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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
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Pergilah aku mengutus kamu - “ Vai, io ti invio”
Posted by Antonia Theresia

Con questa frase nel cuore siamo partite ( io e Santina) per l’isola di Flores ( Indonesia) e precisamente per la città di Ruteng. Sì, ci sentivamo mandate per una missione!

Il 7 luglio alle ore 5,30 siamo uscite dalla casa di Mudji per dirigerci verso l’aeroporto “Soekarno” di Jakarta. Con noi c’erano anche Martina e Mudji che andavano a Palembang per incontrarsi con Ludo e Lucy. Consegnati i bagagli al check-in siamo uscite di nuovo per salutare Martina e Mudji e ci siamo augurate un reciproco buon viaggio. A un certo punto il mio sguardo si è fermato su una ragazza. Ciò che mi aveva colpito di lei era il suo aspetto europeo e mi sono detta: “forse è un’italiana”. Immediatamente l’ho salutata con un “ciao”,al quale lei ha risposto: “Ciao!”. Allora mi sono detta: “Questa è un’ italiana!” Ho chiamato Santina che camminava un poco più avanti a me per farle conoscere la giovane. Santina si è fermata, si sono salutate e hanno scambiato alcune notizie su di lei, su di noi…In realtà era una ragazza italiana che si trovava all’aeroporto di Jakarta per problemi di Visto…Nulla di particolare, che può capitare a chiunque viaggia all’estero. Un semplice incontro che per me ha assunto un aspetto positivo, un buon presagio per la nostra missione.

Alle 21,15 puntualmente l’aereo è partito da Jakarta per Kupang dove siamo arrivate alla sera. Questa era la prima tappa della nostra missione. All’aeroporto “Eltari” di Kupang abbiamo trovato Fratel Dismas che ci ha portato nella sua comunità per trascorrervi la notte, in attesa di proseguire il giorno dopo per la città di Ruteng, destinazione finale della nostra missione. Così è stato. Il giorno dopo,con un piccolo aereo, siamo finalmente arrivate all’aeroporto “Fra Sales Lega” di Ruteng. Anche qui ci stava aspettando qualcuno, Fratel Felix, francescano, che ci ha offerto di ospitarci nella sua comunità. Questi incontri ci hanno incoraggiato e tranquillizzato. Mi hanno fatto pensare che non sarebbero mancati altri buoni samaritani sul nostro cammino.

In questa comunità cattolica di Ruteng abbiamo cominciato a seminare il carisma CM, presentando in sintesi la realtà della nostra Famiglia. Dall’espressione di meraviglia mista a perplessità di chi ci ascoltava, ho subito capito che stavamo comunicando loro qualcosa di molto nuovo riguardo alla consacrazione nella Chiesa. Credo fosse la prima volta che sentivano parlare di istituto secolare. Questo non ha impedito ai presenti, parroco e giovani, di farci molte domande, sia sui voti che sul nostro modo di essere testimoni in mezzo alla gente, nel quotidiano, sul nostro lavoro, come e dove vivono le missionarie indonesiane… quante missionarie ci sono, in quali nazioni, e molto altro, a cui abbiamo risposto con semplicità e chiarezza.

Il nostro viaggio è continuato con la visita alla comunità di Suor Adelina della Congregazione di Maria di Galeazza, una fondazione italiana. La comunità è formata da aspiranti e da diverse novizie che ci hanno accolto gioiosamente, parlando anche un poco italiano. In attesa che arrivasse suor Adelina, impegnata in quel momento in parrocchia, le ragazze si sono unite a noi e ci hanno offerto un buon caffè “italiano”. Mi sono sembrate entusiaste di conoscere la CM e la realtà degli Istituti Secolari, che appariva loro come una grande novità. L’arrivo di Suor Adelina è stato davvero gioioso ed entusiasmante. Mi sono sentita felice nel vedere l’abbraccio tra Santina e la suora. Sembrava si conoscessero da sempre, mentre in realtà era la prima volta che si incontravano personalmente, sapendo l’una dell’esistenza dell’altra, da conoscenze comuni. Ecco due persone piene di gioia che finalmente si trovano. Mi è venuto spontaneo pensare all’’incontro di Maria con la cugina Elisabetta. Davvero! Un incontro che mi ha emozionato per la festa e la condivisione che c’è stata!

La gioia e l’accoglienza di questa comunità ha ravvivato il nostro coraggio per continuare il programma di animazione che ci aveva spinto ad “uscire” da Jakarta. Tuttavia non è stato così facile. Per esempio, in una parrocchia dove eravamo ospitate non ci è stato possibile fare nulla di concreto proprio a causa di una certa chiusura, diffidenza (?) a conoscere dal vivo la nostra identità di consacrate di istituto secolare. Era una novità forse “troppo audace” per la chiesa locale, ma non solo, anche le giovani erano perplesse per l’assenza di una divisa, per non essere riconoscibili da tutti come “suore”. Una novità che faceva paura? Penso proprio di sì ma dobbiamo lasciare che i tempi maturino.

Ho provato ad uscire e a piedi mi sono avviata verso un piccolo santuario della Madonna situato poco lontano dalla casa dove eravamo ospitate. Sulla strada ho incontrato un gruppo di ragazze che tornavano da scuola. Le ho fermate e ci siamo presentate. Poco più in là un gruppetto di donne stavano chiacchierando tra loro. Ho preso coraggio e mi sono avvicinata. Anche a loro ho potuto dire chi ero e ho consegnato loro il depliant dove è presentata la CM. Ho ringraziato il Signore per questi “piccoli” incontri che mi hanno fatto ricordare le cinque vergini prudenti del Vangelo. Ho cercato di interpretare questi eventi con occhi di fede che sempre portano al cuore gioia e sicurezza. In tutto quello che abbiamo fatto, abbiamo sentito che c’erano due maniere di guardarci: una di attento ascolto, l’altra quasi di rifiuto, di paura, di incomprensione…

Il giorno dopo abbiamo avuto l’incontro con il Vescovo di Ruteng, Monsignor Hubertus Leteng, che ci ha accolte con gentilezza e ci ha ascoltato. Anche lui però ha avuto un’espressione di meraviglia ed era un po’ sorpreso che non avessimo alcun segno esteriore o un distintivo che ci definisse consacrate, anche se di istituto secolare! Per lui, per la cultura locale, non è ammissibile appartenere ad una congregazione o ad un istituto senza avere una divisa, un segno che ci distingua dalla gente comune.

Al pomeriggio siamo andate a fare animazione in una delle parrocchie di Ruteng. Il parroco, padre Gabriele Harim, ci ha accolte con entusiasmo e questo ci ha dato coraggio e gioia. All’incontro programmato hanno partecipato una ventina di giovani: ragazze e ragazzi. Ho dato a Santina l’opportunità di aprire lei l’incontro, di farsi conoscere. Poi ho preso la parola io presentando la CM. Avevamo con noi un Powerpoint su cui abbiamo presentato la figura del Fondatore, Pe. Albino Elegante scj, la spiritualità che ci caratterizza e che nasce dal Cuore di Gesù, la nostra missione, i vari gruppi CM sparsi nel mondo. I ragazzi hanno seguito tutto con molta attenzione, curiosi di sapere, di conoscere qualcosa di nuovo nella Chiesa e della Chiesa. Al termine dell’esposizione, diversi di loro hanno posto domande: sugli istituti secolari, sul cammino formativo nella CM, sui voti, sulla difficoltà di non avere una divisa per essere capiti dalla loro cultura e tanto altro ancora. Ho cercato di rispondere il meglio possibile, ma ho notato che il nostro discorso suscitava ancora un senso di meraviglia e di curiosità sugli IS., ma mancavano loro esempi concreti di vita di consacrate secolari. Credo che questa sensazione si può capire bene se si tiene presente che a Ruteng ci sono oltre 55 istituti e congregazioni religiose, per cui non è facile presentare e far capire che esiste “altro” di diverso da queste realtà.

Eravamo quasi alla fine del nostro incontro. Fuori c’era un clima freddo e pioveva. Né io né Santina abbiamo pensato di portarci un maglione, un ombrello per ripararci. Il nostro programma finisce qui. Siamo pronte per ritornare in città. Rientrate in parrocchia ci aspetta una sorpresa che ci fa divertire e rilassare. P. Felix ci avvisa che l’indomani mattina ci accompagna all’aeroporto un’ ambulanza, perché in città non ha trovato altri mezzi disponibili. Ma la cosa divertente è che questa ambulanza appartiene ad una clinica qui vicino, gestita da suore e serve solamente per urgenze delle partorienti del luogo. Lasciamo immaginare la nostra reazione!!! Decidiamo di pregare, affinché durante la notte o nella mattina seguente non avvengano parti urgenti che potrebbero togliere a noi questa esperienza originale!!! E soprattutto ci farebbero perdere l’aereo! Concludendo, la mattina seguente senza altri problemi ripartiamo per Kupang dove ancora una volta ad aspettarci c’è p. Dismas che ringrazio di cuore per la disponibilità e l’accoglienza che ci ha riservato. E’ da qui che domattina riprenderemo il viaggio verso Palembang.

Sull’aereo di ritorno rivolgo così la mia preghiera al Signore per questa missione compiuta: “Benedetto sei tu Signore. Abbiamo accolto il tuo invito di uscire in missione per “accendere e lanciare il fuoco” del tuo amore. Siamo partite nel tuo nome. Benedici tutte le persone che abbiamo incontrato sul nostro cammino. O mio Dio, ti offriamo tutti gli eventi che abbiamo sperimentato, le persone che abbiamo incontrato in questo viaggio di animazione…in unione a Gesù per mezzo di Maria, in spirito di amore e per l’avvento del tuo Regno nel mondo. Amen”.

Un grazie di cuore anche alla nostra Presidente Martina Cecini e al Consiglio che hanno affidato a Santina e a me questo compito missionario. Un grazie a Santina, amica e vicina compagna di questa esperienza, grazie di tutto e di cuore per il tuo aiuto! Grazie a tutte le mie sorelle indonesiane e a tutti coloro che ci hanno accompagnato con la preghiera.

Il Sacro Cuore di Gesù benedica la CM e tutto il mondo!

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