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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 13 / 11 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    28 gennaio - 2 febbraio 2019, a Bologna... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    28 de enero - 2 de febrero 2019, en Bolonia... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    28 de janeiro - 2 de fevereiro de 2019, em Bolonha... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La Presidente in Guinea Bissau
    Martina visiterà il gruppo della Guinea dal 6 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019. La accompagniamo con... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    A Presidente em Guiné Bissau
    A Martina visitará o grupo da Guiné, de 6 de dezembro 2018 a 9 de janeiro 2019. Acompanhamo-la com... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La presidenta en Guinea Bissau
    Martina visitará el grupo de Guinea desde el 6 de diciembre 2018 al 9 de enero 2019. La acompañamo... Continua
prima consacrazione
 
TU NON ABBANDONI L’OPERA DELLE TUE MANI Abbiamo vissuto con grande gioia la prima emissione dei voti di Andrea e Silvia. Al termine di un anno in cui non sono mancate le prove, ci siamo rallegrate nel Signore perché ha riversato abbondantemente la sua grazia su di noi. Al termine del ritiro annuale dove abbiamo partecipato missionarie, familiares e amici della CM del gruppo dell’Argentina e del Cile, c’è stata l’Eucaristia, presieduta da p. Guillermo Exner scj e dal p. Roberto Silva, un amico CM. Durante l’Eucaristia, Andrea e Silvia hanno detto il loro sì alla chiamata che il Signore ha loro rivolto e pensato da tutta l’eternità. Grazie a tutte e a tutti per le vostre preghiere. Abbiamo sentito la vicinanza di ciascuno e abbiamo lodato Dio per tutta questa famiglia CM che, con umiltà e amore, cerca di rispondere alla volontà del Padre. Nei giorni successivi abbiamo vissuto l’Assemblea, organizzata dai gruppi del Cile e Argentina, dove abbiamo programmato l’anno 2014. Come CM dell’America Latina abbiamo condiviso i punti più significativi della Lettera Programmatica. Poi il gruppo dell’Argentina ha fatto la revisione della vita di gruppo. Abbiamo iniziato un anno pieno di speranza e di gioia, con l’impegno di comunicare, nel quotidiano, tutta la ricchezza che abbiamo ricevuto in questi giorni passati insieme. In comunione con tutti. Graciela Magaldi GRATITUDINE E GIOIA Carissime Missionarie, pace e bene nel Signore, datore di ogni bene! Ringrazio anzitutto il Padre della misericordia che ci ha chiamato, ciascuna di voi per aver risposto e per averci accompagnate in questo cammino. In modo particolare voglio ringraziarvi perché, nella mia malattia, mi sono sentita vicina a ciascuna ed ho sperimentato “l’essere sostenuta con l’amore e la preghiera dei miei fratelli”. Con profonda gioia il 23 febbraio scorso, Silvia ed io, abbiamo fatto la nostra prima emissione dei voti, al termine del ritiro annuale della CM in Cile e Argentina. La celebrazione fu presieduta da p. Guillermo Exner scj e con la partecipazione di p. Roberto Silvia (pro vicario della nostra arcidiocesi). La cerimonia è stata molto intensa e seguita dal pranzo e canti, quale espressione di comunione e di fraternità. E’ stato per noi un grande regalo il poter condividere la nostra gioia della consacrazione via skype con Martina e Serafina e, attraverso di loro, abbiamo sentito la comunione con tutte le nostre sorelle missionarie. Continuiamo a vivere in comunione e ritroviamoci insieme in ogni eucaristia. Andrea Ramirez
visita di dolores ai familiares
 
Il gruppo di Funchal comunica La responsabile centrale dei Familiares, Dolores Biggio, insieme con il marito Franco, ha fatto visita ai gruppi del Portogallo dal 22 di aprile all’8 di maggio.Il gruppo dei Familiares di Funchal (Madeira) si è riunito con Dolores e con Franco il giorno 23 di aprile, nella sede della C.M. Dopo i saluti abbiamo pregato la liturgia dei vespri; conclusa, Dolores ha esposto il cammino di preparazione alla prossima assemblea nell’aprile del 2015: “Familiares della C.M., luce del mondo – sale della terra nella reciprocità”. Questo cammino di preparazione è un’occasione per riflettere sul nostro essere Familiares della C.M. nel mondo in cui viviamo. Siamo stati chiamati a essere luce del mondo e sale della terra e abbiamo colto questo invito. E allora: stiamo portando questa luce di Cristo nel mondo che vive nelle tenebre o conserviamo questa luce solamente per noi? Nel giorno 25 di aprile si sono riunite a noi, Dolores e Franco anche le missionarie. E’ stato un incontro molto bello, con i suoi momenti di preghiera, di condivisione delle esperienze e di riflessioni sulla C.M. Abbiamo vissuto un momento di ricordo per il nostro fondatore padre Albino Elegante. Non starà più fisicamente fra noi ma continuerà a orientarci comunque ed a intercedere in cielo per questa sua opera sulla terra. L’incontro si è concluso con una “merendina”. La visita della responsabile centrale è stata importante per dare forza alla nostra appartenenza alla C.M. ma soprattutto ci ha aiutato a sentirci ancora più uniti come gruppo Familiares alla C.M. nel mondo. Dolores, grazie per la tua visita e un abbraccio a tutta la C.M. Amicizia e comunione Funchal La visita ai gruppi portoghesi, organizzata con gioia e curiosità, è, invece, iniziata con una nota di tristezza. Il giorno prima della partenza Martina mi comunica per telefono che padre Albino ci ha lasciato. La notizia mi addolora e frastorna; cosa faccio? Parto? Vado a Bologna? Il desiderio di salutare un'ultima volta il padre è forte; però ci sono gli impegni presi, altre persone sono coinvolte in questo viaggio. La voce pacata di Martina al telefono che mi fa notare che padre Albino mi avrebbe detto di andare, mi aiuta e dopo essermi confrontata con mio marito ed altre persone amiche, decido di partire. Il fatto che con me ci sia Franco mi aiuta moltissimo. Arriviamo a Madeira all'imbrunire. L'isola ci accoglie con le sue luci che dalla cima dei monti scendono verso il mare. Dopo alcuni minuti di attesa arriva Joao Carlos. E' subito una festa vederlo! Ci accompagna a cena poi... a casa! La casa della CM a Funchal. Appena si apre la porta, la prima cosa che vedo sono le immagini del Cuore trafitto e della Madonnina delle origini; erano lì a darci il benvenuto, a farci sentire a casa! Il giorno dopo, mercoledì, ci siamo riuniti con tutto il gruppo. L'incontro è stato molto bello, festoso e… serio! Padre Albino era presente nel cuore e nella mente di ognuno senza tristezza ma con la gioia della consapevolezza che sarà sempre con noi. Dopo un primo momento in cui ci siamo presentate, abbiamo “preso in mano” le schede di preparazione all'assemblea. Le abbiamo riviste insieme, ne abbiamo commentato le domande, abbiamo visto che il lavoro da fare è molto impegnativo ma è quello che da senso al nostro essere cristiani e familiares. Conoscere le familiares di Funchal è stato come aprire una finestra su ognuna di loro. Ho conosciuto un po' della loro vita e spero di aver lasciato conoscere un po' della mia. Il venerdì successivo ci siamo riunite familiares e missionarie. E' Stato molto importante vederci insieme e riflettere come CM sul da farsi per far conoscere il nostro Istituto. Si è battuto soprattutto su l'impegno di ognuno per il bene di tutti. I due incontri sono stati molto utili e la cosa importante è stata che io non mi sentivo tra sconosciuti , tra estranei, ma con persone con le quali ero in sintonia. Franco mi ha accompagnata non solo come mio marito ma come familiaris. Così eravamo due familiares italiani che hanno incontrato la CM di Funchal, in un clima di amicizia e comunione. Fili invisibiliFili che dita sapientisanno intrecciare,scelti,accostati con cura. Con i versi di questa poesia di Francesca Righi che io amo tanto, ho voluto salutare le persone che con semplicità e gioia ci hanno fatto sentire parte di uno stesso tessuto. PortoArrivati a Porto ci ha accolto il sorriso buono di Serafina. A casa abbiamo rivisto con piacere Lúcia e Teresa. Dopo diversi anni, la casa ha ripreso a vivere con loro. Anche a Porto c'è stato un incontro molto bello con le missionarie e un gruppo di amici. Ci siamo presentati, abbiamo presentato le due realtà: missionarie e familares, poi ho spiegato il tema che avevamo scelto per la nostra assemblea: “Luce del mondo, sale della terra”. Dopo l'incontro abbiamo vissuto un gioioso momento conviviale dove ho potuto parlare con alcune missionarie e amici presenti. C'è stato uno scambio personale di idee, di desideri, di sogni.... Il Signore saprà cosa fare di tutto ciò. L'affetto e la disponibilità delle missionarie hanno reso la nostra “tre giorni” di Porto una esperienza molto bella. Lisbona Alla stazione di Lisbona siamo stati accolti dalla missionaria Maria Teresa Goncalves. Il giorno dopo, domenica, abbiamo incontrato le familiares. L'incontro è iniziato con la celebrazione dell'Eucaristia. Dopo la messa siamo saliti in casa e abbiamo continuato, prima presentandoci e poi entrando direttamente nel tema della giornata. Mancava una familiaris che si occupa della mamma anziana. Abbiamo visto insieme le difficoltà del gruppo. Abbiamo parlato dell'importanza di sentirci “famiglia” e del mantenere vivo il “Noi CM”. I problemi economici che derivano dal momento di crisi che sta attraversando il Paese, limitano molto le attività del gruppo. A Funchal, con João si era parlato dell'opportunità di un incontro di tutti i familiares portoghesi. Riprendendo il discorso a Lisbona, si è visto come questo è praticamente impossibile per la situazione economica e lavorativa delle familiares. Credo, però, che si debba riflettere insieme sulla possibilità di realizzare un evento del genere che potrebbe infondere un po' di entusiasmo nei gruppi. Dopo tutta una giornata insieme abbiamo concluso con una deliziosa merenda in allegria. E' stato un bell'incontro: abbiamo pregato, abbiamo mangiato, discusso, riflettuto; abbiamo fatto famiglia. Siamo tornati a Genova molto contenti. Tutti si sono preoccupati di farci star bene. Hanno dedicato parte del loro tempo per farci visitare le cose belle del Paese. Abbiamo respirato il profumo del sacro con ogni gruppo con cui ci siamo incontrati; vorrei allora concludere con questo bel pensiero: “Rendere sacri i piccoli luoghi che abitiamo non significa costruirci intorno altari o cappelle: renderli sacri vuol dire semplicemente scaldarli con una scintilla di amore e questo è sempre possibile. Sempre” (Maria Teresa Abignente). Dolores Biggio, responsabile centrale dei familiares
sono molto felice!
 
“Canterò al Signore per tutto quello che Egli ha fatto per me,canterò al Signore per tutto quello che Egli ha fatto per me” Con queste parole desidero esprimere la mia gratitudine al Signore della Messe per la mia vita, per i miei familiari, amici, per la Compagnia Missionaria del Sacro Cuore e per le persone che Dio ha posto sul mio cammino e che mi hanno aiutata a crescere nella fede. Mi sono consacrata al Signore con la prima emissione dei voti il 5 agosto 1989 nella C.M. e quest’anno celebro il mio 25° di consacrazione in secolarità. Ricordo perfettamente quel giorno! Poiché condividevo la mia vita con Qualcuno … ed ero la “fidanzata” più felice del mondo. Ero! E continuo ad esserlo! Davvero mi sento realizzata e sento che sono al mio posto. Se potessi ritornare indietro, oggi farei la stessa cosa. Come mi sento oggi? Ripeto le stesse parole: Sono la sposa più felice del mondo ! Nonostante le difficoltà che ci sono state e ci sono: le gioie e le tristezze, le certezze e le incertezze, le lotte e le sconfitte, comprensioni e incomprensioni … poiché fanno parte della vita! Ma, tutto posso in COLUI che mi conforta: Gesù Cristo. Sono stati soprattutto questi momenti di “prova” che mi hanno fatto crescere in tanti aspetti. Sono molto felice per il fatto che Dio mi ha chiamata ed una vita di consacrazione secolare e nella Compagnia Missionaria. Mi sento serena e felice, molto amata dal mio Amato e desidero chiedere la protezione di Maria perché Lei mi aiuti a fare la volontà di Suo Figlio. Lui vuole la mia e la nostra felicità e nella misura che sono e siamo fedeli al Suo progetto dipende la mia e la nostra felicità. Concludo con le parole del Cantico dei Cantici: “… Lungo la notte, ho cercato l’amore dell’anima mia; l’ho cercato, ma non l’ho trovato. Mi alzerò e farò il giro della città per le strade e per le piazze; voglio cercare l’amoredell’anima mia. L’ho cercato, ma non l’ho trovato. Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città: “Avete visto l’amore dell’anima mia?”. Da poco le avevo oltrepassate, quando trovai l’amore dell’anima mia. Lo strinsi forte e non lo lascerò …” “Così spero!”. Con queste parole esprimo la mia gratitudine a Dio Amore per tutto quello che Egli ha fatto per me ed attraverso di me. Maria Justina Gomes Carneiro
il signore mi ha accompagnato e mi ha parlato
 
Dal 2 al 4 dicembre 2013 ho avuto l’opportunità di condividere con il gruppo delle missionarie di Maputo momenti di preghiera, di convivialità, di condivisione di preoccupazioni, di sogni e di progetti. La missione del gruppo:  è impegnato principalmente nell’ambito educativo, pastorale e nell’animazione vocazionale. Irene continua a coordinare il Centro Infantile Speranza, Giannina dirige la scuola elementare e medie Nostra Signora delle Vittorie, Julieta è catechista e docente all’Università e Leonia insegna italiano ai seminaristi. Ciascuna cerca, a suo modo, di contribuire per la crescita e lo sviluppo integrale della comunità educativa a cui appartiene e partecipa, nella misura del possibile, alla vita diocesana e pastorale. Il giorno prima del mio rientro in Italia, 12 gennaio 2014, ho trascorso il pomeriggio a Maputo a casa di Alice, nostra missionaria,. L’accettazione della sua disabilità fisica, l’atteggiamento di oblazione, la capacità di delimitare il campo di missione in sintonia con la sua realtà esistenziale (pregare, ascoltare, consigliare, stare con…) rivelano una grande dignità, fede e sapienza di vita. A Nampula, dal 5 al 29 dicembre 2013, ho condiviso con Helena e le ragazze in formazione e accompagnamento momenti di preghiera, fraternità, lavoro, convivialità, dialogo e festa. Con Gabriela, nonostante che non avesse ferie quando sono stata a Nampula, ho avuto l’opportunità di conversare, a Invinha e di conoscere il suo impegno educativo nell’Istituto di Formazione degli insegnanti, nel gruppo e nell’animazione. Considero come punti forti del cammino interiore delle nostre giovani: preghiera, capacità di animazione, impegno e responsabilità nello studio, compimento degli impegni domestici e dei lavori nei campi (machamba). L’incontro con le giovani è stato molto significativo perché mi ha fatto conoscere qualcosa della storia vocazionale di ciascuna di loro, l’azione di Dio nella loro vita, la mediazione di varie persone nell’animazione e il loro cammino come aspiranti CM. Ho avuto l’opportunità di trovarmi con il Gruppo di Amici di Nampula e di ascoltare le motivazioni che li hanno portati ad aderire e a rimanere nel gruppo: crescita e sviluppo personale e sociale, partecipazione sociale, dimensione spirituale. Il gruppo di Nampula evidenzia chiaramente i valori dell’accoglienza e della scelta dei poveri: è un’autentica Betania. La vita lì è molto esigente: lavoro professionale, nei campi, studio, la responsabilità nell’accompagnare le ragazze, la biblioteca del Centro Culturale Napipine, gli amici i collaboratori…sono impegni che esigono molto dalla comunità. Tuttavia, chiunque arriva trova sempre qualcuno che accoglie, invita ad entrare, a sedersi… Il 29 dicembre sono partita in autobus (machibombo) alle 3.30 del mattino con Helena e le ragazze (Alefa, Joana e Rosa) per Invinha, dove mi sono trovata con tutte le missionarie dei gruppi del Mozambico (con eccezione di Alice e Gina che, per motivi di salute, non erano presenti) e con le ragazze in formazione (Ana Rita e Isabel), e altre quattro giovani in discernimento del gruppo di Invinha. Ho partecipato ai lavori della mini-assemblea dal 31 dicembre al 1 gennaio 2014 segnati da un clima di trasparenza, serenità e apertura allo Spirito. Il ritiro annuale, animato da mons. Francesco Lerma, vescovo del Gurue, è iniziato il 2 gennaio, con l’introduzione al tema ed è terminato con l’Eucarestia nella quale Dalaina ha fatto la sua prima emissione dei voti il 7 gennaio. Il tutto seguito da un tempo di fraternità e convivialità con familiari e amici. La disponibilità di quattro giovani del gruppo in discernimento di Invinha, Angelina, Ilda, Inés e Edy, che preparavano i pasti, ha fatto sì che potessimo vivere il ritiro in un clima sereno e tranquillo. La casa di Invinha è in una fase abbastanza avanzata. Mi pare che la scelta del 2011 di costruire in questo luogo, autentica “periferia esistenziale”, è l’incarnazione di quanto ci chiede il nostro Statuto al n. 16: “l’attenzione e il servizio ai fratelli più poveri”, e una risposta all’appello di papa Francesco. E’ stata una scelta profetica. E’ uno spazio meraviglioso, un luogo idilliaco da dove si vede perfettamente il monte Namùli che, per il popolo Lomwè-Macua, è il monte sacro che rappresenta la sua origine, ma si notano anche le baracche povere dei vicini. Questa casa è uno spazio di accoglienza, con porte e finestre aperte al mondo, per le ragazze che chiedono di essere accompagnate nel loro discernimento vocazionale, per la Chiesa locale, per i poveri e gli amici… Lisetta, con la sua saggezza, accompagna le giovani e i lavori della casa. Con la collaborazione di Dalaina e delle ragazze questo spazio sta diventando un giardino, un frutteto, un campo che produce fiori, frutti, cereali, legumi…benessere. Mariolina è stata ed è, senza dubbio, l’anima di questo progetto. Nei giorni 10 e 11 gennaio 2014, con le missionarie di Maputo, ad eccezione di Alice, siamo passate da Quelimane, dove abbiamo incontrato Gina Santana e insieme abbiamo vissuto una condivisione ricca di comunione e amicizia. Nella CM in Mozambico c’è una proliferazione di vocazioni che sono una benedizione, una sfida e una responsabilità. Questa realtà interpella tutta la CM e abbiamo bisogno di trovare una risposta adeguata. Le sfide formative che sono emerse recentemente in questo contesto sono completamente nuove per noi: l’età delle aspiranti, la provenienza, la dipendenza economica…Credo che la programmazione dell’incontro delle responsabili di formazione dovrà tener conto delle esigenze di questa realtà. Permettetemi di condividere le due esperienze che più mi hanno toccato nel contatto con i poveri e i fratelli nella fede. 1 – Un giorno, a Nampula, dopo il lavoro nel campo, seduta su una pietra, accompagnata dall’ombra di alcuni alberi da frutto tropicali e dall’azzurro intenso del cielo, dalla solidità delle montagne…mi sono sentita toccare dalla bellezza e bontà del Creatore che “veste i gigli del campo e nutre gli uccelli dei cielo che non seminano, non hanno né dispensa né granaio…”. La manifestazione del Creatore nella natura è sorta in me come una voce dolce e tenera che mi diceva: riposa, lasciati incontrare, contempla la gratuità delle cose, deliziati al banchetto dell’armonia che ti avvolge nella brezza soave della mia presenza in te, con te. Sono rimasta lì come un bambino nelle braccia di Dio Padre e nell’abbraccio di madre terra. Non sono tardati ad arrivare, come caduti dal cielo, cinque bambini: due portavano dietro la schiena un fratellino e nelle mani una lattinavuota. L’hanno riempita e se la sono rovesciata sulla testa, poi se ne sono andati velocemente come qualcuno che ha cose importanti da fare. Sono rimasta, non so per quanto tempo, ad interrogarmi su questi innocenti che non hanno diritto ad essere bambini e che, nonostante i piedi nudi, i vestiti sudici, il peso del lavoro…hanno uno sguardo brillante, un sorriso che incanta ed un passo spedito. Immersa nel mistero della bellezza e della povertà, consapevole della presenza di Dio, ho continuato a contemplare la sua opera e a pensare alla missione che Lui ci affida, cioè di curare con sollecitudine l’opera delle sue mani. Più tardi sono giunti altri sei ragazzi, tutti fratelli, il più grande aveva 13 anni. Si sono avvicinati a me, stracciati, sudici, scalzi e rilassati. Si sono accoccolati per terra, in semicerchio intorno a me. Ho cominciato a dialogare con loro. All’inizio non è stato facile perché rispondevano di sì a tutto e così mi sono resa conto che il loro vocabolario era molto esiguo. Ho tentato di spiegare il significato della parola amico/nemico e bene/male. Non sapevano leggere né scrivere, ma conoscevano il nome dell’insegnante. Il più grande è riuscito a scrivere il suo nome in terra. Tanto meno sapevano pregare. Ho insegnato loro a farsi il segno di croce e tutti allo stesso tempo si sono segnati diverse volte, manifestando una grande voglia di imparare. Ho recitato con loro il Padre Nostro, li ho incoraggiati a studiare e dopo esserci salutati, hanno ripreso la strada da dove erano venuti. Loro se ne sono andati, ma io ho continuato a lasciarmi interpellare, a sentire l’esigenza di vivere dell’essenziale…Come dice Mia Couto: Non è il volare sui luoghi che segna la memoria. E’ quanto quei luoghi continueranno a volare dentro di te”. 2 – Ho trascorso il Natale più felice della mia vita: senza regali, spoglio di beni materiali, centrata sull’essenziale: accogliere Gesù. La vigilia di Natale, al mattino, ha bussato alla porta un uomo accompagnato da due figli e una brocca. Questo era il presepio vivente, il Gesù che era necessario accogliere nel povero capace di scambiare la farina con l’alcool lasciando che i figli soffrissero la fame. Dopo di che mi sono recata alla chiesa di San Pietro per la Riconciliazione. L’Eucaristia della notte di Natale ha avuto una durata di circa 3 ore e 40 minuti e non mi sono resa neanche conto di tutto questo tempo. La luce, la gioia, i canti, le danze, la scenografia, le letture, l’omelia… tutto è stato meraviglioso. Una notte unica! Un vero Natale! Il Signore mi ha accompagnato e mi ha parlato: nella brezza e nel calore, in un presepio senza regali, nei piedi scalzi di un fratello, nella tenerezza di uno sguardo, nella mano che si tende e stringe la mia con un gesto fraterno, nell’ombra di un albero di noccioline, nella “capulana”colorita, nelle danze e nelle trecce… Tu, Signore, Tu parli,E un cammino nuovo si apre ai nostri piedi,Una luce nuova brilla nei nostri occhi,Atrio di luminosità,PaneDi grano e di libertà,Splendore che infiamma il cuore.Passa un’altra volta, Signore, dacci una mano,Rialzaci,Non lasciarci oziosi nelle piazze,Seduti ai margini delle strade,Sonnolenti,Discordi,A riassettare borse o reti.Saziaci.Inviaci, Signore,E condivideremoIl pane,Il perdono,Fino a quando nasca in ciascuno di noi un fratello. (Antonio Couto) Signore insegnaci, insegnaci ad ascoltare i tuoi appelli e ad andare, con fede, dove tu ci invii per aprirci nuovi orizzonti di vita e di missione, per dare e ricevere il pane della fraternità. Serafina Ribeiro
rispondere all'amore con l'amore
 
Prima emissione dei voti In questi giorni di ritiro che precedono la mia consacrazione che avverrà il giorno 7 gennaio 2014, sto cercando di favorire in me le condizioni, mediante il silenzio e la docilità allo Spirito Santo, per il mio cammino nella Compagnia Missionaria. Nel giorno del mio ingresso nell’Orientamento, prima tappa di formazione, mi è stata consegnata l’immagine di Maria, “Madre, guida e custode” e, nella cerimonia d’inizio del Biennio di formazione, l’immagine del Cuore trafitto di Cristo, dal quale sgorgò sangue ed acqua. Nel mio cammino “con Gesù e la Madonna”, ho sempre cercato di mantenermi aperta al “sì” e di rispondere alla chiamata a “vivere la vita d’amore…secondo il modello che Cristo ci ha lasciato”(St nn 6 e 7). L’immagine di San Giuseppe nella sala della CM, a Invinha (Gurue) e nella mia casa evoca momenti in cui siamo ricorse a lui per chiedergli protezione e aiuto. Ricordo in modo particolare un periodo in cui non avevamo acqua e dovevamo andare a prenderla a un pozzo lontano. Mariolina tentò di trovare una soluzione a questa carenza: comprò una pompa e chiamò un idraulico per attivarla, ma questi non ci riuscì. Facemmo una novena a San Giuseppe chiedendogli che intercedesse per noi al fine di riuscire ad avere acqua, un bene indispensabile per la vita e lui venne in nostro aiuto. Sento importante esprimere e condividere la gioia e la gratitudine per tutto quello che il Signore ha fatto per me: grazie, Signore, perché mi hai formato nel grembo materno, mi hai chiamato alla vita, al battesimo e alla consacrazione a Te nella Compagnia Missionaria del sacro Cuore, dove mi hai inviato a seguirti con umiltà, coraggio, pazienza e determinazione mediante i consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza. Voglio abbracciare la missione che mi affidi, di amore e di servizio, nella Chiesa e nel mondo. Signore, tu mi conosci perfettamente e la mia consacrazione è soprattutto una manifestazione del tuo amore. Insegnami a rispondere all’Amore con l’amore. Grazie, Signore, per la creazione, per il mondo dove incontro gli uomini e le donne simili a te nel sorriso amabile e accogliente, nella bontà… Ti lodo, Signore, Creatore e Padre, per gli innumerevoli doni che mi hai concesso lungo la mia vita: mi hai dato forza per ascoltare e aderire alla tua Parola; per imparare a pregare la Liturgia delle Ore; per comprendere e scusare i fratelli e per riconoscere che, in ogni situazione, la preghiera è una medicina che guarisce, dà forza e rigenera. Signore, che il tuo Spirito mi unga con il dono della sapienza, intelligenza e discernimento. Mi piace pronunciare il Tuo nome, chiamarti Padre e Pastore che mi conduce, vivere alla tua presenza, sentire che “mi avvolgi tutta e poni su di me la tua mano”, invocare la famiglia di Nazaret e i santi protettori della CM. Signore, ti ringrazio per la protezione che mi hai concesso per intercessione di S. Giovanni Evangelista, San Paolo, Santa Teresa di Gesù Bambino, San Francesco Saverio, Maria della Pace e p. Dehon, nostro nonno-fondatore dei Sacerdoti del S. Cuore. Signore, ti ringrazio per la vita del nostro fondatore p. Albino Elegante, perché per la sua ispirazione, preghiera, oblazione, parole…sempre è stato con noi, come un padre che ci guida, insegna… Ti chiedo, Signore, che continui a effondere su di lui la tua benedizione e la tua forza. Signore, tu sei grande e operi meraviglie, accogli la mia offerta “perché la mia vita si trasformi in un perenne servizio d’amore”. Dalaina Armando
le orme di dio nella mia vita
 
Ammissione al biennio di formazione Sono Isabel Rodrigues Massai, nata in Zambezia, distretto di Alto Molocuè, in una famiglia cristiana e sono stata battezzata quando avevo un anno. All’età di cinque anni, quando vedevo le suore che venivano nel nostro gruppo di catechesi cominciai a sentire simpatia per la vita consacrata e, a undici anni la spinta a rispondere alla chiamata premeva dentro di me. Fu un momento difficile perché avevo paura di affrontare la mia famiglia e anche di rispondere alla voce che mi chiamava. Cercai il mio parroco, p. Luis Muilonge, perché mi aiutasse in questa ricerca interiore. Quando comunicai ai miei genitori il mio desiderio di entrare in una congregazione religiosa, mi consigliarono di aspettare almeno fino ai 18 anni. Così a 16 anni entrai nel collegio delle Suore Francescane Ospedaliere dell’Immacolata Concezione come alunna interna per proseguire i miei studi e qui cominciai a partecipare agli incontri vocazionali. Dopo tre anni di partecipazione a questi incontri, decisi di cercare informazioni sugli Istituti di vita consacrata per una decisione chiara e consapevole. Andai ad Alto Molocuè per parlare nuovamente con p. Luis Muilonge del mio percorso vocazionale e per chiedergli informazioni al fine di una mia scelta. Mi diede del materiale su cinque Congregazioni religiose e di un Istituto Secolare, la Compagnia Missionaria del S. Cuore (CM). Fu proprio quest’ultimo che attirò la mia attenzione. Mediante il suddetto sacerdote ebbi la possibilità di conoscere prima Irene Ratti e successivamente Mariolina, incaricata dell’accompagnamento vocazionale delle giovani aspiranti. Dopo alcuni contatti e incontri, il 17/12/2010 sono entrata, come aspirante, a far parte del gruppo di Nampula. Ho iniziato così il cammino di accompagnamento che mi ha aiutato ad ascoltare la voce di Dio che chiama perché ama. Lungo questi anni ho passato momenti belli ma ci sono state anche sofferenze che mi hanno aiutato nella mia crescita personale e nell’adesione alla spiritualità e missione CM. Tuttavia mi sono sentita sempre più in sintonia con la spiritualità di questa famiglia. Mi piace molto il lavoro formativo. Metto in evidenza gli aspetti che più mi hanno toccato: · La spiritualità e la missione della CM che ha il suo fondamento nella vita d’amore e di oblazione nel mistero del Cuore trafitto di Cristo e che si realizza nella testimonianza viva dell’amore di Cristo;· La bellezza della missione che, vissuta nella semplicità e gioia, si esprime attraverso l’annuncio della Parola di Dio ovunque;· L’impegno missionario nel mondo e nella Chiesa promuovendo la giustizia e la pace;· Il lavoro professionale condividendo i problemi di tutti e testimoniando i valori cristiani;· L’accoglienza dei fratelli più poveri, malati, carcerati, emarginati come il Gesù dei vangelo di Luca, che è venuto per tutti i poveri;· L’impegno per la crescita integrale dei bambini e dei giovani mediante l’inserimento professionale nella scuola pubblica o privata;· La formazione umana mi ha fatto crescere nella conoscenza, crescita e accettazione di me stessa e della mia storia in vista di una maggiore maturità. Oggi, con la consapevolezza che ho, mi sento decisa a fare un passo avanti nelle tappe formative del mio cammino nella CM e cioè il Biennio di formazione. Isabel Rodrigues
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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