Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA
DEL SACRO CUORE
una vita nel cuore del mondo al servizio del Regno...
Compagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia MissionariaCompagnia Missionaria
Compagnia Missionaria del Sacro Cuore
 La COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE è un istituto secolare, che ha la sede centrale a Bologna, ma è diffuso in varie regioni d’Italia, in Portogallo, in Mozambico, in Guinea Bissau, in Cile, in Argentina, in Indonesia.  All’istituto appartengono missionarie e familiares Le missionarie sono donne consacrate mediante i voti di povertà, castità, obbedienza, ma mantengono la loro condizione di membri laici del popolo di Dio. Vivono in gruppi di vita fraterna o nella famiglia di origine o da sole. I familiares sono donne e uomini, sposati e non, che condividono la spiritualità e la missione dell’istituto, senza l’obbligo dei voti.
News
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEIA GERAL ORDINÁRIA DA COMPANHIA MISSIONÁRIA DO CORAÇÃO DE JESUS
    Realizar-se-á no CENÁCULO MARIANO em Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna – Italia ... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASAMBLEA GENERAL ORDINARIA DE LA COMPAÑÍA MISIONERA DEL SAGRADO CORAZÓN
    a realizarse en el CENÁCULO MARIANO en Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bolonia - Italia DE... Continua
  • 21 / 06 / 2019
    IX ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DELLA COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
    si terrà al CENACOLO MARIANO a Borgonuovo di Pontecchio Marconi – Bologna - Italia DAL 19 AL ... Continua
consacrazione a maria
 
O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, la Compagnia Missionaria del S. Cuore si consacra oggi a te, perchè tu abbia a regnare nella nostra famiglia con la tua protezione materna e con il tuo spirito modello di ogni virtù. Degnati di prendere pieno possesso di questa famiglia che vuole essere il piccolo regno del Tuo cuore e del Cuore di Gesù. Amen
come a betania
 
Dopo la mia ordinazione sacerdotale, i superiori della mia Congregazione mi incaricarono di diffondere la devozione al S. Cuore di Gesù, come l'aveva praticata e insegnata ai suoi figli spirituali, i Sacerdoti del S. Cuore, il venerato p. Dehon. Eravamo alla fine della seconda guerra mondiale ed era forte la sete di spiritualità; ho potuto così avere contatto con molti sacerdoti, con adulti e con giovani. Alcune ragazze mi comunicarono la volontà di una donazione più piena al Signore: all'inizio ho cercato di indirizzarle all'una o all'altra congregazione feminile che conoscevo; ma altre ragazze, che mi accompagnavano nei vari incontri, espressero il desiderio di rimanere nel cammino della stessa spiritualità a cui avevano già aderito: come a Betania, in atteggiamento di ascolto, nell'amore e nel servizio di Dio e dei fratelli. Così ha avuto inizio la Compagnia Missionaria del S. Cuore di Gesù, la notte di Natale del 1957
nate con gesù a natale
 
La giornata tanto attesa finalmente è arrivata. Sembrava che questi giorni non passassero più tanto era il nostro desiderio di vedere spuntare l’alba del 24.12.57. Incominciano a farsi sentire i primi squilli di campanello: ognuna di noi va a gara per correre ad aprire la porta alle nostre sorelle esterne che con noi oggi faranno una giornata di ritiro in preparazione alla funzione di accettazione nella Compagnia... ...alle 8,30 ci si ritrova in Cappella. Il Padre, dopo aver proceduto alla benedizione dell’Altare e di tutti gli oggetti sacri, si accinge a celebrare la S.Messa. Non si può dire che cosa provavano i nostri cuori in quel momento. La prima S.Messa celebrata nella nostra casa, la S.Messa che ci avrebbe permesso di avere sempre Gesù in mezzo a noi! Non potevano sgorgare dai nostri cuori che sentimenti di viva riconoscenza per la grazia che il Signore in quel momento ci faceva, per tutte le grazie che ci aveva fatto preferendoci a tante altre ben più buone di noi. Questi sentimenti sono stati gli stessi che il Padre ci ha proposto alla nostra prima meditazione, all’inizio del ritiro... ...il Padre ci ha comunicato, con nostra grande gioia che la Direttrice della Compagnia Missionaria del S.Cuore, sarà in perpetuo la Madonna. Costituita dalla sapienza Divina la Direttrice di Gesù è giusto che sia anche la Direttrice delle anime che compongono la nuova famiglia di Gesù. Ciò detto il Padre ha consacrato solennemente il primo nucleo della Compagnia Missionaria alla Madonna... ...Per esprimere in concreto la nostra dipendenza dalla Madonna, le lasceremo oggi e sempre il primo posto nella nostra comunità: in Cappella, nel laboratorio, in refettorio, in dormitorio etc… La sua immagine oppure un piccolo mazzo di fiori ci richiamerà la sua presenza e a Lei porteremo tutti i nostri problemi, tutte le nostre ansietà, tutte le nostre pene e da Lei ci attenderemo la soluzione, la guida e il conforto. La S.Messa di mezzanotte ha inizio mentre una profonda commozione pervade i nostri cuori: con Gesù anche noi stiamo nascendo ad una nuova vita. In quel momento più niente ci è sembrato aver importanza; nessuna distrazione venne in quel momento a distoglierci da questa realtà: stavamo per promettere a Gesù in forma solenne che per la vita e per la morte saremmo state sue. Dopo la S.Messa viene esposto il SS. Sacramento ed ha così inizio la funzione circa la nostra prima accettazione nella Compagnia Missionaria del Sacro Cuore... ...Questa notte non siamo riuscite a trattenere in noi la gioia per il grande beneficio che il Signore ci ha fatto, non siamo riuscite a coricarci subito e tanto meno chiudere quei benedetti occhi. Sentivamo tanto amore per Gesù nelle nostre anime!
buona pasqua
 
Carissimi, un caro saluto e un augurio di buon cammino quaresimale. Ogni anno la chiesa ci propone questo cammino in cui siamo richiamati alla conversione. Occasione unica per rivedere il nostro cammino e porci, con molta sincerità, di fronte a noi stessi. I segni che ci vengono proposti sono semplici ma molto eloquenti; a partire dalle ceneri, segno di penitenza, riconosco la necessità di perdono e, con la comunità cristiana, mi impegno in un cammino di vera conversione. Partendo da questo segno delle ceneri inizia un cammino di “sincerità” con noi stessi, non possiamo nasconderci. E’ necessario fare chiarezza. La liturgia ci invita, ogni giorno, alla conversione. Conversione che non significa solo riconosce il nostro peccato ma soprattutto credere che l’amore misericordioso di Dio ci perdona e ci rinnova. E’ in questo amore che perdona e rinnova che ha senso il cammino quaresimale. Perché se ci fermassimo solo a riconoscere le nostre debolezze, sarebbe triste e scoraggiante. E’ solo nella speranza di essere amati perdonati e rinnovati che possiamo, con dignità, chinare il capo per ricevere le ceneri e rialzarlo nella certezza che, nell’amore di Dio, è possibile un nuovo cammino. Mi piace ricordare il brano del profeta Michea dove il popolo di Israele si domandava quali e quanti olocausti doveva offrire per rimediare al peccato commesso davanti a Dio: “Gradirà il Signore le migliaia di montoni e torrenti di olio a miriadi? Gli offrirò forse il mio primogenito per la mia colpa, il frutto delle mie viscere per il mio peccato?” (Mch 6,7) Così risponde il Signore: “Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio” (Mch 6,8). Questo brano ci pone sul cammino giusto, non è facendo cose che ci “guadagniamo” il perdono ma cambiando vita. Cioè ricercare continuamente quel nuovo stile di vita per essere sempre pronti a dare testimonianza e fare scelte profetiche. E’ in questo cammino che possiamo ritrovare il coraggio di chinare il capo per ricevere le ceneri e rialzarlo con la forza del cambiamento che ci viene da Dio. Praticare la giustizia ci coinvolge in tutto ciò che riguarda la vita sociale e in quelle scelte quotidiane con le quali desideriamo dire al mondo che tutto mi riguarda e non vivo nulla nell’indifferenza. Amare la pietà ci invita a vivere la vita di amore che si fa comunione con Dio e con i fratelli (cfr St 8-9) un amore che nasce dalla passione per le cose di Dio e la passione per il mondo. Camminare umilmente con il tuo Dio è l’Ecce Venio che siamo chiamati a ripetere ogni giorno come singoli e come famiglia. Nella lettera programmatica a p. 12 c’è tracciato un cammino che ci può aiutare a giungere alla la Pasqua percorrendo cammini di giustizia, amore e obbedienza al nostro Dio: Raccogliendo alcuni suggerimenti che ci sono arrivati dei gruppi possiamo farci reciprocamente alcune consegne: dare sempre il primato a Dio; crescere ed educarci ad una interiorità solida, che irrobustisce le nostre opzioni fondamentali; lasciarci interpellare dalla Parola; attenzioni agli avvenimenti sociali; non lasciaci prendere dallo scoraggiamento; tutte siamo protagoniste e chiamate a costruire la storia; riscoprire la fecondità che ancora c’è in noi. (LP p.12) Il Signore Morto e Risorto ci doni ogni benedizione Buona Pasqua! In comunione Anna Maria
dall'assemblea mondiale degli istituti secolari, 2008
 
L’Assemblea mondiale degli Istituti secolari che si è svolta a Guadalajara in Messico, dal 19 al 23 novembre 2008, ed ha riunito i Responsabili e delegati di 81 Istituti secolari dei circa 160 facenti parte effettiva della Conferenza mondiale. Il clima di mondialità si respirava non solo nella diversità delle lingue e caratteristiche peculiari, ma nella particolarità delle testimonianze ed esperienze. Si viveva in maniera molto forte l’ideale comune e il desiderio di cogliere in pienezza il soffio della Spirito Santo che, nella novità, porta ad un sempre più qualificato ed incisivo apporto degli Istituti Secolari nella Chiesa e nel mondo. È emersa per tutti la sottolineatura della esigenza di una vita spirituale intensa ed autentica capace di riscoprire i semi del Verbo presenti nel mondo globalizzato e nei segni dei tempi, per attuare quel dialogo con il mondo che, nell’umiltà, ci renda capaci di ascoltare e porci a servizio degli uomini e delle attese dei nostri giorni.“Siamo venuti da diversi Paesi- ha detto la Presidente della CMIS Ewa Kusz all’inizio dell’Assemblea – carichi di diverse esperienze culturali, sociali e politiche, ma anche religiose e spirituali e siamo qui per collaborare insieme, per dirci di noi, dei nostri Istituti per mettere insieme le attese e le difficoltà più grandi di questi difficili anni della storia dell’uomo; insieme cerchiamo di individuare le prospettive per il prossimo quadriennio di attività della Conferenza Mondiale... Due grandi eventi hanno segnato gli ultimi quattro anni della Chiesa universale: la morte di Giovanni Paolo II e la elezione di Benedetto XVI. Cadeva il 60mo anniversario della Provida Mater Ecclesia e Primo Feliciter: certamente i documenti più importanti della nostra storia. Abbiamo vissuto queste memorie come preziose occasioni per rafforzare la consapevolezza della nostra identità mediante una rinnovata riflessione 60 anni dopo la nostra ufficiale nascita. Anche nella società è cambiato molto sia nei nostri Paesi che nei Continenti. E’ di questi giorni la esplosione della crisi legata al modello di sviluppo basato sulla finanza più che sulla economia della produzione reale. La difficoltà ambientale e climatica, i grandi cambiamenti in parte percepiti e molto ignorati ci interpellano oggi in modo inquietante. Diventa sempre più difficile immaginare un futuro per i giovani che ci appaiono maggiormente disorientati e statici nella loro apatìa da esclusione dai momenti decisionali. Sono come assenti e ricacciati in una area di disimpegno alienante. Tutti coloro che investono in progetti e alimentano speranze sembrano doversi difendere da accuse di dispersione e inutilità. Dunque in una società in cui il modello di sviluppo sembra offuscarsi progressivamente, noi, i nostri istituti, viviamo l’esperienza lacerante della condivisione e della testimonianza di una speranza “certa” perché garantita dalla Redenzione.” Con la relazione sulla attività del Consiglio esecutivo da parte della Presidente sono iniziati i lavori della Assemblea, svolti soprattutto in gruppi linguistici su tracce di approfondimento predisposte da alcuni Membri incaricati o consiglieri. Il senso degli Istituti secolari nella Chiesa e nel mondo, oggi E’ stato il tema del primo tempo dei lavori di gruppo ed è stato introdotto da Fernando Martin Herraez. Sono stati ripresi alcuni spunti emersi nel Congresso del 2007 riconoscendo luci ed ombre che hanno accompagnato il cammino degli Istituti e l’esigenza di una fedeltà creativa capace di rinnovare il nostro impegno condiviso nella comune vocazione, che è dono dello Spirito: la secolarità consacrata. La nostra vocazione si presenta come provvidenziale e si situa nel cuore della Chiesa e del mondo nella prospettiva della sua missione di portare Cristo agli uomini, ma esige discernimento costante per essere un vero laboratorio di dialogo con il mondo, aprendoci al radicalismo assoluto dell’amore di Dio, nella disponibilità costante per un’incarnazione più profonda nel mondo. La tensione degli Istituti secolari porta a relazioni nuove della Chiesa con il mondo: relazioni di fiducia e amore, incarnazione e presenza, dialogo e trasformazione dal di dentro delle realtà temporali. “Non siamo piante da serra né fiori artificiali,” la nostra vocazione si esercita nel mondo, in mezzo agli uomini, prolungando il mistero dell’Incarnazione- suo fondamento teologico- e discernendo i segni dei tempi per essere laboratorio di dialogo. L’opera di salvezza ci porta ad essere non in contrapposizione con la storia degli uomini, ma dentro ed attraverso di essa. Queste tematiche sono state approfondite nei gruppi di studio sottolineando l’esigenza di una costante vivacità vocazionale che, ravvivandone l’identità, porta ad una crescente incisività. La specificità degli Istituti Secolari nella Chiesa e nel mondo Questa tematica è stata esposta da diversi membri che hanno sottolineato alcuni aspetti particolarmente significativi partendo dalla povertà che spinge ad una spiritualità comune a tutti i battezzati che vivono, lavorano e soffrono in questo mondo. “Il dono più grande che possiamo fare alla Chiesa in quanto consacrati secolari- tra l’altro ha detto Giorgio Mazzola dell’Istituto Cristo Re- è quello di mostrare una vita comune, che, senza perdere nulla della propria umanità, ma anzi esaltandola, si consegna in modo radicale al Vangelo” Katharina Brumann, dell’Istituto Caritas Christi, ha invece sottolineato la specificità della discrezione nel vivere in una fraternità responsabile con le altre persone, dando a Dio tutti gli ambiti della vita e darli in modo “celato”. “Siamo chiamati alla santità nel rapporto con le persone, con le autorità e con le strutture. Viviamo sotto lo sguardo del Padre che vede nel segreto perciò è essenziale avvicinarsi alla Verità, coltivando il mondo e pregando la vita” Viene suggerito di trovare nuovi spazi, proporre nuove iniziative per essere messaggeri dell’amore di Dio nel mondo contemporaneo, secondo le diverse esigenze dei Paesi, dei luoghi e dei bisogni degli uomini con i quali viviamo. Trovare anche nuovi mezzi per vivere il nostro impegno politico, migliorando la nostra qualità ed elaborando nuove offerte di formazione, costituendo una rete di scambio di esperienze religiose e professionali, allargando i nostri criteri e cooperando con tutte le forme di vita anche con un programmi di crescita per l’inculturazione. Padre Robert Daviaud, dell’Istituto Prado, dopo aver parlato della specificità del suo Istituto e dell’importanza della testimonianza, ha sottolineato alcune sfide che si presentano oggi agli Istituti secolari. Una grande sfida è l’atto di fede. In nessun Paese, oggi il cristianesimo è “protetto” per cui è sempre più necessario allargare le nostre conoscenze su Gesù Cristo ed accogliere, far posto nella nostra vita a Maria, come discepola e madre. Cercare di accorgerci degli sguardi di Dio per essere persone di fede e di speranza anche nel buio delle nostre possibili notti spirituali. Altra sfida è la coerenza. Non soffermarci solo sul vaso d’argilla che è il nostro essere, ma anche sul tesoro che portiamo lasciandoci trasformare all’interno ed all’esterno dallo Spirito Santo e rivedendo costantemente la qualità del nostro incontro con le persone, con i giovani, con le realtà. Infine curare molto la dignità personale della propria vocazione, avere un traguardo e la certezza che Dio è con noi, è Padre buono che ci trasforma in pane buono da spezzare ai fratelli. Helena Paludo del Seara ha sottolineato l’importanza della contemplazione nella nostra vita per imparare a guardare tutto con gli occhi di Dio. Condividere ed amare in un clima di fraternità che ci renda persone di pace nella semplicità del quotidiano. La fedeltà alla Chiesa ed alle sue direttive deve caratterizzare la nostra specificità che tende a vivere, ogni giorno, in ogni voto l’aspetto valoriale ed oblativo. La disumanizzazione della società ci sfida a sottolineare l’importanza della relazione fraterna e l’animazione umana del mondo, nella ricerca del bene comune e nella testimonianza di un’antropologia cristiana in una società multiculturale e multireligosa; specializzarsi nel discernimento per trovare soluzioni idonee e proposte da condividere con tutti gli altri uomini. Gli Istituti Secolari esperienza di Incarnazione Il secondo tempo dei gruppi di studio ha avuto questo tema ed è stato introdotto da Marisa Parato. Alcuni interrogativi hanno guidato i lavori dopo aver approfondito il senso dell’oggi degli Istituti secolari, inseriti nello scenario del mondo del nostro tempo, per scoprirne il volto nell’ottica del piano di Dio. Chi siamo oggi, perché siamo, come e dove stiamo come persone e come gruppi, verso quali lidi siamo chiamati e verso quali approdi siamo spinti dalle vicende della storia e in profondità dal vento dello Spirito di Dio che, come dice S: Paolo, ci spinge ardendo in noi. Siamo una piccola realtà, un piccolo seme con una grande potenzialità atto a far nascere un albero. Molti rischi possono però minacciare il nostro essere e, tra questi, si segnalano la mediocrità, l’imborghesimento, la mentalità consumistica, l’individualismo, la mancanza di seria, profonda e continua formazione ed un sincretismo filosofico-teologico che potrebbe danneggiare anche il movimento ecumenico. La storia, il tempo ci incalzano e richiedono risposte nuove e significative capaci di una cultura diversa che dia senso alla vita.La lettura della storia e il discernimento del come e del dove il Signore sta chiamando gli Istituti secolari come forza nuova di santificazione nel mondo e nella Chiesa, ci impegnano allo stare insieme ed al costante interrogarci per essere quelle antenne pulite che captano le nuove esigenze e le orientano a Dio. La riscoperta della significatività di una identità coerente porta ad una novità di vita creativa e feconda. L’impegno ad una presenza vigile nei dibattiti culturali, sociali ed umani dei nostri Paesi nelle sfide di oggi, potrebbe promuovere un eventuale Osservatorio che aiuti nel discernimento al quale per vocazione siamo chiamati anche attraverso la ricerca di piste operative condivise e condividibili per una più efficace presenza nell’oggi della storia. I lavori di gruppo hanno sottolineato soprattutto l’esigenza di lavorare in rete aiutandosi come Istituti nella ricerca della Verità e del cammino al quale lo Spirito invita, rimanendo fedeli alla vocazione e presenti alle sfide ed alle discussioni culturali e sociali. Il confronto tra Istituti rende più forti ed incisivi nella rilettura dell’oggi alla luce del Vangelo. Particolare rilievo è stato dato alla collaborazione con le Conferenze nazionali ed alla esigenza di un maggiore impegno per l’elaborazione comune e lo scambio di esperienze. I rapporti personali con le Conferenze nazionali degli Stati Europei fanno presagire la possibilità di incontri a livello europeo auspicando un serio lavoro comune ed un fruttuoso scambio. Significato e caratteristiche di impegno per la CMIS a 36 anni della sua costituzione Il dottor Tresalti durante i lavori dell’Assemblea ha fatto una relazione affrontando questo aspetto. Abbiamo avuto la gioia, con la sua memoria storica, di ringraziare e benedire tanti nostri fratelli e sorelle che nel coraggioso entusiasmo della novità vocazionale hanno lavorato, sofferto e amato fino in fondo la Chiesa ed il mondo. Trattandosi di una Assemblea elettiva al termine gli aventi diritto hanno votato il nuovo consiglio della CMIS che risulta così composto per i prossimi quattro anni: Fernando Martin Herraez , Presidente; Eva Kusz, Giorgio Mazzola, Marisa Parato, Naoko Ozawa, Crisina Ventura, Adalia de Oliveira Tavares, Robert Daviaud, Claire Nantel, Nadege Vedie e Gerald Lacroix. I ringraziamenti più vivi per quanti hanno lavorato in questi anni e gli auguri più cari per i nuovi eletti hanno felicemente concluso i lavori dell’Assemblea. Un grazie specialissimo agli Istituti messicani che hanno organizzato l’incontro ed a Marcella, preziosa ed attenta segretaria.
verso la v assemblea
 
Siate forti, rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore (Sl 30, 25). È a partire da questa espressione del salmo 30 che intendo presentare in questo breve scritto il cammino che i Familiares della Compagnia Missionaria del Sacro Cuore stanno percorrendo in preparazione della propria V Assemblea Ordinaria che si terrà nel prossimo Gennaio 2010, dal 2 al 5. Lo slogan scelto come filo conduttore del nostro percorso e della celebrazione dell’Assemblea è “Noi Familiares testimoni di speranza”. In un mondo come il nostro, dove tutto sembra ormai legato al vivere ogni evento come occasione unica e ultima di “godimento” delle realtà terrene, dove sembra difficile cogliere il senso del vero, del bello, del giusto, della fedeltà, del rispetto, del vero amore, dove “tutto” ha perso il senso del suo “esistere” per acquistarne uno diverso, quello dell’“usa e getta”, anche trattandosi delle stesse persone umane, in questo mondo siamo chiamati ad essere “testimoni di speranza”. Ed allora noi cristiani e più ancora noi che abbiamo abbracciato uno stile di vita, contraddistinto dalla Spiritualità del “Cuore Trafitto”, la Spiritualità che attinge la sua forza in Colui che è stato “il Dono totale, gratuito, e per Amore”, non possiamo assolutamente restare inermi e lasciare che le cose vadano al contrario rispetto al progetto per cui sono state create. Essere “testimoni di speranza” significa far risplendere nel mondo che ci circonda la “verità, il bello, il giusto, il rispetto, il senso dell’amore”. Interrogarci, soffermarci a riflettere, prendere coscienza è un atto dovuto, ma che non deve rimanere assolutamente sulla carta. È necessario che anche oggi sorgano come ieri i “martiri” dell’Amore, coloro cioè che non hanno paura di dare tutto se stessi per far emergere non il desiderio di essere “prime donne” conformi alla mentalità di questo mondo, ma di essere persone che sanno mettersi in discussione per annunciare con la vita Cristo Gesù che è l’unica “Verità”, l’unica via di salvezza, l’unico che da senso alla nostra vita, perché Lui è la vera Vita. Le parole del salmo 30, “Siate forti, rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore” sono un caloroso invito a non lasciarci travolgere dal vortice distruttivo del mondo e a confidare unicamente nel Signore. Sia questo lo sforzo di ciascuno di noi per giungere ben preparati alla nostra Assemblea e trovare forti stimoli per “essere” gioiosi testimoni di speranza, per “essere” nel mondo piccole lampade che indicano la vera Luce, per “essere” il “sale” che da sapore, per “essere”, in tutta umiltà, costruttori di amore, di pace e di unità, secondo il Cuore di Cristo. Chiedo a tutti di accompagnarci, in questo cammino di preparazione per l’Assemblea, con la preghiera, perché il Signore illumini la nostra vita, ci sorregga e infonda in tutti noi il desiderio di essere ovunque all’altezza del compito affidatoci e che scaturisce dalla contemplazione del suo Cuore trafitto per realizzare il dono di noi stessi nell'impegno quotidiano a vivere la sua totale disponibilità al Padre e agli uomini (statuto n. 7).
1 . 2 . 3 . 4 . 5 . 6 . 7 . 8 . 9 . 10 . 11 . 12 . 13 . 14 . 15 . 16 . 17 . 18 . 19 . 20 . 21 . 22 . 23 . 24 . 25 . 26 . 27 . 28 . 29 . 30 . 31 . 32 . 33 . 34 . 35 . 36 . 37 . 38 . 39 . 40 . 41 . 42
Logo
COMPAGNIA MISSIONARIA DEL SACRO CUORE
Via A. Guidotti 53, 40134 - Bologna - Italia - Telefono: +39 051 64 46 472

Follow us on Facebook