Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 27 / 05 / 2020
    SOLENNITA' DEL SACRO CUORE DI GESU'
    Venerdì 19 giugno 2020... Continua
  • 27 / 05 / 2020
    SOLENIDADE DO SAGRADO CORAÇÃO DE JESUS
    Sexta-feira 19 de junho de 2020... Continua
  • 27 / 05 / 2020
    SOLEMNIDAD DEL SAGRADO CORAZÓN DE JESÚS
    Viernes 19 de junio de 2020... Continua
in pieno clima di salvezza
 
Riflessioni tolte da un ritiro di padre Albino Elegantealle missionarie di Bolognaper la festa di Pentecoste e del Sacro Cuore.(7 giugno 1987) Lo scambio delle consegne La Pentecoste è il giorno dello scambio delle consegne tra Cristo e lo Spirito Santo per la continuazione della redenzione e della santificazione degli uomini da parte dell’amore di Dio. Scambio delle consegne, per cui in questo momento noi viviamo in pieno clima di salvezza. Ecco il cammino della salvezza. Questo mi pare una cosa molto importante, perché siamo troppo portati a pensare che la salvezza sia opera del solo passato. Allora va particolarmente bene l’esortazione del salmo 94: “Ascoltate anche la sua voce; non indurite il vostro cuore come fecero i vostri Padri a Meriba, a Massa nel deserto, dove mi tentarono, mi misero alla prova. Ascoltate anche la sua voce”. La voce dello Spirito Santo che appunto continua quest’opera dell’amore di Dio, proteso alla salvezza, alla santificazione. Guardiamo agli atteggiamenti che noi possiamo avere in questo momento di pieno clima di salvezza. Lo facciamo con una osservazione del Marmion (un autore che qualche tempo fa era abbastanza in voga, adesso è un po’ passato), comunque ha della dottrina molto buona. Il Marmion osserva che, nei giorni della vita terrena di Cristo, molti andavano da lui, accoglievano l’invito alla conversione e di fatto cercavano nella misura delle proprie possibilità di impostare la loro vita quotidiana secondo l’indirizzo delle parole di Cristo e lo facevano, secondo la testimonianza in particolare di S. Luca, sotto l’azione dello Spirito Santo. Bello il pensiero di S. Ireneo: “Lo Spirito Santo, nel momento in cui Cristo si fece uomo, invase anche l’umanità di Cristo e di tutti coloro che andavano ad ascoltarlo”. Chi andava da Cristo obbediva alla voce dello Spirito Santo, chi invece aveva una fiducia accanita nelle proprie intuizioni e si manteneva refrattario ad ogni suggerimento di conversione che poteva venire dall’esterno, nel caso specifico dalla Parola di Cristo, costui lo faceva resistendo allo Spirito Santo. Questo si ripete anche oggi. Ecco perché ci tengo a sottolineare ancora una volta: siamo in pieno clima di salvezza. Chi ha la capacità di rinunciare al proprio modo di vedere per accettare quello tracciato da Cristo, lo fa sotto l’azione dello Spirito Santo. Chi invece è abbarbicato al suo modo di vedere e non c’è possibilità che la parola penetri nel suo cuore, costui resiste allo Spirito Santo. Ed è il famoso rimprovero che Santo Stefano rivolgeva ai Sinedriti, i quali molto probabilmente erano irreprensibili dal punto di vista delle prescrizioni legali, però non andavano oltre: “Voi resistete sempre allo Spirito Santo”. Che cosa può fare lo Spirito santo in noi “Il primo uomo divenne, secondo l’espressione cara a S. Ireneo, “la gloria di Dio”. L’argilla con cui era stato impastato ricevette il soffio di vita e allora l’argilla, vivificata da questo soffio, divenne la gloria di Dio, la creatura più bella, più espressiva della grandezza di Dio. Noi ci poniamo in questa sfera di grandezza, nello splendore della testimonianza che è nell’aspettativa di Dio e dei fratelli se, circostanza per circostanza, la nostra iniziativa personale avrà il coraggio di cedere il passo all’azione dello Spirito Santo, che è il soffio di vita capace di trasformare la povera argilla del nostro essere in un’immagine luminosa e continuata nel tempo di Cristo Risorto. Allora è chiaro che la nostra vita diventa l’esempio e la strada che conduce a Cristo. Ricordiamo l’espressione di San Paolo: “In qualunque posto andiamo, lasciamo il profumo di Cristo”. E questo capiterà anche di noi se, circostanza per circostanza, la nostra azione sarà capace di cedere il passo all’azione dello Spirito Santo … Stare sempre dalla parte della carità Per noi c’è il nostro essere Compagnia Missionaria. Lo Statuto al N° 9 dichiara “invisibile” pienezza della nostra vocazione al carisma dell’amore, senza l’aiuto efficace dello Spirito Santo. Impegniamoci durante la giornata: se i nostri sensi ci immergono nelle realtà materiali, in queste cerchiamo la via della nostra ascesa allo Spirito. In che modo? Stando sempre dalla parte della carità. “Tutto tra voi si compia nella carità”, dice l’Apostolo Paolo nella 1a lettera ai Corinzi (6,14). La preziosità degli atti di carità, che forse qualche volta sottovalutiamo perché siamo refrattari all’azione dello Spirito Santo, viene diminuita perché ci comportiamo secondo il nostro modo di vedere, mentre la preziosità degli innumerevoli atti di carità che possiamo compiere durante la giornata, sono indicati nella lettera ai Galati (5,22). Sicuramente questi atti di carità ci mettono dalla parte dei desideri dello Spirito Santo e ci fanno camminare da uomini del nostro tempo, circondati da questa realtà complessa, ma secondo la volontà dello Spirito: questo è importante. Non è la modalità che dobbiamo tener presente, è la sostanza! Se dunque vivo immerso in questa realtà che mi distrae in tutte le maniere, che moltiplica le iniziative, la creatività per suscitare i miei interessi e la mia distrazione, mi abbarbico a questi atti di carità che sicuramente piacciono allo Spirito santo che è Spirito D’Amore. Inoltre diventano una manifestazione della dolcezza, della pazienza, della grazia dello Spirito Santo è questo è tutto, sia come cristiani sia come membri della Compagnia Missionaria. L’ape fa scuola d’amore La festa del Sacro Cuore ci richiama a quello che Marta (missionaria) ha definito il “gesto semplice e profetico” della consegna di quell’immagine del Crocifisso dal Cuore squarciato. Nella consegna di questa immagine è stato detto che essa “diventa l’appello a farne il punto di riferimento vitale come membri C.M.” Non un riferimento qualunque, devozionale, ma vitale. Abbiamo appena detto che in tutte le manifestazioni della nostra vita dobbiamo renderci disponibili alla grazia dello Spirito santo, assurgendo dalle realtà materiali allo Spirito mediante la carità, per cui diventiamo manifestazione della grazia dello Spirito. Lo Statuto della Compagnia Missionaria al N° 9 ci dice che dobbiamo diventare segno visibile della presenza di Dio proprio attraverso la carità. Essa costituisce la “nota dominante” della nostra volontà di amore, altrimenti sono chiacchiere. L’atto di carità che io compio diventa nota dominante del mio servizio al carisma dell’amore. Inoltre il N° 9 specifica anche il sorriso, la comprensione, l’accettazione, la capacità di perdono e di ripresa integrale, senza lasciare strascichi. Quando Pietro chiese a Gesù se doveva perdonare 7 volte, Gesù rispose: “Non 7 volte, ma 70 volte 7”, cioè sempre. Qualsiasi atto di carità è sempre un superamento di se stessi. C’è una bella poesiola di R. Pezzani intitolata: L’ape che fa’ scuola d’amore. Il fiore disse all’ape affaccendata:“Sei davvero sfacciata;il nettare mi rubi e te ne vai,e un dono in cambio non mi lasci mai. Disse l’ape sincera: “Sono un’operaia della primavera, e tutto il giorno faccio miele e cera. Agli uomini piace tanto il miele mio e la cera che arde piace a Dio. Se quello che abbiamo non lo diamo di cuoreChe diremo allora al Signore?”“Prendi quello che vuoi, rispose il fiore, mi hai insegnato che cos’è l’amore”. Semplicissima, ma molto bella. La nostra ape è il Cuore ferito di Cristo. Ecco perché torno ad insistere: cerchiamo di fissare piccole zone della nostra giornata e facciamo in modo che sia una contemplazione piena di intensità, di tenerezza, di riconoscenza. Allora il Cuore di Gesù ci insegna che cos’è l’amore, anzi ci provoca all’amore. Voi dovete arrivare fino a qui. Quel giorno che stavo facendo un lavoro materialissimo, mi sono innervosito pensando a tanta gente che tendeva la mano, poi ho visto l’immagine del Cuore trafitto e ho pensato: “Che cosa importa allora il posto dove sono? L’importante è che io diventi come Cristo”. Ecco l’immagine che mi ha provocato e mi sono detto: “Anche se dovessi rimanere così per tutta la vita ...”. Cristo non si è staccato da solo dalla croce, l’hanno staccato gli altri. Lui sarebbe rimasto lì per l’eternità. E’questa la lezione che mi dà il Cuore ferito di Gesù. Naturalmente anche qui ci vuole un motivo, perché essere sempre nell’atteggiamento dell’ape che attinge e dà, non è facile. Noi siamo troppo abbarbicati a noi stessi, siamo troppo stretti nelle morse dell’egoismo. Ho cercato nella Sacra Scrittura e ho trovato un brano del discorso che San Paolo ha fatto agli anziani di Efeso: “E ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l’eredità con tutti i santificati. Non ho desiderato né argento, né oro, né la veste di nessuno. Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani. In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci della Parola del Signore: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere”. (Atti 20, 32 – 35) Noi dobbiamo tenere abitualmente presente questa parola del Signore, custodirla nel nostro cuore. Purtroppo noi ci stanchiamo di dare, di dare in continuità; eppure Gesù ha detto e forse ne abbiamo fatto anche l’esperienza, che c’è più gioia nel dare che nel ricevere.
n. 2- giugno
 
una vita... un cammino
 
Intervista a Albina Pinho Bina puoi presentarti ,  raccontaci  la tua vita..la tua storia? Sono nata nel mese di marzo del 1956, in un piccolo paesino chiamato Santo Tirso del comune di Porto (Portogallo) in una famiglia con sette figli. Mi sento benedetta per essere nata in una famiglia umile, semplice e cristiana, molto impegnata nel lavoro e nelle cose più semplici della vita quotidiana. Il lavoro nei campi era l’occupazione giornaliera de miei genitori e dei fratelli maggiori. Da qui veniva il sostegno per la casa e per tutto quanto era necessario per vivere. Dopo aver terminato il quarto anno di scuola elementare chiesi ai miei genitori di imparare a cucire. Loro mi diedero il permesso e così cominciai un percorso di vita diverso da quello dei miei fratelli e da quanto era normale svolgere in quel tempo. Eravamo negli anni sessanta. Sono stata educata in una famiglia cattolica praticante e i miei genitori, pur avendo tanto lavoro, accettavano con molta disponibilità di collaborare alle attività della parrocchia. Avevo diciotto anni quando, avendo ormai un po’di preparazione nell’ambito del cucito, riuscii a trovare lavoro in un fabbrica di confezioni, vicino a casa mia. Questo mi diede la possibilità di apprendere altre cose e di entrare meglio in questo campo ormai già industrializzato. Dopo sei anni cambiai di nuovo inserendomi in un'altra industria dove mi affidarono la responsabilità di insegnare il lavoro a sessanta donne. Questo fu un incarico molto serio e impegnativo perché dovetti affrontare diverse sfide come: difendere le mie colleghe quando i responsabili del settore esigevano una forte produzione e il poco tempo a disposizione non lo consentiva, richiedere un salario giusto, uguale per tutti, pagare onestamente le ore straordinarie, ecc. Sono stati due anni di grande impegno e fatica, soprattutto per chi come me, non aveva grande esperienza del mercato di lavoro, ma è stato anche un tempo in cui ho conosciuto meglio come i lavoratori venivano sfruttati, soprattutto in questo settore che aveva come unico obiettivo il lucro. Dopo due anni mi sono licenziata e rimasi a casa per cinque mesi. Ripresi poi il lavoro in un laboratorio di alta moda, lavorando per venti anni. Questo ambiente è stato molto importante per me perché ho imparato molte cose nuove. Inoltre, in poco tempo da laboratorio si trasformò in fabbrica sviluppandosi sempre più. L’obiettivo era quello di entrare nel mercato internazionale con il miglior prodotto nel campo classico. Tutto questo si è riusciti a realizzarlo attraverso una equipe, collaborando e aiutandosi in maniera molto positiva. Il mio lavoro consisteva nel realizzare modelli per presentarli poi come collezioni. Un lavoro che esigeva molto, però sono sempre riuscita a dare risposte giuste attraverso l’esperienza che avevo e anche perfezionando quanto già sapevo; mi piaceva molto! Anche il clima tra noi era molto buono sia nelle relazioni con le colleghe sia con chi ci guidava. La responsabilità cresceva ma mi dicevo: responsabilità ed impegno stanno bene insieme! E’ stato un periodo intenso e ho trovato tempo anche per studiare un po’alla sera dopo il lavoro. Dopo venti anni presi la decisione di continuare a lavorare in proprio rimanendo a casa mia, anche perché mio padre cominciava ad avere problemi di salute e di età. In seguito hai scelto la CM. Come ha reagito la tua famiglia? Questa avventura così svariata e allo stesso tempo impegnativa mi portò a riflettere sulla mia vita: cosa fare, cosa scegliere? A livello vocazionale sentivo l’esigenza di una scelta diversa dalle solite: matrimonio, il convento, non avevo chiaro cosa scegliere. In quel periodo della mia vita avevo trascorso alcuni anni senza svolgere attività nella parrocchia. Ripresi quindi i contatti: mi inserii nel coro e nella catechesi dove conobbi Laura, missionaria del gruppo di Porto. Un giorno, mi invitò a casa della Compagnia Missionaria dove conobbi Lucia Correia e Teresa Castro. Subito dal primo contatto con loro mi sono sentita a mio agio, come fossi a casa mia. Nonostante questa impressione e in seguito pur frequentandole non capivo bene ancora cosa fosse la CM, l’Istituto secolare…Ricordo che ci volle del tempo prima di scoprire che, forse era questo il luogo che cercavo per la mia vita futura. In seguito, ho cominciato a partecipare ai loro ritiri, a capire di più la loro realtà soprattutto cosa voleva dire laica consacrata dentro il mondo, tutte cose a me nuove. Il tempo passava e questo accresceva in me la volontà di donarmi a una vita di servizio nella chiesa e nel mondo. Capivo che questo era quanto cercavo. Dio mi veniva incontro come un Padre provvidente, presentandomi diversi cammini. Nel frattempo, scoprivo anche alcuni segni che rafforzavano la mia decisione: la devozione al Sacro Cuore di Gesù che mia mamma aveva trasmesso a tutta la nostra famiglia, il gruppo della CM che mi faceva sentire in casa, lo stile di vita sobrio che vivevano, sapere che c’erano missionarie anche in Africa. Questo era il sogno che avevo fin da piccola e che ancora desideravo realizzare. La vita è piena di sfide, una dovevo assolutamente affrontare: comunicare alla mia famiglia la decisione che stavo per prendere. Non fu facile, soprattutto far capire loro che la mia scelta non era il convento, ma un modo nuovo di vivere la consacrazione nel mondo. Sono stati momenti di prova che il Signore ha permesso e mi hanno aiutato ad assumere meglio la mia vocazione. Man mano che il tempo passava, la mia famiglia comprese meglio e accettò serenamente questa mia scelta di vivere in famiglia la mia consacrazione. E questo mi diede coraggio per continuare il cammino. Quando hai cominciato la tua avventura in Africa: Guinea Bissau…Mozambico… La chiamata di partire per la missione è stata sempre presente nel mio cuore. Nel 1989, la CM mi fece la proposta di partire per il Mozambico. Un sogno che come dicevo, avevo fin da bambina! La mia prima reazione fu quella di ringraziare il Signore, esultavo di gioia! Però mi chiedevo: come farò a comunicarlo alla mia famiglia? Ma Dio aveva preparato per me un progetto ben diverso. Passò solamente un mese dalla proposta, quando il Signore chiamò nel suo regno la mia mamma. Allora la mia vita cambiò direzione perché dovetti rinunciare per aiutare mio padre e mio fratello che aveva appena diciotto anni. Così la porta appena aperta si era chiusa e rimase dentro di me la sofferenza di aspettare altri ventidue anni prima di partire! La mia vita cambiò e all’improvviso diventò complicata: gestire la casa, il lavoro professionale, la parrocchia, il gruppo…E dentro di me la domanda: come superare questa perdita della mamma? In questo periodo ci sono stati anche momenti di crescita spirituale, di impegno, donazione, gratuità, spirito di servizio…tutto era diventato un atto di continua donazione. Il salmo 23 diventò il mio sostegno diario; nelle parole incontravo la forza per ricominciare ogni giorno: “Il Signore è il mio pastore niente mi manca…”. L’età di mio padre avanzava e la sua salute cominciava a diventare fragile, precaria, aveva bisogno di assistenza, di attenzione. Fu allora che lasciai il lavoro e questo mi permise di accompagnarlo da vicino fino agli ultimi anni della sua vita. La prima esperienza missionaria risale al 2009: quarantacinque giorni in Guinea Bissau La mia famiglia che conosceva bene i miei sogni, mi sostituì nei lavori di casa in questo periodo per darmi la possibilità di fare questa piccola esperienza. Nel 2010 trascorsi trenta giorni in Mozambico. In questo stesso anno morì mio padre, 21 anni dopo la morte di mia mamma. Nel 2011 inizia la mia presenza più prolungata in Africa. Dopo aver dialogato con i miei fratelli ( Luigi il più giovane non era ancora sposato), tutti furono d’accordo per collaborare in quanto fosse necessario pur di aiutarmi a realizzare il mio sogno. Ringrazio Dio per il dono della mia famiglia la quale dopo aver capito la mia scelta di vita è stata sempre al mio fianco per appoggiarmi. Destino: Guinea Bissau: Sono partita con una stretta al cuore perché lasciavo dietro di me cinquantacinque anni di vita tessuta da piccoli ritagli, uniti tra loro, che davano un colore nuovo al mio essere consacrata nella CM al servizio della chiesa e del mondo. Anni di crescita umana e spirituale, dove ho imparato a contemplare la bellezza della cose semplici della vita, recuperare la felicità e la speranza, valori che ho sempre sentito dentro di me. E’ così il 25 luglio 2011 arrivo in terra africana, precisamente in Guinea Bissau e questa volta per un tempo più lungo. Ricordo che un’aria calda mi ha avvolto al momento in cui scendevo dall’aereo e mi ha fatto prendere subito coscienza che non solo il clima era ben diverso del mio abituale, ma anche la cultura, gli usi e i costumi sarebbero stati diversi dall’Europa. L’accoglienza che mi fecero le missionarie del gruppo della Guinea ( composto da Teresa Castro, Antonieta e Ivone consacrate e da Nhamo in formazione) facilitò il mio inserimento nel gruppo. Era anche la mia prima esperienza in un gruppo di vita fraterna ( la mia scelta nella CM è di vita in famiglia). Mi sono sentita subito a casa, mi adattai molto bene, non ebbi problemi di salute. Considerai tutto una grande grazia che il Signore mi concedeva e un segno per la mia permanenza e continuità in questa terra. Mi presentavo con un unico progetto: essere a servizio del gruppo in tutto quanto avesse bisogno, totalmente disponibile. E così avvenne: collaboravo nella gestione della casa e nella segreteria della “Scuola di S. Paolo”. In Guinea Bissau ho trovato un paese molto povero, mancava di tutto, ma un popolo molto solidale che non dimenticherò mai. La natura incantevole, gli uccelli bellissimi che venivano a dissetarsi nel giardino della nostra casa, con il loro cinguettio mi aiutavano a lodare il Creatore per le Sue creature. Ci tengo a sottolineare che anche la relazione con gli alunni della scuola, i professori ed educatori è stata un’esperienza gratificante. Nella comunità cristiana collaboravo nella catechesi, liturgia…nella celebrazione domenicale che avveniva nel cortile. In poco tempo ho capito la sofferenza di questo popolo, le difficoltà che incontrava a vivere con tante precarietà. L’aspetto che più mi colpiva ed era molto carente riguardava la poca efficienza nel campo della salute; anche l’Ospedale centrale non aveva a disposizione mezzi o strutture per dare più sicurezza e assistenza alla gente. Tuttavia, anche per questa esperienza sono grata al Dio della mia vita, per tutto quanto mi ha dato da vivere in questa bellissima terra, per la sua Bontà, Tenerezza e Misericordia. Sono stati sei anni ricchi di avvenimenti belli e meno belli, (come ogni vita ,dove ci sono rose e anche spine) che mi hanno aiutato a vedere la vita in altra forma a dare valore alle piccole cose, soprattutto a capire che non è necessario possedere molto per essere felici e sentirsi realizzati. Ci vuole solamente un cuore per amare e lasciarsi amare come ha fatto Gesù. Alla fine del 2017, dopo sei anni di Guinea Bissau, sono rientrata in Portogallo. Nel 2018 e dopo aver trascorso un po’ di tempo con la mia famiglia, mi sono messa ancora disponibile per la CM: in Africa oppure dove fosse più necessario. Mi fu proposto Invinha, in Mozambico… Com’è il tuo lavoro, la missione che svolgi oggi? Ho accettato la proposta di andare ad Invinha - Guruè, nord del Mozambico ed è qui che ora mi ritrovo a scrivere un po’ di storia della mia vita e a ricostruire il percorso dei cammini fatti fino ad oggi. Sono arrivata il giorno 14 di maggio del 2018, in un luogo di grande bellezza naturale. Un posto poco abitato, un ambiente calmo con un panorama spettacolare, circondato da una cordigliera di montagne…e dove soprattutto lo sguardo aiutato dalla meraviglia e dalla contemplazione, può andare anche oltre! Le varie tonalità del verde della vegetazione e la pianura delle piantagioni di té incantano! Il mio impegno in casa: non so bene come definirlo: con l’aiuto di Dalaina e Isabel, svolgiamo i lavori di casa, dei campi ( machamba), faccio un po’ di tutto, collaborando con le altre. Con noi vivono 11 ragazze che stanno facendo un cammino di discernimento. A noi consacrate è affidato il compito e la responsabilità di creare un ambiente familiare e formativo, facendo conoscere, attraverso la nostra vita, la nostra vocazione missionaria di consacrate al servizio della chiesa e del mondo. In questo ambiente africano, la consacrazione secolare non è ben capita dalle persone che ci conoscono, ma per quanto dipende da noi cerchiamo ogni occasione per chiarire lo stile della nostra vita, di camminare con questo popolo semplice e sofferente, quasi dimenticato e abbandonato alla sua sorte. Lodo il Signore, che sempre mi accompagna con la sua forza e la luce del suo Spirito. Ho la certezza che è Lui che conduce la mia vita, e a Lui va la mia gratitudine per dire come Maria il mio SI’, continuando con la mia fedeltà il progetto della mia vita. Una vita…un cammino…
un po' di vita
 
Carissimi tutti, un saluto di pace e di speranza, in questo tempo molto particolare che stiamo vivendo a livello internazionale. Qui a Nampula cerchiamo di organizzarci al meglio con le 8 ragazze che sono qui con noi. Approfittiamo per intensificare la formazione alternata con lavori pratici. Prima di entrare nella quarantena, le ragazze erano impegnate in un servizio di volontariato, per mezza giornata, nella scuola materna della parrocchia (una) e nell’orfanotrofio di bambini fino ai 10 anni circa. Abbiamo chiesto loro una piccola testimonianza della vita qui e anche il loro servizio. Sono testimonianze semplici ma cercano di comunicare qualcosa della propria vita. Anna Maria Sono Nilsa, sono entrata a far parte della Compania Missionaria per iniziare il cammino vocazionale nel 2017, ho frequentato il decimo, l'undicesimo e il dodicesimo anno alla scuola secondaria ad Invinha. Questi tre anni sono stati un'esperienza molto importante e molto interessante per me, grazie allo studio e alla vita condivisa, con le altre giovani, nel cammino formativo. Nel gennaio 2020 le responsabili mi chiesero di fare una nuova esperienza a Nampula dove mi fu proposto di fare l'educatrice ausiliare alla scuola di S. Pedro nella nostra parrocchia. Ho risposto di sì, con tutto l'amore, il desiderio, l'energia e il sorriso, perché mi piace lavorare e giocare con i bambini. Tutto è stato nuovo per me. Veramente è stata una nuova e prima esperienza nella mia vita. Soprattutto ho imparato a prendermi cura dei bimbi con amore e affetto. Ho imparato molte cose da loro e loro da me. Ho insegnato loro a disegnare e leggere le immagini, a ballare e a cantare. Mi sono davvero divertita con i bambini e ho constatato che sono molto semplici, umili e capaci di rispetto. E’ stata la prima volta che mi sono sentita così in sintonia e che mi sono divertita così: poca cosa ma molto importante per me, mi ci è voluto tanto coraggio, era la mia prima esperienza. Un mese dopo poi è arrivata la pandemia del COVID 19 e per una settimana ci fu chiesto di non fare scuola, così peri tutti gli educatori e i bambini, vedendo poi che la situazione era grave ci sospesero ancora per un altro mese , ma i casi di contagio del coronavirus aumentavano ancora di più e fino a questo mese di maggio siamo rimasti in casa. Nonostante tutto spero e confido in Dio che tutto questo passi. Ora chiusi nel nostro cortile, per paura del contagio, per non perdere tempo stiamo intensificando la nostra formazione e stiamo imparando anche un po 'di italiano. In questo periodo mi accompagna un passo della Parola di Dio che mi ha sempre attratta e che ha marcato fortemente la mia vita e la mia vocazione. Il brano dice: “Chi dovrò inviare? E chi andrà per noi? Eccomi, Signore, manda me! ”. (Is. 6, 8). Questa è anche la mia risposta. Infine, ringrazio Dio per il dono della mia vocazione per la grande opportunità che mi ha dato di ascoltare e conoscere la sua Parola. Nilsa Io, Marta Felizardo José, nata in Zambézia, distretto dell'Alto Molocué, di Mugema, nata il 12 maggio 1998, dopo aver terminato il 12 ° anno di scuola, sono entrata a far parte della Compagnia Missionaria il 24 gennaio 2019 a Invinha-Gurué. Sono stata ricevuta con affetto, gioia e amore. I compiti che, subito mi hanno affidato, riguardavano la vita domestica, la cucina, l’orto. Il campo ecc. Inoltre accompagnavo i Padri della Parrocchia nelle visite alle comunità cristiane più lontane dalla parrocchia stessa.. Mi è davvero piaciuta l'esperienza che ho fatto a Invinha perché ho imparato molte cose buone che possono aiutarmi nella mia vita e nella mia crescita. Quest'anno continuo la mia collaborazione nella comunità di Nampula dove 17 febbraio 2020 quando sono arrivata sono stata accolto con piacere e affetto, le sorelle, mi hanno fatto visitare la casa: camera da letto, sala da pranzo, cappella ... Il giorno seguente mi sono presentata in chiesa luogo benedetto dove anch’io vado per la preghiera e lì mi sono unita alla corale Santa Cecília. Oltre la mia vita in casa, ho iniziato a collaborare all'asilo. Aiuto i bambini a leggere, scrivere, lavorare nei campi, giocare e molte altre cose. Attività che ho fatto per un mese e tre settimane, ma ho dovuto smetterei a causa della pandemia del coronavirus, ora sto a casa e insieme facciamo una formazione più intensa. Mi sto davvero godendo l'esperienza che sto vivendo. Voglio ringraziare Dio per il dono della vita che mi dà giorno, dopo giorno e chiedergli di aumentare la mia fede, il mio coraggio, la mia pazienza e la mia santità nel cammino di vita che mi sta donando di percorrere. Grazie, Signore! Nella Bibbia, ciò che mi entusiasma di più è la vocazione di Matteo (Mt 9, 9) dove è scritto: “Gesù vide un uomo chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “ seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì ”.  Marta "Il Signore è il mio pastore, non manco nulla, su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Rinfranca l’anima mia, mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome." (Sal 22 (23), 1 – 3). Sono Luisa Feliciano Pachuela, nata il 04/07/1996 ad Invinha Distretto del Gurué in Zambézia; Figlia di Feliciano Pachuela e di Elisa Bernardo. Il mio cammino nella Compagnia Missionaria è iniziato il 18/01/2019; Ho continuato i miei studi frequentando il 12 ° Anno nella scuola secondaria di Invinha, nello stesso anno, li ho conclusi. È stata per me la prima esperienza di vita in una comunità. Ho imparato molte cose che mi ha segnato molto positivamente. Ho imparato a dialogare con Dio attraverso le preghiere, ad aprire il breviario, pregare ogni giorno e fare il ritiro ... la formazione, il canto, la cucina, prendermi cura degli animali, lavorare nei campi ... Il cammino formativo mi ha aiutato a vivere nel rispetto degli altri, nella dedizione in studi e ai servizi della casa. Quest'anno sono arrivata nella comunità di Nampula. Le sorelle subito mi hanno accompagnata a vedere tutti gli ambienti della casa ... e la Cappella.. In parrocchia faccio parte del gruppo corale S. Cecilia. Da poco tempo ho iniziato il mio servizio all'orfanotrofio. Nei primi giorni, sembrava fosse difficile, ma poi sono riuscita a relazionarmi con loro e il lavoro è andato bene, mi sono resa conto che la cosa più importante per questi bambini è aiutarli a non scoraggiarsi mai. Per tutto ringrazio il Signore, grazie per avermi chiamata nella Compagnia Missionaria. Grazie per la formazione e l’ aiuto che ricevo ogni giorno essendo una donna a servizio dell’umanità. Luisa “ Rimanete in me ed io in voi Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla”.Gv.,15,4° -5b).  Sento che sono figlia di Dio e che è mio Padre, ed io sono suo frutto. Io - Argelia João Rafael, nata a Regone-Namarrói, l'8 febbraio 2019,sono stata trasferita per continuare il mio percorso professionale di Infermiera - materna infantile, nella comunità di Invinha nel Gúrué, dove sono stata accolta molto bene dalle responsabili sia dalle più anziane che dalle più giovane, datoche non era la prima volta che appartenevo al gruppo di Invenha. Già nel 2013 quando la casa era in costruzione ho fatto parte di quella comunità . Allora ero impegnata nei lavori di casa: cucinare … poi nel lavoro del campo a raccogliere mais, riso … e ancora nel giardino, ecc. Quando poi le sorelle più giovani del gruppo cominciarono la scuola, io sono rimasta a casa con Albina e Dalaina per aiutarle in ciò di cui c’era bisogno. Dopo un certo periodo di formazione CM. mi è arrivata una bella notizia: la mia richiesta di entrare nel biennio della formazione è stata accettata. Così Il 29 giugno 2019, sono entrata nel biennio della formazione, la cerimonia si è svolta nella cappella della comunità di Invinha. Padre Sandro (Dehoniano), ha presieduto la liturgia. E’ stata una giornata molto importante e significativa e gioiosa sia per me che per il gruppo. Quest'anno sono ancora nella stessa comunità in cui sono stata inserita l'anno scorso e mi sto davvero godendo la comunità. Mi sento soddisfatta del lavoro che faccio. E voglio ringraziare Dio per il dono della vita che mi dà ogni giorno che sorge, chiedere al Signore di aumentare la mia Fede, la mia forza e il mio coraggio. Nonostante le difficoltà che incontro nel mio cammino, queste non sono una ragione per scoraggiarmi. Grazie Signore per tutto ciò fai per me! Argelia Flora Rafael Jone, nata a Inrove, Insizi; provincia dello Zambézia; sono nata l'8 Dicembre 1998; figlia di Rafael e Jacinta Yaruma. Esperienza ad Invinha L'inizio della mia esperienza è stato a Invinha; per tre anni ho studiato per completare la scuola secondaria, e anche facendo servizi in casa, come: cucinare, lavorare nel campo, prendersi cura degli animali …ecc. Per un cero periodo 'ho collaborato con la parrocchia di Nossa Senhora da Immaculada Conceição de Invinha. Sempre a Invinha, ho accompagnato i Sacerdoti per la pastorale nelle varie comunità, con noi c’erano anche due missionare: Elena e Dalaina. In quell’esperienza ho imparato molte cose. Ringrazio anche le sorelle che mi hanno aiutato a rendere quei giorni positivi e motivo di crescita nei valori del Vangelo e della vita. Esperienza a Nampula Sono arrivata a Nampula a febbraio; con alcuni sorelle, siamo stati accolte con grande gioia e con un buon pranzo. Non c’è stata molta differenza dalla vita che ha vissuto a Invinha, riguardo alle sue attività domestiche; come la cucina, le pulizie e il menu era lo stesso. Poco dopo sono stata inserita nella scuola di infanzia, dove sono rimasta per un mese e alcune settimane. Lavoravo dal lunedì al venerdì. Il primo giorno la direttrice mi ha introdotta nel lavoro e abbiamo iniziato subito a lavorare con bambini e bambine. I compiti da svolgere erano molti: studiare, leggere, scrivere, aiutare in cucina, nell'orto, rifare il letto, lavare, pulire, cantare, ballare, giocare e molto altro ... Peccato che il coronavirus abbia interrotto questa attività speriamo di riprendere presto. Flora
corso di formazione permanente del gruppo di porto
 
Il lavoro che ci siamo prefissati di fare in questo Corso è stato di riflettere sugli Atti dell'ultima Assemblea G.O. del 19-28 luglio 2019. È stata un'opera di grande ricchezza che ci ha rese più consapevole delle dinamiche di un'Assemblea e dello spessore dei suoi contenuti. Era presente anche Martina che ha partecipato al Corso di formazione con noi. Alla fine mi ha posto una domande a cui cercherò di rispondere, secondo le mie capacità.  Cosa ti è piaciuto del Corso di formazione? 1. Mi è piaciuta la dinamica del corso stesso: Ci siamo divise in piccoli gruppi e a ciascun gruppo sono stati proposti alcuni punti su cui riflettere al fine di aprire nuovi orizzonti e ravvivare il dono della nostra missionarietà. 2. La presenza di Martina, è stata per il gruppo e anche per lei ... una presenza ricca. Ha condiviso le sue opinioni e la sua esperienza di vita CM, con la competenza e la serenità che le sono caratteristiche, segno di una donna molto matura! 3. Le sfide per il futuro del nostro gruppo devono essere o potrebbero essere: ANIMAZIONE VOCAZIONALE. Per fare ciò, è necessario essere disponibili, dinamiche, con capacità di rischiare, di lavorare, di uscire … questo alla nostra età non è così facile per mancanza di salute, ecc ... sarebbero necessarie persone giovani ... 4. Al corso hanno sono intervenuti anche due Parroci: Il parroco della parrocchia di Giustina e Gloria è venuto a celebrare domenica nel tardo pomeriggio, mentre il Parroco della parrocchia di Cármen e di Laura è venuto ​​lunedì mattina; assieme abbiamo recitato le lodi, poi ci siamo incontrate come gruppo in un dialogo sereno e aperto che ha favorito la conoscenza reciproca. Il Parroco ci ha parlato di sé, della sua vocazione, dalla sua famiglia. Abbiamo poi continuato l’incontro con la Lectio Divina:  Gesù e il samaritano.  Le tentazioni di Gesù.  La trasfigurazione del Signore.  La guarigione del cieco alla nascita.  Resurrezione di Lazzaro. Alla fine di questa condivisione, abbiamo celebrato l'Eucaristia e concluso con il pranzo. La presenza del Parroco l’abbiamo ritenuta molto salutare e felice, sia per noi come gruppo che per lui: una mattinata di preghiera, condivisione e convivialità, molto fraterna. 5. Ho sentito di aver vissuto in questi giorni, così come ognuno, credo, come una grande ricchezza: preghiera, riflessione, profondità, ascolto, e nell’accoglierci l’un l’altra sempre con desiderio di crescere nell’amore reciproco. Questo ci fa assaporare e sentire la bellezza di quanto sia bello conoscerci meglio e amarci di più, come gruppo e come consacrate CM. Martedì giorno conclusivo del corso, abbiamo avuto con noi il Vescovo emerito di Porto, D. João Miranda che da molti anni è nostro amico ed è sempre stato disponibile per accompagnarci e sostenerci nel nostro cammino. A te, Martina, il nostro grazie , per la tua presenza, per ciò che hai trasmesso e che hai vissuto con noi. Concludo con queste parole: L'audacia e la grandezza della fede, uniscono fraternamente le cose più belle della vita, che sono le persone.
gesù fonte di vita!
 
"Il sangue e l'acqua scorrono dal lato aperto e l'amato discepolo è testimone di questa fonte di grazia e tenerezza, il vero Corpo del Signore" (canto liturgico) «Il lato aperto» Sì, nel lato aperto, sulla croce, Gesù ci aspetta perché possiamo entrarvi. Non c'è porta. È spalancato. Basta voler entrare e rimanervi. Questo cuore accogliente e misericordioso attende pazientemente. «Vivere la comunione e la missione con un cuore accogliente e misericordioso» (ultima Assemblea della Compagnia Missionaria 2019) Ho il dovere di vivere questa dimensione di apertura del mio cuore, per entrare nel mistero dell'apertura del Cuore di Gesù. Apertura a Dio Trinità, all'uomo e alla donna di oggi in tutti gli aspetti della vita: gioie, speranze, sfide, delusioni. Prendersi cura del cuore in modo che non si chiuda, o nel peggiore dei casi, è sempre stato chiuso senza intravedere la più piccola scintilla di accoglienza e misericordia. «Corre sangue e acqua» Senza questi due liquidi (sangue e acqua) non esiste vita che possa sussistere, umanamente parlando. Lo stesso per la vita spirituale. L'acqua, che rende fertile la terra che ci presenta i frutti vari e deliziosi. L’acqua elimina e supera gli ostacoli; da parte sua, ha così tante forze impetuose che porta tutto con sé, lasciando una scia di distruzione. Tuttavia, dopo questa distruzione apparente o reale, la terra inondata nasce con una forza più rilevante. Acqua della vita in abbondanza, donata dal giorno in cui siamo entrati ufficialmente nella Chiesa del Corpo di Gesù, "Immersi con Cristo nella morte, con Lui prendiamo parte alla Risurrezione" Gesù ha dato il suo sangue. Il sangue è vita, la vita che Gesù ha dato per TUTTI, tutti senza preferenze di persone, razza, colore, condizioni sociali, per tutti! Per tutti con le luci e le ombre che ognuno porta in sé. Ha versato il sangue, ha dato la vita fino alla fine. Ognuno ha il dovere di dare la propria vita fino alla fine. Forse non ci verrà chiesto di versare il sangue, ma di versare un "altro Sangue", tutto ciò che abbiamo, a favore di tutti, nell'accoglienza, nell'intelligenza, nel tempo, nel dialogo, nella professione, nella malattia, nella casa degli anziani; accettazione di ciò che siamo e abbiamo e di tutto ciò che ci viene offerto. È bene non fermare questo dono della VITA a metà strada, è urgente dare senza misura fino alla fine! E per poter dire come Gesù, sulla croce: "Tutto è compiuto!" «L'amato discepolo è testimone di questa fonte di grazia e tenerezza» Fonte di grazia dove si puoi ricorrere senza abbatterci, sempre e in qualsiasi circostanza ci troviamo. Fonte di tenerezza, come diceva Papa Francesco: "NON AVERE PAURA DELLA TENEREZZA!" Il mondo ha bisogno di grazia e di tenerezza, questi non sono negoziabili, sono doni. Cerchiamo di essere fonte, poiché essa scorre senza sosta, senza limiti, e si offre a chi le si avvicina. Ovunque passa c'è una scia di vita, da entrambe le parti. Il Discepolo Amato è un testimone e anche noi siamo testimoni delle grazie ricevute da questa fonte di grazia e tenerezza, che si manifesta nei più piccoli gesti della vita quotidiana! Nell'aspetto sereno del bambino, dell'anziano, della gioventù o dell'adulto, nel lavoro che riceviamo e offriamo, dal più in vista al più nascosto. Nei giorni miti, con il brutto tempo, nel calore del sole e nella dolce brezza, nel canto del passero, nel mormorare dell’acqua ... Questo è vero Corpo del Signore. Siamo il Corpo del Signore, non abbiamo dubbi! E in questo modo, impariamo a essere una fonte di grazia e di tenerezza. Saziamoci a questa fonte per essere con Lui ed in Lui FONTE DI VITA.
1 . 2 . 3 . 4 . 5 . 6 . 7 . 8 . 9 . 10 . 11 . 12 . 13 . 14 . 15 . 16 . 17 . 18 . 19 . 20 . 21 . 22 . 23 . 24 . 25 . 26 . 27 . 28 . 29 . 30 . 31 . 32 . 33 . 34 . 35 . 36 . 37 . 38 . 39 . 40 . 41 . 42 . 43 . 44 . 45 . 46 . 47 . 48 . 49 . 50 . 51 . 52 . 53 . 54 . 55 . 56 . 57 . 58 . 59 . 60 . 61 . 62 . 63 . 64 . 65 . 66 . 67 . 68 . 69 . 70 . 71 . 72
Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

Follow us on Facebook