Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Una storia d'amore
Posted by Maria Teresa Gonçalves Ferreira

Questa storia è iniziata a Chorense-Terras de Bouro-Braga-Portugal, quando António Ferreira ha chiesto a Maria Angelina Gonçalves di sposarlo. Lei, anche se aveva in cuore il sogno di farsi suora, ha capito che il piano di Dio era un altro e ha accettato. E cosi sono diventati i miei genitori!

Sono nata in una notte fredda del 24 gennaio del 1946, nel piccolo paese di Saim – Chorense, la prima di otto figli. Una “bella bambina”, come mi diceva chi mi ha conosciuta da piccolina, che nel pomeriggio del 10 gennaio di 1948, ha preso l’iniziativa di giocare con le ceneri del focolare e,….svegliate le braci, ha preso fuoco al vestitino… E cosi, la storia ha cambiato direzione: accolta da parenti di mia mamma (cugini ), che hanno voluto curarmi, la mia crescita si è svolta a Braga, dove loro abitavano. È da loro che ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno per sopravvivere fisicamente, ma anche tutta l’educazione umana e spirituale. Dopo i miei genitori, questi parenti (tre sorelle e un fratello), sono le colonne della mia vita. Oltre alla preparazione intellettuale, mi hanno avviato all’ iniziazione cristiana.

Braga è una città bimillenaria, di cultura romana e cristiana. E questo ha influito nella mia personalità. I corsi Commerciali, che ho frequentato, sono stati la base per aprire i miei orizzonti umani e spirituali.

Famiglia Gonçalves Ferreira 1970

La vocazione

Spronata dalla testimonianza di bontà di questa famiglia che mi aveva accolto, mi sono aperta alle necessità del mondo, concretamente ai più deboli: i bambini, gli anziani, i lontani da Dio. Cosi, mi ricordo che ero ancora piccola (5 o 6 anni), quando presi una decisione: “Quando sarò grande, avrò cura dei bambini abbandonati!”. E le circostanze mi portavano a fare piccoli servizi a persone anziane e ad ascoltarli, ma anche ascoltare persone che avevano problemi familiari. E mi dicevo: ”Ma non so che cosa dire loro! Perché mi raccontano i loro problemi se io sono piccola e non so rispondere niente?...”. E guardando le immagini dei santi, mi dicevo: “Voglio essere come loro! Se loro sono diventati santi, anch’io potrò esserlo!”. E cosi, sono cresciuta sognando progetti. E tutto quanto studiavo, anche le cose più difficili (Economia Politica, Diritto Commerciale, Contabilità soprattutto...), era indirizzato a comunicare agli altri. E così è nato il sogno di essere insegnante per aiutare i giovani. E mi sono trovata a sognare di vivere questo progetto con un gruppo di ragazze che pensassero come me, cioè insegnare e aiutare i giovani.

Allo stesso tempo, sentivo dentro di me il sogno di vivere come le suore (a Braga c’erano tanti Istituti Religiosi…), ma non volevo vivere chiusa in un convento e avere un abito come loro; volevo passare sconosciuta nel mondo e che nessuno sapesse dei miei sogni. E cosi sono cresciuta a Braga fino ai 17 anni.

Dopo avere vissuto due anni a Porto per studiare nell’Istituto Superiore di Contabilità, mi sono trasferita a Lisbona per continuarli gli studi. È in questo periodo – 1965/1967 – che ascoltando le notizie alla radio, soprattutto di omicidi nelle famiglie, che sento gli appelli alla donazione di me stessa a Dio e ai fratelli. Non era più sufficiente essere insegnante o fare opere (orfanatrofi, ecc.) per aiutare i più deboli… Qui è entrato il pensiero dell’ Oblazione a Dio per i fratelli: cosi lo ha definito il mio confessore, Padre Paolo Riolfo, SCJ. E mi ha presentato la COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE, che era a Bologna. E cosi per me è diventato chiaro: essere nel mondo senza essere del mondo. Un Istituto Secolare. In seguito, Padre Giulio Gritti scj, mi ha confermato: questa è la tua vocazione. Avevo 20 anni. E mi sono preparata per andare in Italia, all’inizio del 1967, anche affrontando l’opinione contraria della mia Famiglia….

La Compagnia Missionaria, invece, ha deciso di venire in Portogallo… È cosi che, nel 13 ottobre del 1967, la CM dà inizio a un gruppo a Porto e io sono accolta il 22 dello stesso mese da Padre Albino Elegante, il Fondatore. Era la Giornata Mondiale delle Missioni.

Ho iniziato la formazione per vivere la consacrazione: è Teresa Carvalho, come responsabile di gruppo, ad aiutarmi a fare i primi passi. L’anno seguente (1968) arriva dall’Italia Marta Bartolozzi, come responsabile di formazione. E cosi, con il suo aiuto e del gruppo e di tutta la CM, rinforzata dallo Spirito Santo, arrivo al momento della emissione dei voti: 29 settembre 1972.

Concretamente, come vivo la mia Vocazione?

Dopo l’emissione dei voti, ho continuato la formazione con la riflessione, la preghiera e lo studio. E svolgo anche attività professionali (Insegnamento di Religione e Morale, Segretaria nel Seminario Maggiore) e di Apostolato (catechismo in parrocchia, incontri per adolescenti e giovani).

Anche la CM sogna e decide progetti per rispondere agli appelli di Dio nei fratelli. Dopo il Mozambico, si fanno passi per l’America Latina: Brasile, Argentina, Cile, e io mi offro per fare parte di un gruppo. In seguito, mi viene chiesto di fare parte del gruppo CM in partenza per il Brasile. Dico il mio SI. È un SI nel buio, ma lo dico consapevole che la cosa più importante che andrei a fare, non sarebbero state le attività professionali e di apostolato, ma il vivere l’Oblazione in ogni momento. E cosi siamo arrivate a San Paolo, il 19 settembre 1980! Le prime: Santina, Edvige e io.

La Parrocchia dei Padre Dehoniani, a San Paolo, dove ci siamo state inserite, mi ha chiesto subito di entrare nelle attività di apostolato nelle scuole e nelle Comunità Ecclesiali di Base. Era il 1980! In questo anno, anche se il Brasile viveva già un certo clima di democrazia, la paura della dittatura era ancora presente. E i più poveri, oltre all’ estrema povertà materiale, vivevano nell’ analfabetismo e nell’ oppressione, soprattutto nelle zone rurali. E cosi le “Favelas”, nelle grandi città come San Paolo, crescevano sempre più. Di tutte le necessità che mi furono presentate, la più forte era questa: le scuole statali non seguivano i bambini poveri, li lasciavano da parte e, per questo, non progredivano. Come conseguire una professione degna senza un diploma scolastico?

Per rispondere a questa domanda, nella Comunità di Base dove mi trovavo ad aiutare, è quindi nata la decisione di organizzare una Pre-Scuola per i bambini più poveri della “favela”, aperta anche ad altri che erano nella stessa situazione. Una Pre-scuola che preparasse i bambini con il minimo per affrontare la scuola elementare statale: leggere, scrivere, matematica, conoscenze dell’ambiente, ecc. Con un supplemento alimentare naturale (con tutte le qualità di nutrienti necessari), per 3 anni, i bambini imparavano bene e crescevano sani! In seguito, anche i loro genitori chiesero di avere la stessa preparazione per progredire nel loro lavoro. E cosi, alla sera anche gli adulti venivano alla scuola.

Oltre a questa attività professionale, mi è stato chiesto un aiuto anche per il catechismo (bambini e adulti) e incontri di formazione biblica e vocazionale.

Come CM, la vita di gruppo, missionarie e familiares, ha rinforzato sempre la mia consacrazione. Anche a livello di Istituti Secolari, mi è stato chiesto di fare parte del Consiglio della Conferenza Nazionale, come Segretaria, e poi a livello Regionale di San Paolo, anche come segretaria. Questi impegni mi hanno permesso di avere una visione generale della vita consacrata secolare nel Brasile e nel mondo, di essere a contatto, anche personale, con membri di vari Istituti. Mi sono sentita di fare parte di una grande Famiglia.

Sono stati 20 anni (19 settembre 1980-18 dicembre 2000) di donazione nella Oblazione. Intuivo, prima di partire, che la mia vita in Brasile non sarebbe stata tanto importante nel fare attività, ma vivere ogni momento in spirito di Amore e Oblazione... E cosi è stato!... Ed è stato cosi per la Compagnia Missionaria in Brasile: ogni membro del gruppo (io, Santina Pirovano, Edvige Terenghi, Antonia dell’Orto, Giuseppina Martucci, Luciana Battistello) ha fatto questo cammino di offerta quotidiana. Questa è stata la nostra risposta all’appello del popolo brasiliano, in tanti modi diversi secondo le attitudini di ciascuna… E continua ancora dopo quarant’anni, perché le relazioni che si sono costruite continuano vive tramite i mezzi informatici.

Quest’anno, la CM ringrazia il Signore perché, quaranta anni fa, ha iniziato a dare vita alla missione con il Popolo del Brasile.

E noi, di questo gruppo, ringraziamo il Signore che ci ha chiamato a vivere questa missione! Missione sempre viva nel nostro cuore perché gli appelli continuano, anche se non siamo più presenti fisicamente!

La mia vocazione oggi

Ora, dal 1 febbraio 2004, io sono a Lisbona inserita nella pastorale della Chiesa Locale, ma il mio cuore è del mondo e nel mondo: “Si cerca cuori uguali al Suo…”, diceva Padre Leon Dehon, cuori come il Cuore di Cristo che è stato trafitto per tutta l’umanità! Faccio questo cammino con il mio gruppo CM di Porto e il gruppo familiares CM di Lisbona.

E ringrazio il Signore che, tramite la mia famiglia, la Chiesa, la CM, il mondo, continua a scrivere in me questa STORIA DI AMORE, per vivere l’Oblazione a Dio per i fratelli, secondo lo Statuto della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore. 

Condividi l'articolo su:
Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

Follow us on Facebook