maria madre della speranza e stella del mare
Nel nome del Padre……
La presidente lega l'ancora ai piedi di Maria, mentre viene proclamata la lettura:
v Dalla Bolla di indicazione del Giubileo
Ritorniamo alla Sacra Scrittura e sentiamo rivolte a noi queste parole: «Noi, che abbiamo cercato rifugio in lui, abbiamo un forte incoraggiamento ad afferrarci saldamente alla speranza che ci è proposta. In essa infatti abbiamo come un'ancora sicura e salda per la nostra vita: essa entra fino al di là del velo del santuario, dove Gesù è entrato come precursore per noi» ( Eb 6,18-20). È un invito forte a non perdere mai la speranza che ci è stata donata, a tenerla stretta trovando rifugio in Dio.
L'immagine dell'ancora è suggestiva per comprendere la stabilità e la sicurezza che, in mezzo alle acque agitate della vita, possediamo se ci affidiamo al Signore Gesù. Le tempeste non potranno mai avere la meglio, perché siamo ancorati alla speranza della grazia, capace di farci vivere in Cristo superando il peccato, la paura e la morte. Questa speranza, ben più grande delle soddisfazioni di ogni giorno e dei miglioramenti delle condizioni di vita, ci trasporta al di là delle prove e ci esorta a camminare senza perdere di vista la grandezza della meta alla quale siamo chiamati, il Cielo.
Canto
O Maria nostra speranza,
deh! ci assistiamo e pensiamo a noi;
deh! proteggi i tuoi figli,
col favore della tua possibilità.
Cara Madre e gran regina,
volgi a noi gli occhi pietosi;
senza Te siam timorosi,
con Te pieni di fiducia;
o Maria, o Maria,
nostra speranza.
Gloria al Padre….
Dal Vangelo secondo Luca
L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te. …. Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".
Maria disse: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola".
v Dalla bolla di indicazione del Giubileo
« Spes non confundit », «la speranza non delude» ( Rm 5,5). Nel segno della speranza l'apostolo Paolo infonde coraggio alla comunità cristiana di Roma. La speranza è anche il messaggio centrale del Giubileo… Per tutti, possa essere un momento di incontro vivo e personale con il Signore Gesù, «porta» di salvezza (cfr. Gv 10,7.9); con Lui, che la Chiesa ha la missione di annunciare sempre, ovunque ea tutti quale «nostra speranza» ( 1Tm 1,1).
(mentre si canta viene attaccato all'ancora un biglietto con i nomi delle missionarie e dei familiares dell'Argentina)
Canto
Virgen del Carmen Bella, madre del Salvador
De tus amantes hijos, oye el cantar de amor
De tus amantes hijos, oye el cantar de amor
Dios te salve María, del Carmen Bella Flor
Estrella que nos guia hacia el sol del Señor
Estrella que nos guia hacia el sol del Señor
Junto a Ti nos reúnes, nos llamas con tu voz
Quieres formar de Chile, un pueblo para Dios
Quieres formar de Chile, un pueblo para Dios
Dios te salve María, del Carmen Bella Flor
Estrella que nos guia hacia el sol del Señor
Estrella que nos guia hacia el sol del Señor
(si procede in processione)
Ave Maria… (5 volte)
Maria, madre, guida, custode della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore *
prega per noi
Maria, Madre della speranza, Porta del cielo *
guidaci a entrare nel Cuore di Gesù, Porta di salvezza, nostra unica speranza
Gloria al Padre….
Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio.
C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro … e disse: "Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia".
Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
v Dalla bolla di indicazione del Giubileo
È lo Spirito Santo, con la sua perenne presenza nel cammino della Chiesa, a irradiare nei credenti la luce della speranza: Egli la tiene accesa come una fiaccola che mai si spegne, per dare sostegno e vigore alla nostra vita. La speranza cristiana, in effetti, non illude e non delude, perché è fondata sulla certezza che niente e nessuno potrà mai separarci dall'amore divino: «Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? [...] Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore» ( Rm 8,35.37-39). Ecco perché questa speranza non cede nelle difficoltà: essa si fonda sulla fede ed è nutrita dalla carità, e così permette di andare avanti nella vita.
(mentre si canta viene attaccato all'ancora un biglietto con i nomi delle missionarie e dei familiares del Cile)
Canto
Virgen del Carmen Bella, madre del Salvador
De tus amantes hijos, oye el cantar de amor
De tus amantes hijos, oye el cantar de amor
Dios te salve María, del Carmen Bella Flor
Estrella que nos guia hacia el sol del Señor
Estrella que nos guia hacia el sol del Señor
Junto a Ti nos reúnes, nos llamas con tu voz
Quieres formar de Chile, un pueblo para Dios
Quieres formar de Chile, un pueblo para Dios
Dios te salve María, del Carmen Bella Flor
Estrella que nos guia hacia el sol del Señor
Estrella que nos guia hacia el sol del Señor
(si procede in processione)
Ave Maria… (5 volte)
Maria, madre, guida, custode della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore *
prega per noi
Maria, Madre della speranza, Porta del cielo *
guidaci a entrare nel Cuore di Gesù, Porta di salvezza, nostra unica speranza
Maria, che sotto la croce hai sperato contro ogni speranza, *
insegnaci la speranza che non cede nelle tribolazioni e delusioni della vita.
Gloria al Padre….
Dal Vangelo secondo Luca
I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti ei conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Il fanciullo Gesù scese con Maria e Giuseppe e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
v Dalla bolla di indicazione del Giubileo
Il pellegrinaggio esprime un elemento fondamentale di ogni evento giubilare. Mettersi in cammino è tipico di chi va alla ricerca del senso della vita. Il pellegrinaggio a piedi favorisce molto la riscoperta del valore del silenzio, della fatica, dell'essenzialità. Anche nel prossimo anno i pellegrini di speranza non mancheranno di percorrere vie antiche e moderne per vivere intensamente l'esperienza giubilare.
Transitare da un Paese all'altro, come se i confini fossero superati, passare da una città all'altra nella contemplazione del creato e delle opere d'arte permetterà di fare tesoro di esperienze e culture diverse, per portare dentro di sé la bellezza che, armonizzata dalla preghiera, conduce a ringraziare Dio per le meraviglie da Lui compiute. Le chiese giubilari, potranno essere oasi di spiritualità dove ristorare il cammino della fede e abbeverarsi alle sorgenti della speranza, anzitutto accostandosi al Sacramento della Riconciliazione, insostituibile punto di partenza di un reale cammino di conversione.
(mentre si canta viene attaccato all'ancora un biglietto con i nomi delle missionarie della Guinea Bissau)
Canto
Mãe de todos os homens, ensina-nos a dizer Amém!
Quando a noite se aproxima e se obscurece a Fé
Quando la voglia di Pai non è facile da fare
(si procede in processione)
Ave Maria… (5 volte)
Maria, madre, guida, custode della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore *
prega per noi
Maria, Madre della speranza, Porta del cielo *
guidaci a entrare nel Cuore di Gesù, Porta di salvezza, nostra unica speranza
Maria, che hai camminato nella fede e nella speranza, *
guidaci nel nostro cammino di conversione all'amore.
Gloria al Padre…
Dal Vangelo secondo Giovanni
Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno vino". E Gesù le rispose: "Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora". Sua madre disse ai servitori: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela".
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le anfore"; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: "Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto". Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto - il quale non sapeva da dove veniva, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l'acqua - chiamò lo sposo e gli disse: "Tutti mettono in tavola il vino buono all'inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora".
v Dalla bolla di indicazione del Giubileo
Oltre ad attingere la speranza nella grazia di Dio, siamo chiamati a riscoprirla anche nei segni dei tempi che il Signore ci offre.
È necessario, quindi, porre attenzione al tanto bene che è presente nel mondo per non cadere nella tentazione di ritenerci sopraffatti dal male e dalla violenza. Ma i segni dei tempi, che racchiudono l'anelito del cuore umano, bisognoso della presenza salvifica di Dio, chiedono di essere trasformati in segni di speranza.
Guardare al futuro con speranza equivale anche ad avere una visione della vita carica di entusiasmo da trasmettere. Purtroppo, dobbiamo constatare con tristezza che in tante situazioni tale prospettiva viene a mancare. La prima conseguenza è la perdita del desiderio di trasmettere la vita .
Tutti, in realtà, hanno bisogno di recuperare la gioia di vivere, perché l'essere umano, creato a immagine e somiglianza di Dio (cfr. Gen 1,26), non può accontentarsi di sopravvivere o vivacchiare, di adeguarsi al presente lasciandosi soddisfare da realtà soltanto materiali. Ciò rinchiude nell'individualismo e corrode la speranza, generando una tristezza che si annida nel cuore, rendendoli acidi e insofferenti.
(mentre si canta viene attaccato all'ancora un biglietto con i nomi delle missionarie dell'Indonesia)
Canto
Maria, tu che hai atteso nel silenzio
la sua Parola per noi, aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.
Maria, tu che sei stata così docile
davanti al tuo Signor aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.
Maria, tu che hai portato dolcemente
l'immenso dono d'amor aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.
(si procede in processione)
Ave Maria… (5 volte)
Maria, madre, guida, custode della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore *
prega per noi
Maria, Madre della speranza, Porta del cielo *
guidaci a entrare nel Cuore di Gesù, Porta di salvezza, nostra unica speranza
Maria, tu che hai accolto e donato la Vita, *
fa' che non ci chiudiamo nell'individualismo che uccide la speranza
Gloria al Padre…
Dal Vangelo secondo Giovanni
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era
venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che
erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo
aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di
tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che
era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti,
prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua
nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con
l'asciugamano di cui si era cinto.
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue
vesti, sedette di nuovo e disse loro: "Capite quello che ho fatto per
voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo
sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi,
anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio,
infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. In verità, in
verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è
più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le
mettete in pratica.
v Dalla bolla di indizione del Giubileo
Segni di speranza andranno offerti agli ammalati,
che si trovano a casa o in ospedale. Le loro sofferenze possano trovare
sollievo nella vicinanza di persone che li visitano e nell’affetto che
ricevono. Le opere di misericordia sono anche opere di speranza, che
risvegliano nei cuori sentimenti di gratitudine. E la gratitudine raggiunga
tutti gli operatori sanitari che, in condizioni non di rado difficili,
esercitano la loro missione con cura premurosa per le persone malate e più
fragili.
Non manchi l’attenzione inclusiva verso quanti,
trovandosi in condizioni di vita particolarmente faticose, sperimentano la
propria debolezza, specialmente se affetti da patologie o disabilità che limitano
molto l’autonomia personale. La cura per loro è un inno alla dignità umana, un
canto di speranza che richiede la coralità della società intera.
(mentre si canta viene attaccato all’ancora un biglietto con i nomi
delle missionarie e dei familiares dell’Italia)
Canto
Ave stella del mare, madre gloriosa di Dio,
Vergine sempre, Maria, porta felice del cielo.
Spezza i legami agli oppressi, rendi la luce ai
ciechi,
scaccia da noi ogni male, chiedi per noi ogni bene.
Mostrati Madre per tutti, porta la nostra
preghiera,
Cristo l'accolga benigno, lui che si è fatto tuo
Figlio.
(si procede in processione)
Ave Maria… (5 volte)
Maria, madre, guida, custode della Compagnia
Missionaria del Sacro Cuore *
prega per noi
Maria, Madre della speranza, Porta del
cielo *
guidaci a entrare nel Cuore di Gesù,
Porta di salvezza, nostra unica speranza
Maria, madre della misericordia, *
aprici il nostro cuore all’accoglienza
e al servizio dei sofferenti
Gloria al Padre…
Dal
Vangelo secondo Giovanni
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la
sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora,
vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:
"Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua
madre!". E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era
compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: "Ho sete". Vi era
lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima
a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù
disse: "È compiuto!". E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i
corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato - era infatti un giorno
solenne quel sabato -, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e
fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all'uno e
all'altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù,
vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con
una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto
ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero,
perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la
Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura
dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.
v Dalla bolla di indizione del Giubileo
Di segni di speranza hanno bisogno anche coloro che
in sé stessi la rappresentano: i giovani. Essi, purtroppo, vedono
spesso crollare i loro sogni. Non possiamo deluderli: sul loro entusiasmo si
fonda l’avvenire. È bello vederli sprigionare energie, ad esempio quando si
rimboccano le maniche e si impegnano volontariamente nelle situazioni di
calamità e di disagio sociale. Ma è triste vedere giovani privi di speranza;
d’altronde, quando il futuro è incerto e impermeabile ai sogni, quando lo studio
non offre sbocchi e la mancanza di un lavoro o di un’occupazione
sufficientemente stabile rischiano di azzerare i desideri, è inevitabile che il
presente sia vissuto nella malinconia e nella noia. L’illusione delle droghe,
il rischio della trasgressione e la ricerca dell’effimero creano in loro più
che in altri confusione e nascondono la bellezza e il senso della vita,
facendoli scivolare in baratri oscuri e spingendoli a compiere gesti
autodistruttivi. Per questo il Giubileo sia nella Chiesa occasione di slancio
nei loro confronti: con una rinnovata passione prendiamoci cura dei ragazzi,
degli studenti, dei fidanzati, delle giovani generazioni! Vicinanza ai giovani,
gioia e speranza della Chiesa e del mondo!
(mentre si canta viene attaccato all’ancora un biglietto con i nomi
delle missionarie del Mozambico)
Canto
Mãe de todos os homens, ensina-nos a dizer Amém!
Quando a noite se aproxima e se obscurece a Fé
Quando a vontade do Pai não é fácil de se fazer
(si procede in processione)
Ave Maria… (5 volte)
Maria, madre, guida, custode della Compagnia
Missionaria del Sacro Cuore *
prega per noi
Maria, Madre della speranza, Porta del
cielo *
guidaci a entrare nel Cuore di Gesù,
Porta di salvezza, nostra unica speranza
Maria, madre della speranza dei giovani, *
aiutaci
a mantenere e testimoniare l’entusiasmo della fede e della speranza
Gloria al padre…
Dal
Vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le
porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne
Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!". Detto questo,
mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche
io mando voi". Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo
Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a
coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati".
v Dalla bolla di indizione del Giubileo
La speranza trova nella Madre di Dio la
più alta testimone. In lei vediamo come la speranza non sia fatuo ottimismo, ma
dono di grazia nel realismo della vita. Come ogni mamma, tutte le volte che
guardava al Figlio pensava al suo futuro, e certamente nel cuore restavano
scolpite quelle parole che Simeone le aveva rivolto nel tempio: «Egli è qui per
la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione
– e anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Lc 2,34-35). E ai
piedi della croce, mentre vedeva Gesù innocente soffrire e morire, pur
attraversata da un dolore straziante, ripeteva il suo “sì”, senza perdere la
speranza e la fiducia nel Signore. In tal modo ella cooperava per noi al
compimento di quanto suo Figlio aveva detto, annunciando che avrebbe dovuto
«soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e
dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere» (Mc 8,31),
e nel travaglio di quel dolore offerto per amore diventava Madre nostra, Madre
della speranza. Non è un caso che la pietà popolare continui a invocare la
Vergine Santa come Stella maris, un titolo espressivo della
speranza certa che nelle burrascose vicende della vita la Madre di Dio viene in
nostro aiuto, ci sorregge e ci invita ad avere fiducia e a continuare a
sperare.
(mentre si canta viene attaccato all’ancora un biglietto con i nomi
delle missionarie e dei familiares del Portogallo)
Canto
Ave, Ave, Ave, Maria!
Ave, Ave, Ave, Maria!
A Virgem Maria, / Cercada de luz,
Nossa Mãe bendita / E Mãe de Jesus.
À Virgem bendita / Cante seu louvor
Toda a nossa terra / Num hino de amor.
(si procede in processione)
Ave Maria… (5 volte)
Maria, madre, guida, custode della Compagnia
Missionaria del Sacro Cuore *
prega per noi
Maria, Madre della speranza, Porta del
cielo *
guidaci a entrare nel Cuore di Gesù,
Porta di salvezza, nostra unica speranza
Maria, tu che non hai mai perso la speranza e la fiducia nel Signore, *
insegnaci a ripetere il nostro “sì” in ogni circostanza della vita
Salve Regina….
Canto
Inno del Giubileo 2025
(ogni gruppo linguistico canta una strofa nella propria lingua)
