Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 13 / 11 / 2018
    CONSIGLIO CENTRALE
    28 gennaio - 2 febbraio 2019, a Bologna... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSEJO CENTRAL
    28 de enero - 2 de febrero 2019, en Bolonia... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    CONSELHO CENTRAL
    28 de janeiro - 2 de fevereiro de 2019, em Bolonha... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La Presidente in Guinea Bissau
    Martina visiterà il gruppo della Guinea dal 6 dicembre 2018 al 9 gennaio 2019. La accompagniamo con... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    A Presidente em Guiné Bissau
    A Martina visitará o grupo da Guiné, de 6 de dezembro 2018 a 9 de janeiro 2019. Acompanhamo-la com... Continua
  • 13 / 11 / 2018
    La presidenta en Guinea Bissau
    Martina visitará el grupo de Guinea desde el 6 de diciembre 2018 al 9 de enero 2019. La acompañamo... Continua
dopo molto silenzio eccomi a voi !
 
Sono già passati più due anni dal mio rientro in Mozambico. E sono passati in fretta, ma vorrei comunicare un po’ il cammino che mi ha riportato in questa terra. Il vantaggio di questo nuovo cammino per me è stato il fatto di conoscere già la realtà, la lingua… Negli anni ‘90 ho vissuto quasi 10 anni in Mozambico. Poi c’è stato lo stacco di 12 ed eccomi di nuovo qui. Quando Martina e il Consiglio mi hanno fatto la proposta, ho accettato con disponibilità e gioia. Subito ho cercato di disporre il mio cuore a questo rientro che vivevo con una certa preoccupazione. Avevo timore di lasciarmi prendere da una nostalgia che non mi avrebbe aiutato. La nostalgia ti può giocare brutti scherzi e ti può rendere cieca, ti fa ricercare tutto quello che avevi lasciato e restare delusa se non lo incontri. Ho chiesto al Signore che mi aiutasse a tornare in Mozambico con occhi nuovi che non ricercassero luoghi “antichi” che portavano il mio marchio, ma occhi che sapessero vedere il bello che è nato senza di me. Devo ringraziare il Signore perché mi ha concesso questa grazia e il cuore l’ho sentito libero di iniziare un cammino veramente nuovo, con il mio bagaglio di esperienza e conoscenza. A questo proposito mi piace ricordare Isaia (43,19): “Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa”. Finalmente a Namarroi! Il nostro cammino “Ad gentes” è iniziato con l’arrivo delle prime missionarie a Milevane nel 1968 e l’anno successivo si è formato un’altro gruppo a Namarroi. Namarroi ha sempre suscitato in me una certa emozione per vari motivi: qui la CM ha lavorato con molta soddisfazione e nel campo dell’evangelizzazione e nel campo socio sanitario; ha sofferto con il popolo gli eventi della guerra civile; le stesse missionarie allontanate e messe in carcere con la proibizione di rientrare a Namarroi… Nella mia permanenza in Mozambico negli anni ‘90 varie volte avevo programmato di andare a Namarroi, ma di fatto, a causa di situazioni contingenti o della strada (mancavano ponti) o piogge torrenziali, non sono mai riuscita ad arrivarci. A poco meno di un mese dal mio rientro in Mozambico, ecco che mi ritrovo a guidare verso Namarroi. Un viaggio che faccio con Dalaina. Con lei dovevamo incontrate le famiglie delle ragazze che avrebbero iniziato a vivere con noi a Invinha. Dopo circa due ore di strada, eccoci a Namarroi, una piccola cittadina con una strada principale dove si affacciano uffici, negozietti, l’ospedale… Noi ci avviamo subito alla missione. Ed eccomi, con un carico notevole di emozione, nel grande cortile della missione di S. Tiago in Namarroi. Mi sono guardata intorno e mi è apparso un luogo conosciuto e riconosco alcuni scorci visti nelle innumerevoli foto che lungo gli anni ci sono giunte. Il mio sguardo è andato subito a quella che era stata la nostra abitazione. Conservata bene ed ora abitata dai Padri diocesani che portano avanti la parrocchia. Alle spalle della casa una bella collina verde ma che ha assunto, durante la guerra civile, un triste ricordo. Dall’alto venivano uccisi e gettati dall’altro lato della collina molti innocenti. Mi hanno detto che ora tutti gli anni si sale in preghiera per ricordare questi martiri. Nella missione ci siamo fermate poco, il tempo di salutare il parroco, le suore spagnole arrivate da alcuni mesi e, ripartite per il nostro itinerario, incontriamo alcune famiglie le cui figlie inizieranno il cammino con noi. Un dialogo semplice e facilitato con la traduzione in Lomwe di Dalaina. E poi verso casa. Dopo qualche giorno ci sono ritornata con Lisetta e ho chiesto di visitare dove avevano abitato le missionarie, dopo che erano uscite dalla missione. Delle casette di allora, ci sono solo alcuni pezzi di muro, ma io ho avvertito ancora una carica di presenza nostra. Lì la CM ha fatto la scelta di vicinanza alla gente, ha vissuto la sua incarnazione accanto al popolo con momenti di gioia ma anche condividendo sofferenze e precarietà. Rientrando da questo secondo viaggio, molti pensieri mi hanno riempito la mente, mi ha invaso un senso profondo di gratitudine ed anche una reale consapevolezza che lì si sono messe le radici di quello che oggi siamo in Mozambico. Ora io mi ritrovo a cogliere i frutti che non ho seminato… ma è vero che: “chi semina e chi raccoglie, gioiranno insieme” (Gv 4). Ho pregato per tutte le missionarie che sono passate da Milevane e Namarroi, dove hanno lavorato gioito e sofferto. Ora, dopo molti anni, alcune giovani di Namarroi stanno facendo il cammino con noi. Tutto questo lo sento come una continuità e un frutto che sta maturando ma che ha radici profonde e solide. A Nampula In questi due anni ho vissuto a Nampula, in questa realtà CM in formazione. Le ragazze in cammino erano 9 (1 nel Biennio 2 nell’Orientamento e 6 in discernimento) Altre in discernimento sono ad Invinha – Gurué. Quest’anno il cammino sarà diverso, arricchito da 7 giovani che sono entrate nel periodo di Orientamento al termine degli esercizi spirituali. Gli esercizi sono stati un momento molto forte: eravamo in 20 e li abbiamo fatti a Milevane, proprio dove le prime missionarie hanno iniziato la presenza in Mozambico (Lisetta, Teresa Castro e Ilda Candelaria) . L’ho visto come un segno: dove tutto ha avuto inizio, ora si riparte con una realtà nuova e la presenza di Lisetta è stata un segno di unità e continuità. La celebrazione è stata molto semplice, ma sentita e partecipata e la gioia, espressa con canti e danze, ha arricchito e fatto sentire profondamente la nostra la liturgia. Sono ragazze giovani (dai 18 ai 23 anni) che hanno completato la 12a classe (tranne una) e quest’anno tutte faranno un anno di servizio nella biblioteca, in parrocchia e in altri settori. Preghiera e vita insieme ci aiuteranno a camminare in questa sfida formativa che ritengo una grazia, ma anche una grande responsabilità da parte di tutta la CM. E’ necessaria molta preghiera perché il Cuore di Cristo ci indichi il cammino. In questo anno della Misericordia è provvidenziale per tutte noi, nell’ottica dell’amore e della comunione, riscoprire la ricchezza della nostra spiritualità e mi piace ricordare le tre parole che Papa Francesco ha lasciato ai consacrati riuniti a Roma per il Giubileo: PROFEZIA, PROSSIMITA’, SPERANZA. “… Profezia. E’ il vostro specifico. Ma quale profezia attendono da voi la Chiesa e il mondo? Siete anzitutto chiamati a proclamare, con la vostra vita prima ancora che con le parole, la realtà di Dio: dire Dio… . Prossimità. Dio, in Gesù, si è fatto vicino ad ogni uomo e ogni donna Essere, come Gesù, vicini alla gente; condividere le loro gioie e i loro dolori; mostrare, con il nostro amore, il volto paterno di Dio e la carezza materna della Chiesa... Speranza. Testimoniando Dio e il suo amore misericordioso, con la grazia di Cristo potete infondere speranza in questa nostra umanità segnata da diversi motivi di ansia e di timore e tentata a volte di scoraggiamento...E potete alimentare la speranza anche nella Chiesa. La testimonianza carismatica e profetica della vita dei consacrati, nella varietà delle sue forme, può aiutare a riconoscerci tutti più uniti e favorire la piena comunione”. Papa Francesco (Roma 1 febbraio 2016) Concludendo, ripeto una frase che non ricordo dove l’ho letta ma la sento molto significativa: “Il consacrato/a è colui/colei che sa vedere quello che altri non sanno vedere”. Volgendo il nostro sguardo a Colui che hanno trafitto, chiediamo la grazia di vedere là dove il mondo è cieco. Sempre in comunione e conto sulla vostra preghiera. Annamaria Berta 
la gioia di un cammino
 
Mi sembrava di vivere un sogno quando ho avuto la grande sorpresa che eravamo ammesse  al periodo di Orientamento e che avremmo partecipato insieme alle altre missionarie agli esercizi spirituali. E’ la prima volta che faccio questa esperienza nella Compagnia Missionaria. Il 17 gennaio 2016 siamo andate a Milevane ed è stato molto bello ritrovarci insieme con tutte le missionarie: contemplare la natura, vivere insieme i momenti di preghiera…Tutto è stato molto importante per me. Il ritiro è cominciato il 9 gennaio nel primo pomeriggio ed è terminato il 14 nel pomeriggio. E’ stato importante arrivare qui il 7 gennaio dopo un lungo discernimento. Ero desiderosa di entrare nell’Orientamento. Il giorno 15 gennaio c’è stata una bella celebrazione vissuta nella semplicità e nella familiarità. Anzitutto voglio ringraziare Dio per il dono della vita che mi concede ogni giorno. Grazie anche a p. Marcello Matté, dehoniano, che ha animato questi esercizi spirituali. E’ stato molto simpatico e mi è piaciuto molto il tema che ha trattato: “Beati voi…”. Voglio ringraziare la Presidente della CM, Martina che ci ha aiutato molto con la sua preghiera e chiedo che continui a pregare per noi. Un grazie a Serafina. Mi ricordo sempre di lei quando parlo delle “Beatitudini”. Un grazie particolare a Mariolina che ci ha accompagnate fin dal gennaio 2013, quando accettò la nostra richiesta di iniziare un cammino nella CM, ad Anna Maria, che sempre ci ha aiutato nella formazione e a cui riconosco buone qualità come formatrice. Le missionarie Helena e Gabriela che ci hanno sempre accompagnato giorno per giorno e chiedo loro di pregare per me. Sappiamo che il periodo formativo richiede grande impegno e per questo chiedo a tutta la CM, missionarie, familiares e amici che preghino per noi. Sono certa che anche p. Albino ci sta accompagnando in questo cammino. Natália Baptista Joaquim Carissime missionarie, vi saluto con grande gioia. Ringrazio tutte coloro che hanno partecipato agli esercizi spirituali a Milevane. Io sono arrivata lì il 7 gennaio per partecipare a questo evento. Sono rimasta molto contenta per questa esperienza e ho imparato molte cose. In questi giorni ho capito ancora meglio che siamo chiamate da Dio per testimoniare Gesù che è morto e risorto per noi. Ho compreso di più l’importanza della preghiera che deve far parte della nostra vita per alimentare la nostra vocazione. Ho vissuto con gioia, ogni giorno, la preghiera personale, il silenzio, la meditazione…cercavo di incontrare Gesù. Questi momenti di preghiera silenziosa sono stati per me una scoperta gioiosa e mi sono resa conto che non può mai mancare nella mia vita questo contatto con Dio, a partire dal cuore. Anche i momenti vissuti insieme con tutto il gruppo mi hanno aiutato a prepararmi bene all’entrata nel periodo di Orientamento. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato ad arrivare fino qui e anche p. Marcello che, dall’Italia, è venuto da noi per animare i nostri esercizi spirituali. Sono contenta del passo che ho fatto nel mio cammino di consegna a Dio nella CM. Angelina Alberto Mutipo
incontro internazionale della vita consacrata
 
L’incontro svolto a Roma, dal 28 gennaio al 2 febbraio 2016, in occasione della chiusura dell’Anno della Vita Consacrata è stato un’esperienza molto intensa di fraternità e di riflessione sul nostro Essere consacrati nell’oggi della storia. Ho partecipato insieme a Luisa e Lucia Maistro; eravamo circa 5.000 consacrati venuti da tutte le parti del mondo, rappresentanti di tutte le espressioni diverse della vita consacrata. La Congregazione della Vita Consacrata pubblicherà le relazioni presentate al Convegno come i vari interventi di Papa Francesco. Voglio qui condividere alcune idee forza che mi hanno particolarmente colpita. Tre parole che hanno segnato i principali interventi: Conoscere – Abitare – Contemplare. Tre parole che interagiscono tra loro. Non si può vivere l’una senza che ci sia anche l’altra. Le tre parole si devono vivere nella vita quotidiana contemporaneamente. Conoscere: imparare, incarnare il proprio carisma e conoscere il mondo di oggi, la realtà del nostro tempo, la nostra storia, l’uomo e la donna, con le loro ferite, gioie e sogni. Dice Papa Francesco: ”Conoscere e abbracciare il mondo per abitarlo fraternalmente”. Abitare: essere protagonisti della storia manifestando con la vita la nostra sequela a Cristo. Abitare la casa comune, dice il Papa, stare veramente presente ( con tutto il nostro essere ), senza fuggire, nè essere attaccati al passato o ansiosi per il futuro. Abitare in salita, cercando l’altro,“per proteggere i più deboli della terra”EG 209 – 210. Gurdare i volti dei nostri fratelli, i loro occhi, i loro gesti particolari, che ci parlano e molto. Rompere con l’individualismo che possiamo assorbire attraverso la cultura che ci circonda e in cui viviamo. Contemplare: ascolto attento della volontà di Dio, lasciandoci guardare da Lui e imparare a guardare come Lui, incontrandolo ogni giorno nella sua Parola, per farci a nostra volta Parola di Dio, nel quotidiano di ogni giorno. Questo richiede molta umiltà. Contemplare significa imparare ad Amare. Questo ci aiuta a discernere con l’aiuto di Dio e insieme agli altri il cammino da seguire. E’ stato molto bello e importante ricevere il mandato di esperti in Comunione e in Umanità, essenziali per essere donne consacrate. I nostri gruppi devono far vedere la testimonianza di una comunità umana in comunione di amore, solamente così si farà missionaria. In particolare, Papa Francesco nell’udienza del 1 febbraio ci ha esortato a sradicare la critica dai nostri gruppi o comunità; secondo Lui questi sono atti terroristici, bombe che distruggono. Ha insistito molto nel dirci di cercare invece cammini di dialogo e di perdono. Ci ha chiesto poi di diventare profeti ( insieme e essere persone di speranza. ( Sicuramente queste parole si possono incontrare nel sito web del Vaticano ). Quest’anno della Misericordia è un’invito a lasciarci trasformare dall’Amore misericordioso del Padre per dare una testiminianza missionaria di donne di comunione, donne allegre, donne materne, sorelle e amiche, capaci di riscoprire nelle altre missionarie e persone che ci circondono, la bellezza di Dio. Che Maria nostra Madre, donna dell’Eccomi ci guidi e ci sostenga.
susi in italia e in portogallo
 
Mi chiamo: Agustina Dwi Susanti, (però mi chiamano Susi) sono indonesiana e abito a Bandung una città a circa due ore di macchina da Jakarta ( isola di Giava, centro Indonesia). Il mio lavoro è quello di insegnante di matematica nelle scuole medie; oltre che insegnante, sono anche studente di informatica e sto scrivendo e preparando la tesi. Vivo con mia madre, e ho due fratelli e una sorella,che sono sposati. La mia parocchia si chiama Santa Melania; è una piccola parocchia con tanta gente, di classe media. La distanza tra la casa e la chiesa è circa di quattro chilometri. Io collaboro nella commissione vocazionale sia nella preghiera che insieme al parroco per questa parte vocazionale. Aiuto anche a preparare il nostro bollettino parrocchiale. Accompagno anche le comunità di base. Nel 2003, quando ero insegnante nella scuola media Santo Xavier a Palembang ho conosciuto la Compagnia Missionaria tramite i Padri dehoniani. Ho cominciato a partecipare agli incontri che la Compagnia Missionaria programmava…fino ad oggi.. Adesso la CM in Indonesia è composta da cinque membri, Mudji abita a Jakarta, Lucy, Ludo e Antonia abitano a Palembang. Da Palembang a Jakarta ci vuole circa un’ ora di aereo.. Mudji, Ludo e Antonia sono insegnanti, e Lucy lavora nella parte amministrativa della scuola Santo Xavier. Io e Mudji ( che abitiamo nella stessa isola e siamo abbastanza vicine) ogni mese ci ritroviamo per il ritiro insieme, e le altre si incontrano a Palembang. Ci incontriamo tutte insieme ogni anno per gli esercizi spirituali o il corso di formazione. In questo incontro facciamo anche la nostra programmazione annuale.. Spesso seguiamo le attività dei Padri Dehoniani ( feste comuni o collaborazione nell’animazione…) La Responsabile del nostro gruppo in Indonesia e' Ludovika. La prima volta che ho sentito parlare della CM dai padri dehoniani, c’era Francesca, veniva in Indonesia e ci accompagnava per farci conoscere la spiritualità della CM. Poi Francesca è morta e adesso prega dal cielo. Il Consiglio Centrale ha mandato poi Santina per accompagnarci nella formazione, con incontri, ritiri, esercizi, materiale formativo. Nei ritiri mensili siamo quasi sempre accompagnati da un padre dehoniano o diocesano o da sole o quando viene Anna Maria Berta…. Mi dimenticavo: nel luglio scorso ho fatto la mia quarta rinnovazione dei voti. Ora sono in Italia, ho chiesto il permesso all’università e alla scuola dove lavoro e naturalmente anche l'autorizzazione del Centro Compagnia Missionaria per venire a imparare la lingua italiana e conoscere la vita della Compagnia Missionaria da vicino. Rimarrò in Italia per dieci mesi, sono venuta nel mese di luglio e ritornerò in Indonesia in maggio. Il 4 Dicembre 2015 sono andata a Monguelfo con Elvira missionaria portoghese. Qui ho conosciuto altre missionarie Fiora e Marta , e Gianna la nostra amica cuoca. Mi sono fermata un mese, poi sono arrivate anche Cecilia, Paola, e Orielda .E’ stato bello lavorare tutte insieme e aiutare il lavoro a Monguelfo! Qui ho incontrato e conosciuto anche tanti ospiti, alcuni venivano dal Giappone, Cina, Russia… Ho imparato molto in questo servizio, sia per la cultura, la preghiera e la collaborazione tra noi. Una notte (proprio a mezzanotte) ha cominciato a nevicare… Era la prima volta che vedevo la neve, mi sentivo emozionata e felice. Allora ho chiesto ad Elvira di uscire in cortile con me, per toccare la neve da vicino, ma la temperatura era troppo fredda, così mi sono accontentata di guardare dalla finestra. Però al mattino presto sono corsa fuori per toccare con le mie mani la neve!!! Che spettacolo!!! Ho fatto delle foto e le ho inviate alla mia mamma e mi ha risposto anche lei entusiasta perché le sembravano spettacoli da fiaba. Questo è quello che ho sperimentato nel vedere la neve per la prima volta. Sono rientrata a Bologna il 7 gennaio con Paola, in macchina così ho potuto ancora guardare il paesaggio italiano, le montagne, le pinete, i laghi…tutto molto bello e interessante... Adesso mi è stato proposto un viaggio in Portogallo con Santina: è stata una enorme sorpresa. Quando ho comunicato a Ludovica di questo viaggio, lei mi ha risposto: "Susi, sei molto fortunata per avere questa possibilità di conoscere anche le sorelle portoghesi…saluta tutte…poi ci racconterai quando tornerai in Indonesia! E’ vero quando tornerò in Indonesia sarà mia gioia trasmettere tutto quanto sto sperimentando con questa esperienza. Per me questa è una visita che mi incoraggia molto nel mio cammino e nel cammino della CM indonesiana. Mi sorprende questo spazio della mia vita, lo considero un intervento di Dio che sempre mi accompagna e accompagnerà anche questa visita in Portogallo. Quando ho ricevuto la notizia che  finalmente sarei andata a visitare il Portogallo o meglio a conoscere le sorelle portoghesi con Santina ,ho provato una sensazione di gioia profonda. Conoscere di persona le missionarie CM diventava per me come un sogno, perché di loro avevo sentito solo parlare, ma mai le avevo incontrate ! Ho comunicato subito la notizia e chiesto il sostegno della preghiera alla mia famiglia e parenti in Indonesia, alle missionarie di laggiù, a tutti gli amici. Mi hanno risposto che anche loro erano molto contenti e che ero proprio fortunata di poter fare questa esperienza. Mi sono quindi preparata con gioia e con la preghiera. Finalmente il 30 gennaio è arrivato il giorno della partenza. Nella cappella di via Guidotti ci siamo affidate alla Madonna e con Paola ci siamo avviate all’aeroporto di Bologna.. Dopo un volo tranquillo arriviamo a Lisbona dove troviamo ad aspettarci Teresa Gonçalves che ci accoglie con tanto affetto e un caloroso benvenute. Nel pomeriggio riusciamo ad andare a messa in parrocchia così possiamo conoscere altre gente. La domenica partecipiamo all’Eucaristia celebrata nella cappella situata vicino alla nostra casa. Le persone presenti ci salutano calorosamente e il sacerdote che presiede l’Eucaristia, con semplicità ci presenta all’assemblea. Al termine della messa ho accompagnato Teresa a portare la comunione agli anziani della casa di riposo. Nel pomeriggio dello stesso giorno ci siamo incontrate con il piccolo gruppo di Familiares di Lisbona: Ermelinda, M. Otilia e Maria do Carmo. Insieme abbiamo pregato e fatto conoscenza mentre ci godevano una buona tazza di tè e di biscotti. Il giorno dopo con Teresa siamo andate in pellegrinaggio a Fatima. Quando siamo arrivate ​​mi ha stupito la semplicità del posto. Per noi, cattolici in Indonesia, la devozione alla Madonna di Fatima è molto conosciuta. Mia mamma fin da quando era piccola, aveva sentito parlare della Madonna di Fatima. A Fatima abbiamo partecipato alla Messa nella Cappella delle Apparizioni. Però non abbiamo potuto entrare nella basilica perché il Santuario era chiuso a causa di alcuni lavori di restauro, l’avrebbero riaperto solamente il giorno dopo. Ci tenevo a pregare sulla tomba dei tre pastorelli, ma con questo contrattempo non ci è rimasto altro che scattare qualche foto sul piazzale grande, visitare la chiesa nuova e i d’intorni….Che peccato! Il giorno dopo mentre Santina preparava il pranzo io e Teresa siamo andate a visitare la città di Lisbona; mi è piaciuta molto è proprio una bella città. Ho visto anche la tomba di Vasco da Gama, un marinaio che si è avventurato fino in Indonesia, intorno al 15° secolo. Il mercoledì in pullman abbiamo continuato il viaggio per Porto. Qui ci aspettava Teresa Castro. Ancora una volta ho sentito tutto il calore fraterno dell’accoglienza festosa e allegra di questa sorella, atteggiamenti che si sono ripetuti quando siamo arrivare alla casa della Compagnia Missionaria di via Miguel Bombarda. L’abbraccio caloroso di Lùcia e Laura mi hanno fatto sentire subito come a casa mia. A Porto l’aria era più fredda che a Lisbona, ma l'atmosfera intima e fraterna mi hanno riscaldato per tutto il tempo che sono rimasta là, non solo il cuore, ma anche tutta la mia persona. Dopo esserci salutate Lùcia ci ha fatto visitare la casa ed io mi guardavo attorno e mi chiedevo se tutto era reale, perchè mi sembrava un sogno aver potuto arrivare fino in Portogallo e conoscere da vicino la realtà CM. Con Lùcia e Laura ho potuto poi visitare in seguito la città di Porto. Mi sono meravigliata dei tanti turisti che incontravamo per la strada, ma ho anche capito il motivo, perché anche la città di Porto è veramente meravigliosa. Sabato la nostra casa si è riempita perché hanno cominciato ad arrivare tutte le sorelle per il Corso di Formazione. Ho conosciuto Lidia, Amelia, Conceiçao, Gloria, Justina, Margarida, Rosita; veramente un bel gruppo, che sa comunicare una bella testimonianza di comunione. Sento che ho molto da imparare, anche per quanto riguarda la cultura portoghese. Tutto è molto diverso dall’ Indonesia… L’ ascolto reciproco… l’ osservazione, la comunicazione, l’entusiasmo, mi sono di aiuto per conoscere questa realtà e tutto diventa facile anche se parliamo lingue diverse. Anche la cucina è molto buona e diversa dalla nostra indonesiana…mi dimenticavo c’era anche Juan Carlos familiaris di Madeira!! che ha aiutato a rendere più allegra e calda l’atmosfera della casa CM. Un giorno abbiamo avuto anche l'opportunità di pranzare con il vescovo emerito João Miranda (molto amico della CM) con un menù tipico portoghese (pesce bacalhao), il cibo era veramente delizioso. Questo giorno mi sono divertita perché ho aiutato la signora Gloria ( un’amica che ci ha aiutato in quei giorni a preparare da mangiare ) e così ho imparato a fare un tipico piatto portoghese . Una sera, dopo cena, ci siamo trovate tutte insieme per parlare e far conoscere la CM di Indonesia. Aiutata da Santina, mi sono presentata e ho proiettato un piccolo power point su l nostro gruppo indonesiano e sulla realtà del nostro paese. Un piccolo panorama che avevo preparato prima di partire da Bologna. Il soggiorno a Porto è terminato presto e siamo ripartite, ancora in pullman, per Lisbona con Teresa Conçalves . Dato che avevamo ancora qualche giorno a disposizione, io e Teresa siamo ritornate a Fatima. Ho sentito il desiderio di ritornare ancora per avere finalmente la possibilità di vedere la tomba di Lùcia, Giacinta e Francesco. Così è stato. Dopo aver partecipato alla messa siamo andate in pellegrinaggio a visitare la casa dove sono nati e vissuti i pastorelli. Un grazie di cuore a Santina per questa grande possibilità che mi ha dato. Ho sentito veramente la bontà e la grazia di Dio su di me. La visita in Portogallo si è conclusa il giorno 13 febbraio. Teresa Gonçalves ci ha accompagnato all’aeroporto di Lisbona con destino Bologna. GRAZIE per tutto l’affetto e il calore ricevuto, grazie per l’accoglienza festosa, grazie a tutte le sorelle…porterò in Indonesia il vostro esempio e il vostro ricordo. Spero che qualcuna di voi venga presto a visitare anche noi…la CM dell’Indonesia vi aspetta.
sono venuto perché abbiano la vita
 
Oggi desidero condividere con voi la bella esperienza che ho vissuto il 15 gennaio 2016 con un gruppo di adolescenti a Sobrosa – Paredes. Le catechiste – Carolina, Fernanda e Eugenia – mi avevano invitato per trattare il tema: “Vita data, donata”. Sono rimasta contenta, quasi al termine dell’anno per la Vita Consacrata, pieno di benedizioni del Signore, di avere l’opportunità di testimoniare che “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù e che “Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia” (EV n.1). Ho parlato loro della linfa che ci anima e che sgorga dall’abbondanza dell’amore di Dio, della testimonianza di papa Francesco, della confluenza di tante grazie ricevute: Sinodo dei Vescovi, apertura della Porta Santa – Giubileo della Misericordia e della Settimana di studi sulla Vita consacrata sul tema: “Misericordia e Vita Consacrata”, a Fatima in questo mese di febbraio. Davvero la Chiesa non si stanca di offrirci i mezzi per accogliere l’abbondanza della vita che Gesù ci offre: “Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza (Gv 10,10). E’ stata davvero un’esperienza meravigliosa il poter condividere con questi adolescenti la mia gioia di essere donna consacrata che vive il quotidiano dentro le situazioni del mondo. Mi hanno rivolto molte domande e si sono presi l’impegno di aiutarsi tra loro e aiutare anche le famiglie a crescere a immagine di Gesù. Ho assicurato la mia preghiera per tutte le catechiste, gli adolescenti e le loro famiglie. Un abbraccio a tutte le missionarie, familiares e amici, con molto affetto
incontro con il nuovo governo generale dehoniano
 
Dal giugno scorso, i Sacerdoti del Sacro Cuore hanno un nuovo Governo: il superiore generale p. Heinrich Wilmer, tedesco; i consiglieri: P. Leopold Mfouakouet camerunense, P. Artur Sanecki polacco, P. Paulus Sugino indonesiano, P. Carlos Enrique Caamaño Martín venezuelano, P. Stephen Huffstetter statunitense. Poco dopo la sua elezione, il padre generale era andato a conoscere la nostra presidente e il gruppo di Bologna. Era il suo primo incontro con la Compagnia Missionaria. Da allora era sorto per lui e il suo consiglio e per il nostro consiglio il desiderio di incontrarci, anche perché, del nuovo consiglio generale, sono il p. Sugino conosce la Compagnia Missionaria. E così, il 10 dicembre scorso, memoria della Beata Vergine di Loreto, Martina Orielda e io siamo state ricevute, a Roma, dal consiglio generale dehoniano al completo. Purtroppo il nostro consiglio era ridotto: evidentemente non poteva essere presente Graciela e Serafina era in Guinea Bissau. Avremmo desiderato anche la presenza di Dolores come responsabile dei familiares, ma non è stato possibile. Martina ha subito notato come sembrasse provvidenziale incontrarci in questo giorno, dal momento che p. Dehon considera il Santuario di Loreto come il luogo sacro dove ha avuto l’ispirazione di fondare la congregazione: il luogo dell’ECCE VENIO e dell’ECCE ANCILLA. Abbiamo vissuto una forte esperienza di comunione: un incontro tra fratelli e sorelle. Un’accoglienza affettuosa e familiare condita da un pizzico di curiosità reciproca e insaporita da te e biscotti. La curiosità da parte nostra era nei confronti delle persone, per noi quasi totalmente nuove. Per la prima volta nel consiglio generale non c’è nessun italiano. L’economo generale, invece è il nostro amico p. Luca Zottoli. Da parte loro, la curiosità era anche nei confronti della Compagnia Missionaria. Fungeva però da segretario dell’incontro un altro amico: p. Rinaldo Paganelli. Ci siamo presentati, uno ad uno e poi abbiamo presentato la Compagnia Missionaria: abbiamo parlato di p. Albino e della fondazione dell’Istituto, dell’identità e dello stile di istituto secolare, del nostro modo di vivere la missione nei suoi vari aspetti, delle diverse realtà geografiche in cui siamo presenti, della nostra partecipazione alla Famiglia Dehoniana, della collaborazione, da sempre, con i padri dehoniani, della formazione spirituale, umana, teologica. Ci ha colpito molto l’interesse mostrato da tutti questi fratelli alla storia e alla fisionomia della Compagnia Missionaria, espresso nelle tante domande che ci hanno rivolto. Abbiamo visto il desiderio di conoscere la nostra realtà, di comprenderla, per cercare insieme, sempre di più, le vie della comunione, della collaborazione, nel rispetto e nell’accoglienza reciproca. Siamo due realtà diverse e da sempre autonome: un istituto religioso maschile e clericale, un istituto secolare femminile che comprende anche un ramo di membri non consacrati e anche sposati. Ciò che ci ha da sempre fatti sentire vicini, fratelli e sorelle, che ci ha portati a collaborare in tante forme di missione e di formazione, che ci ha fatti sentire “famiglia” prima ancora che nascesse la Famiglia Dehoniana, è la comune radice che riconosciamo nella spiritualità del Sacro Cuore nella forma che abbiamo ereditato da P. Leon Dehon. Il provvidenziale anello di congiunzione tra la Compagnia Missionaria e p. Dehon e la sua Congregazione, è stato p. Elegante. Con gratitudine lo abbiamo ricordato in questo incontro con i suoi confratelli che non hanno avuto il dono di conoscerlo personalmente, ma che di lui naturalmente avevano sentito parlare. Rispondendo a una domanda del padre generale sul tipo di rapporto che caratterizza la relazione tra i due istituti, Martina ha ricordato come p. Elegante, fin dall’inizio, abbia cercato e alimentato una relazione di amicizia fraterna, di comunione spirituale, di sostegno formativo teologico, di collaborazione missionaria, ma sempre in una chiara, serena e reciproca autonomia. In questo percorso guidato dalla luce del Concilio, profetico a livello ecclesiale e incarnato nel cammino di riconoscimento del genio femminile nella società, è stata una pietra miliare la scelta, certamente sofferta, ma di alto profilo spirituale e umano, fatta da p. Elegante, insieme alle missionarie, nel 1979, di uscire dal Consiglio Centrale della Compagnia Missionaria perché questa procedesse in modo “adulto e responsabile”. E lui ha continuato ad accompagnarci nella dimensione della spiritualitá con il suo carisma di padre che ama, che condivide, che ascolta e dialoga, ma che riconosce e stima la responsabilità delle/i figlie/i. “Quale aspetto del carisma e della spiritualità di P. Dehon sentite più vostro?” è stata la domanda del padre generale. Abbiamo ricordato quel particolare modo di vivere la spiritualità del Sacro Cuore che è la disposizione espressa nell’ECCE VENIO di Cristo e nell’ECCE ANCILLA di Maria, che p. Dehon, come ricorda anche il nostro Statuto, indica come fondamento della nostra vocazione e delle nostre promesse. E abbiamo parlato della FESTA DELL’ECCOMI che ormai si è diffusa e sta diventando tradizione nei vari gruppi CM, per celebrare la solennità dell’Annunciazione, in giorni vicini al 25 marzo. Questa iniziativa ha piacevolmente sorpreso il consiglio generale. L’incontro si è concluso con il pranzo, condiviso con la numerosa comunità del collegio internazionale. Siamo grate al Signore per la gioia e l’esperienza di fraternità vissuta con questi fratelli. Ci siamo lasciati con l’impegno di incontrarci ancora, nella speranza che possano esserci anche le altre consigliere e magari il consiglio dei familiares. Incontrarsi per ascoltarsi, conoscersi sempre di più, cercare insieme il modo di approfondire la stima reciproca e la collaborazione al servizio della Chiesa e del Regno di Dio è ciò che ci sta a cuore ed è l’augurio che ci siamo rivolti. Lucia Capriotti
1 . 2 . 3 . 4 . 5 . 6 . 7 . 8 . 9 . 10 . 11 . 12 . 13 . 14 . 15 . 16 . 17 . 18 . 19 . 20 . 21 . 22 . 23 . 24 . 25 . 26 . 27 . 28 . 29 . 30 . 31 . 32 . 33 . 34 . 35 . 36 . 37 . 38 . 39 . 40 . 41 . 42 . 43 . 44 . 45 . 46 . 47 . 48 . 49 . 50 . 51 . 52 . 53 . 54 . 55 . 56 . 57 . 58 . 59 . 60 . 61
Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

Follow us on Facebook