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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
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Un indimenticabile avventura…
Posted by Elena Comentale

Al mio ritorno, molte volte mi è stata posta la domanda “Com’è andato il viaggio in Albania?”. La mia risposta, pur variando nella forma, non varia mai nel significato “E’ di certo stata l’esperienza più forte della mia vita”. Poi, puntualmente, il mio pensiero lascia per un attimo quelle facce attonite, a tratti sorprese dalle parole appena pronunciate, ed inizia a ripercorrere qualche piccolo pezzo della mia indimenticabile avventura. E diventa allora così difficile cercare di spiegare a parole quello che hai provato la prima volta che hai toccato quella terra, ben diversa da come l’avevi dipinta, che vive tempi e ritmi ancora tanto lontani dai nostri. Una terra ricca di tradizioni, cultura, storia, ma allo stesso tempo sofferente a causa del regime comunista che ha cercato con ogni mezzo di distruggere gli ideali, i valori di questo popolo, un popolo che sicuramente ha molto da insegnarci in materia di dignità e la cui sofferenza è ancora oggi pienamente visibile. Difficile spiegare a parole il perché hai deciso di partire per questa esperienza sfidando le tue insicurezze, mettendo alla prova te stessa e le tue paure; difficile spiegare i dubbi, che prima della partenza affollavano i tuoi pensieri, o le domande che ti ponevi ed alle quali cercavi inutilmente di dare una risposta: ma che ci sono venuta a fare? Domande che sono svanite il secondo giorno, non appena hai messo piede giù dal pullmino ed hai visto con i tuoi occhi quei bimbi senza alcune pretesa se non il desiderio di vivere un’estate degna della loro età…
Difficile spiegare a parole il sorriso di quei bimbi, la cui lingua, a te sconosciuta, rappresentava teoricamente una barriera, superata dal reciproco desiderio di un contatto profondo. In realtà, infatti, i loro occhi pieni di speranze lasciavano trasparire più di quanto ci servisse per capirci e più che mai ho sperimentato un linguaggio nuovo, quello della fratellanza. Carezze, abbracci, una stretta di mano o semplicemente uno sguardo…ognuno di questi gesti assumeva per loro un significato importante, ben diverso da quello che di solito noi, nella nostra superficialità, siamo abituati a dare.
Difficile spiegare a parole l’armonia, la collaborazione, la sintonia che fin da subito hai creato con chi conoscevi da solo poche ore e che indiscutibilmente è diventato tuo compagno di avventure; mi sono sentita parte di una vera squadra i cui capi, Padre Giuseppe, Padre Gianni, Padre Mario e Padre Antonio, con il valido aiuto delle dolcissime suore, hanno saputo guidare verso la meta da raggiungere, con estremo entusiasmo ed attenzione. Difficile da spiegare a parole tutto ciò che hai imparato in quei giorni che trascorrevano così velocemente tanto che a sera, ti soffermavi a pensare alle ore appena trascorse, cercando di imprimere nella mente ogni piccolo episodio.
Difficile spiegare cosa provavi ogni volta che ti sentivi chiamata per nome da quei piccini che ti hanno regalato parole, sguardi, lacrime, silenzi ricchi di significato, e che giorno per giorno, sentivi sempre più vicini, sempre più tuoi o quello che hai provato quando hai dovuto lasciarli… Perché è vero che è difficile spiegare i ricordi, le emozioni,…quelle sensazioni che ti sono chiare dentro, che custodisci in quella scatola chiamata ”cuore”e che non sempre riescono ad uscire… ma è anche vero che, in fin dei conti spiegare alle volte non serve perché ormai senti che l’Albania è qualcosa che adesso ti appartiene, che grida nei tuoi pensieri, nel tuo cuore...e più di tutto capisci che questo viaggio, dono immenso del Signore, che ringrazio infinitamente, assume una valenza maggiore in base alla testimonianza che ognuno di noi seminerà nei propri ambienti.
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