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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 13 / 11 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    28 gennaio - 2 febbraio 2019, a Bologna... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    28 de enero - 2 de febrero 2019, en Bolonia... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    28 de janeiro - 2 de fevereiro de 2019, em Bolonha... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La Presidente in Guinea Bissau
    Martina visiterà il gruppo della Guinea dal 6 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019. La accompagniamo con... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    A Presidente em Guiné Bissau
    A Martina visitará o grupo da Guiné, de 6 de dezembro 2018 a 9 de janeiro 2019. Acompanhamo-la com... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La presidenta en Guinea Bissau
    Martina visitará el grupo de Guinea desde el 6 de diciembre 2018 al 9 de enero 2019. La acompañamo... Continua
febbraio 2016
 
aprile 2016
 
natale: una immensa luce
 
Lungo il cammino della storia, la luce che squarcia il buio ci rivela che Dio è Padre e che la sua paziente fedeltà è più forte delle tenebre e della corruzione. In questo consiste l’annuncio della notte di Natale. La profezia di Isaia annuncia il sorgere di una immensa luce che squarcia il buio. Essa nasce a Betlemme e viene accolta dalle mani amorevoli di Maria, dall’affetto di Giuseppe, dallo stupore dei pastori. Cari fratelli e sorelle, in questa notte santa contempliamo il presepe: lì «il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce» (Is 9,1). La vide la gente semplice, la gente disposta ad accogliere il dono di Dio. Al contrario, non la videro gli arroganti, i superbi, coloro che stabiliscono le leggi secondo i propri criteri personali, quelli che assumono atteggiamenti di chiusura. Guardiamo il presepe e preghiamo, chiedendo alla Vergine Madre: “O Maria, mostraci Gesù!”. (dall'omelia di Papa Francesco, Natale 2014)
dio è amore
 
Quando verso la metà del 2002 parlai per la prima volta con Giannina della mia vocazione; non avrei mai immaginato che sarei arrivata a questa tappa: l’incorporazione perpetua. Chi l’avrebbe detto! Il mio cammino come mamma, impiegata pubblica, le mie relazioni familiari e le amicizie mi facevano dubitare sulla possibilità che un giorno si sarebbe realizzato un antico sogno che in quel periodo non me ne resi neanche conto. Di fatto Dio mi aveva riservato due progetti: il primo quello di essere madre; il secondo quello di consacrarmi alla vita missionaria. Chi potrà comprendere i disegni di Dio? A causa della mia condizione, i miei figli e il resto della mia famiglia sono venuti a conoscenza della mia vocazione solo quando li ho invitati a partecipare alla festa per la mia incorporazione perpetua. Il 10 gennaio u.s. è stato preceduto dalla preparazione mediante un ritiro animato dal vescovo ausiliare di Maputo, Dom Joao Carlos, un giovane (non ha ancora 50 anni) molto creativo che cerca di unire la Parola di Dio con la realtà vissuta nelle nostre famiglie, nei gruppi e comunità. Il luogo del ritiro: il seminario filosofico Sant’Agostino, un ambiente molto calmo, dove si respira aria pura,con molte piante e alberi da frutta. Così, con queste condizioni molto favorevoli, abbiamo vissuto il nostro ritiro, rivisto la nostra vita, i nostri comportamenti come persone e come missionarie. E, finalmente il giorno della festa. Sono arrivati a sant’Agostino i miei figli, i fratelli e, non potevano mancare, i parenti più vicini e amici che ci accompagnano in tutti i momenti della vita. Le esclamazioni erano: perché non ci hai mai detto niente riguardo alla tua scelta? Tuttavia mi ha colpito molto il vedere come tutti si sono impegnati per la preparazione della mia festa. La parrocchia di Gabriela ha animato la Messa con canti e danze liturgiche ben preparati. Il gruppo degli Amici CM ha contribuito molto nella preparazione delle vivande per la festa. In quel giorno abbiamo vissuto un vero clima di comunione con le nostre famiglie. Per loro non c’era distinzione, eravamo tutte figlie, ci salutavamo tutti allo stesso modo e ciascuna famiglia aveva portato regali per noi tre. Così abbiamo sperimentato una vera unione fraterna. Una certa tensione non mi ha permesso di assaporare fino in fondo i momenti liturgici davvero intensi. Oggi dico: come vorrei tornare a vivere quei momenti indimenticabili della mia vita. Abbiamo vissuto momenti belli e ne siamo uscite più arricchite e soprattutto più motivate nel vivere l’impegno che Gesù ci chiede: essere sale della terra e luce del mondo. Dio ci benedica e ci conceda la sua grazia.
festa dell'eccomi, sapore di maputo
 
Sono quasi le 17,30, le sedie sono state riposte nel garage, il proiettore e il PC sono nella mia stanza, il nostro “soggiorno” all’aperto è vuoto. Sono tornati tutti a casa loro. Affacciata sulla scala della cucina guardo giù e penso a Chica, Gulugulu, Julieta M., che alle 14 erano già qui a dare una mano, ce ne fosse stato bisogno; a Luisa, Tomàs, Julia con il figlioletto, Marta, Claudina; ad Ana Maria, che ha lasciato a casa Zeferino con i tre figli. Infine a Maria Elisa, la nuova del gruppo. Vengono tutti dalla periferia e si sono messi in strada già alle 12,45, chi con l’auto, chi con il chapa, per arrivare puntuali alle 14,30. Rivedo Alice, che con Julieta M. fa parte del nostro gruppo, e che è arrivata un po’ dopo, a causa della sua malattia. Le sue gambe perdono le forze e anche oggi per lei è una conquista essere presente all’incontro spingendo il suo carrellino. E poi Irene e io - manca Giannina, in Italia per ragioni di salute delle sue sorelle - che abbiamo fatto la prima accoglienza preparando, per la grande, umile e povera Festa dell’Eccomi, un panettone italiano con dolciumi e bevande fresche e dissetanti. Al finire della giornata si vede tutto con occhiali rosa: il vento sottile, il calore sopportabile…, il proiettore di prima esperienza, il percorso formativo e informativo sulla nascita della C.M., la nostra spiritualità, le nostre icone, le letture scelte… e la nostra personale capacità di comunicare, che in Irene ha radici lontane e profonde, mentre per me si tratta di gestire le poche centinaia di parole, che ad oggi conosco, per spiegare concetti e esperienze attinenti al tema. Con i Power Point a disposizione è stato tutto molto più semplice, le immagini parlavano da sé; la nostra storia si è dipanata dal lontano 1957, con la foto delle prime otto missionarie, belle, giovane, radiose, fino a noi, di oggi, presenti nei vari gruppi dei 4 continenti. Abbiamo concentrato la forza del messaggio sulle due letture classiche: quella della lettera agli Ebrei e quella del vangelo secondo San Luca. È stato un viaggio meraviglioso, tra le figure di Gesù, che va incontro alla volontà amante e salvifica del Padre proprio al momento del suo ingresso nel mondo e quella di Maria, avvolta nel mistero del nulla umano che, con il suo “Eccomi!”, inizia con il Figlio nel grembo a far conoscere, in primis nella sua famiglia, la misericordia di Dio Padre. Con l’esplosione del “Magnificat”, Maria racconta la storia del suo Popolo Israele, lodando la grandezza dell’operare di Dio. Le nostre due icone hanno esse stesse il linguaggio dell’ascolto e del dialogo, dell’offerta di sé per un progetto senza confini e dell’affidarsi a Colui che ama personalmente ogni sua creatura. Abbiamo consegnato agli Amici un promemoria di preghiere quotidiane in preparazione ai tempi liturgici forti, una coroncina per “rimanere con” Maria lungo il giorno, per strada, nel compimento dei nostri impegni, in casa, per tenere il nostro cuore in costante “connessione” con Lei, che è nostra Madre, Guida e Custode. È stata un segno gradito anche la consegna dell’immagine di Maria, quella delle origini, che abbiamo a Bologna, accompagnata dalla breve preghiera di offerta. È con commozione che ho spiegato agli Amici come quella statua sia per noi una “presenza”, che andiamo ad incontrare al nostro rientro dalle missioni, nei momenti in cui il suo Cuore di mamma ci può sostenere e consolare, a dirle grazie per la sua vicinanza. A Lei abbiamo affidato persone, eventi, forti di una fede coraggiosa, la sua fede, il suo “Eccomi”, che va oltre il momento presente. È stata proprio una bella, semplice, gioiosa festa. Comunicare è una ricchezza… solo poche righe e alcune foto, segno del NOI CM che ha messo radici anche in Mozambico. Un abbraccio,
fatica e entusiasmo
 
“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”(Mt.25,40) Per raggiungere il villaggio di Pasang Surut ( isola di Sumatra) si deve scegliere tra due possibilità: percorrendo il fiume con un barcone oppure a piedi per terra ferma naturalmente ambedue i percorsi con diversi disagi. Con il tempo delle piogge poi, la strada rimane fangosa e scivolosa per cui non rimane che scegliere il percorso via fiume. E’ una località situata sulle rive del fiume, gli abitanti quasi tutti contadini, coltivano il riso, base del loro alimento quotidiano , dalla palma di cocco l’olio e anche la gomma da un altro albero In questo posto c’è una parrocchia affidata ai Padri dehoniani e una comunità di suore “Charitas”, indonesiane, che gestiscono una clinica. Ho conosciuto questo posto per la prima volta nel 2005 quando con Antonia e p. Sugino SCJ siamo venuti per una giornata di animazione missionaria. Venerdì 6 febbraio ci sono ritornata per svolgere un programma lavoro nelle scuole, insieme ad una mia collega Margaretha e a p. Fridho SCJ. supervisore delle strutture scolastiche. Partiamo da Palembang ben preparate e pronte ad accogliere i vari disagi del cammino, ma anche con tanta fiducia ed entusiasmo. Con noi viaggia una ragazzina di 14 anni, molto bella , dal viso dolce. Il nostro compito è quello di accompagnarla dalle suore e lasciarla con loro. Conosco la sua storia attraverso i giornali che hanno parlato del suo caso e da notizie che mi vengono date durante il cammino. La presenza di questa ragazza seduta in macchina accanto a noi,mi obbliga a pensare per tutto il viaggio al valore della vita, alla famiglia, al mondo in cui viviamo. Una giovane vita la sua, già tanto provata , offesa, sfruttata..Di famiglia cattolica, la ragazza ha sperimentato in diversi momenti della sua vita la violenza e la precarietà della sua propria famiglia. Non accolta dal padre e dalla madre viene affidata al nonno che la inserisce nell’ambiente della prostituzione…La ragazza scappa di casa e per un tempo vive insieme ad altre persone povere, sotto un ponte della sua città. Le persone che inizialmente cercano di proteggerla, in breve si rivelano pure loro sfruttatori e la vendono ad altri …Passa così da un’esperienza all’altra vivendo nella più triste realtà di giochi proibiti e in ambienti inadatti alla sua età e destinati a rubarle il dono più grande: la vita. Finalmente incontra una persona che la prende a cuore e la incoraggia ad andare dalla polizia. Da qui nasce finalmente un cammino di recupero e accompagnamento attraverso l’inserimento in un progetto organizzativo, che ha lo scopo di aiutare bambini con seri problemi familiari. Una giovane vita con un percorso segnato dalla croce… a solo 14 anni!!! Con questi pensieri che vanno e vengono nella mia testa, non mi sono resa conto del tempo trascorso in viaggio e così siamo arrivati a Pasang Surut. P. Edi e p. Sukadi SCJ ci accolgono nella casa parrocchiale. Dopo cena veniamo ospitate dalle suore “Charitas”. Ci accoglie un ambiente molto semplice e fraterno che ci fa provare la pace e la gioia di stare insieme. Un clima sereno che sembra lenire e sanare le ferite provate e sentite in me ripercorrendo il percorso di vita di questa giovane. Veramente l’accoglienza, la bontà e il rispetto per gli altri ti rendono più comprensiva e più buona! Il giorno dopo nella cappella delle suore alle ore 5.30, Padre Fridho SCJ celebra l’ eucaristia e in seguito dopo colazione incominciamo a svolgere il nostro programma scolastico. Avendo il pomeriggio libero siamo andati a pescare. E’ stato molto bello vedere sorridere questa ragazza, contenta di poter partecipare a tutto questo con tanta semplicità, gioia e serenità. Insieme, abbiamo poi preparato la cena e gustato il nostro pesce, cucinato molte bene. Veramente buono!!!. Alle Ore 19.00 ci siamo incontrate ancora in parrocchia per terminare il nostro lavoro di programmazione verso le ore 23.00, stanca, con tanto sonno…ma felice di tutto. Il mattino dopo alle ore 7 pronti per il rientro a Palembang. La ragazza rimarrà qui per cominciare il suo percorso verso una nuova vita. Nel mio cuore provo un sentimento di “ perdita” nel lasciare non solo Pasang Surut, ma soprattutto questa ragazza che ha vissuto con noi questa esperienza di due giorni. Decidiamo di lasciare alle suore un aiuto economico per sostenerle in questo percorso. Compiamo questo gesto non come un obbligo ;vogliamo solamente che sia piccolo contributo che faccia sentire la nostra voglia di condivisione e di vicinanza. Un piccolo gesto che aiuterà a far germogliare qualcosa di grande e di positivo per la vita di questa ragazza. Considero importante aver condiviso con voi questa esperienza. So di aver donato un po’ del mio tempo a voi che mi leggerete, di avervi aperto il cuore in questo momento in cui ho vissuto questa forte esperienza. I problemi e le difficoltà se condivise con gli altri ,si vivono e si affrontano meglio. Grazie!
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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