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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
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Ascolto Comunicazione Comunione
Posted by Lisetta Licheri
Cari amici, voglio comunicare un po’ con voi. Consideriamo la comunicazione un valore importante e ci aiuta a crescere nella comunione, facilmente però ci lasciamo prendere da mille cose, relegandola così all’ultimo posto.
Lo statuto della Compagnia Missionaria al n. 6 dice così: “Siamo chiamate a vivere la vita di amore fino a farci comunione con Dio e con i fratelli, secondo il modello che Cristo ci ha lasciato…”.
Al mio arrivo qui a Maputo mi ero ripromessa di osservare con occhi attenti e di comunicare periodicamente invece è già passato più di un anno senza che lo abbia fatto, ho osservato, ma non ho comunicato. Ora che mi sono decisa a farlo non so da dove incominciare.

Piccole cose
Le giornate sono fatte di tante piccole cose che mi sembra non abbiano interesse per essere raccontate. Sì, sono tante e piccole che se ci sono non te ne accorgi, e se non ci sono se ne sente la mancanza. La nostra vita è fatta di esse. Le grandi capitano raramente, forse mai. Cerco allora di coglierle come piccole perle perché diano colore e valore alla mia vita e a quella di chi mi sta accanto.
Al mio arrivo non mi sono inserita in alcun ambito professionale, ho voluto alleggerire un po’ le missionarie già presenti qui che erano sovraccariche di lavoro e così mi sono resa disponibile per la casa e per l’accoglienza. L’accoglienza è un valore importante nella cultura africana. Collaboro nel Progetto Armadinho, nelle adozioni a distanza. Il lavoro non è stato facile per difficoltà tecniche: infatti i primi due computer, messi a mia disposizione, sono giá a riposo ed il quarto, che doveva essere il definitivo, ho dovuto mandarlo in Italia perché non ha mai lavorato bene ed era ancora in garanzia e cosí si fa un periodo di vacanze in Italia. Infine ci sono anche gli occhi che non fanno giudizio e mi condizionano; vorrei essere efficiente, ma devo cercare l’equilibrio tra il desiderio e la realtà. Guardando alla vita di Gesù e di Maria a Nazareth, la vedo fatta da piccole cose; Gesù durante trent' anni e Maria per tutta la vita, mostrandoci che tutti i servizi sono importanti.


Ho un piccolo impegno in parrochia: faccio parte della commissione per l`autonomia della comunità Cristiana “Dizimo”. Ogni cristiano o ogni famiglia si compromette a versare mensilmente una parte dei proventi, dando alla comunità la possibilità di far fronte alle spese legate al culto, alle necessità dei poveri ed a quelle della missione. È un’iniziativa interessante e le persone stanno rispondendo bene.

Dopo aver ascoltato e osservato per più di un anno, devo dire che l`ascolto e l`osservazione delle persone e del territorio non devono finire mai: primo non conosceremo mai abbastanza la realtà dell’altro, secondo perché non finirà mai la necessità dell’altro di essere ascoltato e accolto, e terzo perché finirebbe il nostro interesse ed il nostro amore per loro.

Non sono mancati alcuni momenti di festa. Ho conosciuto tre giovani mozambicane che stavano facendo un cammino di formazione nella Compagnia Missionaria. Due di loro hanno pronunciato i primi voti a gennaio ed una terza lo farà tra non molto. Oggi, in Mozambico la CM è costituita da cinque missionarie italiane e da cinque mozambicane. Tra non molto queste ultime saranno in maggioranza. Ho conosciuto la sede del gruppo di Nampula ed il Centro Culturale Napipine. Altro momento forte è stata la partecipazione alla Consacrazione Episcopale di don Elio Greselin. Don Elio è italiano e missionario dehoniano. Lo incontrai al mio arrivo in Mozambico nel lontano 1968. Ho fatto anche un giro veloce in Zambésia dove ho vissuto ventiquattro anni. È stato un viaggio lungo e faticoso, perché l’ho fatto con i mezzi pubblici che non sono molto comodi. Questi sono sempre stipati e tuttavia si riesce a far entrare sempre qualcuno in più. La fatica è stata ripagata dall’incontro con tante persone amiche.



Voglia di cambiamento
Qualche parola sulla situazione socio-politica anche se so di non essere la persona più adatta per farlo.
Ho vissuto varie fasi storiche di questo Paese con il popolo mozambicano. Quando sono arrivata nel 1968 c’era ancora il colonialismo portoghese; in quel periodo i mozambicani dovevano occuparsi dei lavori più umili ed erano sottopagati e l’accesso alla scuola era difficile per loro. È seguita l’euforia dell’Indipendenza che ha avuto vita molto breve a causa della guerra civile che è stata molto dura. Finalmente è arrivata la pace diciassette anni orsono. Il Mozambico era tra i Paesi più poveri del mondo. C’era bisogno di ricostruirlo e di ricostruire il cuore delle persone distrutto dalla violenza.
Oggi si può dire che il Mozambico è cresciuto. È diminuito il tasso di analfabetismo, sono aumentate le infrastrutture ed è il Paese dove ci sono più donne al governo. C’è pace e si vive un clima di apparente democrazia. Dico apparente, perché si parla liberamente, esistono vari partiti e vengono indette elezioni che si dicono libere e trasparenti, ma il colore è sempre lo stesso. Le persone si lamentano, ma nulla cambia. Durante gli ultimi mesi si è sognato un cambiamento. Le ultime elezione sono state il giorno 28 di ottobre e mentre scrivo non si conoscono ancora i risultati finali, tuttavia si intuisce che nulla cambierà. C’è stata una maggiore affluenza ai seggi, ma molte delle persone che si lamentano non hanno votato e dicono che non vale la pena perché tutto continuerà come prima. Certo il potere è in mano al governo, le risorse economiche pure ed anche i mezzi di comunicazione ed è ovvio che vincano gli stessi che hanno in mano tutto. Si andrà avanti così per altri cinque anni. Pare che tra i giovani stia crescendo una certa coscienza politica. Personalmente però sono convinta che finché ci saranno i signori della Guerra, quelli che hanno combattuto contro il Colonialismo prima ed in quella civile poi, sarà difficile che le cose cambino. La speranza è sempre l’ultima a morire e finché c`é vita c’é speranza, dice il proverbio, ma io dico che finché c’é speranza c’é vita come dice la Parola di Dio.

So che molti di voi forse eravate preoccupati ed un po’ lo ero anch’io, perché nella mia precedente permanenza in Zambézia avevo sempre la malaria. Devo dirvi che finora mi ha ignorato e ne sono contenta. So anche che mi state accompagnando con la preghiera e con l’amicizia e vi ringrazio di cuore e vi assicuro che anch’io vi ricordo.
Spero di essere riuscita a comunicare qualcosa che vi interessa e che questa chiacchierata contribuisca ad alimentare e farci crescere nella comunione.

Vi mando un grosso abbraccio.
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