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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
la lode dell'incontro
 
Quest’anno abbiamo fatto il ritiro annuale nel Centro di Spiritualità  Oasis Istituto Secolare “Ancilla Domini”. Questo Centro si trova ad Ermesinde, una località abbastanza vicina alla città di Porto. In questa bella casa siamo state accolte con molta simpatia dall’8 al 14 luglio. C’era con noi la nostra Presidente, Martina e pure Elvira, che era in Portogallo per le vacanze. Martina è venuta a Porto per fare il ritiro con noi; per prender parte agli incontri sia delle missionarie del gruppo che delle Responabili della Formazione, per vedere la nuova casa del gruppo, situata in una località lontano da rumori, in cui ci riuniamo mensilmente per fare il nostro ritiro insieme con le missionarie di vita fraterna, Lùcia Correia e Teresa Castro. Il tema del ritiro era “La lode dell’incontro” ed è stato predicato da P. Antonino scj, un giovane sacerdote, molto dinamico e saggio. A ciascuna fu consegnato il “quaderno di Meditazione”, che conteneva i testi inerenti al ritiro. Sulla copertina del quaderno c’era una frase: L’importante è fermarsi, tacere…!”. Quando ci disponiamo a fare stop, ci sono sempre domande che sono inevitabili e che ci interpellano. Tacere perché e per qual motivo? Può darsi che non ci siano risposte facili. Se noi ci disponiamo a voler tacere, allora dobbiamo interrogarci sul perché lo vogliamo fare. Non è facile fare il ritiro di una settimana. Questo comporta fermarsi, fare silenzio, stare aperte all’ascolto, pregare, stare in comunione con Dio e avere fede. “Stare con Dio”… nessuno vuole rinunciarvi! Noi non siamo mai sole… P. Antonino ci ha detto: “Abbiamo bisogno di fare pulizia ogni giorno nella nostra mente e nel nostro cuore, è questa una delle condizioni per vivere felici. Il ritiro presuppone l’incontro personale con noi stesse e il desiderio di incontrarci con “Qualcuno”. Questo Qualcuno è Dio. Un incontro non è altro che ascolto e conversazione… La frase “Gesù è il volto umano della tenerezza di Dio” ci mette indubbiamente di fronte ad una grande responsabilità, ma è pure un privilegio. “Amar come Gesù amò…” “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”. La nostra vocazione è amarci così, in questo modo, come siamo amate e predilette da Dio. Amare Gesù significa imitarlo! Imitare Gesù è una scelta di vita esigente e speciale, ma possibiile, quando ci abbandoniamo a Lui e vogliamo seguirlo. In questo ritiro il padre ha sottolineato: “la grandezza dell’essere umano è la sua reale ricchezza, non sta mai in ciò che si vede, ma in quello che porta nel suo cuore!”. E ancora. “La grandezza dell’uomo non gli viene dallo stato sociale che occupa, né dal ruolo che ricopre, né dal suo successo personale, ma, al contrario, dalla sua semplicità, dalla sua capacità di ascoltare e accogliere l’altro, rispettandolo e procurandogli gioia. Il segreto per essere felici, come diceva p. Antonino, sta nel desiderio e nel rendere felice l’altro. Chi desidera il bene degli altri scopre che la loro felicità è la sorgente più generosa per la propria felicità. Tutto quanto ci è stato dato in questo ritiro, è stato una grande ricchezza di cui siamo riconoscenti a Dio, alla vita e a ciascuna di noi… E concludo con queste parole di Martina scritte su Vinculum 2/2018, che traducono quanto tutte noi abbiamo vissuto in questo ritiro: “Esprimo la mia gratitudine a Dio perché camminiamo insieme in questa famiglia dove abbiamo accolto doni, limiti e povertà, che il Signore trasformerà in fecondità e Vita Eterna”. Grazie a Martina, Grazie a tutte. Sempre unita nel Signore, un abbraccio fraterno. Carmen Barros 
“vivere comunione e missione con cuore accogliente e misericordioso”
 
Il corso di Esercizi spirituali di quest’anno era stato programmato un anno fa: dal 19 al 24 giugno 2018 a Teluk vicino a Lampung,(isola di Sumatra), con Padre Teja SCJ nella casa del Buon Pastore. Purtroppo la data scelta è coincisa con gli esercizi spirituali dei fratelli SCJ, nello stesso luogo, per cui abbiamo  dovuto cercare altrove. Dopo vari tentativi finalmente trovammo un altro posto chiamato Casa SCJ a Teluk Tanjung Karang, sempre nell’ isola di Sumatra. Casa Teluk , è familiare a noi CM in Indonesia. Anche Santina conosce questo posto, perché nel suo secondo viaggio dopo gli incontri formativi personali al Seminario, c’eravamo spostate tutte a Teluk per fare il corso di formazione che avrebbe tenuto lei e Padre Sugino SCJ. Spero che Santina se lo ricordi… A questi esercizi, io e Antonia siamo andate in pullman perché non siamo arrivate in tempo per prenotare il viaggio in treno. Il 17 Giugno 2018 alle ore 17 siamo partite da Palembang e siamo arrivate di notte all’ 1:45 a Casa Teluk. Siamo state subito accolte dal signor Jumadi responsabile della Casa. La mattina dopo abbiamo partecipato alle lodi e santa messa celebrata da padre Dani e Padre Teja. Dopo aver fatto colazione insieme ai Padri, abbiamo organizzato la sistemazione nelle camere e andate a fare la spesa; per comprare quanto serviva alla signora addetta alla cucina, in questi giorni di ritiro. Il giorno dopo siamo state invitate a recarci in pellegrinaggio a La Verna, ( un luogo simile a quello che c’è in Italia). Qui padre Wicak ha incontrato alcuni confratelli venuti dall’India, mentre noi abbiamo sostato davanti alla grotta di Maria, pregato insieme il rosario per affidare a lei il nostro corso di esercizi spirituali. Ritornate a casa abbiamo trovato Lucy arrivata il 19 giugno 2018 nel pomeriggio. Così si è completata la presenza dei partecipanti agli esercizi: Ibu Surtinha, Mudji, Susi, Antonia, Ludo e Lucy. Abbiamo iniziato il ritiro con la celebrazione Eucaristica. Il tema di quest’anno era "Vivere comunione e missione con un cuore accogliente e misericordioso”. Questo tema suggerito dal Centro CM ci richiama al valore della spiritualità e del carisma, come deve essere concretizzato. Un tema molto importante per noi perché ci aiuta ad essere consapevoli della nostra missione a non lasciarci trascinare dalle intense correnti che circolano nel mondo, ci aiuta a resistere e a testimoniare i nostri valori con fedeltà e audacia. L'unione - comunione diventa la forza unificante dei membri nel mezzo delle sfide dei tempi. La vita quotidiana diventa l'incarnazione della missione che è espressione dell'atteggiamento del cuore e della spiritualità. Il primo giorno P. Teja ha iniziato con l’ introduzione: “il cuore della mia attività”. Una riflessione che ci ha permesso di rivisitare profondamente la nostra chiamata, con la sua storia…e di riflettere anche sulla nostra presenza di CM nel mondo e nella Chiesa. Rivedere l'inizio della chiamata riscoprendo l'incredibile, energico, appassionato sentimento della nostra giovinezza, la straordinaria passione della nostra risposta davanti a Dio, alle volte anche attraverso un lungo e faticoso viaggio, è stato veramente importante per tutte. Ci è stato ricordato come i nostri sentimenti s’ innamorano come pazzi , veri pazzi di Dio. Ci siamo lasciate portare in un lungo e appassionato viaggio della nostra storia, in parte gioiosa e in parte con le sue fatiche. Abbiamo riflettuto anche sulla nostra presenza nel mondo e nella chiesa. I giorni si sono alternati toccando temi molto importanti per la nostra vita missionaria. P. Teja ci ha presentato la riflessione sulla spiritualità e il carisma stimolandoci ad aprire e a esplorare il nostro Statuto e Regolamento di vita soprattutto i primi numeri. Una riflessione importante per noi è stata anche quella di pensare sul modo di vivere “insieme” noi CM indonesiana dove non esiste un tetto unico dove tutte siamo riunite nella stessa casa. Un tema che fa scaturire le nostre esperienze quotidiane, che descrivono la nostra maniera di vivere in unità, in comunione tra noi pur nella distanza. E’ per ciascuna come una verifica sia per i momenti di gioia e fraternità sia nelle difficoltà che si incontrano nella vita quotidiana. Nel silenzio e nell’ adorazione scopriamo che tutto contribuisce a rafforzare la nostra unione con Cristo e tra di noi. “Vivere in Missione “ :ci ha portato sulle orme dei profeti dell'amore e della costruzione della pace. C'è un detto che nessun profeta è rispettato nella sua città natale o dove vive. In effetti questo dire diventa il nostro turbamento interiore ogni volta che ci sentiamo coinvolti in questa realtà…. I profeti possono essere solo persone dalla mentalità aperta, in grado di vedere e sentire la voce di Dio, in ogni avvenimento della storia. E’ colui che nelle varie situazioni sociali sa parlare con coraggio e far riflettere per poter costruire un mondo più giusto e più dignitoso. La sfida per noi missionarie è stare dentro le situazioni quotidiane con i vari conflitti per saperle cambiare a vantaggio del bene comune. La nostra disposizione interiore deve avere come riferimento atteggiamenti aperti e misericordiosi. Saper coltivare saggiamente cuori aperti e compassionevoli. Specchiare la nostra storia in quella del nostro Maestro:Gesù profeta e nel cuore aperto di Dio, ci porta più in profondità nel suo amore e nelle relazioni nella nostra vita quotidiana con i nostri fratelli e sorelle che ci circondano. Soprattutto nel nostro mondo immediato: la comunità nel gruppo, nell’ambiente di lavoro, la comunità parrocchiale, il paese e il mondo. Questa riflessione è molto profonda, perché è come una sfida a diventare profeti dell'amore, con la disposizione interiore di atteggiamento aperto e compassionevole. Padre Teja ha svolto il nostro ritiro usando diversi power point..con un metodo di insegnamento e anche di pratica di meditazione svolta in vari modi. Ci ha condotto con uno stile di meditazione orientale, ma anche con uno stile di meditazione insegnato da alcuni contemplativi della Chiesa occidentale. Inoltre ci è stata consegnata una sessione di domande e risposte, un materiale ricco e prezioso da continuare a riflettere anche quando gli esercizi saranno finiti. Abbiamo avuto anche il tempo di condividere insieme come gruppo, parte della nostra vita e i risultati ottenuti durante nel ritiro. Questi momenti li abbiamo vissuti alla fine di ogni sessione. L'adorazione quotidiana e il silenzio assoluto sono state la base del nostro cammino. Abbiamo terminato il nostro corso con la celebrazione penitenziale guidata da padre Dani SCJ. A sera con p. Teja abbiamo voluto esprimere la nostra gioia e fraternità alla “Pizza Hut” locale dove abbiamo gustato una buonissima pizza. Il giorno seguente siamo andate alla spiaggia e pranzato fuori perché era il nostro giorno comunitario di vacanza insieme. Verso sera mi ritrovo ancora con Antonia sul treno di ritorno … In serata anche Mudji e Lucy partono per Palembang per partecipare all’incontro della Famiglia Dehoniana = THE AWAM COMMUNITY DEHON. Tutte e tre (Mudji, Lucy ed io) ci siamo ritrovate a vivere questo evento con la famiglia Dehon Awam. Con noi c’era anche Yosephine, una giovane, amica della Compagnia Missionaria che in questo periodo ci sta accompagnando perché interessata a conoscere meglio il nostro Istituto. Spero che la nostra partecipazione a questi incontri di giovani e la nostra presenza CM Indonesia, renda anche i giovani affascinati e innamorati della CM. Luglio 2018 – Palembang IndonesiaLudovika Endang Sulastri
in coppia, con cristo
 
Intervista a Rosa De Conte e Clemente Statzu Per conoscerci meglio vi chiediamo di sfogliare insieme alcune pagine delle vostra vita, facendo memoria delle “grandi cose” che il Signore ha compiuto sul vostro cammino. Una prima conoscenza tra me e Clemente è avvenuta a S. Antonio Abate intorno al 1978. Ma poi per diverse situazioni siamo vissuti lontani senza legami particolari, solo qualche ricordo sporadico da buoni amici. Questa conoscenza è stata ripresa intorno al 1981, quando, dopo il terremoto per necessità Clemente ha trovato appoggio a Napoli in viale Colli Aminei, presso un’anziana persona sola, che aveva bisogno di compagnia, in una casa tutta puntellata perché gravemente lesionata dal terremoto. Era in attesa di un lavoro che gli era stato assicurato. Il 07 gennaio 1982, dopo attenta e ponderata decisione giunse il giorno del nostro matrimonio. Una festa straordinaria, anche perché nella stessa celebrazione eravamo due coppie a celebrare il matrimonio. È stato, lo dobbiamo dire con franchezza, un matrimonio molto chiacchierato, e qualcuno ha giocato i numeri su quanto accadeva… chissà ??? Per noi è stato un momento di grazia nonostante alcune avversità evidenti, frutto di pettegolezzi, di pregiudizi e di maldicenze. Nonostante le avversità mai è venuta meno la fede nel Signore e ne abbiamo sempre avvertito la Sua presenza. Accanto abbiamo avuto sempre un santo sacerdote, il nostro padre spirituale, che ci ha guidati e accompagnati amorevolmente. Precedente al matrimonio e nei primi mesi di matrimonio, mentre Clemente si adoperava in svariati modi per raccogliere i fondi necessari per andare avanti, anche se vi era un appoggio totale nella mia famiglia, io continuavo ad andare all’università dove mi ero iscritta presso la facoltà di medicina. Clemente a settembre del 1982 riusciva ad inserirsi come applicato nella biblioteca comunale e da lì, per necessità fu inserito nel Comando Vigili Urbani, sempre come applicato. Il 25 novembre del 1982 una grande gioia, la nascita del nostro primogenito Giovanni. A settembre del 1983 Clemente ebbe l’incarico, da parte della Curia di Castellammare di Stabia, come docente di Religione a S. Antonio Abate. Anche la situazione economica incominciava ad avere una maggiore stabilità e ci permetteva una piena indipendenza, che precedentemente mancava. Da subito abbiamo preso, insieme, la decisione di collaborare nella comunità parrocchiale e a livello ecclesiale, secondo le nostre capacità e conoscenze. Clemente nel guidare le celebrazioni con il canto e entrambi come catechisti. Anche in virtù del nostro impegno ecclesiale fu possibile per Clemente avere l’incarico come docente di religione. Con la nascita di Gianni, per problemi di salute sono stata costretta a lasciare l’università e a dedicarmi maggiormente al bambino. Intorno al 1985, a seguito della conoscenza, in maniera più forte, della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore, insieme, abbiamo deciso di entrare a far parte di questo Istituto secolare come familiares, colpiti e coinvolti dalla spiritualità e dall’entusiasmo delle Missionarie e dei Familiares. Successivamente Clemente ha sentito forte la chiamata a prestare il suo servizio nella Chiesa Diocesana come Diacono permanente e, dopo averne preso coscienza e aver valutato quanto poteva incidere in positivo e anche, perché no, in negativo sulla nostra famiglia, presentò richiesta al Vescovo. Insieme abbiamo preso la decisione di accogliere questo progetto che il Signore aveva messo nel cuore di Clemente, e ne sono stata ben lieta di partecipare con la mia collaborazione fattiva alla sua scelta. È stato un cammino lungo ma bello, circa dieci anni, che ha portato Clemente a ricevere il sacramento dell’ordine per il diaconato il 30 dicembre del 2000. Nel tempo, gli impegni per Clemente non sono mancati anche a livello di familiaris della CM, che mi hanno, di volta in volta, sempre coinvolta, e ne sono stata lieta. Tutto partiva dal confronto e dalla scelta operata concordemente. Spesso chi ci frequentava non riusciva a capire chi dei due avesse voce in capitolo circa le decisioni e per noi era una conferma che camminavamo sempre in armonia. Come familiaris Clemente è stato eletto come primo consigliere e vice-responsabile dal 1989 al 1999 (per due mandati) e successivamente, per altri due mandati, dal 1999 al 2009 come responsabile centrale. Il 05 luglio 1990 è nato il secondogenito Pasquale e il 25 giugno1997 il nostro terzogenito Daniele. Gli impegni non ci hanno assolutamente distolto dalle premure necessarie nell’educazione e crescita dei nostri figli, e continuiamo, seppur con i nostri limiti a compiere il nostro ruolo di genitori. Accanto ai momenti di gioia diversi eventi di sofferenza hanno segnato la nostra vita e i tentativi di scoraggiamento non sono mai mancati, ma non sono valsi a distruggere la nostra vita di coppia e ciò che ci ha dato forza è stata sempre la preghiera, e la costante partecipazione all’Eucarestia e al sacramento della riconciliazione. Inoltre ciò che ci manteneva fortemente legati al Signore era la certezza che anche nella notte più buia non ci avrebbe mai lasciati soli. Papa Francesco nella sua visita pastorale all’arcidiocesi di Milano ha detto ai diaconi presenti che: “Il diaconato è una vocazione specifica, una vocazione familiare che richiama il servizio…parola chiave per capire il vostro carisma.” (Incontro con sacerdoti e consacrati - 25.03.2017). Clemente, qual è la tua esperienza: gioie e difficoltà… La mia esperienza di diacono la ritengo molto bella ed entusiasmante. Però, devo ammetterlo, non è facile vivere il servizio. Di fronte alle difficoltà iniziali di ammissione al sacramento - non vi erano diaconi permanenti in Diocesi - e tante erano le difficoltà. Anche il cammino di formazione, oltre agli studi teologici fatti in precedenza per l’insegnamento della religione, è stato lungo e non facile. Ma anche una volta diventato diacono le difficoltà non sono mancate. Agli inizi, dovevo spesso farmi violenza perché avrei voluto che tutto funzionasse per il verso giusto, o meglio secondo il mio modo di vedere. La grazia di Dio ha piano piano agito in me e mi sono lasciato toccare e illuminare dalla Parola di Dio e così i miei punti di vista sono andati diminuendo, lasciando spazio alla condivisione, alla collaborazione e al silenzio, imparando a proporre in maniera diversa ciò che io ritenevo importante per la vita della comunità. Con la collaborazione di mia moglie, e non esagero se dico che è più diacono lei di me, in quanto mi ha sempre incoraggiato e sostenuto nelle varie situazioni di difficoltà, ho potuto rendere il mio servizio fattivo e collaborativo nelle diverse comunità dove il Vescovo mi ha inviato. E il Signore ci ha sempre sostenuti e ricolmati del Suo Amore. Il vostro cammino nella Compagnia Missionaria, la conoscenza del fondatore P. Albino, la collaborazione alle attività CM, i momenti più significativi… Parlare di momenti significativi è riduttivo, crediamo di aver sperimentato sempre la bellezza di appartenere alla CM e di vivere le nostre giornate conformandole alla Volontà di Gesù secondo la spiritualità CM. La collaborazione, secondo le nostre possibilità vi è sempre stata e speriamo continui ad esserci, nonostante le tante difficoltà incontrate. Partecipazione alle attività di governo CM da parte di Clemente, alle missioni popolari da parte mia e di Clemente, la collaborazione alla casa di ferie sia ad Asiago che a Monguelfo sono stati sempre vissuti splendidamente e ci hanno offerto delle soddisfazioni e gioie grandi. Il legame poi con P. Albino è stato molto forte e significativo. Il Padre ha avuto un ruolo importante sia nella nostra vita di coppia che nel cammino come familiares della CM aiutandoci a crescere nel conoscere e sperimentare il grande Amore del Cuore trafitto di Gesù. Ritornano spesso alla nostra mente i momenti belli vissuti con lui. Fare memoria è sì un ricordare ma sempre con lo sguardo proiettato al futuro. Quale messaggio vorreste comunicare ai nostri lettori? Lasciare un messaggio è un può arduo. Tuttavia possiamo sintetizzare ciò che per noi è diventato fondamentale nel nostro cammino di coppia. Alla base vi è la scelta radicale di appartenere a Cristo Gesù e cercare di vivere secondo il suo volere. Il percorso di coppia, ne eravamo a conoscenza, poteva essere spigoloso e per questo prima di sposarci avevamo scelto come impegno, partendo da una frase della lettera di San Paolo agli Efesini “non tramonti il sole sopra la vostra ira” (4, 26), di chiarire ogni cosa prima di addormentarci. Senza Gesù non si va avanti, e questo lo abbiamo sperimentato sempre. Preghiera, ascolto della Parola, partecipazione all’Eucarestia, dialogo, condivisione, sempre pronti ad essere dono l’uno per l’altro, tutto nell’amore del Signore, sono aspetti fondamentali se si vuole crescere e camminare insieme. Momenti critici? Sempre! Non ne sono mancati e ne siamo certi non mancheranno, ma una certezza vi è ed è forte: Gesù non ci abbandona mai, nonostante le nostre fragilità.
vita di speranza e compimento
 
Assemblea generale della Conferenza Asiatica Istituti Secolari (ACSI) 2018 in Vietnam Per la prima volta ho partecipato alla Conferenza Asiatica degli Istituti secolari dell’Asia. L'evento si è svolto in Vietnam dal 4 al 6 settembre 2018. Il tema è stato: "Dentro e fuori l'Asia: gli istituti secolari vivono una vita di speranza e compimento". I partecipanti provenivano da diversi paesi: Filippine, India, Tailandia, Giappone, Corea del Sud, Laos, Indonesia, Hong Kong, Francia e Vietnam…eravamo circa 27 istituzioni laiche e una presenza di una cinquantina di partecipanti. Il primo giorno è iniziato con la Celebrazione eucaristica presieduta dal Prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica, il cardinale Joao Braz De Aviz, che ha concelebrato con i Vescovi Peter Nguyen Van De, Fernando Capalla.D.D. e altri sacerdoti. Il cardinale Joao Braz De Aviz ha commentato il libro “Consacrazione e secolarità”. E’ stata una presentazione molto bella e profonda, che mi ha aiutato a rendermi un po’ più consapevole del mio essere membro di un istituto secolare dentro la chiesa e di sentirne tutta la sua bellezza. C’è stata poi la presentazione dei partecipanti dei vari istituti e l’informazione delle varie realtà. La Responsabile Miss Lily Fernandes dell'India ci ha aiutato in questo cammino di condivisione della speranza e adempimento. Il secondo giorno abbiamo ascoltato la conferenza del Dr. Emilio Tresalti dell'Istituto Secolare di Cristo Re, di Roma, che è stato con noi per tutto il tempo dell’incontro asiatico. Ci ha parlato e dato suggerimenti sulla secolarità consacrata. C’è stato un lavoro di riflessione in piccoli gruppi (4 gruppi): Gruppo 1: Filippine; Gruppo 2: India; Gruppo 3: Tailandia, Hong Kong, Taiwan, Laos, Giappone, Indonesia, Corea del Sud; Gruppo 4: Vietnam. I risultati della discussione sono stati presentati alla fine e riassunti in un programma concreto per i prossimi 4 anni. E’ stato suggerito di: tradurre l'opuscolo "Consacrazione e secolarità" nelle varie lingue. Trovare modi e mezzi per consegnare ai Vescovi che conosciamo una copia di questo opuscolo. Invitare persone preparate o membri di Istituti Secolari come relatori principali. Creare almeno un programma di formazione per i formatori. Pensare a un Consiglio di amministrazione… Al termine c’è stata l’elezione del prossimo direttivo che rimarrà in carica da settembre 2018 ad agosto 2022. Sono state elette: Presidente - Lilly Fernandes dell’India, segretaria - Kim Quyen, Vietnam; amministratrice - Maria Conception Conie, Filippina; consigliere - Agustina Dwi, Indonesia e Kim Sook (Cecilia), Corea del Sud. Si sta pensando di fare il prossimo Convegno del 2022 in Indonesia! Per noi CM sarà una sfida! L'evento è terminato con una preghiera conclusiva. Speriamo che tutti i programmi concordati possano essere concretizzati con successo. Grazie! Susi
rimanete in me
 
4° Incontro della Famiglia Dehoniana Rendiamo grazie al Signore che ci ha dato l’occasione di partecipare a questo incontro molto bello, dopo una settimana di silenzio per gli esercizi spirituali annuali. L’incontro è stato programmato dal 29 giugno al 1 luglio presso la casa di ritiro Giri Nugraha a Palembang. Hanno partecipato circa 106 persone venute da tutte le entità della FD: SCJ, CM, laici, e giovani. I laici sono venuti da varie città: Palembang, Bengkulu, Jambi, Belitang, Lampung e Yogyakarta. Il gruppo di Palembang ha organizzato tutto sotto la guida di Ibu Sri Pujiati responsabile della Famiglia dehoniana. Il momento per stare insieme come famiglia è sempre un’occasione molto bella e preziosa. Ogni partecipante è arrivato con molto allegria e con il volto sorridente. Veramente un incontro desiderato da tutti. Abbiamo lasciato il nostro quotidiano e il lavoro per poter partecipare. Nonostante questo siamo venuti da vari luoghi e entità e ci siamo sentiti parte di una vera famiglia. All’ apertura abbiamo ascoltato le parole della sig. Sri, del sig. Philipus Haryadi responsabile generale dei laici dehoniani in Indonesia, e padre Sapto provinciale dei dehoniani. Ecco il contenuto dei loro interventi: “perchè siamo insieme e possiamo stare insieme” ! E’ stata sottolineata la crescita della famiglia dehoniana, soprattutto dei laici. La nuova vocazione SCJ è abbastanza feconda, è inviata per la missione, anche all’estero. Si desidera che la famiglia dehoniana si allarghi fino a raggiungere Riau e Papua dove ci sono i padri SCJ, e si vuole in questa espansione aiutare anche per far conoscere la CM. Padre Agus invece ha spiegato la spiritualità della Sacro Cuore di Gesù. Durante la messa, all’omelia, p. Agus ha parlato dei santi Pietro e Paolo, due persone grandi della chiesa, con carattere diverso, ma uniti insieme nella liturgia. Come noi, nella nostra realtà,siamo diversi ma siamo chiamati a essere uno, come ha detto Gesù nella sua preghiera del ‘sint unum’. Quest’incontro è stato ben preparato con varie attività: riflessione sulla spiritualità, la santa messa, momento di preghiera, discussione, gita alla casa provincialato e alla città, e poi serata di fraternità dove ogni gruppo ha presentato uno spettacolo. Durante la serata di fraternità abbiamo cantato e ballato. Ci siamo molto divertiti quando il gruppo di Yogya ha presentato un talkshow. Poi tre giudici hanno valutato ogni gruppo e la sua creatività. E’ stata veramente una serata piena di allegria. Per chiudere la giornata, padre Een ci ha poi invitato a fare la via crucis meditativa. Abbiamo cantato un canto di Taize, e subito creato un bel clima di silenzio...pronti per pregare. Alla fine, padre Een ci ha dato la benedizione per ottenere un buon riposo e poter essere pronti per l’attività del giorno seguente che comincerà alle ore 05.45 con la meditazione. Il secondo giorno l’attività è stata molto intensa...me sempre con allegria. Ci siamo divisi in due grandi gruppi. Un primo gruppo di 30 persone scelti per essere animatori e per guidare il momento di condivisione del giorno dopo. L’ altro gruppo è stato guidato da padre Kris, padre Kamto e padre Agus. Nel pomeriggio abbiamo visitato la casa del provincialato. Padre Sapta provinciale ci ha accolto con gioia insieme anche a padre Titus e padre Kelik. Davvero ci siamo sentiti come una grande famiglia. Qui abbiamo ascoltato la testimonianza del Sign. Haryadi, di come vive la spiritualità dehoniana nella sua vita quotidiana. L’ esperienza è molto bella e ispirata. A sera siamo andati a visitare la città…con un traffico intensissimo. Il terzo giorno è iniziato con la Santa Messa nella cappella, insieme alla gente del luogo. La celebrazione è stata animata da canti eseguiti dal coro della Famiglia Dehoniana. Padre Agus nella sua omelia ha spiegato cos’è la Famiglia Dehoniana e come ottenere una fede salda. Dopo colazione, abbiamo lavorato in gruppo: dieci gruppi, ogni gruppo di 6 – 8 persone, guidato da 2-3 animatori. Io insieme a Novanto abbiamo guidato un gruppo di 6 persone. Quasi tutti hanno detto di aver conosciuto da poco la Famiglia Dehoniana. La loro esperienza in questa realtà è nuova e l’hanno conosciuta tramite i padri dehoniani, adesso vorrebbero conoscere meglio questa realtà. Tutto è stato molto interessante. Prima di chiudere l’incontro, con padre Agus e padre Een abbiamo stabilito i prossimi appuntamenti: incontro nazionale della Famiglia Dehoniana si farà ogni due anni, nel 2020 a Belitang e 2022 a Bengkulu; poi faremo il primo incontro per il gruppo di animatori a Gisting a Lampung 17-20 novembre 2018. Siamo tornati a casa tutti felici e con il desiderio di incontrarci presto. Marcellina Mudji
in cammino solidale con la compagnia missionaria
 
Un contributo di amicizia e fraternità tra C.M e SCJ “… riceverete su di voi la forza dello Spirito …” (Atti 1,8) E lo Spirito aiuta ad accettare e valorizzare il presente come a vivere il pellegrinaggio verso il futuro. Ma non da soli, bensì in “compagnia” di tanti fratelli e sorelle che transitano per le stesse strade o, forse, sentieri. Nel cinquantesimo della C.M. mozambicana (1968-2018) e della mia ordinazione sacerdotale (1968-2018) un incontro a Bologna fa scoppiare scintille e riemergere ricordi e sogni. E aggiungerei, perché no? Anche gli anni della mia presenza a Madeira (1963-1965) e in territori del continente africano: Mozambico (1970-2004) e Angola (2004 ad oggi). I primi incontri si riallacciano al tempo degli studi teologici, con la presenza di alcune signorine della C.M.; continuati in altre occasioni di ricorrenze e feste: primi passi di scoperte e sfide per il futuro. Prima di partire per il Mozambico, dove le consacrate laiche C.M. mi hanno anticipato, ho sentito il dovere di incontrare P. Albino Elegante, il quale, oltre ad incoraggiarmi, ha condiviso alcune sue preoccupazioni riguardanti le prime missionarie C.M. in Zambezia (circa l’accoglienza, la collaborazione, l’inserimento in quella chiesa locale). Arrivato a Milevane le ho incontrate al lavoro nella nostra Scuola Apostolica e Missione di Nauela. Le insegnanti Ilda e Teresa attente a migliorare il mio portoghese e Lisetta infermiera nella zona, paziente nell’accettare la mia povera collaborazione nel settore sanitario e pastorale. Qui è iniziato un cammino di reciprocità e di comunione umana e spirituale importante per crescere e qualificare la nostra presenza tra le persone del posto. Significativa la nostra partecipazione ad una chiesa post-conciliare che sentiva il bisogno di rinnovarsi nello Spirito ma troppo condizionata dal passato ed esitante nelle scelte concrete. L’esempio e l’aiuto ci fu dato dalla Chiesa vicina di Nampula. Ma dopo abbiamo avuto il coraggio di proseguire, di coscientizzarci e di cercare la collaborazione dei laici, che non erano i soli catechisti. Così sono nate gradualmente, le piccole comunità cristiane, aperte ad una reale partecipazione e collaborazione, parte attiva della famiglia diocesana. Tutto questo ci ha preparato al grande evento dell’Indipendenza del Mozambico (1975). Un momento unico e vibrante, ma per i cristiani ed i cattolici, in particolare, si è trasformato in un incubo. A certo astio o rabbia anti-coloniale si è unita l’ideologia marxista-leninista dei nuovi padroni. La Chiesa ha sofferto e tutti ne abbiamo pagato le conseguenze. Noi, già nella missione di S. Tiago di Namarroi, siamo stati accusati di antinazionalismo per il semplice fatto di aver partecipato in una riunione di animatori in preparazione alla visita del nostro Vescovo Bernardo Governo. Ci accusarono di “riunione con il nemico”. Le conseguenze? Espulsione definitiva dalla missione, e alcuni, imprigionati. Così c’è stata dispersione di tutto il personale missionario! Religiosi scj e signorine (missionarie) C.M. Ma l’amicizia e spiritualità hanno operato a distanza, fortificandoci nella vocazione e missione. E poi la gente ci è stata ancora più vicina e in attesa di tempi nuovi. Non posso dimenticare le umiliazioni di Elisabetta, nel tentativo isolato di riprendere il suo servizio di infermiera nel posto sanitario. Per le Missionarie laiche e consacrate si sono come rinnovati i tempi della prima chiesa: la persecuzione e dispersioni le hanno portate ad operare e testimoniare in luoghi differenti, dove il loro carisma era una sorprendente novità, non solo per i cristiani ma anche per le persone di altri istituti missionari. Ricordo con nostalgia l’opera di Mª Amélia Magalhães; lavorava assiduamente con i piccoli, figli degli operai di una fabbrica di Quelimane, e la simpatia suscitata da questa presenza sociale. I tempi hanno creato nuove iniziative e le missioni hanno accolto ed accompagnato delle giovani, alcune delle quali le hanno seguite nel carisma e nella spiritualità. Tutto è opera prioritaria dello Spirito che ha trovato cuori attenti, umili e generosi, persone di simpatia e santa cocciutaggine, capaci di essere dono e stimolo nel pellegrinaggio della vita umana e cristiana. Con Agostino possiamo dire: “Se questi e queste … perché non io?”. Che Dio continui a benedire questo carisma di generosa e aperta oblazione. Guardiamo sempre al futuro, insieme! P. Maggiorino Madella scj
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