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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 27 / 05 / 2020
    SOLENNITA' DEL SACRO CUORE DI GESU'
    Venerdì 19 giugno 2020... Continua
  • 27 / 05 / 2020
    SOLENIDADE DO SAGRADO CORAÇÃO DE JESUS
    Sexta-feira 19 de junho de 2020... Continua
  • 27 / 05 / 2020
    SOLEMNIDAD DEL SAGRADO CORAZÓN DE JESÚS
    Viernes 19 de junio de 2020... Continua
una storia d'amore
 
Questa storia è iniziata a Chorense-Terras de Bouro-Braga-Portugal, quando António Ferreira ha chiesto a Maria Angelina Gonçalves di sposarlo. Lei, anche se aveva in cuore il sogno di farsi suora, ha capito che il piano di Dio era un altro e ha accettato. E cosi sono diventati i miei genitori! Sono nata in una notte fredda del 24 gennaio del 1946, nel piccolo paese di Saim – Chorense, la prima di otto figli. Una “bella bambina”, come mi diceva chi mi ha conosciuta da piccolina, che nel pomeriggio del 10 gennaio di 1948, ha preso l’iniziativa di giocare con le ceneri del focolare e,….svegliate le braci, ha preso fuoco al vestitino… E cosi, la storia ha cambiato direzione: accolta da parenti di mia mamma (cugini ), che hanno voluto curarmi, la mia crescita si è svolta a Braga, dove loro abitavano. È da loro che ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno per sopravvivere fisicamente, ma anche tutta l’educazione umana e spirituale. Dopo i miei genitori, questi parenti (tre sorelle e un fratello), sono le colonne della mia vita. Oltre alla preparazione intellettuale, mi hanno avviato all’ iniziazione cristiana. Braga è una città bimillenaria, di cultura romana e cristiana. E questo ha influito nella mia personalità. I corsi Commerciali, che ho frequentato, sono stati la base per aprire i miei orizzonti umani e spirituali. Famiglia Gonçalves Ferreira 1970 La vocazione Spronata dalla testimonianza di bontà di questa famiglia che mi aveva accolto, mi sono aperta alle necessità del mondo, concretamente ai più deboli: i bambini, gli anziani, i lontani da Dio. Cosi, mi ricordo che ero ancora piccola (5 o 6 anni), quando presi una decisione: “Quando sarò grande, avrò cura dei bambini abbandonati!”. E le circostanze mi portavano a fare piccoli servizi a persone anziane e ad ascoltarli, ma anche ascoltare persone che avevano problemi familiari. E mi dicevo: ”Ma non so che cosa dire loro! Perché mi raccontano i loro problemi se io sono piccola e non so rispondere niente?...”. E guardando le immagini dei santi, mi dicevo: “Voglio essere come loro! Se loro sono diventati santi, anch’io potrò esserlo!”. E cosi, sono cresciuta sognando progetti. E tutto quanto studiavo, anche le cose più difficili (Economia Politica, Diritto Commerciale, Contabilità soprattutto...), era indirizzato a comunicare agli altri. E così è nato il sogno di essere insegnante per aiutare i giovani. E mi sono trovata a sognare di vivere questo progetto con un gruppo di ragazze che pensassero come me, cioè insegnare e aiutare i giovani. Allo stesso tempo, sentivo dentro di me il sogno di vivere come le suore (a Braga c’erano tanti Istituti Religiosi…), ma non volevo vivere chiusa in un convento e avere un abito come loro; volevo passare sconosciuta nel mondo e che nessuno sapesse dei miei sogni. E cosi sono cresciuta a Braga fino ai 17 anni. Dopo avere vissuto due anni a Porto per studiare nell’Istituto Superiore di Contabilità, mi sono trasferita a Lisbona per continuarli gli studi. È in questo periodo – 1965/1967 – che ascoltando le notizie alla radio, soprattutto di omicidi nelle famiglie, che sento gli appelli alla donazione di me stessa a Dio e ai fratelli. Non era più sufficiente essere insegnante o fare opere (orfanatrofi, ecc.) per aiutare i più deboli… Qui è entrato il pensiero dell’ Oblazione a Dio per i fratelli: cosi lo ha definito il mio confessore, Padre Paolo Riolfo, SCJ. E mi ha presentato la COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE, che era a Bologna. E cosi per me è diventato chiaro: essere nel mondo senza essere del mondo. Un Istituto Secolare. In seguito, Padre Giulio Gritti scj, mi ha confermato: questa è la tua vocazione. Avevo 20 anni. E mi sono preparata per andare in Italia, all’inizio del 1967, anche affrontando l’opinione contraria della mia Famiglia…. La Compagnia Missionaria, invece, ha deciso di venire in Portogallo… È cosi che, nel 13 ottobre del 1967, la CM dà inizio a un gruppo a Porto e io sono accolta il 22 dello stesso mese da Padre Albino Elegante, il Fondatore. Era la Giornata Mondiale delle Missioni. Ho iniziato la formazione per vivere la consacrazione: è Teresa Carvalho, come responsabile di gruppo, ad aiutarmi a fare i primi passi. L’anno seguente (1968) arriva dall’Italia Marta Bartolozzi, come responsabile di formazione. E cosi, con il suo aiuto e del gruppo e di tutta la CM, rinforzata dallo Spirito Santo, arrivo al momento della emissione dei voti: 29 settembre 1972. Concretamente, come vivo la mia Vocazione? Dopo l’emissione dei voti, ho continuato la formazione con la riflessione, la preghiera e lo studio. E svolgo anche attività professionali (Insegnamento di Religione e Morale, Segretaria nel Seminario Maggiore) e di Apostolato (catechismo in parrocchia, incontri per adolescenti e giovani). Anche la CM sogna e decide progetti per rispondere agli appelli di Dio nei fratelli. Dopo il Mozambico, si fanno passi per l’America Latina: Brasile, Argentina, Cile, e io mi offro per fare parte di un gruppo. In seguito, mi viene chiesto di fare parte del gruppo CM in partenza per il Brasile. Dico il mio SI. È un SI nel buio, ma lo dico consapevole che la cosa più importante che andrei a fare, non sarebbero state le attività professionali e di apostolato, ma il vivere l’Oblazione in ogni momento. E cosi siamo arrivate a San Paolo, il 19 settembre 1980! Le prime: Santina, Edvige e io. La Parrocchia dei Padre Dehoniani, a San Paolo, dove ci siamo state inserite, mi ha chiesto subito di entrare nelle attività di apostolato nelle scuole e nelle Comunità Ecclesiali di Base. Era il 1980! In questo anno, anche se il Brasile viveva già un certo clima di democrazia, la paura della dittatura era ancora presente. E i più poveri, oltre all’ estrema povertà materiale, vivevano nell’ analfabetismo e nell’ oppressione, soprattutto nelle zone rurali. E cosi le “Favelas”, nelle grandi città come San Paolo, crescevano sempre più. Di tutte le necessità che mi furono presentate, la più forte era questa: le scuole statali non seguivano i bambini poveri, li lasciavano da parte e, per questo, non progredivano. Come conseguire una professione degna senza un diploma scolastico? Per rispondere a questa domanda, nella Comunità di Base dove mi trovavo ad aiutare, è quindi nata la decisione di organizzare una Pre-Scuola per i bambini più poveri della “favela”, aperta anche ad altri che erano nella stessa situazione. Una Pre-scuola che preparasse i bambini con il minimo per affrontare la scuola elementare statale: leggere, scrivere, matematica, conoscenze dell’ambiente, ecc. Con un supplemento alimentare naturale (con tutte le qualità di nutrienti necessari), per 3 anni, i bambini imparavano bene e crescevano sani! In seguito, anche i loro genitori chiesero di avere la stessa preparazione per progredire nel loro lavoro. E cosi, alla sera anche gli adulti venivano alla scuola. Oltre a questa attività professionale, mi è stato chiesto un aiuto anche per il catechismo (bambini e adulti) e incontri di formazione biblica e vocazionale. Come CM, la vita di gruppo, missionarie e familiares, ha rinforzato sempre la mia consacrazione. Anche a livello di Istituti Secolari, mi è stato chiesto di fare parte del Consiglio della Conferenza Nazionale, come Segretaria, e poi a livello Regionale di San Paolo, anche come segretaria. Questi impegni mi hanno permesso di avere una visione generale della vita consacrata secolare nel Brasile e nel mondo, di essere a contatto, anche personale, con membri di vari Istituti. Mi sono sentita di fare parte di una grande Famiglia. Sono stati 20 anni (19 settembre 1980-18 dicembre 2000) di donazione nella Oblazione. Intuivo, prima di partire, che la mia vita in Brasile non sarebbe stata tanto importante nel fare attività, ma vivere ogni momento in spirito di Amore e Oblazione... E cosi è stato!... Ed è stato cosi per la Compagnia Missionaria in Brasile: ogni membro del gruppo (io, Santina Pirovano, Edvige Terenghi, Antonia dell’Orto, Giuseppina Martucci, Luciana Battistello) ha fatto questo cammino di offerta quotidiana. Questa è stata la nostra risposta all’appello del popolo brasiliano, in tanti modi diversi secondo le attitudini di ciascuna… E continua ancora dopo quarant’anni, perché le relazioni che si sono costruite continuano vive tramite i mezzi informatici. Quest’anno, la CM ringrazia il Signore perché, quaranta anni fa, ha iniziato a dare vita alla missione con il Popolo del Brasile. E noi, di questo gruppo, ringraziamo il Signore che ci ha chiamato a vivere questa missione! Missione sempre viva nel nostro cuore perché gli appelli continuano, anche se non siamo più presenti fisicamente! La mia vocazione oggi Ora, dal 1 febbraio 2004, io sono a Lisbona inserita nella pastorale della Chiesa Locale, ma il mio cuore è del mondo e nel mondo: “Si cerca cuori uguali al Suo…”, diceva Padre Leon Dehon, cuori come il Cuore di Cristo che è stato trafitto per tutta l’umanità! Faccio questo cammino con il mio gruppo CM di Porto e il gruppo familiares CM di Lisbona. E ringrazio il Signore che, tramite la mia famiglia, la Chiesa, la CM, il mondo, continua a scrivere in me questa STORIA DI AMORE, per vivere l’Oblazione a Dio per i fratelli, secondo lo Statuto della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore. 
il nuovo
 
Il nuovo della vita! S. Paolo afferma che: c'è una misura, quando l'uomo si guasta, lo Spirito lo rinnova! Nel tempo pasquale, viviamo e annunciamo un nuovo mondo, il nuovo Uomo Gesù Cristo. L'Apocalisse ci indica un nuovo cielo e una nuova terra ... Tutto è stato rinnovato! Sento che lo Spirito Santo continuamente mi rinnova. Mi vedo con uno sguardo risorto. Ogni giorno è un giorno nuovo! Una nuova opportunità per risorgere con Cristo. Una nuova creatura, la prima nel resto della mia vita! Il passato è passato non torna! In questa nuova visione, che tutto ha il suo tempo, tutto è fugace, niente è sicuro e irremovibile. Ho notato che tante volte i miei occhi erano miopi, guardando il nuovo che sembrava così lontano, ma era così vicino. Il nuovo dell’altro Nessuno cambia nessuno. I miei occhi nuovi videro l'altro con gioia, è mio fratello e anche quello con cui non simpatizzo. Questo nuovo che mi ha fatto mettere in comunione con ogni fratello con tutto ciò che è ed ha, e allo stesso tempo mi ha messo in comunione con tutto ciò che ho e che sono. Il nuovo della mia famiglia È solo che la mia famiglia è come tutte le famiglie del mondo. Nuove sfide, nuove situazioni, nuovi modi di vivere. Questa novità porta con sé uno sguardo limpido al reale che a volte non ha soluzione, però il nuovo è viverlo come un cuore accogliente e misericordioso. Essere presenti e approfittare di questa opportunità che si può trovare solo nell'unione con il Signore Risorto, che vive per sempre nella sua Chiesa e nel mondo. Il nuovo nella professione Nessuno cambia nessuno! Per quanto quello che devo cambiare è il mio aspetto, vedere nella persona che condivide lo stesso lavoro che è il figlio preferito di Dio. Ha una storia che solo Dio conosce, di cui vedo solo una piccola parte del suo essere. Ciò che si fa in silenzio è contribuire al bene comune così spesso invisibile. Amare senza parole, ma a gesti, nel confortante silenzio di Dio. Il nuovo della mia consacrazione «Non sei stato tu a scegliere me, sono stato io a scegliere te» … «Fai quello che ti dice» … La vita di consacrazione di castità, povertà e obbedienza è sempre vecchia e sempre nuova. «Il Saggio sa trovare le cose dal cuore, nuove e vecchie». Con la sana crescita dell'età vedo nella castità la bellezza dell'essere di Dio in tutte le circostanze della vita. Nei giorni gioiosi e meno gioiosi, vivere il presente con uno sguardo di tenerezza, facendo quello che si deve fare, se non si può fare, non lasciarlo diventare un peso. Obbedienza a Dio, nella Compagnia Missionaria, nella Chiesa, nel mondo; è un dono ineffabile. Ho imparato che chi obbedisce è perché si fida, anche nelle giornate più fredde, o più calde e grigie della vita! Obbedire è essere disponibili a Dio, agli altri e a sé stessi, essere in equilibrio tra l'essere e il fare nella gioia che viene dallo Spirito Santo. Questa è la mia forza, lo Spirito Santo che mi aiuta ad obbedire anche senza capire, così è stato il Sì di Maria, il Sì di Gesù, così è ciò che cerco di vivere. Povertà, il nuovo modo di vivere con il necessario, prudenza in quello che sto acquistando, se ho bisogno compro, se non ho bisogno non comprerò. Saper dare saper ricevere, sia materialmente che spiritualmente. Ho imparato a ricevere una critica che non mi piace, ma da essa prendo ciò che mi fa crescere e lascio da parte il resto. Ho imparato a vivere in modo diverso con maggior sobrietà. Il nuovo della preghiera Pregate incessantemente, dice Gesù ai suoi discepoli. Fedeltà alla preghiera e credo che lo Spirito Santo prega in me e con me nella Chiesa. Ripetizione dell'uno o dell'altro salmo, affidando le preoccupazioni alle gioie. Io vivo nel presente. Nella preghiera ho vissuto il presente, mi sono disconnesso dal passato, ho tagliato le mie paure, guardo con delicatezza al futuro senza grandi allarmismi. Il nuovo del gruppo comunitario Ognuno di noi è unico, amato da Dio, redento da Gesù, sostenuto dallo Spirito Santo. Sento sempre più che il mio gruppo sperimenta la debolezza della vita! Anche questo ha la sua bellezza; questo mi fa pensare alla brevità della vita, e che sono entrata nel tempo del decadimento e, contemporaneamente, dell'ascensione della vita a Dio. Il nuovo: vivere ogni momento come l'ultimo della mia vita ed assaporare il momento presente con la sua luce e colore e con le sue ombre. Il nuovo da Internet: Ho vissuto nell'apprendimento di questi beni preziosi, se usati per il bene comune. Il lontano che è diventato vicino. A questo proposito, ho visto il valore della comunicazione a distanza. Con Maria, Madre, Guida e Custode della Compagnia Missionaria del Cuore di Gesù, dico: Ecco la serva del Signore, avvenga di me secondo la sua Parola. Tutto è stato rinnovato! Il nuovo della mia storia, della storia dell’umanità, della Chiesa e della Compagnia Missionaria ... lo sappia accogliere con misericordia.
la via delle beatitudini
 
Sintesi degli Esercizi Spirituali della Compagnia Missionaria di Funchal - Madeira Si sono svolti dal 13 al 17 luglio 2020, orientati da Don Juan Noite SCJ. L'atmosfera era di assoluto silenzio. C'è stato tempo per il Sacramento della Riconciliazione. Ogni giorno un missionario guidava la liturgia. Teresa Freitas ha animato i canti liturgici. Conceição Silva si è occupata della sacrestia e si collegava con le sorelle di servizio in cucina. In una prima presentazione generale, il ritiro è stato eccezionale non solo per il tema, ma anche per il suo sviluppo avuto perché orientato con competenza e fede da parte del Sacerdote che ci ha accompagnate. Si iniziava con la preghiera allo Spirito Santo seguita da canti appropriati e accompagnata da strumenti musicali. Ci sono state nove conferenze e nella prima conferenza l'oratore ha fatto riferimento ai "ritiri" che Gesù ha fatto e proposto ai discepoli prima di ogni missione. Prima di iniziare la sua vita pubblica Gesù si abbandona a un ritiro di quaranta giorni nel deserto dove prega, digiuna ed è tentato da satana. In più occasioni Gesù si ritira e prega. L'evangelista Marco 6,30-32 parla della necessità di un ritiro prima di scegliere gli apostoli e Matteo riferisce che è dopo un ritiro che Gesù ha scelto gli apostoli, Luca (9: 1-10) parla anche della sosta dei Dodici e nel cap.10 racconta l’invio dei 72 discepoli. Nell'Antico Testamento: il riposo sabbatico è una norma data da Dio il quale nel settimo giorno della creazione si riposò, perciò il sabato è considerato un giorno santo di preghiera e di riposo nel Signore e per il Signore. Così Il diluvio è una pausa di purificazione. Mosè lasciando l'Egitto va nel deserto e lì riceve le tavole della Legge da Dio. Elia camminò 40 giorni e 40 notti per raggiungere il monte di Dio l’Oreb e lì il Signore si manifesta nella brezza leggera. Il silenzio è importante sia dentro che fuori. BEATO ANGELICO, Discorso della montagna, 1438-40 Seguire Cristo Ci siamo ritirati per incontrare Dio. Il deserto nel linguaggio biblico è fecondo e positivo perché è il luogo dell'incontro con Dio. Alla luce della fede abbiamo una vocazione e una missione e un fine da raggiungere: seguire Cristo che significa imitare Cristo. Cerchiamo di riascoltare la chiamata del Signore e di seguire la via delle beatitudini, che è la “Magna Carta”, la Legge fondamentale del cristianesimo. Le beatitudini le troviamo In Matteo e in Luca con differenze redazionali. Lucas menziona 4 beatitudini: povertà, fame, pianto, persecuzione. In Matteo ce ne sono otto comprese le 4 citate da Lucas. Matteo aggiunge: mitezza, misericordia, purezza e pace. Le beatitudini sono leggi e comportamenti obbligatori per chi vuole seguire Gesù: via, verità e vita. Le beatitudini sono tutte massime piene di saggezza umana e spirituale - purificano l'uomo e lo aiutano a vivere nella realtà presente. Beati i poveri (Lu 6.20); Mt aggiunge “in spirito” (Mt 5.3). È la prima beatitudine perché solo una dose di spirito di povertà ci fa sentire creature. La povertà è essenziale, la cosa reale è nello spirito. Gesù ha vissuto la vera povertà perché non aveva nemmeno una pietra su cui posare il capo (Mt 8,20). Nell'Antico Testamento si alzano le voci dei profeti: Isaia, Geremia, Michea e Amos contro le ingiustizie sociali. Nei Salmi 69,6; 26,1. 21 conta la fiducia nel Signore, immagine del Messia, come esseri del Signore fedeli al Signore. Gesù è la rivelazione incarnata apparso povero e identificato con i poveri. L'Anawim (il povero di Dio) mite e umile di cuore. La vita religiosa è stata una proposta per la povertà. La povertà libera dona pace e gioia. Felice era S. Francisco de Assisi, S.ta Teresa la grande cioè, Teresa D'Avila, San Giovanni della Croce, S. Pietro di Alcântara sono esempi di gioia perché libera da beni ingannatori che impediscono di volare. Beati i miti perché possederanno la terra (Mt 5,5). Se la povertà ha a che fare con le cose, la mitezza con le persone. Non c'è dubbio che i miti sereni, calmi, pazienti ci conquistano. È la beatitudine prediletta del Cuore di Gesù "Imparate da me che sono mite e umile di cuore" (Mt 11,29). La mitezza e l'umiltà sono la chiave per seguire Cristo. Il Salmo 36, dove Gesù proclamò questa beatitudine: "I mansueti possederanno la terra e godranno di grande pace”. L'Antico Testamento apprezzava la mitezza. Sofonia scrive: "Cercate il Signore, voi tutti i mansueti della terra ... Cercate giustizia e mansuetudine" (Sofonia 2,3). Isaia descrive il Messia come un uomo mansueto (42, 1-3). Zaccaria profetizza che il Messia verrà con mansuetudine. Isaia presenta il Messia come un uomo sofferente nei 4 canti del Servo sofferente. E la passione di Gesù fu una grande lezione di mansuetudine. La mitezza, oltre ad essere una virtù dei forti, è fonte di pace. Beati quelli che piangono. Piangono perché saranno consolati (Mt 5,4). Beati voi che ora piangete perché riderete (LC 6, 21,25). Piangere e soffrire è il nostro pane quotidiano. L'Antico Testamento legge la sofferenza (Adamo ed Eva). Il libro di Giobbe è una riflessione sulla sofferenza. In Isaia la sofferenza appare come mezzo di redenzione, mistero di salvezza. Gesù adempì la profezia di Isaia dando la chiave di lettura alla sofferenza che va considerata nel suo valore salvifico. Da qui la saggezza del segno della croce, simbolo distintivo dei cristiani. La sapienza della croce deve essere accolta come programma cristiano "chi vuole essere mio discepolo rinnega se stesso, prendi la sua croce e mi segua (Mt 16,24). Beati i puri di cuore perché vedranno Dio (Mt 5,8). Il premio per la beatitudine dei puri di cuore è la visione di Dio, cioè, per vedere Dio, bisogna avere un cuore puro e limpido. Oggi parlare di purezza è parlare di castità e ci fa pensare a S. Luigi Gonzaga, S. Maria Goretti, martire della purezza. Consacrandoci a Dio, facciamo il voto di castità. C'è purezza nel senso di limpidezza, trasparenza, integrità e verità. Nell'Antico Testamento, la purezza esteriore rituale, era molto importante, ma i profeti richiamavano alla purezza del cuore e condannavano il formalismo. Nostro Signore è severo contro la mancanza di autenticità, coerenza, limpidezza, per mostrare la facciata. Beati i puri di cuore, i chiari, trasparenti, veri e senza inganni. La purezza del cuore è l'effetto e il segno di una nuova creatura e assicura la visione di Dio. Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia (Mt 5,7). La misericordia è uno degli atteggiamenti di Dio che la Bibbia sottolinea maggiormente. L'Antico Testamento rivela un Dio misericordioso, anche quando punisce (Es. 34,6-7); (Ezechiele 33,11), (Neemia 9,17, 31) (Giona 4,2, Salmo 135). Il Nuovo Testamento parla del Verbo di Dio incarnato venuto tra noi per farsi solidale con noi diventando uno noi, eccetto il peccato (Ebrei 4,15). Gesù insiste sul perdono perché è misericordioso. Le parabole che l'evangelista Luca ricorda: la pecora smarrita, la dracma perduta, il figliol prodigo mostrano la misericordia del Signore. "Beati i pacifici perché saranno chiamati figli di Dio (Mt 5,9). Shalom - Pace - è un termine molto comune nella Bibbia. Beati i pacifici non i pacifisti. San Giovanni Paolo II ha detto "Sì, pacifico, no pacifista". Beati gli operatori di pace, i costruttori di pace, perché saranno chiamati "figli di Dio". Dio è pace, Gesù è pace, i figli di Dio sono operatori di pace. In concreto la prima pace che dobbiamo fare è con noi stessi con la nostra natura. Vivi in pace con la tua coscienza, in pace con Dio. Costruisci la pace intorno a noi, sii costruttori di pace. Fare la pace, perdonare è dei forti. È un impegno serio costruire la pace: pace con la natura, con la nostra coscienza, nelle nostre comunità, nei nostri ambienti. Beata Vergine Maria a) La Madonna è l'Immacolata Concezione b) È vergine e madre! c) Lei è la Madonna d) Lei è la Madonna Assunta. La Madonna è un modello perfetto di come vivere le beatitudini. 1. Era povera. 2. Era un modello di mitezza. 3.Beata perché ha saputo soffrire e Beati coloro che sanno soffrire. 4. La Madonna è benedetta perché è misericordiosa. 5. La Madonna è beata perché pura. 6. La Madonna è beata perché portatrice di pace. È la regina delle beatitudini: via della santità La parola "felice" o "beato" diventa sinonimo di "Santo" perché esprime che la persona fedele a Dio e che vive la sua parola fino al dono di sé, vera felicità. 1- “Felici sono i poveri in spirito perché di loro è il Regno dei Cieli”. Luca parla dell'essere poveri (Lc 6,20) invitandoci a una vita sobria ed essenziale. Essere poveri di cuore, questa è santità. 2- “Felici i miti perché possiedono la terra”. Gesù ha detto "Impara da me perché sono mite e umile di cuore e trovo riposo per il tuo spirito (Mt 11:29). S. Teresa di Lisieux ha detto che "la carità perfetta consiste nel sopportare le colpe degli altri, nel non scandalizzarsi dalle loro debolezze". Reagire con umile mitezza, questa è santità. 3- "Felici quelli che piangono perché saranno consolati”. La vita ha un significato nell'aiutare gli altri, nella loro angoscia, comprendere l'angoscia degli altri e alleviare gli altri. "Saper piangere con gli altri è santità". 4- "Felici coloro che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati". La giustizia nella vita di ogni persona è diventare giusti nelle proprie decisioni e poi manifestarsi nella ricerca della giustizia per i poveri e i vulnerabili. Cercare giustizia con fame e sete è santità. 5- "Felici sono i misericordiosi perché raggiungeranno misericordia". Dare e perdonare è cercare di riprodurre nella nostra vita un piccolo riflesso della perfezione di Dio. Guardare e agire con misericordia è santità. 6- "Felici i puri di cuore perché vedranno Dio". Quando il cuore ama Dio e il prossimo (Mt 22,36-40), può vedere Dio. Mantenere il cuore pulito da tutto ciò che macchia l'amore è santità. 7- "Felici sono gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio". I pacifici sono fonte di pace, costruiscono pace e amicizia sociale. Loro "saranno chiamati figli di Dio" (M 5,9). Seminare pace intorno a noi è santità. 8- "Felici coloro che subiscono persecuzioni per amore della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli". La croce, soprattutto le fatiche e le sofferenze che sopportiamo per vivere il comandamento dell'amore e la via della giustizia, è fonte di maturità e santificazione. Ci sono ideologie che paralizzano il cuore del Vangelo quando i cristiani separano le esigenze della loro relazione personale con il Salvatore. Santi come San Francesco d'Assisi, San Vincenzo de 'Paoli, Santa Teresa di Calcutta; né la preghiera, né l'amore per Dio, né la lettura del Vangelo, hanno diminuito in loro la passione e la dedizione agli altri perché questa ha in Dio il proprio fondamento. In relazione ai migranti, S. Benedetto ha detto ai confratelli di accoglierli "come Cristo". San Tommaso d'Aquino diceva che le opere di misericordia per gli altri sono il sacrificio che piace di più a Dio. S. Teresa di Calcutta dice anche che Dio si china e ci usa per essere il suo amore e compassione nel mondo. Il punto di forza della Testimonianza dei Santi è vivere le beatitudini e la regola di comportamento del giorno del giudizio.
sorgente che rinnova e rivitalizza
 
Gli Esercizi Spirituali dal 5 all'11 luglio, con le missionarie del Sacro Cuore di Gesù, al seminario “Bom Pastor”, a Ermesinde (Porto) mi ha portata a fare un viaggio nel mio mondo interiore, un'esperienza intima in cui “il cuore parla al cuore”, secondo John Newman. Tuttavia, riconosco che senza l'amicizia, la comunione fraterna e l'accompagnamento delle missionarie il mio cammino spirituale, o meglio, la mia relazione con Dio non sarebbe progredita con tale vitalità e non sarebbe stata liberante. Personalmente, raccolta a casa mia nel mio lavoro e ancora immersa nel dolore a causa della morte di mia madre, mi sono sentita fuori contatto con Dio e ho sentito la solitudine. Inoltre, la nostra società, chiamata di comunicazione, è rumorosa e solitaria, perché i dialoghi e le conversazioni sono più centrati sull'io che sulla “roccia dell'essere”. Secondo André Rochais, la “roccia dell'essere” è un luogo dove risiedono le realtà più profonde dell'essere umano. Mentre lavoravo attraverso le tecnologie di apprendimento a distanza, l'invito fatto dalle missionarie mi ha permesso di fare gli Esercizi Spirituali. Poco prima di essere invitata, ho trovato una Bibbia e credo non sia stato un caso, ma un segno della presenza dei passi di Dio nella mia vita. Così, quando ho letto il Salmo 62, commentato da sant'Agostino: "L'anima mia ha sete di Te, mio ​​Dio". Mi si è chiarito che la ricerca di Dio era essenziale per me, mi sono identificata con il salmista, perché mi sono sentita come terra arida, assetata, senz’acqua, priva di anima. Pertanto, in questo ritiro, migliorando la mia capacità di ascoltare la lettura orante della Sacra Scrittura, precisamente il libro dei salmi, meditando la Parola mi osservavo interiormente e mi immergevo più a fondo in me e, a poco a poco, si risvegliavano i valori umani e cristiani, e ricchezze interiori; cioè quello che sono. D. Manuel Pelino ha commentato ancora alcuni brani del Nuovo Testamento, che sono sempre fonte di verità, di bontà e giustizia e soprattutto d'amore. Ha anche narrato episodi della vita di alcuni santi e, riguardo a questi, Umberto Eco afferma che la forza di un'etica si giudica dal comportamento dei santi. In sintesi, ascoltare e meditare la parola di Dio è stata un'apertura alla mia trasformazione interiore, perché sono riuscita a rivedere la mia vita e, contemporaneamente, a trovare un modo per migliorarla nella ricerca della Verità, che è Amore, perché ci porta a credere, ad avere fede. Posso quindi dire che questo incontro spirituale, assieme alle missionarie del Sacro Cuore di Gesù, mi ha offerto ancora una volta un viaggio nei “prati verdi e sorgente di acque ristoratrici” della Parola di Dio, dove i miei passi sono stati guidati verso la via della riconciliazione con Dio, con me stessa, con gli altri e anche con il creato. Anche il parco del “Bom Pastor” dove abbiamo fatto gli Esercizi mi ha aiutata con la sua bellezza e con la sua varietà di alberi che io, concentrata e silenziosa, ho ammirato in momenti diversi e mi sono sentita chiamata a dare tempo per contemplare la natura con tutti i miei sensi come afferma José Tolentino. Egli dichiara che la mistica dell'istante non può che essere "una spiritualità che vede i sensi come la via che conduce e la porta che ci apre all'incontro con Dio". In conclusione, mi sono sentita rinnovata e rivitalizzata per continuare il mio viaggio con significato e fermezza.
mi prendo cura di mia mamma per amare, contemplare e donare!
 
Questa è la mia missione da alcuni anni ormai: prendermi cura di mia madre ogni giorno, insieme ai miei fratelli, che collaborano all’assistenza di nostra madre nelle notti e nei fine settimana. È una missione delicata, perché mia madre è paralizzata, costretta a letto e fragile. Si nutre attraverso un sondino nasogastrico, con pasti vari, preparati da me a casa. Usa l’ossigeno ventiquattro ore al giorno attraverso occhiali nasali. Tuttavia, nonostante le difficoltà, sto facendo del mio meglio, confidando sempre nel Signore della Vita, e che la sua volontà sia fatta ogni giorno! Quindi vivo il mio essere una missionaria consacrata, curando mia madre come se fosse Gesù Cristo nostro Salvatore. Cerco di vivere i momenti di preghiera come richiesto dal nostro Statuto e Regolamento di vita, recitando Lodi, Vespri e il Rosario. Però è anche un programma che non sempre riesco a corrispondervi, perché se mia madre ha bisogno, non esito a lasciare tutto e prendermi cura di lei.. Per partecipare all'Eucaristia, spesso devo accontentarmi della televisione. Mi sento molto serena e tranquilla, perché in questo momento sento che la missione che devo portare a termine è: prendermi cura con tanto amore di chi mi ha dato la vita, mi ha aiutato a crescere e mi ha insegnato ad amare Gesù! Contemplando e adorando Gesù in mia madre in cui Lui è presente e lei ha bisogno di essere amata e curata, con grande affetto e tenerezza, sento che sto anche con Gesù. Questa è la mia missione di badante: garantire che mia madre completi i giorni che il Signore Gesù le concederà!
vivere comunione e missione con cuore accogliente e misericordioso
 
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
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