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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
inizi cm in cile
 
Era l’anno 1986 quando cominciarono a giungere lettere al Centro CM da parte di alcune giovani, abitanti a S. Bernardo, città vicina a Santiago del Cile. La richiesta era ben chiara: conoscere la CM. Esse avevano avuto alcune informazioni da p. Thennissen s.c.j., incaricato in quegli anni della pastorale giovanile. Questo sacerdote aveva appreso dell’esistenza della Compagnia Missionaria, con sede centrale a Bologna, da un loro bollettino interno dei Sacerdoti del s. Cuore.Seguì per mesi una intensa corrispondenza soprattutto fra me, presidente CM, e queste ragazze che sempre più manifestavano interesse e desiderio di conoscere a fondo il nostro Istituto, la sua impostazione, il suo stile, il suo carisma, la sua missione, la consacrazione vissuta nel mondo… Da parte nostra , insieme ad altri sussidi informativi, inviammo anche lo Statuto delle missionarie che, ben presto, venne tradotto in spagnolo, a conferma della voglia di sapere chi era la CM e cosa comportava una possibile adesione ad essa.Preso atto di questa crescente voglia di sapere chi eravamo come Compagnia Missionaria, noi del Consiglio C. decidemmo di andare sul posto per incontrare le dirette interessate e per dialogare con loro riguardo a quanto stava loro più a cuore. Nel marzo 1987 spiccai il volo per S. Paolo (Brasile) dove già da anni operava un gruppo di missionarie nella periferia di quella città. E alcuni giorni dopo volai a Santiago del Cile.A distanza di 25 anni tengo ben vivo in me il ricordo di quel primo incontro con quel futuro germoglio della CM in terra cilena. L’accoglienza fu davvero calda, entusiasta, segnata da creatività e attenzione fraterna. I giorni che trascorremmo insieme furono vissuti intensamente. Ogni momento era una buona occasione per fare domande e dialogare circa l’impostazione, la spiritualità, il carisma, la missione, la vita di consacrazione….Il tutto per capire come poteva essere incarnato dentro una realtà secolare e vissuto in serena gioia, responsabilità e fecondità. Per le “nostre” cilene infatti era essenziale percepire a fondo anche la dimensione secolare della CM perché a questo riguardo mancavano loro nel luogo altri modelli di riferimento.Trascorsi i giorni della mia permanenza in Cile, ci lasciammo ma con la consapevolezza che niente era più come prima. Da parte mia perché avevo incontrato volti concreti, ascoltato storie personali, scoperto motivazioni valide per continuare a coltivare con loro un dialogo a distanza (tramite corrispondenza) per discernere se tutto questo sarebbe potuto sfociare o meno in un impegno per un cammino di sequela dentro la CM.Anche da parte delle “nostre” care cilene sicuramente qualcosa era cambiato, perché tramite la mia presenza avevano potuto esaudire quel desiderio profondo di capire un poco più concretamente chi era la Compagnia Missionaria. Credo che da quel momento ambedue le parti, noi dall’Italia e loro dal lontanissimo Cile, cominciammo a sentirci più rafforzate nell’intento di impegnare cuore, mente, tempo e energie per coltivare quel fecondo filone di comunicazione allo scopo di scavare sempre più a fondo in quel meraviglioso dono di Dio che è la vocazione e per rimanere in quell’inevitabile fatica che comporta il capire dove e come (in quale Istituto) radicare il proprio sì.Un anno dopo, nel 1988, ricerca e discernimento cominciarono a prendere corpo da parte di queste aspiranti cilene. Per la seconda volta ritornai in Cile. E in questa occasione vivemmo giorni intensi di preparazione all’ingresso nel periodo di Orientamento, prima tappa di un cammino formativo in vista dell’adesione alla CM. In questa occasione notai con piacere che all’entusiasmo dell’incontro dell’anno precedente si era sostituito una gioia pacata e profonda di chi, individuato il cammino, vuole attrezzarsi al meglio con tutto ciò che può renderlo più agile, più luminoso, più significativo per sé e per gli altri.In questo secondo incontro si attua anche un cambio di testimone: sarà Santina Pirovano, già in Brasile da anni, che accompagnerà le aspiranti cilene nel loro cammino formativo. E’ un inizio umile e coraggioso che a poco a poco segnerà una storia, anch’essa da scrivere e… da raccontare!
di te si dicono cose stupende ... anna santi
 
Di te si dicono cose stupende, gloriosa città di Dio (sal 87,3) A pochi mesi di distanza dalla tua morte  mi ritrovo a scrivere per ricordare un po’ della tua vita vissuta insieme nella Compagnia Missionaria. Qui davanti a me su quella scrivania, che un giorno era tua, ho messo la tua foto. Il tuo sorriso provoca in me commozione quasi al punto di interrompere il ricordo, ma la parola di Dio scuote il mio torpore, mi richiama alla realtà della fede, della vita, quella Vera: “Donna perché piangi… perché cerchi tra i morti "colei" che vive? E allora il fare memoria con te apre un nuovo orizzonte splendente di luci e di colori che hanno illuminato il tuo cammino di fede tra noi. Quando i ricordi sono belli e sono tanti ci si chiede da dove cominciare e come fare a raccontare quanto si è vissuto insieme? Mi hai insegnato che nella vita ogni giorno si deve ricominciare e soprattutto andare all’essenziale!!! Comincio così dal tuo nome. Qui in casa da sempre sei stata conosciuta e chiamata con nomi diversi:Marianna, Anna, Anna della fattoressa, Annina, Anna Santi…tutti nomi che ti appartenevano e portavano in sé una carica di affetto e di tenerezza per te. E ogni volta che ti si chiamava rispondevi : “che”?? con quella cadenza originale solo tua, che ricordava e sottolineava la tua origine toscana, alla quale ci tenevi tanto. La tua vita si è specchiata nell’icona di Marta e Maria. Avevi fatto del quotidiano il tuo “luogo teologico”, a tempo pieno. Non svolgevi compiti grandiosi ne progettavi azioni spettacolari. Hai percorso un cammino in ambienti normali con un cuore semplice e umile, sempre impegnata a dare il meglio di te stessa. Nei tuoi impegni non usavi la risposta del “pressapoco” ma davi il meglio di te stessa attraverso una donazione profonda che trasmetteva a chi ti stava vicino, il profilo esatto del nostro carisma fondato sull’Ecce Venio e Ecce Ancilla. Amavi la semplicità in tutto, anche nel tuo modo di pregare. Ti piaceva paragonare la tua vita spirituale, la tua ricerca di Dio a quella di Santa Teresa di Gesù Bambino della quale nutrivi una profonda devozione. La tua maniera di pregare aveva sempre un’apertura universale perché sapeva cogliere i problemi che emergevano da ogni angolo del mondo. Come non ricordare la tua fedeltà alla preghiera, in modo particolare alla recita del rosario, alla revisione di vita, la partecipazione attiva alla dinamica del tuo gruppo! Una sorella veramente innamorata della Compagnia Missionaria. La tua persona viveva con intensità ogni avvenimento che succedeva nella nostra Famiglia: quando si partiva quando si arrivava, nei momenti gioiosi e altri di sofferenza… Sempre pronta ad ascoltare tutti. Il tuo sguardo vispo attento e anche un po’ furbo aveva la capacità di superare brillantemente ogni discussione o blocchi che si potevano creare nelle relazioni tra noi. Più volte mi ripetevi: “un po’ di buono c’è in tutti”. Ricordo le nostre avventure nelle “Case per Ferie” a Lorenzago poi a Danta, … l’inizio di un lavoro dove nessuna di noi due era preparata a responsabilità tanto alte. Quanto lavoro, quante risate, quanti amici: il tutto svolto in un clima di gioia e di festa. Tessere rapporti per te era una cosa normale, semplice che ti veniva bene, senza tanta fatica. Ti eri fatto una cerchia di amici che ti hanno voluto bene e ti hanno seguito fino ad oggi. Molti di loro li avrai ritrovati in cielo e sono certa che da lassù continuerete a fare festa. Lo stare insieme, condividere parte della storia della nostra famiglia ha costruito e reso feconda la nostra amicizia fondata sulla stima e affetto reciproco, ingredienti che ci hanno permesso di camminare sempre… in sintonia! Grazie Anna per la tua saggezza e soprattutto per come hai vissuto il tempo della tua malattia. Senza tanti diplomi o studi vari ci hai dato una bella lezione di vita da meditare. 
bellezza e forza
 
Carissimi/e tutti/e, Credo che ciascuna/o di noi abbia ancora nel cuore l’esperienza della nostra assemblea di luglio scorso con tutto il suo carico di bellezza e di forza. Ci è stato donato molto in un clima di vera comunione e di ascolto accogliente della ricchezza e diversità delle varie realtà di cui ciascuna di noi è parte. L’assemblea è stata preparata da ciascuna di noi e dei nostri gruppi CM con cura ed attenzione. Ringraziamo molto ad Anna Maria ed al Consiglio precedente perché tutto quello che abbiamo vissuto lo dobbiamo a loro, alla loro generosità, alla loro dedizione ed impegno. Per questo desidero ancora una volta dire il mio grazie con tutto il cuore a quelle che ci hanno precedute. Sappiamo che l’autore principale di una assemblea e delle nostre vite è lo Spirito Santo che guida e dirige i disegni di Dio. E davvero lo Spirito ha aleggiato in quei giorni su di noi con la sua opera libera e creativa. Ne abbiamo sentito la sua presenza vivificante. Nei momenti di preghiera abbiamo potuto contemplare la grande icona della Madonna attorniata dagli apostoli nel cenacolo. Un’icona bellissima che mi ha ispirato molto perché era l’immagine biblica della discesa dello Spirito e della nascita della Chiesa. Uno dei tanti doni da sottolineare è stato senz’altro quello di una nuova coscienza della nostra realtà internazionale guardata con occhi nuovi e con cuore nuovo. Al contempo abbiamo evidenziato la nostra radice profonda nella storia della CM e negli scritti di P. Albino, ancora da elaborare meglio, perché anche le giovani che si affacciano alla nostra famiglia abbiano un punto fermo da cui partire per crescere nella nostra spiritualità. L’apertura al nuovo di cui abbiamo fatto esperienza richiede ora fedeltà e creatività, libertà e corresponsabilità, collegialità e partecipazione attiva in un clima di vera comunione dove le diversità sanno incontrarsi e crescere armoniosamente. È questo il mio augurio all’inizio di questo nuovo sessennio che ci aspetta. Che Maria nostra madre, guida e custodia ci dia il coraggio necessario per aprirci sempre di più all’azione dello Spirito e ci faccia capaci di seguire Gesù con spirito profetico nelle “periferie esistenziali” dove ci aspettano coloro che desiderano incontrare il Regno di Dio e la sua misericordia. In comunione.
ricordo di anna
 
Il ricordo di Anna è così intenso e vario che ciascuna di noi può fare emergere alcuni aspetti senza annullare tanti altri.  Pensando a lei ritorno agli anni novanta e alla condivisione della casa che ambedue amavamo. Io arrivavo da Lisbona e da una casa di cui ero veramente il cuore; potevo esserlo anche nella grande casa di Via Guidotti? In quegli anni Anna era ancora abbastanza attiva e aveva in mano tutta l’organizzazione della casa e la cucina era ancora il suo piccolo regno. Passavamo tutte da lì quando si usciva e quando si entrava per fare un saluto, una confidenza, per dire dove andavamo. In quegli anni Centro e gruppo centro era una realtà unica e, appena arrivata, mi sono trovata ad essere anche la Responsabile del gruppo. Oltre a tutti gli incarichi quello che veramente desideravo era di essere il cuore della casa e, penso che sono riuscita ad esserlo, non in concorrenza con Anna ma in profonda sintonia e comunione con lei. C’è stata tra di noi una intesa profonda anche nel modo di gestire la casa, i suoi spazi e l’accoglienza che questa permetteva. Rimanere e tessere Sono due verbi che mi trovo a mormorare quando penso ad Anna. C’era in lei la «vocazione a rimanere»; infatti è l’unica missionaria di vita fraterna che ha fatto sempre parte dello stesso gruppo – quello di Via Guidotti. Ma questo non era indisponibilità al cambiamento o chiusura; no, faceva parte della sua vocazione specifica dentro alla grande vocazione CM. «Rimanere» per costruire uno spazio di accoglienza e di convergenza, per dei servizi umili ma importanti nel seno di una famiglia, rimanere per essere di contrappeso alla diaspora, all’andare e venire che ha sempre caratterizzato la vita di Via Guidotti. L’accoglienza la faceva prima di tutto all’interno del gruppo e della CM (penso al suo rapporto con tutte le missionarie più giovani, anche quelle che erano lontane) ma la estendeva a tanti altri. E allora, viene l’altro verbo: «tessere». Aveva infatti una incredibile capacità di tessere dei rapporti che formavano un tessuto largo, vario e consistente. La gente che frequentava la Casa per ferie, che viaggiava con l’ITER (anche lei è stata una viaggiatrice abituale), le studenti che si ospitavano in casa nostra, la gente di Vaiano, i lavoratori e gli operai che lungo gli anni hanno servito la nostra casa, i familiari delle missionarie, i poveri…Non erano rapporti superficiali; ho potuto costatare che per alcuni Anna è stata un punto di riferimento fondamentale come lo poteva essere una madre. Negli anni in cui ha lasciato il lavoro della cucina e ha preso quello del telefono questa vasta rete di rapporti ha continuato e si è ancora di più rafforzata. E il suo piccolo studio era punto di passaggio obbligato per tutte/i quanti entravano e uscivano di casa. Tutto ci parlava dello spessore di una presenza che sapeva «rimanere e tessere»; rimanere con tranquillità al suo posto e tessere «guardando lontano», come ci invitava P. Albino. Fiducia in Dio e nella CM Il nostro Statuto ha scolpito in Anna alcuni atteggiamenti fondamentali; per esempio quello di «rimanere al proprio posto, con serenità di spirito e di volto, anche quando è necessario molto sacrificio, il sapere vedere ciò che deve essere fatto per prevenire la preoccupazione e la fatica altrui», quello di accettare «con serenità la povertà dei nostri limiti personali, familiari, comunitari e sociali, per servire Dio e i fratelli secondo le possibilità ricevute». Tutto questo l’a aperta «alla beatitudine evangelica di coloro che soprattutto in Dio ripongono le risorse del loro coraggio e della loro speranza» (cfr. St. 57). L’anzianità e la malattia sono state compagna di viaggio negli ultimi anni della vita di Anna. Ma anche in questo periodo non l’ha abbandonata la beatitudine della fiducia e della speranza. Fiducia in Dio, certamente, ma anche fiducia nell’Istituto di cui si sentiva parte integrante. Quando il gruppo di Via Guidotti, per motivi di ristrutturazione della casa, ha dovuto andare in diaspora, anche a lei è toccato andare fuori casa: è stata ricoverata a Villa Iris, una casa di riposo a Casalecchio di Reno. Sappiamo che non si è mai sentita buttata fuori casa, che non si à mai lamentata, che ha accettato questa situazione di passaggio, comprendendone le motivazioni e fidandoci delle sue sorelle. Fidarci di Dio è fidarci anche delle mediazioni che Lui ci offri nel nostro cammino. Anna, che come abbiamo detto sopra, è sempre vissuta in Via Guidotti, è morta anche in questa casa; è precisamente la prima missionaria a morire in questa casa. Trovo questo profondamente simbolico! In due momenti in quel giorno ci siamo radunate/i intorno al suo letto. Sapevamo che forse l’ora del passaggio era arrivata. Nel primo c’era anche P. Bruno Scapin che l’a accompagnata in questi ultimi anni e P. Albino al fianco del suo letto; noi disposte intorno come una corona di affetto e di intercessione…e poi più tarde, quando alla fine dell’adorazione, Anna Maria ci chiamò e siamo corse tutte. E tutte l’abbiamo accompagnato in quel suo passaggio, in quel suo esodo. Drammatico e semplice, allo stesso tempo. Quella sua camera, con la grande finestra sul parco, era il mio ufficio negli anni novanta. Uno spazio carico di vita, denso di vissuti CM che, con questa morte, diventa spazio sacro, richiamandoci ad una vita vissuta in pienezza e in radicale adesione al Dio-Amore che ci conduce, come singole e come Famiglia. In questo periodo assembleare, alla camera di Anna, come ancora viene chiamata, sono state destinate Mudji e Antonieta. Credo che Anna sarà stata molto soddisfatta di queste ospiti.
anna santi... la mia grande madre
 
 Ho difficoltà ad  esprimere i miei sentimenti per la mancanza di Anna Santi, perché i ricordi sono tanti, belli e indimenticabili. Dopo aver ricevuto la telefonata da Anna Maria e Santina che mi comunicavano la notizia del ritorno alla casa del Padre di Anna Santi (quella notte ero da Susi a Bandung), ho pianto e non sono riuscita più a dormire…una grande tristezza ha invaso il mio cuore.… mi veniva alla mente e al pensiero la sua figura… Anna Santi… Anche se era notte ho preso il mio cellulare e ho cominciato a mandare sms ad Antonia, Lucy, Ludo, Ibu Surtinah e padre Wardjito. Susi non l’ho svegliata perché ho pensato di darle la notizia direttamente al mattino. Adesso sono molto triste, perché avevo desiderato, di potere incontrarmi con lei nel prossimo mese di luglio. Sognavo già questo incontro!!! Ma ora tutto è finito….non potrò vedere più la carissima Anna Santi. Prego allora per lei, sicuramente adesso è più tranquilla e felicissima perché ha raggiunto la fine del suo cammino ed abita nella casa del Padre Celeste preparata da Gesù. Durante la mia permanenza in Italia anni fa, quando per la prima volta arrivavo a Bologna nel 1999 è stata la prima occasione per conoscere Anna Santi. La rivedo alla finestra della sala da pranzo quando io arrivavo nel cortile di Via Guidotti. Sono rimasta molto impressionata dal suo sorriso, pieno di accoglienza e tenerezza. Ho sentito subito che mi sarei sentita “a casa mia” anche se pian piano avrei dovuto adattarmi. Sono stata fortunata perché c’era lei ed era così diventata il mio punto di riferimento, una maestra per tante cose: mi aiutava ad imparare la lingua italiana con pazienza, mi ascoltava quando tentavo di leggere il giornale e non capivo nulla. Lei correggeva i miei compiti del corso di italiano, le lettere che scrivevo, le mie riflessioni per gli incontri di formazione. Mi era anche maestra in cucina, soprattutto quando il turno toccava a me; era sempre disponibile ad aiutarmi nel darmi suggerimenti per cucinare questo o quello. E’ stata anche una bella amica per chiacchierare! Mi ricordo ancora che molto spesso mi chiamava per dirmi: “Mudji, vai in farmacia per me…!”Ed io andavo, felice di farle un piccolo servizio. Veramente Anna Santi era un bel modello di persona consacrata che ha potuto trasmettere il nostro carisma in modo semplice ma efficace….E’ stata un punto di incontro, di riferimento per tutti, per i tanti amici che si era creata, da tutti i paesi….una donna di preghiera: pregava per tutti, per le missione, per la chiesa, per il mondo. Le piaceva scrivere anche molto bigliettini di saluto per le missionarie che erano lontane…. Parlava sempre in positivo, sapeva dire bene di tutti…Questo è solo la mia piccola testimonianza ma ci sarebbero tante cose da dire sulla persona di Anna Santi. Le mie parole sono limitate per esprimere tutto: lei era la mia grande madre!!! Anna Santi ti voglio sempre bene e prega per tutte noi perché anche noi possiamo imparare dalla tua vita; prega perché la nostra famiglia cresca, prega specialmente per la nostra prossima Assemblea. Anna Santi, un giorno ci incontremmo…. Un bacione dalla tua bambina
venite a me
 
Ti rendiamo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché resti nascosto a chi si ritiene più sapiente degli altri, e ti sveli a chi si sa più ingenuo. Ti rendiamo lode, o nostro Padre, perché ti neghi ai furbi che credono di saperne più di te, e ti manifesti grande a chi si sa piccolo e intimorito dal saperne sempre meno degli altri. Ti rendiamo lode, Padre dei poveri, perché sorridi aspettando il tuo giorno su coloro che pensano di potersi comperare anche il tuo paradiso solo perché si sono potuti comperare il paradiso in terra; e già mostri un sorriso accogliente a coloro talvolta sono costretti a mendicare perfino i loro diritti. Ti rendiamo lode, Padre dei piccoli, perché consegni a se stessi coloro che da soli si ungono salvatori del mondo e delle patrie e ti consegni invece a coloro che si sentono unti solo dello sporco delle loro colpe. Ti rendiamo lode, Padre degli affamati di giustizia, perché lasci ai potenti la giustizia che si fanno da soli e sazi invece della tua giustizia le loro vittime. Ti rendiamo lode, Padre dei miti, perché lasci cullare nella loro illusione coloro che si fanno forti del tuo nome, e culli con la tua tenerezza coloro che si sentono perfino indegni di pronunciare il tuo nome nella preghiera. Ti rendiamo lode, Padre di misericordia, perché lasci la loro ricompensa a coloro che si ritengono migliori degli altri e li giudicano, e invece compensi secondo la tua misura pigiata, scossa e traboccante coloro che hanno usato misericordia. Ti rendiamo lode, Padre della pace, perché lasci alla spada di colpire chi ha steso la spada contro il fratello e ha acceso guerre per difendere soltanto se stesso, mentre tu stendi la tua mano per rialzare l’umile. Ti rendiamo lode, Padre sapiente, perché vedi più in là di coloro che fanno progetti di grandezza e pensano di cavarsela sempre, e il tuo sguardo benevolo cade su coloro che non ce la fanno più, che non sanno cavarsela, che si accontentano di svegliarsi il giorno dopo. Siamo stanchi, o Padre di noi tutti, stanchi di provare e non riuscire, di cercarti senza trovarti, stanchi di provare a cambiare per trovarci a confessare sempre i nostri meschini egoismi. Siamo oppressi, o Padre di noi tutti, sotto il peso dei telegiornali, oppressi dalle notizie di tanto male che ancora gira per il nostro mondo, dove noi ci viviamo, tante volte col dubbio che tu viva in un altro mondo. Siamo stanchi del ricco, che mangia nel piatto del povero; stanchi del potente che schiaccia chi è già a terra per la sua debolezza. Sono oppresso, sotto il peso della mia meschinità, che mi fa desiderare di essere come il ricco e il potente, e appena ho l’occasione di trovarmi un centimetro più su di qualcun altro divento idiota e colpisco anch’io dall’alto! Sono stanco e oppresso, Signore, per quest’oggi vengo a te con le mie mani vuote, con i miei pensieri vuoti di te e pieni di me stesso, con il mio cuore pieno di pii desideri e amori in soffitta e vuoto dell’amore che disseta e fa vivere. Fammi venire a te Signore, per trovare in te ristoro. Senza la tua forza, nulla è nell’uomo. Bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina, addolcisci ciò che è rigido, raddrizza ciò che è storto. Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni. Poni su di noi il giogo del tuo Cristo, perché impariamo da lui umiltà e mitezza di cuore, e trovare ristoro per le nostre vite.
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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