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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
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LA PAROLA DI DIO NELLE MISSIONI POPOLARI
Posted by Lucia Capriotti
Lo Statuto della Compagnia Missionaria, nel capitolo che presenta la missione e le sue varie espressioni, parla anche dell’«annuncio della Parola di Dio mediante catechesi, incontri di carattere formativo e di spiritualità, corsi di missioni parrocchiali» (St 16).
La prima esperienza di missione parrocchiale, animata da un gruppo di missionarie con il fondatore p. Elegante, risale al maggio 1966. Da allora, numerose missionarie hanno partecipato a questa attività; anche p. Elegante ha continuato per anni a svolgerla intensamente, poi saltuariamente, per sopravvenuti impegni.
In questi anni, il servizio di evangelizzazione è stato svolto, in massima parte, nella forma delle missioni popolari, ma non mancano altre espressioni: settimane bibliche e vocazionali, esercizi spirituali al popolo, tridui e novene; tutto questo è stato un grande dono anche per la nostra Famiglia, oltre che per le comunità in cui abbiamo operato. Il servizio di evangelizzazione itinerante è sempre stato un dono soprattutto perché impegna le missionarie in un cammino di comunione con le comunità in cui sono chiamate a operare, di ascolto della realtà ecclesiale e sociale in fermento e in continuo cambiamento, di attenzione a offrire ciò che realmente la chiesa del dopo-concilio attende e ciò di cui la società del post-moderno ha bisogno. Si è trattato e si tratta di camminare con la gente, di farsi compagne di strada offrendo, nei modi più adatti, quella ricchezza di cui il mondo ha fame e sete, senza averne consapevolezza.
La ricchezza che abbiamo sempre considerato indispensabile condividere con la gente è la Parola di Dio.
Anche negli anni ‘60-‘70, fino a metà degli anni ’80, quando spesso, da parte dei vari gruppi anche ecclesiali, ci si chiedeva di trattare problemi di carattere sociale, psicologico, politico, magari “usando marginalmente” la Parola di Dio per sostenere la propria ragione, da una parte e dall’altra, abbiamo sempre mantenuto fede alla centralità della Parola. Nella faticosa ed entusiasmante ricerca di metodi adatti, abbiamo sempre ricordato che è la povertà e la debolezza dell’annuncio che offre luce ai problemi umani, sociali ed ecclesiali, che tocca le coscienze e trasforma la vita, che converte i singoli e germina società nuove, che compone le contese e costruisce la pace.

Dopo queste premesse di carattere generale, possiamo considerare alcuni aspetti specifici del nostro metodo di evangelizzazione, che comunque, in questi anni è andato modificandosi.

• Nella visita alle famiglie: quasi sempre, quando la parrocchia accetta la proposta, offriamo alle famiglie il Vangelo; naturalmente, là dove è possibile e nel momento che sembra, di volta in volta, opportuno, durante l’incontro con la famiglia, si proclama la Parola, cui segue un eventuale commento e preghiera insieme.
• Nella liturgia: l’omelia è sempre direttamente attinente alla Parola del giorno
• Nelle altre forme di preghiera: nell’adorazione eucaristica o della croce, nella via crucis, nelle processioni, è dalla proclamazione e dall’ascolto contemplato della Parola che scaturisce la preghiera personale e comunitaria
• Nei centri di ascolto della Parola di Dio: fino a qualche anno fa, la Parola proclamata era il punto di partenza per le varie catechesi sul battesimo, sulla riconciliazione, sull’eucaristia; oggi proponiamo la lectio divina
• Negli incontri di categorie (ragazzi, coppie, anziani, vari gruppi parrocchiali…): anche in questi casi la catechesi sui diversi argomenti, attinenti allo stato di vita o agli impegni dei gruppi, prendeva sempre spunto dalla proclamazione della Parola

In questi ultimi anni, osservando anche le esperienze di altri gruppi di evangelizzazione e ascoltando sempre più attentamente la realtà socio-ecclesiale, abbiamo dovuto considerare come la catechesi è, molto spesso, uno stadio troppo avanzato per la gran parte della gente che incontriamo, anche per persone credenti e praticanti. La catechesi presuppone l’annuncio. E purtroppo l’annuncio è carente, ancora, dopo più di 40 dal concilio.
La nostra gente, credente o meno, praticante o meno, ha spesso una certa conoscenza di regole morali cristiane, a volte piuttosto confuse, ma nella maggioranza non ha fatto esperienza di ascolto profondo della Parola, mentre è Gesù, Verbo del Padre, che conquista le menti e le coscienze, che conforta, che illumina, che alimenta e disseta i cuori sfiduciati e inariditi. È l’ascolto della Parola che rivela l’amore misericordioso, sorprendente, di Dio trinità, che ama l’umanità fino all’estremo dono di sé.
È la Parola che permette la contemplazione dell’Amore Crocifisso e lo rivela come unica gioia e vera vita.
Abbiamo, dunque, cominciato a offrire, nei centri di ascolto, la lectio divina, anziché la catechesi, scegliendo, soprattutto, i brani evangelici che presentano incontri di persone con Gesù; questi permettono di “entrare” più facilmente nell’esperienza che narrano, di immedesimarsi con il personaggio o i personaggi che fanno esperienza dell’amore di Dio in Gesù.
I centri di ascolto, in genere, sono composti da un numero limitato di partecipanti, ma anche quando sono piuttosto numerosi, l’ascolto della lettura meditata è sempre molto attento, in un profondo clima di preghiera, dopo aver invocato il dono dello Spirito. Il momento più commovente, però, risulta quasi sempre quello della condivisione: la partecipazione cambia da gruppo a gruppo, ma si fa esperienza di come la Parola susciti stupore, incontro con Dio, desiderio di verifica e di maggiore adesione all’amore che si riceve; come la Parola illumini e consoli; come, anche, apra all’accoglienza e alla riconciliazione.
Spesso, coloro che hanno partecipato la prima sera, sentono l’impegno di condividere con altri l’esperienza vissuta, anche se non è facile, e di fatto non sempre si riesce, e fare in modo che altri partecipino. Di solito, comunque, sono proprio quelli che frequentano poco la chiesa o addirittura non hanno fede, che vivono l’esperienza della lectio con sorprendente profitto. Anche per i più fedeli praticanti la lectio divina è un metodo di incontro con la Parola poco conosciuto, ma molto efficace.

La missione popolare, perché abbia un minimo di efficacia, cioè sia il primo passo per un cammino rinnovato, necessita di un’adeguata preparazione, che riguarda diversi aspetti: la conoscenza della realtà parrocchiale e della realtà sociale da parte del gruppo missionario; l’organizzazione tecnica dell’iniziativa missionaria; la preparazione del “terreno” perché possa ricevere l’annuncio (avvisare e sensibilizzare le famiglie e le singole persone); sensibilizzazione della comunità alla preghiera per la missione. L’aspetto fondamentale della preparazione concerne la formazione dei laici impegnati, cioè di quelli che si rendono disponibili ad essere evangelizzatori, insieme con l’équipe missionaria: sono questi che poi resteranno come evangelizzatori permanenti della comunità, insieme a quelli che, eventualmente, l’esperienza della missione suscita. Questi evangelizzatori collaborano con l’équipe missionaria a visitare le famiglie e, a volte, a tenere i centri di ascolto. Altri collaboratori semplicemente accompagnano i missionari oppure si limitano a sensibilizzare in precedenza le famiglie, perché accolgano la visita delle missionarie…
Questi collaboratori, qualunque sia il loro impegno concreto, fanno un cammino di formazione con la missionaria che segue la preparazione della missione. Il cammino formativo è sempre incentrato sull’ascolto meditato, contemplato e pregato della Parola di Dio. L’esperienza della lectio divina è offerta anzitutto a questi collaboratori. Possiamo testimoniare quanto essa risulti feconda.
L’incontro diretto con la Parola di Dio, in gruppo, con la guida della missionaria, risulta molto efficace anche nei gruppi giovanili, che poi, spesso, continuano l’esperienza dopo la missione.
Non sono poche le persone, uomini e donne, che si appassionano alla lettura della Parola e continuano anche da soli. Soprattutto imparano a pregare con la Parola.
Nella maggior parte delle parrocchie che hanno vissuto la missione, i centri di ascolto della Parola continuano a ritrovarsi in Avvento e Quaresima, avendo per guida quei laici che avevano vissuto in prima persona l’esperienza dell’evangelizzazione.
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