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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 13 / 11 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    28 gennaio - 2 febbraio 2019, a Bologna... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    28 de enero - 2 de febrero 2019, en Bolonia... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    28 de janeiro - 2 de fevereiro de 2019, em Bolonha... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La Presidente in Guinea Bissau
    Martina visiterà il gruppo della Guinea dal 6 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019. La accompagniamo con... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    A Presidente em Guiné Bissau
    A Martina visitará o grupo da Guiné, de 6 de dezembro 2018 a 9 de janeiro 2019. Acompanhamo-la com... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La presidenta en Guinea Bissau
    Martina visitará el grupo de Guinea desde el 6 de diciembre 2018 al 9 de enero 2019. La acompañamo... Continua
tempo di incontro
 
Se mi dovessero chiedere come è andato l’incontro delle Responsabili di Formazione 2018, mi viene spontaneamente una risposta molto semplice, che è però molto significativa: tempo di incontro. Si ci siamo incontrate nuovamente tutte insieme ed abbiamo condiviso e sfruttato al meglio il tempo che avevamo a disposizione. Anzi ancora di più, abbiamo lavorato portando nel nostro cuore questa responsabilità dell’incontro, dell’essere “noi”, della comunione nella formazione delle persone nei distinti paesi e continenti. Il nostro essere missione e comunione è stato il terreno del nostro incontro. Così è stato il tema svolto dell’ “Affettività” presentato da padre Joao de Deus Costa Jorge, diocesano e l’attenzione delicata delle suore Dorotee del Collegio Sardão eravamo ospitate. Anche il nostro pellegrinaggio al Santuario di Fatima insieme a una coppia amica e la speciale partecipazione di Teresa Gonçalves ed Elvira che ci hanno raggiunto da Lisbona ... tutto ci ha parlato di incontro. Per ultimo, l’incontro gioioso e la partecipazione alla prima messa di un sacerdote dehoniano p. Pedro Gomes, amico delle missionarie portoghesi. Un vero incontro con Gesù e la comunità, per far crescere in noi la Vita e vita in abbondanza. Bello ed emozionante è stato anche l’arrivo a Porto dove abbiamo potuto conoscere la nuova casa della CM, qui siamo state ospitate sia all’arrivo che alla partenza. Ringrazio in particolare Lucia Correia e Teresa Castro, insieme anche ad Antonietta per la calorosa accoglienza. Casa di incontro, terra di incontro, cuori di incontro... tutto questo per dire che è la manifestazione del dono della comunione nelle piccole e grandi cose e nelle esperienze vissute. Tempo di incontro per “Vivere la comunione e la missione con un cuore accogliente e misericordioso”.
insieme per capire il significato della nostra vita
 
La vita è bella, la vita è semplice, la vita è strana, la vita è difficile, la vita è piena di sfide, la vita non è mai perfetta, la vita è breve, la vita è gratis, la vita è un problema, la vita è forte, la vita è dolce, la vita è una lotta, la vita è vigilanza, la vita è una possibilità, la vita è creativa, la vita è preziosa, la vita è esperienza, la vita è avventura, la vita è un sogno, la vita è un gioco, la vita è una promessa, la vita è speciale, la vita... Incontrarsi insieme con una grande famiglia, la tua famiglia, quando il desiderio si fa realtà come lo è stato per me, diventa quasi impossibile descrivere le emozioni che si vivono. Mi è stata data l’opportunità di poter partecipare nell’incontro internazionale delle responsabili di formazione CM dove ho potuto conoscere meglio le sorelle che lavorano in vari paesi con culture e lingue diverse e vivere insieme una bella esperienza di comunione e formazione. Questo incontro a Porto (Portogallo) ha rinnovato me stessa, la mia vita. Anche se i giorni sono stati pochi per poterci conoscere in maniera più profonda (il problema della lingua non è stato un problema semplice per me!) ci siamo sentite unite, accolte nella fratellanza del mistero del Cuore trafitto di Cristo. La riflessione “Sull’affettività” che ci ha proposto P. João de Deus Costa Jorge, diocesano mi ha stimolato a impegnarmi di più nelle relazioni, mi ha fatto capire l’importanza di costruire relazioni sane e armoniose per poter vivere insieme, per stare bene con me stessa. A volte costruiamo relazioni solo con una certa persona. Relazioni come queste spesso causano conflitti e ferite interiori perché sono relazioni esclusive, che a volte causano divisione nella convivenza, uno si sente escluso, mentre l’altro ha un posto speciale. I nostri gruppi sono formati da una varietà di persone, con caratteri diversi, ma siamo unite nell’amore divino. Ognuna di noi cerca di mettersi davanti all’altra con un sincero atteggiamento di cuore nel condividere la vita, per comprendersi e aiutarsi a vicenda. Ho capito che vivere insieme, se c’è questa apertura all’altro, l’amore si sviluppa in noi stessi, l’amore per Dio, per gli altri. E’ in questo modo che cresce anche una sana condivisione tra noi dei doni che abbiamo ricevuto. Cresce la voglia di comunicare e di condividere: la gioia che sentiamo, il tempo per stare insieme, le nostre esperienze di fede, l’apostolato, i fallimenti e i nostri limiti. Dobbiamo imparare ad accettare e ad amare le differenze come una ricchezza. Imparare le une dalle altre ad essere un mezzo per costruire la forza di unità. Superare le varie fragilità nel vivere insieme; un ideale richiede un atteggiamento illimitato di perdono. Questa espressione di amore incondizionato rende ogni persona un essere amato e prezioso, anche nelle debolezze. Se riusciamo a fare questo la nostra “vita insieme” avrà un significato: diventerà una manifestazione del vero amore di Dio sia tra noi, nei gruppi, sia tra coloro che ci circondano. Prego per questo e ringrazio tutte per avermi dato la possibilità di partecipare. 
dono prezioso
 
Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo  freme di compassione …” (Osea 11,8)   Carissimi e carissime, la frase che ho scelto per ricordare la prossima Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù credo sia in sintonia con il desiderio dirimanere nel Signore per vivere i sentimenti del Cuore di Dio. Anche noi ci sentiamo continuamente interpellate e stimolate a vivere secondo il Suo Cuore. Abbiamo da poco iniziato la nostra preparazione alla IX Assemblea Generale Ordinaria che avrà luogo a Bologna in luglio 2019 e che ci coinvolge tutte e tutti per “vivere comunione e missione con cuore accogliente e misericordioso”. Siamo chiamate a vivere e ad essere comunione. Le relazioni nei nostri gruppi CM e non solo sono improntate ad atteggiamenti di accoglienza reciproca e di “benevolenza e misericordia” ma, nello stesso tempo, dalla fatica di trovare e sciogliere il “nodo” che ci paralizza e che non ci lascia la libertà di fare il primo passo; ci fa sentire impotenti nel riconoscere le nostre differenze come un dono ed una ricchezza da stimolare e valorizzare. Siamo chiamate ad aprire le mani per accogliere il dono prezioso della comunione che ci è offerto dall’Alto. Ho lasciato che il mio cuore esprimesse alcuni sentimenti che lo abitano … non sempre sappiamo come affrontare, in modo costruttivo le nostre reciproche libertà e responsabilità. Il Pane e la Parola ci aiutano e sostengono il nostro cammino e nutrono la speranza che, nonostante tutto, possiamo sempre ricominciare fiduciosi a credere nella “benevolenza e misericordia” che viene da Lui e che rende possibile la fantasia dello Spirito in noi. “Tu sei infatti la vera luce dei cuori: tu illumini il cuore dell’uomo nel quale ti proponi di operare, conducendolo alla conoscenza del bene supremo ed eterno … Scendi dunque in me, Spirito Santo, perché colui al quale doni la tua luce non camminerà nella tenebra ma avrà la luce della vita, e per mezzo di essa comprenderà e conoscerà come comportarsi nel suo intimo e nei riguardi degli altri, davanti a Dio …” (La perla evangelica – Anonimo del XVI secolo) Sto leggendo e meditando, durante l’adorazione, l’Esortazione Apostolica “Gaudete et exultate” assieme alle lettere di P. Albino in “Gettare tutto nelle fondamenta”. Fa molto bene riflettere sugli scritti di P. Albino che, fin d’allora insisteva sul tema della santità, della misericordia e della fiducia illimitata in Dio e nel suo amore. Papa Francesco ci dice: “Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente … . Pensiamo, come ci suggerisce santa Teresa Benedetta della Croce, che mediante molti di loro si costruisce la vera storia: «Nella notte più oscura sorgono i più grandi profeti e i santi. Tuttavia, la corrente vivificante della vita mistica rimane invisibile. Sicuramente gli avvenimenti decisivi della storia del mondo sono stati essenzialmente influenzati da anime sulle quali nulla viene detto nei libri di storia. E quali siano le anime che dobbiamo ringraziare per gli avvenimenti decisivi della nostra vita personale, è qualcosa che sapremo soltanto nel giorno in cui tutto ciò che è nascosto sarà svelato». (cf. N. 7 e 8 Gaudete et exultate) …E più avanti dello stesso testo ci viene detto: “Essere poveri nel cuore, questo è santità” (70). “Reagire con umile mitezza, questo è santità. Saper piangere con gli altri, questo è santità” (74). “Cercare la giustizia con fame e sete, questo è santità” (79). “ Guardare e agire con misericordia, questo è santità” (82). “ Seminare pace intorno a noi è santità” (89). “Accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi, questo è santità” (94). “La misericordia è il cuore pulsante del Vangelo”(97). “Chi desidera veramente dare gloria a Dio con la propria vita, chi veramente anela a santificarsi perché la sua esistenza glorifichi il Santo, è chiamato a tormentarsi, spendersi e stancarsi cercando di vivere le opere di misericordia” (107). Tra i vari ambiti di questo sessennio abbiamo scelto la famiglia, l’educazione, le periferie esistenziali ed anche i giovani. Senz’altro molte di noi hanno profuso energie su questo versante. Ci pare interessante anche la riflessione, l’approfondimento e le iniziative che vengono portate avanti dal gruppo di Porto in relazione a questo ambito e che ci stimola a fare un lavoro d’insieme come gruppi e come coordinamenti. Sarebbe interessante far emergere in Vinculum questo aspetto vissuto nei vari contesti dove siamo. Come sappiamo, in ottobre 2018 si realizzerà il Sinodo dei Vescovi con il tema “I giovani, la fede ed il discernimento vocazionale”, questo avvenimento è un appello a tutte/i noi per aprire maggiormente le porte e le finestre ai nostri giovani, per conoscerli di più e meglio, per accoglierli. Quest’anno, dal 23 al 30 luglio, a Porto in Portogallo, abbiamo programmato l’incontro di tutte le formatrici CM che ci permetterà di confrontarci insieme sulle varie realtà formative che viviamo per continuare a sostenerci ed a stimolarci in questo servizio prezioso. Desidero esprimere la mia gratitudine perché camminiamo insieme in questa famiglia dove accogliamo doni, limiti e povertà che il Signore trasformerà in fecondità e in Vita Eterna. Sempre unite nel Signore. Martina
giugno
 
l'acqua viva
 
La seguente riflessione   ci riporta alla fonte iniziale della vita cristiana, ci fa accostare all’acqua viva e vera che disseta…e fa crescere. Ci aiuta a rivedere, a leggere in modo sapienziale la nostra piccola storia personale inserita nella storia della Chiesa. Un semplice e profondo messaggio che ci aiuta a vivere con fedeltà e creatività la nostra vocazione e ci farà bene. Carissimi, Bologna, 23 novembre 1991 qualunque parola mia, forse, guasterebbe la semplicità, colma di solennità e di grandezza con cui il “chicco d’acqua” introduce le nostre riflessioni. Diamogli allora spazio immediato e…ritroviamoci tra qualche momento per ammirare insieme e lodare il Signore, perché “ cose grandi egli ha fatto per noi” (Sal.126,2). Il “Chicco d’acqua” Le riflessioni sui sacramenti condussero lentamente i Padri a discorrere della Chiesa che li amministra. I sacramenti sono l’effusione concreta dello Spirito. Il medesimo Spirito che, secondo S. Giovanni, è raffigurato nell’acqua viva (cfr. Gv 7,38) e che è la linfa della Chiesa. Anche negli scritti di S. Ireneo s’incontra questa idea. Possiamo rivederla in un documento ufficiale del Concilio Ecumenico di Vienna (1312):” Il suo fianco fu aperto dalla lancia, perché dai fiotti di acqua e di sangue che ne uscirono fosse formata l’unica, immacolata, santa, vergine Madre Chiesa, sposa di Cristo. Allo stesso modo che dal fianco del primo uomo, immerso nel sonno, fu formata Eva, per diventare sua sposa”. A questa idea si ispirano alcuni disegni di quel tempo che raffigurano la Chiesa come una regina che sta in piedi, accanto alla croce. Ha nelle mani un calice dove raccogliere il sangue e l’acqua che scendono dal Cuore ferito di Cristo. Il nostro primo atteggiamento vuol essere atteggiamento di lode alla provvidenza di Dio. Al cammino dei secoli, colmo di opere grandi e belle, ma anche di debolezze, di ingiustizie, di peccati…ha assicurato la presenza costante del suo amore con il dono della Chiesa. La Chiesa è il tabernacolo di Dio che custodisce i tesori della sua grazia e della sua misericordia. Con essi guarisce le malattie degli uomini, arricchisce la loro povertà e santifica le loro situazioni di vita perché tutto sia segnato dal sigillo vivificatore di Dio. La Chiesa è l’ovile dove le pecore disperse vengono raccolte per godere della tenerezza di Cristo e ritrovare, in lui, l’unità che le fa riflesso sulla terra dello stile di vita del cielo. La Chiesa è la custode della parola che illumina i passi degli uomini con la luce di Dio. Così il loro cammino li conduce con sicurezza alla gioia di sentirsi realizzati nella verità e nella libertà. La Chiesa è la società dei credenti in Cristo. Ad essi , indistintamente, la fiducia di Dio ha affidato il compito di allargare a tutte le genti la grazia della salvezza. Per questo Gesù ha pregato:” Padre che tutti siano “uno”, come noi siamo uno. Così il mondo crederà che tu mi hai mandato” (Gv.17,21). Il carisma che lo Spirito Santo ha affidato alla CM – il carisma della vita di amore, personificato al punto di farci “comunione” con Dio e con i fratelli – ci inserisce pienamente nella missione della Chiesa. Ogni atto che noi compiamo per costruire la “comunione”nel piccolo ambiente della nostra vita quotidiana è “servizio” alla grazia della nostra Famiglia. Ma è anche apporto che concretizza la missione propria della Chiesa, voluta esplicitamente dal suo Signore per essere “segno” e “strumento” in Dio, della “comunione” di tutti gli uomini. Così ogni espressione di fedeltà allo specifico della nostra vocazione, fa anche più bella e più grande la Chiesa di Dio. Contribuisce operosamente al suo sforzo di riunire “insieme” gli uomini dispersi dal peccato, perché l’acqua e il sangue del Cuore di Cristo siano per tutti dono di purificazione e di salvezza. Il “chicco d’acqua” ci offre ogni giorno uno stimolo eccezionale a ritrovare l’entusiasmo e la generosità nel vivere il dono divino della nostra appartenenza alla CM e alla Chiesa. Lo desidero veramente per me e per tutti voi. Maria ci aiuti a renderci degni di collaborare efficacemente all’azione di grazia della Chiesa del suo Gesù. Con affetto P. Albino Elegante
ancora più famiglia
 
60° CM  – Genova  Per continuare con gioia Domenica 11 marzo, a Genova siamo riusciti a festeggiare il 60° della C.M. presso la Casa del Missionario, dove ci ritroviamo abitualmente per le riunioni mensili. E’ stata un’occasione per fare “memoriale” degli inizi della C.M., non un semplice ricordo, come ci ha fatto presente il Celebrante all'inizio della S. Messa.Hanno condiviso con noi la giornata Franca di Genova, Lucia e Orielda da Brugherio, Martina e Serafina da Bologna e Rosy (in formazione)dal Veneto. Dopo la recita di Lodi e l'Adorazione, fatta pregando e riflettendo su alcune frasi scritte da p. Albino sulla necessità del ringraziamento per i doni ricevuti, abbiamo fatto un giro di presentazione della nostra storia personale come Familiares e Missionarie, per far conoscere le diverse realtà della C.M. anche ad un'amica in ricerca. Dopo il pranzo, condiviso con i Padri, in compagnia di amici che si sono aggiunti per la nostra festa, Dolores ha guidato una bellissima sequenza di momenti di preghiera intervallati da video musicali e riflessioni: il tutto con riferimento al nostro essere “luce e sale” nel mondo. Questo momento di riflessione è terminato con una piccola ma intensa celebrazione, durante la quale sette persone tra i partecipanti hanno acceso e posto in un braciere sette candele, a rappresentare i sette Paesi dove è presente la C.M. Questo è avvenuto nel silenzio totale: ma si sentiva nell'aria che era un silenzio fatto di partecipazione, di emozione, di preghiera, di amicizia... A sua volta Martina ci ha ricordato le origini, il cammino e la spiritualità della C.M.E’ seguita la S. Messa celebrata da Mons. Paolo Rigon, Sacerdote diocesano, che ci ha seguiti e formati per molti anni. E’ stata una grande gioia averlo di nuovo tra noi: le sue parole, durante l'omelia, ci hanno dato la “carica” per continuare con gioia il cammino; ci ha spronati ad essere “luce e sale” per gli altri “conoscendo e guardando a Gesù” nella vita di ogni giorno, con fede, attraverso la Sua Parola e con l'esperienza della vita.Durante la celebrazione, i Familiares hanno rinnovato la promessa, e anche le Missionarie presenti hanno rinnovato la loro consacrazione. Questo ci ha fatto sentire ancora più “Famiglia”!Dopo un piccolo rinfresco, ci siamo lasciati con tanti baci, abbracci, ringraziamenti e arrivederci… Un particolare ringraziamento ai Padri Dehoniani e in particolare a P. Ambrogio che si è molto impegnato per accoglierci. Piera Rissotto Una profezia, un sogno, una promessa di crescita Avevo accolto con gioia l’invito di andare a Genova per partecipare alle celebrazioni del 60° anniversario della C.M. Un incontro organizzato dai familiares.             Siamo partiti il 10/03/2018 da Bologna, in due: Martina ed io. Pioggia, neve, nebbia e un cielo grigio mi invitavano a scoprire comunque la bellezza di un paesaggio, nonostante il sole non brillasse e le montagne si confondessero con le nubi.             Franco Cardinale ci venne incontro all’entrata di Genova e lo seguimmo fino a casa sua: lì ci ha ospitati. Una piccola Betania quella di Dolores e Franco, tutta colori e simpatia. Li ci siamo riposati, conversando amabilmente. La sera ci ritrovammo in un ristorante con altri amici: Lucia Maistro, Orielda Tomasi, Anna Pati (Rosy), Franca Campanella e Piera Rissotto.             L’incontro del giorno dopo, 11/03/18 è stato nella casa dei padri Dehoniani. Accoglienza, riflessione, semplicità, condivisione, creatività, gioia sono stati i sentimenti che hanno condotto le varie attività della giornata. Incontrare nuovamente i padri della Casa del Missionario, riabbracciare Maria Pia, l’incontro con Rossana (una amica che veniva per la prima volta) l’entusiasmo di Piera (responsabile del gruppo familiares); e poi l’organizzazione, la collaborazione di tutti, la presenza dei missionari, tutto questo mi ha dato la forte percezione che, nonostante il numero (appena 11 persone) questo di Genova era un “grande gruppo” e ciò che celebravamo era un momento importante. I lavori sono incominciati con le condivisioni: ciascuno si presentava dicendo chi era, perché era lì, quale cammino aveva percorso, cosa sognava. Ovviamente questa condivisione ha contribuito non poco alla reciproca conoscenza. Ho sentito come ognuno, a livello esistenziale, avesse vissuto il percorso nella C.M. e mi colpiva come tutti ascoltassero con attenzione e silenzio, l’esperienza presentata. È stato un momento unico: non lo dimenticherò più. Ho capito anche come la condivisione dell’esperienza fa capire che i punti di partenza di ogni cammino spirituale sono diversi ma il punto di arrivo è identico. Nel nostro caso: il vivere la spiritualità, il carisma, la missione C.M. e fare comunione.             Durante l’intervallo arrivò don Paolo Rigon, un amico di lunga data: entrò subito nelle dinamiche del gruppo come l’avesse fatto da sempre.             Dopo una adorazione vissuta tra silenzio, canto e qualche testo di riflessione, ci siamo trovati in sala da pranzo. Grande organizzazione e collaborazione! Tutti si davano da fare, chi nel preparare la tavole e chi cucinando: in un batter d’occhio tutto era pronto. Ho notato una grande armonia. Anche i cinque padri dehoniani della comunità hanno pranzato con noi. Ho notato condivisione, gioia, fraternità.             Verso le 14.30 cominciarono ad arrivare altre persone amiche o conoscenti, desiderosi di condividere con noi questo avvenimento: più o meno una quindicina di persone. In una sala piuttosto ampia, si è vissuto il secondo momento della giornata.             Il tema pensato e orientato dalla responsabile generale dei Familiares, Dolores Biggio era sulla “LUCE”. Mentre su un piccolo schermo venivano proiettati dei quadri molto belli, Dolores leggeva dei testi appropriati di riflessioni e preghiere. Dopo il quarto testo e la preghiera, c’è stato un momento di alta simbologia: nel buio più completo, sono state accese ad una ad una, sette candele e poste tutte insieme davanti ad un quadro su cui erano disegnati i sette punti del mondo in cui la C.M. è presente. Sottofondo: una canzone di Giuni Russo ispirata a uno scritto di Giovanni della Croce. Dolores spiegò come:  «Sette sono i paesi in cui la C.M. porta la sua luce. Sette, nella Bibbia, è il numero simbolo della pienezza. Nessuno è escluso, tutti siamo chiamati a “sporcarci” le mani per fare il bene e cancellare il male. E tutti siamo chiamati ad accendere questa piccola fiamma in modo da dissipare le tenebre». È stato un momento semplice e bello insieme. ricco di parole, silenzi, musica e preghiera. Anche il volto dei presenti era luminoso!              Martina, la presidente della C.M. ha poi letto un suo messaggio: «Grati a Dio, grati a coloro (vivi o defunti) che hanno fatto vivere e nascere questa opera e che lungo questi 60 anni hanno sperimentato come “la gioia del Signore rinnova e dà vita” e che “vivere la comunione e la missione con cuore accogliente e misericordioso”  (è il logo del 60°) è la sintesi della nostra testimonianza che abbraccia il passato e ci proietta nel futuro».             Durante l’Eucarestia, presieduta da don Paolo Rigon, i Familiares hanno rinnovato la loro promessa. Tutto molto semplice e bello. Ho sentito in quel momento la presenza di p. Albino Elegante e tutta la sua attenzione per i Familiares. Nella omelia il celebrate ci invitò a guardare ma soprattutto a conoscere Gesù: una conoscenza interiore da esprimere nella voglia di conoscere la sua Parola, e di condividerla. Guardare a Gesù come una madre guarda suo figlio, lo ama e cerca di capirlo in ciò che pensa e vuole. Un vivere come questo, ci aiuta a essere luce del mondo e sale della terra.             A conclusione di tutto, prima di lasciarci, ho espresso a Emo e Piera la speranza che cresca l’adesione di nuovi amici e soprattutto cresca il coraggio di investire nella animazione vocazionale. Questa era una delle preoccupazioni di p. Albino: «Sono molto preoccupato con la mancanza di crescita, di espansione e della lentezza con cui essa si realizza» (Atti della IV Assemblea Generale Ordinaria dei familiare 2005. pag. 15). Ho vissuto questa giornata come una profezia, un sogno, una promessa di crescita; come un dono di Dio per intercessione di p. Albino, in questo 60° anno di fondazione della C.M. Serafina Ribeiro
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

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