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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
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Un cuore di carne
Posted by Martina Cecini

Jan van Eyck, Agnello mistico, sec XV

“E mi mostrò poi un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo,

che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città e, da una parte e dall’altra del fiume, si trova un albero di vita che dà frutti dodici volte l’anno, portando frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni”

(Ap. 22, 1-2)

.

Carissime/i,

ci ritroviamo di nuovo per vivere insieme, pur se ognuno/a nel suo luogo di missione, la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù fonte di acqua viva, di vita e di grazia per ciascuna/o di noi.

E’ un nuovo invito che ci viene rivolto perché accogliamo e scegliamo percorsi e cammini di vita nell’“oggi di Dio” che ci è dato di vivere.

“Ma se camminiamo nella luce, come Egli è nella luce,

siamo in comunione gli uni con gli altri,

e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato”

(1Gv 1,7)

Davvero dobbiamo ringraziare il Signore che ci dona vita e vita in abbondanza qualora ci lasciamo guidare dal Suo Spirito e viviamo i nostri giorni dentro il mistero del suo amore e della sua tenerezza, che cambiano il nostro cuore di pietra in un cuore di carne. Ed un cuore di carne è un cuore che vive la comunione.

Suggerisco, a questo proposito, prendendo dagli scritti di P. Albino, quanto segue:

Le condizioni per “fare comunione”:

1) Umiltà sul piano umano e sul piano cristiano: è la condizione assoluta, voluta da Dio, per suscitare ovunque, negli uomini e in Dio stesso la compiacenza, la benevolenza, l’aiuto, il dono di ogni interesse per “fare comunione”. E, nella “comunione”, per arrivare ad ogni bene.

2) Fare atti di “comunione”, farne molti, proprio molti, per quanto ordinari ed insignificanti. Farli con il cuore, nella piena sincerità, con la più grande magnanimità.

3) Se ci capitasse di mancare alla “comunione” con chi ci sta d’attorno e, più largamente con i fratelli,

… facciamo entrare con decisa umiltà l’accusa delle nostre mancanze contro la “comunione”: una parola amara, un giudizio azzardato, un pettegolezzo, un aiuto o anche solo un sorriso mancato. Poi, purificati dalla nostra colpa, potremo “ritornare a presentare la nostra offerta” ( Mt. 5, 24 ).

E un altro aspetto per accogliere cammini di vita nuova è il servizio come ci suggerisce Papa Francesco: “Siate gioiosi, mai tristi. Gioiosi. Con la gioia del servizio di Cristo, anche in mezzo alle sofferenze, alle incomprensioni, ai propri peccati”.La Chiesa sia in piedi e in cammino, in ascolto delle inquietudini della gente e sempre nella gioia. “Ma per evangelizzare, 'alzati e va'. Non dice: 'Rimani seduta, tranquilla, a casa tua': no! La Chiesa sempre per essere fedele al Signore deve essere in piedi e in cammino: 'Alzati e va'.

Una Chiesa che non si alza, che non è in cammino, si ammala … finisce chiusa con tanti traumi psicologici e spirituali, “chiusa nel piccolo mondo delle chiacchiere, delle cose… chiusa, senza orizzonti”. “Alzati e va’, in piedi e in cammino. Così deve agire la Chiesa nell’evangelizzazione”… .

Ai neo sacerdoti ma, anche a noi tutti ed in particolare a noi, missionarie e familiares dice: “Tra i compiti del sacerdote uno “forse noioso, anche doloroso” è “quello di andare a trovare gli ammalati”: “Fatelo, voi. Sì, sta bene che vadano i fedeli laici, i diaconi, ma non lasciate di toccare la carne di Cristo sofferente negli ammalati: questo santifica voi, vi avvicina al Cristo” (cfr News.Va).

Siamo chiamate ad aprire la porta del nostro cuore e della nostra interiorità per unificare la nostra persona: “Lasciarsi istruire, riconoscere i movimenti dello Spirito in noi, … aderirvi, fa parte della vita del cuore profondo. E’ nel cuore che si comprendono le cose del regno, che si impara come integrare la vita dello Spirito nella propria umanità. … aprire la propria terra interiore nella sua totalità alla presenza del Cristo, alla vita dello Spirito (Ap. 3,20), è molto unificante, una circolazione viva, un soffio che parte dal cuore e si espande nella psiche e nel corpo.” (Simone Pacot, Torna alla vita, pp. 253-254, ed. Queriniana)

Il mio augurio è che viviamo sempre più convinte il dono di Dio che abbiamo nelle nostre mani e che il Signore ci ha elargito abbondantemente dal Suo Cuore Trafitto perché possiamo continuare a stimolarci ed a sostenerci a vicenda con una vita generosa e piena di opere buone.

In comunione.

Martina

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