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COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
ricordi di teresa
 
“ Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà la sue vesti, li metterà a tavola e passerà a servirli” ( Lc. 12,37). Tra questi servi sono certa che ci sei tu Teresa (nella foto la seconda da destra), che in vita hai servito gli altri , in famiglia, nella parrocchia, nella scuola, nella CM , ma soprattutto sei stata vicina a tua sorella Maria. Adesso il Signore è pronto a servire te perché Lui è venuto per servire i suoi discepoli che si sono distinti per la loro disponibilità al servizio. Lui che è venuto a prenderti due giorni dopo il l tuo ottantanovesimo compleanno!!!. Ci sono relazioni nella nostra vita che perdurano nel tempo, che rimangono stabili, al di là della vicinanza, dei possibili incontri, delle distanze o dei fatti che succedono. Sono perle preziose che custodiamo gelosamente nello scrigno dei ricordi della nostra vita. E’ qui che si conservano le cose più care, che ogni tanto apriamo per fare memoria, dove affiorano i ricordi più preziosi e belli che abbiamo vissuto e che al solo ricordo, fanno rinnovare l’entusiasmo del nostro cammino. Teresa Giordani è stata per me una di queste perle. Tenterò di svolgere il delicato compito di ripercorrere un po’ il cammino di una persona, quando questa ormai non c’è più. Teresa Giordani. Così usavamo chiamarla nella nostra Famiglia per distinguerla da altre “Terese“ che abbiamo nell’Istituto. Con Teresa ho percorso un pezzo importante della mia – nostra vita e di conseguenza della vita della CM. Attenzione, affetto, stima e amicizia sono doni che ha riversato nel mio cammino e nella storia della CM. Schietta nella sua maniera di essere, dolce nei suoi rimproveri. E, sempre con quel sottile umorismo che sapeva sdrammatizzare situazioni, alle volte complicate. Quando ci si incontrava erano momenti di festa, in cui sempre si faceva un po’ il ripasso della storia della CM. Il passato, presente e futuro si alternavano, spontaneamente, senza nessuna forzatura. Teresa era una sorella con la quale provavi gusto a parlare della CM. Aveva un senso si appartenenza molto marcato, soprattutto uno sguardo positivo, perché il suo parlare non aveva l’impronta di amarezze o delusioni, ma sempre un fondo di speranza di chi sa dare sapore alla vita, anche quando questa poteva non essere sempre facile. Ricordo Teresa… nei primi anni del mio cammino nella CM.. Era il tempo in cui con Luisa Chierici stavamo studiando in casa per prepararci al diploma di terza media. Teresa era la nostra “maestra di geografia”, ma soprattutto sentivamo in lei una vera sorella attenta e paziente per stare al nostro passo, alle volte un po’ troppo lento nell’apprendimento… Ricordo Teresa…Con la prima Assemblea della Compagnia Missionaria celebrata nell’anno 1972 ci siamo ritrovate a lavorare nel primo Consiglio Centrale insieme a p. Albino Elegante, Giuseppina Martucci, Leonia Barbato, Antonietta Biavati e Giancarlo Grandi. Egle Matteuzzi come Amministratrice Centrale. Anni di transizione, anni non sempre facili da gestire… Eravamo un bel gruppo, ma io ero giovane, la più giovane del gruppo e inizialmente mi sentivo un po’ timida e in soggezione con questi personaggi ancora poco conosciuti…Fin dall’inizio, mi aveva colpito in Teresa, la sua capacità di ascolto e il suo equilibrio negli interventi sapienti e saggi, per mantenere la comunione. Teresa faceva salti mortali per non mancare ai nostri incontri, cercava così di equilibrare i suoi impegni di scuola, di parrocchia, ma soprattutto di assicurare la sua presenza e assistenza alla sorella Maria. Ricordo… Altri momenti di crescita insieme sono stati, in seguito, la partecipazione agli “Incontri di comunione”, di spiritualità a Terzolas (Trento), di formazione insieme alle sorelle del gruppo di vita in famiglia di Bologna: Egle, Nilva, Antonietta, Giuseppina Martinelli… P. Albino Elegante guidava questi incontri ed è forse grazie anche a questi momenti che in Teresa è cresciuta una profonda stima e affetto per p.Albino. Quando ci lasciavamo dopo ogni nostro incontro, immancabilmente mi diceva: salutami il Padre, così chiamava p. Albino. Con lui aveva un rapporto molto bello. Gli ultimi anni della sua vita Teresa li ha trascorsi con la sorella Maria in una “Casa di riposo per anziani”, la prima in Via Nosadella a Bologna, vicino a Via Guidotti. Qui era contenta perché vicina a casa nostra e questo facilitava anche il contatto tra noi. La vedevo spesso e i nostri incontri erano sempre per lei una bella festa. Un giorno mi ha telefonato perché voleva che andassi da lei, doveva parlarmi. Aveva da consegnarmi una busta per Anna Maria la Presidente. Dentro conteneva i suoi ultimi suggerimenti che riguardavano la revisione del nostro Statuto. “Mi dispiace - mi disse - è tutto quanto ho potuto fare. Non riesco più a scrivere, adesso andate avanti voi…”. Il tono della voce così deciso mi aveva molto impressionato. Ho ricevuto quella busta come consegna di una storia quasi sacra che per lei non finiva lì, ma sapeva che sarebbe continuata ancora da tutti noi. Era il suo ultimo contributo che non era riuscita ad ultimare per l’artrosi alle mani e quindi difficoltà a scrivere. Una testimonianza molto bella l’abbiamo raccolta recentemente nella seconda Casa di riposo, dove Teresa, sempre con la sorella Maria, aveva dovuto spostarsi a causa dei lavori di riforma della prima Casa di riposo. Alcune settimane prima di morire, una domenica, io, Anna Maria, Ludo e Lucy siamo andate a trovarla. Mentre eravamo accanto al suo letto è arrivata una signora. Ci siamo presentate. La signora ha ricordato Teresa così: sono la mamma di un alunno di Teresa. Mio figlio era ricoverato all’ospedale maggiore di Bologna. Teresa in quel periodo insegnava ai bambini ammalati. I maestri di mio figlio mi dicevano sempre che il bambino non sapeva scrivere, soprattutto dicevano, scrive storto! Teresa l’ha preso a cuore, con la sua pazienza e attenzione è riuscita a fargli scrivere bene. Mio figlio oggi scrive diritto. Sono qui per ringraziarla! Al suo funerale Don Francesco il parroco, nell’omelia così ha parlato di lei: Teresa è tornata oggi nella sua parrocchia di Santa Maria Madre della Chiesa (e aggiungo io: la stessa di Giancarlo Grandi: due persone “GRANDI” della CM). La presenza di Teresa in parrocchia è stata molto significativa soprattutto perché sempre presente per animare la messa delle 8, la messa più organizzata e partecipata… Le cose da raccontare sono tante ma i miei ricordi si fermano qui. Chi ha conosciuto Teresa Giordani può raccontare tante cose, basterebbe aprire il cuore di ciascuno per far emergere un po’ della sua vita che è anche la nostra. Carissima Teresa, adesso sei entrata in una vita radicalmente nuova e abitata dalla presenza di Dio. In questa vita nuova hai certamente incontrato le nostre sorelle e fratelli della CM, la comunità che ora vive in cielo. Un gruppo che sta diventando sempre più numeroso… Insieme a te e a loro oggi vogliamo pregare la Consacrazione a Maria: “O Maria, Madre di Dio e Madre nostra la Compagna Missionaria del Sacro Cuore si consacra oggi a te perché…Teresa, sii tu intermediaria perché il nostro coro si unisca unanime in questa preghiera e ottenga da Maria la sua protezione materna oggi e sempre. Santina [img2bcx] Carissima Teresa, quando mi è giunta la notizia della tua morte, ho sentito un fremito nel mio cuore e subito ti ho affidata al Signore, al Suo amore misericordioso, poi mi sono soffermata a pensare a te, alla tua vita, alle tue scelte di vita così ben orientate verso ciò che è essenziale, con semplicità, con gioia, senza appesantire nulla, ma solo abbandonata al Signore, sempre. Teresa cara, lasciami fare memoria dei bei tempi in cui facevi lezione a me e a Santina. Com’era bello studiare con te, lavoravamo seriamente, ma con quanta gioia nel cuore e con quante folli risate… Ricordo ancora quando, in confessione, p. Moro mi scambiò per te e mi chiese: “ Dimmi Teresa le fai ancora le tue teresate?...” E così, ebbi la soddisfazione di sapere che facevi le “teresate” anche se non so ancora cosa fossero. Come ci divertimmo quando a lezione raccontai questo fatto e quanti ricami ci facemmo su … Teresa, ora davvero ti penso davanti a Dio, nella gloria degli Angeli e dei Santi. Per te ora è tutto chiaro e tutto è paradiso… Mentre ti ricordo nella preghiera, gioisco della tua gioia e non posso non dirti: brava Teresa, ti ammiro perché tu il Signore l’hai amato sul serio e sul serio hai servito gli altri, i tuoi bimbi, tua sorella, con gioia, con passione, con amore, spendendo tutta te stessa proprio come ha fatto Gesù. Sei stata per me, per tutte noi, un bell’esempio di carità. Il sorriso costante ti coronava il volto rendendoti amabile a accattivante – trasparente della bellezza di Dio. Mi sentivo bene con te. La tua presenza liberante mi metteva a mio agio. Sapevi scorgere il lato positivo in ogni persona e in ogni avvenimento e sapevi usare una saggia ironia specie nelle circostanze difficili e dolorose. Dio ti ha abitata- e tu hai posto in Lui la tua dimora, ora vivi con lui per sempre. Grazie Teresa, sei stata grande perché hai saputo essere te stessa: umile, sapiente, generosa, vera… Per me rimani un faro di luce che mi indica la via da seguire: Gesù Cristo perché Lui è la via la verità e la vita che conduce alla salvezza. Ti voglio bene Teresa e tu dal cielo guarda verso di noi e portaci nel tuo canto di lode al Signore. Luisa
buon natale!
 
Quante volte in questo tempo, questo semplice augurio, lo diremo a tante persone e altrettante volte lo riceveremo. Un saluto e un augurio che spesso lo diciamo distrattamente o per formalità dettata dal momento che si vive. Ma se ci pensiamo bene questo semplice augurio racchiude un significato profondo. Con il “Buon Natale” desideriamo che il giorno (25 dicembre) si passi bene in famiglia in serenità… e tutto questo è molto bello, ma questo semplice augurio può avere anche una forza e una carica spirituale. Nell’ augurare: “Buon Natale” vogliamo allargare gli orizzonti affinché non sia solo quel giorno buono ma sia l’augurio di vivere tutto l’anno buono, vissuto facendo cose buone, dicendo cose buone, amando il buono che è intorno a noi, amando la storia che siamo chiamati a vivere e costruire, amando con passione questo mondo con le sue gioie e contraddizioni. Così il “Buon Natale” non si ferma al 25 dicembre e alle feste di questo periodo, ma si estende nella concretezza della vita dove, come il Verbo, anche noi siamo chiamati all’incarnazione. Un’incarnazione non solo spirituale ma concreta, come è stata concreta l’incarnazione del Figlio di Dio : “Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo…” (Eb 10,5-7). “Ecco io vengo” è questo il buon natale che ci dobbiamo augurare che diventa invito a ripetere con Lui “Ecco io vengo” così ci uniamo alla sua offerta per fare della nostra vita un’oblazione a servizio del Regno. Questa offerta ci rende capaci di portare dentro, nel profondo della nostra esistenza tutte le realtà con cui veniamo a contatto e ci fa scoprire e semi del Verbo che sono stati sparsi in tutte le realtà terrene, a noi il compito di saperli riconoscere. La liturgia ci invita ad attendere…, un’attesa carica di speranza e che ci invita all’accoglienza fatta di gesti concreti ed il presepe ne è un esempio: Gesù ha accolto l’invito del Padre e ha detto “Ecco io vengo” e “il Verbo si fece carne”; Maria ha accolto l’annuncio dell’Angelo en ha detto “eccomi” e nel suo grembo prende forma il Verbo; Giuseppe ha accolto il mistero in cui si è trovato coinvolto ed è stato il custode facendo il papà e lo sposo; i pastori hanno accolto l’annuncio dell’angelo e si sono messi in cammino. Anche la nostra attesa sia operosa e concreta per poter accogliere e il Principe della pace e a nostra volta essere segno e testimonianza di questo amore. Questa poesia che ho trovato mi sembra molto significativa per vivere il nostro natale nella concretezza della vita. IL PRESEPE SIAMO NOI Il nostro corpo presepe vivente, nei luoghi dove siamo chiamati a vivere e lavorare. Le nostre gambe come quelle degli animali che hanno visitato la grotta "quella notte". Il nostro ventre come quello di Maria che ha accolto e fatto crescere Gesù. Le nostre braccia come quelle di Giuseppe che l'hanno cullato, sollevato, abbracciato e lavorato per lui. La nostra voce come quella degli angeli per lodare il Verbo che si è fatto carne. I nostri occhi come quelli stupiti di tutti coloro che la Notte Santa l'hanno visto nella mangiatoia. Le nostre orecchie come quelle dei pastori che hanno ascoltato attoniti il canto divino proveniente dal cielo. La nostra intelligenza come quella dei Magi che hanno seguito la stella fino alla Sua casa Il nostro cuore come la mangiatoia che ha accolto l'Eterno che si è fatto piccolo e povero come uno di noi. Auguro a tutti di vivere un Buon Natale e nella notte santa ringraziamo insieme il Dio Bambino per il dono della Compagnia Missionaria. In comunione
bom natal!
 
Quantas vezes, neste tempo, faremos este simples voto a tantas pessoas e de tantas pessoas o receberemos. Uma saudação e um voto que muitas vezes dizemos distraídamente ou por formalidade ditada pelo momento em que se vive. Mas, se pensamos bem este simples voto encerra um significado profundo. Dizendo “Bom Natal” desejamos que o dia (25 de Dezembro) se passe bem e com serenidade em família...e tudo isto é muito bonito, mas este simples voto pode ter também uma força e uma carga espiritual. Ao desejarmos: “Bom Natal” queremos alargar os horizontes de modo que não só aquele dia seja bom mas que possamos viver todo um ano bom, vivido fazendo coisas boas, dizendo coisas boas, amando o bom que nos rodeia, amando a história em que somos chamados a viver e a construir, amando com paixão este mundo com as suas alegrias e as suas contradições. Deste modo o “Bom Natal” não se refere apenas ao dia 25 de Dezembro e às festas deste período, mas estende-se à vida concreta onde, como o Verbo, também nós somos chamados à incarnação. Uma incarnação não apenas espiritual mas concreta, como foi concreta a incarnação do Filho de Deus: «Por isso, ao entrar no mundo, Cristo diz: “Não quiseste sacrfício nem oblação, mas preparaste-Me um corpo. Os holocaustos e sacrifícios pelo pecado não Te agradaram. Então Eu disse: Eis que venho...”» (Heb 10, 5-7). “Eis que venho” é este o bom Natal que nos devemos desejar reciprocamente e que se torna um convite a repetir com Ele “Eis que venho”; deste modo unimo-nos à sua oferta para fazer da nossa vida uma oblação ao serviço do Reino. Esta oferta torna-nos capazes de levar dentro de nós, na profundidade da nossa existência, todas as realidades com as quais contactamos e faz-nos descobrir as sementes do Verbo que foram dispersas em todas as relaidades terrestres; a nós a tarefa de saber reconhecê-las. A liturgia convida-nos a esperar..., uma espera carregada de esperança e que nos convida ao acolhimento, feito de gestos concretos, e o presépio é um exemplo disto mesmo: Jesus acolheu o convite do Pai e disse “Eis que venho” e “o Verbo se fez carne”; Maria acolheu o anúncio do Anjo e disse “Eis-me aqui” e no seu ventre o Verbo toma forma; José acolheu o mistério em que se encontrou envolvido e foi o custódio fazendo de pai e de esposo; os pastores acolheram o anúncio do anjo e puseram-se a caminho. Que também a nossa espera seja activa e concreta para podermos acolher o Príncipe da paz e à nossa volta sermos sinal e testemunho do seu amor. Esta poesia que encontrei parece-me muito significativa para vivermos o nosso Natal no concreto da nossa existência. O PRESÉPIO SOMOS NÓS O nosso corpo presépio vivente, nos lugares onde somos chamados a viver e a trabalhar. As nossas pernas como as dos animais que visitaram a gruta “naquela noite”. O nosso ventre como o de Maria que acolheu e fez crescer Jesus. Os nossos braços como os de José que o embalaram, o levantaram, o abraçaram e para ele trabalharam. A nosa voz como a dos anjos para louvar o Verbo que se fez carne. Os nossos olhos como os olhos admirados de todos aqueles que na Noite Santa o viram na manjedoira. Os nossos ouvidos como o dos pastores que escutaram espantados o canto divino proveniente do céu. A nossa inteligência como a dos Magos que seguiram a estrela até à Sua casa. O nosso coração como a manjedoira que acolheu o Eterno que se fez pequeno e pobre como um de nós. Desejo a todos/as que vivam um Bom Natal e na noite santa agradeçamos juntos ao Deus Menino o dom da Companhia Missionária. Em comunhão
recordando teresa giordani
 
O adeus a Teresa Giordani, proferido por Ana Maria, nossa Presidente, na missa do funeral, dia 20 de Outubro de 2010, na igreja de Nossa Senhora Mãe da Igreja que, até há poucos anos fora a paróquia de Teresa. Santina e Luisa recordam pedaços do caminho feito com Teresa. Em nome de P. Albino Elegante e em nome de toda a Companhia Missionária dirijo este adeus a Teresa. Teresa Giordani é uma das 8 primeiras missionárias que deram início à Companhia Missionária, um Instituto secular e missionário. No interior do Instituto desempenhou tarefas de responsabilidade e, até que lhe foi possível, empenhou-se sempre no sentido de fazer caminhar a nossa família. Assim escrevia Teresa há alguns anos: “Repenso neste momento ao caminho feito pela CM para responder às exigências da Igreja de hoje, para viver a própria consagração secular de maneira cada vez mais aderente aos sinais dos tempos e vejo, neste caminho, a acção do Espírito Santo que nos acompanha. Mas o que mais me conforta é o pensamento que a essência da nossa vocação é a ESPIRITUALIDADE DE AMOR, daí que em qualquer momento e em qualquer circunstância posso responder ao chamamento inicial. E então, o entusiasmo dos primeiros tempos encontra motivação para ser continuamente refrescado. Quero agradecer ao Senhor que se dignou escolher-me, apesar da minha pobreza; que nunca se cansou de mim; que semeou no meu caminho contínuos gestos de ajuda gratuita...graças também a Maria Santíssima que, com a sua materna assistência sempre me acompanhou, peço-lhe que continue a mostrar-se Mãe, Guia e Custódia...”. (Vinculum n. 4 – ottobre 1983). Teresa exerceu a sua profissão de professora com paixão e grande profissionalidade. Nos últimos anos de trabalho ensinou na escola interna do hospital “Maggiore” (em Bolonha), experiência que ela sempre recordou como um dos momentos mais significativos da sua profissão. Assim escrevia sobre esta experiência: “Há dois anos que ensino na escola do hospital “Maggiore” e convenço-me cada vez mais que foi o Senhor a dispor as coisas de modo que me pudesse aproximar de tantas crianças doentes, para lhes levar um pouco de alegria. São de facto muitas as crianças que me dizem: eu não gosto muito de ir à escola, mas aqui venho de boa vontade porque um pouco escrevemos, um pouco trabalhamos, um pouco jogamos e o tempo passa depressa...”. E, diante da notícia da morte de uma menina assim escrevia: “Soube que Samanta morreu. Experimentei uma dor imensa que ainda hoje está viva no meu coração e pensei na sua mãe, pobre mãe! Escrevi-lhe uma longa carta exprimindo as palavras que me sugeria o grande sofrimento que eu própria experimentava..”. E concluia deste modo: “Quis comunicar-te [dirigia-se a Vinculum] alguns motivos de alegria e de dor que tecem o meu trabalho. As vicissitudes destas crianças tornaram-se parte da minha vida e a alegria maior é a de poder abrir uma pequena brecha de azul, na atmosfera pesada que envolve o hospital”. (Vinculum n.2 – marzo 1983). Teresa no meio de nós deu sempre um testemunho de serenidade, de dedicação,de capacidade de acolher o que acontecia com aquele olhar de fé que a ajudava a ver o lado positivo e por vezes também cómico da situação. Nunca perdeu a sua auto-ironia, os seus ditos espiritosos, o seu sorriso. A sua preocupação nunca era para si mesma. Recordo quando, o ano passado, estava hospitalizada, e lhe perguntei: “como estás, Teresa?”- a sua resposta foi: “benzinho, como Deus quer”, e imediatamente acrescentou: “estou preocupada por Maria [a irmã com quem sempre viveu] que está sozinha...”. Tinha a capacidade de se esquecer de si e o seu olhar estava para além dela mesma. Teresa sempre foi uma presença discreta, sem nunca invadir o campo dos outros, uma presença significativa para todas nós; sentiremos a falta daquela sapiência que sabia viver e transmitir. Nestes últimos tempos, quando ainda falava, regalou-me ainda uma pérola da sua vida. Dizia-lhe eu que ela estava a viver um momento difícil e onde a oferta ao Coração de Cristo estava a tornar-se particularmente fatigante; Teresa olhou para mim e com um fio de voz disse-me: “sim, é fatigante mas necessário”. Então, com ela repeti a oração de oferta: “Meu Deus, ofereço-Te a minha vida em união a Jesus, por meio de Maria, em espírito de amor e para o advento do Teu Reino no mundo”. Renovou deste modo o sim, mais uma vez, a Deus Senhor da vida. À família de Teresa desejo exprimir a gratidão de todas nós pelo vosso testemunho de dedicação pela Tia. Adeus, Teresa, temos a certeza que do céu, juntamente com as outras missionárias e familiares que já estão lá no alto, continuarás a cantar os louvores do Senhor e que nos protegerás a nós, tua irmã Maria e toda a tua família.
teresa giordani na minha recordação
 
«Felizes aqueles servos que o senhor, quando vier, encontrar vigilantes. Em verdade vos digo: cingir-se-á, mandará que se ponham à mesa e servi-los-á».(Lc. 12,37). Entre estes servos tenho a certeza que estás também tu, Teresa, que em vida servistes os outros, na tua família, na paróquia, na escola, na CM, mas sobretudo estivestes ao lado da tua irmã Maria. Agora, o Senhor está pronto a servir-te a ti porque Ele veio para servir os seus discípulos que se destacaram pela sua disponibilidade ao serviço. Ele que veio buscar-te dois dias depois do teu octogésimo nono aniversário!!! Há relações na nossa vida que perduram no tempo, que permanecem estáveis para além da proximidade, dos possíveis encontros, das distâncias ou dos factos que sucedem. São pérolas preciosas que guardamos ciosamente no escrínio das recordações da nossa vida. É aqui que se conservam as coisas mais queridas, que de vez em quando abrimos para fazer memória, onde afloram as recordações mais preciosas e bonitas que vivemos e que só ao recordá-las, nos fazem renovar o entusiasmo pelo nosso caminho. Teresa Giordani foi para mim uma destas pérolas. Vou tentar a delicada tarefa de voltar a percorrer um pouco o caminho de uma pessoa quando esta já partiu. Teresa Giordani. Era assim que costumávamos chamá-la na nossa Família para a distinguir de outras “Teresas” que temos no Instituto. Com Teresa percorri um troço importante da minha-nossa vida e, consequentemente, da vida da CM. Atenção, afecto, estima e amizade são dons que derramou no meu caminho e na história da CM. Franca na sua maneira de ser, doce nas suas reprimendas. E, sempre com aquele subtil humorismo que sabia desdramatizar situações, às vezes complicadas. Quando nos encontrávamos era sempre um momento de festa, em que percorríamos um pouco da história da CM. O passado, o presente e o futuro alternavam-se, espontâneamente, sem nenhum esforço ou cálculo. Teresa era uma missionária com a qual se experimentava o gosto de falar da CM. Tinha um sentido de pertença muito radicado, sobretudo um olhar positivo, porque as suas palavras não eram marcadas por amarguras ou desilusões, mas delas emergia sempre um fundo de esperança de quem sabe dar sabor à vida, também quando esta não se apresentava fácil. Recordo Teresa... nos primeiros anos do meu caminho na CM. Era o tempo em que com Luisa Chierici estudávamos em casa para nos prepararmos a obter o diploma da Escola média. Teresa era a nossa “professora de geografia”, mas sobretudo sentíamos que ela era uma verdadeira irmã, atenta e paciente, para respeitar o nosso ritmo, às vezes um pouco lento... Recordo Teresa... Com a primeira Assembleia da Companhia Missionária, celebrada no ano de 1972, encontrámo-nos a trabalhar no primeiro Conselho Central, juntamente com P. Albino Elegante, Giuseppinna Martucci, Leonia Barbato, Antonietta Biavati e Giancarlo Grandi. Egle Matteuzzi como Administradora Central. Anos de transição, anos nem sempre fáceis de gerir...Éramos um bom grupo, mas eu era jovem, a mais jovem do grupo e, inicialmente, sentia-me um pouco tímida e acanhada diante destes personagens ainda um pouco desconhecidos...Desde o início tinha ficado impressionada com a capacidade de escuta de Teresa e com o seu equilíbrio nas intervenções sensatas e sapientes e que miravam sempre a manter a comunhão. Teresa fazia saltos mortais para não faltar aos nossos encontros, procurando equilibrar os seus empenhos na escola, na paróquia, mas sobretudo de assegurar a sua presença à sua irmã Maria. Recordo... Outros momentos de crescimento juntas foram, depois, a participação aos “Encontros de comunhão”, de espiritualidade a Terzolas (Trento), de formação juntamente com as missionárias de vida em família de Bolonha: Egle, Nilva, Antonietta, Giuseppina Martinelli... P. Albino Elegante guiava estes encontros e é talvez graças a estes momentos que em Teresa cresceu uma profunda estima e afecto por P. Albino. Quando nos deixávamos depois de cada um dos nosso encontros, dizia-me sempre: saúda-me o Padre, como chamava a P. Albino. Com ele mantinha uma relação muito bonita. Os últimos anos da sua vida, Teresa passou-os com a irmã Maria numa “casa de repouso para pessoas idosas”, primeiro em Via Nosadella , em Bolonha, perto de Via Guidotti. Aqui estava contente por estar perto da nossa casa e isto facilitava o contacto connosco. Vi-a com frequência e os nossos encontros eram sempre para ela uma festa. Um dia telefonou-me pedindo se a podia ir visitar, porque precisava de me falar. Tinha de dar-me um envelope para entregar à Ana Maria, nossa Presidente. Dentro estavam as suas últimas sugestões para a revisão do nosso Estatuto. “Tenho pena - dizia-me – é tudo o que pude fazer. Já não consigo escrever, agora ide vós em frente...”. Impressionou-me muito o seu tom de voz decidido. Recebi aquele envelope como a entrega de uma história quase sagrada que para ela acabava ali, mas que sabia que seria continuada por nós todas/os. Era o seu último contributo que não tinha conseguido acabar por causa da artrose nas mãos que lhe impedia de escrever. Outros recordam-na assim Um testemunho muito bonito recolhemo-lo recentemente na segunda casa de repouso, para onde Teresa, sempre com a irmã Maria, tinha sido obrigada a transferir-se por causa do restauro da primeira casa de repouso. Algumas semanas antes da sua morte, um domingo, eu, Ana Maria, Ludo e Lucy fomos visitá-la. Enquanto estávamos ao lado da sua cama chegou uma senhora. Apresentámo-nos. A senhora recordou Teresa assim: «Sou a mãe de um aluno de Teresa: O meu filho estava internado no hospital “Maggiore” de Bolonha. Os professores do meu filho diziam-me que a criança não sabia escrever, sobretudo diziam, escreve tudo torto! Teresa tomou-o a peito e com a sua paciência e atenção conseguiu fazê-lo escrever bem. O meu filho hoje escreve direito. Estou aqui para lhe agradecer!». No seu funeral P. Francesco, o pároco, na homilia falou assim dela: «Teresa voltou hoje à sua paróquia de Santa Maria Mãe da Igreja (e acrescento eu: a mesma de Giancarlo Grandi: duas pessoas “GRANDI” = GRANDES” da CM). A presença de Teresa na paróquia foi muito significativa porque estava sempre presente para animar a missa das 8, a missa melhor organizada e participada...». As coisas que poderia narrar são tantas, mas as minhas recordações termino-as aqui. Quem conheceu Teresa Giordani pode contar tantas outras coisas, bastaria abrir o coração para fazer emergir um pouco da sua vida que é também nossa. Querida Teresa, agora entraste numa vida radicalmente nova e habitada pela presença de Deus. Nesta vida nova encontraste certamente as nossas irmãs e irmãos da CM, a comunidade que agora vive no céu. Um grupo que vai sendo cada vez mais numeroso...Juntamente contigo e com eles queremos rezar a Consagração a Maria: “Ó Maria, Mãe de Deus e nossa Mãe, a Companhia Missionária do Coração de Jesus consagra-se, hoje, a Ti, para que... Teresa, sê tu a intermediária para que o nosso coro se una unânime nesta oração e obtenha de Maria a sua protecção materna hoje e sempre. Santina [img2bcx] Querida Teresa, Domingo, quando me chegou a notícia da tua morte, senti um frémito no meu coração e, imediatamente, confiei-te ao Senhor, ao Seu amor misericordioso; depois detive-me a pensar em ti, à tua vida, às tuas opções de vida tão bem orientadas para o que é essencial, com simplicidade, com alegria, sem tornar nada pesado, mas sempre abandonada ao Senhor. Querida Teresa, deixa-me recordar os belos tempos em que davas lições a mim e a Santina. Como era bom estudar contigo, trabalhávamos seriamente, mas com quanta alegria no coração e com quantas loucas risadas... Recordo também quando, na confissão, P. Moro me confundiu contigo e me perguntou: «Diz-me Teresa, fazes ainda as tuas “teresate”?...» E assim, tive a satisfação de saber que fazias as “teresate”, mesmo se não sei ainda hoje o que fossem. Como nos divertimos, quando durante a lição contei este facto e quantos comentários continuamos a fazer a este propósito...». Teresa, agora penso em ti diante de Deus, na glória dos Anjos e dos Santos. Para ti, agora, tudo é claro e tudo é paraíso...Ao mesmo tempo que te recordo na oração, alegro-me com a tua alegria e não posso deixar de te dizer: valente Teresa, admiro-te porque amaste o Senhor a sério e a sério serviste os outros, as tuas crianças, a tua irmã, com alegria, com paixão, com amor, gastando-te completamente tal com fez Jesus. Foste para mim, para todas nós, um estupendo exemplo de caridade. O sorriso constante coroava-te o rosto tornando-te amável e cativante – transparente da beleza de Deus. Sentia-me bem contigo. A tua presença libertadora punha-me à vontade. Sabias descobrir o lado positivo de cada pessoa e de cada acontecimento e sabias usar uma sage ironia, especialmente nas circunstâncias difíceis e dolorosas. Des habitou em ti – e tu colocaste n’Ele a tua morada; agora vives com Ele para sempre. Obrigada Teresa, foste grande porque soubeste ser tu mesma: humilde, sapiente, generosa, verdadeira...Para mim permaneces um farol de luz que me indica o caminho a seguir: Jesus Cristo, porque Ele é o caminho, a verdade e a vida que conduz à salvação. Quero-te bem, Teresa, e tu do céu olha por nós e associa-nos ao teu canto de louvor ao Senhor. Luisa
pensando a teresa giordani
 
Pensare a Teresa G. mi rimanda al suo gruppo di appartenenza, il gruppo di vita in famiglia di Bologna. Un gruppo particolarmente provato ma, un gruppo con una grande qualità di vita e di pensiero. Un gruppo che purtroppo si sta estinguendo pian piano ma che lascia alla CM una grande eredità da valorizzare e da mettere in luce. Teresa G., soprattutto a partire dagli anni del mio secondo ritorno in Mozambico nel 2003, mi é stata particolarmente vicina nella preghiera e nell’offerta missionaria. E questa vicinanza si traduceva in gesti molto semplici ma molto significativi. Un incontro, un biglietto, una visita e, la certezza di una vicinanza profonda che non aveva bisogno di tante parole ma che si traduceva davvero in quella comunione di spirito che unisce profondamente le persone e le fa camminare insieme anche se a mille miglia di distanza. Un sentire che si sta camminando insieme e si stanno perseguendo gli stessi obiettivi. Una missionarietà vissuta nell’offerta del quotidiano, nella preghiera e nell’accompagnare la vita delle missionarie che vivono sul campo come se si fosse insieme nello stesso luogo. Ed, in questi ultimi anni, ogni volta che rientravo in Italia, avevo modo di incontrarmi con lei e di condividere il nostro vissuto. Teresa mi assicurava la sua preghiera per le persone in formazione e per le nuove giovani che iniziavano il loro cammino nella CM. Questo per me era una grande forza e davvero coglievo questo anelito missionario profondo in lei. Cercavo queste occasioni di incontro per parlargli delle persone in cammino formativo e per essere sostenuta dalla sua preghiera e sentivo che davvero c’era questo legame di fede e di amore. Nei giorni della sua “agonia” abbiamo pregato molto per lei nel nostro gruppo di Nampula ed anche le giovani l’hanno conosciuta attraverso i miei racconti. Per le persone dell’Africa é importante il legame con le persone che ci precedono nel Regno dei Cieli. Loro fanno un tutt’uno con noi. Ricordo in questo momento anche sua sorella Maria e mi unisco alla famiglia per ringraziare il Signore per la loro testimonianza di fede. In comunione.
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COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
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