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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 15 / 03 / 2019
    FESTA DELL\'ECCOMI
    A S. Antonio Abate (Italia) il 24 marzo; a Funchal (Madeira) il 27 marzo; in Guinea Bissau il 30 mar... Continua
  • 15 / 03 / 2019
    FESTAS DO EIS-ME AQUI
    Em Santo António Abate (Itália) , 24 de março; en Funchal (Madeira), 27 de março; na Guiné, 3... Continua
  • 15 / 03 / 2019
    FIESTAS AQUI ESTOY
    En San Antonio Abad (Italia) el 24 de marzo; en Funchal (Madeira) el 27 de marzo; en Guinea Bissau e... Continua
  • 11 / 03 / 2019
    CONSEJO CENTRAL
    8 - 10 de mayo 2019, en Bolonia... Continua
  • 11 / 03 / 2019
    CONSELHO CENTRAL
    8 - 10 de maio de 2019, em Bolonha... Continua
  • 11 / 03 / 2019
    CONSIGLIO CENTRALE
    8 - 10 maggio 2019, a Bologna... Continua
“dobbiamo fiorire dove il signore ci ha messo” fiorirò?
 
Pina, con l’aiuto di sua sorella Carla, ci ha fatto pervenire uno scritto. Ci pare bello condividerlo. Pina vive a Como in una casa per anziani e Carla, sua sorella, va tutte le mattine a trovarla. Il pomeriggio c’è una crocerossina amica, Nicoletta. La domenica la visita Eufemia l’altra sorella di Pina. C’è poi Graziella, nostra missionaria, che ogni settimana le telefona ed ancora noi che ogni tanto la andiamo a trovare e che la accompagniamo nel limite del possibile. Pina vive in comunione con tutta la Compagnia Missionaria, con grande convinzione. “Mi trovo qui da 12 anni, mi trovo abbastanza bene perché a Como sono nata ed ho vissuto fino a 26 anni poi, la volontà del buon Dio ed il destino, hanno voluto che a Como tornassi. Morti i miei genitori e la dolorosa scomparsa di mia sorella maggiore Maria Grazia, malata terminale di tumore e che qui ha terminato il suo cammino terreno. Aveva quattro anni più di me ed io la conoscevo abbastanza bene. Ora non sono lontana dalla mia famiglia come quando ero a Carugate, dove sono rimasta 21 anni. Le due sorelle che mi rimangono Eufemia e Carla per me fanno quello che possono, perché anche loro sono già avanti in età e con i loro problemi di salute. Per quanto riguarda il mio “nutrimento spirituale” devo tutto alla mia memoria, ancora buona, alla fede che tante volte ho dovuto mettere a dura prova, ed a Graziella, mia sorella anche nei voti nella CM, nel lontano 1969, insieme alla carissima Lia. Graziella è l’aiuto della mia anima; lei mi riporta a padre Albino quando mi ha preso nella CM perché ha detto che gli servivo. Mi viene quasi da ridere – io servire a lui? Solo Dio lo sa, sono stata per morire due volte e le mie sorelle Eufemia e Carla hanno preparato il vestito per la bara. Ma è rimasto lì. Non dimenticherò mai Ausilia; veniva spontanea, con la sua sapiente semplicità. So che pregate per me. “Dobbiamo fiorire dove il Signore ci ha messo”. Fiorirò? Pina Martinelli orgogliosamente CM.
ricordo di camilla vitali
 
Camminiamo verso il Signore Martina, dal Portogallo, dove si trovava per l’incontro delle Responsabili di Formazione, ha inviato il seguente messaggio. MESSAGGIO PER CAMILLAE per tutte e tutti voi. Carissimi tutti presenti.Carissima Camilla, “Il Signore è il mio pastore, in pascoli erbosi mi fa camminare, ad acque tranquille mi conduce per amore del suo nome” è il salmo che abbiamo cantato domenica scorsa e che mi fa pensare a te ed a noi in questo momento. Nella preghiera e nella fede ci uniamo a te ricordandoci la nostra appartenenza al Dio della Vita Piena. Nel mistero delle nostre vite camminiamo verso il Signore dopo un tempo di purificazione e di comunione nella condivisione silenziosa ed attenta a quanto poteva alleviare la tua sofferenza. Ecco allora che in Lui la nostra vita ha un significato nella profondità del mistero di Dio e nella sua Parola che tu hai abbondantemente annunziato con entusiasmo, zelo, fervore e con grande generosità.Ci uniamo a te per cantare le Sua grande misericordia e la Gloria del Dio vivente. Nella fede in Dio viviamo questo momento in comunione e in rendimento di grazie per la tua vita e per quanto nella sua misericordia il Signore ci ha concesso di vivere insieme per annunciare che il Regno di Dio è vicino, è tra di noi quando ci vogliamo bene, quando lo annunciamo con la nostra vita e con i nostri gesti di cura e di attenzione.Ringrazio con te quanti si sono prodigati per rimanerti vicino e che hanno condiviso con te questi ultimi mesi nei quali hai continuato nella preghiera a cantare insieme le lodi di Dio.A Lui la lode e la gloria nei secoli dei secoli. Amen. Porto, 23 luglio 2018 Martina Il nostro saluto a Camilla che ci vede dal cielo Alla nostra missionaria Luisa Chierici è stato chiesto di fare l’introduzione alla cerimonia funebre svoltasi ad Arro di Salussola, (in provincia di Biella in Piemonte), dove vive la famiglia di Camilla. Benvenuti a tutti a questa mesta e solenne celebrazione che ci ha raccolti in questa chiesa di Arro di Salussola per dare l’ultimo saluto alla nostra cara Camilla e per riconsegnarla in preghiera tra le braccia del Padre ed all’ Amato suo Sposo Gesù Cristo Signore, motivo profondo della sua vita per cui si è donata totalmente in un serio impegno di assidua e prolungata preghiera, spesso davanti al Santissimo in adorazione. Amava sostare a lungo in chiesa per stare con il Signore; esprimeva poi il frutto della sua preghiera in particolare nell’annuncio del Vangelo da lei fortemente sentito, a cui ha dedicato le sue migliori energie umane e spirituali. Ha girato l’Italia in lungo e in largo per “Gridare il Vangelo” ad ogni categoria di persone dai bimbi ai giovani, agli sposi, agli anziani e consacrati/e. Le stava a cuore aiutare le persone ad aprirsi al fascino di Dio nel servizio di carità evangelica per l’avvento del Regno. Camilla aveva il dono della Parola e non si è risparmiata nel donarla fino a consumare tutta se stessa. Camilla Vitali è nata ad Orzinuovi (Brescia) il 26 marzo 1942, battezzata il 28 marzo nella Chiesa parrocchiale. All’età di 3 anni la famiglia si è spostata in Piemonte e lì Camilla ha ricevuto la sua prima formazione umana e cristiana. A 23 anni, il 2 agosto 1965 è entrata nella Compagnia Missionaria del Sacro Cuore a Bologna. 53 anni di vita donati al Signore in risposta alla sua chiamata. Ha emesso i primi voti il 29 settembre 1973. Ha vissuto nella comunità del Centro di Bologna dal 1965 al 1986. Poi nella seconda comunità di Bologna all’Arcoveggio dal 1986 al 1990. Dal 1990 al 1995 ha fatto parte della comunità di Salerno dedicandosi all’evangelizzazione nelle diocesi circostanti e dove ha conseguito la Licenza in Teologia con specializzazione in Pastorale-Profetica nella Facoltà teologica dell’Italia meridionale. Nel 1995 ha approdato a Grottammare (AP), dove è rimasta fino al 6 settembre 2017; è passata poi, al gruppo di S. Antonio Abate (NA) e da qui il 6 dicembre a Monguelfo(BZ) dove, dopo un periodo di malattia e con la vicinanza e le cure delle missionarie e di persone amiche, il 23 luglio 2018, festa di S. Brigida Patrona d’Europa, ha concluso il suo pellegrinaggio terreno accolta dall’amore di Dio Padre. In questa liturgia vogliamo dire il nostro grazie al Signore per avercela donata. Gliela riconsegniamo nell’attesa di riabbracciarla un giorno in Paradiso. Grazie anche alla famiglia di Camilla per avercela donata … Grazie per esserle stati così vicini specie nei giorni più difficili della sua malattia e per essere stati di aiuto anche a noi missionarie nell’accompagnare Camilla con la vostra delicatezza e la vostra discrezione. Vi siamo riconoscenti e vi siamo vicini con affetto e preghiera. Ci fa piacere dirvi che sono giunti messaggi anche commoventi dai vari paesi in cui siamo presenti: Italia – Portogallo - Mozambico - Guinea Bissau - Argentina – Cile – Indonesia Arro,   25 Luglio 2018 Siamo state un bel gruppo resistente Anche tu te ne sei andata … dovevamo festeggiare i nostri 45 anni di consacrazione a settembre: Camilla, Fiora, Edvige, Linda. Siamo state un bel gruppo resistente. Era il 29 settembre 1973, il giorno di S. Michele, io non ti conoscevo, anzi non vi conoscevo. Il giorno della consacrazione siete arrivate tutte e tre accompagnate da tanti sacerdoti e tanti amici; io avevo solo Giuseppina La Mura e Giuseppina Orlando. Poi il nostro cammino ci ha fatto conoscere; cercate, confidate, apprezzate, corrette. Avevi una grande capacità di ascolto, un grande desiderio di fare tante cose per fare la volontà del tuo Sposo. A volte sembravi evasiva nelle risposte; ma era il tuo modo educato per dire: stai zitta. Ti ho conosciuto bene quando sei stata a Salerno nel periodo che eravamo in Via Laspro con Elisabetta e Bianca era il 1990. Hai partecipato a tante Missioni Parrocchiali. Hai dato la Parola con entusiasmo perché tu la Parola la vivevi e quando ne parlavi sorridevi perché credevi a quello che dicevi. Anche al nostro gruppo di S. Giorgio a Cremano tu e Bianca avete dato molto; molti vi ricordano ancora. Oggi siamo qua a ricordarti al Signore. Con te voglio ricordare Elisabetta, Ausilia, Marta: tutte missionarie che hanno dato molto alla crescita della C.M. nel Sud. Non vorrei bestemmiare dicendo che P. Albino (a cui piaceva molto questo Sud Italia) vi aspettava e tu, insieme a tutte, aspettateci perché, come diceva un grande Poeta: “anche noi presto verremo sotto le zolle”. Arrivederci … amica mia … e grazie. Linda D’Antonio   Camilla ciao Ciao anche tu me l’hai ripetuto varie volte negli ultimi giorni della tua sofferenza, quando aprivi gli occhi e mi prendevi la mano. Nella CM ci siamo conosciute. Abbiamo percorso il cammino di formazione insieme e siamo arrivate a quel 29 settembre 1973 con Linda e Fiora, a dire il nostro “si” consacrandoci a Dio nella CM. Un canto di quella celebrazione era: “Esci dalla tua terra e va…” ed ognuna di noi per strade diverse ha seguito quel comando. Tu sei stata la missionaria dell’annuncio, dell’evangelizzazione e di strade ne hai percorse tante per la passione del Regno. La settimana scorsa ti sono stata vicina, ed è stata un esperienza forte come se avessi fatto un ritiro spirituale, in silenzio guardandoti, pensavo: hai parlato tanto nel Suo nome, hai annunciato, hai fatto catechesi, hai pregato tanto anche con la gente, ma sembrava che il Signore ti stava chiedendo di testimoniarlo non più a parole ma con la tua vita. Lì su quel letto, mentre la tua vita terrena si stava spegnendo goccia a goccia, stavi rispondendo “eccomi” questa volta radicale e definitivo. I giorni si sono prolungati, noi pensavamo anche troppo, ma il Signore ha lui i suoi tempi e la risposta ai nostri perché umani rimane nel mistero. Io ho pregato varie volte vicino a te il versetto del salmo “l’angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono e li libera” e il giorno che hai finito di soffrire era proprio il salmo della liturgia. Camilla, ora che gusti e vedi come è buono il Signore insieme a padre Albino e a tutta la CM in cielo, continua a ricordarti di noi che siamo ancora in cammino. Edvige Terenghi Ho reso lode al Signore Ciao Martina, abbiamo seguito con stupore l'evento, anche se già si sapeva l'epilogo. Stai portando un peso notevole in queste situazioni di sofferenza, di accompagnamento impegnativo e delicato; grazie per aver dato il tuo apporto nel sorreggere le sorelle per seguire Camilla, nonostante i molti impegni CM. Ieri sera abbiamo avuto - inattesa combinazione- la celebrazione di una intima messa di suffragio. In casa di via Salvador Allende stava solo Padre Robo Josè scj che ha celebrato quasi in punta di piedi, con sommo rispetto e delicatezza, questo momento di comunione e di commiato da Camilla. Ha voluto conoscere qualcosa della vita attiva e impegnata di Camilla, ha colto delle peculiarità che ha proposto di ricordare, come la sua presenza davanti al SS.mo, le adorazioni in cappella, le sue missioni parrocchiali, la vicinanza ai malati terminali della parrocchia di Grottammare, la sua sete dell'Amore di Dio, che chiamava "suo sposo", e quel percorrere gli ultimi anni con un senso di gioia e di attesa per accogliere bene sorella Morte. Ha parlato di condivisione di questo momento in nome dei Padri Dehoniani, della spiritualità che ci unisce; ha affidato a Camilla i nostri progetti CM per  il futuro, e ciascuna di noi e di loro alle sue preghiere, perché gode dell'amore del Padre, accanto al Figlio, in comunione con lo Spirito Santo. Ho reso lode al Signore per aver vissuto questo momento di gioia. La lontananza a volte pesa, ma questa celebrazione mi ha portato nel clima CM, accanto a voi.Ti saluto cordialmente, in comunione, un abbraccio a tutte. Leonia Barbato A Lui, Pastore bello e buono, affido la mia speranza di poterla rivedere in Paradiso Vorrei manifestare il mio personale (e della Comunità parrocchiale di S. Niccolò di Acquaviva Picena) ringraziamento al Signore per la vita e l’apostolato della cara Camilla. Abbiamo ricevuto tanto dal suo cuore umile ed appassionato, innamorato di Gesù, dei sacerdoti, dei vescovi e del Papa. Un vero esempio di fedeltà alla Chiesa, di obbedienza fiduciosa ai suoi pastori. Per me personalmente è stata una vera madre spirituale, dalla quale ho attinto i primi insegnamenti della fede, la dedizione generosa alle famiglie, il segreto della preghiera. La ricordo nel nostro ultimo incontro ad Acquaviva, nell’ambito della settimana della Comunità, al 20 al 23 Marzo 2017, alla quale l’avevo invitata per predicare sulle 4 dimensioni della vita della prima comunità cristiana descritta nel Libro degli Atti. L’ultima sera, conclusasi con la Messa e la seguente cena andò via prima degli altri e del dolce. Diceva che non poteva mangiare dolci e che si sentiva stanca. Il suo volto era affaticato, ma sereno, non lasciando trasparire nulla di quello che stava forse già vivendo. Adesso penso che forse era il segno che ci avrebbe preceduto nella casa del Padre e che la dolcezza che aspettava era ormai solo quella dell’amore eterno che in mezzo a noi, per oltre trent’anni, ha seminato con i gesti e le parole. Dio le conceda quello che il suo cuore ha sempre desiderato. Sento il vuoto della sua presenza, ma anche la gioia di averla conosciuta ed aver vissuto, anche un po’ con lei, questa straordinaria avventura della sequela di Cristo. A Lui, Pastore bello e buono, affido la mia speranza di poterla rivedere in Paradiso. Prego per voi e per le vostre vocazioni. Il Signore vi benedica. don Alfredo Rosati
ancora più famiglia
 
60° CM  – Genova  Per continuare con gioia Domenica 11 marzo, a Genova siamo riusciti a festeggiare il 60° della C.M. presso la Casa del Missionario, dove ci ritroviamo abitualmente per le riunioni mensili. E’ stata un’occasione per fare “memoriale” degli inizi della C.M., non un semplice ricordo, come ci ha fatto presente il Celebrante all'inizio della S. Messa.Hanno condiviso con noi la giornata Franca di Genova, Lucia e Orielda da Brugherio, Martina e Serafina da Bologna e Rosy (in formazione)dal Veneto. Dopo la recita di Lodi e l'Adorazione, fatta pregando e riflettendo su alcune frasi scritte da p. Albino sulla necessità del ringraziamento per i doni ricevuti, abbiamo fatto un giro di presentazione della nostra storia personale come Familiares e Missionarie, per far conoscere le diverse realtà della C.M. anche ad un'amica in ricerca. Dopo il pranzo, condiviso con i Padri, in compagnia di amici che si sono aggiunti per la nostra festa, Dolores ha guidato una bellissima sequenza di momenti di preghiera intervallati da video musicali e riflessioni: il tutto con riferimento al nostro essere “luce e sale” nel mondo. Questo momento di riflessione è terminato con una piccola ma intensa celebrazione, durante la quale sette persone tra i partecipanti hanno acceso e posto in un braciere sette candele, a rappresentare i sette Paesi dove è presente la C.M. Questo è avvenuto nel silenzio totale: ma si sentiva nell'aria che era un silenzio fatto di partecipazione, di emozione, di preghiera, di amicizia... A sua volta Martina ci ha ricordato le origini, il cammino e la spiritualità della C.M.E’ seguita la S. Messa celebrata da Mons. Paolo Rigon, Sacerdote diocesano, che ci ha seguiti e formati per molti anni. E’ stata una grande gioia averlo di nuovo tra noi: le sue parole, durante l'omelia, ci hanno dato la “carica” per continuare con gioia il cammino; ci ha spronati ad essere “luce e sale” per gli altri “conoscendo e guardando a Gesù” nella vita di ogni giorno, con fede, attraverso la Sua Parola e con l'esperienza della vita.Durante la celebrazione, i Familiares hanno rinnovato la promessa, e anche le Missionarie presenti hanno rinnovato la loro consacrazione. Questo ci ha fatto sentire ancora più “Famiglia”!Dopo un piccolo rinfresco, ci siamo lasciati con tanti baci, abbracci, ringraziamenti e arrivederci… Un particolare ringraziamento ai Padri Dehoniani e in particolare a P. Ambrogio che si è molto impegnato per accoglierci. Piera Rissotto Una profezia, un sogno, una promessa di crescita Avevo accolto con gioia l’invito di andare a Genova per partecipare alle celebrazioni del 60° anniversario della C.M. Un incontro organizzato dai familiares.             Siamo partiti il 10/03/2018 da Bologna, in due: Martina ed io. Pioggia, neve, nebbia e un cielo grigio mi invitavano a scoprire comunque la bellezza di un paesaggio, nonostante il sole non brillasse e le montagne si confondessero con le nubi.             Franco Cardinale ci venne incontro all’entrata di Genova e lo seguimmo fino a casa sua: lì ci ha ospitati. Una piccola Betania quella di Dolores e Franco, tutta colori e simpatia. Li ci siamo riposati, conversando amabilmente. La sera ci ritrovammo in un ristorante con altri amici: Lucia Maistro, Orielda Tomasi, Anna Pati (Rosy), Franca Campanella e Piera Rissotto.             L’incontro del giorno dopo, 11/03/18 è stato nella casa dei padri Dehoniani. Accoglienza, riflessione, semplicità, condivisione, creatività, gioia sono stati i sentimenti che hanno condotto le varie attività della giornata. Incontrare nuovamente i padri della Casa del Missionario, riabbracciare Maria Pia, l’incontro con Rossana (una amica che veniva per la prima volta) l’entusiasmo di Piera (responsabile del gruppo familiares); e poi l’organizzazione, la collaborazione di tutti, la presenza dei missionari, tutto questo mi ha dato la forte percezione che, nonostante il numero (appena 11 persone) questo di Genova era un “grande gruppo” e ciò che celebravamo era un momento importante. I lavori sono incominciati con le condivisioni: ciascuno si presentava dicendo chi era, perché era lì, quale cammino aveva percorso, cosa sognava. Ovviamente questa condivisione ha contribuito non poco alla reciproca conoscenza. Ho sentito come ognuno, a livello esistenziale, avesse vissuto il percorso nella C.M. e mi colpiva come tutti ascoltassero con attenzione e silenzio, l’esperienza presentata. È stato un momento unico: non lo dimenticherò più. Ho capito anche come la condivisione dell’esperienza fa capire che i punti di partenza di ogni cammino spirituale sono diversi ma il punto di arrivo è identico. Nel nostro caso: il vivere la spiritualità, il carisma, la missione C.M. e fare comunione.             Durante l’intervallo arrivò don Paolo Rigon, un amico di lunga data: entrò subito nelle dinamiche del gruppo come l’avesse fatto da sempre.             Dopo una adorazione vissuta tra silenzio, canto e qualche testo di riflessione, ci siamo trovati in sala da pranzo. Grande organizzazione e collaborazione! Tutti si davano da fare, chi nel preparare la tavole e chi cucinando: in un batter d’occhio tutto era pronto. Ho notato una grande armonia. Anche i cinque padri dehoniani della comunità hanno pranzato con noi. Ho notato condivisione, gioia, fraternità.             Verso le 14.30 cominciarono ad arrivare altre persone amiche o conoscenti, desiderosi di condividere con noi questo avvenimento: più o meno una quindicina di persone. In una sala piuttosto ampia, si è vissuto il secondo momento della giornata.             Il tema pensato e orientato dalla responsabile generale dei Familiares, Dolores Biggio era sulla “LUCE”. Mentre su un piccolo schermo venivano proiettati dei quadri molto belli, Dolores leggeva dei testi appropriati di riflessioni e preghiere. Dopo il quarto testo e la preghiera, c’è stato un momento di alta simbologia: nel buio più completo, sono state accese ad una ad una, sette candele e poste tutte insieme davanti ad un quadro su cui erano disegnati i sette punti del mondo in cui la C.M. è presente. Sottofondo: una canzone di Giuni Russo ispirata a uno scritto di Giovanni della Croce. Dolores spiegò come:  «Sette sono i paesi in cui la C.M. porta la sua luce. Sette, nella Bibbia, è il numero simbolo della pienezza. Nessuno è escluso, tutti siamo chiamati a “sporcarci” le mani per fare il bene e cancellare il male. E tutti siamo chiamati ad accendere questa piccola fiamma in modo da dissipare le tenebre». È stato un momento semplice e bello insieme. ricco di parole, silenzi, musica e preghiera. Anche il volto dei presenti era luminoso!              Martina, la presidente della C.M. ha poi letto un suo messaggio: «Grati a Dio, grati a coloro (vivi o defunti) che hanno fatto vivere e nascere questa opera e che lungo questi 60 anni hanno sperimentato come “la gioia del Signore rinnova e dà vita” e che “vivere la comunione e la missione con cuore accogliente e misericordioso”  (è il logo del 60°) è la sintesi della nostra testimonianza che abbraccia il passato e ci proietta nel futuro».             Durante l’Eucarestia, presieduta da don Paolo Rigon, i Familiares hanno rinnovato la loro promessa. Tutto molto semplice e bello. Ho sentito in quel momento la presenza di p. Albino Elegante e tutta la sua attenzione per i Familiares. Nella omelia il celebrate ci invitò a guardare ma soprattutto a conoscere Gesù: una conoscenza interiore da esprimere nella voglia di conoscere la sua Parola, e di condividerla. Guardare a Gesù come una madre guarda suo figlio, lo ama e cerca di capirlo in ciò che pensa e vuole. Un vivere come questo, ci aiuta a essere luce del mondo e sale della terra.             A conclusione di tutto, prima di lasciarci, ho espresso a Emo e Piera la speranza che cresca l’adesione di nuovi amici e soprattutto cresca il coraggio di investire nella animazione vocazionale. Questa era una delle preoccupazioni di p. Albino: «Sono molto preoccupato con la mancanza di crescita, di espansione e della lentezza con cui essa si realizza» (Atti della IV Assemblea Generale Ordinaria dei familiare 2005. pag. 15). Ho vissuto questa giornata come una profezia, un sogno, una promessa di crescita; come un dono di Dio per intercessione di p. Albino, in questo 60° anno di fondazione della C.M. Serafina Ribeiro
il modello della spiritualità familiare
 
Festa dell’Eccomi nel Sud-Italia Il 18 marzo la Compagnia Missionaria del Sud insieme a molti amici  si è ritrovata per celebrare la festa dell’Eccomi e riflettere sul nostro eccomi, sulla nostra adesione alla chiamata che Dio Padre ha suscitato nei nostri cuori sull’esempio di Gesù e Maria. È stata una giornata vissuta all’insegna della fraternità, della comunione e della gioia, nella parrocchia Gesù Buon Pastore di Castellammare di Stabia: hanno partecipato alla nostra festa anche laici impegnati nelle attività della parrocchia. Ogni partecipante ha condiviso ciò che possedeva con la propria presenza attenta e partecipata e con quanto ha offerto per realizzare comunione nella concordia, nella serenità e nella gioia. La giornata è stata allietata dalla presenza del nostro carissimo Vescovo Don Franco Alfano che ci ha aiutati con una stupenda riflessione e la celebrazione della Eucarestia oltre che con la presenza per tutta la giornata. L’incontro ha avuto inizio con la preghiera delle lodi e subito dopo con il momento di riflessione sul capitolo nono dell’Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia” di Papa Francesco, sulla Spiritualità coniugale e familiare. La riflessione ha riacceso in me, ma penso anche in tutti i presenti, il desiderio di continuare a testimoniare l’Amore di Dio nel mondo. Ogni battezzato, ogni consacrato, come ogni coppia deve essere, nel mondo, sacramento di Dio Amore in tutte le circostanze e situazioni della vita. Il progetto di Dio deve trovare, con la nostra partecipazione, la sua realizzazione per il bene di tutti. In ciascuno deve sgorgare il desiderio e la convinzione che si può contribuire alla realizzazione del progetto di Amore di Dio Padre unicamente abbandonandoci a Lui e seguendo l’esempio del figlio Suo, Gesù Cristo e lasciando prendere per mano dalla vergine Maria, Madre di Gesù e nostra, nel cammino angusto e pieno di difficoltà della vita. Una cosa stupenda è stata la partecipazione alla Santa Messa, presieduta dal Vescovo e concelebrata dal Parroco don Antonio Santarpia. Un sacerdote umile e accogliente, che lavora nel nascondimento, nel silenzio, dietro le quinte ma mantiene la comunità viva con numerose attività portate avanti dai laici. Pieni dello Spirito Santo “Spirito d’Amore” e con il cuore colmo di gioia, pace e serenità ci siamo ritrovati per l’agape fraterna alla quale tutti hanno contribuito con le proprie specialità gastronomiche. Anche il momento del pranzo è stato un corroborare la nostra amicizia e la nostra comunione in uno stile di fraternità e di condivisione. Momento significativo e bello, che ci ha visti tutti riuniti: noi appartenenti alla CM (missionarie e familiares) ma anche tantissimi amici che ogni volta arricchiscono, con la loro presenza e le loro esperienze di vita, le nostre riunioni e i nostri ritiri. Dopo il pranzo vi è stato un altro significativo momento: la condivisione con domande o testimonianze su quanto il Vescovo aveva proposto nella riflessione. Don Franco nel rispondere ha aiutato nella comprensione offrendo ulteriori chiarimenti. Il confronto è stato costruttivo, affascinante, coinvolgente e spronante. Hanno fatto seguito alcune testimonianze tra cui anche quella di mio marito Clemente, familiaris della CM. Clemente ha tracciato il suo percorso di vita evidenziando come abbia cercato di mettere in pratica la sua adesione a Cristo attraverso la spiritualità CM dando prosieguo al suo appartenere a Cristo e alla Chiesa a partire dal giorno del suo battesimo e di come abbia continuato a cercare di corrispondere al progetto d’amore di Cristo come coniuge e padre, nel matrimonio, e come diacono permanente nella Chiesa e nella società di oggi. La sua testimonianza è stata scandita da un filo conduttore che fin dall’inizio lo ha guidato: l’esperienza con Gesù, il fidarsi di Gesù, e sceglierlo come compagno di viaggio. Questa sua esperienza cerca di testimoniarla con la sua vita sforzandosi di essere sempre più coerente al Vangelo di Gesù. Al termine la nostra cara Lucia Capriotti ci ha deliziato con un video in cui ci ha proposto un escursus sull’at- tività e storia della CM a partire dalla intuizione che, nel lontano 1957, ebbe il nostro caro p. Albino Elegante, sacerdote del Sacro Cuore (Dehoniano) fondatore della CM. Quest’anno ricorre il quarto anniversario della sua nascita al cielo avvenuta il 21 aprile del 2014 e noi lo ricordiamo con tanto affetto pregando per lui e affidandoci alla sua preghiera perché interceda presso Dio per il bene della CM.
memoria e fedeltà nella gioia
 
S. Antonio Abate – 60° CM  e ricordo di P. Albino Sul comando di Gesù: “Fate questo in memoria di me” (Lc 22,19), “perché anche voi facciate come io ho fatto a voi” (Gv 13,15) e anche “Dovunque sarà annunciato questo Vangelo, nel mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche ciò che ha fatto” (Mt 26,13 e Mc 14,9), la Chiesa, per l’azione dello Spirito, vive la memoria del suo Signore risorto, rendendo presente il suo mistero di salvezza nella celebrazione eucaristica e nella fragile vita quotidiana dei suoi discepoli. Nella vita dei credenti in Gesù risorto, memoria, gratitudine gioiosa e fedeltà sono indissolubilmente unite, anche se la nostra fedeltà è sempre ferita dal peccato, ma rinvigorita dalla misericordia di Colui che è eternamente fedele. Anche per la Compagnia Missionaria, fare memoria significa gioire e ringraziare, ma soprattutto riaffermare la propria fedeltà nel continuare il cammino sul quale è stata chiamata a servire la chiesa e il mondo, guardando avanti… lontano. A S. Antonio Abate, nel Santuario di Gesù Bambino, la sera di sabato 7 aprile, p. Ciro Moschetta, superiore provinciale dei Sacerdoti del Sacro Cuore del Sud Italia, ha presieduto la celebrazione eucaristica, concelebrata anche da p. Gianni Dimiccoli scj, per ringraziare Dio Amore dei 60 anni di vita della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore. Una celebrazione solenne, animata dal Coro del Santuario, a cui hanno partecipato, oltre alle missionarie e ai familiares, tanti amici. Toccanti le parole di p. Ciro che ha ricordato p. Albino, invitando a ringraziare il Signore per lui, e ha ringraziato la CM per l’amicizia e la collaborazione di sempre con i Dehoniani e per il servizio che svolge nel mondo. Al termine della celebrazione, nello stesso Santuario, si è tenuto un concerto in cui si sono esibiti la Banda della Scuola Media Mosè Mascolo, il Coro Gesù Bambino, il Maestro del Coro con il sassofono, il Coro Girasoli dei bambini della Parrocchia di S. Maria delle Grazie di Angri, il coro Cuori Uniti di giovanissimi della Parrocchia di S. Antonio Abate, due giovanissime alla tastiera e una al flauto traverso. A tutti loro il nostro grazie caloroso e commosso. Con la musica e il canto di tanti amici giovanissimi e adulti abbiamo voluto comunicare la nostra gioia a tutti i presenti ed esprimere il nostro grazie per tutto quanto il Signore ha voluto donarci in 60 anni di storia. Sono stati offerti i libri pubblicati per l’occasione: “60 anni di storia sulle strade del mondo” e “Gettare tutto nelle fondamenta – Lettere di P. Albino dal 1948 al 1957”. Naturalmente la serata si è conclusa con un ricco buffet e con il taglio della torta, il tutto realizzato anche grazie al contributo di amici generosi. Una serata indimenticabile che è per NOI CM un incoraggiamento e un forte stimolo a continuare con fedeltà e entusiasmo la missione di amore e di servizio perché ogni persona ritrovi se stessa in Cristo e la speranza fiorisca ogni giorno nella nostra società. Nel mese di aprile, però, abbiamo un’altra occasione per fare memoria: il 21 aprile è l’anniversario del passaggio di P. Albino dalla terra al cielo, avvenuto nel 2014. Fin dal primo anno, qui a S. Antonio Abate, abbiamo voluto ricordarlo con una celebrazione eucaristica a cui hanno partecipato tanti amici, che lo ricordano con affetto. P. Albino, fin dall’inizio degli anni ’70 ha cominciato a frequentare questa città, nella parrocchia del Buon Consiglio e nel Santuario di Gesù Bambino, per le missioni popolari e poi per accompagnare gruppi di giovani e adulti. Da questo suo impegno missionario è nato il gruppo dei familiares. Ha continuato fino a tarda età a partecipare ad alcuni incontri di comunione tra missionarie e familiares. Fu presente alla festa dei 50 anni della CM nel 2007. Aveva già 88 anni. Fu il suo ultimo viaggio in questa terra del Sud che da giovane aveva percorso in lungo e largo con la sua moto. Lo scorso anno avemmo l’idea di andare a celebrare il ricordo di p. Albino a Praiano, sulla meravigliosa Costiera Amalfitana. Il parroco d. Luigi Amendola era seminarista quando conobbe p. Albino, negli anni ’60, e tra loro nacque una grande amicizia che coinvolse tutta la CM. L’accoglienza che d. Luigi e la sua comunità ci riservarono e la bellezza del panorama allietato dal sole ci fecero sognare di tornare. E infatti, domenica 22 aprile scorso, festa del Buon Pastore e giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, siamo tornati a Praiano – eravamo più di sessanta persone – per fare memoria di p. Albino. Chi conosce la Costiera sa che è un incanto, ma è un problema parcheggiare l’auto. Come già l’anno scorso, anche quest’anno, d. Luigi ha chiesto al Comune la possibilità di riservarci la piazza del belvedere per le nostre auto. Addirittura questa volta c’era il vigile ad accoglierci, per indicarci lo spazio riservato. Contemplazione delle meraviglie della natura e poi celebrazione eucaristica animata dal coro Cuori Uniti, i nostri amici giovanissimi. E poi… il pranzo offerto dalla comunità parrocchiale e preparato dal bravissimo cuoco Antonio. Noi abbiamo contribuito con bibite e dolci… e tanta gioia e festa… canti napoletani… e anche un momento di preghiera davanti al mare. E d. Luigi che raccontava di alcune visite di p. Albino a Praiano… su e giù per le scale che si arrampicano di fronte al mare. E tutti lo abbiamo sentito in festa con noi. E siamo certi che anche p. Albino, con noi, ringrazia d. Luigi e la comunità di Praiano.
ho seguito il buon pastore
 
50 anni di consacrazione Quel mattino tra il dormi-veglia, in cerca di una risposta alle mie domande, ai miei sogni, al mio desiderio e alle mie paure, sognai Gesù il Buon Pastore che camminava avanti a me e m'invitava a seguirlo. Dopo non molto tempo mi lasciai convincere. Gli anni di formazione non sono stati facili. Mi ritrovavo povera, senza studi superiori, solo con una professione, non sapevo neppure l'italiano . Da quel tempo quanta strada, quanti chiari e scuri sono passati e quanti punti interrogativi, quante paura . Davanti a Gesù ogni giorno passavano le paure e mi ripromettevo di continuare a seguirlo. No, non ero illusa, trovai la risposta nel Salmo 139: Signore tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando seggo e quando mi alzo, penetri da lontano i miei pensieri,... ti sono note tutte le mie vie... conosci tutte le mie parole ... Dove andare lontano dal tuo Spirito? Dove fuggire...Sei tu che hai creato le mie viscere , e mi hai tessuto nel ventre di mia madre ... Non ti erano nascoste le mie ossa ,quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra .Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi …. E arrivò il giorno della prima emissione dei voti: 29 settembre 1967. Da quel giorno si sono susseguiti 50 anni. Scrive un padre della chiesa: “Per entrare in paradiso è necessario passare attraverso tante difficoltà”. Perché hai paura? Non hai ancora fede?”. Queste due forze antagoniste si disputano eternamente nel cuore dell'uomo e del mio cuore, tuttora. La Parola di Dio incalza, ripetendo infinite volte: Non avere paura! Sulla bocca di Dio, di Gesù, dei profeti, di donne e di angeli, di re e di mendicanti. Per 365 volte all'anno, questa parola ha raggiunto anche me come un “buongiorno” di Dio, come pane quotidiano: “Non temere, non aver paura, io sarò con te ovunque andrai!”. La paura entrò nel mondo con Adamo e Eva e non lo lascia più. L'uomo si nasconde perché gli fa paura Dio. Se lo immagina dentro la logica colpa/ punizione, peccato /castigo; ha paura, diventa incapace di dialogo, riesce soltanto ad aggredire per difendersi; qui mi sono trovata spesse volte anch'io. Pian piano scopro che la paura è figlia di una mancanza di fiducia. Eppure Dio non è mai venuto a meno al suo patto con l'uomo e neppure con me. Ora, sfogliando 50 anni di storia, mi soffermo a guardare con stupore all'amore e alla fedeltà di Dio a questo patto di alleanza, a quanto ha operato per me, con me e in me. Mi ha insegnato che la fede vince la paura. Grazie Gesù! Grazie! Grazie perché posso dire al mondo che sei sempre stato presente nella mia vita, che sei un Dio vivente, operante e trasformante, che anche oggi compi meraviglie come al tempo degli apostoli; che hai agito al mio posto, insieme a me, non per esentarmi dalla tempesta ma per darmi forza dentro la tempesta, facendo appello alla perseveranza, al tener duro, come mi diceva P. Albino , a non lasciar cadere le braccia (p. Gasparino), a riprendere il coraggio e andare avanti, con fede nuda, anche nella burrasca, certa che Dio intreccia il suo respiro con il mio, la sua rotta con la mia, magari muto, ma quando parla è per amore e quando tace è ancora per amore. Tutti conoscono un po' la mia storia in questa grande barca della CM. Forse non tutti conoscono il segreto della resistenza, di Lui dentro me che mai mi ha lasciata affondare . Grazie a tutta la CM: missionarie e familiares. Grazie ad amici conoscenti e benefattori, per la testimonianza che nel silenzio ho sempre colto, ma l'orgoglio spesso mi impediva di parlare. Grazie al Signore che si è degnato di spogliarmi di ogni cosa perché l'ultimo tempo della mia vita sia per Lui, per rivestirmi di Lui e così portare tanti fratelli e sorelle e il mondo intero al Padre.
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
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