famiglia – una famiglia di dieci figli – e dell’ordinazione sacerdotale del fratello. Per raggiungere la casa di Paixão invece, viaggiamo circa un ora su per i monti e, infine, dalla sua casa, vediamo ancora l’oceano! Ci attendono le sue due sorelle con un’accoglienza vivace e calorosa. Ci sono anche Madalena e Teresa Freitas. Veramente un’esperienza di fraternità semplice animata dalla carica di entusiasmo che caratterizza Paixão. Al ritorno in città, visita al cimitero, alla tomba di Teresa Carvalho. Sostiamo in preghiera, rendendo grazie al Signore per il dono della sua lunga vita e della sua passione per il Regno di Dio, vissuta in un grande spirito di appartenenza alla Compagnia Missionaria. La rivedo nelle tante occasioni in cui ci siamo incontrate in Italia: i suoi vivaci racconti, la sua carica di gioia nel cantare e ballare “Linda Morena”, i suoi interventi appassionati nelle Assemblee generali. Comunione ecclesiale Abbiamo vissuto alcune significative esperienze di comunione ecclesiale. Anzitutto la visita al Vescovo di Funchal, D. António Carrilho, con Madalena e Paixão. Ci ha accolte con affetto e con grande gentilezza, quasi con “rispetto”. Ci ha rivolto tante domande sulla vita della nostra Famiglia e sul suo carisma. Un dialogo davvero coinvolgente. Un’attenzione nei nostri confronti che ci ha stupite e commosse. Infine lo scambio di nomi e di indirizzi e la foto ricordo, ripetuta in varie posizioni per soddisfare il grande senso estetico del Vescovo, che vuole pubblicare una pagina sul notiziario diocesano. Altri incontri significativi sono stati le visite a due comunità dei padri Dehoniani: il seminario e il collegio. Anche in queste occasioni abbiamo ricevuto un’accoglienza semplice, simpatica e affettuosa. Martina e io non conoscevamo i padri, ma ci siamo proprio sentite in famiglia. Anche a Funchal momenti di grande comunione e condivisione sono stati gli incontri del gruppo con la presidente e il ritiro. Grande clima di ascolto reciproco, nel silenzio orante. Momenti di profonda gratitudine per quanto il Signore concede di scoprire e di vivere a ciascuno e insieme, secondo le proprie possibilità e nella consapevolezza dei propri limiti. Senso di rinnovata consegna allo stile e alla missione CM. Viva speranza in una rinnovata presenza e animazione missionaria e vocazionale nella comunità cristiana, nella possibilità di un maggiore coinvolgimento nella vita diocesana. Ringrazio il Signore e tutta la Compagnia Missionaria portoghese per l’esperienza di forte comunione che abbiamo vissuto. Soprattutto per la testimonianza di corresponsabilità e condivisione nella vita del gruppo, a Porto, tra missionarie di vita fraterna (solo due) e missionarie che vivono in famiglia. Per la comunione e la condivisione di vita, a Funchal, tra missionarie e familiares. Il Signore benedica e renda feconda questa bella realtà della nostra Famiglia.
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